Una nota canzone napoletana del grande Renato Carosone
iniza cos�:
Vaco truvanno na casciaforte!
E andivinate pe' ne f� che?
Ecc.
Ma nel dialetto napoletano "cercare" si dice "trovare"?
E se s�, come si dice "trovare"?
Roger
Aggiu truat' = ho trovato
Curlus
> On 12 Ott, 22:02, "Roger" <rugfarb...@tin.it> wrote:
> > Una nota canzone napoletana del grande Renato Carosone
> > iniza cos�:
> > Vaco truvanno na casciaforte!
> > E andivinate pe' ne f� che?
> > Ecc.
> > Ma nel dialetto napoletano "cercare" si dice "trovare"?
> > E se s�, come si dice "trovare"?
> Dipende dal contesto:
> Vac' truvann' = sto cercando
> Ch' vaj truann' = che stai cercando
>
> Aggiu truat' = ho trovato
E come si traduce "cercate e troverete" o, pi� colto,
"quaerite et invenietis"? Il reverendo Padre sapr� di certo
come si dice in greco.
Ciao
Enrico
Non è che C'rcà (l'apostrofo è una "e" che non si sente) non esista,
piuttosto in alcune frasi (idiomatiche?) si usa truà, come nei due
casi citati.
Tieni presente che del napoletano non sono uno studioso, e neanche un
parlante, ma solo un ascoltante :-))
Voglio dire che il napoletano è la lingua parlata dalla mia famiglia,
ma non da me che sono cresciuto al nord. Lo parlo, ma ho un accento
pessimo :-(
> "quaerite et invenietis"? Il reverendo Padre saprà di certo
> come si dice in greco.
Il reverendo Padre sa tutto ;-)
Curlus
Curlus
Ma, ripeto, la mia conoscenza del napoletano è solo empirica, ma ho
l'orecchio per capire se una frase suona bene e qual'è il suo senso.
Curlus
Quello che succede con altri verbi, come "imparare": nisciun nasc mparat.
> E come si traduce "cercate e troverete"
il passo ce l'ho in firma: correttamente si dir� "chi va truann, piglia"
--
P�s g�r ho ait�n lamb�nei, ka� ho zet�n heur�skei, ka� t� kro�onti
anoig�setai
(Euagg�lion kat� Lo�kan 11,10)
Io "chi va truann, piglia" tradurrei il senso come "Chi cerca
assiduamente qualcosa da prendere lo trova"
Infatti "Piglià" ha il senso di "Prendere"
"S'è pigliat 'a cinc lir" (Natale in casa Cupiello)
"Si è preso le cinque lire"
Non concordi?
Curlus
> Enrico Gregorio ha scritto:
> >>> Ma nel dialetto napoletano "cercare" si dice "trovare"?
>
> Quello che succede con altri verbi, come "imparare": nisciun nasc mparat.
>
> > E come si traduce "cercate e troverete"
>
> il passo ce l'ho in firma: correttamente si dir� "chi va truann, piglia"
� "ho zet�n heur�skei": mi pare di ricordare un greco che fece
una certa esclamazione uscendo in fretta dalla vasca da bagno e
dimenticando di vestirsi. :)
Ciao
Enrico
Curlus
> Per� non trovi che "cercate e troverete" ha un senso esortativo che
> "chi va truann, piglia" non ha?
Infatti nel testo greco (Luca 11, 10) il testo � "ho zet�n heuriskei",
chi cerca trova.
Perch� chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sar� aperto.
> che pu� significare anche insegnare
S�, certo, Padre, ma come si chiama questo fenomeno linguistico?
Metonimia, sineddoche o che altro?
Mi benedica.
Epimeteo
---
"...tu, che m'e' mparato 'a ff�,
che 'kiss mi' vene a dd�,
io te vurria vas�...
io purt�nnete cu mme,
che t'aggio ditto a ffa:
so nnammurata 'e te..."
http://www.youtube.com/watch?v=5eJqEArgrhE
(cit. da insegnare a memoria)
Chi disprezza compera, chi non risica non rosica e chi non muore si rivede.
Arrivederci.
Epimeteo
---
"... chi mi vorr� dopo di te
si prender� il tuo armadio
e quel disordine che tu
hai lasciato nei miei fogli..."
http://www.youtube.com/watch?v=sEJWVUsJA3I
(cit. di chi, se non lui?)
> � "ho zet�n heur�skei": mi pare di ricordare un greco che fece
> una certa esclamazione uscendo in fretta dalla vasca da bagno e
> dimenticando di vestirsi. :)
E, se ricordo bene, di cognome faceva "Pitagorico".
E.D.
> [...]
> Chi disprezza compera, chi non risica non rosica e chi non muore si
> rivede.
Chi rompe fa i gattini ciechi.
> Arrivederci.
> Epimeteo
Roger
Per gli italiani sarebbe "chi cerca, trova"?
Roger
> Per gli italiani sarebbe "chi cerca, trova"?
Italiani padani? Per i meridionali la traduzione non serve :))
> Non ᅵ che C'rcᅵ (l'apostrofo ᅵ una "e" che non si sente)
Non ᅵ che non si sente, ma ᅵ che questa vocale non trova una sua
collocazione "ufficiale" nella ortografia dell'italiano (a sua volta
ricavata da quella latina), per cui - non sapendo come "codificarla" -
ci puᅵ sembrare che non esista.
