Ho un quesito da sottoporvi..... ovvero la coniugazione del presente del
verbo SPARIRE, che in fondo non e' assolutamente difficile:
IO SPARISCO
TU SPARISCI
EGLI SPARISCE
.... ora arriva il bello
NOI ..... SPARISCIAMO ?? ... noo !
NOI .... SPARIAMO ??? ... nemmeno ! Questo e' il verbo SPARARE.
NOI .... SCOMPARIAMO ??? corretto.... ma questo e' il verbo SCOMPARIRE.
E' possibile che non si trovi il modo di coniugarlo ???
E' proprio un rompicapo. Qualcuno ha qualche idea in merito?
Ciao
Erny:
-------
NOI FACCIAMO FUOCO! E' la giusta risposta. :>(((((((((((((
Ma va bene anche NOI SPARIAMO.
:>)))))))))))))))))))
Saluti
Erny
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> NOI .... SPARIAMO ??? ... nemmeno ! Questo e' il verbo SPARARE.
Due banditi discutevano se rapire una donna.
_La rapiamo?
_Rapiamola.
...e la raparono
:-)
ciao
paolo
> NOI ..... SPARISCIAMO ?? ... noo !
> NOI .... SPARIAMO ??? ... nemmeno ! Questo e' il verbo SPARARE.
> NOI .... SCOMPARIAMO ??? corretto.... ma questo e' il verbo SCOMPARIRE.
>
> E' possibile che non si trovi il modo di coniugarlo ???
> E' proprio un rompicapo. Qualcuno ha qualche idea in merito?
La seconda che hai detto...
Se poi volessimo fare i sofistiCI, dovremmo scrivere la "i" con le dieresi,
come se fosse "spari-iamo".
--
Er Roscio.
>NOI ..... SPARISCIAMO ?? ... noo !
>NOI .... SPARIAMO ??? ... nemmeno ! Questo e' il verbo SPARARE.
E perche' no? Anche il congiuntivo e' cosě: che noi spariamo. E
l'imperativo.
Quanto a confonderli e' alquanto difficile, uno e' transitivo o
riflessivo, l'altro intransitivo.
>NOI .... SCOMPARIAMO ??? corretto.... ma questo e' il verbo SCOMPARIRE.
Ma si tratta dello stesso verbo, anche se alcuni tempi possono essere
irregolari come in apparire.
>E' possibile che non si trovi il modo di coniugarlo ???
>
>E' proprio un rompicapo. Qualcuno ha qualche idea in merito?
Boh! Falsi problemi?
--
Ciao.
SergioŽ
Ehm... quanto al fatto che "sparare" sia intransitivo, ho i miei bei
dubbi... espressioni come "sparare il fucile", "sparare la pistola" e così
via sono frequenti (e corrette).
Ciao
Ale
--
Namarië Valinor
Erny:
-------
Il mio vocabolario ti dà ragione, però esagera: riporta tre significati di
sparare, e sono tutti TRANSITIVI.
Che spari cazzate?
:>))))))))))
Ciao
Erny
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
sparigliamo?
--
Maurizio Pistone - Torino
http://www.mauriziopistone.it
mailto:scri...@mauriziopistone.it
strenua nos exercet inertia Hor.
>Ehm... quanto al fatto che "sparare" sia intransitivo, ho i miei bei
>dubbi...
Etticredo! Io avevo scritto "l'uno ... e l'altro" e non pensavo ci
potessero essere confusioni. Sparare e' transitivo e sparire e'
intransitivo.
>espressioni come "sparare il fucile", "sparare la pistola" e così
>via sono frequenti (e corrette).
Mmmm, dubito fortemente che questa tua tesi sia accettabile (almeno in
italiano).
L'uno modo che avresti per "sparare una pistola" sarebbe quello di
scagliarla in qualche modo contro qualcuno.
- sparare un colpo di pistola contro qualcuno;
- sparare (un colpo) con la pistola;
- "sparare" un pallone in porta;
- spararla grossa;
In Sicilia, se qualcuno ci da' fastidio "lo spariamo", ma gli amici di
icli mi direbbero che no, non si dice (e soprattutto non si fa)!
--
Ciao.
Sergio®
Sergio:
-----------
> Mmmm, dubito fortemente che questa tua tesi sia accettabile (almeno in
> italiano).
> L'uno modo che avresti per "sparare una pistola" sarebbe quello di
> scagliarla in qualche modo contro qualcuno.
