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inutile

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Bruni

unread,
May 26, 2000, 3:00:00 AM5/26/00
to
Egregi,
non mi sovviene al momento il termine con cui si indica un aggettivi come
*scoppiato, puntuale* ovvero che non accetta attribuzioni del tipo un po' ,
molto, abbastanza...: non si può dire un po' scoppiato perchè o scoppia
tutto o niente.
Ebbene, è applicabile questo ragionamento con *inutile*?
Si può dire più, molto, abbastanza inutile come si può dire di utile?
Mi viene il dubbio leggendo la definizione di inutile sullo Zingarelli:
* 1-Che non presenta nessuna utilità, non produce alcun effetto o
giovamento.-2 Superfluo, vano.
non inutile: che presenta qualche utilità*
Le definizioni lascerebbero pensare che il concetto di inutilità non conosce
mezze misure.
L'idea di parziale utilità viene resa con *non inutile*, ma si può rendere
anche come dicevo sopra?

E' il delirio del venerdì? Siate comprensivi.

Bruni.

Bruni

unread,
May 26, 2000, 3:00:00 AM5/26/00
to

Bruni <mollfl...@freemail.it> wrote in message
3864b...@news.megasys.it...

> Egregi,
> non mi sovviene al momento il termine con cui si indica un aggettivi come
> *scoppiato, puntuale* ovvero che non accetta attribuzioni del tipo un po'
,
> molto, abbastanza...: non si puň dire un po' scoppiato perchč o scoppia
> tutto o niente.
(...)

ghsdas ieowi sgrlyk xiiguitks....

...si indicano aggettivi come...ovvero che non accettano...

jkdfieipqw q euiwuedjla hfdjew'ě'qěpňds

...le sinapsi il venerdě fanno part-time.


Paolo Bonardi

unread,
May 26, 2000, 3:00:00 AM5/26/00
to

Bruni ha precisato:

> ghsdas ieowi sgrlyk xiiguitks....
> jkdfieipqw q euiwuedjla hfdjew'ì'qìpòds

Uhm... la stuazione parrebbe grave. E' grave! Si sta aggravando! Bruni, Le
prescrivo una settimana di assoluto riposo!

Dott. Bonardi

emgipi

unread,
May 26, 2000, 3:00:00 AM5/26/00
to

Paolo Bonardi ha scritto nel messaggio <392E856F...@tin.it>...
[...]
>Dott. Bonardi
visto l'incipit del paziente Bruni ( Egregi), si ritenga personalmente
responsabile della situazione. ( Il "caso" dovrà essere affidato ad altri)

--
emgipi

Bruni

unread,
May 26, 2000, 3:00:00 AM5/26/00
to

emgipi <emg...@tin.it> wrote in message 8gme35$1h6t8$1...@fu-berlin.de...
Dr. Bonardi ed emgipi:
mi rivolgerò al mio psichiologo (nuova branca della medicina) di fiducia, ed
intanto vi dedico queste parole che non sono delirio (almeno queste!) ma
parte integrante del mio linguaggio infantile, che nei momenti di forte
elettrostress riemerge:
TEPERRTA, TAVITTA !
Il segreto vi sarà svelato solo se risponderete alla mia un po' inutile
(posso dirlo o no??) domanda.
Con emostatica stima...ops...immutata stima,

Bruni. :-P.

Paolo Bonardi

unread,
May 26, 2000, 3:00:00 AM5/26/00
to

Bruni ha scritto:

> Dr. Bonardi ed emgipi:
> mi rivolgerò al mio psichiologo (nuova branca della medicina) di fiducia, ed
> intanto vi dedico queste parole che non sono delirio (almeno queste!) ma
> parte integrante del mio linguaggio infantile, che nei momenti di forte
> elettrostress riemerge:
> TEPERRTA, TAVITTA !
> Il segreto vi sarà svelato solo se risponderete alla mia un po' inutile
> (posso dirlo o no??) domanda.
> Con emostatica stima...ops...immutata stima,
>
> Bruni. :-P.

Uhm... uhm... la situazione dev'essere più grave del previsto: l'
elettropaziente deve vivere momenti di crisi religiosa: non mi spiegherei,
altrimenti, gli anagramma che scaturiscono dall'invettiva "teperrta, tavitta".
Anagrammi che, dfedelmente, trascrivo qui di seguito:

1: attratta per veti
2: attratta per vite
3: attratta prete vi
4: attratta preti ve
5: prete trattata vi
6: prete trattativa
7: preti trattavate
8: tarpata tri vette
9: tarpava tette tri
10: tarpava tetti tre

Come emgipi potrà notare la parola "prete" e la sua variante "preti" ricorre
cinque volte su dieci; inoltre noto che il verbo "tarpare" ricorre tre volte.
Uhm, uhm, uhm... forse sarebbe meglio un elettroesorcista?

Preoccupatopaolo

Bruni

unread,
May 26, 2000, 3:00:00 AM5/26/00
to

Paolo Bonardi <paolo....@tiscalinet.it> wrote in message
392EDF0F...@tiscalinet.it...

