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Se io fossi tu

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Kiuhnm

unread,
Oct 26, 2020, 7:27:03 PM10/26/20
to
Premesso che "Se io fossi in Tizio" e "Se io fossi Tizio" vogliono dire
due cose diverse, vorrei sapere perché in italiano non è ammesso dire
"Se io fossi tu".
La domanda nasce dal fatto che in inglese formale (CPE, per es.) si
preferisce "If I were he" rispetto a "If I were him".

--
Kiuhnm

Dire a qualcuno che dire a qualcuno che fuma come
un turco è offensivo è offensivo.

Gennaro

unread,
Oct 27, 2020, 2:30:40 AM10/27/20
to
Il 27/10/2020 00:27, Kiuhnm ha scritto:
> Premesso che "Se io fossi in Tizio" e "Se io fossi Tizio" vogliono dire
> due cose diverse, vorrei sapere perché in italiano non è ammesso dire
> "Se io fossi tu".
> La domanda nasce dal fatto che in inglese formale (CPE, per es.) si
> preferisce "If I were he" rispetto a "If I were him".
>
You and me?

Uso diverso dei pronomi forti....

Kiuhnm

unread,
Oct 27, 2020, 2:44:11 AM10/27/20
to
Formale: "You and I are good friends."

Gennaro

unread,
Oct 27, 2020, 3:05:33 AM10/27/20
to
Il 27/10/2020 07:44, Kiuhnm ha scritto:
> On 27/10/2020 07:30, Gennaro wrote:
>> Il 27/10/2020 00:27, Kiuhnm ha scritto:
>>> Premesso che "Se io fossi in Tizio" e "Se io fossi Tizio" vogliono
>>> dire due cose diverse, vorrei sapere perché in italiano non è ammesso
>>> dire "Se io fossi tu".
>>> La domanda nasce dal fatto che in inglese formale (CPE, per es.) si
>>> preferisce "If I were he" rispetto a "If I were him".
>>>
>> You and me?
>
> Formale: "You and I are good friends."
>
Anche in italiano ci sono queste oscillazioni.
"Tu ed io andiamo molto d'accordo", "Io e te andiamo molto d'accordo".

Klaram

unread,
Oct 27, 2020, 6:54:50 AM10/27/20
to
Klaram il 27/10/2020 ha scritto:
> Gennaro ha scritto:
Fino all'Ottocento la forma corretta era ovviamente "io e tu", così
come è corretto "se io fossi tu", e l'Ascoli definiva "io e te": "un
toscanismo insopportabile" (Treccani).
Oggi, "io e tu", ancora usato da un conduttore televisivo, stride come
il gesso sulla lavagna.

k

Maurizio Pistone

unread,
Oct 27, 2020, 8:08:43 AM10/27/20
to
Klaram <nos...@nospam.it> wrote:

> > Anche in italiano ci sono queste oscillazioni.
> > "Tu ed io andiamo molto d'accordo", "Io e te andiamo molto d'accordo".
>
> Fino all'Ottocento la forma corretta era ovviamente "io e tu", così
> come è corretto "se io fossi tu", e l'Ascoli definiva "io e te": "un
> toscanismo insopportabile" (Treccani).
> Oggi, "io e tu", ancora usato da un conduttore televisivo, stride come
> il gesso sulla lavagna.

Naturalmente "tu ed io", per grammatica ed educazione.

Invece non butterei via "se io fossi te", l'italiano non ragiona come il
latino, il nome del predicato non necessariamente va al nominativo -
anche perché in italiano non esiste il nominativo.

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
https://lacabalesta.it

edi'®

unread,
Oct 27, 2020, 8:19:06 AM10/27/20
to
Il 27/10/2020 00:27, Kiuhnm ha scritto:

> vorrei sapere perché in italiano non è ammesso dire
> "Se io fossi tu".

Non credo che non sia ammesso, e se si ragiona in termini di predicato
nominale sarebbe l'unica forma corretta.