In realtᅵ si tratta di una breve vocale "neutra" (piᅵ precisamente: vocale
media centrale), simile alla "e muta" del francese o all'esito di molte
vocali atone dell'inglese.
In napoletano la si sente spesso come vocale finale atona.
A questo proposito ti consiglio di leggere questo articoletto:
http://www.vesuvioweb.com/new/IMG/pdf/01.Galassi.Premessa_la_grafia.pdf
nel quale fra l'altro si legge:
ᅵNella prefazione al libro "Cucina casereccia in dialetto napoletano",
scritto intorno al 1838 da Ippolito Cavalcanti Duca di Buonvicino [...]
i curatori ne hanno [...] messo in luce "l'incertezza della grafia di molte
parole [...] e, soprattutto, la tendenza del Duca ad elidere, in alcuni
circoscrivibili casi, la vocale finale di parola: cosa che nel nostro
dialetto ᅵ effettivamente da considerare errore grave. Si trova di fatto
che la vocale finale di parole, piane sdrucciole o bisdrucciole che
siano, ᅵ sempre stata regolarmente usata dai nostri scrittori, perchᅵ
il napoletano non elimina la vocale finale, come a un orecchio poco
esercitato potrebbe anche sembrare, bensᅵ la pronunzia muta, come la
_e muette_ francese". E inoltre mettono in evidenza "ignobili barbarismi
grafici come _sarvatech'_, _ janc'_, _fresc'_, _ jon jon_, _rus rus_,
_quan_, _com_, o addirittura _tutt quant_"ᅵ.
--
Saluti.
D.
> >
> Chi rompe fa i gattini ciechi.
>
Oh. Non era la gatta frettolosa?
GraZia
> In napoletano la si sente spesso come vocale finale atona.
Soprattutto la si sente nel dialetto parlato "stretto".
Prendiamo ad esempio l'interpretazione di _Voce 'e notte_
di Murolo:
http://www.youtube.com/watch?v=hDJ38q3Djbg
e confrontiamola con quella della Sastri:
http://www.youtube.com/watch?v=JA7bnjuP8rI
Murolo usa un dialetto meno "stretto", e le vocali finali sono quasi sempre
distinguibili. Invece la Sastri usa molto di piᅵ la vocale atona neutra.
Come dicevo questa tendenza del dialetto napoletano a rendere con una rapida
vocale neutra molte vocali atone ᅵ ben nota. Un aspetto del napoletano che
invece non ho mai trovato analizzato nei (pochi) testi che ho letto ᅵ la
trasformazione che subiscono la "c(i)" e talvolta la "g(i)" (affricate
postalveolari-palatali).
Al mio orecchio quando il dialetto napoletano viene parlato "stretto" la
"c(i)" tende ad assomigliare ad una "sc(i)", e spesso ᅵ una via di mezzo fra
questi due suoni. Tornando al confronto che facevo sopra, Murolo pronuncia
la "c" di "voce" in modo abbastanza simile a quello del toscano, mentre la
Sastri non pronuncia quasi mai una vera e propria affricata. Ad esempio il
verso che inizia al minuto 1:08 io lo percepisco proprio cosᅵ:
"ᅵ 'a stessa vosce 'e quanne tutt'e duje".
Mi rendo conto che questa "sc(i)" con cui viene resa la "c(i)" non ᅵ la
stessa che compare in "te sceta", tuttavia al mio orecchio i due suoni sono
piuttosto vicini, e sicuramente piᅵ vicini fra loro di quanto il primo sia
vicino alla vera e propria "c(i)".
Purtroppo non ho trovato dei riscontri in quel poco che ho letto sulla
fonetica del napoletano, e d'altra parte non posso fidarmi ciecamente del
mio orecchio per quel che riguarda le consonanti articolate nel tratto
postalveolare e palatale, dal momento che io sono romagnolo, e noi romagnoli
siamo famosi per come riusciamo a storpiare queste consonanti.
--
Saluti.
D.
> Davide Pioggia ha scritto:
> Prendiamo ad esempio l'interpretazione di _Voce 'e notte_
> di Murolo:http://www.youtube.com/watch?v=hDJ38q3Djbg
> e confrontiamola con quella della Sastri:http://www.youtube.com/watch?v=JA7bnjuP8rI
> Murolo usa un dialetto meno "stretto", e le vocali finali sono quasi sempre
> distinguibili. Invece la Sastri usa molto di più la vocale atona neutra.
Si, è vero. Quindi scopro che il dialetto usato in famiglia è
"stretto". Le vocali sono appena appena accennate.
Al mio orecchio il dialetto di Murolo suona come quello di che non
conosce l'italiano e si sforza di parlarlo lo stesso.
Ma la mia famiglia viene in parte dai Quartieri (padre) in parte dalla
campagna (madre). Magari, chessò, al Vomero o a Posillipo è diverso.