Erny:
--------
Io devo ancora dare ragione ad Ale ( č giŕ la terza volta. Forse perché ha
il nome del mio figlioletto di 22 anni?).
Sparare una pistola ( un fucile, un cannone) č forma corretta; perň ha il
significato di *sparare per scaricare l'arma*, non quello di *sparare per
colpire*.
Ciao
Erny
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
Salve!
Io non trovo questo particolare significato, sui vocabolari. Mi pare che
sia semplicemente 'azionare l'arma in questione, facendone partire uno
o più colpi'.
Segnalo che il De Mauro (ma allora questo dizionario ha anche delle
qualità!) non riporta questa IMHO orripilante ed immotivata forma
transitiva (sparare un'arma), che fra l'altro non ho mai sentita, né credo
d'aver mai letta (a differenza della comunissima, ma quasi altrettanto
brutta, 'sparare qualcuno', che tuttavia ha almeno l'etimologia dalla sua
parte).
--
Bye.
Lem
'CLOCK is what you make of it: non sprecare i cicli idle della tua CPU'
Per trovare una cura per il cancro: http://members.ud.com/vypc/cancer/
Uhm... per me "spariamo" (da "sparire") e "spariamo" (da "sparare") sono
assolutamente omofoni. Il suffisso "-iamo" è sempre /-ja-mo/. "Sparïamo"
/spa-ri'a-mo/ non l'ho mai sentito.
Ciao,
Paolo
> Ehm... quanto al fatto che "sparare" sia intransitivo, ho i miei bei
> dubbi... espressioni come "sparare il fucile", "sparare la pistola" e così
> via sono frequenti (e corrette).
Anche sparare ca§§ate come fai tu... :-)))
Questa è proprio l'unica forma non ammessa di transitivo
del verbo sparare, ma tutti sanno che la pistola spara
proiettili di piombo, tanto per fare un esempio...
--
Er Roscio.
> In Sicilia, se qualcuno ci da' fastidio "lo spariamo", ma gli amici di
> icli mi direbbero che no, non si dice (e soprattutto non si fa)!
Giusto. Caso mai lo si "fa sparare", come ebbe a dire Schillaci
in una sua "uscita" poco felice...
--
Er Rosico.
Ehm... come si fa ad arrossire su di un newsgroup? #^_^# mi par sia questa
la faccina... ops... hehehe... qualcuno ha cenere da cospargersi il capo? :)
Ciao
Ale
--
Namariė Valinor
:-) Anche se ho qualche annetto in più del tuo figlioletto :)
:-))) Non sarebbe l'unica :-))) Ma in questo caso specifico penso d'aver
ragione...
> Questa è proprio l'unica forma non ammessa di transitivo
> del verbo sparare, ma tutti sanno che la pistola spara
> proiettili di piombo, tanto per fare un esempio...
Ammessa, è ammessa. Probabilmente è poco usata (e forse un po' vecchiotta).
Ma se leggi Salgari, di persone che sparano il fucile e il cannone ne trovi
a iosa. Tempi violenti, quelli d'allora...
Solo se non sei di mano, mi raccomando.
>Io devo ancora dare ragione ad Ale ( è già la terza volta. Forse perché ha
>il nome del mio figlioletto di 22 anni?).
La chiamiamo solidarieta'? ;-))
>Sparare una pistola ( un fucile, un cannone) è forma corretta; però ha il
>significato di *sparare per scaricare l'arma*, non quello di *sparare per
>colpire*.
Ma sono dei vocabolari della serie "I Bignamini"? ;-)
"Sparare" ha tre significati ben distinti:
1) squarciare, aprire; e' regionale e si riferisce agli animali,
all'uomo (brrr!) o, in alcune accezioni alle cose (per es. alla
camicia: lo sparato);
2) disapparare; togliere i paramenti;
3) tirare un colpo.
"Sparare per scaricare l'arma" e' gia' equivoco. Se esplodi un colpo
per scaricare l'arma ricadi nella 3) e l'arma puo' essere soggetto,
compl. di specificazione o compl. di mezzo. Se "apri" l'arma per
scaricarla ricadi nella 1) con un significato improprio (dialettale?)
che a questo punto potresti applicare a qualunque cosa.
Con un po' di fantasia potresti anche utilizzare il senso 2):
sparare un cannone > togliere la mimetizzazione.
--
Ciao.
