Buongiorno a tutti, per cominciare.
Qualcuno (tra i colleghi) sostiene che ALL'IMPIEDI sia una forma
corretta.
Io sostengo di no.
Ho cercato sul dizionario Zingarelli e il termine IMPIEDI non č
contemplato.
Potete verificare sui vostri dizionari per favore?
Naturalmete chi mi contesta ha fatto una ricerca su internet e ha
trovato che questa forma č usata abbondantemente anche da nomi
illustri.
Io non discuto il fatto che venga usato (e come questa anche tante
altre forme) ma solo che non sia corretto.
Sbaglio?
Nel caso per punizione staro' per un'ora all'impiedi.
Cordiali saluti a tutti
Stefano
> Chiedono sempre a me di farlo, spero di non subire le ire di nessuno
> ;-)
>
> Buongiorno a tutti, per cominciare.
>
> Qualcuno (tra i colleghi) sostiene che ALL'IMPIEDI sia una forma
> corretta.
> Io sostengo di no.
"Erminia, seduta ai piedi del letto, covando cogli occhi il bambino, non si
muoveva; Carlo le stava vicino, all'impiedi, appoggiandosi alla colonna del
letto, senza muoversi e senza fiatare anche lui."
(Giovanni Verga - Tigre Reale)
Roger
>muoveva; Carlo le stava vicino, all'impiedi, appoggiandosi alla colonna del
>letto, senza muoversi e senza fiatare anche lui."
>(Giovanni Verga - Tigre Reale)
>
Lo so che si usa. Ma è corretto?
Anche io (certo non sono Verga) uso il verbo STORTARE ( si è stortata
la forcella ecc.) ma questo non vuol dire che sia corretto, (infatti è
sbagliato)
Vorrei un confronto con delle fonti ufficiali (oltre al mio
Zingarelli)
ciao
s
Ciao!
> Qualcuno (tra i colleghi) sostiene che ALL'IMPIEDI sia una forma
> corretta.
> Io sostengo di no.
> Ho cercato sul dizionario Zingarelli e il termine IMPIEDI non č
> contemplato.
> Potete verificare sui vostri dizionari per favore?
In effetti č un po' come "aggratis" e neanche il Garzanti e il De Mauro lo
riportano...
> Naturalmete chi mi contesta ha fatto una ricerca su internet e ha
> trovato che questa forma č usata abbondantemente anche da nomi
> illustri.
I nomi illustri possono scrivere quello che vogliono, specialmente quando riportano o
imitano la parlata popolare.
> Io non discuto il fatto che venga usato (e come questa anche tante
> altre forme) ma solo che non sia corretto.
> Sbaglio?
Ehm... non basta dire "in piedi"?
> Nel caso per punizione staro' per un'ora all'impiedi.
Vabbč, in un contesto colloquiale č un peccato veniale, stai "asseduto"...
Ciao,
Epimeteo
> Lo so che si usa. Ma è corretto?
> Anche io (certo non sono Verga) uso il verbo STORTARE ( si è stortata
> la forcella ecc.) ma questo non vuol dire che sia corretto, (infatti è
> sbagliato)
Ma scusami. La domanda è oziosa. La forma "all'impiedi" è corretta, in
quanto comunemente utilizzata dalla popolazione dei parlanti italiani.
Oltre al fatto che è utilizzata anche da autori di letteratura, cosa che
già di per sé conferisce dignità all'espressione.
Se tu scrivi "all'impiedi", tutti capiranno cosa intendi.
Un dizionario, o tutti i dizionari, non riportano la forma all'impiedi?
E a noi cosa può importare, scusa? la usa Verga e tnto mi basta. La
usano i bambini quando fanno ginnastica, la usano nelle canzoncine "Alla
larga alla stretta pinochio in bicicletta". Tanto mi basta. Sarà
responsabilità dei dizionari la scelta di non riportare tale forma.
E pou tu chiedi -presuppondendo che non lo sia- se "è corretto". Ebbene,
mi dai tu una motivazione per cui non dovrenne essere corretto?
