In base alla regola che conosco, il plurale della parola "flangia" dovrebbe
essere "flange" (così come frangia --> frange, arancia --> arance).
Il dubbio mi è venuto perché, per non so quale strano motivo, il correttore
di Word mi segnala come errato il plurale "flange", e addirittura mi
suggerisce di sostituirlo con "flangie".
Ora, so bene che il correttore in questione è tutt'altro che un'autorità
affidabile in materia di grammatica e ortografia italiana, però la cosa mi
ha, se non insospettito, perlomeno incuriosito.
Non è che si tratta di un'eccezione?
O forse tutto il mio ragionamento è sbagliato e ho preso una cantonata
incredibile?
saluti e grazie
Ded
dedalo wrote:
>
> Un saluto a tutti!
>
> In base alla regola che conosco, il plurale della parola "flangia" dovrebbe
> essere "flange" (cosě come frangia --> frange, arancia --> arance).
Flange, flange, e vai tranquillo!
> saluti e grazie
>
> Ded
Saluti e prego
Karla
Salve a te.
> In base alla regola che conosco, il plurale della parola "flangia" dovrebbe
> essere "flange" (così come frangia --> frange, arancia --> arance).
Risulta anche a me, e al Garzanti on-line.
> Il dubbio mi è venuto perché, per non so quale strano motivo, il correttore
> di Word mi segnala come errato il plurale "flange", e addirittura mi
> suggerisce di sostituirlo con "flangie".
> Ora, so bene che il correttore in questione è tutt'altro che un'autorità
> affidabile in materia di grammatica e ortografia italiana, però la cosa mi
> ha, se non insospettito, perlomeno incuriosito.
Il correttore italiano di Word è pieno di bachi, soprattutto sulle
forme flesse: mi sono spesso visto suggerire participi e congiuntivi
degni di Fantozzi.
> Non è che si tratta di un'eccezione?
> O forse tutto il mio ragionamento è sbagliato e ho preso una cantonata
> incredibile?
Credo proprio che la cantonata l'abbia presa Word. Comunque un'ombra
di dubbio rimane: so di rarissime eccezioni a questa regola, come ad
esempio "provincie", variante di "province" ammessa da molti
dizionari.
Si narra che questa particolare eccezione derivi da un errore
d'ortografia nell'atto costitutivo della Cariplo, la cui ragione
sociale completa è, appunto, l'imbarazzante "Cassa di risparmio delle
*provincie* lombarde".
Sarò malizioso ma, secondo me, ogni volta che una casa editrice di
dizionari della lingua italiana andava a chiedere un mutuo alla
Cariplo, alla successiva edizione, la voce "provincia" subiva un
piccolo aggiornamento...
Ciao.
Marco
> Il correttore italiano di Word è pieno di bachi, soprattutto sulle
> forme flesse: mi sono spesso visto suggerire participi e congiuntivi
> degni di Fantozzi.
Uno particolarmente divertente lo trovai mentre rivedevo un testo. Una frase
terminava con "Microsoft." Il correttore grammaticale disse: "Non conosco
questa parola. Sostituire "Microsoft" con "MINCULPOP"".
Giuro.
Ciao
Ale
--
Namárië Valinor
No, il ragionamento è giusto, senza eccezioni. Almeno, la regola è questa:
se prima di "cia o gia" (ciliegia ) c'è una vocale, il plurale sarà in "cie
o gie". Se c'è una consonante (flangia), terminerà in "ce o ge"
http://src.maxim.comm2000.it/pub/funny/win/minculpop.gif
Max
Era per farla breve :-)
(Il testo lo stavo rivedendo io o Claudio, perņ... ^_^)
Ciao
Ale
--
Namįriė Valinor
>>non so quale strano motivo, il correttore di Word mi segnala
>>come errato il plurale "flange", e addirittura mi suggerisce
>>di sostituirlo con "flangie".
>Credo proprio che la cantonata l'abbia presa Word. Comunque
>un'ombra di dubbio rimane: so di rarissime eccezioni a questa
>regola, come ad esempio "provincie", variante di "province"
>ammessa da molti dizionari.