Sergio®
>Ehm... come si fa ad arrossire su di un newsgroup? #^_^# mi par sia questa
>la faccina... ops... hehehe... qualcuno ha cenere da cospargersi il capo? :)
Si scrive: sono arrossito e simili.
(Lo dico senza ironia)
--
Bye
Vitt
>Ammessa, è ammessa. Probabilmente è poco usata (e forse un po' vecchiotta).
>Ma se leggi Salgari, di persone che sparano il fucile e il cannone ne trovi
>a iosa. Tempi violenti, quelli d'allora...
Ho atteso per un po' da parte di Mariuccia la citazione del Gabrielli.
Visto che non arriva, cerco di sintetizzarla.
...C'è da restare sgomenti di fronte a questo sorprendente costrutto
del verbo sparare...
...Dire, come spesso si dice e anche si stampa, "Lo ha sparato per
gelosia", "Sparò la moglie che lo tardiva" si può tollerare nei
dialetti ma non in un corretto italiano.
Errore tanto più grave in quanto l'italiano ha un altro sparare che
significa "spaccare in due", "squartare"...
Perciò "l'uomo sparato" in buon italiano non può essere altro che un
uomo spaccato in due e quindi con pochissime possibilità di
guarigione.
--
Bye
Vitt
>Ammessa, è ammessa. Probabilmente è poco usata (e forse un po' vecchiotta).
>Ma se leggi Salgari, di persone che sparano il fucile e il cannone ne trovi
>a iosa. Tempi violenti, quelli d'allora...
La memoria non mi viene in soccorso. E allora potresti citare (quotare? eh eh)
qualche frase salgariana? Perché questa costruzione mi pare proprio di non
averla mai vista. Nemmeno sui giornali (che è tutto dire).
Ciao.
Gian Carlo
>Ho atteso per un po' da parte di Mariuccia la citazione del Gabrielli.
>Visto che non arriva, cerco di sintetizzarla.
>
>...C'è da restare sgomenti di fronte a questo sorprendente costrutto
>del verbo sparare...
>...Dire, come spesso si dice e anche si stampa, "Lo ha sparato per
>gelosia", "Sparò la moglie che lo tardiva" si può tollerare nei
>dialetti ma non in un corretto italiano.
>Errore tanto più grave in quanto l'italiano ha un altro sparare che
>significa "spaccare in due", "squartare"...
Ma quest'utima frase è una tua sintesi o una citazione testuale dal Gabrielli?
Perchè mi "perplime" anzichenò. Beh, a dire il vero (e l'ho detto diverse volte
anche qui) spesso il Gabrielli mi perplime, quando usa come pezze d'appoggio
per le sue tesi, anche giuste, argomentazioni che non stanno né in cielo né in
terra.
Che signifca dire che l'errore è grave in quanto in italiano esiste anche uno
sparare che significa spaccare in due, squartare? Che chi dice "lo ha sparato
per gelosia" sbaglia perché la frase potrebbe essere interpretata come "lo ha
squartato per gelosia"?
Già, ma allora quando il Gabrielli sente una pistola che spara un proiettile che
fa? Si chiede se per caso non lo spacca in due?
Ieri hanno sparato la mia chiesa. Che cosa mai le avranno fatto? Tirato un colpo
di cannone, Spaccata in due? Tolto i paramenti?
Al Gabrielli l'ardua (per lui e solo per lui) sentenza. Io però non ne ho
bisgno: so già che cosa è accaduto. (-:
Ciao.
Gian Carlo
>>Ho atteso per un po' da parte di Mariuccia la citazione del Gabrielli.
>>Visto che non arriva, cerco di sintetizzarla.
>>
>>...C'è da restare sgomenti di fronte a questo sorprendente costrutto
>>del verbo sparare...
>>...Dire, come spesso si dice e anche si stampa, "Lo ha sparato per
>>gelosia", "Sparò la moglie che lo tardiva" si può tollerare nei
>>dialetti ma non in un corretto italiano.
>>"...
>
>Ma quest'utima frase è una tua sintesi o una citazione testuale dal Gabrielli?
Riporto per intero il Gabrielli
Errore tanto più grave in quanto l'italiano ha un altro sparare che
significa "spaccare in due", "squartare", "sventrare":sparare il
maiale, il bue; "E s'era altro chÓrlando..., L'avria sparato fin sopra
la sella" dice lÁriosto. Perciò "l'uomo sparato" in buon italiano non
può essere altro che un uomo spaccato in due, sventrato, squartato, e
Allora. Su Salgari non cito, perché non conosco a memoria.
