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Salvo buon fine

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Laurent Franceschetti

unread,
Aug 4, 2000, 3:00:00 AM8/4/00
to
Dicesi di una operazione bancaria che viene eseguita subito, con la riserva
che venga poi completata correttamente; in caso contrario verrebbe
annullata. Per esempio un assegno depositato č accreditato dalla banca con
la riserva che l'emittente abbia poi abbastanza danaro in conto per pagare:
quindi la banca scrive "accreditato salvo buon fine".

Salvo significa "fatta eccezzione" (come in "salvo in caso di problemi").

Perciņ "salvo buon fine", preso letteralmente significherebbe "a meno che
vada a buon fine", cioč esattamente il contrario del suo senso.

Qualcuno mi potrebbe spiegare questo paradosso apparente?
Grazie.

SE

unread,
Aug 5, 2000, 3:00:00 AM8/5/00
to
> Salvo significa "fatta eccezzione" (come in "salvo in caso di problemi").
>
> Perciň "salvo buon fine", preso letteralmente significherebbe "a meno che

> vada a buon fine", cioč esattamente il contrario del suo senso.

Anch'io me lo sono chiesto...credo che sia una locuzione nata cosě e poi
lasciata andare.

P.S. Occhio alle due zeta in "eccezione", qua sono tutti pignoli ;-))

Stardust®

unread,
Aug 5, 2000, 3:00:00 AM8/5/00
to
"Laurent Franceschetti" ha scritto nel messaggio

> Perciò "salvo buon fine", preso letteralmente significherebbe "a meno
che
> vada a buon fine", cioè esattamente il contrario del suo senso.

> Qualcuno mi potrebbe spiegare questo paradosso apparente?
> Grazie.

Credo si tratti di una contrazione della clausola che prevede che
la Banca si riserva di accertare, dopo il versamento, il "buon fine"
dell' incasso della somma rappresentata dal titolo di credito.

La formula estesa e': "Salvo il mancato buon fine".


Saluti

Stardust®


Lety

unread,
Aug 5, 2000, 3:00:00 AM8/5/00
to
E' una cosa che mi sono sempre chiesta anch'io! Però non ho mai trovato una
risposta... spero che qualcuno ce la sappia dare...
Lety

Sergio

unread,
Aug 5, 2000, 3:00:00 AM8/5/00
to
On Fri, 4 Aug 2000 23:08:42 +0200, "Laurent Franceschetti"
<fran...@my-deja.com> wrote:

>Dicesi di una operazione bancaria che viene eseguita subito, con la riserva
>che venga poi completata correttamente; in caso contrario verrebbe

>annullata. Per esempio un assegno depositato è accreditato dalla banca con


>la riserva che l'emittente abbia poi abbastanza danaro in conto per pagare:
>quindi la banca scrive "accreditato salvo buon fine".
>

>Salvo significa "fatta eccezzione" (come in "salvo in caso di problemi").
>

>Perciò "salvo buon fine", preso letteralmente significherebbe "a meno che
>vada a buon fine", cioè esattamente il contrario del suo senso.
>
>Qualcuno mi potrebbe spiegare questo paradosso apparente?

Beh, ho atteso, ma visto che il nodo non si scioglie......
Premetto che sono stato bancario e sono conscio che la terminologia e'
spesso ostica, farraginosa, ridondante e.... chi piu' ne ha, piu' ne metta.
La casistica del termine "salvo" in banca e' piuttosto nutrita. Abbiamo:
salvo avviso, buon fine, incasso, meglio, conferma, disdetta, imprevisti,
rinuncia, forza maggiore........
Se invece ci spostiamo nel commercio abbiamo:
salvo arrivo, errori e omissioni, venduto....

Quindi il problema non e' solo bancario, ma trae origine dalla
molteplicita' del significato di "salvo".
In una delle accezioni si dice che: Se usato in costruzioni assolute, e'
forma ellittica e sta per "a condizione che sia salvo, che non patisca
danno o pregiudizio".

Pertanto il significato della clausola "salvo buon fine" e' da leggersi
come "a condizione che sia salvo (che non subisca danno) il buon fine"

Spero di esservi stato utile.

Sergio.

Nicola Nobili

unread,
Aug 5, 2000, 3:00:00 AM8/5/00
to
Sergio

> Premetto che sono stato bancario

Ecco, bravo, forse sei avvezzo alla terminologia astrusa
commercial-contrattuale e puoi spiegarmi una cosetta che non ho mai capito.
L'espressione "star del credo", che ho letto un paio di volte in contratti,
che cavolo sarebbe? Mi hanno spiegato, in definitiva, ciň che significa, ma
da dove trae origine? E da quando si usa?

Ciao,
Nicola

--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca)

Stardust®

unread,
Aug 5, 2000, 3:00:00 AM8/5/00
to
"Nicola Nobili" ha scritto nel messaggio

> L'espressione "star del credo", che ho letto un paio di volte in

> contratti, che cavolo sarebbe? Mi hanno spiegato, in definitiva, ciò


> che significa, ma da dove trae origine? E da quando si usa?