>Si narra che questa particolare eccezione derivi da un errore
>d'ortografia nell'atto costitutivo della Cariplo, la cui ragione
>sociale completa č, appunto, l'imbarazzante "Cassa di risparmio delle
>*provincie* lombarde".
Marco, questa credo sia proprio una leggenda metropolitana.
Ciao.
Gian Carlo
> Si narra che questa particolare eccezione derivi da un errore
> d'ortografia nell'atto costitutivo della Cariplo, la cui ragione
> sociale completa è, appunto, l'imbarazzante "Cassa di risparmio delle
> *provincie* lombarde".
>
> Sarò malizioso ma, [...]
A Roma esiste un 'Viale delle Provincie' e un 'Piazzale delle Provincie'
Ciao,
Roger
"Roger" <rug...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:zgrm8.11264$pT1.3...@news1.tin.it...
Piccola ricerca su Virgilio:
*provincie* 264
Google:
69,100
--
lu.
*Azzurre son l'ombre sul mare
come sparti fiori d'acònito.
Il lor tremolío fa tremare
l'Infinito al mio sguardo attonito*
_Undulna_da Alcyone,4 novembre 1903
Gabriele D'Annunzio
http://web.tiscali.it/LucianaGrazioli
http://www.vittoriale.it/intro.html
>>Si narra che questa particolare eccezione derivi da un errore
>>d'ortografia nell'atto costitutivo della Cariplo, la cui ragione
>>sociale completa è, appunto, l'imbarazzante "Cassa di risparmio delle
>>*provincie* lombarde".
>
>Marco, questa credo sia proprio una leggenda metropolitana.
Invece e' realta! Credo che sia l'ultima rimasta tra le casse di
risparmio. Noi della ex-Sicilcassa (ormai defunta) ed ex-"Cassa
centrale di risparmo V.E. II per le provincIe siciliane" lo abbiamo
cambiato una decina di anni fa. La CaRipLO si e' sempre rifiutata
nonostante le sollecitazioni dell'ACRI.
--
Ciao.
Sergio®
> Si narra che questa particolare eccezione derivi da un errore
> d'ortografia nell'atto costitutivo della Cariplo, la cui ragione
> sociale completa č, appunto, l'imbarazzante "Cassa di risparmio delle
> *provincie* lombarde".
Mi sa tanto di leggenda metropolitana...
Ciao,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]
Oops, non avevo letto bene (che l'accezione derivi da ...).
--
Ciao.
Sergio®
> >Si narra che questa particolare eccezione derivi da un errore
> >d'ortografia nell'atto costitutivo della Cariplo, la cui ragione
> >sociale completa è, appunto, l'imbarazzante "Cassa di risparmio delle
> >*provincie* lombarde".
>
> Marco, questa credo sia proprio una leggenda metropolitana.
Non si tratta di un errore di ortografia, ma di una dizione arcaica.
Adesso il plurale si fa come ha specificato il nostro superdotato...
--
Er Roscio.
Ma trattasi pur sempre di "eccezione", no ?... :-)))
--
Er Roscio.
Altavista:
provincie 374589
province 5196593
--
Er Roscio.
La leggenda metropolitana non è provincie con la "i" in "Cassa di
Risparmio delle Provincie Lombarde", ma che si tratti di un errore
e che questo errore sia la genesi di provincie.
Provincie è l'antico plurale di provincia, e la "i" è un ricordo del
plurale (e della pronuncia, aggiungerei) latina.
La CaRipLo non ha fatto altro che attenersi a questo plurale, come
la Costituzione Italiana, d'altra parte.
Ciao.
Gian Carlo
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
>Marco Cimarosti
>
>> Si narra che questa particolare eccezione derivi da un errore
>> d'ortografia nell'atto costitutivo della Cariplo, la cui ragione
>> sociale completa è, appunto, l'imbarazzante "Cassa di risparmio delle
>> *provincie* lombarde".
>
> Mi sa tanto di leggenda metropolitana...