Stortare: chi ha detto che è "sbagliato"? Qui su Icli anni fa lanciai un
"sondaggio": stortare è usato in tutto il nord Italia. Prima o poi i
dizionari dovranno pur fare i conti con un 20 milioni di persone che
usano quella forma quotidinanamente, no?
Stortare è una forma che ha successo, e come tale viene comunemente
usata.
In definitiva: all'impiedi mi sembra correttissimo in quanto da "in
piedi" si ricava "impiedi" e in quanto la formula "stare all'impiedi" è
cristallizzata così com'è, senza ma e senza perchè.
P.
--
Osare. Sempre più. Osare. Temerariamente.
Stortare è correttissimo: l'opposto di intortare.
ciao
--
Danilo Giacomelli
--------------------------
Ci saranno pure dei giudici a Berlino
(un mugnaio tedesco a Federico il Grande)
--------------------------
> ste...@nomail.it (Stefano) wrote:
>
>> Lo so che si usa. Ma è corretto?
>> Anche io (certo non sono Verga) uso il verbo STORTARE ( si è stortata
>> la forcella ecc.) ma questo non vuol dire che sia corretto, (infatti è
>> sbagliato)
>
>Ma scusami. La domanda è oziosa. La forma "all'impiedi" è corretta, in
>quanto comunemente utilizzata dalla popolazione dei parlanti italiani.
Dissento (naturalmente). La forma all'impiedi è usata da una
minoranza.
Tanti italiani (tra cui mia suocera) usano dire "se sarebbe andato a
casa prima, avrebbe incontrato la mamma". Naturalmente capisco il
senso della frase, cio' non toglie che sia sbagliato
...cut
>E pou tu chiedi -presuppondendo che non lo sia- se "è corretto". Ebbene,
>mi dai tu una motivazione per cui non dovrenne essere corretto?
Certo che credo che sia sbagliato, ma potrei sbagliarmi. Siccome ho un
solo dizionario ho chiesto di controllare anche su altri.
Mi basta che un solo dizionario o grammatica riporti la frase per
ammettere di avere torto.
Se non controllassi anche altre fonti rischierei di essere presuntuoso
pensando di avere tra le mie mani tutta la fonte del sapere.
Cosi' non e' e quindi mi guardo in giro.
Altrettanto vero è che la lingua italiana si evolve e ogni anno si
aggiungono nuove parole e modi di dire nei dizionari.
Forse un giorno trovero' permesse le forme "aggratis", "stortare" e
"all'impiedi" e allora ricordero' questi giorni e
PaoloBonardidellaDinamicaModernita'eFuturista (si', ti ricordero'
tutto intero e tutto d'un fiato) e diro' "vaccaboia, ora finalmente
posso stare all'impiedi".
E poi, non trovi strano che "all'impiedi" usato da Verga nel millennio
(ok, 80 anni fa) scorso non compaia ancora nei dizionari neanche come
arcaismo?
Mi viene il dubbio che sia sbagliato. Qualcuno puo' controllare?
>
>"Stefano" <ste...@nomail.it> ha scritto ...
>...........
>> Anche io (certo non sono Verga) uso il verbo STORTARE ( si è stortata
>> la forcella ecc.) ma questo non vuol dire che sia corretto, (infatti è
>> sbagliato)
>
>Stortare è correttissimo: l'opposto di intortare.
:-))))
>
>ciao
Ho provato a intortare la forcella ma non si è raddrizzata. In
compenso ora andare in bicicletta ha tutto un altro sapore :-)
> Stortare: chi ha detto che è "sbagliato"? Qui su Icli anni fa lanciai un
> "sondaggio": stortare è usato in tutto il nord Italia. Prima o poi i
> dizionari dovranno pur fare i conti con un 20 milioni di persone che
> usano quella forma quotidinanamente, no?
> Stortare è una forma che ha successo, e come tale viene comunemente
> usata.
Ignoro la questione. Chi e perché considera sbagliato "stortare"?
Ciao, FB
> Oltre al fatto che è utilizzata anche da autori di letteratura, cosa che
> già di per sé conferisce dignità all'espressione.