> Davide Pioggia ha scritto:
> Al mio orecchio quando il dialetto napoletano viene parlato "stretto" la
> "c(i)" tende ad assomigliare ad una "sc(i)", e spesso è una via di mezzo fra
> questi due suoni. Tornando al confronto che facevo sopra, Murolo pronuncia
> la "c" di "voce" in modo abbastanza simile a quello del toscano, mentre la
> Sastri non pronuncia quasi mai una vera e propria affricata. Ad esempio il
> verso che inizia al minuto 1:08 io lo percepisco proprio così:
> "è 'a stessa vosce 'e quanne tutt'e duje".
Si, la differenza c'è, come se c'è. Per il mio orecchio vale lo stesso
discorso di prima.
> Mi rendo conto che questa "sc(i)" con cui viene resa la "c(i)" non è la
> stessa che compare in "te sceta", tuttavia al mio orecchio i due suoni sono
> piuttosto vicini, e sicuramente più vicini fra loro di quanto il primo sia
> vicino alla vera e propria "c(i)".
Vero, te lo confermo, ma come si potrebbe rendere graficamente la
differenza?
> Purtroppo non ho trovato dei riscontri in quel poco che ho letto sulla
> fonetica del napoletano, e d'altra parte non posso fidarmi ciecamente del
> mio orecchio per quel che riguarda le consonanti articolate nel tratto
> postalveolare e palatale, dal momento che io sono romagnolo, e noi romagnoli
> siamo famosi per come riusciamo a storpiare queste consonanti.
Purtroppo sul Napoletano in rete trovo veramente poco. Soprattutto
sulla trascrizione fonetica ho trovato solo come non fare, ma niente
su come fare.
Ciao, e grazie ancora
Curlus
Ricordo una registrazione B&N di "Natale in casa Cupiello" al Teatro
San Carlo recitata in un dialetto decisamente più stretto della
registrazione televisiva.
Curlus
> In napoletano la si sente spesso come vocale finale atona.
Diciamo che, in pratica, oltre alle vocali finali tutte le e atone sono
cos�.
Cmq, nel napoletano scritto dei graffiti queste vocali quasi sempre sono
omesse. Sar� un barbarismo, ma � attestato sui muri...
nota anche: sc'tat' (contrapposto a "t' sc�ta"), faj v'r�, nella seconda
strofa rill' ca rorm' e ca s' rass'cur', ...
Non hai qualche suggerimento su materiale riguardo al napoletano
(fonetica, grammatica, etimologia...), a questo a pagamento, visto che
di gratuito non c'è niente.
Anche tu Davide, se hai studiato il napoletano, che testi hai usato?
Grazie
Curlus
> Potrebbe essere che Murolo cercasse di essere comprensibile a un
> pubblico pi� vasto, perch� non credo non sapesse parlare in napoletano
> stretto.
S�, certo, figurati se Murolo non sapeva parlare il napoletano!
E quando lo parlava lo parlava certamente "stretto", visto che il dialetto
vero � solo quello "stretto".
Murolo appartiene a una generazione di artisti napoletani che ha avuto
l'esigenza (anche... economica) di "vendere" la musica napoletana in tutta
Italia, e per questo motivo ha dovuto addolcire e mitigare l'inflessione
della lingua parlata, per renderla comprensibile a tutti e anche per
permettere ad artisti non napoletani di cantare quelle canzoni.
Ad esempio se ascolti _Era de maggio_ nella versione di Murolo:
http://www.youtube.com/watch?v=F8bQ9gHHh28
ti rendi conto facilmente che questa versione "addolcita" del dialetto
napoletano pu� essere cantata anche artisti di altre regioni, come
Tito Schipa, che era pugliese:
http://www.youtube.com/watch?v=djN9HvisGU8
o Mina, che � addirittura lombarda:
http://www.youtube.com/watch?v=9ZAre_M547Q
Invece se prendiamo la versione della Sastri:
http://www.youtube.com/watch?v=o_OcVUzSRQ4
ci rendiamo conto che solo un napoletano la potrebbe cantare in quel modo.
Inoltre ci sono dei passi che sono difficilmente comprensibili per chi non
sia napoletano.
--
Saluti.
D.
Io non ho studiato il napoletano, semplicemente ho fatto una full
immersion di poco pi� di sedici anni. Nei vari luoghi (aule
dell'universit�, strade, luoghi vari, anche un corso Maico per venditori
di protesi) ho ascoltato le pronunce delle persone che ho incontrato,
del centro storico, di Posillipo, dell'Arenella e di tutti i principali
centri della Campania, oltre naturalmente a moltissimi stranieri
(mediorientali, africani, greci, sudamericani, etc)
No.
La gatta frettolosa ha fatto i gattini nel giardino del re.
E il re ᅵ cieco.
Roger
Considera che questa canzone � scritta in un dialetto diverso
dall'attuale: solo per fare un esempio, nessuno oggi dice "cad�ano"
(car�van')
E nudo (o era l'imperatore?)
> Anche tu Davide, se hai studiato il napoletano, che testi hai usato?
Mi dispiace, ma io ho ben poca simpatia per le grammatiche.
