>>> "a-ve-va un - ba-ve-ro - co-lor - zaf-fe-ra-no / 12 ?
Piy 11 che 12. La canzone veniva cantata pronunciando bavero come fosse bisillabo: ba-vero.
Spero che adesso qualcuno non mi chieda come si fa a pronunciare bisillabo un trisillabo. (-:
>> e - la - mar-si-na - co-lor - ci-cla-mi-no 11
>>> an-da-va a - pie-di - da - Lo-di a - Mi-la-no / 11
>
>> Veniva(?) ....
>No andava, perche' lui abitava a Lodi ...
No, e` "veniva" perche' cosi ` recita il testo della canzone.
Inoltre non ricordo che, da qualche parte, si dica che l'uomo dal bavero zafferano abitasse a Lodi. Pero` in questo momento non riesco a ricordare il secondo inciso.
E, in ogni caso, non ha importanza dove l'uomo sia nato. La canzone parla di un nonno che racconta al nipote la storia di un "amore appassionato che felice non fini`". E' il nonno che dice: "Aveva un bavero [..] veniva a piedi da Lodi a MIlano". Quindi, semmai, quello che importa e` il luogo in cui si trovavano nonno e nipote.
> >per - ve-de-re - la - bel-la - Gi-go-gin". 10
>> per - in-con-tra-re ... 11
Boh, non ho mai ben capito come si contano le sillabe in metrica
(incontrare pero' mi suona incongruo in un contesto semi-dialettale)
Anche qui ha ragione Mariuccia. La canzone dice proprio "incontrare" (e cosl torna anche il conto delle sillabe). Ma in che senso dici che il contesto e` semi-dialettale?
Invece, al contrario di cir che ricorda Mariuccia, a ne sembra che la bella non si chiamasse Gigogin, ma Gigogi`.
Passeggiando per la via
lei (o lui?) cantava "Mio dolce amor".
"Gigogl, speranza mia,
coi tuoi baci mi rubi il cuor".
"Gigogin speranza mia" suonerebbe proprio male.
Ciao.
Gian Carlo
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> >No andava, perche' lui abitava a Lodi ...
> No, e` "veniva" perche' cosi ` recita il testo della canzone.
No, e' "veniva" perche' la canzone e' milanese, come del resto la Bela
Gigogin. E a Milano e' ambientata (patria del risott giald, peraltro).
D'altronde il testo e' inequivocabile:
"...e, per esserle vicino col suo cuore innamorato
sopra l'acqua di una roggia che passava per Milano
perché lei lo raccogliesse, ogni dě posava un fior.
Lei, con ansia, lo aspettava sospirando..."
> Ma in che senso dici che il contesto e` semi-dialettale?
Giancarlo (ciau!): nel senso che le strofe sono in italiano quasi forbito
(quello che usavano i milanesi che avevan studiato, ma non abbastanza per
diventare adusi a una lingua piu' sobria; insomma, gente che non aveva
avuto l'occasione di risciacquar i panni in Arno), mentre il ritornello ha
cadenze dialettali.
> Invece, al contrario di cio che ricorda Mariuccia, a me sembra che la
bella non si chiamasse
> Gigogin, ma Gigogi`.
Ma va a ciapaa i ratt!
Gigogin.
Punto.
Tra l'altro al canzone citata (quella dello zafferano) e' del Duo
Fasano-Vittoria Mongardi e prende in prestito il nome della infelice
protagonista (una sorta di Giulietta meneghina, che muore e per la cui
morte si suicida il suo forestiero Romeo) dalla ben piu' nota marcetta
presentata ląultimo giorno del 1858 nel Teatro Carcano di Milano, in un
concerto dato dalla Banda Civica, che fu richiesto di ben otto bis.
La marcetta fu replicata poi alląentrata delle truppe franco-sarde in
Milano liberata (8 giugno 1859), alląArco della Pace. Piaceva perche'
nella giovane e neghittosa baldracca che s'incipriava e la dava via a 15
anni, prima di un matrimonio precoce durato appena un anno, il popolino
leggeva la metafora dell'Italia che, per non seguire ląAustria, protestava
di essere ammalata; e non voler mangiar polenta significava non volerne
piů sapere della gialla bandiera degli Asburgo.
Content, mangiapolenta?
marco
>>>No andava, perche' lui abitava a Lodi ...
>> No, e` "veniva" perche' cosi ` recita il testo della canzone.
> No, e' "veniva" perche' la canzone e' milanese, come del resto la Bela
> Gigogin. E a Milano e' ambientata (patria del risott giald, peraltro).
Beh, non noto contraddizioni fra la mia e la tua affermazione: la
canzone č milanese E cosě recita il testo della canzone.
