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fa' e fai

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Father McKenzie

unread,
Feb 19, 2005, 5:22:20 PM2/19/05
to
L'imperativo di fare, ci hanno insegnato a scuola, è fa'/fate. Nella
pratica, tutti dicono -e molti scrivono- "fai". Ho sotto gli occhi un
articolo di una rivista (Sportweek de La G. d. S.): "Fai un salto in
città". Non è un grande problema, dato che fa' non è che la forma tronca di
fai... mapperò tuttavia...
L'uso sviluppa la grammatica o c'indigniamo?
FB, fa' le barricate. (PS: e di' per dici? Di' tu, FB, dimmelo. I miei
alunni oscillano tra "dicimelo" e "dicimillo")

FB

unread,
Feb 19, 2005, 6:25:59 PM2/19/05
to
On Sat, 19 Feb 2005 22:22:20 GMT, Father McKenzie wrote:

> L'imperativo di fare, ci hanno insegnato a scuola, è fa'/fate. Nella
> pratica, tutti dicono -e molti scrivono- "fai". Ho sotto gli occhi un
> articolo di una rivista (Sportweek de La G. d. S.): "Fai un salto in
> città". Non è un grande problema, dato che fa' non è che la forma tronca di
> fai... mapperò tuttavia...
> L'uso sviluppa la grammatica

Ci mancherebbe, ci ma. Mi verrebbe da dire che l'imperativo "fai" è
colloquiale, ma l'imperativo, specialmente la seconda persona singolare,
può non esserlo? Nei componimenti poetici e nelle preghiere.


[...]


Ciao, FB
--
"Gli americani sono ignoranti per loro stessa natura",
that is "Americans are naturally ignorant"
(Paolo Bonardi's opinion - it.cultura.linguistica -
http://snipurl.com/7ryg)
More? http://snipurl.com/c92q

Father McKenzie

unread,
Feb 19, 2005, 6:38:39 PM2/19/05
to
"FB", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como las
huellas de las gaviotas en las playas.

> that is "Americans are naturally ignorant"

they are the first people even in their ignorance.
natural born ignorants.

gemma

unread,
Feb 20, 2005, 5:41:35 AM2/20/05
to

"Father McKenzie"

(the american people)
> natural born ignorants.

oh bella, father. non è un po' azzardata, ancorché divertente?
in fin dei conti nessuno nasce 'imparato'.
manco nuie.
cosa mi fate, del razzismo strisciante verso questi poveri fratelli
ammaricani dai geni corti e dalle lunghe mani?
chiamerò cochi e renato e 'chi invece ammazza le bissie' per estirpare
questo increscioso fenomeno.

g
-first assistant of the second assistant of the third houswife of the white
house.-


Father McKenzie

unread,
Feb 20, 2005, 7:34:22 AM2/20/05
to
"gemma", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como las

huellas de las gaviotas en las playas.

> cosa mi fate, del razzismo strisciante verso questi poveri fratelli
> ammaricani

chi mi conosce sa quanto nella mia vita abbia amato e ami alcuni tipici
prodotti americani: il jazz, il rock, le rivolte studentesche e le marce
per i diritti che ci hanno insegnato molto, gli hippies, certa letteratura
(da Poe a Kerouac, passando per Whitman, Thoreau, Robert Frost -nato
inglese ma fiorito in America-, Hemingway, Dos Passos, Steinbeck e
parecchi altri), e varie altre cose. L'ignoranza dell'americano medio è
frutto di una serie di fattori- non ultima la volontà di chi li governa di
far leva sul patriottismo ingenuo e sulla informazione a senso unico. Non è
un fatto genetico, di sicuro, perché negli States da ducent'anni si
mischiano geni di varie popolazioni della terra, e noi biologi sappiamo che
gli ibridi sono solitamente migliori delle linee pure, e in America come
dappertutto esistono persone intelligenti e cretine, il monopolio della
strunzaria non ce l'ha nessuno .E' però difficile da negare che quella
parte di loro che è ignorante, esercita la sua ignoranza in modo aggressivo
e perverso, : se avete visto in tv la parata introduttiva del Super Bowl
sapete a che mi riferisco. E' un prodotto dell'ambiente, molto piu' che
dei geni, e guidata da chi se ne serve per i propri scopi.

gemma

unread,
Feb 20, 2005, 8:03:38 AM2/20/05
to

"Father McKenzie" <indirizz...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:18uuy8c7mcdex$.pqe5csiywkzx$.dlg@40tude.net...