Non dovrebbe essere "star del credo", ma bensi' "star del credere",
ed e' una clausola che vincola il proponente di un affare ad essere
parzialmente corresponsabile in solido per i danni derivanti dall'
eventuale mancato buon fine di transazioni commerciali per suo tramite
procurate.

In particolare, era caratteristica di molti contratti
di intermediari, agenti e/o rappresentanti di commercio.

Saluti.

Stardust®

Sergio

unread,
Aug 6, 2000, 3:00:00 AM8/6/00
to
On Sat, 5 Aug 2000 20:53:43 +0200, "Nicola Nobili" <nino...@tin.it> wrote:

> Ecco, bravo, forse sei avvezzo alla terminologia astrusa
>commercial-contrattuale e puoi spiegarmi una cosetta che non ho mai capito.

>L'espressione "star del credo", che ho letto un paio di volte in contratti,
>che cavolo sarebbe? Mi hanno spiegato, in definitiva, ciò che significa, ma
>da dove trae origine? E da quando si usa?

Ti ringrazio del bravo, ma non c'era niente di particolarmente complesso nè
astruso, il linguaggio commerciale/bancario ha in questo caso attinto in
toto alla lingua. La particolarita' risiede essenzialmente nel significato
abbastanza complesso di "salvo". Ci sono diversi casi di frasi "civili" che
fanno ricorso a questa accezione. Una cosa che invece stenterai a credere
e' il fatto che in fondo alla mia risposta stavo mettendo un:
PS: Spero che nessuno mi venga a chiedere cosa e' lo "star del credere".
Poi l'ho tolto pensando che era meglio non titillare il velopendulo della
curiosita' in considerazione del fatto che si tratta di una obbligazione
strettamente legata al contratto di commissione commerciale.

Mi dici che ti hanno gia' spiegato il significato dell'obbligazione, per
cui passo alla derivazione.

Si tratta di "stare" (obbligato al committente a causa) "del credere", da
parte del commissionario, che il terzo contraente (il cliente) paghera' al
committente la merce commissionata.
Se il cliente non paga, il "credere" decade e scatta l'obbligazione (e il
commissionario se la prende in saccoccia).

Qualora fosse poco chiaro o sconosciuto:
Committente = venditore;
Commissionario=intermediario, agente, rappresentante;
Terzo contraente=cliente.

Come nota aggiuntiva posso dire che, odiernamente, l'intera rivalsa non
esiste piu' in quanto non si troverebbero piu' commissionari disposti a
correre siffatto rischio. Lo "star del credere" attualmente e' una
percentuale aggiuntiva alla commissione che anziche' essere liquidata al
commissionario si accumula in un monte a garanzia degli eventuali crediti
non riscossi. Periodicamente, se non ci sono insoluti, parte della somma
viene accreditata al commissionario ed il resto ricostituisce il monte di
garanzia.
Da quando esiste ? Non lo so, ma credo da quando esiste il contratto di
commissione. Se ci pensi su' e' insito nel meccanismo, il committente non
conosce il cliente (quasi sempre), si deve fidare (ma non tanto) del
commissionario che per ovvî motivi deve invece conoscerlo e garantire per
lui.

Cuntent?
Sergio.

Nicola Nobili

unread,
Aug 6, 2000, 3:00:00 AM8/6/00
to
Sergio

> per ovvî motivi deve invece conoscerlo e garantire per
> lui.
>
> Cuntent?

Sorbole! Eppoi, m'hai pure messo l'accento circonflesso :-)

Grazie,

Paolo Bonardi

unread,
Aug 7, 2000, 3:00:00 AM8/7/00
to

Nicola Nobili wrote:

>
> L'espressione "star del credo", che ho letto un paio di volte in contratti,
> che cavolo sarebbe? Mi hanno spiegato, in definitiva, ciò che significa, ma
> da dove trae origine? E da quando si usa?

Nicola, dovrebbe esserci ancora su deja.com un filone in cui se ne parlò tempo
fa.
L'espressione "star del credere" deriva da "stare mallevadore del credito
altrui".

P.

>
>
> Ciao,

Sergio

unread,
Aug 7, 2000, 3:00:00 AM8/7/00
to
On Sun, 6 Aug 2000 20:36:13 +0200, "Nicola Nobili" <nino...@tin.it> wrote:

>> per ovvî motivi deve invece conoscerlo e garantire per
>> lui.
>>
>> Cuntent?
>
> Sorbole! Eppoi, m'hai pure messo l'accento circonflesso :-)

Nicola
evidentemente viaggiamo nella stessa lunghezza d'onda!
Avevo scritto "ovvii" perche' mi scocciava andare a pescare il
circonflesso, ma poi mi sono detto che forse avresti gradito e ....

A proposito di "espressioni" bancarie invece quella che lascia la gente
letteralmente a bocca aperta e' la famosa "lettera di malleva" (o manleva)
di cui,se non ricordo male, c'e stato pure un thread.

Saluti bancari.

Sergio.

