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aqua acqua

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Giovanni Drogo

unread,
Feb 5, 2013, 8:23:51 AM2/5/13
to
Un collega greco mi chiedeva il perche' del raddoppiamento nel passaggio
dal latino aqua all'italiano acqua.

Non saprei come rispondergli a parte citare il (per me oscuro)
raddoppiamento fonosintattico.

edi'®

unread,
Feb 5, 2013, 9:25:38 AM2/5/13
to
"Giovanni Drogo" <dr...@rn.bastiani.ta.invalid> ha scritto

> Un collega greco mi chiedeva il perche' del raddoppiamento nel passaggio dal
> latino aqua all'italiano acqua.

Digli che gli risponderai solo dopo che lui ti avr� spiegato il perch�
del loro passaggio da "idor" a "ner�" ;-)

E.D.

Wolfgang

unread,
Feb 5, 2013, 10:21:10 AM2/5/13
to
Quando la sillaba tonica � seguita da una semiconsonante (cio� una
<i> pronunciata [j] o una <u> pronunciata [w]), allora avviene di
regola il raddoppiamento della consonante precedente.

Mentre questa regola vale per tutte le [j] o quasi, ci sono molte
eccezioni nel caso di [w], per cui non si trovano molti esempi tipo
<acqua>. Spontaneamente mi vengono solo <nacqui> (-e, -ero) e
<piacqui> (-e, -ero), ma sono convinto che se ne trovino altro.

Ciao,
Wolfgang


ADPUF

unread,
Feb 5, 2013, 6:39:34 PM2/5/13
to
Wolfgang, 16:21, marted� 5 febbraio 2013:
L'acqua licquida?


--
"People were running all over the place, the boys in shorts &
the girls in hysterics."
-- Exam howlers as noted by Eric W. N. Smith

Wolfgang

unread,
Feb 5, 2013, 7:37:05 PM2/5/13
to
On 02/06/13 00:39, ADPUF wrote:
> Wolfgang, 16:21, marted� 5 febbraio 2013:
>> On 02/05/13 14:23, Giovanni Drogo wrote:
>>> Un collega greco mi chiedeva il perche' del raddoppiamento
>>> nel passaggio dal latino aqua all'italiano acqua.
>>>
>>> Non saprei come rispondergli a parte citare il (per me
>>> oscuro) raddoppiamento fonosintattico.
>>
>> Quando la sillaba tonica � seguita da una semiconsonante (cio�
>> una<i> pronunciata [j] o una<u> pronunciata [w]), allora
>> avviene di regola il raddoppiamento della consonante
>> precedente.
>>
>> Mentre questa regola vale per tutte le [j] o quasi, ci sono
>> molte eccezioni nel caso di [w], per cui non si trovano molti
>> esempi tipo<acqua>. Spontaneamente mi vengono solo<nacqui>
>> (-e, -ero) e<piacqui> (-e, -ero), ma sono convinto che se ne
>> trovino altro.
>
> L'acqua licquida?

Parole dotte come l'aggettivo �liquido� non sono soggetti alla
predetta regola.

Ciao,
Wolfgang

*GB*

unread,
Feb 6, 2013, 8:08:56 AM2/6/13
to
"Wolfgang" <w...@ariannuccia.de> ha scritto:

> Mentre questa regola vale per tutte le [j] o quasi, ci sono molte
> eccezioni nel caso di [w], per cui non si trovano molti esempi tipo
> <acqua>. Spontaneamente mi vengono solo <nacqui> (-e, -ero) e
> <piacqui> (-e, -ero), ma sono convinto che se ne trovino altro.

Io conosco solo *acqu* oltre a giacqu*, nacqu*, piacqu*, tacqu*, nocqu*
(qui l'asterisco sta per uno o pi� caratteri alfabetici). Teoricamente
ci sarebbe anche la parola ormai arcaica "introcque" (= "frattanto").

Bye,

*GB*


*GB*

unread,
Feb 6, 2013, 8:52:57 AM2/6/13
to
"Wolfgang" <w...@ariannuccia.de> ha scritto:

> Parole dotte come l'aggettivo �liquido� non sono soggetti alla predetta
> regola.