Trovo un bellissimo "Si sperimenta la destrezza del soldato a sparare il
fucile, ponendo per meta al colpo un segno di certa grandezza a certa
distanza.", dal testo "Del merito e delle ricompense", di Melchiorre Gioia;
Poi:
"La gita più avventurosa ch'io ricordi si fece con una mia cugina maggiore
di me di parecchi anni, e per la quale io professavo il rispetto e
l'ammirazione dovuti ad un'eroina: poiché era una ragazza di una forza e un
coraggio da Ercole: spezzava sul ginocchio grossi rami di legno verde e
sparava il fucile senza mai fallire il colpo. " (G. Deledda, "A cavallo")
Questo è un po' di ciò che ho trovato su Internet; non ho testi ora a mia
disposizione. Ma basterebbe il cosiddetto "complemento interno" (vivere una
vita) per giustificare l'uso di "sparare un'arma".
Ciao
Ale
(PS: Dubbio: "Incominciammo a piedi a risalire la Valle d'Aosta dove a
Aymaville la notte del 10 giugno sentimmo sparare il cannone. " In questo
caso, "il cannone" è molto probabilmente soggetto; ma potrebbe essere inteso
anche come complemento oggetto, se si usa "sparare" nel senso transitivo
(sparare un'arma).)
[Vitt]
>>>...C'è da restare sgomenti di fronte a questo sorprendente costrutto
>>>del verbo sparare...
>>>...Dire, come spesso si dice e anche si stampa, "Lo ha sparato per
>>>gelosia", "Sparò la moglie che lo tardiva" si può tollerare nei
>>>dialetti ma non in un corretto italiano.
[magica]
>>Ma quest'utima frase è una tua sintesi o una citazione testuale dal Gabrielli?
[Vitt]
>Riporto per intero il Gabrielli
Dunque avevi sintetizzato benissimo. E quindi confermo la mia pessima
impressione sulle pseudopezze d'appoggio alle sue tesi di cui il Gabrielli usa e
abusa.
E se, per il Gabrielli...
>l'uomo sparato" in buon italiano non può essere altro che un
>uomo spaccato in due, sventrato, squartato, e quindi con pochissime
>possibilità di guarigione.
.. aggiungo che...
1) gli Zacchini erano uomini sparati, senza essere sventrati o squartati; (-:
2) una palla di cannone sparata in buon italiano spero possa essere qualcosa di
diverso da una palla spaccata in due "e quindi con pochisisme posisbilità di
guarigione" (un'altra gabriellesca aggiunta che non si capisce bene che cosa
aggiunga).
Ciao.
Gian Carlo
>Questo č un po' di ciň che ho trovato su Internet; non ho testi ora a mia
>disposizione.
Interessante.
>Ma basterebbe il cosiddetto "complemento interno" (vivere una
>vita) per giustificare l'uso di "sparare un'arma".
Un momento. Semmai sparare uno sparo (o qualcosa di simile), non un'arma. Se il
compelemento interno funzionasse come dici tu, si potrebbe dire "io mi vivo",
non "io vivo la vita". Ma il complemento interno č un oggetto interno, non un
soggetto interno.
Ciao.
Gian Carlo
Dici? Non so... chi spara è la persona, non l'arma... o è l'arma? Oddio...
"Non è la pistola che uccide, ma la mano che la impugna"... Chi spara? Non è
una domanda oziosa... ossia: con "sparare" s'intende "premere il grilletto"
(nel qual caso chi spara è la persona che impugna l'arma, e ciò
giustificherebbe la mia affermazione) o "far fuoriuscire un proiettile" (nel
qual caso chi spara è l'arma)? Stando al Garzanti online, sparare significa
"azionare un'arma da fuoco; farne partire un colpo: sparare una fucilata,
due colpi di rivoltella; sparare al petto, alle gambe; si è ucciso
sparandosi | sparare a salve, senza proiettili ' sparare a zero, con l'alzo
in posizione orizzontale, come quando si spara molto da vicino; (fig.)
attaccare, criticare spietatamente, con molta durezza "
Quindi, se "sparare" è "azionare un'arma da fuoco", chi spara dovrebbe
essere colui che impugna l'arma; ergo, l'argomentazione per cui "sparare il
fucile" è un complemento interno manterrebbe tutta la sua validità.
Ciao
Ale
Anch'io non ricordo di aver trovato questa costruzione nelle opere di
Salgari, e mi sembra strano che l'abbia usata, essendo piemontese.
