è mèdico o médico? Ho sentito tutte e due.
> Come si pronuncia "medico"?
>
> è mèdico o médico? Ho sentito tutte e due.
mèdico, secondo il dizionario di ortografia e pronunzia
GraZia
>> è mèdico o médico? .
>>
> Si pronuncia "mèdico"
per me ha lo stesso effetto di "si dice cane o cane?" "Cane"
--
Eîpen dè ho Iesoûs, oudè egó se katakríno: poreúou, kaì
apò toû nûn mekéti hamártane (Euaggélion katà Ioánnen, 8,11)
non capisco, che vuoi dire?
che nella mia regione la differenza tra e aperta e chiusa non è
avvertita dalla grande maggioranza della popolazione. Abbiamo un solo
suono e e un o; e nonostante tentativi di training ci risulta difficile
ficcarci in testa uno schema per distinguerli.
> che nella mia regione la differenza tra e aperta e chiusa non è avvertita
> dalla grande maggioranza della popolazione. Abbiamo un solo suono e e un o; e
> nonostante tentativi di training ci risulta difficile ficcarci in testa uno
> schema per distinguerli.
capisco, grazie.
Quando sento cantare Eros Ramazzotti (non mi piace, sorry), pronuncia
la "e" alla fine di una parola come "una pecora" (mi dispiace non so
come descriverlo) bèèè.
Lui è di Roma, penso, ma è normale come lui lo pronuncia?
> Quando sento cantare Eros Ramazzotti (non mi piace, sorry), pronuncia la
> "e" alla fine di una parola come "una pecora" (mi dispiace non so come
> descriverlo) bèèè.
> Lui è di Roma, penso, ma è normale come lui lo pronuncia?
Boh, non ascolto Ramazzotti se non sono costretto. Comunque, a Roma non
mi pare pronuncino le e finali in modo particolare; se mai, a Napoli.
>> Quando sento cantare Eros Ramazzotti (non mi piace, sorry), pronuncia la
>> "e" alla fine di una parola come "una pecora" (mi dispiace non so come
>> descriverlo) bèèè.
>> Lui è di Roma, penso, ma è normale come lui lo pronuncia?
> Boh, non ascolto Ramazzotti se non sono costretto. Comunque, a Roma non mi
> pare pronuncino le e finali in modo particolare; se mai, a Napoli.
Devi ascoltare Eros, per una volta, solo per causa mia:P
You should listen to Eros, for once, just for my sake :P
> Devi ascoltare Eros, per una volta, solo per causa mia:P
> You should listen to Eros, for once, just for my sake :P
I beg your pardon, madam, but I definitely dislike cheap music :)
>> Devi ascoltare Eros, per una volta, solo per causa mia:P
>> You should listen to Eros, for once, just for my sake :P
> I beg your pardon, madam, but I definitely dislike cheap music :)
Good thing about this is that you call me Madame, lol
I do not like the music either, but am only interested in his accent,
way of pronounciation.
What music you suggest I could listen too?
Did you notice that one of the most common moronic misspellings found on
the internet is "definately"?
> I do not like the music either, but am only interested in his accent,
> way of pronounciation.
> What music you suggest I could listen too?
Ho provato ad ascoltare un pezzo di R. Non mi sembra di trovare niente
di strano sul piano linguistico, solo ha il vezzo di strascicare (drawl)
le vocali finali, ma non è certo l'unico cantante a farlo..
Prova a chiedere a qualche romano
> Did you notice that one of the most common moronic misspellings found on
> the internet is "definately"?
E' un errore che un italiano ovviamente non può fare...
Grazie, scusa se ti lascio rovinare le tue orecchie (sorry if I let you
ruin your ears)
Renee, non ti sorprendere: l'Italia ha molte regioni e in un ognuna di esse
si parla un italiano diverso (pure più di uno), anche se non tanto diverso
da impedire di capirsi gli uni con gli altri.
Se vuoi sentire l'italiano standard (un italiano artificiale, che dovrebbe
essere parlato alla RAI-Radiotelevisione italiana) clicca qui
http://www.dizionario.rai.it/index.aspx?treeID=1
e chiedi la pronuncia delle singole parole.
La pronuncia di "medico" sarà questa:
http://www.dizionario.rai.it/poplemma.aspx?lid=38972&r=13669
Ciao.
Epimeteo
---
"Epimeteo":
http://www.dizionario.rai.it/poplemma.aspx?lid=59933&r=40163
(autocit. sonora)
Non so quale sia la pronunca corretta, ma in tutto il Norditalia, e
anche in molte altre zone, si pronuncia médico.
k
e che privilegia l'asse Firenze-Roma (più Roma che Firenze)
clicca qui
> http://www.dizionario.rai.it/index.aspx?treeID=1
k
Molto grazie, Epimeteo. A most handy website!
Sto ascoltando.
Non vorrei essere tra nord e sud :) Ritengo Roma come sud Italia, è
così?
> La pronuncia di "medico" sarà questa:
> http://www.dizionario.rai.it/poplemma.aspx?lid=38972&r=13669
OK, sì, ma quello che lo dice perché è tanto incazzato? AVrà appena
pagato la parcella al medico?
Roma č nell'Italia centrale.
> Non vorrei essere tra nord e sud :) Ritengo Roma come sud Italia, è così?
Ovviamente no. Roma, il Lazio, l'Umbria, l'Abruzzo, parte della Toscana,
le Marche, il Molise (insomma l'ex Stato della Chiesa con qualche
modifica) costituiscono l'Italia Centrale
Abruzzo: geodeticamente sì; storicamente e socialmente, no.
