grazie
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Inviato via http://usenet.libero.it
Salve!
Perché, il femminile /notaia/ pare brutto?
Vedi anche <8uraks.3...@HerenotThere.h20967795.invalid> nel
filone http://groups.google.com/groups?th=53f475b311fdf1e3 (le
opinioni differenti non mancano).
Se proprio tu non volessi usare il femminile (e IMO sbaglieresti),
evita almeno di rivolgerti a una donna chiamandola "signor notaio",
"signor uomo notaio", "signor maschilissimo omissimo notaio". ;)
--
Bye, Ghost of Lem Novantotto
Informazioni su it.*: http://www.news.nic.it/news-it/
Archivio news: http://groups.google.com/advanced_group_search?hl=it
Linee guida della netiquette: http://www.faqs.org/rfcs/rfc1855.html
>>quando ci si riferisce ad una DONNA il temine NOTAIO deve essere sempre e
>>comunque accompagnato da SIGNOR oppure utilizzare anche SIGNORA?
>
>Salve!
>Perché, il femminile /notaia/ pare brutto?
"Notaia" a me non pare brutto. Ma di recente una notaia ha redatto un
atto per la mia famiglia. Nell'atto la professionista si riferiva a
se' stessa con la forma maschile (notaio).
Ho letto da qualche parte che negli atti parlamentari si scrive,
quando riferito alle donne, "senatrice" e "relatrice" e che l'uso del
femminile, per indicare le cariche elettive, e' stato stabilito con
una norma scritta. Ci sarebbe stato pero' il rifiuto per il termine
"presidentessa" che alle interessate sembrava una presa in giro. Negli
atti parlamentari si usa percio' sempre il termine "presidente".
Ciao,
Alex (5630)
Alex 5630 wrote:
>
> On Sat, 18 Jan 2003 11:32:09 +0100, Ghost <Le...@Hotmail.com> wrote:
>
> >>quando ci si riferisce ad una DONNA il temine NOTAIO deve essere sempre e
> >>comunque accompagnato da SIGNOR oppure utilizzare anche SIGNORA?
> >
> >Salve!
> >Perché, il femminile /notaia/ pare brutto?
>
> "Notaia" a me non pare brutto. Ma di recente una notaia ha redatto un
> atto per la mia famiglia. Nell'atto la professionista si riferiva a
> se' stessa con la forma maschile (notaio).
Notaia è ormai accettato da tutti (Gabrielli), il volersi definire al
maschile è un problema della notaia stessa (che farebbe bene a cercare
di capire il perchè).
> Ciao,
> Alex (5630)
Ciao
Karla
>Ci sarebbe stato pero' il rifiuto per il termine
>"presidentessa" che alle interessate sembrava una presa in giro. Negli
>atti parlamentari si usa percio' sempre il termine "presidente".
Mi suonerebbe male il femminile di un participio passato.
Goofy
post...@liberox.it - leva le ics per rispondere
Salve!
Occhio: il p.pass. di presičdere[*] č presieduto, il p.pres. č
presiedente, mentre presidente (che dal participio presente latino
praesidente(m) ovviamente deriva) č un sostantivo.
[*] Presedére fa, rispettivamente, preseduto e presedente.
>> "Notaia" a me non pare brutto. Ma di recente una notaia ha redatto un
>> atto per la mia famiglia. Nell'atto la professionista si riferiva a
>> se' stessa con la forma maschile (notaio).
>
> Notaia č ormai accettato da tutti (Gabrielli), il volersi definire al
>maschile č un problema della notaia stessa (che farebbe bene a cercare
>di capire il perchč).
D'accordo sul fatto che sia affare della professionista. Non ho capito
in cosa consisterebbe il problema che farebbe bene a cercare di
capire: e' una signora ancora relativamente giovane, con una famiglia
apparentemente a posto, e per compilare 32 atti identici, variavano
solo le generalita', ha guadagnato in due ore quanto io guadagno in
due anni pur facendo un lavoro piu' impegnativo e utile.
Ciao,
Alex (5630)
>Goofy ha scritto:
>>Mi suonerebbe male il femminile di un participio passato.
>
>Salve!
>Occhio: il p.pass. di presičdere[*] č presieduto, il p.pres. č
>presiedente, mentre presidente (che dal participio presente latino
>praesidente(m) ovviamente deriva) č un sostantivo.
Chiedo perdono per il lapsus; confermo che trovo orrido ed insensato
il femminile di un participio presente.
La presidente, la docente.
Consenti anche a me di confermare, perň, che /presidente/ non č un
participio presente. ;)
Sarei altresě curioso di sapere come valůti l'analogo caso di
studente/studentessa.
BTW: trovo, su un Novissimo Palazzi di mezzo secolo fa:
|č un francesismo usare il maschile presidente anche per la donna che
|faccia ufficio di presidente; bisogna dire presidentessa.
>La presidente, la docente.
Volendo restare a sostantivi che, a differenza di /presidente/, siano
anche participi presenti, al momento mi viene in mente solo
brigante -> brigantessa.
