Valerio Vanni il 06/07/2022 ha scritto:
> On 6 Jul 2022 12:48:20 GMT, Mad Prof <nos...@mail.invalid> wrote:
>
>>> La lingua toscana alias italiana veniva insegnata come lingua
>>> letteraria, cioe' a chi volesse cimentarsi a scrivere libri; e
>>> non certo per parlarla
>>
>> Che è altra cosa dal dire "la lingua italiana nasce dopo il 1861 (unita')",
>> come hai detto tu prima.
>
> E, se dobbiamo dirla tutta, dopo l'unità d'Italia la diffusione sul
> territorio non è che abbia fatto faville.
>
> Una spinta consistente è arrivata nel dopoguerra, con la diffusione
> della TV.
>
> E comunque bisogna fare dei distinguo geografici: nel centro, anche
> prima si parlava italiano. Varianti di quella lingua, ce lo testimonia
> la compattezza delle scelte fonematiche.
>
> Un secolo fa, un romano e un toscano (ma anche un umbro o un
> marchigiano) parlando la lingua che avevano imparato da bambini si
> sarebbero capiti abbastanza bene, un romagnolo e un calabrese
> avrebbero avuto bisogno di un'interprete.
In Piemonte l'italiano è diventata lingua ufficiale (per atti
notarili, amministrativi ecc.) sostituendo il latino, dal 1563.
Inoltre, bisogna distinguere tra analfabeti e colti o almeno
alfabetizzati; tutti parlavano dialetto (fino all'inizio del secolo
scorso), anche a corte, ma gli alfabetizzati capivano, leggevano e
scrivevano l'italiano. Anche gli altri, gli analfabeti, qualcosa
capivano perché i grandi predicatori, che giravano l'Italia del nord,
predicavano in italiano, magari spiegando in dialetto qualche passaggio
più difficile, così come facevano i notai.
Altrimenti come avrebbero potuto leggere le grandi opere, i grandi
capolavori, come, ad esempio, L'orlando furioso, che era diventato una
sorta di best seller, molto più della Commedia?
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