Se l'espressione è usata da un solo autore, ancorché illustre, parlerei
piuttosto di licenza poetica.
Di cosa cioè che non è lecita ai comuni mortali.
Altrimenti potrei usare "il zappatore" (Leopardi), "un spirto" (Dante), etc.
Oppure è usata anche da altri illustri autori?
> Se tu scrivi "all'impiedi", tutti capiranno cosa intendi.
> Un dizionario, o tutti i dizionari, non riportano la forma all'impiedi?
> E a noi cosa può importare, scusa? la usa Verga e tnto mi basta. La
> usano i bambini quando fanno ginnastica, la usano nelle canzoncine "Alla
> larga alla stretta pinochio in bicicletta". Tanto mi basta. Sarà
> responsabilità dei dizionari la scelta di non riportare tale forma.
> E pou tu chiedi -presuppondendo che non lo sia- se "è corretto". Ebbene,
> mi dai tu una motivazione per cui non dovrenne essere corretto?
>
> Stortare: chi ha detto che è "sbagliato"? Qui su Icli anni fa lanciai un
> "sondaggio": stortare è usato in tutto il nord Italia. Prima o poi i
> dizionari dovranno pur fare i conti con un 20 milioni di persone che
> usano quella forma quotidinanamente, no?
Le persone carenti di cultura linguistica credo siano molto più di 20
milioni.
Su 60 milioni circa di abitanti secondo me superano i 50 milioni.
> Stortare è una forma che ha successo, e come tale viene comunemente
> usata.
Inorridisco!
> In definitiva: all'impiedi mi sembra correttissimo in quanto da "in
> piedi" si ricava "impiedi" e in quanto la formula "stare all'impiedi" è
> cristallizzata così com'è, senza ma e senza perchè.
"Senza ma e senza perché" mi suona come un maldestro tentativo di mascherare
un "senza se e senza ma".
Paolo Bonardi della Dinamica Modernità e Futirista, vorrei non ti sentissi
irritato dalla mia polemica.
Gli è che certe cose mi fanno proprio inorridire.
Cordialmente
Bruno
> E poi, non trovi strano che "all'impiedi" usato da Verga nel millennio
> (ok, 80 anni fa) scorso non compaia ancora nei dizionari neanche come
> arcaismo?
Non è un arcaismo, è un modo di parlare popolare, un po' sgangherato.
Però, se cerchi su Google, vedi che compare di frequente nei siti porno.
Dev'essere una fissazione, ma io la trovo una scomodità... :-))
> Mi viene il dubbio che sia sbagliato. Qualcuno puo' controllare?
Controllare dove? Non ti bastano Zingarelli, De Mauro e Garzanti? Grammaticalmente
questa espressione non sta in piedi (anzi "all'impiedi"), ma la lingua ha vari
livelli: dipende in che contesto la vuoi usare.
Ciao,
Epimeteo
> >Ma scusami. La domanda è oziosa. La forma "all'impiedi" è corretta, in
> >quanto comunemente utilizzata dalla popolazione dei parlanti italiani.
> Dissento (naturalmente). La forma all'impiedi è usata da una
> minoranza.
tu non vuoi una risposta. vuoi una conferma.
j.
Come la maggioranza del vocabolario italico.....
ciao
--
Danilo Giacomelli
--------------------------
L'unico animale che non va protetto č la razza.
--------------------------
> Ma scusami. La domanda è oziosa. La forma "all'impiedi" è corretta, in
> quanto comunemente utilizzata dalla popolazione dei parlanti italiani.
> Oltre al fatto che è utilizzata anche da autori di letteratura, cosa che
> già di per sé conferisce dignità all'espressione.
> Se tu scrivi "all'impiedi", tutti capiranno cosa intendi.
Ma questa forma non ti sembra ricalcata sopra forme del tipo
"all'insu'" oppure "all'ingiu'"...?