Però suona male... e considerato che sostituendo il verbo essere diremmo
"se io diventassi te", "se io impersonassi te" (con il pronome personale
oggetto), allora la forma "se io fossi te" diventa quella più /normale/

E.D.

Klaram

unread,
Oct 27, 2020, 8:41:51 AM10/27/20
to
Klaram il 27/10/2020 ha scritto:
> Maurizio Pistone ha scritto:
>> Klaram <nos...@nospam.it> wrote:
>
>>> Anche in italiano ci sono queste oscillazioni.
>>> "Tu ed io andiamo molto d'accordo", "Io e te andiamo molto d'accordo".
>>
>> Fino all'Ottocento la forma corretta era ovviamente "io e tu", così
>> come è corretto "se io fossi tu", e l'Ascoli definiva "io e te": "un
>> toscanismo insopportabile" (Treccani).
>> Oggi, "io e tu", ancora usato da un conduttore televisivo, stride come
>> il gesso sulla lavagna.
>
> Naturalmente "tu ed io", per grammatica ed educazione.
>
> Invece non butterei via "se io fossi te", l'italiano non ragiona come il
> latino, il nome del predicato non necessariamente va al nominativo -
> anche perché in italiano non esiste il nominativo.

Non solo non è da buttar via, ma come dice Edi nel post successivo,
"se io fossi tu" (o "io sono tu") suona malissimo. Per non parlare di
egli/ella ecc.
Però diciamo "io sono io, e voi..." (cit.), e non "io sono me".

k

Roger

unread,
Oct 27, 2020, 8:58:21 AM10/27/20
to
Mitico Albertone:
https://www.youtube.com/watch?v=fHgjxnDGdp8

--
Ciao,
Roger
--
Vassene il tempo e l'uom non se ne avvede

Bruno Campanini

unread,
Oct 27, 2020, 11:01:59 AM10/27/20
to
edi'® used his keyboard to write :
Già, bastava un po' d'orecchio... avercelo!

Bruno

Kiuhnm

unread,
Oct 27, 2020, 5:34:44 PM10/27/20
to
A proposito, "diventare" che complemento regge?

--
Kiuhnm

La Natura cerca sempre la via più economica,
quindi fa economia anche nel cercarla.

Kiuhnm

unread,
Oct 27, 2020, 5:52:07 PM10/27/20
to
On 27/10/2020 22:34, Kiuhnm wrote:
> On 27/10/2020 13:19, edi'® wrote:
>> Il 27/10/2020 00:27, Kiuhnm ha scritto:
>>
>>> vorrei sapere perché in italiano non è ammesso dire "Se io fossi tu".
>>
>> Non credo che non sia ammesso, e se si ragiona in termini di predicato
>> nominale sarebbe l'unica forma corretta.
>>
>> Però suona male... e considerato che sostituendo il verbo essere diremmo
>> "se io diventassi te", "se io impersonassi te" (con il pronome
>> personale oggetto), allora la forma "se io fossi te" diventa quella
>> più /normale/
>
> A proposito, "diventare" che complemento regge?

Complemento predicativo del soggetto.
Non trovo l'analisi logica particolarmente illuminante. L'unica
difficoltà è ricordarsi le "etichette", visto che i concetti etichettati
sono abbastanza ovvi.

Giovanni Drogo

unread,
Oct 27, 2020, 6:29:56 PM10/27/20
to
On Tue, 27 Oct 2020, Klaram wrote:

> Però diciamo "io sono io, e voi..." (cit.), e non "io sono me".

Rispondiamo anche "sono io" alla domanda " chi c'e'?".

Almeno in italiano ... in inglese a "who is there?" mi suona meglio
"it's me" invece di "it's I" nonostante quello che sostenesse mastro
Tagetarl con Pinch.

Tony the Ice Man

unread,
Oct 27, 2020, 6:54:02 PM10/27/20
to
Vero. In inglese si sente "It's me" e questo è l'uso comune anche se
grammaticamente "It is I" è giusto perché si tratta del predittivo
nominativo.