Molise: no.
Toscana: tutta.
Si potrebbe discutere anche di alcune zone del Lazio.
In ogni caso, le sole regioni appartenenti all'area geografica
statistica di livello NUTS-1 n. 3, con codice ITE e denominata "Centro"
sono Toscana (ITE1), Umbria (ITE2), Marche (ITE3) e Lazio (ITE4).
> Non so quale sia la pronunca corretta, ma in tutto il Norditalia, e
>anche in molte altre zone, si pronuncia médico.
Vero verissimo. Mèdico qui suonerebbe stranissimo.
Ciao.
Gian Carlo
>Se vuoi sentire l'italiano standard (un italiano artificiale,
>che dovrebbe essere parlato alla RAI-Radiotelevisione italiana)
Mai il condizionale fu usato in modo più appropriato.
Ciao.
Gian Carlo
Questo è quello che intendevo dire che ho ritenuto di Roma a sud. Penso
che il nord ha più vantaggi?
Mi associo, però più che stranissimo suonerebbe da terrone :-)
Roger
"Da Parma in giù tutti romani"
(Gassman in "La Grande Guerra)
Roger
>> è mèdico o médico? .
>>
> Si pronuncia "mèdico"
>per me ha lo stesso effetto di "si dice cane o cane?" "Cane"
E' un limite, non un pregio. Tanto più che in determinati casi c'è una vera
e propria opposizione fonematica.
A scuola queste cose sono e devono essere insegnate, se si vuole imparare
correttamente la lingua italiana
e non quella regionale.
>> non capisco, che vuoi dire?
>
> che nella mia regione la differenza tra e aperta e chiusa non è
> avvertita dalla grande maggioranza della popolazione. Abbiamo un solo
> suono e e un o; e nonostante tentativi di training ci risulta difficile
> ficcarci in testa uno schema per distinguerli.
--------------------------------------------------------------------------
Vuol dire che nel sud s'è persa l'opposizione fonologica entro
e:ę e o:ǫ ?
Come pronunciate l´ opposizione:
(egli) legge : (la) legge
pesca : pesca (<pescare)
I venti : venti (20).
io scopo : lo scopo etc.?
Dunque un sistema con cinque vocali (come in Sicilia, ma
con altra distribuzione, suppongo)?
E dove riappare quell’ opposizione fonologica? A Roma o ancora
più al nord?
Ciao,
Wolfgang
--
ФСБ наказала своих провалившихся агентов самым страшным для чекистов
наказанием - возвращением на родину.
> Molto grazie, Epimeteo.
"MoltE graziE, Epimeteo"...
Qui "molto" è aggettivo e si adatta al genere (maschile o femminile) e al
numero (singolare o plurale) del sostantivo.
Esempio:
Maschile singolare: molto lavoro
Maschile plurale: molti lavori
Femminile singolare: molta fatica
Femminile plurale: molte fatiche
>A most handy website!
> Sto ascoltando.
Sento che stai pronunciando un italiano perfetto, con l'accento un po'
lombardo e un po' toscano... [:-P
Molti complimenti!
Puoi essere molto contenta dei tuoi progressi...
Qui "molto" è avverbio e rimane invariato rispetto all'aggettivo "contento":
io sono molto contento, tu sei molto contenta, i povericlisti sono molto
contenti, le povericliste sono molto contente.
Ciao.
Epimeteo
---
"... sono contento perché la mamma
m'ha dato i soldi per andare al cine,
con quelli che mi darà papà
anche Milena potrò portar...
Sono contento perché stasera
mi metterò le scarpe nuove,
quando Milena me le vedrà
sicuramente sorriderà..."
http://www.youtube.com/watch?v=6nw5Auj-328
(cit. di contentezza)
Mi dispiace, ho avuto i problemi di genere quando ho scritto "molto":)
è difficile con tutti i nick di sapere se qualcuno è femminile o
maschile. Epimeteo è maschile per me..........
>Sento che stai pronunciando un italiano perfetto, con l'accento un po'
>lombardo e un po' toscano... :oÞ
Forget, I cannot even say thank you properly in Italian, let alone have
a decent accent.....
> Epimeteo wrote :
> > "MoltE graziE, Epimeteo"...
>
> Mi dispiace, ho avuto i problemi di genere quando ho scritto "molto":)
> è difficile con tutti i nick di sapere se qualcuno è femminile o
> maschile. Epimeteo è maschile per me..........
Nessun dubbio che l'esimio Epimeteo sia un maschietto. Ma l'aggettivo
"molto" va concordato con "grazie" che è femminile plurale.
> >Sento che stai pronunciando un italiano perfetto, con l'accento un po'
> >lombardo e un po' toscano... :oÞ
>
> Forget, I cannot even say thank you properly in Italian, let alone have
> a decent accent.....
"Grazie" si dice molto facilmente, purché non si usino la "g" e la
"r" dell'olandese. Le parole olandesi con "gr" hanno un suono che
mette paura. :)
Ciao
Enrico
lol
Il caldo è andato in mio testo, faccio errori stupidi :)
Devo scrivere un test di lingua Italiana. Vado a scuola fine di agosto
in Italia. Ho even (come tradurre) dimenticato il plurale!
>"Grazie" si dice molto facilmente, purché non si usino la "g" e la
>"r" dell'olandese. Le parole olandesi con "gr" hanno un suono che
>mette paura.
lol. Io parlo Olandese con un g "morbido". Sono nata in Olanda sud, ma
posso fare il grrrrrr. La nostra ragazza più giovane è nata "sopra i
fiumi" e parla con il "gr".
