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La mezza

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lorenzo puzzi

unread,
Jun 5, 2003, 4:34:27 AM6/5/03
to
Ciao a tutti!
Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per indicare le
dodici e mezza, dato che qui, nella Venezia Giulia, la locuzione "la mezza"
assume tale significato. Esistono altre parti d'Italia in cui ha la stessa
accezione? Si tratta di un uso solo locale o è generalizzato e comune? Il
mio collega, veronese, non aveva capito.
Voi che ne dite?
Grazie e saluti.
Lorenzo


lorenzo puzzi

unread,
Jun 5, 2003, 4:41:39 AM6/5/03
to
Ho trovato qualcosa

Ecco qua
Dal sito http://www.locuta.com/num.html

"Il termine la mezza indica mezzogiorno e mezza. "

da http://www.geocities.com/f_pollett/i-7-5.htm

The specific time 12:30 is commonly referred to as la mezza (the half), but
it is only used alone.
č quasi la mezza = it's almost half past twelve
torno da scuola alla mezza = I come back from school at half past twelve

Ciao,
Lorenzo

"lorenzo puzzi" <lorenz...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio > Oggi,


parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per indicare le

> dodici e mezza, Il

Michele Pili

unread,
Jun 5, 2003, 6:40:30 AM6/5/03
to
In data Thu, 05 Jun 2003 08:34:27 GMT, "lorenzo puzzi"
<lorenz...@hotmail.com> ha scritto:

>Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per indicare le
>dodici e mezza, dato che qui, nella Venezia Giulia, la locuzione "la mezza"
>assume tale significato. Esistono altre parti d'Italia in cui ha la stessa
>accezione?

Mi sembra diffuso anche in Toscana, almeno qui in provincia di Lucca.
Anche io e molte persone che frequento usiamo spesso questa
locuzione.
Ciao

Michele Pili

Maurizio Pistone

unread,
Jun 5, 2003, 6:52:03 AM6/5/03
to
"lorenzo puzzi" <lorenz...@hotmail.com> ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per indicare le
>dodici e mezza, dato che qui, nella Venezia Giulia, la locuzione "la mezza"
>assume tale significato.

anche in Piemonte


--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it

Imho

unread,
Jun 5, 2003, 10:03:45 AM6/5/03
to
"lorenzo puzzi" ha scritto:

> Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per
> indicare le dodici e mezza, dato che qui, nella Venezia Giulia, la
> locuzione "la mezza" assume tale significato.

Anche qui a Roma è usata questa locuzione.

--
imho

Giovanni Drogo

unread,
Jun 5, 2003, 10:52:13 AM6/5/03
to
On Thu, 5 Jun 2003, lorenzo puzzi wrote:

> Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per indicare le
> dodici e mezza, dato che qui, nella Venezia Giulia, la locuzione "la mezza"

Io ho sentito dire "la mezza" anche in Lombardia ma la ho sempre
interpretata come "le dodici' (ossia la meta' della giornata).

Mai avuto pero' un appuntamento a quell'ora per poter verificare se
arrivavo in anticipo.

--
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Enrico Gregorio

unread,
Jun 5, 2003, 11:13:30 AM6/5/03
to
"lorenzo puzzi" <lorenz...@hotmail.com> scrive:

> Ciao a tutti!
> Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per indicare le
> dodici e mezza, dato che qui, nella Venezia Giulia, la locuzione "la mezza"
> assume tale significato. Esistono altre parti d'Italia in cui ha la stessa

> accezione? Si tratta di un uso solo locale o č generalizzato e comune? Il


> mio collega, veronese, non aveva capito.
> Voi che ne dite?
> Grazie e saluti.
> Lorenzo

Nel Veneto, per quanto ne so, "la mezza" si usa, anche se č piů
diffuso "mezo boto" (cioč "mezzo colpo"); un altro indizio che i
veronesi non sono veneti ;-)

Ciao
Enrico

Ruggero Volpes

unread,
Jun 5, 2003, 11:46:56 AM6/5/03
to
"lorenzo puzzi" <lorenz...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:ngDDa.73658

> Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per indicare le
> dodici e mezza, dato che qui, nella Venezia Giulia, la locuzione "la
mezza"
> assume tale significato. Esistono altre parti d'Italia in cui ha la stessa
> accezione?


In Sicilia non si sente dire mai, e credo che molti non la capirebbero.

Ruggero Volpes

mb

unread,
Jun 5, 2003, 4:06:40 PM6/5/03
to
Giovanni Drogo <dr...@rn.bastiani.tt>
...

> Io ho sentito dire "la mezza" anche in Lombardia ma la ho sempre
> interpretata come "le dodici' (ossia la meta' della giornata).
>
> Mai avuto pero' un appuntamento a quell'ora per poter verificare se
> arrivavo in anticipo.

Io sì, e sempre alle 12 e 30. Mi han sempre fatto aspettare un po'.