Si dice anche "If I were him" invece di "If I were he." L'indifferenza
alle regole grammatiche in questo caso è accettata da quasi tutti tranne
nel scrivere formale.

Kiuhnm

unread,
Oct 27, 2020, 7:13:32 PM10/27/20
to
On 27/10/2020 23:53, Tony the Ice Man wrote:
>
> On 10/27/20 3:29 PM, Giovanni Drogo wrote:
>> On Tue, 27 Oct 2020, Klaram wrote:
>>
>>> Però diciamo "io sono io, e voi..." (cit.), e non "io sono me".
>>
>> Rispondiamo anche "sono io" alla domanda " chi c'e'?".
>>
>> Almeno in italiano ... in inglese a "who is there?" mi suona meglio
>> "it's me" invece di "it's I" nonostante quello che sostenesse mastro
>> Tagetarl con Pinch.
>
> Vero. In inglese si sente "It's me" e questo è l'uso comune anche se
> grammaticamente "It is I" è giusto perché si tratta del predittivo
> nominativo.

Predicato nominale (predittivo = predictive)

Tony the Ice Man

unread,
Oct 27, 2020, 7:24:21 PM10/27/20
to
On 10/27/20 4:13 PM, Kiuhnm wrote:
> On 27/10/2020 23:53, Tony the Ice Man wrote:
>>
>> On 10/27/20 3:29 PM, Giovanni Drogo wrote:
>>> On Tue, 27 Oct 2020, Klaram wrote:
>>>
>>>> Però diciamo "io sono io, e voi..." (cit.), e non "io sono me".
>>>
>>> Rispondiamo anche "sono io" alla domanda " chi c'e'?".
>>>
>>> Almeno in italiano ... in inglese a "who is there?" mi suona meglio
>>> "it's me" invece di "it's I" nonostante quello che sostenesse mastro
>>> Tagetarl con Pinch.
>>
>> Vero. In inglese si sente "It's me" e questo è l'uso comune anche se
>> grammaticamente "It is I" è giusto perché si tratta del predittivo
>> nominativo.
>
> Predicato nominale (predittivo = predictive)

OK, grazie. Il dizionario online mi ha tradito!

Tony the Ice Man

unread,
Oct 27, 2020, 11:44:05 PM10/27/20
to
On 10/27/20 7:02 PM, Stefan Ram wrote:
> Tony the Ice Man <antonio_...@yahoo.it> writes:
> La regola percepita (in inglese) potrebbe quindi essere
> qualcosa del genere: "Un pronome che segue il verbo
> è un oggetto, quindi ha bisogno del caso oggettivo.".
> He bites the dog.
> The dog bites him.

In questi casi, dog e man sono oggetti.

> He is the dog.
> The dog is him.

In questi casi, dog e him sono predicati nominali. Non sono oggetti.

In inglese, "to be" è un "linking verb" ed è seguito con il predicato
nominale che renomina il soggetto. Non preoccuparti troppo, è una cosa
della lingua inglese abbastanza esoterica. La gente capisce anche se non
si segue la regola.

Maurizio Pistone

unread,
Oct 28, 2020, 5:04:40 AM10/28/20
to
Kiuhnm <o...@ok.de.invalid> wrote:

> Premesso che "Se io fossi in Tizio" e "Se io fossi Tizio" vogliono dire
> due cose diverse, vorrei sapere perché in italiano non è ammesso dire
> "Se io fossi tu".
> La domanda nasce dal fatto che in inglese formale (CPE, per es.) si
> preferisce "If I were he" rispetto a "If I were him".

A questo messaggio segue una discussione di cui non ho capito nulla.

Qualcuno mi spieghi perché la chiave della grammatica italiana dovrebbe
stare nella grammatica inglese.

Già usare il latino per questo scopo è abbastanza discutibile,
figuriamoci una lingua che ha una struttura e una storia completamente
diversa.