> Abruzzo: geodeticamente sì; storicamente e socialmente, no.
Là leggono un giornale che si chiama "Il Centro". Fa' tu.
> Molise: no.
Vale quanto detto per l'Abruzzo, fino agli anni '60 era una regione.
> Toscana: tutta.
Ci sono zone ai confini con Liguria o Emilia che non saprei distinguere
da quelle confinanti.
> statistica di livello NUTS-1
sai che significa NUTS in inglese? no, non la sigla.
http://dizionari.corriere.it/dizionario_inglese/Inglese/N/nut.shtml
numero 4
> Vuol dire che nel sud s'Ú persa l'opposizione fonologica
persa? Bah, se l'abbiamo avuta.
> Dunque un sistema con cinque vocali (come in Sicilia
come in Spagna (dominazione spagnola, abbiamo anche la s sorda e qualche
altro ricordino come la f aspirata, attualmente non più presente in
castigliano
Mamma mia, speriamo non succeda mai...
Non so se c'è mai stata.
>Come pronunciate l´ opposizione:
>(egli) legge : (la) legge
> pesca : pesca (<pescare)
> I venti : venti (20).
> io scopo : lo scopo etc.?
Vengono semplicemente ignorate.
>Dunque un sistema con cinque vocali
Sì, per la mia limitata esperienza. Che non è una stranezza, tanto che
ormai da molto tempo la tipografia si è standardizzata su sei vocali, e
la differenza fra è ed é non esiste comunque per molti parlanti.
>> E' un limite, non un pregio. Tanto più che in determinati casi c'Ú una vera
>> e propria opposizione fonematica.
In nessun caso è in gioco la comprensione tra parlanti di regione
diversa, e ovviamente non riguarda lo scritto.
>> A scuola queste cose sono e devono essere insegnate, se si vuole imparare
>> correttamente la lingua italiana e non quella regionale.
Io parlo e scrivo in italiano. Punto.
lol
Abiamo una ditta di nuts in Olanda (Nutsbedrijf). = servici pubblici
(services provided by these organizations consumed by the public:
electricity, gas, water, etc.)
> In nessun caso è in gioco la comprensione tra parlanti di regione
> diversa, e ovviamente non riguarda lo scritto.
e ovviamente _questa situazione_
> After serious thinking Enrico Gregorio wrote :
> > Nessun dubbio che l'esimio Epimeteo sia un maschietto.
>
> lol
> Il caldo è andato in mio testo, faccio errori stupidi :)
"Il caldo mi ha dato alla testa", questo è il modo di dire giusto.
"Testo", maschile, è come l'inglese "text" e viene dal latino
"textum", da "texere"; "head" è "testa", femminile, e viene dal
latino "testa" che indicava un oggetto di terracotta (pottery),
un vaso e, per estensione, anche il cranio. In italiano si usa
ancora "testo" per indicare un vaso di terracotta; in Liguria i
"testi" sono oggetti di terracotta che vengono messi vicino al
fuoco e, quando sono caldi, ci si cuoce sopra una specie di
focaccia; si chiamano "testaieu".
> Devo scrivere un test di lingua Italiana. Vado a scuola fine di agosto
> in Italia. Ho even (come tradurre) dimenticato il plurale!
"Even", in questo senso, si traduce "perfino".
> >"Grazie" si dice molto facilmente, purché non si usino la "g" e la
> >"r" dell'olandese. Le parole olandesi con "gr" hanno un suono che
> >mette paura.
> lol. Io parlo Olandese con un g "morbido". Sono nata in Olanda sud, ma
> posso fare il grrrrrr. La nostra ragazza più giovane è nata "sopra i
> fiumi" e parla con il "gr".
Meglio morbido! Anni fa ho seguito un corso di un professore olandese
che ci ha spiegato la differenza. Lui parlava con un "gr" durissimo
e si sentiva anche se con noi parlava inglese.
Com'era la filastrocca "Lekkerkerker kerker ..."? Divertente, ma
impossibile da ricordare. :)
Ciao
Enrico
Lo leggo anch'io che sono in Lombardia. Sono dell'Italia centrale?
>> Molise: no.
> Vale quanto detto per l'Abruzzo, fino agli anni '60 era una regione.
Eh?
>> Toscana: tutta.
> Ci sono zone ai confini con Liguria o Emilia che non saprei
> distinguere da quelle confinanti.
Tutta la Toscana e' nell'Italia centrale.
> sai che significa NUTS in inglese? no, non la sigla.
> http://dizionari.corriere.it/dizionario_inglese/Inglese/N/nut.shtml
> numero 4
Yes, of course.
>> E' un limite, non un pregio. Tanto più che in determinati casi c'Ú una
>> vera
>> e propria opposizione fonematica.
>In nessun caso è in gioco la comprensione tra parlanti di regione diversa,
>e ovviamente non riguarda lo scritto.
Che non riguardi lo scritto non vuol dir niente. Lo scritto segue delle
regole ortografiche ecc.,
il parlato quelle ortofoniche.Ci sono errori nell'uno ed errori nell'altro,
quando esistono regole chiare e codificate.
>> A scuola queste cose sono e devono essere insegnate, se si vuole imparare
>> correttamente la lingua italiana e non quella regionale.
>Io parlo e scrivo in italiano.
Certo, con pronuncia regionale.
Non è che si vada in galera per questo.Basta saperlo.
