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Verbi che vogliono il congiuntivo

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djake

unread,
Nov 8, 2008, 8:54:32 AM11/8/08
to
Non mi viene in mente nessun esempio in cui il verbo "pensare" possa
essere usato senza il congiuntivo: "Io penso che sia sposato", "Io
penso
che fosse sbagliato"
Non credo sia corretto dire: "Io penso che è sposato", "Io penso che
era sbagliato".
Però se non esprimo dubbio nella frase, posso usare l'indicativo
tranquillamente.
Ad esempio: "Si sa che è sposato", "Si sa che era sbagliato".
La mia domanda è questa: esiste una lista di verbi che in italiano
richiedono sempre il congiuntivo nella subordinata?

Roger

unread,
Nov 8, 2008, 8:54:51 AM11/8/08
to
djake wrote:
> Non mi viene in mente nessun esempio in cui il verbo "pensare" possa
> essere usato con il congiuntivo:

Intendevi dire "con l'indicativo"?

Roger
--
FAQ di ICLIt:
http://www.mauriziopistone.it/testi/linguaitaliana.html

"C'è solo una cosa che si frappone tra me e la grandezza. E sono io"
(Woody Allen, 21/12/2005)

Sapiens Sapiens

unread,
Nov 8, 2008, 10:12:22 AM11/8/08
to

"djake" <dj...@excite.it> ha scritto nel messaggio
news:4ea89a53-1e00-4067...@a17g2000prm.googlegroups.com...

Non mi viene in mente nessun esempio in cui il verbo "pensare" possa
essere usato con il congiuntivo: "Io penso che sia sposato", "Io penso

che fosse sbagliato"
Non credo sia corretto dire: "Io penso che è sposato", "Io penso che
era sbagliato".
Però se non esprimo dubbio posso usare l'indicativo tranquillamente.

Ad esempio: "Si sa che è sposato", "Si sa che era sbagliato".
La mia domanda è questa: esiste una lista di verbi che in italiano
vogliono sempre il congiuntivo nella subordinata?


Senza scomodare i grandi maestri *penso si possa* riassumere in due
parole. Con i verbi che esprimono una incertezza, un'opinione o una
possibilità
si usa il congiuntivo. L'indicativo viene usato per esprimere una certezza,
ma
allora non si dovrebbero usare i verbi di cui sopra.
Il congiuntivo è il modo del dubbio, del ragionamento, della ricerca di una
verità relativa e forse è per questo che nel mondo di oggi dove anche i
somari hanno solo certezze ed in tasca Verità Rivelate, il congiuntivo non
è più di moda, e si sente dire: Credo che è, et similia.

S.S.S.

[Lnz]

unread,
Nov 8, 2008, 10:37:20 AM11/8/08
to
On Sat, 8 Nov 2008 05:54:32 -0800 (PST), djake <dj...@excite.it>
wrote:

>Non mi viene in mente nessun esempio in cui il verbo "pensare" possa
>essere usato senza il congiuntivo: "Io penso che sia sposato", "Io
>penso che fosse sbagliato"
>Non credo sia corretto dire: "Io penso che è sposato", "Io penso che
>era sbagliato".
>Però se non esprimo dubbio nella frase, posso usare l'indicativo
>tranquillamente.

Quando penso che è quasi inverno mi viene una gran voglia di scappare
nei mari del sud...

L.

Epimeteo

unread,
Nov 8, 2008, 12:30:21 PM11/8/08
to

"djake" <dj...@excite.it> ha scritto nel messaggio
news:4cdbac51-ba03-464e...@w39g2000prb.googlegroups.com...

>Non mi viene in mente nessun esempio in cui il verbo "pensare" possa
>essere usato senza il congiuntivo: "Io penso che sia sposato", "Io
>penso che fosse sbagliato"
>Non credo sia corretto dire: "Io penso che č sposato", "Io penso che
>era sbagliato".
>Perň se non esprimo dubbio nella frase, posso usare l'indicativo
>tranquillamente.
>Ad esempio: "Si sa che č sposato", "Si sa che era sbagliato".