Comunque il motivo pu� riguardare la presenza in latino di consonanti
labiovelari (qu = /q/ ovvero /k/ e /w/ articolate simultaneamente),
per cui la pronuncia di "aqua" avrebbe anche potuto essere /aq:a/.

Notare che in romeno l'esito del latino "aqua" � "apa".

Notare che anche in sanscrito "apa" significa "acqua".

E il mesopotamico Apsu (da cui Abisso) sono le acque dolci sotterranee:

http://it.wikipedia.org/wiki/Aps%C3%BB

Aps� (anche Abzu) � la personificazione delle acque sotterranee
nella mitologia mesopotamica, sposo di Tiamat e progenitore
degli dei. In seguito questo mondo viene dominato dal dio Enki/Ea.
Tutte le fonti di acqua dolce (sorgenti, fiumi, laghi e pozzi)
erano ritenute provenire da un unico oceano abissale sotterraneo,
di cui Aps� era la figura divina.

http://en.wikipedia.org/wiki/Abzu

The Abzu (Cuneiform: ?? ??, ZU.AB; Sumerian: abzu; Akkadian: aps�)
also called engur, (Cuneiform:??, LAGAB�HAL; Sumerian: engur; Akkadian:
engurru) literally, ab='ocean' zu='to know' or 'deep' was the name
for fresh water from underground aquifers that was given a religious
quality in Sumerian and Akkadian mythology. Lakes, springs, rivers,
wells, and other sources of fresh water were thought to draw
their water from the abzu.

http://en.wikipedia.org/wiki/Abyzou

A.A. Barb connected Abyzou and similar female demons to the Sumerian
myth of primeval Sea. Barb argued that although the name "Abyzou"
appears to be a corrupted form of the Greek word abyssos ("the abyss"),
[3] the Greek itself was borrowed from Assyrian Apsu or Sumerian Abzu,
the undifferentiated sea from which the world was created in the
Sumerian belief system, equivalent to Babylonian Tiamat,[4]
or Hebrew Tehom in the Book of Genesis.

Bye,

*GB*


Epimeteo

unread,
Feb 6, 2013, 9:18:18 AM2/6/13
to

"Wolfgang" <w...@ariannuccia.de> ha scritto nel messaggio
news:andmtu...@mid.individual.net...
> On 02/06/13 00:39, ADPUF wrote:

>> Wolfgang, 16:21, marted� 5 febbraio 2013:
>>> Mentre questa regola vale per tutte le [j] o quasi, ci sono
>>> molte eccezioni nel caso di [w], per cui non si trovano molti
>>> esempi tipo<acqua>. Spontaneamente mi vengono solo<nacqui>
>>> (-e, -ero) e<piacqui> (-e, -ero), ma sono convinto che se ne
>>> trovino altro.

>> L'acqua licquida?

> Parole dotte come l'aggettivo �liquido� non sono soggetti alla predetta
> regola.

Bravo, Wolfgang!

Tu s� che, a differenza di Adpuf, hai acquisito un'ottima conoscenza della
lingua italiana ed hai provocato un vero soqquadro tra i povericlisti!

Ciao,
Epimeteo
---
http://www.youtube.com/watch?v=_pu8yGqeyh0
"...scender� dai dirupi
aggrappato all'altro me,
per tornare fra i lupi
delle selve delle citt�...
Sar� la migliore garanzia
di acquisire l'immunit�
da tossine e patogenesi,
per abuso di contiguit�..."
http://www.youtube.com/watch?v=sMF-nbCtycI
(cit. acquisita)





*GB*

unread,
Feb 6, 2013, 10:14:39 AM2/6/13
to
"Epimeteo" <ep...@tin.it> ha scritto:

> ed hai provocato

Io non uso mai "ed" davanti ad acca anche se l'acca � muta.
Infatti "ed hai" si pu� confondere con "e dai" o "e d�i".

> un vero soqquadro tra i povericlisti!

Soqquadro non si scrive con CQ. Trattasi di contrazione di
"sotto squadro".

