Garzanti riporta la parola "spolvero", ma solo con significati tecnici o di
"infarinatura, conoscenza superficiale".
De Mauro, insieme ad altri significati tecnici di "spolvero", riporta la seguente
definizione:
"Manifestazione, ostentazione affettata di qualità o doti o, anche, di atteggiamenti,
comportamenti, ecc. che suscitano ammirazione e apprezzamento in realtà infondati:
avere dello s., nel gergo del teatro, recitare affidandosi a mezzi esteriori e
superficiali per accattivarsi la benevolenza del pubblico, non avendo preparazione
tecnica e capacità di interpretazione."
Zingarelli ripete il significato di "infarinatura, conoscenza superficiale,
apparenza", ma aggiunge quello sportivo dell'intera espressione ("in grande
spolvero": essere in condizioni brillanti, in gran forma).
Ho anche visto che "spolverare" dev'essere inteso sia come "cospargere di polvere"
che come "togliere la polvere".
Mi chiedo: com'è possibile che una stessa parola sia così ambigua, con significati
così diversi e talora opposti?
Epimeteo
> Si incontra spesso, nelle cronache sportive, soprattutto
> calcistiche, l'espressione "in grande spolvero"
mai sentita, ma non leggo tali cronache ...
> Garzanti riporta la parola "spolvero", ma solo con significati tecnici o di
> "infarinatura, conoscenza superficiale".
spero che tra quelli tecnici vi sia anche lo "spolvero" di un affresco o
di un ricamo. Quello per cui si fa un disegno su carta, poi lo si
perfora con uno spillo lungo le righe, lo si appoggia sulla superficie
dove lo si vuole ricalcare, e con un tampone e della polvere si riporta
il disegno sulla superficie da dipingere o ricamare.
> Ho anche visto che "spolverare" dev'essere inteso sia come
> "cospargere di polvere" che come "togliere la polvere". Mi chiedo:
> com'č possibile che una stessa parola sia cosě ambigua, con
> significati cosě diversi e talora opposti?
Non credo sia l'unico esempio (anche se non me ne vengono in mente
altri, ma ne avevo sentiti), forse il suffisso s- nei due casi ha
etimologie diverse.
--
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> Mi chiedo: com'è possibile che una stessa parola sia così ambigua, con
significati
> così diversi e talora opposti?
Ho sempre letto questa parola in un contesto di abbigliamento:
"Si presentarono in gran spolvero" significando vestiti con
ricercatezza,nel migliore dei modi>
Il De Mauro per spolverino riporta.
1 CO TS abbigl., soprabito di tela greggia, di alpaca o di seta cruda
usato in passato spec. da chi viaggiava in carrozza o, tra la fine del
sec. XIX e l’inizio del XX, dagli automobilisti per proteggersi dalla
polvere | estens., soprabito leggero da mezza stagione per uomo o per
donna
E nel mondo della moda troviamo:
http://www.cartamodellidonna.com/gspolverini.htm
ciaofelix:-)
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> Epimeteo ha scritto:
> > Mi chiedo: com'č possibile che una stessa parola sia cosě ambigua, con
> significati
> > cosě diversi e talora opposti?
Pardon! Quindi un giocatore in gran spolvero,sta' per *nella
migliore
forma* ciaofelix:-)
> mai sentita, ma non leggo tali cronache ...
Ma è anche facile "sentirla" con le orecchie"... :-))
> > Garzanti riporta la parola "spolvero", ma solo con significati tecnici o di
> > "infarinatura, conoscenza superficiale".
>
> spero che tra quelli tecnici vi sia anche lo "spolvero" di un affresco o
> di un ricamo. Quello per cui si fa un disegno su carta, poi lo si
> perfora con uno spillo lungo le righe, lo si appoggia sulla superficie
> dove lo si vuole ricalcare, e con un tampone e della polvere si riporta
> il disegno sulla superficie da dipingere o ricamare.