Pensa, egregio Djake, che in certi casi puoi usare l'indicativo nella
subordinata anche con il verbo "pensare" nella principale... :-))

>La mia domanda č questa: esiste una lista di verbi che in italiano


>richiedono sempre il congiuntivo nella subordinata?

Piů che di verbi in assoluto, penso che si debba parlare di "significato" di
quei verbi in quel contesto:
http://it.wikipedia.org/wiki/Congiuntivo

Ciao.
Epimeteo
---
"... e pensare che c'era il pensiero
che riempiva, anche nostro malgrado,
le teste un po' vuote.
Ora inerti e assopiti
aspettiamo un qualsiasi futuro,
con quel tenero e vago sapore
di cose oramai perdute...
Va' pensiero su l'ali dorate,
va' pensiero su l'ali dorate..."
(cit. pensierosa)


FatherMcKenzie

unread,
Nov 8, 2008, 2:21:21 PM11/8/08
to
Epimeteo ha scritto:

>> Non mi viene in mente nessun esempio in cui il verbo "pensare" possa
>> essere usato senza il congiuntivo: "Io penso che sia sposato", "Io
>> penso che fosse sbagliato"
> Pensa, egregio Djake, che in certi casi puoi usare l'indicativo nella
> subordinata anche con il verbo "pensare" nella principale... :-))

Come nota acutamente il sempre valido Epi, non è il verbo della
principale a "chiamare" il congiuntivo o l'indicativo, è il senso che
vuoi dare alla frase a richiedere l'uno o l'altro.
Puoi ben affermare, se ne sei sicuro: "Penso che la Calabria è la più
bella regione d'Italia". Non c'è niente da discutere.
Se invece la tua affermazione è materia di scontro tra differenti
opinioni e scuole di pensiero diverse, il congiuntivo è d'obbligo.
"Pensi che il Milan sia più forte dell'Inter?" "Penso che quest'anno lo
sia, mentre l'anno scorso non lo era" (vedi che il secondo verbo è
all'indicativo?).
--
Oudépote anégnote en taîs grafaîs, líthon hòn apedokímasan hoi
oikodomoûntes hoûtos egenéthe eis kefalèn gonías: parà Kuríou egéneto
haúte, kaì éstin thaumastè en ofthalmoîs hemôn? (Mt 21:42)

Karla

unread,
Nov 9, 2008, 8:28:58 AM11/9/08
to
FatherMcKenzie ha scritto:

> Epimeteo ha scritto:
>>> Non mi viene in mente nessun esempio in cui il verbo "pensare" possa
>>> essere usato senza il congiuntivo: "Io penso che sia sposato", "Io
>>> penso che fosse sbagliato"
>> Pensa, egregio Djake, che in certi casi puoi usare l'indicativo nella
>> subordinata anche con il verbo "pensare" nella principale... :-))
>
> Come nota acutamente il sempre valido Epi, non è il verbo della
> principale a "chiamare" il congiuntivo o l'indicativo, è il senso che
> vuoi dare alla frase a richiedere l'uno o l'altro.
> Puoi ben affermare, se ne sei sicuro: "Penso che la Calabria è la più
> bella regione d'Italia". Non c'è niente da discutere.

Non sono d'accordo, non sulla Calabria che è bellissima, ma sul
congiuntivo. :-))
Penso che, come ha detto Epi, dipenda dal significato che si dà al verbo
pensare.
Se significa credere, ritenere ecc. vuole *sempre* il congiuntivo, anche
se uno è sicurissimo di quello che pensa.
Non direi mai "penso che il Piemonte è la più bella regione" non solo
perchè non è vero, ma perché, per quanto lo credessi, sarebbe comunque
una una mia convinzione, e poi non suona bene.