E se uno straniero chiede qual è la corretta pronuncia di "medico" non è
certamente con una pronuncia
regionale che lo si aiuta. Gli si potrà dire che "mèdico" è pronuncia
standard, ma al Nord sentirà
dire "médico", dato che "mèdico" non gli riesce proprio.....
Così come a Roma sentirà dire "la(s) sedia", a Napoli "veramènte" ecc. ecc.
ecc.
Perché saper pronunciare correttamente le parole italiane è cosa brutta?
Bon, non è da te che lo pubblicano, poi se è diffuso anche in Padania
bene, vuo dire che la stampa è libera :)
>>> Molise: no.
OK, tra abruzzesi e molisani c'è differenza, ma è una cosa recente. Fino
agli anni '60 era tutta una regione.
> Tutta la Toscana e' nell'Italia centrale.
OK, io ti do la Toscana e tu mi dai l'Abruzzo e il Molise. :)
> Yes, of course.
Di corsa? No, prenditela pure comoda :)
> Che non riguardi lo scritto non vuol dir niente. Lo scritto segue delle
> regole ortografiche ecc.,
> il parlato quelle ortofoniche.Ci sono errori nell'uno ed errori nell'altro,
> quando esistono regole chiare e codificate.
Sì, ma l'opposizione di e e o è una delle regole meno seguite che
esistano al mondo. In Italia esistono mille modi di rendere queste due
(ho detto due? sì) vocali, spesso in antitesi tra loro. Chiedi a un
pugliese di pronunciare "topo"... persino io mi accorgo che è una o
chiusa. Chiedilo a un siciliano e dirà tòòòòòòòòòpo. Chiedi a un
milanese di pronunciare bene, bicicletta, fabbrichetta, o medico.
> Certo, con pronuncia regionale.
Come il 90% dei connazionali, esclusi attori e puristi.
> Non è che si vada in galera per questo.Basta saperlo.
Io lo so e so che sono in nutrita compagnia.
> E se uno straniero chiede qual è la corretta pronuncia di "medico" non è
> certamente con una pronuncia regionale che lo si aiuta.
Meglio chiarire subito che la pronuncia "corretta" non è necessariamente
la più frequente, e che è solo una delle possibili.
>> Certo, con pronuncia regionale.
>
> Come il 90% dei connazionali, esclusi attori e puristi.
Qualche anno fa mi vantavo di saper riconoscere al primo ascolto da che
regione venisse chi parlava. Ho perso l'allenamento, ma potrei
riprovare. Esclusi frequentatori di scuole di diZZiòne.
> è mèdico o médico? Ho sentito tutte e due.
Dove siamo, 2 in favore del mèdico 2 contrari.
Que devo fare? :)
> Dove siamo, 2 in favore del mèdico 2 contrari.
> Que devo fare? :)
Pronuncia come ti viene, così fan tutti.
(esclusi attori e speakers)
ok, ma come si pronuncia attori e speakers? :)
> Che non riguardi lo scritto non vuol dir niente. Lo scritto segue delle
> regole ortografiche ecc.,
> il parlato quelle ortofoniche.Ci sono errori nell'uno ed errori
> nell'altro,
> quando esistono regole chiare e codificate.
>Sì, ma l'opposizione di e e o è una delle regole meno seguite che esistano
>al mondo. In Italia esistono mille modi di rendere queste due (ho detto
>due? sì) vocali, spesso in antitesi tra loro. Chiedi a un pugliese di
>pronunciare "topo"... persino io mi accorgo che è una o chiusa. Chiedilo a
>un siciliano e dirà tòòòòòòòòòpo. Chiedi a un milanese di pronunciare bene,
>bicicletta, fabbrichetta, o medico.
Che nella prassi ognuno parli come vuole e può è cosa lampante, ma l'idea
che della grammatica
italiana ci siano regole che bisogna seguire ed altre no, mi sembra poco
onesta.
Anche "qual è" e "qual'è" non pongono nessun problema di incomprensione ed è
frequentissimo trovare entrambe, ma tuttavia "qual'è" viene prestamente
segnalato come errore.
Se invece uno non riesce a riconoscere la differenza fra "vènti" e "vénti",
allora la loro confusione
diventa poco grave, perché tanto si capisce lo stesso. C'è una
contraddizione evidente.
> Certo, con pronuncia regionale.
>Come il 90% dei connazionali, esclusi attori e puristi.
Attori e puristi non sono mica marziani. Hanno studiato e si sono esercitati
per migliorarsi, come tanti altri che parlando in pubblico (professori ecc.)
sentono l'esigenza di una pronuncia corretta e non viziata da cadenze
regionali.
Ci si migliora appunto, come si fa a scuola quando ad esempio si scrive
"egli ha" senz'acca e simili e si vogliono correggere
delle inesattezze.
Non è che dato che sbagliano in molti, allora chissenefrega se sbaglio
anch'io.
Sempre errore resta, fonetico o morfosintattico che sia.
> E se uno straniero chiede qual è la corretta pronuncia di "medico" non è
> certamente con una pronuncia regionale che lo si aiuta.
>Meglio chiarire subito che la pronuncia "corretta" non è necessariamente la
>più frequente, e che è solo una delle possibili.
Ma una sola è corretta, le altre sono regionali, per quanto astratta possa
essere quella corretta (mi viene in mente "guaìna" ad esempio).
Anche negli altri paesi d'Europa esistono varietà regionali in ciascuna
nazione, eppure quando si fa studiare una lingua straniera gli si dice la
pronuncia corretta.No?
E nelle nostre scuole, ad esempio, un professore d'italiano non dovrebbe
saper insegnare la giusta pronuncia delle parole?