> Ciao,
> Nicola
http://www.mauriziopistone.it/discussioni/grammatica_1_b.html#provincie
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
A dire il vero, lo credo anchio... Però è gustosa, e a Milano l'ho
sentita dire parecchie volte.
Comunque: quale sarà la vera ragione di quest'eccezione? E quante
altre simili ce ne sono? In che epoca s'è fissata la regola dei
plurali in -cia e -gia e come mai, in alcuni casi, non viene
rispettata persino negli ambiti più ufficiali?
Ciao.
Marco
Anch'io seguo questa regola, anche perché è facile da ricordare, ma l'italiano è
la lingua delle eccezioni (e della regolarizzazione dei refusi): sarei dunque
più prudente nello stabilire una regola.
Ecco cosa dice il "Manuale di redazione - a cura di Edigeo", Editrice
Bibliografica: "Per il plurale dei termini in -cia/-gia, benché siano
generalmente accettate nella tradizione letteraria entrambe le forme
(-cie/ce, -gie/-ge), si ricorda che la consuetudine prevede che la "i" venga
omessa quando la "c" e la "g" sono precedute da consonante, mantenuta negli
altri casi."
Non si parla di una regola assoluta e immodificabile, ma di una consuetudine che
sta prevalendo. Forse dovremmo chiederci cosa suggerisce la "logica" linguistica
(se in questo caso ce n'è una).
Epimeteo
[...]
>> A Roma esiste un 'Viale delle Provincie' e un 'Piazzale delle Provincie'
>
>
>Piccola ricerca su Virgilio:
>*provincie* 264
>Google:
>69,100
Altra piccola ricerca sulla LIZ:
*provincie* batte *province* 126 a 48
Paolo Cassoli
paolo...@tiscalinet.it
http://digilander.iol.it/paolocssl
_)-¬_
______ m__(_° \°)__m_________
... si dileguerà e perderassi.
Da quanto ne so, è parola solo italiana
> province 5196593
parola italiana, francese, inglese...
I numeri di Altavista sono quindi senza sorpresa.
Forse hai selezionato "solo in italiano" come è possibile con Google, ma
allora bisognava segnalarlo.
Guillaume
A me sembra più grave che il prestigioso "Monte dei Paschi di Siena" (che si
vanta d'essere, a torto o ragione, la banca più antica del mondo) continua a
scrivere su carte di credito e bancomat COGNOME NOME anziché il corretto
NOME COGNOME. Ho provato a domandarlo alla filiale e m'hanno detto "è
scritto così sul computer". Mmmh...
Che ne dite, sarà il caso d'inviare una missiva alla sede centrale?
Ciao,
Paolo
> A me sembra più grave che il prestigioso "Monte dei Paschi di Siena" (che
si
> vanta d'essere, a torto o ragione, la banca più antica del mondo) continua
a
> scrivere su carte di credito e bancomat COGNOME NOME anziché il corretto
> NOME COGNOME.
Non parlerei proprio di "corretto". Si tratta di identificare una
persona, ogni metodo che funzioni, purché coerente e chiaro, è ugualmente
"corretto". Direi piuttosto che si tratta di una questione di educazione e
gentilezza, io per primo aborrisco lo stile "elenco telefonico".
Per inciso, visto che ci sono racconto un aneddoto. Il Carducci, durante
i suoi molti anni di insegnamento all'Università di Bologna, caratterizzati
da una grande severità, una volta fece un esame ad un giovane che si firmò
sul verbale come COGNOME NOME (non che si chiamasse "cognome", avrete
capito...). Il poeta vate, accòrtosene, adirato sbottò: "Che barbarie! Si
vergogni!" e gli gettò il libretto dalla finestra.
> Che ne dite, sarà il caso d'inviare una missiva alla sede centrale?