La mia impressione � che le lingue diano il meglio di s� quando circolano
poche grammatiche, e quando invece si stampano molte grammatiche le lingue
tendono a subire un rapido deterioramento. Per questo motivo prima di
leggere la grammatica di una lingua cerco di ascoltarla a lungo, anche a
costo di capirci ben poco, e solo quando comincio a capire qualche cosa e a
riconoscere delle strutture grammaticali o delle regolarit� fonetiche mi
metto a cercare qualcosa di scritto per confrontare le mie intuizioni con le
riflessioni di altri. Ma non si tratta quasi mai di testi che pretendono di
essere sistematici o esaustivi.
Per me � sempre molto importante cercare di mettermi di fronte al "fenomeno
puro", senza la mediazione di strutture concettuali che si sono statificate
nel tempo e che rischiano di diventare una gabbia, una sorta di letto di
Procuste nel quale tendiamo a costringere la realt� che abbiamo di fronte. �
quello che facciamo, ad esempio, quando cerchiamo di scrivere i dialetti
usando l'ortografia dell'italiano che abbiamo imparato a scuola.
Venendo al caso particolare del napoletano, non lo conosco ancora abbastanza
bene da azzardarmi a leggere delle grammatiche o dei testi monografici.
Quando lo conoscer� molto bene allora forse potr� anche decidere di
studiarlo :-)
--
Saluti.
D.
O semplicemente "confusione semantica"?
Comprensibile se si pensa che "imparare" � lo sviluppo di
"apprehendere", afferrare, procacciarsi (una nozione) e "insegnare" di
"insignare", incidere (nella zucca dell'alunno).
Ti imparo qualcosa, � come dire "ti procuro la nozione di qualcosa".
k
> Considera che questa canzone � scritta in un dialetto diverso
> dall'attuale: solo per fare un esempio, nessuno oggi dice "cad�ano"
> (car�van')
S�, certo, ma al di l� del lessico c'� proprio una questione di inflessione
(e anche di atteggiamento mentale) che consente di distinguere il vero
napoletano da tutti gli altri.
--
Saluti.
D.
> Perch� chi chiede ottiene,
Petite et dabitur vobis.
Una delle prime frasi che ho letto, perch� campeggia sopra l'altare
della chiesa del mio paese.
a chi bussa sar� aperto.
non se � una povera vecchierella che si vuole confessar.
k
> Chi rompe fa i gattini ciechi.
Tanto va la gatta al largo che annega.
Epy
---
"... c'era una volta una gatta
che aveva una macchia nera sul muso..."
http://www.youtube.com/watch?v=QDnjdIJbGcI
(cit. di gattabuia)
KARLA!
> k
Roger
> Quello che succede con altri verbi, come "imparare": nisciun nasc mparat.
Interessante � anche l'uso meridionale di "vicino".
Alcuni miei amici pugliesi usano "vicino" intendendo sempre "attaccato". Ad
esempio qualche giorno fa uno di questi amici mi ha detto di aver lasciato
"la chiave vicino alla porta" e io ho capito subito che la chiave stava
proprio nella toppa.
Anche i napoletani usano "vicino" nello stesso modo. Ad esempio possiamo
avere "il quadro vicino al muro" oppure "lo schiaffo vicino alla faccia".
Poi per� in _Voce 'e notte_ troviamo questo verso:
"nun gh� vicino e lastre pe' f� 'a spia"
e qui "vicino" a quanto pare ha lo stesso significato che ha in toscano,
poich� altrimenti dovremmo pensare a qualcuno che sta con il naso attaccato
ai vetri.
--
Saluti.
D.
> Petite et dabitur vobis.
E io ricordo pulsate et aperietur, evidntemente o il passo non � quello
di Luca ma uno parallelo, o qualcuno ne ha fatto un detto, traducendo
impropriamente con un imperativo.
Nella Nova Vulgata, consultabile qui
http://www.vatican.va/archive/bible/nova_vulgata/documents/nova-vulgata_index_lt.html
Luca 11,10 appare cos�, concordando con il testo greco:
Omnis enim qui petit, accipit; et, qui quaerit, invenit; et pulsanti
aperietur.
> Per� " Vac' truvann' na casciafort' "
Bellissima!
�C'aggi' 'a mettere tutte 'e lettere
che m'ha scritto Rosina mia,
nu ritratto formato visita
d' 'a bonanema 'e zi' Sufia.
Nu cierro 'e capille
nu cuorno 'e curallo
ed il becco del pappagallo
che noi perdemmo nel ventitr�.
--
Saluti.
D.
Si trova in Matteo 7,7.
k
> Interessante � anche l'uso meridionale di "vicino".
Una delle prime cose che mi colpirono. Sottintende il contatto (attacca
il quadro vicino al muro).
> Poi per� in _Voce 'e notte_ troviamo questo verso:
>
> "nun gh� vicino e lastre pe' f� 'a spia"
E' come ti dicevo, non sempre il napoletano dei poeti (Nicolardi in
questo caso, ricordo che la via a lui dedicata � poco lontano dal
Cardarelli) rispecchia quello popolare.
Per� nel celebre "Marenariello" (in realt� la prima e e la vocale finale
si pronunciano come dicevamo, io di solito scrivo uno schwa o
l'apostrofo) il testo "Vicin'o mare facimm'ammore" va inteso non
letteralmente, ma "sul mare".