Vitt

unread,
Aug 7, 2000, 3:00:00 AM8/7/00
to
Sergio nel messaggio <37voos4bbdccl5ib2...@4ax.com> ha
scritto:

>Cuntent?

Ma siamo in i.c.l.italiano o lombardo?
:-))

Sergio

unread,
Aug 7, 2000, 3:00:00 AM8/7/00
to
On Mon, 07 Aug 2000 12:19:19 +0200, Paolo Bonardi <paol...@tin.it> wrote:

>Nicola, dovrebbe esserci ancora su deja.com un filone in cui se ne parlò tempo
>fa.

Mi hai fatto venire la curiosita' ed ho fatto una ricerca sui miei archivi,
ma ho trovato solo un filone su mallevare-mallevadore. Era questo ?
(quello dove si svelo' Videosintesi GP)

>L'espressione "star del credere" deriva da "stare mallevadore del credito
>altrui".

Io in risposta a Nicola ho scritto:

>Si tratta di "stare" (obbligato al committente a causa) "del credere", da
>parte del commissionario, che il terzo contraente (il cliente) paghera' al
>committente la merce commissionata.

interpretando l'origine che non ho trovato da alcuna parte.

"stare (essere) obbligato al committente" equivale sicuramente a "essere
mallevadore verso il committente" e non ho usato il termine per evitare
ulteriori spiegazioni. Quanto al resto, se pur concettualmente
assimilabile, e' piuttosto farraginoso. E cio' deriva dal fatto che pur
avendo sempre accostato debito con dovere/dovuto, non ho mai accostato
credito con credere/creduto. E non mi piace sapere che i miei debiti sono
certi mentre i miei crediti sono ipotetici (credere non e' certezza!). ;-))

Sergio.

Sergio

unread,
Aug 7, 2000, 3:00:00 AM8/7/00
to

Ma non mi dire! Non essendo un meridionalismo pensavo fosse una registranda
forma regionale. ^__________^

Sergio.

GCPillan

unread,
Aug 7, 2000, 3:00:00 AM8/7/00
to
Sergio, visto che te ne intendi di banche... un amico mi ha detto che:
......................................................................
Tra l'altro, nel 2002 le banche guadagneranno miliardi grazie alla
conversione della moneta: per convertire le lire in euro, arrotondando
sistematicamente a tuo favore e guadagnando uno o due centesimi su ogni
operazione, una banca può accrescere il suo capitale a velocità
impressionante, senza che i clienti defraudati se ne accorgano. Eppoi,
quanti aprirebbero una causa legale per riavere un mezzo centesimo
sottratto in siffatta maniera?
......................................................................


Cosa ne pensi? Ritieni che le banche guadagneranno davvero miliardi
fregandoli dalle nostre tasche? Senza che noi ce ne accorgiamo?
--
____________________________________

Giancarlo Pillan - Ivrea - Italy
____________________________________

Paolo Bonardi

unread,
Aug 8, 2000, 3:00:00 AM8/8/00
to

GCPillan wrote:

> Sergio, visto che te ne intendi di banche... un amico mi ha detto che:
> ......................................................................
> Tra l'altro, nel 2002 le banche guadagneranno miliardi grazie alla
> conversione della moneta: per convertire le lire in euro, arrotondando
> sistematicamente a tuo favore e guadagnando uno o due centesimi su ogni
> operazione, una banca può accrescere il suo capitale a velocità
> impressionante, senza che i clienti defraudati se ne accorgano

Uhm, Giancarlo, eppure questa cosa che hai scritto mi ricorda un vecchio
filone... c'entrava per caso Nicola Nobili?

P.


Videosintesi GIP

unread,
Aug 8, 2000, 3:00:00 AM8/8/00
to

Sergio wrote:

> "stare (essere) obbligato al committente" equivale sicuramente a "essere
> mallevadore verso il committente" e non ho usato il termine per evitare
> ulteriori spiegazioni. Quanto al resto, se pur concettualmente
> assimilabile, e' piuttosto farraginoso. E cio' deriva dal fatto che pur
> avendo sempre accostato debito con dovere/dovuto, non ho mai accostato
> credito con credere/creduto. E non mi piace sapere che i miei debiti sono
> certi mentre i miei crediti sono ipotetici (credere non e' certezza!). ;-))

Urca! Sergio, sai che non ho inteso cosa vuoi dire? O meglio: non capisco se sei
d'accordo con l'interpretazione "stare mallevadore del credito altrui" o no.
D'altra parte credere, in latino, faceva "credo, credis, credidi, creditum,
credere", quindi il legame "credito (pecuniario o altro) -credere" č assolutamente
fuori dubbio.

P.


Sergio

unread,
Aug 8, 2000, 3:00:00 AM8/8/00
to
On Mon, 07 Aug 2000 19:40:39 GMT, GCPillan <gcpi...@email.com> wrote:

>Sergio, visto che te ne intendi di banche... un amico mi ha detto che:
>......................................................................
> Tra l'altro, nel 2002 le banche guadagneranno miliardi grazie alla
>conversione della moneta: per convertire le lire in euro, arrotondando
>sistematicamente a tuo favore e guadagnando uno o due centesimi su ogni

^^^^
Suppongo sia "a loro", altrimenti il discorso non regge. Inoltre quell'
"uno o due" non esiste. Puo' essere solo 1 (vedi sotto).