La mia scarsa esperienza m'insegna che cólla burocrazia è meglio non
avere nulla a che fare. Rispàrmiati le lettere di protesta per il giorno il
cui sbaglieranno ad accreditarti i versamenti, allora sí che ne varrà la
pena! :-)
>A me sembra più grave che il prestigioso "Monte dei Paschi di Siena" (che si
>vanta d'essere, a torto o ragione, la banca più antica del mondo) continua a
>scrivere su carte di credito e bancomat COGNOME NOME anziché il corretto
>NOME COGNOME. Ho provato a domandarlo alla filiale e m'hanno detto "è
>scritto così sul computer". Mmmh...
>
>Che ne dite, sarà il caso d'inviare una missiva alla sede centrale?
Mi sa che io allora dovrei inviarne più d'una.
Prendo la mia "ONBAnca Card" rilasciatami dal "Gruppo Bancario
Banca Popolare Commercio e Industria" e vedo scritto sopra prima
il cognome e poi il nome.
Poi prendo la tessera "ACI Sistema Auto", rilasciatami dall'ACI,
e anche qui prima viene il cognome.
Lo stesso sulla tessera col codice fiscale (anzi lo stesso codice
è codificato a partire dal cognome).
Beh, però sulla carta multifunzione rilasciatami dalla "Cassa Rurale
Banca di Credito Cooperativo di Treviglio e Geradadda" compare
prima il nome.
Ora, a parte che su tutte queste "carte" il mio nome è scritto
Giancarlo e non, come è registrato all'anagrafe (e come io
sempre indico), Gian Carlo, forse gli istituti bancari, prima
di occuparsi dell'ordine dei nomi e dei cognomi, farebbero bene
a smettere le loro chilometriche ragioni sociali.
Caio.
Gian Carlo
E' uno standard il "COGNOME NOME" così come quello americano "INIZIALI
COGNOME". Entrambi gli standard hanno il vantaggio di far stare sempre
il COGNOME per intero anche quando il nome fosse molto lungo o doppio.
C'è anche una regola per codificare nomi e cognomi con spazi e caratteri
"strani". Mi pare si elimini tutto ciò che non è una lettera alfabetica.
Piccola osservazione. L'acronimo magica è ottenuto mettendo prima due
lettere del cognome (Macchi) poi due del primo nome (Gian) e poi..
Quindi, perché prendersela con le banche?
--
____________________________________
Giancarlo Pillan - Ivrea - Italy
____________________________________
> Si narra che questa particolare eccezione derivi da un errore
> d'ortografia nell'atto costitutivo della Cariplo, la cui ragione
> sociale completa è, appunto, l'imbarazzante "Cassa di risparmio delle
> *provincie* lombarde".
Tale atto costitutivo, che vidi in una mostra al Museo di Milano, e',
credo, del 1823, e comunque in epoca imperial-regia (austriaca), per cui
non parlerei di un errore ma al massimo di un arcaismo. Lo stesso atto
stabiliva che l'organo amministrativo della Cassa si chiamasse
Commissione Centrale di Beneficienza.
Chissa' perche' mi sentivo un po' piu' sicuro ai tempi in cui era una
vera cassa di risparmio senza obbligo di profitti che in questi tempi di
appetite fondazioni e di Intesabissiai ...
Ulp !... No, hai ragione...
Purtroppo Altavista, anche quando si seleziona la ricerca "solo in italiano"
(5948 pagine contro 17.246 in tutte le lingue) dà sempre lo stesso risultato
che, come hai giustamente fatto notare, è falsato dal fatto che il vocabolo
esiste anche in altre lingue).
--
Er Roscio.
Gurda cosa dà google:
provincie
in tutte le lingue: 399.000
in italiano: 67.800
province
in tutte le lingue: 5.910.000
in italiano: 197.000
Naturalmente la frequenza sulla rete delle due parole nulla dice
riguardo alla loro legittimità in italiano.
Prima di intasare la posta, tenete presente che viviamo
in un mondo informatico. La maggior parte degli operatori
conserva in un unico campo il nominativo (cognome e
nome) in modo da ordinare correttamente l'archivio e
per una più agevole "information retrieval".
E' normale, quindi, trovare negli stampati e nelle
carte di credito il cognome prima del nome.