Comunque mi associo a quanti credono che non si tratti di una forma
correttissima, sebbene abbastanza usata. Come ne esistono altre, del
resto, ma in una lingua e' piuttosto normale che esistano queste forme
un po' "border line". C'e' chi le usa senza porsi problemi, chi invece
si rifiuta tassativamente di usarle, chi le usa parlando ma non le
userebbe mai scrivendo, e cosi' via.
> Stortare: chi ha detto che è "sbagliato"? Qui su Icli anni fa lanciai un
> "sondaggio": stortare è usato in tutto il nord Italia. Prima o poi i
> dizionari dovranno pur fare i conti con un 20 milioni di persone che
> usano quella forma quotidinanamente, no?
> Stortare è una forma che ha successo, e come tale viene comunemente
> usata.
A mio avviso invece in questo caso l'"errore" linguistico e' piu'
marcato.
L'azione del "rendere storto" qualcosa e' espressa dal verbo "storcere"
(il cui participio passato e' appunto "storto"), comunemente usato in
espressioni come "storcere il naso".
Nessuno direbbe mai "stortare il naso"!
L'errore e' quello di prendere un participio passato, irregolare, e da
quello generare un infinito dimenticando che invece ne esiste uno
corretto. Mi sembra che questo accada anche in altri casi, ma in questo
momento non riesco proprio a farmeli venire in mente...
Saluti.
--
Vince
>Ma questa forma non ti sembra ricalcata sopra forme del tipo
>"all'insu'" oppure "all'ingiu'"...?
Molto probabilmente è così, ma nelle forme "all'insù" e "all'ingiù" la presenza della
preposizione articolata "allo" dà spesso a questa espressione un significato di
"modo/maniera" (naso all'insù, capelli pettinati all'insù) che "all'impiedi" ha
raramente.
Tranne, appunto, nel significato evidenziato nei siti porno... :-))
>L'errore e' quello di prendere un participio passato, irregolare, e da
>quello generare un infinito dimenticando che invece ne esiste uno
>corretto.
Secondo me non si dimentica, ma vuoi mettere un verbo regolare di prima coniugazione
come "stortare", che non pone mai problemi, a fronte di uno altamente irregolare come
"torcere-storcere", difficile da coniugare già al presente indicativo? Non c'è
partita! (dicono al mio paese...)
>Mi sembra che questo accada anche in altri casi, ma in questo
>momento non riesco proprio a farmeli venire in mente...
Un verbo di questo genere potrebbe essere "giuntare" (da "giungere-giunto", nel
significato transitivo, poco usato, di questo verbo) oppure "fintare" (da
"fingere-finto", usato in ambito prevalentemente sportivo).
Ciao,
Epimeteo
> >L'errore e' quello di prendere un participio passato, irregolare, e da
> >quello generare un infinito dimenticando che invece ne esiste uno
> >corretto.
>
> Secondo me non si dimentica, ma vuoi mettere un verbo regolare di prima coniugazione
> come "stortare", che non pone mai problemi, a fronte di uno altamente irregolare come
> "torcere-storcere", difficile da coniugare già al presente indicativo? Non c'è
> partita! (dicono al mio paese...)
Questo l'ho capito!
Ma e' lo stesso identico meccanismo di "semplificazione" che porta piu'
o meno alla maggior parte degli errori...
Ovvero, se si accetta "stortare", per la par condicio si dovrebbero
accettare molte altre, ehm..., "evoluzioni" della lingua, nate da
processi simili.
Questo e' gia' accaduto, per esempio, nel momento in cui i pronomi
"egli" e "essi" sono stati di fatto sostituiti da "lui" e "loro" anche
nel caso siano soggetto. Non per niente oggi almeno agli stranieri (non
so se nelle scuole si faccia altrettanto) si insegna ufficialmente "io
sono - tu sei - lui e' - ecc.".
E' vero che le lingue sono per loro natura "dinamiche", ma di questo
passo non vorrei che si arrivasse a risolvere in modo analogo il
"problema" di congiuntivo imperfetto e condizionale...!
Se il paragone non ti "sembrerebbe" appropriato, per favore, non
"stortare" il naso... ;-)
Un saluto, ciao!
--
Vince
Ma daiii!