>operazione, una banca può accrescere il suo capitale a velocità

>impressionante, senza che i clienti defraudati se ne accorgano. Eppoi,
>quanti aprirebbero una causa legale per riavere un mezzo centesimo
>sottratto in siffatta maniera?
>......................................................................
>
>Cosa ne pensi? Ritieni che le banche guadagneranno davvero miliardi
>fregandoli dalle nostre tasche? Senza che noi ce ne accorgiamo?

Cosa ne penso ? Che la fantasia umana e' incommensurabile (non la tua
chiaramente).
Premetto che una Banca e' una azienda commerciale che tratta "soldi". Una
azienda commerciale ha lo scopo precipuo di guadagnare. La banca,
commerciando in soldi, quadagna soldi. Non dico che la banca non utilizza
"trappole", dico che qualunque azienda commerciale organizza "trappole".
Quando un supermercato ti pratica un 3x2 ti ha "intrappolato" vendendoti 3
pezzi di cui probabilmente non hai bisogno immediato (ma lei incassa i
soldi subito realizzando liquidita') ed ha "intrappolato" anche i
concorrenti che non venderanno (o venderanno meno).
L'arrotondamento invece non e' una trappola, almeno per quanto attiene le
banche, a meno che non sia "fraudolenza" del singolo funzionario che
agirebbe in nome e per conto proprio.
L'arrotondamento e' regolato dalla legge. Esso va effettuato sulla somma e
non sui singoli addendi (ecco perche' non si puo' guadagnare piu' di 1
unita' arrotondata per singola operazione) e segue la seguente procedura:
si analizzano "n" cifre dopo la cifra che deve essere arrotondata, si
confrontano queste cifre con 5*10^(n-1) e, se esse sono inferiori si lascia
la cifra inalterata troncando l'eccesso, se sono uguali o maggiori si
aumenta di una unita' l'ultima cifra significativa.
(esempio: 1,49 = 1 mentre 1,50 = 2)
Le probabilita' in difetto (0-4) sono identiche a quelle in eccesso (5-9).
Quindi cliente e banca hanno la stessa probabilita' di perdere/guadagnare
una lira (genericamente una unita' arrotondata).
Con la moneta corrente si effettua l'arrotondamento ai centesimi (2 cifre)
con l'euro non so, ma credo che la legge abbia stabilito l'arrotondamento
ai millesimi (1 cifra).
Come vedi il problema e' un non-problema.
Rimane il funzionario "furbo", ma lui, e solo lui, commette il reato di
furto aggravato anche se la banca e' responsabile verso il cliente e si
rivarra' sul funzionario.

Andiamo all' ultimo punto, l'ipotetico illecito arricchimento.
Faccio un conto su dati della banca dove lavoravo:
Clienti C/C 60.000 media 1000 operazioni/anno = 60000000
Clienti periodici (solo pagamento stipendi) 60.000 media 13 op/anno 800000
Totale 60,8 milioni x 1 lira= 60800000 di guadagno annuo.
Sai che pacchia! (mi riferisco a "guadagno impressionante")

Sono stato esaustivo ?

Sergio.

Paolo Bonardi

unread,
Aug 8, 2000, 3:00:00 AM8/8/00
to

Sergio wrote:

> Sono stato esaustivo ?

Esaustivo č sicuramente un termine corretto, anche se pur arrivato in italiano
attraverso il francese e l'italiano, ma a me proprio non piace...
Io preferisco "esauriente", che ne č sinonimo, in quanto la radice "esausto" mi
suona male.
Piccolo sondaggio?

P.


magica

unread,
Aug 8, 2000, 3:00:00 AM8/8/00
to
In <ubmvos4v33cn9699h...@4ax.com> Sergio scrive...

> si analizzano "n" cifre dopo la cifra che deve essere arrotondata, si
> confrontano queste cifre con 5*10^(n-1) e, se esse sono inferiori si
> lascia la cifra inalterata troncando l'eccesso, se sono uguali o
> maggiori si aumenta di una unita' l'ultima cifra significativa.
> (esempio: 1,49 = 1 mentre 1,50 = 2)
> Le probabilita' in difetto (0-4) sono identiche a quelle in eccesso
> (5-9).
> Quindi cliente e banca hanno la stessa probabilita' di
> perdere/guadagnare una lira (genericamente una unita' arrotondata).

[...]
> Sono stato esaustivo ?

L'elettropaolo ti preferirebbe esauriente. Io invece ho qualcosa che mi
perplime.