Se si fosse un po' più lungimiranti e si prevedesse
di conservare il (i) nome separato dal (dai) cognome,
si eviterebbero cattive figure del genere.
--
Er Roscio.
Uno standard che č diverso in Italia e in America? Ma allora che standard č?
Per di piů mi sembra che pure in altri Paesi europei non si usi il "barbaro"
sistema italiano. un modo per accorgersene c'č. Vedere quante persone si
presentano con COGNOME NOME e quante con COGNOME NOME.
L'unico altro Paese europeo dove sembra vigere un sistema tipo il nostro č
la Grecia.
Ciao,
Paolo
> Gurda cosa dà google:
>
> provincie
> in italiano: 67.800
>
> province
> in italiano: 197.000
>
> Naturalmente la frequenza sulla rete delle due parole nulla dice
> riguardo alla loro legittimità in italiano.
Come no?
Dice che entrambe le forme sono diffusissime e quindi entrambe corrette.
Sia Google che Altavista danno un rapporto 1 a 3 circa per le versioni
con e senza -i-. (Altavista 131/37mila)
Una forma che viene usata da un quarto degli scriventi non può essere
considerata errata.
> Uno standard che č diverso in Italia e in America? Ma allora che standard č?
Due standard. Metri e yarde. Magari ce ne sono altri ancora!
> Per di piů mi sembra che pure in altri Paesi europei non si usi il "barbaro"
> sistema italiano. un modo per accorgersene c'č. Vedere quante persone si
> presentano con COGNOME NOME e quante con COGNOME NOME.
Non stiamo parlando di presentazioni, ma di carte bancarie.
> > Per di più mi sembra che pure in altri Paesi europei non si usi il
"barbaro"
> > sistema italiano. un modo per accorgersene c'è. Vedere quante persone si
> > presentano con COGNOME NOME e quante con COGNOME NOME.
>
>
> Non stiamo parlando di presentazioni, ma di carte bancarie.
Eh già, ma ti sei chiesto quanti hanno incominciato a presentarsi con
COGNOME NOME dopo tutta quella mole di bollette, certificati, carte bancarie
dove compare questa (IMHO diseducativa) scrittura?
Ciao,
Paolo
>>Non stiamo parlando di presentazioni, ma di carte bancarie.
>
> Eh già, ma ti sei chiesto quanti hanno incominciato a presentarsi con
> COGNOME NOME dopo tutta quella mole di bollette, certificati, carte bancarie
> dove compare questa (IMHO diseducativa) scrittura?
Beh, saranno ignoranti.
Voglio dire, se parliamo come una bolletta o come un certificato
facciamo molto peggio che anteporre il cognome. Il sottoscritto dichiara
che ha scritto in stampatello maiuscolo per anni prima di rendersi conto
che il corsivo aveva la sua ragione d'essere!
>Uno standard che č diverso in Italia e in America? Ma allora che standard č?
Scriveva .mau, (ma non era opera sua):
"Il bello degli standard č che ce ne sono tanti"
--
Bye
Vitt
> "Il bello degli standard è che ce ne sono tanti"
Io l'avevo sentita, nei primi tempi della rete, come "Standards are a
great thing. Everybody should have at least one"
> Voglio dire, se parliamo come una bolletta o come un certificato
> facciamo molto peggio che anteporre il cognome.
Certo, certo.
Ma non possiamo pretendere che tutti siano diplomati e laureati con buon
profitto o che siano appassionati di linguistica.
Conosco tanta gente che è convinta che presentarsi con COGNOME NOME sia
migliore che NOME COGNOME proprio perché su TUTTE (o quasi) le lettere che
riceve a casa c'è riportata tale (IMHO aberrante) scrittura.
Questo è tanto più grave dato che alcuni enti che inviano lettere e simili
sono pure a partecipazione statale. Lo Stato vuol combattere
l'"analfabetismo di ritorno"? Cominci da lettere e certificati!
