Avete voialtri notato che del termine "assassinio" ormai si fa
pochissimo uso a favore di un deprecabile "uccisione"?
"Tizio è stato ucciso da un criminale scappato dal penitenziario"
"Caio ha ucciso li suo vicino di casa"
eccetera.
In un'epoca in cui vige l'edulcurazione di tutto, forse il suono e il
concetto di "assassinare" sono troppo "forti?
P.
--
Osare. Sempre più. Osare. Temerariamente.
> In un'epoca in cui vige l'edulcurazione di tutto, forse il suono e il
> concetto di "assassinare" sono troppo "forti?
A me pare sembra più forte "uccidere" di "assassinare".
Ciao, FB
Secondo il Devoto-Oli, l'assassinio possiede, contrariamente
all'uccisione, gli elementi dell'esser proditorio e premeditato. Fosse
questo il distinguo?
--
Isa
Work like you don't need money,
Love like you've never been hurt,
And dance like no one's watching
> A me pare sembra più forte "uccidere" di "assassinare".
Nessuno dice ammazzare? Poco fine?
Ricordo una fantastica battuta in un film, credo interpretato da Eduardo,
che dettava qualcosa, credo un manifesto, a un ragazzo. Alla parola
"uccidere" il ragazzo fa: "ma nuje ricimm' accidere". E Eduardo con tono
cattedratico: "si scrive uccidere, si legge accidere"
--
Kaì egápesan oi ánthropoi mâllon tò skótos è tò fôs (Gv III,19)
15/09/2003 17.23.04
> Avete voialtri notato che del termine "assassinio" ormai si fa
> pochissimo uso a favore di un deprecabile "uccisione"?
Magari cosi' fosse, andrebbe gia' benino!
"I killer della mafia hanno giustiziato un delatore"
e' una formula che e' diventata quasi uno standard per
questo genere di notizie.
Gia' "killer" mi fa venire l'orticaria, ma che un povero
Cristo assassinato da sicari diventi un "giustiziato" ... :-(
Ciao, edi'® (E.D.)
> Egregi.
>
> Avete voialtri notato che del termine "assassinio" ormai si fa
> pochissimo uso a favore di un deprecabile "uccisione"?
>
> "Tizio è stato ucciso da un criminale scappato dal penitenziario"
> "Caio ha ucciso li suo vicino di casa"
> eccetera.
>
> In un'epoca in cui vige l'edulcurazione di tutto, forse il suono e il
> concetto di "assassinare" sono troppo "forti?
Correttezza politica? ^_^
Mi pare che l'etimologia di assassino sia "appartenente a una setta
di musulmani sciiti dediti al fumo di foglie di canapa indiana".
Ciao
Enrico
> Mi pare che l'etimologia di assassino sia "appartenente a una setta
> di musulmani sciiti dediti al fumo di foglie di canapa indiana".
Non foglie di canapa indiana che - tra l'altro - non contengono
THC, ma hashish (da cui "assassini").
Ciao, edi'® (E.D.)
>Nessuno dice ammazzare? Poco fine?
Nei TG di solito gli extracomunitari ammazzano. Sarà propio perché è
poco fine?
Ciao.
Gian Carlo
>"I killer della mafia hanno giustiziato un delatore"
>e' una formula che e' diventata quasi uno standard per
>questo genere di notizie.
>Gia' "killer" mi fa venire l'orticaria, ma che un povero
>Cristo assassinato da sicari diventi un "giustiziato" ... :-(
Beh, ma mettiti (faccio per dire) nei panni dei suoi "killer". Dal
loro punto di vista non l'hanno forse giustiziato?
Ciao.
Gian Carlo
"Paolo Bonardi dalla Dinamica Modernita' e Futurista" <p1...@newsfeeds.com>
ha scritto nel messaggio news:bk4cci$peqnn$1...@ID-27084.news.uni-berlin.de...
> Egregi.
>
> Avete voialtri notato che del termine "assassinio" ormai si fa
> pochissimo uso a favore di un deprecabile "uccisione"?
> In un'epoca in cui vige l'edulcurazione di tutto, forse il suono e il
> concetto di "assassinare" sono troppo "forti?
Sì
ASSASSINO deriva dall'arabo [i]hashishiy-yin[/i] 'dediti all'hashish' .
Quindi io penso che indichi un uccisione perpetrata con crudeltà, proprio
perché chi la compie non è in sè.
Uccisore>colui che uccide
Uccidere dal latino *occidere* = abbattere a colpi, un verbo composto
da dal preverbo di ostilità *ob*+caedere= tagliare, abbattere tagliando.
Secondo Festo, *occisum* si distingueva da *necatum*, perché quello
era ammazzato con un colpo, questo senza.
*Occidere* era tipico del linguaggio popolare, mentre *interficere*
era tipico del linguaggio colto.
Il Migliorini, St .lin. 36 n.2 dice: _La scarsa vitalità di
*interficere* rispetto ad *occidere* nella lingua parlata postclassicaè
mostato dal fatto che in Petronio *interficere* è usato una sola volta,
*occidere* sedici volte._
Dunque, dal latino postclassico al latino medievale, al volgare>
uccidere.
.--
lu.
_Ultima Badessa Scalza Di Passaggio_
*Rimani. Riposati. Non temere di nulla.