Poi gli alunni sapranno scegliere il momento e l'occasione giusta per usarla
o no.
Ma se il primo a sbagliarla (o a non saperla) è il prof....
Attorì e speakèrs!
Ti darei quei territori se non avessero fatto parte di ciň che
Ferdinando Antonio Pasquale Giovanni Nepomuceno Serafino Gennaro
Benedetto (sě, il Nasone & Lazzarone) definiva "Reali Dominj al di qua
del Faro" (di Messina).
E soprattutto il Molise non lo considererei mai nel "Centro".
> Attorì e speakèrs!
hmm lol let me rephrase :)
come attori e speakers pronunciano: medico?
"Il Centro" (altro) viene pubblicato a Lucera. Anche la Puglia è quindi
nell'Italia centrale?
> Il 20/07/2010 14.25, JaWo ha scritto:
>
>> Vuol dire che nel sud s'è persa l'opposizione fonologica
>
> persa? Bah, se l'abbiamo avuta.
>
>> Dunque un sistema con cinque vocali (come in Sicilia
>
> come in Spagna (dominazione spagnola, abbiamo anche la s sorda e qualche
> altro ricordino come la f aspirata, attualmente non più presente in
> castigliano
>
----------------------------------------------------
Mi scusi, ma non ne sono convinto.
Nel latino volgare c'era ancora. Ciò che m'interesserebbe è
perché s´è persa. A me mi pare probabile l’influenza presta dell'
ad- e substrato greco.
Chi conosce uno studio sullo sviluppo del calabrese?
Ciao,
Wolfgang
----------------------------------------------------
>> Vuol dire che nel sud s'è persa l'opposizione fonologica entro
>> e:ę e o:ǫ ?
>
> Non so se c'è mai stata.
>
>> Come pronunciate l´ opposizione:
>> (egli) legge : (la) legge
>> pesca : pesca (<pescare)
>> I venti : venti (20).
>> io scopo : lo scopo etc.?
>
> Vengono semplicemente ignorate.
>
>> Dunque un sistema con cinque vocali
>
> Sì, per la mia limitata esperienza. Che non è una stranezza, tanto che
> ormai da molto tempo la tipografia si è standardizzata su sei vocali, e
> la differenza fra è ed é non esiste comunque per molti parlanti.
-------------------------------------
Grazie Francesco.
Ciao, Wolfgang
-------------------------------------
> Che nella prassi ognuno parli come vuole e può è cosa lampante, ma l'idea
> che della grammatica
> italiana ci siano regole che bisogna seguire ed altre no, mi sembra poco
> onesta.
I fatti parlano chiaro. Gli errori commessi nello scrivere sono
riconosciuti e valutati negativamente da buona parte della popolazione
(almeno da chi ha studiato con profitto), mentre le differenze di
pronuncia sono, al più, fonte di curiosità ("da dove vieni"?).
Chi commette errori di grammatica e sintassi in un testo scritto rivela
di essere una persona di bassa cultura; invece, abbiamo avuto e abbiamo
ai vertici delle istituzioni politiche, economihe e culturali persone
che pronunciano le E e le O come gli viene naturale.
E non solo le vocali. Ricordi il presidente Leone? E il presidente
Cossiga? E il presidente Einaudi? E.... devo continuare?
Ci sono letterati e scienziati toscani che sbandierano le loro aspirate
e le loro "sc", politici milanesi con le loro vocali turbate... :)
> Anche "qual è" e "qual'è" non pongono nessun problema di incomprensione ed è
> frequentissimo trovare entrambe, ma tuttavia "qual'è" viene prestamente
> segnalato come errore.
Imho è questione di convenzioni. Quella più accettata prescrive il
troncamento, ma esistono fan dell'elisione.
Nel parlato, i fan della pronuncia del dizionario della RAI si contano
sulla punta delle dita di una mano monca.
A proposito di scuola: ho insegnato al nord, e ti assicuro che la mia
pronuncia, certamente riconoscibile, non era affatto meno precisa di
quella di allievi, dirigenti e genitori.
Non credere che dire "médico" sia più bello di "còrto" :)
>
>> E se uno straniero chiede qual č la corretta pronuncia di "medico" non č
>> certamente con una pronuncia regionale che lo si aiuta.
>
> Meglio chiarire subito che la pronuncia "corretta" non č necessariamente
> la piů frequente, e che č solo una delle possibili.
----------------------------------------------------
Chi stabilisce ciň che č corretto?
Esiste ancora l'Accademia della Crusca?
----------------------------------------------------
> "Il Centro" (altro) viene pubblicato a Lucera.
Sì, certo, a Lucera centro. :)
http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Centro
> Nel latino volgare c'era ancora. Ciò che m'interesserebbe è
> perché sŽè persa. A me mi pare probabile l�influenza presta dell'
> ad- e substrato greco.
Possibile. E certamente anche della dominazione espagnola.
> Chi conosce uno studio sullo sviluppo del calabrese?
Rohlfs, Grammatica Storica della Lingua italiana e dei suoi Dialetti,
Einaudi PBE
> Chi stabilisce ciò che è corretto?
> Esiste ancora l'Accademia della Crusca?
Esiste, ma conta quanto il due di coppe con briscola a bastoni.
> [...]
> Vuol dire che nel sud s'è persa l'opposizione fonologica entro
> e:ę e o:ǫ ?
> Come pronunciate l´ opposizione:
> (egli) legge : (la) legge
> pesca : pesca (<pescare)
> I venti : venti (20).
> io scopo : lo scopo etc.?
>
> Dunque un sistema con cinque vocali (come in Sicilia, ma
> con altra distribuzione, suppongo)?