Oppure, dato che come hai detto tu, COGNOME NOME è una sorta di standard
(perlomeno in Italia) potremmo fare il "salto della quaglia" e stabilire che
da ora in poi in italiano si fa come in ungherese: prima si scrive il
cognome e poi il nome. SEMPRE.
È una proposta che ha un suo senso, più di quello per cui si scrive "sempre"
NOME COGNOME fuorché su lettere, bollette, carte di credito, liste d'attesa,
certificati, diplomi (!)... [in pratica ovunque].
Però Manzoni Alessandro e Garibaldi Giuseppe continuano a non piacermi. E a
voi?
Ciao,
Paolo
Non è AFFATTO vero che si scrive NOME COGNOME "fuorché"
lettere, bollette, carte di credito, ecc.
Se chi scrive indirizzi, bollette, carte di credito e quant'altro SE NE
FREGA
della buona educazione e scrive quello che più gli fa comodo, ciò non
significa che si tratta di una legge.
L'UNICO caso in cui il cognome va scritto prima del nome è negli elenchi
sottoposti a ricerca alfabetica, o comunque, soggetti ad essere scorsi
per ricercare un nominativo (chiaramente le ricerche si fanno prima per
cognome e poi per nome), ma anche in questo caso (liste d'attesa) si può
ovviare ENFATIZZANDO il cognome posposto nei confronti del nome.
Posso scriverlo in grassetto, oppure in tutto maiuscolo, in modo da far
comunque risaltare il cognome rispetto al nome e ad eventuali altri dati
anagrafici.
--
Er Roscio.
> L'UNICO caso in cui il cognome va scritto prima del nome è negli elenchi
> sottoposti a ricerca alfabetica, o comunque, soggetti ad essere scorsi
SI' ma se le ricerca alfabetica la fa un computer non ci vuole molto a
dirgli di fare l'ordinamento o la ricerca sulla seconda colonna ...
sort -k 2
Dopo di che mi viene in mente quella volta che al nostro istituto
arrivo' una lettera (pubblicita' di una enciclopedia) indirizzata a
Gentile Famiglia OSMICA ISTITUTO DI FISICA C
--
----------------------------------------------------------------------
nos...@ifctr.mi.cnr.it is a newsreading account used by more persons to
avoid unwanted spam. Any mail returning to this address will be rejected.
Users can disclose their e-mail address in the article if they wish so.
Paolo wrote:
>
> > E' uno standard il "COGNOME NOME" così come quello americano "INIZIALI
> > COGNOME". Entrambi gli standard hanno il vantaggio di far stare sempre
> > il COGNOME per intero anche quando il nome fosse molto lungo o doppio.
>
> Uno standard che è diverso in Italia e in America? Ma allora che standard è?
Piccola statistica delle schede che circolano attraverso il mio
portafogli (escludendo quelle in cui nome e cognome hanno campi fissi,
ad esempio codice fiscale italiano)
6 cognome nome (3 emesse in italia e 3 in usa. Una di queste ultime e`
una scheda telefonica :-)))
14 nome cognome (2 emesse in italia e 12 in usa)
Ovvero 60% delle italiane sono C/N contro il 20% degli usa.
Ciao
--
Franco
Wovon man nicht sprechen kann, darüber muß man schweigen.
(L. Wittgenstein)
Ovvio. E' quello che dicevo io. Sono beceri quelli che per risparmiare
conservano l'anagrafica in un unico campo.
> Gentile Famiglia OSMICA ISTITUTO DI FISICA C
Ehehehe... evidentemente hanno ordinato per secondo carattere,
piuttosto che per seconda colonna...
A parte il fatto che si potevano anche scomodare a codificare
anche l'appellativo proprio per evitare "Gentile Famiglia Istituto..."
--
Er Roscio.
Roscio wrote:
>
> L'UNICO caso in cui il cognome va scritto prima del nome è negli elenchi
> sottoposti a ricerca alfabetica, o comunque, soggetti ad essere scorsi
> per ricercare un nominativo (chiaramente le ricerche si fanno prima per
> cognome e poi per nome),
Quante targhe di ottone vedo, per le vie della città, con scritto:
'Cognome dott.( o ing. o rag. ecc.) Nome', come sull'elenco telefonico.