Dormi stanotte sul mio cuore.*
~ Gabriele d'Annunzio ~
Beh, questo proprio non lo dovevi dire! ;-)
Adesso assassino diveterà esclusivamente sinonimo di terrorista
islamico, e Bin Laden sarà il nuovo Veglio della Montagna.
Del resto, a proposito del Vecchio nascosto tra le montagne, che
mandava i suoi giovani ad assassinare i nemici, ci racconta Marco
Polo: "E perciò 'l fece, perché Malcometto disse che chi andasse in
paradiso, avrebbe di belle femine tante quanto volesse, e quivi
troverebbe fiumi di latte, di vino e di mèle".
Non sono forse le aspettative dei kamikaze di Al Qaeda?
E se il Vecchio produceva cannabis, cioè hashish, cioè marijuana, il
traino dell'economia talebana non era forse il papavero, cioè oppio,
cioè morfina?
Corsi e ricorsi storici.
Secondo me, "uccisione" è sempre stato più comune di "assassinio".
> "Tizio è stato ucciso da un criminale scappato dal
> penitenziario"
> "Caio ha ucciso li suo vicino di casa"
> eccetera.
Non ce le vedrei proprio queste frasi con "assassinare". O meglio, con
"assassinare" avrebbero un significato competamente diverso.
"Tizio è stato *assassinato* da un criminale scappato dal penitenziario" mi
fa pensare che il criminale, dopo essere evaso, sia andato a cercare Tizio
con il preciso intento di ammazzarlo.
"Tizio è stato *ucciso* da un criminale scappato dal penitenziario" lascia
invece aperta qualsiasi possibilità, come per esempio che Tizio sia
incappato in una sparatoria fra il criminale e i suoi inseguitori o,
addirittura, che il criminale l'abbia inavvertitamente investito durante la
fuga.
Idem per l'altra frase: "Caio ha *assassinato* il suo vicino di casa"
significa che Caio ha deciso di ammazzarlo, si è procurato un'arma adatta,
ha aspettato il momento buono e bam bam bam.
"Caio ha *ucciso* il suo vicino di casa" significa solo che l'ha ammazzarlo,
magari nel corso di una lite o, addirittura, per errore, urtando il vaso di
fiori sul davanzale.
> In un'epoca in cui vige l'edulcurazione di tutto, forse il
> suono e il concetto di "assassinare" sono troppo "forti?
Semplicemente, "assassinare" ha un significato molto più ristretto e
specifico di "uccidere".
"Assassinare" si può dire solo quando una persona (e non, per esempio, una
valanga) ha ucciso un'altra persona (e non, per esempio, un animale) e l'ha
fatto con il deliberato intento di ucciderlo (e non, per esempio, per rabbia
o per errore).
"Uccidere" si può dire quando una qualsiasi entità (persona, animale,
oggetto inanimato, circostanza) causa la morte di qualsiasi essere vivente
(persona, animale, pianta), in qualsiasi modo e in qualsiasi situazione.
Ciao.
Marco
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Inviato via http://usenet.libero.it
Direi proprio il contrario. Un assassino, quando uccide, è perfettamente in
sé e sa benissimo cosa sta facendo. Per esempio, quando si dice "assassinio
politico" o "assassino di mafia" s'intende un omicidio deciso a tavolino e
messo in atto da freddi professionisti.
Anche la setta musulmana degli Hashshâshîn, attiva all'epoca della prima
crociata, era un gruppo di sicari specializzati nell'eliminazione di
comandanti nemici e avversari politici.
Erano insomma una specie commandos ante litteram, ed è impensabile che
agissero sotto l'effetto di droghe. Te lo immagini un ninja che entra in
azione con la canna in bocca...?
L'hascisc a cui fa riferimento il loro nome se lo fumavano nei momenti di
preghiera perché il loro capo, un mistico musulmano noto come Vecchio della
Monagna, riteneva che aprisse maggiormente la mente a Dio.
> Direi proprio il contrario. Un assassino, quando uccide, è perfettamente in
> sé e sa benissimo cosa sta facendo. Per esempio, quando si dice "assassinio
> politico" o "assassino di mafia" s'intende un omicidio deciso a tavolino e
> messo in atto da freddi professionisti.
Considerazioni che approvo.
Ma guarda quel che trovo oggi su una nota di un'agenzia di stampa
relativamente alla questione Arafat.
"Roma, 16 set. - (Adnkronos) - L'ipotesi di eliminare fisicamente Yasser
Arafat rende un dialogo gia' difficile ancora piu' difficile. Cosi' il
ministro degli Esteri italiano Franco Frattini e' tornato oggi sulle
dichiarazioni rese alcuni giorni fa dal vicepremier israeliano, Ehud
Olmert, secondo il quale l'uccisione di Arafat era una delle
possibilita' prese in esame"
Questo rafforza in me che il termine "assassinio", oggi, stia perdendo
colpi perché considerato termine troppo crudo. La sua versione
edulcorata è "uccisione" che, anche foneticamente senza tutte quelle <s>
allitteranti, suona molto meno sporco.
Infatti, anche alla luce delle tue considerazioni, qui non era perfetto
usare "assassinio"?
Paolo S.
Più che "crudo", direi che "assassinio" ha una forte connotazione morale,
mentre "uccisione" è sostanzialemente neutro.
Non si usa "assassinio" se si vuole concedere a quell'atto una leggittimità,
o qualche tipo di accettabilità, sul piano morale.
Max