Un po' per tradizione, un po' per pigrizia.
Perché così si diceva in greco antico (protòtypos), dal momento che la
u/y è breve.
Una specie di stereòtipo...
> con quest'accento il termine risulta astruso e sembra raccontare di
> meraviglie riservate solo a tecnici e ingebneri spaziali.
> Col giusto accento, torna alla giusta dimensione di termine che
> descrive un 'esempio se,plice', un 'tipo elementare' di qualcosa.
Ah, ho capito. Vorresti farlo diventare una specie di normotìpo.
> Col giusto accento, come quello di protozoo, protocollo, etc.
> Certo, tante nullità si sentirebbero meno importanti risultando meno
> incomprensibili ...
Uhm...
Con chi ce l'hai?
Epimèteo
> Col giusto accento, torna alla giusta dimensione di termine che
> descrive un 'esempio se,plice', un 'tipo elementare' di qualcosa.
> Col giusto accento, come quello di protozoo, protocollo, etc.
> Certo, tante nullitŕ si sentirebbero meno importanti risultando
> meno incomprensibili ...
Spostando l'accento e rendondo un protňtipo un prototěpo, temo che li
risultato sarebbe:
1) un insopportabile senso di inutile affettazione;
2) un possibile "che ignorante che sei, si dice protňtipo".
Ormai protňtipo č consolidato.
P.
veramente io trovo molto molto affettato 'protňtipo'.
Lo trovo quasi innaturale.
Prototěpo č invece piano e semplice come il suo significato.
Con questa pronuncia vedo svanire un'innaturale contrazione, i muscoli
rilassarsi, le mente aprirsi e la vita sorriderci.
> 2) un possibile "che ignorante che sei, si dice protňtipo".
>
questo č possibile, perň la considerazione che l'ignorante č lui che non lo
pronuncia come 'protozoo' e tutti gli altri 'primitivi'
č irresistibile.
> Ormai protňtipo č consolidato.
>
eh, la lingua č viva ...
>
> Ah, ho capito. Vorresti farlo diventare una specie di normotìpo.
>
anche.
insomma 'una cosa che si capisce'.
>
> Uhm...
> Con chi ce l'hai?
>
con tante nullità, appunto ...
;-))
le menti
>perchč mai si dovrebbe dire protňtipo ?
in greco in effetti mi suonerebbe piů prototěpo.
perň non ho fatto il greco...
senti, che mi dici di monňtono e monotňno (le due parole hanno
diversi significati)?
e che mi dici di omňtopo? o omotňpo?
ps una regola ci sarebbe. in italiano una parola č quasi sempre piana
(accentata sulla penultima sillaba), si dovrebbe forse dire
"prototěpo". perň l'evoluzione del vocabolo č stata diversa. č una
lunga storia.
--
>Giň
A man has dreams of walking with giants,
to carve his niche in the edifice of time.
Before the mortar of his zeal
has a chance to congeal
the cup is dashed from his lips,
the flame is snuffed aborning.
Col giusto accento?
Ti piacciono solo le parole piane?
Sei un tipo incrediběle.
G
Perchè typos in greco e typus in latino hanno la y breve, e in
italiano formano parole sdrucciole.
> Col giusto accento, come quello di protozoo, protocollo, etc.
Giusto per protozoo, sbagliato per prototipo.
> Certo, tante nullità si sentirebbero meno importanti risultando meno
> incomprensibili ...
E tanti ignoranti sarebbero più contenti, ma solo momentaneamente,
perchè se non si frena (l'ignoranza) è una deriva inarrestabile.
k
> Perché così si diceva in greco antico (protòtypos), dal momento che la
> u/y è breve.
*Coff coff*
--
Xelloss
> con tante nullità, appunto ...
> ;-))
Hai detto niente...
Entità contro Nullità.
"L'Etre et le Néant"...
"L'existence précède l'essence"...
"L'enfer, c'est les autres"...
Il dramma dell'uomo moderno.
Epimeteo
> in greco in effetti mi suonerebbe più prototìpo.
> però non ho fatto il greco...
Alla "hybris" linguistica di MOOC, relativamente al normale "protòtipo",
ho già risposto qualche messaggio fa. In ogni caso, ognuno faccia come
vuole, anche perché le parole greche, come si sa, nella nostra lingua
"sine lege vagantur", come già succedeva in latino...
> senti, che mi dici di monòtono e monotòno (le due parole hanno
> diversi significati)?
