Il verbo caro agli chef manca da Hoepli e Sabatini Coletti online.
Il sito Treccani riporta invece, oltre alla definizione, un articoletto
di commento nella forma di risposta a un quesito.
impiattare v. tr. [der. di piatto], non com. – Nel linguaggio di cucina,
disporre nel piatto una preparazione pronta.
http://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/domande_e_risposte/lessico/lessico_128.html
Spesso sento dagli chef l’uso dell’espressione “impiattare” o
“inpiattare”. È corretto? Da dove viene questo verbo, se è un verbo?
Cristina Passetti
Non ancora registrato nei principali vocabolari della lingua italiana
dell’uso, il verbo impiattare (un parasinteto verbale, ricavato dal
sostantivo piatto più due affissi) non è altresì presente nei principali
repertori di neologismi. Pur essendo adoperato piuttosto frequentemente
nel linguaggio della professione alberghiera e della ristorazione,
impiattare, come numerosi termini caricati di sfumature semantiche
tecnicistiche, possono faticare a essere immediatamente ricompresi nel
patrimonio della nostra lingua.
Va detto che impiattare potrebbe essere incluso senza danno, anzi con un
qualche vantaggio sotto il profilo dell’economia linguistica, nel
lemmario di un vocabolario della lingua italiana. Impiattare non è un
semplice sinonimo di ‘mettere nel piatto’; caso mai, è vicino
all’accezione di ‘comporre un piatto’. Significa, più in particolare,
‘allestire preliminarmente in cucina, con gusto e intenti coreografici e
decorativi, il preparato gastronomico dentro ciascuno dei piatti da
servire in sala ai commensali’. Dunque, si sceglie in questo modo una
soluzione alternativa al servizio alla francese, che consiste viceversa
nel presentarsi al tavolo con un recipiente o piatto di portata
contenente il preparato ben apparecchiato, mettendo una porzione nel
piatto vuoto davanti a ciascun commensale.
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