Roger

unread,
Oct 28, 2020, 6:52:38 AM10/28/20
to
Maurizio Pistone il 28/10/2020 ha scritto:
> Kiuhnm <o...@ok.de.invalid> wrote:
>
>> Premesso che "Se io fossi in Tizio" e "Se io fossi Tizio" vogliono dire
>> due cose diverse, vorrei sapere perché in italiano non è ammesso dire
>> "Se io fossi tu".
>> La domanda nasce dal fatto che in inglese formale (CPE, per es.) si
>> preferisce "If I were he" rispetto a "If I were him".
>
> A questo messaggio segue una discussione di cui non ho capito nulla.
>
> Qualcuno mi spieghi perché la chiave della grammatica italiana dovrebbe
> stare nella grammatica inglese.
>
> Già usare il latino per questo scopo è abbastanza discutibile,
> figuriamoci una lingua che ha una struttura e una storia completamente
> diversa.

Ottima osservazione che sottoscrivo convintamente.
Tra l'altro non è la prima volta che si fanno analogie dei costrutti
italiani con quelli inglesi.

Maurizio Pistone

unread,
Oct 28, 2020, 7:26:13 AM10/28/20
to
Roger <ruggef...@gmail.com> wrote:

> Ottima osservazione che sottoscrivo convintamente.
> Tra l'altro non è la prima volta che si fanno analogie dei costrutti
> italiani con quelli inglesi.

questo ha senso nella logica contrastiva, ma qui mi sembra che l'intento
fosse un altro

Giovanni Drogo

unread,
Oct 28, 2020, 8:41:31 AM10/28/20
to
On Wed, 28 Oct 2020, Maurizio Pistone wrote:

> questo ha senso nella logica contrastiva,

Non so bene cosa sia la "logica contrastiva" (studio delle differenze ?)
pero' esistono anche cose come la "convergenza evolutiva" ... quando si
ottengono soluzioni "morfologicamente" simili anche se per vie
"filogenetiche" diverse (mutuo il concetto dalla biologia).

P.es. l'italiano (e le altre lingue romanze) discendono dal latino ma
hanno perso la declinazione dei casi, salvo alcune occorrenze
"vestigiali" proprio per i pronomi personali.

Non ho mai studiato l'antico anglosassone o l'antico germanico, ma anche
li' ci dovrebbe stata una perdita delle declinazioni salvo rimanenze
"vestigiali" per i pronomi personali.

Voce dalla Germania

unread,
Oct 28, 2020, 9:24:28 AM10/28/20
to
Giovanni Drogo hat am 28.10.2020 um 13:41 geschrieben:
> Non ho mai studiato l'antico anglosassone o l'antico germanico, ma anche
> li' ci dovrebbe stata una perdita delle declinazioni salvo rimanenze
> "vestigiali" per i pronomi personali.

I due casi sono ben diversi e mi stupisco che non lo sappia uno che ha
vissuto per anni in Germania. Non hai mai tentato di imparare almeno un
po' di tedesco?

Dall'antico alto tedesco (ca. 750-1050) a quello che parlo tutti i
giorni c'è stata una riduzione del numero di desinenze nelle
declinazioni e, in misura minore, nelle coniugazioni, ma la struttura è
grosso modo la stessa.

L'antico inglese, invece, è stato praticamente distrutto dalla conquista
normanna. La lenta fusione culturale e linguistica tra i conquistatori
che parlavano anglonormanno, un dialetto dell'antico francese, e i
conquistati che parlavano antico inglese (in molte zone parecchio
influenzato da lingue scandinave), portò alla formazione del medio
inglese, in cui casi e forme verbali diverse erano già quasi uniformati.

Segnalo tre frasi da <https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_inglese_media>:
- (Nomi) Tutte le finali -m diventarono -n. Contemporaneamente le vocali
a, o, u, e in sillaba atona tesero verso il suono indistinto (schwa) e
vennero generalmente scritte e (talvolta i).
- L'aggettivo si riduce a un singolare adesinenziale e a un plurale in
-e (blind, blinde). Presto cadde anche questa marca del plurale.
- La caduta delle e e delle n finali in quasi tutte le forme condurrà a
una notevole semplificazione della coniugazione verbale. Questo è il
presente di drinken nei dialetti meridionali: drinke, drinkest,
drinketh, plur. drinketh. Al preterito nel Nord c'è ormai solo una
forma* (drank) per tutte le persone.
*In tedesco sono ancora oggi quattro (trank, trankst, tranken, trankt).