> "gemma", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como las
> huellas de las gaviotas en las playas.
>
> > cosa mi fate, del razzismo strisciante verso questi poveri fratelli
> > ammaricani
>
> chi mi conosce sa quanto nella mia vita abbia amato e ami
(...)

father... non so come dirle! scherzavo...!
facevo l'avvocato del diavolo, insomma, ma tirandogli la coda.

in massima pare sono d'accordo con vossia.

g


FB

unread,
Feb 20, 2005, 9:44:00 AM2/20/05
to
On Sun, 20 Feb 2005 12:34:22 GMT, Father McKenzie wrote:


[...]


> chi mi conosce sa quanto nella mia vita abbia amato e ami alcuni tipici
> prodotti americani: il jazz, il rock, le rivolte studentesche e le marce
> per i diritti che ci hanno insegnato molto, gli hippies

Gli hippies?


P.S. Vorrei far notare che io _non_ sono d'accordo. Riporto un'affermazione
nella mia tag-line insieme al nome del suo autore. Ognuno ne pensi quel che
vuole.


[...]


Ciao, FB
--
After a year of speculation, inventor Dean Kamen unveiled his mysterious
"It", which is a battery-powered two-wheel people mover. Many believe it
will completely revolutionize the way people get hit by cars.
(Saturday Night Live)

Father McKenzie

unread,
Feb 20, 2005, 12:49:45 PM2/20/05
to
"Karla", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como las

huellas de las gaviotas en las playas.
> Sono corrette entrambe le forme.
> Anzi, in origine era "fai" (perchè, se no, ci sarebbe l'apostrofo?), e
> la caduta della "i" iniziata nell'Ottocento.

Chiaro, e lo dicevo nel mio post: ma allora perché insegnarci come forma
correta quella tronca? Tanto dicon tutti fai...
Stessa cosa per sta' e di'. Chi dice piu': sta' fermo?

Karla

unread,
Feb 20, 2005, 12:44:08 PM2/20/05
to
Father McKenzie ha scritto:
> L'imperativo di fare, ci hanno insegnato a scuola, č fa'/fate. Nella

> pratica, tutti dicono -e molti scrivono- "fai".

Sono corrette entrambe le forme.
Anzi, in origine era "fai" (perchč, se no, ci sarebbe l'apostrofo?), e

la caduta della "i" iniziata nell'Ottocento.

k

FB

unread,
Feb 20, 2005, 2:05:49 PM2/20/05
to

Sa di colto o cinematografico. Ma che hai contro "di' "? Forse intendi
"da' "?


Ciao, FB
--
Io ho deciso di rifiutarmi di vederlo: Ettore con la faccia di Eric Banana
mi fa venire i conati.
(commento sul film "Troy" apparso su it.fan.scrittori.tolkien)

Father McKenzie

unread,
Feb 20, 2005, 2:11:48 PM2/20/05
to
"FB", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como las

huellas de las gaviotas en las playas.

> Sa di colto o cinematografico. Ma che hai contro "di' "? Forse intendi
> "da' "?

Io non ho niente contro. Rilevo che "di' pure" sa di affettato (sopressata)
e che, oltre che in questa formula, non sento dire "di'" da tempo.
Però si scrive, a differenza di quanto avviene per fa', che ormai anche
nello scritto è diventato "fai".

magica

unread,
Feb 20, 2005, 5:37:19 PM2/20/05
to
In <vhhdksz8d7c7.jldoxyebb38h$.d...@40tude.net> Father McKenzie
<indirizz...@tin.it> scrive...

>L'imperativo di fare, ci hanno insegnato a scuola, č fa'/fate. Nella


>pratica, tutti dicono -e molti scrivono- "fai".

Il DISC riporta fa, fa' e fai.

>FB, fa' le barricate. (PS: e di' per dici? Di' tu, FB, dimmelo.

Nell'attesa di FB, ti dirň che il DISC riporta solo dě, con mia somma
gioia (spero che Mariuccia non sia in ascolto). Riguardo a dici
(imperativo di dire), sei sicuro che qualcuno l'abbia mai usato?

Ciao.

Gian Carlo

FB

unread,
Feb 20, 2005, 5:43:27 PM2/20/05
to
On 20 Feb 2005 23:37:19 +0100, magica wrote:

[...]
> Nell'attesa di FB, ti dirò che il DISC riporta solo dì

Gabrielo Sabatini nemmeno riporta "di' " imperativo di "dire"??