Recentemente, Beccaria ha pubblicato un articolo sul rendere transitivi
verbi intr. e sui cambiamenti di oggetto,indicandoli come regionalismi
meridionali.
Sparare:tr. Esplodere uno o più colpi d'arma da fuoco. S.un colpo di
fucile, di rivoltella, una cannonata, un proiettile ecc.
NON COMUNE: azionare un'arma da fuoco (con l'oggetto dell'arma):
sparare il fucile.
Regionale:con l'oggetto della persona o della cosa a cui si spara. Ha
sparato la moglie.
Sparare: Aprire con un taglio longitudinale sul davanti.
Sparato:agg.e s.m. Aperto per il lungo sul davanti.Parte anteriore
inamidata delle camicie da
uomo da sera.
Sparare: (non comune) spogliare dei paramenti. Da para(mento) con s sottrattivo.
--
Ciao a tutti
Karla
Gian Carlo
--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it
>Riporto per intero il Gabrielli
>
>Errore tanto più grave in quanto l'italiano ha un altro sparare che
>significa "spaccare in due", "squartare", "sventrare":sparare il
>maiale, il bue; "E s'era altro ch'Orlando..., L'avria sparato fin sopra
>la sella" dice lÁriosto. Perciò "l'uomo sparato" in buon italiano non
>può essere altro che un uomo spaccato in due, sventrato, squartato, e
>quindi con pochissime possibilità di guarigione.
Qualcuno conosce l'etimologia di sparare?
Devoto la fa derivare da parare con la s negativa, ma non mi convince
assolutamente.
In altre parole, invento il cannone e come chiamo l'azione di far
partire una sfera a mezzo di esplosivo?
Mi viene in mente che parare (preparare, ornare) ne è il contrario e
conio sparare...
Ma non diciamo cavolate!
--
Bye
Vitt
> Qualcuno conosce l'etimologia di sparare?
No ma ipotizzo
(pero' conosco quella di "stravaccare" (*))
> Devoto la fa derivare da parare con la s negativa, ma non mi convince
> assolutamente.
Perche' non con la s derivata da "ex" ? "parare fuori"
(*) non c'entrano le vacche che stanno sedute scompostamente, e' puro
latino "extravacuare", un carro "stravaccato" e' uno che si e'
rovesciato determinando la fuoriuscita del carico. Dopo di che si
e' applicato a persone sedute scompostamente.
Due alternative possibili.
Da /sparare = sventrare (l'altro significato, di cui s'è già parlato nel
filone). Proprio in questo senso scrivevo che il brutto 'sparare
qualcuno' avrebbe almeno l'etimologia dalla sua. A dire il vero, però,
ora che ho controllato, alcuni sostengono che 'sparare un'arma' avrebbe
originariamente il senso di 'svuotarla delle sue pallottole,
sventrarla'. Questo uso transitivo, oggi così inconsueto, non sarebbe
quindi per nulla insensato, come invece l'avevo imprudentemente
definito. Mi scuso.
Direttamente da */ex-parare o */dis-parare (contrapposti a /prae-
parare), da cui anche l'altro /sparare proviene. In pratica prima
preparo il colpo (carico il fucile), poi lo sparo fuori.
La 'storia semantica' del significato, insomma, è dubbia.
>Recentemente, Beccaria ha pubblicato un articolo sul rendere transitivi
>verbi intr. e sui cambiamenti di oggetto,indicandoli come regionalismi
>meridionali.
Beccaria, a questo punto ed a mio modesto parere, cavalca l'onda della
moda. Io non affermo che certe forme siano ANCHE meridionalismi, ma
affermo che nessuno mi convincera' mai che Beppe Fenoglio (tuo
corregionale DOC) che nelle Langhe ha vissuto, abbia usato in "il
bambino ... l'ho uscito" copiando un meridionalismo. Vedi caso, a 100
metri sulla sinistra, in Francia, si dice "j'ai sorti mon enfant".
Ciao.
Sergio.
>On Fri, 24 Aug 2001 17:38:51 +0200, Vitt wrote:
>>Qualcuno conosce l'etimologia di sparare?
>
>Due alternative possibili.