Questo spiega perché l'esame di filologia germanica non era
semplicissimo per chi aveva come prima lingua di studio il tedesco, ma
era un incubo per chi aveva l'inglese e, specie se aveva avuto latino
solo in 2° media, non sapeva nulla dei casi.

Maurizio Pistone

unread,
Oct 28, 2020, 9:29:18 AM10/28/20
to
Giovanni Drogo <dr...@rn.bastiani.ta.invalid> wrote:

> > questo ha senso nella logica contrastiva,
>
> Non so bene cosa sia la "logica contrastiva" (studio delle differenze ?)
> pero' esistono anche cose come la "convergenza evolutiva" ... quando si
> ottengono soluzioni "morfologicamente" simili anche se per vie
> "filogenetiche" diverse (mutuo il concetto dalla biologia).

questo è senz'altro vero.

Si tratta di lingue che sono sempre state in contatto, e soprattutto
hanno sempre fatto riferimento al latino come lingua di cultura.

Tutte loro hanno elaborato un complesso sistema di pronomi personali che
hanno una doppia forma, "forte" e "debole".

In inglese questa doppia forma si nota meno perché la grafia è uguale,
ma nella pronuncia

I told a story to her

e

I told her a story

sono pronunciati in modo diverso.

I pronomi sono differenziati quindi:

- per persona e numero;

- per funzione sintattica (soggetto, complemento - in molte lingue
distinguendo il compl. oggetto dal compl. di termine);

- per posizione - prima del verbo o dopo il verbo;

- per maggior o minore enfasi.

il problema è che spesso queste diverse distinzioni si sovrappongono,
quindi p. es la forma del pronome di forma forte complemento "lui" ha
prima affiancato il pronome soggetto "egli" come forma enfatica, poi
l'ha quasi del tutto sostituito.

Ogni lingua affronta questi problemi in modo diverso, ed è interesante
un confronto; ma qui mi sembrava che la discussione fosse del tipo
"giusto o sbagliato", e in questo caso il confronto serve a poco.

Kiuhnm

unread,
Oct 28, 2020, 10:06:08 AM10/28/20
to
On 28/10/2020 04:44, Tony the Ice Man wrote:
> In inglese, "to be" è un "linking verb" ed è seguito con il predicato
> nominale che renomina il soggetto. Non preoccuparti troppo, è una cosa
> della lingua inglese abbastanza esoterica. La gente capisce anche se non
> si segue la regola.

E' così anche in italiano[1]. In italiano, "linking verb" diventa
"copula" che significa appunto "legame, congiunzione". Non a caso,
"copulare" significa(va) anche congiungersi nel rapporto sessuale.


[1]
https://www.treccani.it/enciclopedia/copula_%28La-grammatica-italiana%29/

Kiuhnm

unread,
Oct 28, 2020, 10:30:40 AM10/28/20
to
On 28/10/2020 10:04, Maurizio Pistone wrote:
> Kiuhnm <o...@ok.de.invalid> wrote:
>
>> Premesso che "Se io fossi in Tizio" e "Se io fossi Tizio" vogliono dire
>> due cose diverse, vorrei sapere perché in italiano non è ammesso dire
>> "Se io fossi tu".
>> La domanda nasce dal fatto che in inglese formale (CPE, per es.) si
>> preferisce "If I were he" rispetto a "If I were him".
>
> A questo messaggio segue una discussione di cui non ho capito nulla.
>
> Qualcuno mi spieghi perché la chiave della grammatica italiana dovrebbe
> stare nella grammatica inglese.