[...]


Ciao, FB
--
"Are you sure an embryo parson should have a plane?"
"Everyone should have a plane!"
(Cold Comfort Farm, the film)

magica

unread,
Feb 20, 2005, 5:49:10 PM2/20/05
to
In <1994nrngky8w8.m...@40tude.net> FB
<fam.baldu...@tin.it> scrive...

>Gabrielo Sabatini nemmeno riporta "di' " imperativo di "dire"??

No. E, perché non ci siano dubbi, precisa: "accento grafico su dì".
Cosa che non può che trovarmi ultraconsenziente.

Ciao.

Gian Carlo

Father McKenzie

unread,
Feb 20, 2005, 6:31:38 PM2/20/05
to
"magica", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como las

huellas de las gaviotas en las playas.

> Il DISC riporta fa, fa' e fai.

E fa diesis?

> gioia (spero che Mariuccia non sia in ascolto). Riguardo a dici
> (imperativo di dire), sei sicuro che qualcuno l'abbia mai usato?

Qui tutti. E diciamillu per dimmelo.

Father McKenzie

unread,
Feb 20, 2005, 6:32:09 PM2/20/05
to
"FB", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como las

huellas de las gaviotas en las playas.

>> Nell'attesa di FB, ti dirò che il DISC riporta solo dì


>
> Gabrielo Sabatini nemmeno riporta "di' " imperativo di "dire"??

E' un modo di segnare i punti nel tennis.

Father McKenzie

unread,
Feb 20, 2005, 6:32:39 PM2/20/05
to
"magica", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como las

huellas de las gaviotas en las playas.

>>Gabrielo Sabatini nemmeno riporta "di' " imperativo di "dire"??


>
> No. E, perché non ci siano dubbi, precisa: "accento grafico su dì".
> Cosa che non può che trovarmi ultraconsenziente.

Di' pure connivente.

Mariuccia Ruta

unread,
Feb 21, 2005, 8:15:44 AM2/21/05
to
Su it.cultura.linguistica.italiano,
nell'articolo <15s3esa4rfj8m.157i8dh0r17f$.d...@40tude.net>,
Father McKenzie ha scritto:

>¦ "FB", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como las


>¦ huellas de las gaviotas en las playas.

>¦ > Sa di colto o cinematografico. Ma che hai contro "di' "? Forse intendi
>¦ > "da' "?

>¦ Io non ho niente contro. Rilevo che "di' pure" sa di affettato (sopressata)
>¦ e che, oltre che in questa formula, non sento dire "di'" da tempo.

Dài! Father, davvero non senti mai e mai dici, per esempio:
"di' un po', di' ppure, ..."?

Boh! A volte in questo NG mi par quasi d'essere un'extraterrestre :((

--
Ciao,
Mariuccia®

Karla

unread,
Feb 21, 2005, 7:45:59 AM2/21/05
to
Father McKenzie ha scritto:

I due D. e O. riportano imp. "di" (denza radd. sint.), e "dì" (con
radd. sint.)
Di' sarebbe una forma arcaica o pop. di "dici" (tu dici).

Si mettessero d'accordo!

k

Sergio(R)

unread,
Feb 21, 2005, 2:51:33 AM2/21/05
to
On Sun, 20 Feb 2005 19:11:48 GMT, Father McKenzie
<indirizz...@tin.it> wrote:

>Rilevo che "di' pure" sa di affettato (sopressata)...

Hai "sopressata" una "p"? ;-))

--
Ciao
SergioŽ

Mariuccia Ruta

unread,
Feb 21, 2005, 8:14:52 AM2/21/05
to
Su it.cultura.linguistica.italiano,
nell'articolo <1d0k3v0dtakq4$.y5hrry5zbst$.d...@40tude.net>,
FB ha scritto:

>¦ On Sun, 20 Feb 2005 17:49:45 GMT, Father McKenzie wrote:
>¦ > [...]
>¦ > Stessa cosa per sta' e di'. Chi dice piu': sta' fermo?



>¦ Sa di colto o cinematografico.

Non in Toscana, te lo assicuro: è molto comune sentire
e dire: "sta' ffermo", cosí come "sta' ccalmo".