Supponiamo, per tornare al tuo esempio, che la somma a debito sia
esattamente 1,00. In questo caso l'arrotondamento a 1 non procurerebbe
né perdite né guadagni al debitore. Se invece al somma fosse 1,01, il
debitore guadagnerebbe 0,01 (dato che dovrebbe solo restituire 1)
E così via. Quindi, riassumendo (indico con numeri negativi le perdite):

somma gua/per
1,00 0,00
1,01 +0,01
1,02 +0,02
...
1,49 +0,49
1,50 -0,50
1,51 -0,49
...
1,99 -0,01

I guadagni e le perdite nei 100 casi considerati non si bilanciano: c'è
una perdita netta di 0,01. Dunque se questi 100 casi rappresentano
eventi equiprobabili, la perdita media del debitore è di 0,01/100, cioè
0,0001 per operazione.

Il contrario per il creditore.

Ora le banche fanno più operazioni risultanti in un loro credito o in un
loro debito?

In ogni caso i guadagni o le perdite sarebbero minimi.

Ciao.

Gian Carlo


Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Before you buy.

Sergio

unread,
Aug 8, 2000, 3:00:00 AM8/8/00
to
On Tue, 08 Aug 2000 10:11:53 +0200, Videosintesi GIP <vide...@tin.it>
wrote:

>
>
>Sergio wrote:
>
>> "stare (essere) obbligato al committente" equivale sicuramente a "essere
>> mallevadore verso il committente" e non ho usato il termine per evitare
>> ulteriori spiegazioni. Quanto al resto, se pur concettualmente
>> assimilabile, e' piuttosto farraginoso. E cio' deriva dal fatto che pur
>> avendo sempre accostato debito con dovere/dovuto, non ho mai accostato
>> credito con credere/creduto. E non mi piace sapere che i miei debiti sono
>> certi mentre i miei crediti sono ipotetici (credere non e' certezza!). ;-))
>
>Urca! Sergio, sai che non ho inteso cosa vuoi dire? O meglio: non capisco se sei
>d'accordo con l'interpretazione "stare mallevadore del credito altrui" o no.

Assolutamente, totalmente ed incondizionatamente d'accordo.

>D'altra parte credere, in latino, faceva "credo, credis, credidi, creditum,

>credere", quindi il legame "credito (pecuniario o altro) -credere" è assolutamente
>fuori dubbio.

Credo (ecco che rispunta) che la cosa sia valida sia per me che anche per
gli altri. Alcune parole le diciamo/scriviamo, seppur propriamente, per
"assuefazione" senza pensare al reale significato.
Io utilizzavo "credito" esattamente per il suo significato, ma non lo avevo
mai messo in relazione con "credere" (finche' non l'ho cercato).
L'ultima frase era una battuta sul fatto che, riflettendoci, i crediti
"credo" di averli mentre i debiti "debbo" soddisfarli.

Ciao.
Sergio.

Sergio

unread,
Aug 8, 2000, 3:00:00 AM8/8/00
to
On Tue, 08 Aug 2000 12:24:42 +0200, Paolo Bonardi <paol...@tin.it> wrote:

>Esaustivo č sicuramente un termine corretto, anche se pur arrivato in italiano
>attraverso il francese e l'italiano, ma a me proprio non piace...
>Io preferisco "esauriente", che ne č sinonimo, in quanto la radice "esausto" mi
>suona male.
>Piccolo sondaggio?

Caro Paolo

conosci il principio psicologico su cui si fonda uno certo tipo di
pubblicita'?
Ti martellano, martellano, martellano.... finche' qualcosa non ti si fissa
nei neuroni. Quando andrai a fare la spesa e guarderai tra i banconi al
vedere un certo prodotto e' probabile che scatti una sinapsi che ti fara'
"sembrare" quel prodotto conosciuto e quindi affidabile.

La stessa cosa avviene con i giornali e i telegiornali, con gli
intervistatori e con gli intervistati. Ad un certo punto una parola, una
frase, un modo di dire ti parranno normali.

Comunque se c'e' da sondare sondiamo!

Appoggio la tua tesi: esauriente.

Sergio.

Sergio

unread,
Aug 8, 2000, 3:00:00 AM8/8/00
to
On Tue, 08 Aug 2000 11:51:21 GMT, magica <mag...@myworldmail.com> wrote:

>L'elettropaolo ti preferirebbe esauriente. Io invece ho qualcosa che mi
>perplime.

Solo gli ignoranti non "perplimono"

>Supponiamo, per tornare al tuo esempio, che la somma a debito sia
>esattamente 1,00. In questo caso l'arrotondamento a 1 non procurerebbe

[ometto perche' credo logico e scontato]


>I guadagni e le perdite nei 100 casi considerati non si bilanciano: c'è
>una perdita netta di 0,01. Dunque se questi 100 casi rappresentano
>eventi equiprobabili, la perdita media del debitore è di 0,01/100, cioè
>0,0001 per operazione.

La tua osservazione non e' da poco. Cerchero' di darti una spiegazione.

La cifra soggetto dell' arrotondamento puo' assumere i valori da 0 a 9.
In effetti si tratta di 10 possibili combinazioni, ma al fine della
valutazione solo 9 potrebbero essere utilizzate in quanto 0 non rappresenta
una variazione dal valore globale. Tentare di ripartire in due un numero
dispari senza incorrere in un ulteriore arrotondamento (che a sua volta
introdurrebbe un arrotondamento......) sarebbe stata una operazione
impossibile. Ripartendo a meta', zero compreso, si hanno a destra cinque
cifre a favore/sfavore a sinistra invece restano 4 cifre reali a
sfavore/favore piu' lo zero che risulta invariante rispetto al valore
totale quindi puo' essere considerato sia a favore che a sfavore (tanto non
cambia niente). Sul risultato globale questa posizione influisce in minima
parte, specialmente se l'arrotondamento e' ai centesimi.