> Si trova in Matteo 7,7.
OK
nel testo greco l� c'� l'imperativo
qui aggiungo altri passi simili in VT e NT
http://tinyurl.com/paralleli
E' semplicemente una frase precedente. Sia in Mt che in Lc prima dice
"Chiedete..." e poi soggiunge "perch� chiunque..." etc
> Bellissima!
Ho trovato anche questa:
http://www.youtube.com/watch?v=butJ38_Cwzk
Era affondata nella mia memoria da molti anni e me l'hai fatta tornare in
mente tu. � un vero capolavoro.
�Certe reliquie, certi cimeli,
si 'e lasse fore ponno spar�!�
--
Saluti.
D.
> Perᅵ nel celebre "Marenariello" (in realtᅵ la prima e e la vocale finale
> si pronunciano come dicevamo, io di solito scrivo uno schwa o
> l'apostrofo) il testo "Vicin'o mare facimm'ammore" va inteso non
> letteralmente, ma "sul mare".
>
Spero avessero una barca.
GraZia
>
S.P.Q.N.
Roger
> FatherMcKenzie wrote:
> > FatherMcKenzie ha scritto:
> >> Quello che succede con altri verbi, come "imparare"
> > che pu� significare anche insegnare
> >
> >> il passo ce l'ho in firma: correttamente si dir� "chi va truann,
> >> piglia"
> Per gli italiani sarebbe "chi cerca, trova"?
ci� che hai scritto si traduce in " scav ca' truov " poi negli anni
sessanta nacque il lemma " scavinc "
da mia madre a mio fratello
ciak
riccardo
--
face&Bene
rimudaSirePope
AdoremusComputerLuceInTerraStellare una real�� per far rinascere i morti
'Nhu� 'nhu� voglio a mamm� & pap� 'Nhu� 'nhu� DNA
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> Dipende dal contesto:
> Vac' truvann' = sto cercando
> Ch' vaj truann' = che stai cercando
> Aggiu truat' = ho trovato
perch� nella seconda e terza frase ti mangi la 'v'?
ci vuole, esattamente come nella prima.
Poi qualcuno pu� anche pronunciarla in modo poco marcato, ma ci� non
comporta la sua completa eliminazione.
E comunque, la forma corretta della seconda frase �
"(Ma tu) c'bbai truvann'! (punto esclamativo, pi� che interrogativo)".
oppure "C'XXXXXX vai truvann'!!!"
E comunque2, una cosa che non ho mai capito di voi forestieri �
perch� mai volete mettere a tutti i costi la 'j' l posto della 'i'.
In questo caso, ancora ancora....
ma quando la mettono al posto di una i 'forte', 'dura'....
es.: "� so' ppazz'"
(cit.)
> E se s�, come si dice "trovare"?
>
truva'.
Es.: "hai trovato la penna?" "s�, l'ho trovata".
"e'truvat'a'penna?" "s�, l'aggiu truvata".
> Curlus ha scritto:
credo conoscere il napoletano molto bene sia impossibile, perch� esistono
diverse correnti e
generalizzarle in una non avrebbe senso; per esempio la mia idea
dialettale � senza le vocali finali,
per� in alcuni casi le trovo belle, musicali, inoltre, ascoltavo poco fa
su youtube una canzone
interpretata da Battiato " Era de maggio " - ti dir�, quel de pronunciato
cos� come sta scritto, non
sta in cielo n� in terra, per� a Caserta si usa cos� come in Calabria e se
magari vai a chiedere
informazioni scoprirai questi giurare trattarsi di napoletano antico ... e
ben venga, a me piace pi�
cos�, come tu stessa hai riportato in testa al post, durante il quale
dichiari vuoi studiare il
napoletano, allora ti presento la pi� bella poesia dedicata a ... Peppe 'a
Scuppett, versi secondi
solo alla stupenda vernacolare " Nu pianeforte 'e notte " almeno per me
che mi piace giocare con i
miti come Rodolfo Valentino cui questa poesia � dedicata nel personaggio
di Peppe alla scoperta
delle America ovvero Garibaldi l'eroe dei due monti, oh, pardon, mondi,
dagli Appennini alle Ande,
insomma l'ispirazione nasce in virt� degli ingredienti o li partorisce l�
sta tra fun e fan, potrebbe
sembrare confusione invece � l'estasi della bocca Vesuvio cui da sopra la
collina non sai dove
guardare e come i lupi vai naso in su.
23
CAFUNE
Vicoli e vicarielli
m�ha purtato
e� ie ca l�aggio creduto
comm'a nu scemo
me so truvato
dint�a na fune
arravugliato cu llati
�ncopp'a nu bastimento
�nc�hanno sagghiuti
e� all�Ammerica
simme sbarcati
add� Pepp�a Scuppetta
ha scuvato
ca fun
se legge fan
all�atu mun.
da " poesie spedire uno trentuno " di riccardomustodario - poesia numero
ventitre CAFUNE
22.2.2000
NB. NU nettezza urbana - " Pattumanza isola EUgenetica " non so se rendo
l'idea
statt'accort', ca quacc'run' t'
> ciak
Come ho già detto, sono solo un dilettante, un ascoltante il dialetto
in famiglia :-)
Non so trascrivere il napoletano, e commetto molti errori.