Questa è una bella domanda, che mi fa venire in mente il mio bravissimo
insegnante di analisi matematica 1 e 2 nella mitica via Valperga Caluso,
quando ci spiegava, con voce appassionata e mai monòtona, le funzioni di
tutti i tipi possibili e immaginabili, comprese quelle monotòne, cioè
sempre (non) crescenti o sempre (non) decrescenti.
Non ci annoiavamo mai.
> e che mi dici di omòtopo? o omotòpo?
Se esistesse, per noi chimici "omòtopo" potrebbe riferirsi a elementi
che stanno nello stesso gruppo della tabella di Mendeleev (ad esempio,
il calcio, lo stronzio e il bario), "omotòpo" non so, forse un biologo
chiama così un topo clonato...
> ps una regola ci sarebbe. in italiano una parola è quasi sempre piana
> (accentata sulla penultima sillaba)
Sulla penùltima?
Ciao,
Epimeteo
O. "Stànlio, dobiàmo fuggiòrei..."
S. "Sì, Ollio, abiàmo il nemìco alle costòle!"
(cit. colta)
Epimetèo
> *Coff coff*
Suvvia, diamo voce a questa tossetta educata... :-))
[Dov'è il portatile? Te l'hanno rubato?]
Epimeteo
>> senti, che mi dici di monňtono e monotňno (le due parole hanno
>> diversi significati)?
>Questa č una bella domanda, che mi fa venire in mente il mio bravissimo
>insegnante di analisi matematica 1 e 2 nella mitica via Valperga Caluso,
sarŕ pure mitica, perň la strada č cacofonica assai...
>> e che mi dici di omňtopo? o omotňpo?
>Se esistesse, per noi chimici "omňtopo" potrebbe riferirsi a elementi
>che stanno nello stesso gruppo della tabella di Mendeleev (ad esempio,
>il calcio, lo stronzio e il bario), "omotňpo" non so, forse un biologo
>chiama cosě un topo clonato...
e isňtopo o isotňpo? :-)
>> ps una regola ci sarebbe. in italiano una parola č quasi sempre piana
>> (accentata sulla penultima sillaba)
>Sulla penůltima?
no, sulla penultěma. cosě come hai scritto tu sarebbe la terzůltima.
:-)
> e isòtopo o isotòpo? :-)
Giovanni, c'è poco da ridere: "isotòpo" lo dicono in molti, anche
nell'ambiente dei chimici, mentre non ho mai sentito dire "isomèro",
forse perché incute più rispetto o suscita più ilarità.
> >Sulla penùltima?
> no, sulla penultìma. così come hai scritto tu sarebbe la terzùltima.
Hai ragione, ma làsciameli fare ogni tanto questi errori...
Epimeteo
> Hai detto niente...
> Entità contro Nullità.
Chi ha vinto, e perché?
> "L'Etre et le Néant"...
> "L'existence précède l'essence"...
> "L'enfer, c'est les autres"...
Non conosco queste canzoni, di chi sono?
Brel? Trenet? Brassens? Ferré? Becaud? Pinochet? Merlot?
Cabernet?
> Il dramma dell'uomo moderno.
Contro il logorio dell'uomo moderno: Cynar®!
Barista doppiosensista chiede al cliente:
- Un liquore al carciofo?
--
pecunia non olet, sed scarseggiat semper
>> e che mi dici di omòtopo? o omotòpo?
>
> Se esistesse, per noi chimici "omòtopo" potrebbe riferirsi
> a elementi che stanno nello stesso gruppo della tabella di
> Mendeleev (ad esempio, il calcio, lo stronzio e il bario),
> "omotòpo" non so, forse un biologo chiama così un topo
> clonato...
Omotopia, da non confondere con l'omotetia, è una famiglia
di funzioni continue (h pedice t) di uno spazio topologico
E in uno spazio topologico F, dipendente con continuità da
un parametro t, 0<=t<=1, tale che se f e g sono due
applicazioni continue di E in F, risulti h0(x)=f(x),
h1(x)=g(x) per tutti gli x di E. Si dice che f è omotopa a
ge, in termini intuitivi, si può pensare che, considerando
t come il tempo, all'istante "iniziale" si abbia
l'applicazione f che poi "si deforma" con continuità
nell'applicazione g al crescere del tempo da 0 a 1.
...
La teoria dell'omotopia costituisce uno dei capitoli più
importanti e ricchi di applicazioni della topologia
algebrica.