Sono stato ESAURIENTE?

Sergio.

GCPillan

unread,
Aug 8, 2000, 3:00:00 AM8/8/00
to
Sergio:
> Sono stato esaustivo ?

Sei stato molto esaustivo! Le parole che ho riportato sono quelle esatte
e complete di Nicola. Questa la mia risposta dell'epoca. Nicola reagì
male. Non accettò la mia scommessa. Ecco com'è iniziata e come è finita.
Sergio, perché non esamini anche tu un estratto conto come chiede di
fare Nicola? Lui ne ha parecchi che "dimostrano" che tu non capisci
niente :-)
_______________________________________________________________________

Nicola Nobili:


> Tra l'altro, nel 2002 le banche guadagneranno miliardi grazie alla
> conversione della moneta: per convertire le lire in euro, arrotondando
> sistematicamente a tuo favore e guadagnando uno o due centesimi su ogni

> operazione, una banca può accrescere il suo capitale a velocità
> impressionante, senza che i clienti defraudati se ne accorgano. Eppoi,
> quanti aprirebbero una causa legale per riavere un mezzo centesimo sottratto
> in siffatta maniera?

1) Questa mi pare una cazzata.
2) Se le banche arrotondano a TUO favore perdono, non guadagnano.
3) Gli arrotondamenti sono statisticamente neutri.
4) Si arrotonda ciò che è inferiore al centesimo, quindi la massima
"frode" sarebbe di mezzo centesimo per operazione. Con 20 operazioni...
200 lire. 200 lire per cliente non permettono ad alcuna banca di
"accrescere il capitale a velocità impressionante".
5) Tale frode verrebbe immediatamente scoperta e denunciata dalle
associazioni dei consumatori.

Sì, potevo lasciar perdere... una più, una meno: lo "stile" è questo:
non aver il senso della misura ed esagerare senza riflettere.
_______________________________________________________________________

GCPillan

> 1) Questa mi pare una cazzata.

Fortuna che sono io, quello che parla male!
Pillan, la "sciocchezza" è un dato statistico: ho già visto su
numerosi
estratti conto come le banche stanno avvantaggiandosi dalle operazioni
di
cambio. Se ti prendi la briga di contare, col calcolatore, tutte le
operazioni bancarie del tuo conto, usando tutte le cifre decimali,
vedrai
che ho ragione. Se poi continui a non credermi, almeno esprimiti da
ingegnere, e non da pezzente.

Nicola
_______________________________________________________________________

Nicola Nobili:
> > 1) Questa mi pare una cazzata.
>
> Fortuna che sono io, quello che parla male!
> Pillan, la "sciocchezza" è un dato statistico: ho già visto su numerosi
> estratti conto come le banche stanno avvantaggiandosi dalle operazioni di
> cambio. Se ti prendi la briga di contare, col calcolatore, tutte le
> operazioni bancarie del tuo conto, usando tutte le cifre decimali, vedrai
> che ho ragione. Se poi continui a non credermi, almeno esprimiti da
> ingegnere, e non da pezzente.

Tu tiri sempre fuori la statistica... salvo tirarti indietro quando io
questa benedetta statistica la voglio VERIFICARE IN CONCRETO. Ebbene,
voglio farlo anche stavolta. Inviami copia di questo presunto conto che
fa diventare ricca la banca. Sono disposto a scommettere anche qui... ma
so che non accetti: ti piace sparare cazzate ma non hai MAI, dico MAI il
coraggio di dimostrarle!

Dimenticavo: uso "cazzata" con un significato diverso di "stupidaggine".
So che è volgare, ma non conosco termine equivalente.
Ho anche cercato sul dizionario. Suggeriscimene uno!

Cazzata è peggio di stupidaggine.
La prima è volontaria, la seconda potrebbe non esserlo.
_______________________________________________________________________

GCPillan
> Inviami copia di questo presunto conto che
> fa diventare ricca la banca.

Non mi metto certo a spedire in giro i numerosi estratti conto che
mi
sono stati mostrati e spiegati da miei conoscenti! Se non vuoi credermi,
fatti tuoi.

> Dimenticavo: uso "cazzata" con un significato diverso di "stupidaggine".
> So che è volgare, ma non conosco termine equivalente.
> Ho anche cercato sul dizionario. Suggeriscimene uno!

In questo caso direi "verità", oppure "osservazione acuta", oppure
"interessante dettaglio", etc.

Nicola
_______________________________________________________________________

Finì così. Perché non credere a Nicola ed alle sue prove inconfutabili?