Bye,

*GB*


father mckenzie

unread,
Feb 6, 2013, 1:20:09 PM2/6/13
to
Il 06/02/2013 15:18, Epimeteo ha scritto:
>> Parole dotte come l'aggettivo ᅵliquidoᅵ non sono soggetti alla predetta
>> >regola.
> Bravo, Wolfgang!
>
> Tu sᅵ che, a differenza di Adpuf, hai acquisito un'ottima conoscenza

Liquido non mi pare termine "colto": ciᅵ presupporrebbe che esista/no
termine/i alternativi di matrice popolare, ma personalmente non saprei
come altro rendere il concetto...
In dialetto dicimu "u vinu ᅵ liquitu"

--
Dᅵxa en hypsᅵstois Theᅵ kaᅵ epᅵ gᅵs eirᅵne en anthrᅵpois eudokᅵas
(Euaggᅵlion katᅵ Loᅵkan, 2,14)

*GB*

unread,
Feb 6, 2013, 1:36:21 PM2/6/13
to
"father mckenzie" ha scritto:

> Liquido non mi pare termine "colto"

Infatti quei raddoppiamenti in CQ sono presenti solo quando
la vocale tonica � A o O.

Forse perch� con E e I era difficile articolare una labiovelare.

Bye,

*GB*

father mckenzie

unread,
Feb 6, 2013, 1:49:09 PM2/6/13
to
Il 06/02/2013 19:36, *GB* ha scritto:
> Infatti quei raddoppiamenti in CQ sono presenti solo quando
> la vocale tonica � A o O.

acquitrino? acquisto? acquerugiola? acquietarsi? acquirente? acquiescente?

--
D�xa en hyps�stois The� ka� ep� g�s eir�ne en anthr�pois eudok�as
(Euagg�lion kat� Lo�kan, 2,14)

*GB*

unread,
Feb 6, 2013, 2:29:04 PM2/6/13
to
"father mckenzie" ha scritto:

> acquitrino? acquisto? acquerugiola? acquietarsi? acquirente? acquiescente?

Due di quelli sono derivati di "acqua". Una volta che il raddoppiamento
� nella radice di una parola, si mantiene nei suoi derivati. In italiano
moderno si vede una cosa analoga nell'infinito "suonare" (che conserva
il dittongo "uo" in sillaba non tonica).

Per� con "acquisto" hai dimostrato che la mia ipotesi era errata, bravo.
La riformulo corretta: la vocale antecedente a CQ deve essere A o O.

Bye,

*GB*

Wolfgang

unread,
Feb 6, 2013, 4:55:55 PM2/6/13
to
On 02/06/13 19:20, father mckenzie wrote:
> [...]
>>> Parole dotte come l'aggettivo ᅵliquidoᅵ non sono soggetti
>>> alla predetta regola
>
> Liquido non mi pare termine "colto":

Ciᅵ non l'ho asserito. Ho invece detto che ᅵ una parola dotta, che ᅵ
una cosa ben diversa.

Ciao,
Wolfgang

*GB*

unread,
Feb 6, 2013, 5:24:53 PM2/6/13
to
"Wolfgang" ha scritto:

>> Liquido non mi pare termine "colto":
>
> Ci� non l'ho asserito. Ho invece detto che � una parola dotta,
> che � una cosa ben diversa.

Wolfgang ha ragione, esemplifico tale differenza:

Volg.: lat. speculare > it. specchiare, vb.
Dotto: lat. speculare(m) > it. speculare, vb.(agg.)

Volg.: lat. speculum > it. specchio http://it.wikipedia.org/wiki/Specchio
Colto: lat. speculum > it. speculum http://it.wikipedia.org/wiki/Speculum

Bye,

*GB*

father mckenzie

unread,
Feb 6, 2013, 11:21:25 PM2/6/13
to
Il 06/02/2013 23:24, *GB* ha scritto:
>> Ci� non l'ho asserito. Ho invece detto che � una parola dotta,
>> che � una cosa ben diversa.
>
> Wolfgang ha ragione, esemplifico tale differenza:

rimane il fatto che o c'�, in italiano, una parola volgare
corrispondente a liquido.

father mckenzie

unread,
Feb 6, 2013, 11:26:19 PM2/6/13
to
Il 07/02/2013 05:21, father mckenzie ha scritto:
>
> rimane il fatto che o c'�, in italiano, una parola volgare
> corrispondente a liquido.

