http://www.lescienze.it/index.php3?id=8425
il seguento passo:
"I risultati parlano chiaro: rispetto agli adolescenti della prima
metà del secolo, nella seconda metà del ventesimo secolo i giovani
compiono un percorso più lungo dopo la conclusione delle scuole
superiori, esplorando più opzioni e acquistando maggior educazione per
prepararsi meglio al mondo del lavoro."
Appena letto, mi è parsa una traduzione un po' troppo leggera
dell'inglese "education", che però AFAIK non ha lo stesso significato.
Come parte di definizione in un dizionario, ho trovato però:
"l'insieme degli interventi volti a formare la personalità
intellettuale e morale di un individuo".
Da un certo punto di vista, quindi, sembrerebbe che in italiano
"educazione" possa riferirsi all"education" inglese (la "personalità
intellettuale" si impara anche all'università, o si dovrebbe, no?)
Però non mi convince. Secondo me, l'educazione in quanto tale ha come
significato primario quello degli "insegnamenti" sì, ma che si danno
ad un bambino per farlo crescere, appunto, educato, e non tanto per
gli insegnamenti universitari.
Che ne pensate?
ZioBit
> Appena letto, mi è parsa una traduzione un po' troppo leggera
> dell'inglese "education", che però AFAIK non ha lo stesso significato.
"Education", di norma, si traduce con "istruzione", tant'è che fino a
poco tempo fa, prima che impazzasse la moda inglese, il nostro Ministero era
detto della Pubblica Istruzione, mentre nei Paesi anglosassoni era the
Ministry of Education.
Chiaramente si tratta di un errore di traduzione. Le traduzioni
dall'inglese, specie nei films, si stanno facendo sempre meno accurate
oggigiorno, e il fatto che la mole di lavoro da tradurre è sempre maggiore
può fungere soltanto da parziale giutificazione.
Saluti,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]
>Ho trovato in questo articolo:
>
>http://www.lescienze.it/index.php3?id=8425
>
>il seguento passo:
>
>"I risultati parlano chiaro: rispetto agli adolescenti della prima
>metà del secolo, nella seconda metà del ventesimo secolo i giovani
>compiono un percorso più lungo dopo la conclusione delle scuole
>superiori, esplorando più opzioni e acquistando maggior educazione per
>prepararsi meglio al mondo del lavoro."
>
>Appena letto, mi è parsa una traduzione un po' troppo leggera
>dell'inglese "education", che però AFAIK non ha lo stesso significato.
Appena letta, a me sembra una frase logorroica. Senza conatre che
"acquistare" educazione, qualunque cosa sia l'eduzazione, mi perplime
anzichenò.
>Come parte di definizione in un dizionario, ho trovato però:
>"l'insieme degli interventi volti a formare la personalità
>intellettuale e morale di un individuo".
>
>Da un certo punto di vista, quindi, sembrerebbe che in italiano
>"educazione" possa riferirsi all"education" inglese (la "personalità
>intellettuale" si impara anche all'università, o si dovrebbe, no?)
Mah, l'educazione è sia l'atto, sia l'effetto dell'educare. Ed educare
(dal latino educare nel senso di condurre, guidare) direi che implica
il concetto di guida, di formazione, di conformità a principi.
Un'istruzione fornita senza queste modalità direi che non può
chiamarsi educazione.
L'educazione si può anche impartire con la disciplina, con
l'esercizio, con la pratica, come avviene con l'eduzaioen fisica. Ma
anche qui direi che non si tratta di mera istruzione.
>Però non mi convince. Secondo me, l'educazione in quanto tale ha come
>significato primario quello degli "insegnamenti" sì, ma che si danno
>ad un bambino per farlo crescere, appunto, educato, e non tanto per
>gli insegnamenti universitari.
Beh, direi che dipende. Ma normalmente un insegnamento universitario
mi sembra quasi solo una trasmissione di sapere, spesso con molti
difetti di "trasmissione", quindi un'istruzione.
Ciao.
Gian Carlo
> Sono d'accordo con Nicola che "Education", di norma, si traduce con
> "istruzione". Devo confessare pero' che qualche volta alla televisione
> italiana (RAI International) mi sembra di avere sentito educazione
> per indicare "education". Sara' gia' cambiata la lingua italiana nei
> molti anni che manco dall'Italia?
IMHO, l'educazione è un concetto più generale e anche più sfuggente,
comprende sia il livello l'istruzione sia altri aspetti, come la
formazione del carattere, la personalità, il senso civico, le maniere
(buone, si spera).
Pensa, per esempio, a espressioni come "educazione sentimentale", che
sono sempre esistite. E gli insegnanti non si dicono forse
"educatori", intendendo giustamente la propria missione in un contesto
più ampio.
Oggi, però, è vero che si tende a usare "educazione" più spesso.