Diverso è il caso di "pensare" con il significato di sapere, come in un
esempio che è stato fatto:
"Se penso che è quasi inverno mi vien voglia di..." il fatto che sia
quasi inverno non è una mia supposizione, è un dato di fatto e lo
sappiamo tutti.


> Se invece la tua affermazione è materia di scontro tra differenti
> opinioni e scuole di pensiero diverse, il congiuntivo è d'obbligo.
> "Pensi che il Milan sia più forte dell'Inter?"

>"Penso che quest'anno lo sia, mentre l'anno scorso non lo era".

Esempio perfetto.

Il primo congiuntivo va benissimo sempre, perché, anche se io ne fossi
certissima, è un qualcosa ancora da verificare, cioè è comunque una
supposizione.
Il secondo indicativo pure, perché quello che è stato l'anno scorso non
è più una supposizione, ma qualcosa già accaduto e che tutti conosciamo.

Questa, secondo me, è la differenza tra la certezza e l'incertezza, non
il grado di convinzione del soggetto.

k


rimuda

unread,
Nov 10, 2008, 6:58:17 PM11/10/08
to
Epimeteo ha scritto:


> >La mia domanda è questa: esiste una lista di verbi che in italiano


> >richiedono sempre il congiuntivo nella subordinata?

> Più che di verbi in assoluto, penso che si debba parlare di "significato" di


> quei verbi in quel contesto:
> http://it.wikipedia.org/wiki/Congiuntivo

riporto dal link

Congiuntivo
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il congiuntivo è un modo di diverse lingue, comprese l'italiano e le altre
lingue romanze, la cui
funzione basilare è quella di indicare un evento non sicuro, non obiettivo
o non rilevante: È
possibile che sia così.
I suoi tempi rispecchiano, in maniera leggermente ridotta, il sistema
verbale dell'indicativo. La
lingua italiana ne è dunque abbastanza ricca:
Congiuntivo presente (che io arrivi

ti pare serio?


--
http://riccardomustodario.blog.espresso.repubblica.it/2008_programma_politico_i/


--
face&Bene
rimudaSirePope
AdoremusComputerLuceInTerraStellare una real†à per far rinascere i morti
'Nhuè 'nhuè voglio a mammà & papà 'Nhuè 'nhuè DNA


questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


Bruno Campanini

unread,
Nov 11, 2008, 4:51:07 AM11/11/08
to
"Karla" <nos...@libero.it> wrote in message news:gf6oa6$4gs$1...@aioe.org...

[...]


>>"Penso che quest'anno lo sia, mentre l'anno scorso non lo era".
>
> Esempio perfetto.

Penso che quest'anno la squadra X vinca il campionato, mentre l'anno
scorso non lo vinse.

Perché in questa il passato remoto e in quella l'imperfetto?
Sto pensando alla durata degli eventi, al momento in cui possono
definirsi verificati... sì, una specie di reletività speciale...
Ma non riesco a darmi una teoria soddisfacente... debbo solo
basarmi sul "sentire"...

Bruno

Karla

unread,
Nov 11, 2008, 7:09:13 AM11/11/08
to
Bruno Campanini ha scritto:

Il passato remoto "non lo vinse" indica un evento avvenuto e concluso
definitivamente; l'imperfetto "l'hanno scorso non lo era" (si potrebbe
anche dire "non lo fu" o "non lo è stata") indica il protrarsi di uno
stato dai contorni temporali non ben delimitati.

k

Karla

unread,
Nov 11, 2008, 7:10:13 AM11/11/08
to
rimuda ha scritto:
> Epimeteo ha scritto:
>
>
>>> La mia domanda č questa: esiste una lista di verbi che in italiano

>>> richiedono sempre il congiuntivo nella subordinata?
>
>> Piů che di verbi in assoluto, penso che si debba parlare di "significato" di

>> quei verbi in quel contesto:
>> http://it.wikipedia.org/wiki/Congiuntivo
>
> riporto dal link
>
> Congiuntivo
> Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
> Il congiuntivo č un modo di diverse lingue, comprese l'italiano e le altre
> lingue romanze, la cui
> funzione basilare č quella di indicare un evento non sicuro, non obiettivo
> o non rilevante: Č
> possibile che sia cosě.