NoN c'� (la n funziona a scatti)

Giovanni Drogo

unread,
Feb 7, 2013, 4:22:08 AM2/7/13
to
On Wed, 6 Feb 2013, father mckenzie wrote:

> acquitrino? acquerugiola?

derivati da acqua. come gia' detto

> acquisto? acquirente?
> acquietarsi? acquiescente?

presumo derivati da verbi composti con ad+verbo (ad + quaero ? ad +
quiesco ?)

*GB*

unread,
Feb 7, 2013, 5:04:41 AM2/7/13
to
"father mckenzie" <james....@MENOinfinito.it> ha scritto:

>> rimane il fatto che o c'�, in italiano, una parola volgare
>> corrispondente a liquido.
>
> NoN c'� (la n funziona a scatti)

Perch�, in inglese c'�? Io non noto differenze:

fluid = { liquid <water> | gas <air> }
fluido = { liquido <acqua> | gas <aria> }

By the way, com'� che eng. f-low = lat. p-lu in 'pluere, pluvia'
e al contempo eng. f-low = lat. f-lu in 'fluere, flumen, fluidus'?

Sembrerebbe quasi che si sia scelto bhl > pl sentendo il plic ploc
della pioggia, e invece bhl > fl sentendo il fluuush dei fiumi.

Ma forse le antiche radici i.e. erano due: pl (dal suono plic ploc)
e bhl (dal suono bhluuush), e in germanico (ma non in latino) sono
confluite entrambe in fl .

Bye,

*GB*


*GB*

unread,
Feb 7, 2013, 5:12:12 AM2/7/13
to
"Giovanni Drogo" <dr...@rn.bastiani.ta.invalid> ha scritto:

> presumo derivati da verbi composti con ad+verbo
> (ad + quaero ? ad + quiesco ?)

Dici bene. Ma siccome "ad" ha la A, la tua etimologia non inficia
minimamente la mia regola empirica: si ha CQ solo dopo A o O
(vale a dire che esistono solo ACQ e OCQ, e mai ECQ, ICQ, UCQ).

Bye,

*GB*


Dragon�t

unread,
Feb 7, 2013, 7:42:16 AM2/7/13
to
"*GB*" <gb...@ymail.com> ha scritto:
>
> By the way, com'� che eng. f-low = lat. p-lu in 'pluere, pluvia'
> e al contempo eng. f-low = lat. f-lu in 'fluere, flumen, fluidus'?
>
> Ma forse le antiche radici i.e. erano due: pl (dal suono plic ploc)
> e bhl (dal suono bhluuush), e in germanico (ma non in latino) sono
> confluite entrambe in fl .


Il latino FLUO e FLUMEN vengono dati per derivati dalla r.i.e. *sreu- (si
veda greco REOO e vari idronimi).
Il latino PLUO viene dato per derivato dalla r.i.e. *plow-
Bepe


Valerio Vanni

unread,
Feb 7, 2013, 9:03:21 AM2/7/13
to
On Wed, 6 Feb 2013 14:52:57 +0100, "*GB*" <gb...@ymail.com> wrote:

>Comunque il motivo pu� riguardare la presenza in latino di consonanti
>labiovelari (qu = /q/ ovvero /k/ e /w/ articolate simultaneamente),
>per cui la pronuncia di "aqua" avrebbe anche potuto essere /aq:a/.

Non ho capito bene cosa intendi per /q/. /w/ � labiovelare di suo

--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.

*GB*

unread,
Feb 7, 2013, 9:23:28 AM2/7/13
to
"Dragon�t" <drag...@libero.it> ha scritto:

> Il latino FLUO e FLUMEN vengono dati per derivati dalla
> r.i.e. *sreu- (si veda greco REOO e vari idronimi).

Non ci credo. Semmai da quella radice vengono "irrigare" (lat. "rigare")
e le voci ted. "Regen, regnen" e ingl. "rain" per "pioggia, piovere".