Mi piacerebbe imparare, ma non trovo niente né in rete né in libreria.
Se hai suggerimenti...
Curlus
> Come ho gi� detto, sono solo un dilettante, un ascoltante il dialetto
> in famiglia :-)
> Non so trascrivere il napoletano, e commetto molti errori.
va b�, comunque molto meno di molti alti...
> Mi piacerebbe imparare, ma non trovo niente n� in rete n� in libreria.
> Se hai suggerimenti...
b�, potrei dare lezioni acnhe per corrispondenza a prezzi modici...
:-)
Curlus
> Davide Pioggia ha scritto:
> > In napoletano la si sente spesso come vocale finale atona.
> Soprattutto la si sente nel dialetto parlato "stretto".
> Prendiamo ad esempio l'interpretazione di _Voce 'e notte_
> di Murolo:
> http://www.youtube.com/watch?v=hDJ38q3Djbg
> e confrontiamola con quella della Sastri:
> http://www.youtube.com/watch?v=JA7bnjuP8rI
> Murolo usa un dialetto meno "stretto", e le vocali finali sono quasi sempre
> distinguibili. Invece la Sastri usa molto di pi� la vocale atona neutra.
Il maestro Roberto Murolo pronuncia il perfetto Napoletano del Centro di
Napoli. - Oltre la
stazione fino a Salerno si possono ascoltare una dozzina di cadenza
dialettali diverse, le quali
fatalmente produrrebbero altrettanti dialetti napoletani scritti nel
napoletano, tutto ci� in meno di
cinquanta chilometri, sorrentino compreso, cui il torrese, cos� come il
puteolano rappresentano
un'altra lingua, ben diversa dall'oplontino di Castellamare di Stabia e
dall'altro lato del Vesuvio
ancora, principalmente in San Giuseppe Vesuviano.
> Come dicevo questa tendenza del dialetto napoletano a rendere con una rapida
> vocale neutra molte vocali atone � ben nota. Un aspetto del napoletano che
> invece non ho mai trovato analizzato nei (pochi) testi che ho letto � la
> trasformazione che subiscono la "c(i)" e talvolta la "g(i)" (affricate
> postalveolari-palatali).
> Al mio orecchio quando il dialetto napoletano viene parlato "stretto" la
> "c(i)" tende ad assomigliare ad una "sc(i)", e spesso � una via di mezzo fra
> questi due suoni. Tornando al confronto che facevo sopra, Murolo pronuncia
> la "c" di "voce" in modo abbastanza simile a quello del toscano, mentre la
> Sastri non pronuncia quasi mai una vera e propria affricata. Ad esempio il
> verso che inizia al minuto 1:08 io lo percepisco proprio cos�:
> "� 'a stessa vosce 'e quanne tutt'e duje".
> Mi rendo conto che questa "sc(i)" con cui viene resa la "c(i)" non � la
> stessa che compare in "te sceta", tuttavia al mio orecchio i due suoni sono
> piuttosto vicini, e sicuramente pi� vicini fra loro di quanto il primo sia
> vicino alla vera e propria "c(i)".
> Purtroppo non ho trovato dei riscontri in quel poco che ho letto sulla
> fonetica del napoletano, e d'altra parte non posso fidarmi ciecamente del
> mio orecchio per quel che riguarda le consonanti articolate nel tratto
> postalveolare e palatale, dal momento che io sono romagnolo, e noi romagnoli
> siamo famosi per come riusciamo a storpiare queste consonanti.
> > ciak
il cavalcavia fa paura.
ciak esorcizzante
> "rimuda" <a...@askone.com> ha scritto nel messaggio
> news:hb2iat$i1n$1...@news.newsland.it...
> statt'accort', ca quacc'run' t'
i quaccheri no stanno a Napoli � caccrun, e poi non mica dividi cacc da
run, altrimenti che fai
selezione di cretinetty?
W Pattumanza Isola EUgenetica
> Innanzi tutto grazie per le tue risposte. Me le salvo tutte e due.
> > Davide Pioggia ha scritto:
> > Prendiamo ad esempio l'interpretazione di _Voce 'e notte_
> > di Murolo:http://www.youtube.com/watch?v=hDJ38q3Djbg
> > e confrontiamola con quella della
Sastri:http://www.youtube.com/watch?v=JA7bnjuP8rI
> > Murolo usa un dialetto meno "stretto", e le vocali finali sono quasi sempre
> > distinguibili. Invece la Sastri usa molto di pi� la vocale atona neutra..
> Si, � vero. Quindi scopro che il dialetto usato in famiglia �
> "stretto". Le vocali sono appena appena accennate.
> Al mio orecchio il dialetto di Murolo suona come quello di che non
> conosce l'italiano e si sforza di parlarlo lo stesso.
> Ma la mia famiglia viene in parte dai Quartieri (padre) in parte dalla
> campagna (madre). Magari, chess�, al Vomero o a Posillipo � diverso.
io sono del ... Vomero, o meglio Viale Colli Aminei. - Il napoletano di
Napoli citt� � tutto uguale,
cambia il ritmo a Posillipo, unica e sola differenza la si nota l�, cui
non � nemmeno il caso
discutere i come e perch� cari ai leghisti di Milano di fronte alla
Madunnina.
