Davide Pioggia a l'ha scrit:
> Maurizio Pistone ha scritto:
>
>> in genere uno prevale, senza perᅵ mai annullare l'altro
>> "uno che scriva a casaccio, non troverᅵ mai l'approvazione di ICLI"
>> "uno che scrive a casaccio, non troverᅵ mai l'approvazione di ICLI"
>
> Non ᅵ la stessa cosa.
>
> Consideriamo questa:
> "Cerco quello che ha parcheggiato qui fuori in seconda fila".
>
> Questa si puᅵ costruire solo con l'indicativo, perchᅵ ᅵ proprio un tutt'uno:
> quello-che-ha-parcheggiato-eccetera
> e non puoi usare il congiuntivo:
> "*Cerco quello che abbia parcheggiato qui fuori in seconda fila".
> Allora, se provassi a dire cosᅵ:
> "Cerco uno che abbia parcheggiato in seconda fila"
Scusa Davide, ma sono due subordinate di "cerco" con significati
diversi.
Nella prima, cerco uno che "ha" parcheggiato in seconda fila; nella
seconda cerco uno che eventualmente abbia parcheggiato...
In quest'ultimo caso, c'ᅵ anche l'incertezza di trovarlo, ma non sempre
occorre l'incertezza per l'uso del congiuntivo, come diceva Maurizio.
A volte indicativo o congiuntivo dipendono solo dal tipo verbo o
espressione reggente, a volte venno bene entrambi, come nel suo
esempio, a volte basta aggiungere una negazione per cambiare modo:
"ᅵ che mi piace il gelato"
"non ᅵ che mi piaccia il gelato"
e se vogliamo mantenere lo stesso signifcato:
"non ᅵ che non mi piaccia il gelato".
> ᅵ la stessa ragione per cui, quando compare un elemento nuovo, usi
> l'articolo indeterminativo e lo metti dopo il verbo. Se dici:
> "Il gatto arriva"
> vuol dire che si sa bene di che gatto si sta parlando, magari ᅵ stato appena
> nominato, lo teniamo d'occhio e, ora che lo vediamo venire verso di noi,
> avvisiamo il nostro interlocutore che sta arrivando.
>
> Invece se vediamo comparire *un* gatto all'orizzonte, diciamo:
> "Arriva un gatto"
> e non diciamo
> "*Un gatto arriva".
>
> E perchᅵ facciamo cosᅵ? Facciamo cosᅵ perchᅵ prima attiriamo l'attenzione
> sul fatto che c'ᅵ qualcosa di nuovo che arriva, e poi precisiamo che ᅵ un
> gatto:
> "Arriva un gatto" =
> "C'ᅵ qualcosa che sta arrivando, e quel qualcosa ᅵ un gatto".
Anteponendo il verbo attiriamo l'attenzione sull'arrivo del
gatto,d'accordo, ma vale anche per "il" gatto:
"arriva un gatto"
"arriva il gatto".
"Il gatto arriva", ma anche "un gatto arriva"; per esempio, se
descrivessi una scena: "un gatto arriva lentamente..." puᅵ starci
benissimo, dipende dal contesto, come "un gatto sta arrivando...", "un
gatto passeggia sotto il sole" ecc.
Non vedo la differenza.
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