harry haller wrote :
metafonesi
/me·ta·fo·nè·ṣi/
sostantivo femminile
Alterazione di una vocale sotto l'influenza di una vocale seguente
(normalmente finale di parola) che si trova in via di indebolimento:
tipica di certi plurali nel bolognese ( do tòur, pl. do turi ).
Origine
Der. del gr. phōnḗ ‘voce’, col pref. meta- •1898.
Definizioni da Oxford Languages
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metafonèṡi s. f. [traduz. del ted. Umlaut, formata con gli elementi
meta- (per indicare mutamento) e -fonesi]. – In linguistica,
modificazione del timbro di una vocale per assimilazione a distanza; il
caso più tipico è quello in cui la vocale accentata si assimila più o
meno alla vocale o semivocale (per lo più i, i̯, u, u̯) di sillaba
finale. All’interno delle lingue indoeuropee, il fenomeno è
caratteristico delle lingue germaniche; all’interno delle lingue
romanze la metafonesi, ignota al tosc. e all’ital. letter., è (o è
stata) viva nei dialetti ital. settentr., dove è esercitata da -i
finale (a Grado benedèto «benedetto», plur. benedìti; a Bologna fi̯àur
«fiore», plur. fi̯ùr), e in quelli centro-merid., dove è condizionata
da -i e -u finali (napol. porta dal lat. porta, ma puorto, dal latino
portu[m]), e inoltre in francese, in portoghese e in romeno (ant. fr.
fis, dal lat. feci; port. como ‹kómu› «io mangio», ma come ‹kòmë›
«mangia»; rom. soare, dal lat. sole[m]).
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