> > Davide Pioggia ha scritto:
> > Al mio orecchio quando il dialetto napoletano viene parlato "stretto" la
> > "c(i)" tende ad assomigliare ad una "sc(i)", e spesso � una via di mezzo
fra
> > questi due suoni. Tornando al confronto che facevo sopra, Murolo pronuncia
> > la "c" di "voce" in modo abbastanza simile a quello del toscano, mentre la
> > Sastri non pronuncia quasi mai una vera e propria affricata. Ad esempio il
> > verso che inizia al minuto 1:08 io lo percepisco proprio cos�:
> > "� 'a stessa vosce 'e quanne tutt'e duje".
> Si, la differenza c'�, come se c'�. Per il mio orecchio vale lo stesso
> discorso di prima.
> > Mi rendo conto che questa "sc(i)" con cui viene resa la "c(i)" non � la
> > stessa che compare in "te sceta", tuttavia al mio orecchio i due suoni sono
> > piuttosto vicini, e sicuramente pi� vicini fra loro di quanto il primo sia
> > vicino alla vera e propria "c(i)".
> Vero, te lo confermo, ma come si potrebbe rendere graficamente la
> differenza?
> > Purtroppo non ho trovato dei riscontri in quel poco che ho letto sulla
> > fonetica del napoletano, e d'altra parte non posso fidarmi ciecamente del
> > mio orecchio per quel che riguarda le consonanti articolate nel tratto
> > postalveolare e palatale, dal momento che io sono romagnolo, e noi
romagnoli
> > siamo famosi per come riusciamo a storpiare queste consonanti.
> Purtroppo sul Napoletano in rete trovo veramente poco. Soprattutto
> sulla trascrizione fonetica ho trovato solo come non fare, ma niente
> su come fare.
> Ciao, e grazie ancora
> > Si, � vero. Quindi scopro che il dialetto usato in famiglia �
> > "stretto". Le vocali sono appena appena accennate.
> > Al mio orecchio il dialetto di Murolo suona come quello di che non
> > conosce l'italiano e si sforza di parlarlo lo stesso.
> Potrebbe essere che Murolo cercasse di essere comprensibile a un
> pubblico pi� vasto, perch� non credo non sapesse parlare in napoletano
> stretto.
> Ricordo una registrazione B&N di "Natale in casa Cupiello" al Teatro
> San Carlo recitata in un dialetto decisamente pi� stretto della
> registrazione televisiva.
Natale in casa Cupiello � commedia antica caratteriale del quartiere
Sanit�, le lingue si evolvono
> Curlus ha scritto:
> > Potrebbe essere che Murolo cercasse di essere comprensibile a un
> > pubblico pi� vasto, perch� non credo non sapesse parlare in napoletano
> > stretto.
> S�, certo, figurati se Murolo non sapeva parlare il napoletano!
> E quando lo parlava lo parlava certamente "stretto", visto che il dialetto
> vero � solo quello "stretto".
> Murolo appartiene a una generazione di artisti napoletani che ha avuto
> l'esigenza (anche... economica) di "vendere" la musica napoletana in tutta
> Italia, e per questo motivo ha dovuto addolcire e mitigare l'inflessione
> della lingua parlata,
assolutamente - Murolo parla il napoletano degli anni cinquanta, il quale
� ancora quello attuale,
ci� secondo la mia esperienza diretta
> per renderla comprensibile a tutti e anche per
> permettere ad artisti non napoletani di cantare quelle canzoni.
> Ad esempio se ascolti _Era de maggio_ nella versione di Murolo:
> http://www.youtube.com/watch?v=F8bQ9gHHh28
> ti rendi conto facilmente che questa versione "addolcita" del dialetto
> napoletano pu� essere cantata anche artisti di altre regioni, come
> Tito Schipa, che era pugliese:
> http://www.youtube.com/watch?v=djN9HvisGU8
> o Mina, che � addirittura lombarda:
> http://www.youtube.com/watch?v=9ZAre_M547Q
> Invece se prendiamo la versione della Sastri:
> http://www.youtube.com/watch?v=o_OcVUzSRQ4
> ci rendiamo conto che solo un napoletano la potrebbe cantare in quel modo.
> Inoltre ci sono dei passi che sono difficilmente comprensibili per chi non
> sia napoletano.
Sastri se non erro � di Salerno, parla un altro linguaggio.
> FatherMcKenzie ha scritto:
> > Considera che questa canzone � scritta in un dialetto diverso
> > dall'attuale: solo per fare un esempio, nessuno oggi dice "cad�ano"
> > (car�van')
> S�, certo, ma al di l� del lessico c'� proprio una questione di inflessione
> (e anche di atteggiamento mentale) che consente di distinguere il vero
> napoletano da tutti gli altri.
mo' hai cumprende
> Curlus ha scritto:
> Bellissima!