> I suoi tempi rispecchiano, in maniera leggermente ridotta, il sistema
> verbale dell'indicativo. La
> lingua italiana ne č dunque abbastanza ricca:

> Congiuntivo presente (che io arrivi
>
> ti pare serio?

Poco.

k

Fiorelisa

unread,
Nov 11, 2008, 9:38:31 AM11/11/08
to
djake ha scritto:

> Non mi viene in mente nessun esempio in cui il verbo "pensare" possa
> essere usato senza il congiuntivo: "Io penso che sia sposato", "Io
> penso
> che fosse sbagliato"


... io penso che adesso ti *verrà* in mente... ;)

> Non credo sia corretto dire: "Io penso che è sposato", "Io penso che
> era sbagliato".
> Però se non esprimo dubbio nella frase, posso usare l'indicativo
> tranquillamente.
> Ad esempio: "Si sa che è sposato", "Si sa che era sbagliato".
> La mia domanda è questa: esiste una lista di verbi che in italiano
> richiedono sempre il congiuntivo nella subordinata?

Non vi sono dubbi che il congiuntivo nelle frasi subordinate sia in
recessione. Ormai il neostandard tende a rimpiazzarlo sempre più con
l’indicativo. Ma il congiuntivo è ancora ben presente nell’italiano
attuale, ed è senz'altro prematuro dichiararlo morto!

Ad esempio, il congiuntivo resiste ancora bene dopo alcuni verbi di
volontà:
"Voglio che venga subito!" ("voglio che viene subito" è molto più raro).
"Vorrei che fosse qui", non "vorrei che è qui".
"Pretendo/esigo che il lavoro sia finito entro domani", non
"pretendo/esigo che il lavoro è finito entro domani".

E resiste anche nelle frasi indipendenti: "Si accomodi!" "Che lo faccia
lui!" "Magari fosse già qui!"

Bruno Campanini

unread,
Nov 11, 2008, 9:31:11 AM11/11/08
to
"Karla" <nos...@libero.it> wrote in message news:gfbsck$5v9$1...@aioe.org...

> Il passato remoto "non lo vinse" indica un evento avvenuto e concluso
> definitivamente; l'imperfetto "l'hanno scorso non lo era" (si potrebbe
> anche dire "non lo fu" o "non lo è stata") indica il protrarsi di uno
> stato dai contorni temporali non ben delimitati.
>
> k

Avevo pensato anch'io al protrarsi degli avvenimenti come chiave
di distinzione, ma nell'uno e nell'altro caso gli eventi si sono protratti
e si sono definitivamente conclusi.
Aggrappiamoci a quei contorni temporali non ben delimitati del primo
caso e ben delimitati del secondo.
E affidiamoci all'orecchio...

Bruno

edi'®

unread,
Nov 11, 2008, 10:47:44 AM11/11/08
to
"Bruno Campanini" <B...@gmail.com> ha scritto

> Avevo pensato anch'io al protrarsi degli avvenimenti come chiave
> di distinzione, ma nell'uno e nell'altro caso gli eventi si sono protratti
> e si sono definitivamente conclusi.

Nel primo caso


"Penso che quest'anno lo sia, mentre l'anno scorso non lo era"

l'evento si è protratto per tutto l'anno.
Nel corso di tutto il 2007 la Reggina era meno forte dell'Inter.

Nel secondo caso


"Penso che quest'anno la squadra X vinca il campionato, mentre l'anno
scorso non lo vinse"

l'evento ha una data ben definita.
Il Milan non vinse il Campionato 2007/2008

edi'®


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