>
> E dove riappare quell’ opposizione fonologica? A Roma o ancora
> più al nord?
Penso che la carenza sia limitata alla Calabria o forse ad un territorio
calabrese ancora più ristretto.
Al nord l'opposizione esiste, però sovente la pronuncia
non è quella corretta.
Ed esempio "venti" numero e "venti" plurarle di vento, al nord
si pronunciano nello stesso modo: vénti.
Inoltre diciamo esémpio, béne, témpo, atténto, sénza, médico, ecc.
mentre la pronuncia corretta dovrebbe essere: esèmpio, bène,
tèmpo, attènto, sènza, mèdico, ecc.
> Ciao,
> Wolfgang
Ciao,
Roger
>> Chi conosce uno studio sullo sviluppo del calabrese?
>
> Rohlfs, Grammatica Storica della Lingua italiana e dei suoi Dialetti,
> Einaudi PBE
-------------------------------------
Mille grazie.
Quando studiavo - cento anni fa - ho letto con gran piacere:
G.Rohlfs, Histor. Gramm. der it. Sprache e anche
G.Rohlfs, Manual de filología hispánica.
Cercavo qualcosa come «Introduzione al siciliano .. o al
calabrese».
Ciao, Wolfgang
--------------------------------------
-----------------------------------
Molto interessante.
Grazie e ciao,
Wolfgang
> "JaWo" ha scritto:
>
> > [...]
>
> > Vuol dire che nel sud s'è persa l'opposizione fonologica entro
> > e:? e o:B ?
>
> > Come pronunciate l´ opposizione:
> > (egli) legge : (la) legge
> > pesca : pesca (<pescare)
> > I venti : venti (20).
> > io scopo : lo scopo etc.?
> >
> > Dunque un sistema con cinque vocali (come in Sicilia, ma
> > con altra distribuzione, suppongo)?
> >
> > E dove riappare quell¹ opposizione fonologica? A Roma o ancora
> > più al nord?
>
> Penso che la carenza sia limitata alla Calabria o forse ad un territorio
> calabrese ancora più ristretto.
>
> Al nord l'opposizione esiste, però sovente la pronuncia
> non è quella corretta.
>
> Ed esempio "venti" numero e "venti" plurarle di vento, al nord
> si pronunciano nello stesso modo: vénti.
Parla per te! :) Dalle mie parti quello che soffia è il vènto.
> Inoltre diciamo esémpio, béne, témpo, atténto, sénza, médico, ecc.
> mentre la pronuncia corretta dovrebbe essere: esèmpio, bène,
> tèmpo, attènto, sènza, mèdico, ecc.
Esèmpio, tèmpo, attènto, sènza, mèdico. Su béne concordiamo.
Nel vicentino le "e" sono quasi sempre apertissime: il colmo si
raggiunge con "strètto". :)
Ciao
Enrico
> Che nella prassi ognuno parli come vuole e può è cosa lampante, ma l'idea
> che della grammatica
> italiana ci siano regole che bisogna seguire ed altre no, mi sembra poco
> onesta.
>I fatti parlano chiaro. Gli errori commessi nello scrivere sono
>riconosciuti e valutati negativamente da buona parte della popolazione
>(almeno da chi ha studiato con profitto), mentre le differenze di pronuncia
>sono, al più, fonte di curiosità ("da dove vieni"?).
Sono tendenze, non regole, ed una pronuncia molto caratterizzante non è
molto onorevole in contesti formali.
Ed alcune tendenze sono palesemente contraddittorie: tutti gli errori fonici
sono errori, eppure tutti a puntare l'indice su alcuni e non su altri....
Schizofrenia pura.
>Chi commette errori di grammatica e sintassi in un testo scritto rivela di
>essere una persona di bassa cultura; invece, abbiamo avuto e abbiamo ai
>vertici delle istituzioni politiche, economihe e culturali persone che
>pronunciano le E e le O come gli viene naturale.
E sbagliano. E la trascuratezza ortofonica ha una semplice spiegazione:
perché nelle scuole italiche l'aspetto fonetico della lingua è stato
fortemente trascurato negli anni. La contraddizione è evidente nel fatto che
nella teoria (già in III elementare, ma poi in I media, nel I anno delle
superiori) le regole fonetiche si studiano pure, ma stranamente rimangono
pura teoria. Se gli insegnanti di italiano conoscessero e correggessero
certi errori fonetici, forse questa idea errata (lo scritto prevale sul
parlato) non ci sarebbe.
>E non solo le vocali. Ricordi il presidente Leone? E il presidente Cossiga?
>E il presidente Einaudi? E.... devo continuare?
>Ci sono letterati e scienziati toscani che sbandierano le loro aspirate e
>le loro "sc", politici milanesi con le loro vocali turbate... :)
Lo ripeto per l'ennesima volta. Sono parlate regionali. Andrebbero corrette
se si volesse pronunciare
l'italiano standard per come è e come è scritto sulle grammatiche e sui
dizionari.Le regole per pronunciare bene, per fortuna, ci sono.
Chi poi lavora con l'italiano dovrebbe necessariamente aver cura anche della
fonetica, se vuole essere davvero professionale.
> Anche "qual è" e "qual'è" non pongono nessun problema di incomprensione ed
> è
> frequentissimo trovare entrambe, ma tuttavia "qual'è" viene prestamente
> segnalato come errore.
>Imho è questione di convenzioni.
Anche "mèdico" è convenzionale. Ed andrebbe rispettata anche questa
convenzione, senza scuse o alibi.