Verga in "Tigre Reale" dice anche: "E' una serata punto fredda, vero
signora?" "Punta!"
Appartiene al periodo in cui Verga compiva una sua personalissima ricerca ed
programma di pulitura di panni in Arno. Dal p.d.v. linguistico "Tigre reale"
è più una fase di studio, e quindi quanto vi appare direi di consideralo
come tale e non alla stregua di esempio da dizionario.
Ciao.
Ered Luin
Secodo
Mamma mia, anche l'orrendo "tornamelo", credo sia usato piů al nord;
speriamo non passi mai....
Ciao.
Ered Luin
passera'. per i programmatori
"le librerie contengono funzioni che ritornano dei valori".
j.
> Qualcuno (tra i colleghi) sostiene che ALL'IMPIEDI sia una forma
> corretta.
> Io sostengo di no.
> Ho cercato sul dizionario Zingarelli e il termine IMPIEDI non è
> contemplato.
Il Garzanti (in linea) e il De Mauro (anch'esso in linea) non lo registrano.
Il Devoto-Oli riporta la locuzione maledetta, nazional-popolare, etc.
"all'impiedi" ma non registra nessun altro uso di 'impiedi'.
<tono nazional-popolare>
Penso che non è [sic] giusto che tanti bravi cittadini stanno [sic] all'impiedi
a fare la fila negli uffici pubblici.
</tono nazional-popolare>
Manzoni, nei Promessi Sposi, usa più volte 'in piedi' (in senso proprio
e figurato), mai 'impiedi' (né "all'impiedi"). Puoi
scaricare il testo da liberliber e controllare tu stesso.
E siccome l'appetito vien mangiando, puoi scaricare *numerosi*
altri testi e ripetere la ricerca. ;-)
Saluti lessicografico-testuali,
(H)istoreo
--
Per redigere questo messaggio non è stata usata alcuna tecnologia Mafio$oft.
Quale Devoto-Oli di grazia?
Nel mio (1987, 2 voll. 3500 pagg.) non ne ho visto traccia.
Se mai ci fosse ne strapperei la pagina.
Ciao
Bruno
Purismo o masochismo linguistico?
Ciao,
Epimeteo
[...]
>> Il Devoto-Oli riporta la locuzione maledetta, nazional-popolare, etc.
>> "all'impiedi" ma non registra nessun altro uso di 'impiedi'.
>
> Quale Devoto-Oli di grazia?
L'edizione 2000-2001.
> Nel mio (1987, 2 voll. 3500 pagg.) non ne ho visto traccia.
> Se mai ci fosse ne strapperei la pagina.
Capitano, o mio Capitano! :-))
<tra l'a(na)podittico e... il (sin)categorematico[1]>
In una dotta disquisizione con e.g. una leggiadra fanciulla[2], Ella
adunque, non poterà in verun modo esimersi dal quintessenziare una
poesia, un'arte indefettibilmente sublime[3]; la quale poesia Ella,
divinamente ispirata dalle Muse, effonderà in una rarefatta e inimitabile
atmosfera di aulica, squisita raffinatezza[4] e, ad un tempo, di
delicata, ieratica pulcritudine.
</tra l'a(na)podittico e... il (sin)categorematico>
[1] Taluni non mancheranno di ravvisare qui una valenza spudoratamente
metabletica; talaltri si strapperanno le vesti e grideranno allo
scandalo, all'oscenità irrefragabilmente catabletica. Vexata
quaestio...
[2] La quale fanciulla -- s'intende -- Le presterà religiosamente ascolto
__in piedi__.
[3] Decantata, distillata nel registro, nello stile più alto -- rinverdendo
mirabilmente gl'indimenticati fasti dell'ispirazione sofoclea.
[4] Novello Callimaco.
Saluti multiformi, scherzosi e cordiali,
> > "Roger" ha scritto nel messaggio
> > "Erminia, seduta ai piedi del letto, covando cogli occhi il bambino,
> > non si muoveva; Carlo le stava vicino, all'impiedi, appoggiandosi
> > alla colonna del letto, senza muoversi e senza fiatare anche lui."
