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Impiattare

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edevils

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Sep 11, 2013, 9:33:39 AM9/11/13
to
Il verbo caro agli chef manca da Hoepli e Sabatini Coletti online.
Il sito Treccani riporta invece, oltre alla definizione, un articoletto
di commento nella forma di risposta a un quesito.

impiattare v. tr. [der. di piatto], non com. – Nel linguaggio di cucina,
disporre nel piatto una preparazione pronta.


http://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/domande_e_risposte/lessico/lessico_128.html

Spesso sento dagli chef l’uso dell’espressione “impiattare” o
“inpiattare”. È corretto? Da dove viene questo verbo, se è un verbo?

Cristina Passetti

Non ancora registrato nei principali vocabolari della lingua italiana
dell’uso, il verbo impiattare (un parasinteto verbale, ricavato dal
sostantivo piatto più due affissi) non è altresì presente nei principali
repertori di neologismi. Pur essendo adoperato piuttosto frequentemente
nel linguaggio della professione alberghiera e della ristorazione,
impiattare, come numerosi termini caricati di sfumature semantiche
tecnicistiche, possono faticare a essere immediatamente ricompresi nel
patrimonio della nostra lingua.

Va detto che impiattare potrebbe essere incluso senza danno, anzi con un
qualche vantaggio sotto il profilo dell’economia linguistica, nel
lemmario di un vocabolario della lingua italiana. Impiattare non è un
semplice sinonimo di ‘mettere nel piatto’; caso mai, è vicino
all’accezione di ‘comporre un piatto’. Significa, più in particolare,
‘allestire preliminarmente in cucina, con gusto e intenti coreografici e
decorativi, il preparato gastronomico dentro ciascuno dei piatti da
servire in sala ai commensali’. Dunque, si sceglie in questo modo una
soluzione alternativa al servizio alla francese, che consiste viceversa
nel presentarsi al tavolo con un recipiente o piatto di portata
contenente il preparato ben apparecchiato, mettendo una porzione nel
piatto vuoto davanti a ciascun commensale.

===

Davide Pioggia

unread,
Sep 11, 2013, 10:44:34 AM9/11/13
to
edevils ha scritto:

> impiattare v. tr. [der. di piatto], non com. - Nel linguaggio di
> cucina, disporre nel piatto una preparazione pronta.

Disporre nel piatto nel senso che non si dispone nel vassoio. È un problema
che tipicamente si pone per le mangiate in comitiva. Se porti i vassoi c'è
sempre quello più maleducato che si prende tutti i pezzi migliori, per cui
l'organizzatore della cena può chiedere al ristorante di impiattare tutto.
Il termine può avere anche accezioni più raffinate, ma io non me le posso
permettere.

Diverso da sporzionare, che è ciò che fa il cameriere quando ricava le
singole porzioni a partire da una vivanda che arriva al tavolo (o meglio sul
carrello) disposta nel vassoio o nel tegame (lo si fa ad es. per pesci di
grosse dimensioni). Invece quando si impiatta le vivande partono impiattate
già dalla cucina.

Immagino che nei vocabolari non ci sia nemmeno il secondo verbo. Sono
termini plebei, che le persone di rango elevato non usano, anche perché
queste non andrebbero mai a cena in comitiva a dividersi le portate con
altri commensali. A meno che la cena non sia offerta:
http://tinyurl.com/p2j6kpn

L'assenza di questi termini dal vocabolario viene giustificata dicendo che
sono troppo specialistici, ma è una foglia di fico ideologica, perché ad es.
nel Treccani si trova tranquillamente _lectio difficilior_, anche se la
persona comune non ha problemi filologici nella sua quotidianità, mentre
la maggior parte delle persone comuni si sarà trovata, qualche volta nella
vita, a voler dire al cameriere di non portare le vivande nel vassoio.

--
Saluti.
D.







orpheus

unread,
Sep 11, 2013, 10:54:32 AM9/11/13
to
Davide Pioggia wrote:

> edevils ha scritto:
> > impiattare v. tr. [der. di piatto], non com. - Nel linguaggio di
> > cucina, disporre nel piatto una preparazione pronta.

> Disporre nel piatto nel senso che non si dispone nel vassoio. È un
> problema che tipicamente si pone per le mangiate in comitiva.
[...]

Ragazzi... ma ne abbiamo già parlato diffusamente.
Venendo a sapere che a Father piacciono le trasmissioni
televisive, dove parlano, appunto, di impiattare... :-)

edevils

unread,
Sep 11, 2013, 10:54:45 AM9/11/13
to
Il 11/09/2013 16.44, Davide Pioggia ha scritto:
[...]
> Il termine può avere anche accezioni più raffinate, ma io non me le posso
> permettere.

L'impiattamento (altro termine ignorato dalla maggior parte dei
dizionari, ma in effetti il sostantivo derivato è più raro del verbo)
per lo chef più raffinato è una vera e propria composizione artistica.

ADPUF

unread,
Sep 11, 2013, 5:31:23 PM9/11/13
to
edevils, 16:54, mercoledì 11 settembre 2013:
>
> L'impiattamento (altro termine ignorato dalla maggior parte
> dei dizionari, ma in effetti il sostantivo derivato è più raro
> del verbo) per lo chef più raffinato è una vera e propria
> composizione artistica.