>Nel parlato, i fan della pronuncia del dizionario della RAI si contano
>sulla punta delle dita di una mano monca.
E' già, perché la grammatica italiana o il dizionario riportano altro....
>A proposito di scuola: ho insegnato al nord, e ti assicuro che la mia
>pronuncia, certamente riconoscibile, non era affatto meno precisa di quella
>di allievi, dirigenti e genitori.
Che vuol dire? Pare che sbagliare come gli altri sia un alibi.
Inoltre chi dice "médico", "corridòio","perchè","mè" ecc. non fa una bella
figura se si trova in contesti formali e se poi insegna pure italiano....
>Non credere che dire "médico" sia più bello di "còrto" :)
Infatti sono errate entrambe.
> Penso che la carenza sia limitata alla Calabria o forse ad un territorio
> calabrese ancora più ristretto.
"Carenza" de che? E comunque non è solo la Calabria.
In altre regioni (non solo nord), come rilevi, l'opposizione esiste, ma
con esiti opposti rispetto all'italiano standard.
> E' per questo che in Italia finché non ci impongono tutto non siamo
> contenti.
Nostalgie?
> Tra l'altro, in questa moda relativista e individualistica, nemmeno quello
> che palesemente è scritto
> fa più fede, se non c'è qualcuno che ci punisca se sbagliamo.
Ci mancherebbe... Immagino l'Inquisizione Fonetica e le sue macchine di
tortura linguistica.
> Sono tendenze, non regole, ed una pronuncia molto caratterizzante non è
> molto onorevole in contesti formali.
Ti ho già fatto esempi illuminanti e non amo ripetermi.
Dell'opposizione fonologica, mi pareva chiaro.
O avrei dovuto dire "mancanza", "assenza" (che sono più o meno sinonimi)?
> E comunque non è solo la Calabria.
> In altre regioni (non solo nord), come rilevi, l'opposizione esiste, ma
> con esiti opposti rispetto all'italiano standard.
Non è così.
Non mi risulta che ci siano regioni dove l'opposizione venga
effettuata in modo opposto all'italiano standard.
Nei casi in cui la pronuncia aperta o chiusa faccia cambiare il
significato della parola, la pronuncia è corretta.
Tuitt'al più ci possono essere rarissimi casi (mi viene in mente solo
il citato vénti, ma, come rileva Enrico Gregorio, solo in qualche regione)
dove la pronuncia è identica.
Ciao,
Roger
> [...]
> Parla per te! :) Dalle mie parti quello che soffia è il vènto.
>
>> Inoltre diciamo esémpio, béne, témpo, atténto, sénza, médico, ecc.
>> mentre la pronuncia corretta dovrebbe essere: esèmpio, bène,
>> tèmpo, attènto, sènza, mèdico, ecc.
>
> Esèmpio, tèmpo, attènto, sènza, mèdico. Su béne concordiamo.
>
> Nel vicentino le "e" sono quasi sempre apertissime: il colmo si
> raggiunge con "strètto". :)
Gulp, è vero.
Ho detto "al nord, ma avrei dovuto dire "in Piemonte", perché forse già
in Lombardia le cose stanno diversamente.
> Ciao
> Enrico
Ciao,
Roger
> Non mi risulta che ci siano regioni dove l'opposizione venga
> effettuata in modo opposto all'italiano standard.
Mi sono piegato male. "Con esiti inattesi rispetto all'italiano
standard" funziona meglio?
Ho già citato topi pugliesi e biciclette lombarde.
Io ho sempre sentito mèdico (e in friulano "mièdi").
--
"Il jazz non è morto. Ha solo uno strano odore."
-- Jimmy Chamberlain
> It happens that Sparrow® formulated :
>> socialmente
>
> Questo è quello che intendevo dire che ho ritenuto di Roma a
> sud. Penso che il nord ha più vantaggi?
Roma è un caso a sè.
Nelle targhe delle auto era l'unica provincia che aveva il nome
intero invece di due lettere.
--
"It makes no difference whether you win or lose until you lose."
-- Unknown
> What music you suggest I could listen too?
Fabrizio De André ha una bella voce e piace molto alle donne.
--
"At the age of 17 I have finally been accepted by my family."
-- Exam howlers as noted by Eric W. N. Smith
C'era la regione unica Abruzzo e Molise, che poi si è staccato
per fare regione a sè (la seconda più piccola).
>>> Toscana: tutta.
>> Ci sono zone ai confini con Liguria o Emilia che non saprei
>> distinguere da quelle confinanti.
>
> Tutta la Toscana e' nell'Italia centrale.
La Lunigiana è linguisticamente toscana?
--
"Many protesters have tried Gandhi's method of non-active
activity."
L'Alto Adige č linguisticamente italiano?
In friulano sembra che i suoni siano più simili alla versione
corretta che non quando usiamo l'italiano.
timp (che viene da témpo, non da tèmpo)
atènt
mièdi
bèn
--
"Les gens qui ont bonne conscience ont souvent mauvaise
mémoire."
-- Jacques Brel
> [...]
> Mi sono piegato male.
Colpa della strega? :-)
Roger
>> Mi sono piegato male.
>
> Colpa della strega? :-)
Ci prova sempre, ma anch'io conosco le arti magiche
> Sono tendenze, non regole, ed una pronuncia molto caratterizzante non è
> molto onorevole in contesti formali.
>Ti ho già fatto esempi illuminanti e non amo ripetermi.
Illuminanti per te, ma che non spiegano per niente la contraddizione
continua di un certo tipo di parlanti italiani.