Certo, questo significato è messo in grande evidenza dallo Zingarelli... ma dopo
quello sportivo!
> Non credo sia l'unico esempio (anche se non me ne vengono in mente
> altri, ma ne avevo sentiti), forse il suffisso s- nei due casi ha
> etimologie diverse.
In realtà lo Zingarelli, a proposito di "spolverare", parla di "s-" privativa
(togliere la polvere) e di "s-" durativa (?): che cos'è la "s-" durativa?
Il "grande spolvero" degli sportivi, secondo me, è un "togliere la polvere", quindi
"brillare". Chissà chi ha inventato questo modo di dire...
Ciao,
Epimeteo
> Pardon! Quindi un giocatore in gran spolvero,sta' per *nella
> migliore forma*
> ciaofelix:-)
Sì, il senso è questo ma, come dicevo a Drogo, "in forma brillante" perché gli stata
tolta la polvere, non perché è vestito bene ed è elegante.
("Comunque" tutti dicono "in granDE spolvero", non "in gran spolvero", e secondo me a
ragione).
Ciao,
Epimeteo
> In realtà lo Zingarelli, a proposito di "spolverare", parla di "s-" privativa
> (togliere la polvere) e di "s-" durativa (?): che cos'è la "s-" durativa?
Trovi la risposta sullo stesso Zingarelli, alla voce "durativo", no?
P.
Fin lì, sia pure con qualche sforzo, ci arrivavo anche senza cercare la voce
"durativo" (c'è scritto "durevole", "continuo").
Il problema era: perchè "s"?
A questo punto, spinto dal tuo rimprovero, ho avuto un colpo di genio ed ho cercato
la voce "s".
C'è scritto che deriva da "ex" e che ha significato contrario al verbo d'origine
(sgonfiare), indica separazione (sfuggire), ha valore privativo-peggiorativo
(s-grammaticato, spolverare, sragionare), ha valore intensivo (sbeffeggiare,
scancellare).
La "s" durativa non c'è, ma forse è parente di quella intensiva.
Ciao,
Epimeteo
Allora scusa. Devi avere un'edizione vecchia dello Z.
Sul mio, edizione 2001, c'è una accezione linguistica
di "durativo", che recita: "Aspetto d., che esprime la durata
e lo sviluppo dell'azione verbale (ad es. dell'imperfetto nei
confronti del passato remoto)"
> Il problema era: perchè "s"?
> A questo punto, spinto dal tuo rimprovero, ho avuto un colpo di
> genio ed ho cercato la voce "s".
Ben fatto!
> C'è scritto che deriva da "ex" e che ha significato contrario al verbo d'origine
> (sgonfiare), indica separazione (sfuggire), ha valore privativo-peggiorativo
> (s-grammaticato, spolverare, sragionare), ha valore intensivo (sbeffeggiare,
> scancellare).
> La "s" durativa non c'è, ma forse è parente di quella intensiva.
Nella mia edizione, una delle accezioni di "s-", la numero 5,
dice: "Valori vari o funzione semplicemente derivativa ha in
altri verbi derivati da verbi o sostantivi o da aggettivi".
Quindi, dato che questo valore durativo non è trattato
esplicitamente in uno degli altri punti, deve essere
compreso tra i "valori vari".
Ciao
P.
C'č anche nel mio (edizione 2003), ma non vedo come possa chiarire il significato
della "s-", dal momento che si riferisce, se comprendo bene, all'uso di un tempo
verbale.
> Nella mia edizione, una delle accezioni di "s-", la numero 5,
> dice: "Valori vari o funzione semplicemente derivativa ha in
> altri verbi derivati da verbi o sostantivi o da aggettivi".
Sě, ma č una spiegazione piuttosta generica e poco "durativa".
Preferisco la spiegazione 6, quella "intensiva": "spolverare" nel senso di
"cospargere CON una sostanza IN polvere".
Ciao e grazie.
Epimeteo