>> Invece, al contrario di cio che ricorda Mariuccia, a me sembra che
>> la bella non si chiamasse Gigogin, ma Gigogi`.
> Ma va a ciapaa i ratt!
> Gigogin.
Ah, come panetůn. Perň...possibile che io ricordi male? (-:
> Content, mangiapolenta?
Solo quando avrň ascolatto un disco degli anni cinquanta con la
registrazione della canzone. (-:
Ciao.
Gian Carlo
Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Before you buy.
Oggi mi sono fatto cantare la canzone da mia madre e, senza avere la pretesa
che questa testimonianza chiuda la questione, ha cantato:
"veniva a piedi da Lodi a Milano per incontrare la bella Gigogě!".
Senza esitazioni. Puň darsi, tuttavia, che la controversia su Gigogěn resti,
e che ci sia una "enne" nel testo originale, ma mia madre ha cantato
"Gigogě."
Enoch Soames
Enoch, mi dispiace , ma č *Gigogin*.
Anzi, aggiungo che č rimasto come modo di dire:* te me pari la Bela
Gigogin*, quando si vuol fare un complimento, e si fa sentire la *enne*.
luciana
A me invece fa piacere che c'č certezza. Io ho portato una testimonianza. Se
č Gigogin va bebe cogěn.
Ma adesso a mia madre ci faccio un cazziatone pazzesco, ci faccio: č la
madre di Enoch Soames, cazzo, che alcuni chiamano puttana quando mi
definiscono figliodiputtana. Tuttavia il figliolo ha un prestigio da
difendere qui, e lei lo ha irrimediabilmente compromesso! Un'altra volta
stia attenta a quello che canta!
Enoch Soames
Sanremo 1954
Finalista: Aveva un bavero
Interpretato da: Vittoria Mongardi Duo Fasano
Autori: Ripa, Quartetto Cetra
__________________
AVEVA UN BAVERO (Duo Fasano-Vittoria Mongardi)
Nelle sere fredde e scure, presso il fuoco del camino,
quante storie, quante fiabe racontava il mio nonnino;
la piů bella che io ricordo č la storia di un amore,
di un amore appassionato che felice non fině...,
ed il cuore di un poeta a tal punto intenerě
che la storia di quei tempi mise in musica cosě:
Aveva un bavero color zafferano
e la marsina color ciclamino,
veniva a piedi da Lodi a Milano
per incontrare la bella Gigogin.
Passeggiando per la via
le cantava: <>.
Ma, con altri del paese, in Piemonte fu mandato
e, per esserle vicino col suo cuore innamorato
sopra l'acqua di una roggia che passava per Milano
perché lei lo raccogliesse, ogni dě posava un fior.
Lei, con ansia, lo aspettava sospirando: <>.
E, bagnandolo di pianto, lo stringeva forte al cuor.
Lui, saputo che il ritorno finalmente era vicino
sopra l'acqua un fior d'arancio deponeva un bel mattino;
lei, vedendo e indovinando la ragione di quel fire,
per raccoglierlo si spinse tanto tanto che cascň
sopra l'acqua, con quel fiore, verso il mare se ne andň...
e anche lui, per il dolore, dal Piemonte non tornň...
Lei lo attese in una via
fra le stelle stringendo un fior
e, in un sogno di poesia
si trovaron uniti ancor.
________________________________
Ciao, Silv:o)
> Sanremo 1954
> Finalista: Aveva un bavero
>
> Interpretato da: Vittoria Mongardi Duo Fasano
>
> Autori: Ripa, Quartetto Cetra
> __________________
>
> per incontrare la bella Gigogin.
'desso mia madre la impara a memoria e domattina me la canta cinque volte. E
per punizione anche a mio padre!
ES
Visto che abbiamo fatto 30...
Sono riuscito a trovare la canzone su napster, e ve ne faccio gentile
omaggio (anche i ricettatori hanno un cuore).
Ho già infranto chissà quante norme sul copyright pubblicando il testo,
inserendo i link senza chiedere ai proprietari, ora contribuisco ad
allargare la piaga della pirateria discografica. Speriamo nella clemenza di
SIAE e finanzieri.
Avendo spazio web a iosa, ho deciso di sfruttare la squisita ospitalità
dell'avvenente SuperEva. L'mp3, in ogni caso, l'ho rinominato "bavero.zip",
non si sa mai.
Mi raccomando: solo per uso personale. Non vi salti in mente di
masterizzarla e di farne bieco commercio!
http://silviosergio.supereva.it/bavero.zip (3.5 mega circa)
Ciao, Silv:o)
Concordo: d'altronde i diminuitivi in *-in* sono tipicamente milanesi.
ciao
Danilo
Rifacimento tardivo. Se fate la tara sulla mia memoria e sulla mia
esperienza nella grafia bauscia, io la ricordo come segue.