GCPillan

unread,
Aug 8, 2000, 3:00:00 AM8/8/00
to
magica, tu stai ipotizzando una serie di operazioni dello stesso segno e
dello stesso importo la cui perdita per arrotondamento è sempre in un
solo senso. Non puoi certo fare "statistiche" in questo modo!

magica

unread,
Aug 9, 2000, 3:00:00 AM8/9/00
to
In <ccm0psskls2v6lm19...@4ax.com> Sergio scrive...

> Cerchero' di darti una spiegazione.

[...]


> Sul risultato globale questa posizione influisce in minima
> parte, specialmente se l'arrotondamento e' ai centesimi.
> Sono stato ESAURIENTE?

Certo. Anche perché coincide con quanto ho scritto io. ((((-:

A perplimermi era però...

>> Le probabilita' in difetto (0-4) sono identiche a quelle in eccesso
>> (5-9).
>> Quindi cliente e banca hanno la stessa probabilita' di
>> perdere/guadagnare una lira (genericamente una unita' arrotondata).

.. cioè una conclusione basata su un assunto falso (le probabilità di
arrotondare in difetto sono le stesse di quelle di arrotondare in
eccesso).

A causa della non equità (anche se minima) del meccanismo
dell'arrotondamento un determinato cliente e una determinata banca
hanno la stessa probabilità di perdere/guadagnare sono se
statisticamente il numero di operazioni che li riguardano risultano
metà a credito e metà a debito di quel particolare cliente.

Ciao.

Gian Carlo

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magica

unread,
Aug 9, 2000, 3:00:00 AM8/9/00
to
In <398FDFEA...@tin.it> Paolo Bonardi scrive...
> Sergio wrote:

>> Sono stato esaustivo ?
> Esaustivo è sicuramente un termine corretto, anche se pur arrivato


> in italiano attraverso il francese e l'italiano, ma a me proprio non
> piace...

> Io preferisco "esauriente", che ne è sinonimo, in quanto la radice


> "esausto" mi suona male.
> Piccolo sondaggio?

Guarda elettropaolo, nonostante le tue perplessità (a proposito: ma
esaustivo non ci è arrivato dall'inglese exhaustive?) e nonostante
anche il Devoto-Oli lo consideri un sinonimo di esauriente...

>> esauriente - aggettivo - Che tien conto di ogni possibile esigenza
di >> approfondimento specifico: un e. studio sugli epigrammi
alfieriani;
>> estens., completo, convincente.
>>
>> esaustivo - aggettivo, letterario - Che fornisce con rigorosa
>> esattezza tutti i dati relativi a uno o più argomenti; esauriente.

..a me sembra che, in italiano, esaustivo venga usato di solito con un
ristretto significato (che certo esauriente comprende, ma senza essere
così specifico), cioè "che ha esaurito (che ha -esausto-, se si potesse
dire) tutte le possibilità".

Paolo Bonardi

unread,
Aug 9, 2000, 3:00:00 AM8/9/00
to

magica wrote:

> Paolo Bonardi scrive...


> > Esaustivo è sicuramente un termine corretto, anche se pur arrivato
> > in italiano attraverso il francese e l'italiano

Eh, in effetti volevo scrivere "anche se pur arrivato in italiano attraverso il
francese e l'inglese" e invece... il baco!

> a me sembra che, in italiano, esaustivo venga usato di solito con un
> ristretto significato (che certo esauriente comprende, ma senza essere
> così specifico), cioè "che ha esaurito (che ha -esausto-, se si potesse
> dire) tutte le possibilità".

Vero, caro Gian Carlo, ma è anche vero che sia "esaurire" che "esausto" derivano
ovvero sono continuazione dello stesso verbo latino "exhaurire", di cui
"esausto" è semplicemente il passato.
Quindi, teoricamente, i nostri due sono perfetti sinonimi.

P.


magica

unread,
Aug 9, 2000, 3:00:00 AM8/9/00
to
In article <39914214...@tin.it> Paolo Bonardi scrive...

> Quindi, teoricamente, i nostri due sono perfetti sinonimi.

Sě. E tuttavia anche fra esausto ed esaurito, che per lo stesso motivo
dovrebbero essere sinonimi, esiste una bella differenza: quando una
persona afferma di essere esausta credo che nessuno pensi a un suo
esaurimento nervoso.

Paolo Bonardi

unread,
Aug 9, 2000, 3:00:00 AM8/9/00
to

GCPillan wrote:

> Sergio:
> > Sono stato esaustivo ?
>
> Sei stato molto esaustivo! Le parole che ho riportato sono quelle esatte
> e complete di Nicola. Questa la mia risposta dell'epoca. Nicola reagì
> male. Non accettò la mia scommessa. Ecco com'è iniziata e come è finita.
> Sergio, perché non esamini anche tu un estratto conto come chiede di
> fare Nicola? Lui ne ha parecchi che "dimostrano" che tu non capisci
> niente :-)

Ma scusa Giancarlo,
che bisogno c'è di proseguire questa battaglia? Hai pescato un argomento di
diversi mesi fa per fare cosa? Dimostrare che Nicola Nobili ha sbagliato? Che
sarebbe un cafone?
Ma non eri tu che, ai tempi (ahimè, molto prossimi) in cui la guerra all'ultimo
sangue fra Enoch Soames e i varii suoi nemici imperversava, dicevi che non bisogna
ammorbare il gruppo con discussioni sterili e fuori tema?
E che si deve premettere la dicitura OT ai filoni che nulla hanno a che fare con
la lingua italiana?
Senza polemica, eh! Ma lascialo vivere quel cristiano...