> > (Giovanni Verga - Tigre Reale)
>
> Ma daiii!
>
> Verga in "Tigre Reale" dice anche: "E' una serata punto fredda, vero
> signora?" "Punta!"
Non è vero, ti sbagli.
Quella frase non esiste in "Tigre Reale", né in altri romanzi di Verga.
Credo tu ti riferisca a questo passo del cap. 4, scritta peraltro in
italiano correttissimo:
""Un giorno, vedendolo entrare, gli domandò:
- Fa molto freddo oggi?
- Punto. È una bellissima giornata.
Ella andò lentamente verso la finestra e sollevò la tendina.""
Ciao,
Roger
>> Mi viene il dubbio che sia sbagliato. Qualcuno puo' controllare?
>
>Controllare dove? Non ti bastano Zingarelli, De Mauro e Garzanti? Grammaticalmente
>questa espressione non sta in piedi (anzi "all'impiedi"), ma la lingua ha vari
>livelli: dipende in che contesto la vuoi usare.
La mia ultima frase voleva essere sarcastica, probabilmente dovevo
mettere una faccina.
Certamente mi bastano Zingarelli, De Mauro e Garzanti.
E colgo l'occasione per ringraziare tutti quanti. Non pensavo che
l'argomento potesse suscitare tanta partecipazione.
Saluti
Stefano
> Ovvero, se si accetta "stortare", per la par condicio si dovrebbero
> accettare molte altre, ehm..., "evoluzioni" della lingua, nate da
> processi simili.
Ms il meraviglioso stortare non è altro che trasosizione in italiano
della voce verbale dialettale milanese (e lombarda) "stortàà"
Non è affatto vero che trattasi di rivisitazione dell'italiano.
"La moglie del Cecco Beppe l'andava in bicicletta;
le s'è stortàà el manuber,
l'ha gha fà ona piroetta".
Vorrai mica che noi milanesi si rinunci alla lingua avita?
>tu non vuoi una risposta. vuoi una conferma.
>j.
>
Poco cambia, la richiesta iniziale era ben precisa; ho chiesto
conferma di cio' che non ho trovato sul mio dizionario contemplando la
possibilità che non fosse completo e che potessi sbagliarmi.
Alla fine la risposta piu' precisa e completa e' arrivata da Istoreo
ciao
s.
> Poco cambia, la richiesta iniziale era ben precisa; ho chiesto
> conferma di cio' che non ho trovato sul mio dizionario contemplando la
> possibilità che non fosse completo e che potessi sbagliarmi.
Guarda che lo abbiamo già capito. Lo hai precisato quarantaquattro volte.
Ma tu mi permetti, vero, di andare avanti nella discussione così, per
amor di approfondimento?
> Alla fine la risposta piu' precisa e completa e' arrivata da Istoreo
Quanto ha vinto?
Vuoi dire che "esortare" è quando esci dall'intortamento ?... :-)PPP
--
Er Roscio.
> > Ma scusami. La domanda č oziosa. La forma "all'impiedi" č corretta, in
> > quanto comunemente utilizzata dalla popolazione dei parlanti italiani.
>
> Mai sentita prima. A quale popolazione di parlanti italiani ti riferisci?
> Forse i compaesani di Verga.
Che t'hanno fatto i compaesani di Verga ?...
O vuoi dire che i compaesani di Manzoni stanno sempre seduti sulla cadrega
?...
--
Er Roscio.
Direi di piů: il verismo di Verga lo obbligava a far parlare
i suoi personaggi con la lingua "povera" di cui erano dotati,
e non poteva certo esibirsi in voli eterei di prose elevate.
--
Er Roscio.
Una ricerca su Altavista dà i seguenti risultati:
all'impiedi: 298 ricorrenze
all'inpiedi: 29 ricorrenze
all'in piedi 20 ricorrenze
Anche le 298 ricorrenze della versione "originale" mi sembrano poche
per definirla un'espressione attestata, seppur molto usata.
--
Er Roscio.
>
>Guarda che lo abbiamo già capito. Lo hai precisato quarantaquattro volte.