Rataplam tambur io sento
che mi chiama la bandiera
o che gioia o che contento
ora vado a guerreggiar
Rataplam non ho paura
delle bombe e dei cannoni
io vado all'avventura
esarā quel che sarā
E la bella gigogin
quattromillemillellero
la va a spāa col sö spincėn
quattromillemillellā
La g-ha, la g-ha
la piuma sul cappello
la va, la va
a spasso coll'ombrello
la fa, la fa
l'amor col colonnello
lasėla, lasėla
lasėla madürā
E la bella gigogin
quattromillemillellero
la va a spāa col sö spincėn
quattromillemillellā
La bč, la bč
la bela alla finestra
l'č tö, l'č tö
l'č töta pitürada
la dės, la dės
la dės che l'č malada
per no, per no
per no mangiā polenta
bisogna, bisogna
bisogna aver pazienza
lasāla, lasāla
lasāla madürā
E la bella gigogin
quattromillemillellero
la va a spāa col sö spincėn
quattromillemillellā
A quindici anni facevo all'amore
tacchelavanti un passo, delizia del mio cuore
a dieci sette mi sono sposata
tacchelavanti un passo, delizia del mio cuore
a diciottanni mi sono spartita
tacchelavanti un passo, delizia del mio cuor!
E la bella gigogin
quattromillemillellero
la va a spāa col sö spincėn
quattromillemillellā
--
Danilo Giacomelli
_______________________________
Il sonno della ragione genera ragionieri
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> Rifacimento tardivo. Se fate la tara sulla mia memoria e sulla mia
> esperienza nella grafia bauscia, io la ricordo come segue.
A questo sito:
http://www.catholink.ch/mci/frit/canzoniere/L.html
potrai trovare la versione che conosci tu; ma credo si tratti di
tutt'altra cosa: forse un rifacimento oppure l'originale di quella di
cui si sta parlando.
--
Ciao,
Mariuccia®
> Sono riuscito a trovare la canzone su napster, e ve ne faccio gentile
> omaggio (anche i ricettatori hanno un cuore).
Non riesco a scaricare il file dal SuperEva. Potresti mandarmelo per
e-mail? Grazie.
> Oggi mi sono fatto cantare la canzone da mia madre e, senza avere la
> pretesa che questa testimonianza chiuda la questione, ha cantato:
>
> "veniva a piedi da Lodi a Milano per incontrare la bella Gigogì!".
Ciumbia. Tua madre ricorda come me. Nonostante il testo ci dia torto.
Mah.
> > Sanremo 1954
> > Finalista: Aveva un bavero
> > Autori: Ripa, Quartetto Cetra
>
> Rifacimento tardivo. Se fate la tara sulla mia memoria e sulla mia
> esperienza nella grafia bauscia, io la ricordo come segue.
> E la bella gigogin [...]
Mentre a me era chiaro che si trattasse di due canzoni diverse (il
motivo della seconda, ossia "La bella Gigogin", era la sigla del
"Gazzettino Padano", il giornale radio regionale della RAI che sentivo
quand'ero bambino) sono stato sviato nel fare la mia affermazione sul
"Bavero" (a questo punto ovviamente sbagliata) su "andava a piedi"
invece di "veniva" e "per vedere la bella Gigogin" invece di "per
incontrare" dal fatto che io pensavo che quest'ultima risalisse almeno
agli anni '30, come molte delle canzonette (anche dialettali, tipo "el
biscela de Porta Cines") che si sentivano quando ero bambino.
In ogni caso nessun milanese parlando in dialetto o in dialetto
italianizzato (o italiano milanesizzante) userebbe verbi come
"incontrare" o "visitare", ma "vedere" o "trovare" o "andare a trovare"
("andiamo a trovare la zia" e non "andiamo a far visita alla zia").
In quanto a "Gigogin" ha sicuramente la N, salvo forse in quel di
Treviglio (Trei') anticamente "terra separata del Milanese".
E' noto infatti che un bicchiere di vino a Milano e' un "bicer de vin",
ma spostandosi verso la bergamasca dove il vino e' "vi'" diventa un
"bicer de i'" ...
--
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> Non riesco a scaricare il file dal SuperEva.
Strano. Qualcun altro ha provato, magari con successo?
(ricordate che non è un .zip, ma un .mp3 rinominato)
Silv:o)
> > Non riesco a scaricare il file dal SuperEva.
> Strano. Qualcun altro ha provato, magari con successo?
> (ricordate che non è un .zip, ma un .mp3 rinominato)
come non detto: mi hanno segato l'account, sto aspettando che mi dicano il
perché :-(
... ed io che volevo fare cosa gradita.
Dalli, al pirata!
Ciao, Silv:o)