--
Ciao,
Mariuccia®

Mariuccia Ruta

unread,
Feb 21, 2005, 2:41:21 AM2/21/05
to
Su it.cultura.linguistica.italiano,
nell'articolo <p04i11ttq5pjs6vtc...@4ax.com>,
magica ha scritto:

>¦ In <vhhdksz8d7c7.jldoxyebb38h$.d...@40tude.net> Father McKenzie scrive...
>¦ >L'imperativo di fare, ci hanno insegnato a scuola, è fa'/fate. Nella


>¦ >pratica, tutti dicono -e molti scrivono- "fai".

>¦ Il DISC riporta fa, fa' e fai.

Doloore!

>¦ >FB, fa' le barricate. (PS: e di' per dici? Di' tu, FB, dimmelo.

>¦ Nell'attesa di FB, ti dirò che il DISC riporta solo dì, con mia somma


>¦ gioia (spero che Mariuccia non sia in ascolto).

Presente!

* Di', verrà mai quel
* dí in cui sapremo
* di chi fidarci?
--
Ciao,
Mariuccia®
http://www.redvenezolana.net/
http://www.elcastellano.org/

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Mariuccia Ruta

unread,
Feb 23, 2005, 3:24:55 AM2/23/05
to
Su it.cultura.linguistica.italiano,
nell'articolo <di0n115btqvffkmd9...@4ax.com>,
Colette ha scritto:

>¦ Ciao, Mariuccia Ruta. Tu as écrit :

>¦ >Dài! Father, davvero non senti mai e mai dici, per esempio:

>¦ >"di' un po', di' ppure, ..."?


>¦ Le due forme sono nel Garzanti... :-)

E ci sarebbero pure:
_Di' la verità_, che io sento dappertutto, non solo qui in Toscana, e:
_Di' a ...(tizio) che..._.
Son forme comunissime che uso e sento usare ad ogni piè sospinto.

>¦ >Boh! A volte in questo NG mi par quasi d'essere un'extraterrestre :((

>¦ Ma no! :-)

Hai ragione :)) Le grammatiche consigliano ancora l'apostrofo, con
_di' e fa'_ nelle forme imperative; e dunque...;))

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magica

unread,
Feb 23, 2005, 4:13:45 PM2/23/05
to
In <cr2p115ahh5vligh5...@4ax.com> Colette
<invalid...@wanadoo.fr.invalid> scrive...

> Non capisco bene la sfumatura fonetica tra di' e dì... :-(

La sfumatura è solo grafica.

Ciao.

Gian Carlo

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Mariuccia Ruta

unread,
Feb 24, 2005, 1:25:03 PM2/24/05
to
Su it.cultura.linguistica.italiano,
nell'articolo <cr2p115ahh5vligh5...@4ax.com>,
Colette ha scritto:

>¦ Ciao, Mariuccia Ruta. Tu as écrit :

>¦ >E ci sarebbero pure:

>¦ >_Di' la verità_, che io sento dappertutto, non solo qui in Toscana, e:
>¦ >_Di' a ...(tizio) che..._.
>¦ >Son forme comunissime che uso e sento usare ad ogni piè sospinto.

>¦ Non capisco bene la sfumatura fonetica tra di' e dì... :-(

Come dice bene Gian Carlo, non cambia nulla dal punto di vista
fonetico. Aggiungo solo che io distinguo le tre "di" in questo modo:
* Di = preposizione
* Dí = giorno
* Di' = voce verbale (imperativa di dire)

E mi ricito per l'ennesima volta, sperando che Gian Carlo non sia in
ascolto :))
*Di', verrà mai quel *dí in cui sapremo *di chi fidarci?

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magica

unread,
Feb 24, 2005, 3:54:14 PM2/24/05
to
In <qf6s11tu052di1o3e...@4ax.com> Mariuccia Ruta
<mariuc...@aliceposta.it> scrive...

>E mi ricito per l'ennesima volta, sperando che Gian Carlo non sia in
>ascolto :))

Sono, sono. :-)

> *Di', verrà mai quel *dí in cui sapremo *di chi fidarci?

Io scriverei: dì, verrà mai quel dì in cui sapremo di chi fidarci?

Ma mi verrebbe voglia anche di scrivere (dal giorno in cui, e ne sono
passati di anni, il verbo do senza accento mi costò un voto in meno
nel tema d'italiano per l'esame d'ammissione alla scuola media): di,
verrà mai quel dì in cui sapremo di chi fidarci?