[dalla garzantina di scienze]
> Chi ha vinto, e perché?
"L'Essere è e non può non essere." (Mino Reitano?)
> > "L'Etre et le Néant"...
> > "L'existence précède l'essence"...
> > "L'enfer, c'est les autres"...
> Non conosco queste canzoni, di chi sono?
> Brel? Trenet? Brassens? Ferré? Becaud?
> Pinochet? Merlot? Cabernet?
Serge Gainsbourg, quando alzava troppo il gomito, alternando gli
ultimi due "chansonnier" con un bicchierino di Sartre secco.
> > Il dramma dell'uomo moderno.
> Contro il logorio dell'uomo moderno: Cynar®!
(Dicendo "il dramma dell'uomo moderno" parlavo di sesso e angoscia, no?)
> Barista doppiosensista chiede al cliente:
> - Un liquore al carciofo?
Mi viene da piangere.
Non potrei avere una grappa di Ramàndolo?
Epimeteo
--
"Sirchia mi ha convinto: ho cominciato a fumare."
(Marcello Veneziani, Libero dell'11 gennaio 2005)
>> > Il dramma dell'uomo moderno.
>
>> Contro il logorio dell'uomo moderno: Cynar®!
>
> (Dicendo "il dramma dell'uomo moderno" parlavo di sesso e
> angoscia, no?)
"Il sesso logora chi non ce l'ha" (Andreotti?)
>> Barista doppiosensista chiede al cliente:
>> - Un liquore al carciofo?
>
> Mi viene da piangere.
> Non potrei avere una grappa di Ramàndolo?
Vai a Ramandolo, ridente frazione di Nimis felicemente
adagiata ai piedi solatii della Bernadia, e chiedi una
grappa. Avrai una grappa di Ramandolo, o almeno avrai una
grappa *a* Ramandolo.
Con questo messaggio, intendo aumentare enormemente la
frequenza del nome "Ramandolo" nelle statistiche.
Ramandolo.
Ravanandolo.
Coriandolo.
Appendendolo.
> "Sirchia mi ha convinto: ho cominciato a fumare."
> (Marcello Veneziani, Libero dell'11 gennaio 2005)
Trinciato nero, suppongo.
ho giŕ spiegato perchč.
impara a leggere.
:-)
> Sei un tipo incrediběle.
>
carina
:-)
credo che Ollio fosse un po' piů intelligente di te, perň.
:-)
> Alla "hybris" linguistica di MOOC, relativamente al normale "protňtipo",
> ho giŕ risposto qualche messaggio fa.
ah, quindi c'č qualcun altro in quest'universo !!!
> In ogni caso, ognuno faccia come
> vuole
niente affatto !!!!
ognuno faccia secondo logica e chiarezza.
>, anche perché le parole greche, come si sa, nella nostra lingua
> "sine lege vagantur", come giŕ succedeva in latino...
>
si ma prototěpo č una parola italiana.
> e che mi dici di omňtopo? o omotňpo?
>
>
> ps una regola ci sarebbe. in italiano una parola č quasi sempre piana
> (accentata sulla penultima sillaba), si dovrebbe forse dire
> "prototěpo". perň l'evoluzione del vocabolo č stata diversa. č una
> lunga storia.
bč, adesso tagliamo corto: prototěpo č piů chiaro e si armonizza meglio col
resto della lingua.
Il greco non segue la regola della quantita` della penultima sillaba,
quello e` il latino.
Semmai si puo` dire che l'accentazione prototi'po (i accentata -
purtroppo oggi scrivo da tastiera americana) e` ammissibile se e solo se
la y originale e` lunga, seguendo l'accentazione latina.
> [Dov'è il portatile? Te l'hanno rubato?]
No, pero` mi hanno interrotto la connessione che uso in genere dal
portatile...
--
Xelloss
> Il greco non segue la regola della quantita` della penultima sillaba,
> quello e` il latino.
Lo sospettavo.
> Semmai si puo` dire che l'accentazione prototi'po (i accentata -
> purtroppo oggi scrivo da tastiera americana) e` ammissibile se e solo
> se la y originale e` lunga, seguendo l'accentazione latina.
Ma la y di "typos" non lo č, mi pare.
> > [Dov'č il portatile? Te l'hanno rubato?]
> No, pero` mi hanno interrotto la connessione che uso in genere dal
> portatile...
Adesso vado e gliene dico quattro...
Ciao,
Epimeteo