A parte le mode inglesizzanti, che sicuramente avranno il loro peso,
educazione a me pare un concetto più moderno, che non comprende solo
le nozioni, il sapere, l'"istruzione", ma anche altre qualità. Sarò
vittima anch'io della moda?
Premesso tutto ciò, la frase di Le Scienze riportata da ZIoBit non mi
piace, anche a me pare una traduzione frettolosa.
| "I risultati parlano chiaro: rispetto agli adolescenti della prima
| metà del secolo, nella seconda metà del ventesimo secolo i giovani
| compiono un percorso più lungo dopo la conclusione delle scuole
| superiori, esplorando più opzioni e acquistando maggior educazione per
| prepararsi meglio al mondo del lavoro."
In questo caso, si parla specificamente del percorso formativo
successivo a quello scolastico e della preparazione per il mondo del
lavoro.
Io avrei tradutto, per esempio:
"e acquisendo una migliore preparazione al mondo del lavoro".
> Se cio' e' vero come si
> descriverebbe dunque in italiano una persona in possesso di buone
> maniere?
Una persona "ben educata" o "beneducata", "a modo", "garbata",
"gentile", "cortese", "piacevole"; "un signore", "un gentleman"...
> Saluti dalla California.
> Micareddu
Ciao!
--
Enrico C
Do Something Amazing Today
Save a Life, Give Blood
> Sono d'accordo con Nicola che "Education", di norma, si traduce con
> "istruzione". Devo confessare pero' che qualche volta alla televisione
> italiana (RAI International) mi sembra di avere sentito educazione
> per indicare "education". Sara' gia' cambiata la lingua italiana nei
> molti anni che manco dall'Italia?
IMHO, l'educazione è un concetto più generale e anche più sfuggente,
comprende sia il livello l'istruzione sia altri aspetti, come la
formazione del carattere, la personalità, il senso civico, le maniere
(buone, si spera).
Pensa, per esempio, a espressioni come "educazione sentimentale", che
sono sempre esistite. E gli insegnanti non si dicono forse
"educatori", intendendo giustamente la propria missione in un contesto
più ampio?
Oggi, però, è vero che si tende a usare "educazione" più spesso.
A parte le mode inglesizzanti, che sicuramente avranno il loro peso,
educazione a me sembra un concetto più moderno, che non comprende solo
le nozioni, il sapere, l'"istruzione", ma anche altre qualità. Sarò
vittima anch'io della moda?
Premesso tutto ciò, la frase di Le Scienze riportata da ZIoBit non
piace neanche a me, pare una traduzione frettolosa.
| "I risultati parlano chiaro: rispetto agli adolescenti della prima
| metà del secolo, nella seconda metà del ventesimo secolo i giovani
| compiono un percorso più lungo dopo la conclusione delle scuole
| superiori, esplorando più opzioni e acquistando maggior educazione per
| prepararsi meglio al mondo del lavoro."
In questo caso, si parla specificamente del percorso formativo
successivo a quello scolastico e della preparazione per il mondo del
lavoro.
Io avrei tradutto, per esempio:
"e acquisendo una migliore preparazione al mondo del lavoro".
> Se cio' e' vero come si
> descriverebbe dunque in italiano una persona in possesso di buone
> maniere?
Una persona "ben educata" o "beneducata", "a modo", "garbata",
Quando cominciano a sparire i termini che indicano qualcosa, o
cominciano a indicare qualcos'altro, il sospetto che anche ciň che
indicavano stia cominciando a sparire mi sembra legittimo. )-:
>Saluti dalla California.
Saluti dalla bassa bergamasca.
Gian Carlo
> Saluti dalla bassa bergamasca.
Treviglio? ci sono passato un tre paia di volte, col treno,
andando a e tornando da GE,MI,TO.
Bella stazione, non c'è che dire, in quella ridente
cittadina, ecc.
--
pecunia non olet, sed scarseggiat semper
>> Saluti dalla bassa bergamasca.
>Treviglio?
Più o meno.
Ciao.
Gian Carlo
>>> Saluti dalla bassa bergamasca.
>
>>Treviglio?
>
> Più o meno.
Due curiosità:
come si dice Treviglio in trevigliese?
conosci l'etimologia del toponimo?
Il secondo (ed originale) significato italiano di educazione combacia
con quello inglese.
--
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Giancarlo Pillan - Ivrea - Italy
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>on 01:08, giovedì 22 gennaio 2004 magica wrote:
>
>>>> Saluti dalla bassa bergamasca.
>>
>>>Treviglio?
>>
>> Più o meno.
>
>
>Due curiosità:
>
>come si dice Treviglio in trevigliese?
Treì (con le "e" aperta, o quasi aperta). Da Trevì.
>conosci l'etimologia del toponimo?
La più accreditata è che derivi da "tre ville" (i cui nobi sarebbero
Portoli, Pisgnano e Cusarola).
Ciao.
Gian Carlo