Ciao.

Gian Carlo

Wolfgang Mueller

unread,
Feb 24, 2005, 5:32:38 PM2/24/05
to
On Thu, 24 Feb 2005 20:46:31 +0100, Colette wrote:
>
> Ciao, Mariuccia Ruta.
> [Le jeudi, 24 fev 2005 19:25:03 +0100,] tu as écrit :
> >
> > * Dí = giorno
>
> Con l'accento acuto quindi :-)

Su «i» ed «u» l'uso dell'acuto, pur essendo assai meno
diffuso, equivale a quello del grave. Chi, come Mariuccia
e il sottoscritto, lo preferisce lo fa per tenere conto
del fatto che le dette due vocali sono le piú chiuse del
sistema vocalico italiano.

A seconda del giudizio del nostro comune amico eporediese,
si tratta invece di una manifestazione di esibizionismo.

Ciao, Wolfgang

ADPUF

unread,
Feb 24, 2005, 6:39:28 PM2/24/05
to
on 23:32, giovedì 24 febbraio 2005 Wolfgang Mueller wrote:

>> > * Dí = giorno
>>
>> Con l'accento acuto quindi :-)
>
> Su «i» ed «u» l'uso dell'acuto, pur essendo assai meno
> diffuso, equivale a quello del grave. Chi, come Mariuccia
> e il sottoscritto, lo preferisce lo fa per tenere conto
> del fatto che le dette due vocali sono le piú chiuse del
> sistema vocalico italiano.


Potrebbe essere solamente un fatto di tastiere.


--
pecunia non olet, sed scarseggiat semper

Mariuccia Ruta

unread,
Feb 25, 2005, 1:43:24 AM2/25/05
to
Su it.cultura.linguistica.italiano,
nell'articolo <defs119ogf17d5f2t...@4ax.com>,
magica ha scritto:

>¦ In <qf6s11tu052di1o3e...@4ax.com> Mariuccia Ruta scrive...


>¦ >E mi ricito per l'ennesima volta, sperando che Gian Carlo non sia in
>¦ >ascolto :))

>¦ Sono, sono. :-)

Vedo, vedo ... 'giornoo :))

>¦ > *Di', verrà mai quel *dí in cui sapremo *di chi fidarci?



>¦ Io scriverei: dì, verrà mai quel dì in cui sapremo di chi fidarci?

E io leggerei: giorno, verrà mai quel giorno in cui ... :-P

>¦ ... (dal giorno in cui, e ne sono


>¦ passati di anni, il verbo do senza accento mi costò un voto in meno

>¦ nel tema d'italiano per l'esame d'ammissione alla scuola media)...

Mai fidarsi dei profff: brutta razza :-D

Mariuccia Ruta

unread,
Feb 25, 2005, 1:43:21 AM2/25/05
to
Su it.cultura.linguistica.italiano,
nell'articolo <4sas11lo9uckdoqai...@4ax.com>,
Colette ha scritto:

>¦ Ciao, Mariuccia Ruta. Tu as écrit :

>¦ [...]
>¦ >Aggiungo solo che io distinguo le tre "di" in questo modo:


>¦ > * Di = preposizione
>¦ > * Dí = giorno

>¦ Con l'accento acuto quindi :-)

Non obbligatoriamente: come ha già precisato Wolfgang, personalmente
preferisco l'acuto su -í e -ú, ma non sbaglia chi invece mette il
grave; l'mportante è non ritenere che chi, su quelle due vocali, mette
l'acuto sia in errore (come di tanto in tanto si legge su questo
stesso NG).

>¦ > * Di' = voce verbale (imperativa di dire)



>¦ >E mi ricito per l'ennesima volta, sperando che Gian Carlo non sia in
>¦ >ascolto :))


>¦ Vedremo ;-)

Ho visto :))

Alex 5630

unread,
Feb 25, 2005, 2:46:02 AM2/25/05
to
On Thu, 24 Feb 2005 23:32:38 +0100, Wolfgang Mueller
<w...@ariannuccia.de> wrote:

>Su «i» ed «u» l'uso dell'acuto, pur essendo assai meno
>diffuso, equivale a quello del grave. Chi, come Mariuccia
>e il sottoscritto, lo preferisce lo fa per tenere conto
>del fatto che le dette due vocali sono le piú chiuse del
>sistema vocalico italiano.