Bye,

*GB*


*GB*

unread,
Feb 7, 2013, 10:19:06 AM2/7/13
to
"Valerio Vanni" <valeri...@inwind.it> ha scritto:

>>labiovelari (qu = /q/ ovvero /k/ e /w/ articolate simultaneamente),
>>per cui la pronuncia di "aqua" avrebbe anche potuto essere /aq:a/.
>
> Non ho capito bene cosa intendi per /q/. /w/ � labiovelare di suo

S�, ma /w/ non � un'occlusiva sorda, � un'approssimante sonora.

Con /q/ intendo una occlusiva sorda intermedia fra /k/ e /p/.

Prova a dire /akpa/, poi cerca di anticipare l'articolazione di /p/
al momento esatto in cui formi quella di /k/: pronuncerai (se ci riesci)
un suono che non � n� /k/ n� /p/ e nemmeno una sequenza /kp/ o /pk/.

Comunque l'esito grafico "qu" suggerisce che l'articolazione velare
precedeva leggermente, probabilmente perch� l'esplosione velare iniziava
a labbra ancora chiuse. Allora prova a dire /pu/ e poi, mantenendo le
labbra chiuse in quella posizione, inizia a dire /ku/ e apri le labbra
per fare uscire l'aria. E' pi� facile con /pu/ e /po/ e questo spiega
perch� in latino arcaico si scriveva QV e QO contrapposti a KA, KE, KI.

Bye,

*GB*


*GB*

unread,
Feb 7, 2013, 11:14:54 AM2/7/13
to
"*GB*" ha scritto:

> Comunque il motivo pu� riguardare la presenza in latino di consonanti
> labiovelari (qu = /q/ ovvero /k/ e /w/ articolate simultaneamente),
> per cui la pronuncia di "aqua" avrebbe anche potuto essere /aq:a/.

A proposito, ecco un altro raddoppiamento che potrebbe indicare un'altra
consonante velarizzata in latino, stavolta dentovelare.

In latino arcaico, "quattro" si trova scritto QVATVOR con una sola T,
ma anche QVATBOR con B al posto di V.

In latino classico, � passato a QVATTVOR con due T.

Ci� fa pensare che, come QV fosse una specie di /kp/, cos� anche TV
fosse una specie di /tp/... in pratica, pronunciare PA...POR e poi,
mantenendo le labbra chiuse a P, dire KA...TOR (una volta imparato,
dirlo senza esitare fra le due sillabe).

Bye,

*GB*


Klaram

unread,
Feb 7, 2013, 2:01:47 PM2/7/13
to
Dragonᅵt a l'ha scrit:

> Il latino FLUO e FLUMEN vengono dati per derivati dalla r.i.e. *sreu-

Chissᅵ se riguarda anche il verbo piem. piemontese "suriᅵ", lisciare.

Non si trova nei dizionari, l'ho sentito nella zona di Alba: una donna
rivolta al marito scarmigliato: "surᅵjte 'n pᅵ!". :-)

k


ADPUF

unread,
Feb 7, 2013, 6:47:02 PM2/7/13
to
*GB*, 11:12, giovedᅵ 7 febbraio 2013:
Allora bisognerebbe scrivere "elocquio"? ma invece "eloquente"
perchᅵ l'accento cade dopo.


--
"O bielis o brutis, si maridin dutis."

*GB*

unread,
Feb 7, 2013, 9:00:09 PM2/7/13
to
"ADPUF" ha scritto:

>> si ha CQ solo dopo A o O
>
> Allora bisognerebbe scrivere "elocquio"?

No. Quella regola � necessaria ma non sufficiente.

Bye,

*GB*

*GB*

unread,
Feb 7, 2013, 9:36:36 PM2/7/13
to
"*GB*" ha scritto:

>> r.i.e. *sreu- (si veda greco REOO e vari idronimi).
>
> Semmai da quella radice vengono "irrigare" (lat. "rigare") e
> le voci ted. "Regen, regnen" e ingl. "rain" per "pioggia, piovere".