Il mio post su questo ng nasce da un post che ho inviato al forum
d'inglese. Chiedevo se "If I were he" fosse ancora in uso visto che ho
sempre visto "If I were him" o addirittura "If I was him".
Da qui è nata una discussione con Tony (di madrelingua inglese). Ho
delineato le differenze con l'italiano, ma non ho saputo fornire una
"ragione" alla base di queste differenze.
Però, il fatto che anche in inglese si stia perdendo la forma "If I were
he", mi fa pensare che le due lingue abbiano seguito un percorso
evolutivo simile.

Tony the Ice Man

unread,
Oct 28, 2020, 4:27:08 PM10/28/20
to
On 10/28/20 12:24 PM, Stefan Ram wrote:
> Tony the Ice Man <antonio_...@yahoo.it> writes:
>> On 10/27/20 7:02 PM, Stefan Ram wrote:
>>> La regola percepita (in inglese) potrebbe quindi essere
>>> qualcosa del genere: "Un pronome che segue il verbo
>>> è un oggetto, quindi ha bisogno del caso oggettivo.".
>> In questi casi, dog e him sono predicati nominali. Non sono oggetti.
>
> Grazie per la spiegazione, ma non volevo rispondere alla
> domanda cosa determinano certe grammatiche dell'inglese
> (questo l'ho preso per essere conosciuto), ma perché molti
> parlanti/scrittori oggi si discostano da esse (cioè, perché
> scrivono «him» se «he» sarebbe corretto secondo le grammatiche).

Mi dispiace di aver frainteso il tuo intento. Le sottigliezze in
italiano spesso mi sfuggono. Infatti, hai parlo della regola percepita,
non la regola reale. In questo caso, non cerco quasi mai d'indovinare
l'origine del cambiamento nell'uso della lingua inglese (se così, solo
per divertimento) perché sarebbe solo un'ipotesi senza dati di supporto.
Quella bravata la lascio agli esperti.

Giovanni Drogo

unread,
Oct 28, 2020, 6:23:25 PM10/28/20
to
On Wed, 28 Oct 2020, Voce dalla Germania wrote:

> Giovanni Drogo hat am 28.10.2020 um 13:41 geschrieben:
>> Non ho mai studiato l'antico anglosassone o l'antico germanico, ma anche
>> li' ci dovrebbe stata una perdita delle declinazioni salvo rimanenze
>> "vestigiali" per i pronomi personali.
>
> I due casi sono ben diversi e mi stupisco che non lo sappia uno che ha
> vissuto per anni in Germania. Non hai mai tentato di imparare almeno un
> po' di tedesco?

il tedesco e' stata la seconda lingua che ho studiato, tra i 15 e i 18
anni (la terza e' stata il russo subito dopo) anche se non le ho mai
praticate molto, ma per tutte le lingue che ho studiato (e quelle che
comprendo un po' per iscritto per affinita' con le altre ma senza
comprenderne la grammatica) mi e' stata insegnata la lingua odierna e
non la letteratura o la loro storia evolutiva (per il tedesco quello era
il "metodo Berlitz" e per l'inglese il professore di liceo non insegnava
certo Beowulf ma forse un Chomsky o Saussure di quarta mano)

> Dall'antico alto tedesco (ca. 750-1050) a quello che parlo tutti i
> giorni c'è stata una riduzione del numero di desinenze nelle
> declinazioni

Ne sono vagamente consapevole, ma in ogni caso il mio riferimento
all'"antico germanico" (avro' usato il termine sbagliato) NON intendevo
riferirmi a quello che parlavano i figli di Carlo Magno o gli Ottoni ...
ma all'antenato comune dell'anglosassone, dell'olandese o delle lingue
scandinave ... quello che parlavano i Goti o i Germani dei tempi di
Tacito o prima

Quindi da una parte abbiamo lingue come latino o russo (anche qui non so
nulla di antico slavo e nemmeno delle altre lingue slave vive) con
"tanti casi".