Esistono delle norme DIN (Deutsches Institut für Normung) per
l'ortografia della lingua tedesca? Che valore hanno le norme DIN in
Germania, indipendentemente dal loro campo di azione: sono
obbligatorie o facoltative? Ad esempio, un laboratorio di prova che
decidesse di non seguire le norme ISO/DIN verrebbe accreditato oppure
no?

Spiego il perche' delle domande: esistono delle norme sull'ortografia
italiana emanate dall'UNI, un ente di normazione equivalente al DIN
tedesco. Le norme UNI non sono obbligatorie; per lo meno, non lo sono
quelle sull'ortografia; ma è consigliato seguirle. In alcuni campi, ad
esempio nell'ambito della ricerca o dell'attivita' di laboratorio,
alcune norme UNI (ISO) sono invece obbligatorie per legge.

Ciao,
Alex (5630)

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Wolfgang Mueller

unread,
Feb 25, 2005, 7:58:18 AM2/25/05
to
On Fri, 25 Feb 2005 07:46:02 GMT, Alex wrote:
>
> Esistono delle norme DIN (Deutsches Institut für Normung)
> per l'ortografia della lingua tedesca?

No. L'autorità piú riconosciuta in questioni linguistiche è
il Bibliographische Institut di Mannheim, l'editore del famoso
Duden. Ma non si tratta di un'autorità ufficiale, bensí solo
«carismatica», cioè basata su un vasto riconoscimento.

Come forse sai, il Governo Federale non ha competenze legislative
nel campo della Pubblica Istruzione, le quali spettano invece
esclusivamente ai Länder, che godono un'autonomia molto maggiore
di quella delle vostre regioni, a prescindere da quelle cinque
dette autonome, naturalmente. Può pertanto darsi che l'uno o
l'altro Land dichiari vincolanti le norme elaborate dal Duden,
ma lo può fare solo per le enti statali, scuole ecc. Non esiste
invece alcuna autorità che possa imporre le norme a persone private.

> Che valore hanno le norme DIN in Germania, indipendentemente
> dal loro campo di azione: sono obbligatorie o facoltative?
> Ad esempio, un laboratorio di prova che decidesse di non
> seguire le norme ISO/DIN verrebbe accreditato oppure no?

Teoricamente sono solo facoltative. Ma normalmente i bandi pubblici
dello Stato, di un Land o d'una (!) Kommune contengono un passo che
le dichiara tassative. Cioè chi partecipa a un concorso fa bene a
rispettarle, altrimenti non avrà nessuna chance di vincerlo.

> Spiego il perche' delle domande: esistono delle norme sull'ortografia
> italiana emanate dall'UNI, un ente di normazione equivalente al DIN
> tedesco. Le norme UNI non sono obbligatorie; per lo meno, non lo sono
> quelle sull'ortografia; ma è consigliato seguirle. In alcuni campi,
> ad esempio nell'ambito della ricerca o dell'attivita' di laboratorio,
> alcune norme UNI (ISO) sono invece obbligatorie per legge.

Quindi la vostra situazione non è molto diversa dalla nostra.

Ciao, Wolfgang

magica

unread,
Feb 25, 2005, 11:57:43 AM2/25/05
to
In <a8it119r39f5mtpvu...@4ax.com> Mariuccia Ruta
<mariuc...@aliceposta.it> scrive...

>Su it.cultura.linguistica.italiano,
>nell'articolo <defs119ogf17d5f2t...@4ax.com>,
>magica ha scritto:
>>In <qf6s11tu052di1o3e...@4ax.com> Mariuccia Ruta scrive...

>>>E mi ricito per l'ennesima volta, sperando che Gian Carlo non sia in
>>>ascolto :))
>>Sono, sono. :-)
>Vedo, vedo ... 'giornoo :))

Vuoi dire... "dì"? :-)

>>>*Di', verrà mai quel *dí in cui sapremo *di chi fidarci?
>>Io scriverei: dì, verrà mai quel dì in cui sapremo di chi fidarci?
>E io leggerei: giorno, verrà mai quel giorno in cui ... :-P

Santa polenta. :-)

>>... (dal giorno in cui, e ne sono passati di anni, il verbo do senza
>>accento mi costò un voto in meno nel tema d'italiano per l'esame
>>d'ammissione alla scuola media)...

>Mai fidarsi dei profff: brutta razza :-D

Tu lo dici.

Ciao.

Gian Carlo

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