I cinesi dicono che un piatto deve soddisfare tutti i 5 sensi.
(non so come fanno per il tatto)


--
"Your food stamps will be stopped effective March 1992 because
we received notice that you passed away. May God bless you. You
may reapply if there is a change in your circumstances."
-- Department of Social Services, Greenville, South Carolina

edevils

unread,
Sep 12, 2013, 12:20:36 AM9/12/13
to
Il 11/09/2013 23.31, ADPUF ha scritto:
> edevils, 16:54, mercoledᅵ 11 settembre 2013:
>>
>> L'impiattamento (altro termine ignorato dalla maggior parte
>> dei dizionari, ma in effetti il sostantivo derivato ᅵ piᅵ raro
>> del verbo) per lo chef piᅵ raffinato ᅵ una vera e propria
>> composizione artistica.
>
>
> I cinesi dicono che un piatto deve soddisfare tutti i 5 sensi.

Conosco un ristorante cinese dove ᅵ tradizione accompagnare il piatto
con delle mini-sculture di ortaggi intagliati in cucina.


> (non so come fanno per il tatto)

'Ciapanoo' colle mani? :)

ADPUF

unread,
Sep 12, 2013, 5:06:23 PM9/12/13
to
edevils, 06:20, giovedᅵ 12 settembre 2013:
> Il 11/09/2013 23.31, ADPUF ha scritto:
>>
>> I cinesi dicono che un piatto deve soddisfare tutti i 5
>> sensi.
>
> Conosco un ristorante cinese dove ᅵ tradizione accompagnare il
> piatto con delle mini-sculture di ortaggi intagliati in
> cucina.


Buddini di rapa?


>> (non so come fanno per il tatto)
>
> 'Ciapanoo' colle mani? :)


E per l'udito?


--
"I wanted to invent an engine that could run for ever. I could
have developed a new train, had I stayed in the railway. It
would have looked like the AK-47 though."
-- Mikhail Kalashnikov

abc

unread,
Sep 14, 2013, 2:38:42 PM9/14/13
to
Il 12/09/2013 23:06, ADPUF ha scritto:
> edevils, 06:20, giovedᅵ 12 settembre 2013:
>> Il 11/09/2013 23.31, ADPUF ha scritto:
>>>
>>> I cinesi dicono che un piatto deve soddisfare tutti i 5
>>> sensi.
>>
>> Conosco un ristorante cinese dove ᅵ tradizione accompagnare il
>> piatto con delle mini-sculture di ortaggi intagliati in
>> cucina.
>
>
> Buddini di rapa?
>
>
>>> (non so come fanno per il tatto)
>>
>> 'Ciapanoo' colle mani? :)
>
>
> E per l'udito?
>

Ad esempio una patatina chips che "crocchia" in bocca con un suono
diverso dal solito sembra meno buona (e la ricerca in questione ha vinto
il premio Ig Nobel):
http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/10/03/ig-nobel-italiano-per-il-suono-delle-patatine/

orpheus

unread,
Sep 14, 2013, 4:08:21 PM9/14/13
to
abc wrote:

[...]
> Ad esempio una patatina chips che "crocchia" in bocca con un suono
> diverso dal solito sembra meno buona (e la ricerca in questione ha
> vinto il premio Ig Nobel):
[...]

Ricordo come rimasi colpito, ormai svariati decenni fa,
quando lessi del dolce già preparato, da fare in casa...
dopo "studi" aggiunsero un "ingrediente" da aggiungere
a parte, per dare l'impressione di una certa manualità,
e in questa maniera aveva più successo :-)

orpheus

unread,
Sep 14, 2013, 4:18:25 PM9/14/13
to
abc wrote:

> [...]
> > Ad esempio una patatina chips che "crocchia" in bocca con un suono
> > diverso dal solito sembra meno buona
> [...]

> dopo "studi" misero un "ingrediente" da aggiungere

Non vorrei sbagliarmi, ma credo che sia una degli esempi
presenti nel celeberrimo libro di Packard
"I persuasori occulti"


orpheus

unread,
Sep 14, 2013, 4:43:51 PM9/14/13
to
abc wrote:
> > [...]
> > > Ad esempio una patatina chips che "crocchia" in bocca con un suono
> > > diverso dal solito sembra meno buona
> > [...]

> > dopo "studi" misero un "ingrediente" da aggiungere

> Non vorrei sbagliarmi, ma credo che sia uno degli esempi
> presenti nel celeberrimo libro di Packard
> "I persuasori occulti"

esatto... orpo... il cervello mi ragiona ancora O__O
saranno le due tazze di cioccolata che assumo :-)

Quando comparvero sul mercato i preparati istantanei per dolci, le
istruzioni per l'uso raccomandavano: "Non aggiungere latte, soltanto
acqua". E tuttavia molte donne si ostinavano ad aggiungere latte per
mettere il loro "tocco creativo" nella torta o ciambella prefabbricata,
che in tal modo, sovraccarica di calcio, non riusciva: la colpa,
naturalmente, era sempre del preparato. Oppure le istruzioni dicevano:
"Non aggiungere uova". Uova e latte in polvere erano infatti già
contenute nella miscela. Ma le massaie intervistate dagli psicologi
rispondevano: "Che razza di dolce è se basta aggiungere un po' d'acqua
di rubinetto! ". Varie agenzie affrontarono il problema giungendo tutte
alla stessa conclusione: i fabbricanti dovevano procurare che alla
cuoca restasse sempre qualcosa da fare. Così, ad esempio, il dottor
Dichter consigliò alla General Mills di proclamare che la massaia e la
polvere Bisquick, insieme, potevano riuscire. E le istruzioni per l'uso
della miscela Swansdown cominciavano con le fatidiche parole, scritte a
caratteri cubitali: "Si aggiungano uova fresche.". Alcuni preparati
raccomandano addirittura di aggiungere uova e latte. [...]

brano tratto dal libro "I persuasori occulti"
http://www.steppen-wolf.eu/blog/works/tesina-la-comunicazione/persuasori/
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