> Uhm... uhm... la situazione dev'essere più grave del previsto: l'
> elettropaziente deve vivere momenti di crisi religiosa: non mi spiegherei,
> altrimenti, gli anagramma che scaturiscono dall'invettiva "teperrta,
tavitta".
> Anagrammi che, dfedelmente, trascrivo qui di seguito:
>
> 1: attratta per veti
> 2: attratta per vite
> 3: attratta prete vi
> 4: attratta preti ve
> 5: prete trattata vi
> 6: prete trattativa
> 7: preti trattavate
> 8: tarpata tri vette
> 9: tarpava tette tri
> 10: tarpava tetti tre
>
> Come emgipi potrà notare la parola "prete" e la sua variante "preti"
ricorre
> cinque volte su dieci; inoltre noto che il verbo "tarpare" ricorre tre
volte.
> Uhm, uhm, uhm... forse sarebbe meglio un elettroesorcista?
>
> Preoccupatopaolo

Ma mi faccia il piacere! :-)
Le pare che un infante si possa esprimere anagrammando?
Teperrta Tavitta ha un preciso significato e un'origine (dolorosa) che
risale ai tempi della mia infanzia; meglio dire dell'infanzia mia e di
qualcuno a me caro.
Per darle un indizio le dico che il problema alla fonte di Teperrta Tavitta
è stato risolto nel corso degli anni da un' eccezionale logopedista. Ma non
vorrei svelarle troppo di me...

Le auguro un buon elettroriposo.
Arielettroleggerci.
Buone cose anche a elettroemgipi, se ci elettrolegge.

Elettrobruni.


Saonino

unread,
May 27, 2000, 3:00:00 AM5/27/00
to

Bruni <mollfl...@freemail.it> wrote in message
3864b...@news.megasys.it...
> Egregi,
> non mi sovviene al momento il termine con cui si indica un aggettivi come
> *scoppiato, puntuale* ovvero che non accetta attribuzioni del tipo un po'
,
> molto, abbastanza...: non si può dire un po' scoppiato perchè o scoppia
> tutto o niente.

> Ebbene, è applicabile questo ragionamento con *inutile*?
> Si può dire più, molto, abbastanza inutile come si può dire di utile?
> Mi viene il dubbio leggendo la definizione di inutile sullo Zingarelli:
> * 1-Che non presenta nessuna utilità, non produce alcun effetto o
> giovamento.-2 Superfluo, vano.
> non inutile: che presenta qualche utilità*
> Le definizioni lascerebbero pensare che il concetto di inutilità non
conosce
> mezze misure.
> L'idea di parziale utilità viene resa con *non inutile*, ma si può rendere
> anche come dicevo sopra?
>
> E' il delirio del venerdì? Siate comprensivi.
>
> Bruni.
>
> Si.- Due negazioni valgono un'affermazione.
Ciao.
Saonino.
>
>

Bruni

unread,
May 27, 2000, 3:00:00 AM5/27/00
to

Saonino <sao...@libero.it> wrote in message
9gSX4.7952$VM3....@news.infostrada.it...

> >
> > Si.- Due negazioni valgono un'affermazione.
> Ciao.
> Saonino.
> >
> >
Sei stato troppo sintetico. Non credo di aver capito.
Non intendevo chiedere *si può dire: non inutile?* Si, due negazioni=una
affermazione come dici tu, anche se lo Zingarelli attribuisce solo
un'attenuazione dell'inutilità alla forma *non inutile*, e non un
ribaltamento matematico dell'espressione: non inutile=utile.
Il dubbio era *si può dire: un po' inutile, molto inutile etc?
Grazie comunque.
Almeno tu mi hai preso sul serio. Paventavo un internamento coatto ai miei
danni a parte del dottor Paolo Bonardi e dell'anestesista emgipi... :-)))

Bruni

Enoch Soames

unread,
May 27, 2000, 3:00:00 AM5/27/00
to

"Bruni scrive:

> .
> Il dubbio era *si può dire: un po' inutile, molto inutile etc?
>

Mia Signora,

Il suo rovello di fine settimana mi pare un po' troppo complicato - come
vede ho scritto un po' troppo. E lei mi chiederà: si può dire poco di ciò
che è troppo? Ma certo. Fra l'altro 'non inutile' è una figura retorica.

Trattasi di litote che consiste nell'esprimere un concetto in forma
attenuata, per lo più negando il concetto opposto. Anziché dire "Sei
inutile" si può dire "Sei una persona non utile" dove è chiaro l'intento
canzonatorio.

E confermando che lei può dire ciò che le pare, almeno al sottoscritto - a
proposito: una volta scrissi: "Eh" interiegì il tale. Poi feci una nota. Si
può dire interiegire? Certo: io l'ho appena detto!- la pregherei di
ammannirci problemini meno complicati che a me sono costati un'oretta di
riflessione e un disordine nella biblioteca che ora non sarà certo lei a
risolvere, mentre invece io mi sono premurato di risolvere il suo disordine
morfosintattico.

Per quanto riguarda la sua espressione infantile, per cui un incauto
anagrammatore è stato severamente redarguito, non mi ci metto neanche, lo
sappia!

Devotamente suo

ES

Suo ES

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