Poi il tedesco con "pochi casi" (e anche qui non so nulla della
grammatica delle altre lingue "germaniche" vive)

E infine le lingue romanze E l'inglese con "niente casi" salvo vestigia
pronominali.

Voce dalla Germania

unread,
Oct 29, 2020, 4:15:10 AM10/29/20
to
Giovanni Drogo hat am 28.10.2020 um 23:23 geschrieben:
> On Wed, 28 Oct 2020, Voce dalla Germania wrote:
> il tedesco e' stata la seconda lingua che ho studiato, tra i 15 e i 18
> anni (la terza e' stata il russo subito dopo) anche se non le ho mai
> praticate molto, ma per tutte le lingue che ho studiato (e quelle che
> comprendo un po' per iscritto per affinita' con le altre ma senza
> comprenderne la grammatica) mi e' stata insegnata la lingua odierna e
> non la letteratura o la loro storia evolutiva (per il tedesco quello era
> il "metodo Berlitz" e per l'inglese il professore di liceo non insegnava
> certo Beowulf ma forse un Chomsky o Saussure di quarta mano)

Ne ero certo, SE hai studiato il tedesco. Quello che avevi scritto mi
aveva fatto venire il dubbio.



>> Dall'antico alto tedesco (ca. 750-1050) a quello che parlo tutti i
>> giorni c'è stata una riduzione del numero di desinenze nelle declinazioni
>
> Ne sono vagamente consapevole, ma in ogni caso il mio riferimento
> all'"antico germanico" (avro' usato il termine sbagliato) NON intendevo
> riferirmi a quello che parlavano i figli di Carlo Magno o gli Ottoni ...
> ma all'antenato comune dell'anglosassone, dell'olandese o delle lingue
> scandinave ... quello che parlavano i Goti o i Germani dei tempi di
> Tacito o prima

Adesso capisco il malinteso. Per motivi che dovrebbero essere abbastanza
ovvi, non si può parlare di anglosassone prima che una parte dei sassoni
partisse dall'attuale Bassa Sassonia e dintorni e andasse a occupare
parte dell'Inghilterra. Perciò credevo a torto che ti riferissi al
periodo circa dal 500 all'anno 1000.



> Quindi da una parte abbiamo lingue come latino o russo (anche qui non so
> nulla di antico slavo e nemmeno delle altre lingue slave vive) con
> "tanti casi".

Sulle lingue parlate 2000 anni fa non so nulla neanch'io, a parte latino
e greco antico. Perciò do banalmente un'occhiata a Wikipedia e trovo p. es.
<https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_gotica> con l'informazione che,
rispetto al tedesco attuale, come casi aveva in più solo tracce del
vocativo e per i verbi aveva anche il duale e il congiuntivo. Va notato
che il gotico era una lingua germanica orientale, e come tale non è
l'antenato del tedesco e tanto meno dell'inglese, lingue germaniche
occidentali, ma questa frase nella voce "lingua proto-germanica",
considerata antenata comune di tutte le lingue germaniche, mostra che
dobbiamo accontentarci: "Non ci sono documenti scritti in
proto-germanico, in quanto da una parte tale lingua, per quanto
verosimile, è solo una ricostruzione scientifica, operata a partire
dalle testimonianze delle lingue che ne sono derivate, e dall'altra essa
era parlata presumibilmente in un periodo in cui la scrittura non era
ancora nota."

Non so nulla sull'antico slavo, perciò mi limito a esprimere forti dubbi
che avesse molti casi in più dei sei in russo e sette in polacco.

Father McKenzie

unread,
Nov 1, 2020, 6:24:48 AM11/1/20
to
Il 28/10/2020 15:06, Kiuhnm ha scritto:

> E' così anche in italiano[1]. In italiano, "linking verb" diventa
> "copula" che significa appunto "legame, congiunzione".

Rifletterei sul fatto che lo spagnolo dice- nella forma corretta e
scrivendo - "Yo tendría cuidado si fuera tú".
Però non so se la forma "se fossi in te" sia sovrapponibie, vista la
preposizione.


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Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)

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