In sintesi, ad uno straniero che chiedesse qual è la pronuncia corretta di
"mèdico", sarebbe disonesto fargli credere che, in questo caso, non ci sia
regola da seguire. Che poi molti non la seguano o non ne siano capaci, è
altro discorso.
> E' per questo che in Italia finché non ci impongono tutto non siamo
> contenti.
>Nostalgie?
Per niente. Non č certo colpa mia se poi le cose ci vengono imposte perché
ognuno si sente in diritto di fare come gli
pare, tanto nella vita sociale quanto nella produzione linguistica.
> Tra l'altro, in questa moda relativista e individualistica, nemmeno quello
> che palesemente č scritto
> fa piů fede, se non c'č qualcuno che ci punisca se sbagliamo.
>Ci mancherebbe...
No,no c'č. La scuola, ad esempio. Se un alunno sbaglia l'ortografia il
solerte prof di italiano gliela corregge.
Se sbaglia a pronunciare le parole, il sempre solerte prof. di italiano deve
correggerlo, senza se e senza ma.
Non č difficile.
>> Nel vicentino le "e" sono quasi sempre apertissime: il colmo si
>> raggiunge con "strètto". :)
>
> Gulp, è vero.
> Ho detto "al nord, ma avrei dovuto dire "in Piemonte", perché forse già
> in Lombardia le cose stanno diversamente.
Allora diciamo Nord-Ovest: Piemonte médich; Lombardia (MI) médegh;
Liguria mégo.
k
(che abbiano ragione quei Veneti che vogliono cinque macroregioni?
Propongo di dividere la Padania in due parti, in base a come si
pronuncia "medico") :-)
Anche il "perchè" dei Piemontesi nonostante prevalgano le e chiuse.
k
Ho preso una decisione, quando sono nel nord dirò médico e mèdico nel
sud. Problemi risolti, tutti felici! :)
Poi continuiamo a dividere in base a come si pronunciano altre parole
e arriviamo a tante Padaniette grandi la metà degli attuali comuni. :)
Ciao
Enrico
> Fabrizio De André ha una bella voce e piace molto alle donne.
Mi piace il sua voce e la musica, ma devo pensare delle parole. Quando
le parole sono belle come le parole di George Moustaki, mi piacero!
Grazie.
Uomini non piace Fabrizo De André? Perche non?
> Illuminanti per te, ma che non spiegano per niente la contraddizione
> continua di un certo tipo di parlanti italiani.
Basta ammettere che esistono tot pronunce regionali.
E che quella definita standard non è la più usata.
> In sintesi, ad uno straniero che chiedesse qual è la pronuncia corretta di
> "mèdico", sarebbe disonesto fargli credere che, in questo caso, non ci sia
> regola da seguire.
E perché?
Sarebbe disonesto spiegare a un neofita dell'informatica che non c'è un
solo modo, ma molti, di far partire un programma?
Sarebbe disonesto spiegare a un marxiano che sulla Terra non la pensiamo
tutti allo stesso modo?
> No,no c'è. La scuola, ad esempio. Se un alunno sbaglia l'ortografia il
> solerte prof di italiano gliela corregge.
> Se sbaglia a pronunciare le parole, il sempre solerte prof. di italiano deve
> correggerlo, senza se e senza ma.
> Non è difficile.
Le due cose non sono sullo stesso piano, e non solo secondo me.
> [...]
> No,no c'è. La scuola, ad esempio. Se un alunno sbaglia l'ortografia il
> solerte prof di italiano gliela corregge.
> Se sbaglia a pronunciare le parole, il sempre solerte prof. di italiano
> deve correggerlo, senza se e senza ma.
> Non è difficile.
Non è difficile???
A me sembra difficilissimo perché occorrerebbe che tutti gli insegnanti
e non solo i prof di italiano avessero seguito dei corsi di dizione.
Roger
> Illuminanti per te, ma che non spiegano per niente la contraddizione
> continua di un certo tipo di parlanti italiani.
>Basta ammettere che esistono tot pronunce regionali.
>E che quella definita standard non è la più usata.
Certo, ma da "guaìna" a medico ce ne passa. Mica tutti vivono al Nord e mica
tutti al Nord dicono "médico".
E quando si parla di pronuncia regionale si parla di una cadenza appunto
regionale, mica di una regola standard.
> In sintesi, ad uno straniero che chiedesse qual è la pronuncia corretta di
> "mèdico", sarebbe disonesto fargli credere che, in questo caso, non ci sia
> regola da seguire.
>E perché?
Perché in questo caso la regola c'è ed è chiara. In italiano standard si
dice "mèdico" volenti o nolenti.
>Sarebbe disonesto spiegare a un marxiano che sulla Terra non la pensiamo
>tutti allo stesso modo?
Qui non si tratta di pensare o credere ciò che si vuole. C'è una sezione ben
precisa della grammatica italiana che si chiama fonologia che dà delle norme
chiare e precise. E' davvero strana questa generale insofferenza verso le
regole e soprattutto verso l'ortoepìa.Tutti pronti a trovare alibi e
gistificazioni come quella per cui alla fine è colpa del DOP, della Rai se
in italiano standard si dice "mèdico" e non "médico".Di più. Ad essere
insofferenti sono soprattutto al Nord a tal punto che negli anni '80-'90 si
è arrivati quasi ad una battaglia linguistica fra Rai e Fininvest, tra
difensori dell'italiano standard e difensori della cadenza regionale. Ma è
tanto difficile pronunciare "mèdico"?E' così difficile da voler cambiare la
grammatica italiana?Mah.