chi mi sa indicare la differenza tra metafora e allegoria?
Il Garzanti in linea:
"[me-tà-fo-ra]
s. f. (ret.) figura retorica paragonabile a una similitudine abbreviata, per
la quale a un termine proprio si sostituisce un altro termine legato al
primo da un rapporto di somiglianza (p. e. sei un fulmine, sei veloce come
un fulmine)
Etimologia: Dal lat. metapho°ra(m), che è dal gr. metaphorá, propr.
'mutamento', deriv. di metaphérein 'trasferire', comp. di metá 'oltre' e
phérein 'portare'.
[al-le-go-rì-a]
s. f.
1 procedimento retorico per cui un contenuto concettuale viene espresso
attraverso un'immagine che rappresenta una realtà del tutto diversa e
autonoma rispetto al contenuto stesso; per estens., l'immagine così
espressa: l'allegoria della selva nell'«Inferno» dantesco
Etimologia: Dal lat. tardo allegori°a(m), dal gr. allìgoría, comp. di
állìi 'in altro modo' e agoréuein 'parlare'".
In una grammatica della SEI (Moretti e Consonni) trovo scritto che
l'allegoria è una parola, un'immagine o un discorso che ha due significati:
uno immediato e l'altro nascosto (esistenziale, morale, religioso, politico
...)
Es.: Beatrice nella Commedia è una 'donna reale' [...], ma che significa
anche 'la salvezza'.
In effetti la differenza non balza agli occhi.
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Ciao,
Marco
> Salve a tutti,
> chi mi sa indicare la differenza tra metafora e allegoria?
La metafora si ferma ad un solo aspetto della similitudine
tra due "cose" (idee, situazioni, persone, ecc.), mentre
l'allegoria cerca di descrivere i molteplici aspetti di una
situazione, con gli altrettanti molteplici aspetti di un'altra.
Esempio classico: le stagioni dell'anno come metafora
delle stagioni della vita umana:
primavera=giovinezza
estate=età adulta
autunno=maturità piena
inverno=vecchiaia
Ma se non ci si ferma a questa considerazione generica,
si "cade" nell'allegoria: tutti gli aspetti delle singole stagioni
possono essere messe a paragone non altrettanti aspetti
della vita dell'uomo.
Ed ecco che la primavera "in tutti i suoi aspetti" può essere
paragonata alla giovinezza, con le belle giornate assolate,
il risveglio della natura, lo sbocciare dei fiori, ecc. ecc.
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Er Roscio.
L'allegoria č una "metafora continuata".
carrom
> > chi mi sa indicare la differenza tra metafora e allegoria?
>
> L'allegoria č una "metafora continuata".
E "aggravata", direi... :-)))
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Er Roscio.
Quando rispondi ad un messaggio, sarebbe meglio scrivessi alla fine del
post, magari tagliando le parti che non riguardano la risposta.
--
Ciao,
Marco
Nella metafora si prende un concetto *distante*
dal concetto base, ma che ha le stesse caratteristiche
di quello di cui si vuole parlare ("l'amore č come l'edera:
dove s'attacca muore").
Nella metoněmia (o metonoměa) si nomina un elemento
vicino a quello che si vuole nominare; ad esempio,
si usa il contenitore per indicare il contenuto o viceversa
("un bicchiere di latte"), oppure si nomina una parte
per indicare il tutto o viceversa ("quel tizio č una mente"),
o una marca per indicare il prodotto ("uso il rimmel"),
eccetera.
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Er Roscio.
> vorrei chiedere che cosa è la metonimia e che differenza c'è con la
> metafora.
La metonimia è basata su un rapporto di vicinanza (contiguità) logica o
spaziale.
Ad es. "ho comperato un Raffaello" (= un quadro di Raffaello). Utilizzare
l'autore per l'opera è un esempio di metonimia basata su un rapporto logico.
"Bevi un bicchiere" (= bevi l'acqua contenuta nel bicchiere). In questo caso
si utilizza il contenente per il contenuto: rapporto di vicinanza spaziale.
Nella metafora invece i due termini appartengono a campi semantici non
contigui, lontani.
Ad es. "capelli d'oro".
carrom