E inoltre: lat. "rivus", fr. "rivi�re", ingl. "river", sp. "r�o",
it. "rivo, rivolo, ruscello", e gli idronimi Rhein e Reno.

Quindi, in latino:

rivus < i.e. sreu-
fluvius < i.e. bhleu-
pluvia < i.e. pleu-

Bye,

*GB*

*GB*

unread,
Feb 7, 2013, 9:51:13 PM2/7/13
to
"Dragon�t" ha scritto:

> r.i.e. *sreu- (si veda greco REOO e vari idronimi).

Da sreu- vengono anche: greco "rheuma", ingl. "stream", ted. "Strom".

Notevole la somiglianza tra il verbo greco rhein (scorrere),
l'idronimo tedesco Rhein e la parola inglese rain.

Bye,

*GB*

*GB*

unread,
Feb 7, 2013, 11:39:54 PM2/7/13
to
"*GB*" ha scritto:

> rivus < i.e. sreu-

L'attestazione pi� famosa di questo termine � sicuramente
nella favola di Fedro "Il lupo e l'agnello":

Ad rivum eundem lupus et agnus venerant ...

Bye,

*GB*

Valerio Vanni

unread,
Feb 8, 2013, 8:13:14 AM2/8/13
to
On Thu, 7 Feb 2013 16:19:06 +0100, "*GB*" <gb...@ymail.com> wrote:
>> Non ho capito bene cosa intendi per /q/. /w/ � labiovelare di suo
>
>S�, ma /w/ non � un'occlusiva sorda, � un'approssimante sonora.
>
>Con /q/ intendo una occlusiva sorda intermedia fra /k/ e /p/.

Vedo che esiste anche in IPA, /kp/ con l'archetto.

>Prova a dire /akpa/, poi cerca di anticipare l'articolazione di /p/
>al momento esatto in cui formi quella di /k/: pronuncerai (se ci riesci)
>un suono che non � n� /k/ n� /p/ e nemmeno una sequenza /kp/ o /pk/.

Mi ci sono impegnato ma � una gran fatica renderle contemporanee.
Quella di wikipedia (l'audio intendo)
http://en.wikipedia.org/wiki/Voiceless_labial-velar_stop
a te sembra giusta?

A me lascia l'idea di essere una sequenza.

Tra l'altro leggo, sempre l�, che c'� da distinguere tra biarticolate
e coarticolate. Le ultime avrebbero una seconda articolazione ma pi�
debole, non mi pare facile distinguere.

>Comunque l'esito grafico "qu" suggerisce che l'articolazione velare
>precedeva leggermente, probabilmente perch� l'esplosione velare iniziava
>a labbra ancora chiuse. Allora prova a dire /pu/ e poi, mantenendo le
>labbra chiuse in quella posizione, inizia a dire /ku/ e apri le labbra
>per fare uscire l'aria. E' pi� facile con /pu/ e /po/ e questo spiega
>perch� in latino arcaico si scriveva QV e QO contrapposti a KA, KE, KI.

S�, mi pare che la lingua avanti vada a interferire con il tratto
labiale.

*GB*

unread,
Feb 8, 2013, 4:08:06 PM2/8/13
to
"Valerio Vanni" ha scritto:

> Mi ci sono impegnato ma è una gran fatica renderle contemporanee.
> Quella di wikipedia (l'audio intendo)
> http://en.wikipedia.org/wiki/Voiceless_labial-velar_stop
> a te sembra giusta?

E' una domanda mal posta: nessun essere umano può vivere duemila anni.

> A me lascia l'idea di essere una sequenza.

In parte probabilmente lo era, sennò non avrebbero scritto QV o QB
ma usato un unico simbolo alfabetico (come F invece di PH).

> Tra l'altro leggo, sempre lì, che c'è da distinguere tra biarticolate
> e coarticolate. Le ultime avrebbero una seconda articolazione ma più
> debole, non mi pare facile distinguere.

Beh, nelle grafie QV e QB come seconda consonante impiegavano una sonora,
quindi forse si trattava di coarticolata con terminazione sorda ma lene.

Bye,

*GB*

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