Ed anche su qualche biglietto da (scusa Roscio, ma scelgo l'uso) visita.
ma anche in questo caso (liste d'attesa) si può
> ovviare ENFATIZZANDO il cognome posposto nei confronti del nome.
> Posso scriverlo in grassetto, oppure in tutto maiuscolo, in modo da far
> comunque risaltare il cognome rispetto al nome e ad eventuali altri dati
> anagrafici.
Anche sulle domande si può scrvere " Il sottoscritto COGNOME NOME..",
ma nella firma MAI.
Eppure ho firmato recentemente un foglio di ingresso e di uscita con
Nome e Cognome ed un segretario me l'ha fatta rifare: Cognome e Nome! :-(((
> --
> Er Roscio.
Karla
Da quello che si insegna e si vede in Italia si direbbe proprio di sì.
A scuola e sulle grammatiche c'insegnano a scrivere NOME COGNOME. Poi però
soverchiati dalla mole di lettere &c con COGNOME NOME molti passano a
questo. Perfino sul mio diploma di maturità c'è scritto COGNOME NOME e
ditemi se qui ce n'era la necessità.
> Se chi scrive indirizzi, bollette, carte di credito e quant'altro SE NE
> FREGA
> della buona educazione e scrive quello che più gli fa comodo, ciò non
> significa che si tratta di una legge.
Sai com'è... error communis facit ius.
E GC Pillan ha detto che COGNOME NOME è uno standard "de facto" nella
burocrazia italiana. E ha ragione (purtroppo, IMHO).
> L'UNICO caso in cui il cognome va scritto prima del nome è negli elenchi
> sottoposti a ricerca alfabetica, o comunque, soggetti ad essere scorsi
> per ricercare un nominativo (chiaramente le ricerche si fanno prima per
> cognome e poi per nome), ma anche in questo caso (liste d'attesa) si può
> ovviare ENFATIZZANDO il cognome posposto nei confronti del nome.
Io propongo la soluzione "enciclopedica".
Scerivere SEMPRE, in ogni circostanza, NOME COGNOME. Quando proprio non se
ne può fare a meno, mettere prima il cognome (possibimente in maiuscoletto o
grassetto) una virgola e poi il nome (o i nomi).
Es. Giuseppe Garibaldi, Alessandro Manzoni.
Ma in un ipotetico registro scolastico scriverei:
GARIBALDI, Giuseppe
MANZONI, Alessandro
Ciao,
Paolo
> E GC Pillan ha detto che COGNOME NOME č uno standard "de facto" nella
> burocrazia italiana. E ha ragione (purtroppo, IMHO).
Avevo scritto standard nelle tesserine.
Siccome sono piccole potrebbero non contenere doppi nomi e cognomi
lunghi per cui questo standard, cosě come iniziali-cognome, permette
di avere il cognome per intero anche in casi "difficili".
Per le lettere, stando alle Poste, si fa nome-cognome.
>On Wed, 27 Mar 2002, Roscio wrote:
>
>> L'UNICO caso in cui il cognome va scritto prima del nome è negli elenchi
>> sottoposti a ricerca alfabetica, o comunque, soggetti ad essere scorsi
>
>SI' ma se le ricerca alfabetica la fa un computer non ci vuole molto a
>dirgli di fare l'ordinamento o la ricerca sulla seconda colonna ...
>
>sort -k 2
Detto così, sembra che chi ha realizzato archivi anagrafici (tra cui
io) sia uno sprovveduto.
I dati elaborabili al fine di una identificazione accettabile sono
quattro: nome, cognome, data e luogo di nascita.
Al fine dell'utilizzo occorre precisare che:
- il nome: pur essendo il piu' indicativo crea dei grossi problemi sia
perche' produce troppi sinonimi sia perche' non sempre e' certo(*);
- il cognome: ha una minima percentuale di incertezza (spazî se e'
composto) ma ha la piu' bassa produzione di sinonimi (rispetto al
resto);
- la data di nascita: crea piu' sinonimi dei nomi e non sempre e'
corretta con l'aggravante della scarsa riconoscibilita' dell'errore;
- il luogo di nascita: alto numero di sininomi, ma pochissime
possibilita' di errore.