P.


Paolo Bonardi

unread,
Aug 9, 2000, 3:00:00 AM8/9/00
to

magica wrote:

> In article <39914214...@tin.it> Paolo Bonardi scrive...
>
> > Quindi, teoricamente, i nostri due sono perfetti sinonimi.
>
> Sě. E tuttavia anche fra esausto ed esaurito, che per lo stesso motivo
> dovrebbero essere sinonimi, esiste una bella differenza: quando una
> persona afferma di essere esausta credo che nessuno pensi a un suo
> esaurimento nervoso.

Interessante č che gli inglesi abbiano mantenuto il passato di "exhaurire" per
indicare esaurito sia nell'accezione di "consumato" che in quella di "stremato,
senza forze"; infatti gli "exhausted gas" sono i gas di scarico frutto della
combustione all'interno di un motore a scoppio; ma dire "I am exhausted"
significa proprio "sono stremato".

P.


magica

unread,
Aug 9, 2000, 3:00:00 AM8/9/00
to
In <3991504A...@tin.it> Paolo Bonardi scrive...

> Interessante č che gli inglesi abbiano mantenuto il passato di
> "exhaurire" per indicare esaurito sia nell'accezione di "consumato"
> che in quella di "stremato, senza forze"; infatti gli "exhausted gas"
> sono i gas di scarico frutto della combustione all'interno di un
> motore a scoppio; ma dire "I am exhausted" significa proprio "sono
> stremato".

Qui invece sono le batterie ad essere esauste.

Sergio

unread,
Aug 9, 2000, 3:00:00 AM8/9/00
to
On Wed, 09 Aug 2000 14:36:26 +0200, Paolo Bonardi <paolob...@tin.it>
wrote:

>Interessante č che gli inglesi abbiano mantenuto il passato di "exhaurire" per
>indicare esaurito sia nell'accezione di "consumato" che in quella di "stremato,

[bla bla]

Se vi prometto che non lo uso piu', la smettete ? ;-((((((((

Sergio.

GCPillan

unread,
Aug 9, 2000, 3:00:00 AM8/9/00
to
Paolo Bonardi:

> Ma scusa Giancarlo,
> che bisogno c'è di proseguire questa battaglia? Hai pescato un argomento di
> diversi mesi fa per fare cosa? Dimostrare che Nicola Nobili ha sbagliato? Che
> sarebbe un cafone?

Nicola Nobili mi ha deriso senza validi motivi per un lungo periodo.
Io ritengo, chiamala pure presunzione, di non aver mai avuto con lui
analogo atteggiamento di derisione o di disistima.

E' pertanto naturale che io ci tenga a dimostrare, quando è possibile,
che la supponenza di Nicola Nobili non era giustificata neppure dalla
ragione. Ti faccio notare che all'epoca il discorso finì perché lasciai
a lui la cosiddetta ultima parola.

In quanto alla lungaggine, intendevo riassumre, ma avevo il timore di
essere ripreso per "non correttezza" se avessi omesso qualcosa.
In ogni caso la battaglia non può proseguire perchè Nicola ha dichiarato
che non sono degno di essere letto dal numero di stupidaggini che
scrivo. Pare che stia tenendo molto bene a questo impegno.

> Ma non eri tu che, ai tempi (ahimè, molto prossimi) in cui la guerra all'ultimo
> sangue fra Enoch Soames e i varii suoi nemici imperversava, dicevi che non bisogna
> ammorbare il gruppo con discussioni sterili e fuori tema?

Giusto.
Io scrivo due o tre messaggi/giorno.
Le persone che criticavo ne scrivevano a decine.

> E che si deve premettere la dicitura OT ai filoni che nulla hanno a che fare con
> la lingua italiana?

Me ne sono dimenticato. L'ho fatto decine di volte e tu, che pure non lo
fai, critichi me per questa piccola disattenzione?


> Senza polemica, eh! Ma lascialo vivere quel cristiano...

Già. Perché non ho mai visto un appoggio quando quel "cristiano" mi
attaccava, mi derideva e scriveva MENZOGNE sul mio conto pur di salvare
la faccia sugli errori che faceva? Quando ad un mio messaggio lui
rispndeva con cinque fuori tema, con titoli diversi, ognuno dei quali
era denigratorio nei miei confronti?

Paolo Bonardi

unread,
Aug 10, 2000, 3:00:00 AM8/10/00
to

Sergio wrote:

> Se vi prometto che non lo uso piu', la smettete ? ;-((((((((

Sě, ma solo a condizione che tu non usi piů neanche "(Non ci metto la faccina,
immagginatela.)"

^^^^^^^^^^^
Eh, eh, eh! Pestifero...

P.


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