>
>Da /sparare = sventrare (l'altro significato, di cui s'è già parlato nel
>filone). Proprio in questo senso scrivevo che il brutto 'sparare
>qualcuno' avrebbe almeno l'etimologia dalla sua. A dire il vero, però,
>ora che ho controllato, alcuni sostengono che 'sparare un'arma' avrebbe
>originariamente il senso di 'svuotarla delle sue pallottole,
>sventrarla'. Questo uso transitivo, oggi così inconsueto, non sarebbe
>quindi per nulla insensato, come invece l'avevo imprudentemente
>definito.
Infatti guarda che cosa dice il Dizionario Etimologico
Cortellazzo-Zolli su CD-ROM, Zanichelli editore (comincio dal primo
significato, quello di sventrare).
---
sparare 1
v. tr. ‘sventrare con lungo taglio’ (av. 1294, B. Latini).
Derivati:
sparato,
s. m. ‘petto inamidato, o lavorato a piegoline, dell'abito da sera
maschile’ (‘apertura sul davanti delle vesti e delle camicie’: 1585,
Bastiano de' Rossi; sparato inamidato «parte della camicia che sta
sotto lo sparato [‘apertura’] dell'abito»: 1922, Zing.; "Sparato, s.
m. Apertura lasciata ad arte in qualche punto delle vesti, per il
lungo. Specialmente, Lo sparato della camicia [da uomo]. Parecchi
chiaman così, per estens., anche in qualche caso il petto: Si vedeva
lo sparato lucido inamidato": 1916, Cappuccini).
A. Castellani, in SLI IX (1983) 45, pensa "a un parare ["preparare,
addobbare"] preceduto da s intensivo, o meglio a un lat. volg. *
exparare con ex di valore intensivo e non sottrattivo [come pensano
invece Migliorini-Duro e altri], termine tecnico culinario: ‘preparare
un volatile, o una lepre, coniglio, pesce ecc. per la cottura
vuotandolo degl'intestini’".
sparare 2
v. tr. ‘azionare il congegno di un'arma da fuoco’ (av. 1470, Luca
Pulci, cit. in SLI IX [1983] 44, da vedere anche per altra
documentazione), ‘tirare, scagliare’ (1562, C. Corte), ‘dire cose
false ed esagerate’ (1875, Rigutini-Fanf.),
intr. ‘tirare con un'arma da fuoco’ (fine sec. XV, Ferraiolo; 1586, L.
Collado, cit. in SLI IX [1983] 45 nota 44), ‘nelle riprese televisive,
produrre abbagliamento, detto di superfici od oggetti troppo chiari’
(1959, Enciclopedia della civiltà atomica, Verona, VII 74).
Locuzioni:
sparare a salve ‘senza proiettile’ (1916, Cappuccini),
sparare a zero "cioè, con l'alzo in posizione orizzontale, come si fa
quando si spara molto da vicino" (1942, Migl. App.), ‘sottoporre qc.
ad azione pressante’ (1965, Garz.).
Derivati:
sparata,
s. f. ‘scarica di arma da fuoco’ (1582, A. Lupicini), ‘millanteria,
vantamento’ (av. 1600, B. Davanzati),
sparatore,
s. m. ‘chi spara con un'arma da fuoco’ (1619, M. Buonarroti il
Giovane),
sparatoria,
s. f. ‘serie di spari’ ("Sparatòria: rissa a colpi di rivoltella, in
cui di solito è colpito chi passa [Napoli]": 1927, Panz. Diz. [il
riferimento a Napoli viene a cadere nell'ediz. 1931]; "Sparatoria.
V[oce] N[uova], sf. rissa a colpi di rivoltella; una scarica di armi
da fuoco, anche in battaglia: alle cinque del mattino cominciò la
sparatoria; scambio di fucilate e sim. senza impegno e senza
conseguenze: tutto si è ridotto a un po' di sparatoria": 1940,
Palazzi; il DEI data la vc. al sec. XIX, ma prob. si tratta d'un
errore),
sparo,
s. m. ‘atto dello sparare, scatto di arma da fuoco, rumore così
prodotto’ (1666, L. Magalotti).
Da sparare 1, con passaggio semantico non del tutto chiaro: tenendo
conto del fatto che all'inizio il v. è usato transitivamente,
"potrebbe trattarsi d'una metafora pittoresca: chi spara un'arma, la
vuota delle sue interiora, la ‘sventra’" (A. Castellani in SLI IX
[1983] 45). L'espressione sparare a zero nasce dalla mancanza di
elevazione dell'arma in questa tecnica.
Ciao.
Gian Carlo
Da s-parare = s-coppiare; sparare = scoppiare
coppia = para, paar, pair...
sparare > separare
piermario