Beppe Barra l'interpreta un capolavoro
>Curlus ha scritto:
>> Non hai qualche suggerimento su materiale riguardo al napoletano
>
>Io non ho studiato il napoletano, semplicemente ho fatto una full
>immersion di poco pi� di sedici anni. Nei vari luoghi (aule
>dell'universit�, strade, luoghi vari, anche un corso Maico per venditori
>di protesi) ho ascoltato le pronunce delle persone che ho incontrato,
>del centro storico, di Posillipo, dell'Arenella e di tutti i principali
>centri della Campania, oltre naturalmente a moltissimi stranieri
>(mediorientali, africani, greci, sudamericani, etc)
Quindi, se la fatica non si chiamasse chicozza, (la fatij� s� chiam�
ch�c�zz: non m'�nc�zz e non m'�ncozz), saresti un magnifico autore
di un manuale napoletano, con un vasto retroterra culturale.
Lo dicono anche a me per il mio dialetto e io lo dico adesso a te,
per sentire come si sta dall'altra parte.
Il napoletano merita: � un dialetto internazionale.
Ciao. Imes
Io un napoletano da un puteolano o da un torrese proprio non li
riconosco, e si che avuto per anni dei vicini di Torre del Greco.
Forse il torrese ha una cadenza un po' più "strascicata", ma non vado
più in là.
Riconosco più le cadenze (o si dice accenti?). La stessa frase con
(quasi) la stessa pronuncia mi suona molto diversa con accento
"vasciaiuol" dall'accento del gagà.
O no ?
Curlus
"Armandì, che succeeer"
"Armandì, ch'haaai fatt"
"Armandì, ecch'eeerè sta nuvità"
Armando era ovviamente suo marito :-)))
Curlus
> On 13 Ott, 21:15, a...@askone.com (rimuda) wrote:
> > Il maestro Roberto Murolo pronuncia il perfetto Napoletano del Centro di
> > Napoli. - Oltre la
> > stazione fino a Salerno si possono ascoltare una dozzina di cadenza
> > dialettali diverse, le quali
> > fatalmente produrrebbero altrettanti dialetti napoletani scritti nel
> > napoletano, tutto ci� in meno di
> > cinquanta chilometri, sorrentino compreso, cui il torrese, cos� come �il
> > puteolano rappresentano
> > un'altra lingua, ben diversa dall'oplontino di Castellamare di Stabia e
> > dall'altro lato del Vesuvio
> > ancora, principalmente in San Giuseppe Vesuviano.
> Minchiazza che orecchio !!!
> Complimenti!
> Io un napoletano da un puteolano o da un torrese proprio non li
> riconosco, e si che avuto per anni dei vicini di Torre del Greco.
> Forse il torrese ha una cadenza un po' pi� "strascicata", ma non vado
> pi� in l�.
> Riconosco pi� le cadenze (o si dice accenti?). La stessa frase con
> (quasi) la stessa pronuncia mi suona molto diversa con accento
> "vasciaiuol" dall'accento del gag�.
> O no ?
Cadenza l'ho usato in " Gli Eserciti nella Polevre/Dialogo con Assurdo "
un racconto tremendo,
scritto dopo " Favoletta Erotica " che per me � la novella ritmica pi� di
tutte in assoluto, e parlo
del panorama della lingua italiana, digitale e non. tatto� di newsgroup
it.politica, s'innamor�
talmente di " Gli Eserciti nella Polvere sottotitolo Dialogo con assurdo "
da impararla a memoria,
beato lui, in tale novella " cadenza " sta per accento di passo nel senso
di ritmo, e sto annotando
ci� perch� mi stai facendo interrogare il mio passato tra accento e ritmo.
- Facendo il verso a ci�
che hai scritto i torresi dovrebbero risultare pi� vasciaiuoli dei
puteolani, pi� strascicati di
conseguenza pi� cadenzati, si, a questo punto direi cadenza pi� che
accento, di una storia
bellissima seppur tragica, leggasi trasmigrazione causa un forte
bradisimo, se non erro
quindicesimo secolo, una folta colonia di puteolani si trasfer� a Torre
del Greco.
Ma ha i capelli neri.
--
"Les amis font toujours plaisir .... Si ce n'est pas quand ils
arrivent, c'est quand ils partent."
-- Alphonse Karr
> Roger <rugfa...@tin.it> ha scritto:
>
> > >
> > Chi rompe fa i gattini ciechi.
> >
> Oh. Non era la gatta frettolosa?
> GraZia
Non ci sono pi� le gatte di una volta...
> > Mi rendo conto che questa "sc(i)" con cui viene resa la "c(i)" non � la
> > stessa che compare in "te sceta", tuttavia al mio orecchio i due suoni sono
> > piuttosto vicini, e sicuramente pi� vicini fra loro di quanto il primo sia
> > vicino alla vera e propria "c(i)".
> Vero, te lo confermo, ma come si potrebbe rendere graficamente la
> differenza?
Vedi un po' nei simboli dell'alfabeto fonetico internazionale. Sicuramente c'� un simbolo
per ogni variante.
> > E il re � cieco.
> E nudo (o era l'imperatore?)
s�, perch� lo stanno aspettando le escort
secondo i tuoi prezzi, quanto mi devi dare?
ciak
riccardo