Tre volte.
Ma avendo ricevuto altro tipo di risposte temevo di non essere stato
chiaro.
>Ma tu mi permetti, vero, di andare avanti nella discussione così, per
>amor di approfondimento?
Permesso accordato ;-)
>> Alla fine la risposta piu' precisa e completa e' arrivata da Istoreo
>
>Quanto ha vinto?
>
Purtoppo per lui niente.
Io invece un caffe' che berro' alla sua salute.
Ciao
S.
> "La moglie del Cecco Beppe l'andava in bicicletta;
> le s'è stortàà el manuber,
> l'ha gha fà ona piroetta".
>
> Vorrai mica che noi milanesi si rinunci alla lingua avita?
Non sia mai!
Pensa che io, fiorentino trapiantato da poco meno di tre anni a Trieste,
sto accettando anche lo scambio fra imperfetto congiuntivo e
condizionale che piu' o meno vige da queste parti...
Anche se in questo non riesco proprio ad adeguarmi, eh eh eh eh...!
Comunque sono per principio del tutto favorevole alla salvaguardia dei
dialetti (o lingue che dir si voglia).
Saluti!
--
Vince
> Ms il meraviglioso stortare non è altro che trasosizione in italiano
> della voce verbale dialettale milanese (e lombarda) "stortàà"
> Non è affatto vero che trattasi di rivisitazione dell'italiano.
Ma perché sarebbe sbagliato? E quale verbo sarebbe da preferirgli?
Ciao, FB
[...]
> Una ricerca su Altavista dà i seguenti risultati:
>
> all'impiedi: 298 ricorrenze
> all'inpiedi: 29 ricorrenze
> all'in piedi 20 ricorrenze
>
> Anche le 298 ricorrenze della versione "originale" mi sembrano poche
> per definirla un'espressione attestata, seppur molto usata.
A proposito, "in piedi", secondo Google, fa[*] bella mostra di sé[**] in
(circa) 119.000 pagine, laddove "all'impiedi" figura mestamente in (sole)
572 pagine.
Il Devoto, questa volta, è stato di manica larga, non puoi proprio negarlo.
[*] Senz'accento... senz'altro.
[**] Rigorosamente accentato.
Saluti euristici, zetetici, nazional-popolari (ma sempre cordiali),
Mmmh, il passo ce lo lesse la professoressa di italiano in classe, facondo
notare e rilevare proprio questo errore, ed effettivamente nel ricordo
sbiadito mi pare molto simile al brano da te citato...sono piuttosto sicuro
di non sbagliarmi, perchè la cosa fu troppo esilarante, e non credo di dover
dubitare della prof, che non era male: può darsi si sia trattato d'una prima
edizione? Effettivamente mi viene il sospetto la prof si riferisse a una
prima versione.
E.L.
> Mmmh, il passo ce lo lesse la professoressa di italiano in classe, facondo
> notare e rilevare proprio questo errore, ed effettivamente nel ricordo
> sbiadito mi pare molto simile al brano da te citato...sono piuttosto
sicuro
> di non sbagliarmi, perchè la cosa fu troppo esilarante, e non credo di
dover
> dubitare della prof, che non era male: può darsi si sia trattato d'una
prima
> edizione? Effettivamente mi viene il sospetto la prof si riferisse a una
> prima versione.
Credo poco ad una 'prima versione'.
Comunque, ammesso, e non concesso, che si trattasse di una prima versione,
quella professoressa ha commesso una grave scorrettezza non citando anche la
versione definitiva e corretta, ma limitandosi a far ridere la classe di un
"errore" che l'autore ha poi rivisto e corretto.
Ripeto: "ammesso e non concesso".
Roger
> della voce verbale dialettale milanese (e lombarda) "stortàà"
> Non è affatto vero che trattasi di rivisitazione dell'italiano.
[taglialo!]
> Vorrai mica che noi milanesi si rinunci alla lingua avita?
Il che vuol dire che sono accettabili anche
* "mi hanno scarpato giu' gli occhiali"
* "la smetti di ruzzare?"