(*) Tieni presente che non tutti i clienti si chiamano Giovanni Drogo
e non tutti hanno la tua cultura; c'e' chi si chiama Giovanni Carlo o
Giancarlo o Gian Carlo, c'e' si chiama Domenico ed e' "inteso" Mimmo,
c'e' il vecchietto analfabeta che sa solo che lo chiamano Beppe.
Quindi gli elementi che consentono una ricerca rapida ed in ogni caso
piu' "stretta" sono: cognome, nome, data e luogo di nascita.
In questo discorso devi anche tenere presente che la maggior parte di
queste ricerche non si svolgono allo sportello con il cliente presente
che ti puo' aiutare, ma negli uffici dove magari arriva una richiesta
della magistratura a cui non puoi chiedere nessun chiarimento.
Per quanto riguarda invece le generalita' su carte e corrispondenza,
la banca e' spesso e semplicemente indolente. Se gli archivi sono ben
costruiti ci deve essere un riconoscimento del fine cognome (io ho
usato la virgola: "Di giorgi, Sergio Vittorio") per cui trasformare la
scritta in "nome, cognome" e' una bazzecola.
--
Ciao.
Sergio®
Siamo alle solite. Io ho definito quello che è il comportamento CORRETTO.
Se poi qualcuno, per ignoranza, per strafottenza o per convenienza li mette
come gli pare, faccia pure; chissenefrega.
> Eppure ho firmato recentemente un foglio di ingresso e di uscita con
> Nome e Cognome ed un segretario me l'ha fatta rifare: Cognome e Nome!
:-(((
Io in questi casi mi rifiuto categoricamente. Arrivo pure a rifiutare il
contratto;
se poi è qualcosa che mi interessa, allora chiedo di parlare con un
dirigente.
--
Er Roscio.
> Detto così, sembra che chi ha realizzato archivi anagrafici (tra cui
> io) sia uno sprovveduto.
Lasciamo stare, che proprio nelle "nostre" due banche (e sono
certo che anche nelle altre è uguale) ho visto cose che voi umani
non potete neanche concepire, come diceva Blade Runner...
Il tutto per usare un solo campo: dividere il/i nome dal/i cognome
con barre, virgole o parentesi, e lo stesso dicasi eventualmente per
i titoli. MA PERCHE' CACCHIO NON USARE UN CAMPO PER
IL NOME, UNO PER IL COGNOME e UNO PER IL TITOLO ?...
> Per quanto riguarda invece le generalita' su carte e corrispondenza,
> la banca e' spesso e semplicemente indolente. Se gli archivi sono ben
> costruiti ci deve essere un riconoscimento del fine cognome (io ho
> usato la virgola: "Di giorgi, Sergio Vittorio") per cui trasformare la
> scritta in "nome, cognome" e' una bazzecola.
E dàgli... Ma perché fare questi obbrobri ?...
Questo non è un archivio ben costruito. E' una ciofeca.
Si deve usare un campo per il titolo ("Egr. Sig.", Spet. Ditta",
"Egr. Ing.", "Esimio Dott.", "Rispett. Avv.", Gent. Fam., ecc.),
uno per i cognomi, uno per i nomi, e poi si assembla il tutto.
Dove sta il problema ?... Così puoi fare tutte le ricerche che
vuoi su qualcosa che sai cosa contiene !...
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Er Roscio.
>Eppure ho firmato recentemente un foglio di ingresso e di uscita con
>Nome e Cognome ed un segretario me l'ha fatta rifare: Cognome e Nome! :-(((
Mi ricorda la "firma leggubile"..
La mia non lo è.
Chi riceve il modulo dice che non è leggibile.
La riscrivo in stampatello.
Come minimo, mi guarda storto.
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Bye
Vitt