Il 30/11/2013 17:33,
multi...@gmail.com ha scritto:
> Nel saggio "Penna, pennello e bacchetta" di Piergiorgio Odifreddi,
> che esplora i vari elementi matematici in letteratura, arte e musica,
> il matematico di Cuneo cita quello che pare un caso pi� unico che
> raro di sonetto monosillabico scritto nel 1821 dal cardinale Giuseppe
> Gasparo Mezzofanti:
>
> A me la Fe'
>
> d�. Se da Te
>
> l'ho be' fo
>
> i mie' d�.
>
> La parafrasi �: "D� a me la Fede. Se io da te la ricevo faccio bene
> (o belli) i miei giorni".
>
> Non mi risulta di conoscere neanche poesie in versi bisillabici
> mentre di poesia con gran parte, ma non la totalit� di versi
> trisillabici conosco almeno "La fontana malata" di Palazzeschi.
>
> Volevo pertanto sapere se qualcuno di voi conosce altri componimenti
> in versi monosillabici o bisillabici in italiano o in altre lingue
> (teoricamente in lingue come l'inglese o il francese, dovrebbe essere
> pi� facile scriverne, dato che in esse sono pi� frequenti che in
> italiano vocaboli con una o pi� sillabe).
>
> Ciao.
>
Una parte di questa poesia � in versi bisillabici:
"querulo, acuto, lungo, fora l�aria,
e il treno si divincola
su le rotaie sussultando e ansando.
Di�tro
qu�lche
v�tro
qu�lche
v�so
bi�nco
qu�lche
r�so
st�nco
qu�lche
g�sto
l�sto;
i vagoni
si succedono
e i furgoni
sul binario
trabalzanti
strepitanti
varcan varcano;
e il treno con palpito eguale, guadagna
fiammando nel buio, l�aperta campagna."
(G. A. Cesareo, Parte il treno)