* "vai a dar via i piedi"
(NB: non sono inventate)
Ciao R.
> Il che vuol dire che sono accettabili anche
> * "mi hanno scarpato giu' gli occhiali"
Mai sentito.
> * "la smetti di ruzzare?"
> * "vai a dar via i piedi"
Queste sě, molte volte. La versione coi piedi č la piů delicata.
P.S. Qualcuno mi dica perché "stortare" č sbagliato!!!
Ciao, FB
Semplice italianizzazione di "scarpà zó".
>
> > * "la smetti di ruzzare?"
Mai sentita: ma il Ruzzante è nei libri stampati!
> > * "vai a dar via i piedi"
>
> Queste sì, molte volte. La versione coi piedi è la più delicata.
Concordo, ma dipende dal grado di sudorazione e dall'attività precedente...
ciao
--
Danilo Giacomelli
----------------------------------
Signùr varda 'n zó, se no arde 'n sö mé e Te ède le gambe
----------------------------------
> > > * "la smetti di ruzzare?"
>
> Mai sentita: ma il Ruzzante è nei libri stampati!
Esiste anche nella versione "rusare" con identico significato. (non so
se e regola generale ma nel nord d'Italia c'e' una certa confusione
tra z e s) La versione padana che mi ricordo meglio e' "rusaa", gli
accidenti giusti poi li metti tu, e significa spingere.
Il garzanti on line mi dice.
ruzzare:
v. intr. [aus. avere] correre e saltare per gioco (detto spec. di
animali e di bambini).
In uno dei suoi monologhi Fo sostiene che in origine volesse dire
"avere rapporti intimi con animali". Se e' vero mi pare naturale che
poi sia diventato spingere.
Ciao R.
> La versione padana che mi ricordo meglio e' "rusaa", gli
> accidenti giusti poi li metti tu, e significa spingere.
Uč, růsa minga! (ehi, non spingere!)
P.
--
Osare. Sempre piů. Osare. Temerariamente.
>
>P.S. Qualcuno mi dica perché "stortare" è sbagliato!!!
>
Il verbo corretto è storcere.
Stortare non si trova nel dizionario.
ciao
> Il verbo corretto č storcere.
> Stortare non si trova nel dizionario.
Ma viene quotidianamente usato da milioni di persone.
Quando penso che su Garzanti č presente la definzione del lemma
"borderline" e non di "stortare" mi viene di fare la secessione.
Mi chiedo: quanti italioti usano "borderline"? E quanti sanno cosa
significhi?
> Uč, růsa minga! (ehi, non spingere!)
Mi suona meglio "ruza no!".
Ciao, FB
> ste...@nomail.it (Stefano) wrote:
>Ma viene quotidianamente usato da milioni di persone.
Cito (fonte PBdDMeF):
"Guarda che lo abbiamo già capito. Lo hai precisato quarantaquattro
volte."
;-)
ciao
s.
Evidentemente, ai fini della presenza di un lemma sui dizionari, gli utilizzatori non
si contano, ma si pesano.
Epimeteo
?
L'episodio ci fu di sicuro, perchè ci fece tutti troppo ridere per averlo
frainteso.
Ma nel caso sia stata una "prima versione" (amesso e non concesso - su
questo effettivamente non sono sicuro, al limite potrei ricordare male la
citazione), è ovvio che la cosa fu ben specificata dalla professoressa:
altrimenti come avrei potuto saperlo io, che certo all'epoca non mi stavo a
preoccupare (e nemmeno ora) delle diverse edizioni di "Tigre reale"?
Ciao.
Ered Luin
> Evidentemente, ai fini della presenza di un lemma sui dizionari,
> gli utilizzatori non si contano, ma si pesano.
Manzoni vale piu di un Draco Roboter qualsiasi (e meno male...)
Quello che mi sono sempre chiesto e' come si fa a misurare questo
peso. Esempio: se un poetico ermetico-esistenzialista, benvoluto dalla
critica e dal pubblico, usasse spesso e volentieri la parola
"stortare" questa diverrebbe una ipso facto una parola da dizionario?
Ciao R.