Alex 5630 wrote:
>
> On Sun, 19 Jan 2003 20:37:53 +0100, Gi udt <gi...@inwind.it> wrote:
> > Notaia è ormai accettato da tutti (Gabrielli), il volersi definire al
> >maschile è un problema della notaia stessa (che farebbe bene a cercare
> >di capire il perchè).
>
> D'accordo sul fatto che sia affare della professionista. Non ho capito
> in cosa consisterebbe il problema che farebbe bene a cercare di
> capire: e' una signora ancora relativamente giovane, con una famiglia
> apparentemente a posto, e per compilare 32 atti identici, variavano
> solo le generalita', ha guadagnato in due ore quanto io guadagno in
> due anni pur facendo un lavoro piu' impegnativo e utile.
Non conosco la signora in questione, ma leggendo il tuo post mi è
venuta in mente una mia preside che firmava "Il capo d'Istituto", aveva
anche fatto rifare i timbri con scritto "La Preside". Aveva dei problemi
ad accettare la propria identità femminile che percepiva come svalorizzata.
I notai(e le notaie) sono un'istituzione anacronistica (medioevale?) che
in molti Paesi civili non esiste e che ci costa moltissimo.
>Sarei altresě curioso di sapere come valůti l'analogo caso di
>studente/studentessa.
Questo mi suona meglio. Sicuramente per l'abitudine, forse anche
perche' studente non e' studiante.
>Volendo restare a sostantivi che, a differenza di /presidente/, siano
>anche participi presenti, al momento mi viene in mente solo
>brigante -> brigantessa.
Vediamo se qualcuno allunga la lista.
Ciao
>
>
> Non conosco la signora in questione, ma leggendo il tuo post mi č
>venuta in mente una mia preside che firmava "Il capo d'Istituto",
Che capa!
[...]
> Chiedo perdono per il lapsus; confermo che trovo orrido ed insensato
> il femminile di un participio presente.
> La presidente, la docente.
Troverai dunque orridi ed insensati anche _la concorrente_, _la
C/costituente_, _la credente_, _la flagellante_, _la mendicante_, _la
questuante_...
Diremo pertanto _la concorrentessa_ (già, perché limitarsi alla
"studentessa"?), la credentessa... E perché fermarsi qui? Bandiamo anche
_la fedele_[*], _la giovane_, _la deficiente_, _la cartomante_, etc.
[*] In luogo di _la fedele_ si dirà ovviamente _la fedelessa_; e, poi, _la
giovanessa_, _la cartomantessa_, etc. :-)) Già nel pensier mi fingo un
giornalista che scrive "la vigilessa, una giovanessa di vent'anni,
prima di essere assunta faceva la cartomantessa/il cartomante...". In
questo specifico contesto, però, 'il cartomante' potrebbe avere
implicazioni ehm 'transessuali'. :-))
In questi casi si potrebbe anche dire "Che capessa!"... :-))
Parlando seriamente, sarebbe interessante vedere in quali parole e attraverso
quale meccanismo linguistico la desinenza "-essa" assuma un tono ironico o
addirittura di scherno o di disprezzo.
Epimeteo
[...]
> I notai(e le notaie) sono un'istituzione anacronistica
> (medioevale?) che in molti Paesi civili non esiste e che ci costa
> moltissimo.
Hmm, come l'ordine dei "giornalisti".
Ho visitato il sito http://www.justresponse.net. Pare che all'estero non
abbiano un'ottima opinione di noi.
>Goofy egrapse:
>
>[...]
>
>> Chiedo perdono per il lapsus; confermo che trovo orrido ed insensato
>> il femminile di un participio presente.
>> La presidente, la docente.
>
>
>
>Troverai dunque orridi ed insensati anche _la concorrente_, _la
>C/costituente_, _la credente_, _la flagellante_, _la mendicante_, _la
>questuante_...
No, mi sono spiegato male, trovo opportuni "la presidente" cosi' come
"la docente" e tutti i tuoi esempi. Inorridisco al pensiero di una
dirigentessa.
Perché noi due non ci capiamo?
Come ho già avuto modo di scrivere, /presidente/ non è mai
participio presente (sarebbe /presiedente/ o /presedente/ o
/presidiante[*]), esattamente come studente non è mai participio
presente (sarebbe /studiante/).
Altrimenti, mi indicheresti di che verbo /presidente/ sarebbe
participio presente? Non di /presiedere/, né di /presedere/, né di
/presidiare/... Magari di /presidere/: purtroppo, però, quest'ultimo
verbo non esiste.
[*] Segui il "letterale":
presIdente != presIEdente
presIdente != presEdente
presidEnte != presidIAnte
>Perché noi due non ci capiamo?
Probabilmente per un mio errore: fino ad oggi se in un quiz mi
avessero chiesto "qual e' il participio presente di presiedere" avrei
risposto senza dubbio "presidente!"
>[*] Segui il "letterale":
>presIdente != presIEdente
>presIdente != presEdente
>presidEnte != presidIAnte
Non mi puoi fare un disegnino?
Ciao.