Maurizio Pistone

unread,
Jun 6, 2003, 1:35:02 AM6/6/03
to
Giovanni Drogo <dr...@rn.bastiani.tt> ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>Io ho sentito dire "la mezza" anche in Lombardia ma la ho sempre
>interpretata come "le dodici' (ossia la meta' della giornata).

questa invece mi è nuova

A questo punto la domanda dovrebbe essere un'altra: in quale regioni
l'espressione "la mezza" per dire le dodici e trenta è sconosciuta

Maurizio Pistone

unread,
Jun 6, 2003, 1:36:02 AM6/6/03
to
Enrico Gregorio <greg...@math.unipd.it> ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>Nel Veneto, per quanto ne so, "la mezza" si usa, anche se č piů
>diffuso "mezo boto" (cioč "mezzo colpo"); un altro indizio che i
>veronesi non sono veneti ;-)

invece lo sono, pare, i piemontesi: mes bňt

lorenzo puzzi

unread,
Jun 6, 2003, 2:00:51 AM6/6/03
to
Grazie a tutti!
Ciao,
Lorenzo


"lorenzo puzzi" <lorenz...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio

news:ngDDa.73658$g92.1...@news2.tin.it...

Danilo Giacomelli

unread,
Jun 6, 2003, 2:46:27 AM6/6/03
to

"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto ...
.......

> A questo punto la domanda dovrebbe essere un'altra: in quale regioni
> l'espressione "la mezza" per dire le dodici e trenta č sconosciuta

A Brescia e dintorni.

ciao

--
Danilo Giacomelli
--------------------------
La legalitą č rivoluzionaria.
--------------------------


Sergio

unread,
Jun 6, 2003, 3:49:51 AM6/6/03
to
On Thu, 05 Jun 2003 15:46:56 GMT, "Ruggero Volpes"
<r.vo...@libero.it> wrote:

>In Sicilia non si sente dire mai, e credo che molti non la capirebbero.

Sentirlo, non l'ho mai sentito neanch'io.
Il Trajna (1868) pero' lo riporta: la menza, mezz'ora dopo mezzogiorno
o mezzanotte.

--
Ciao.
SergioŽ

edi'

unread,
Jun 6, 2003, 8:38:30 AM6/6/03
to
"lorenzo puzzi" <lorenz...@hotmail.com> ha scritto

> Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per indicare le


> dodici e mezza, dato che qui, nella Venezia Giulia, la locuzione "la
mezza"
> assume tale significato. Esistono altre parti d'Italia in cui ha la stessa

> accezione? Si tratta di un uso solo locale o č generalizzato e comune?

A Milano si usa per dire le ore 12.30, ma ho sentito usare l'espressione
"la mezza" (da un mio amico pugliese) per indicare una "mazzetta", una
provvigione in nero.

Ciao, edi'Ž


convinto

unread,
Jun 6, 2003, 11:47:43 AM6/6/03
to

"lorenzo puzzi" <lorenz...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:ngDDa.73658$g92.1...@news2.tin.it...

> Ciao a tutti!
> Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza"

A Mantova si usa, soprattutto in dialetto


G. Erba

unread,
Jun 8, 2003, 8:17:17 AM6/8/03
to
"lorenzo puzzi" <lorenz...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:ngDDa.73658$g92.1...@news2.tin.it...

in romagna si usa molto; indica le 12:30.

--
J. Grass (nome jedi: graloroce), il terribile analcolico moro
/* per contattarmi in pvt rendi LIBERO l'indirizzo */


Father McKenzie

unread,
Jun 8, 2003, 2:55:19 PM6/8/03
to
Sai, la gente è matta, forse è troppo insoddisfatta; segue il mondo
ciecamente. "lorenzo puzzi" <lorenz...@hotmail.com> che è diverso,
almeno lui nell'universo, dice:

# Ciao a tutti!
# Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per indicare le
# dodici e mezza, dato che qui, nella Venezia Giulia, la locuzione "la mezza"
# assume tale significato. Esistono altre parti d'Italia in cui ha la stessa
# accezione?

Pure a Napoli:una delle prime cose che scoprii. Io le prime volte non
capivo! E non capivo perché mi guardassero male quando dicevo "le nove
meno venticinque" anziche "le otto e trentacinque".
--
"Siamo tutti ugualmente ignoranti, ognuno su argomenti diversi"
(Chi l'ha detto? Lo ignoro ;-))

Father McKenzie

unread,
Jun 8, 2003, 2:56:25 PM6/8/03
to
Sai, la gente è matta, forse è troppo insoddisfatta; segue il mondo
ciecamente. "Danilo Giacomelli" <danilo.g...@tin.it> che è

diverso, almeno lui nell'universo, dice:

# "Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto ...
# .......
# > A questo punto la domanda dovrebbe essere un'altra: in quale regioni
# > l'espressione "la mezza" per dire le dodici e trenta è sconosciuta
#
# A Brescia e dintorni.

In Calabria.

Roscio

unread,
Jun 9, 2003, 10:37:00 AM6/9/03
to
"Giovanni Drogo" <dr...@rn.bastiani.tt> ha scritto nel messaggio
news:Pine.OSF.4.30.03060...@poseidon.mi.iasf.cnr.it...

> On Thu, 5 Jun 2003, lorenzo puzzi wrote:
>
> > Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per indicare
le
> > dodici e mezza, dato che qui, nella Venezia Giulia, la locuzione "la
mezza"
>
> Io ho sentito dire "la mezza" anche in Lombardia ma la ho sempre
> interpretata come "le dodici' (ossia la meta' della giornata).

No, no... la "mezza" č la "mezza ora". Prima, cioč, della "una".

A rigor di logica, la mezza dovrebbe essere mezz'ora dopo
la mezzanotte (l'ora "zero"), ma da lě a usarla anche per
"mezzogiorno e mezza" il passo č breve.

--
Er Roscio.


Roscio

unread,
Jun 9, 2003, 10:37:01 AM6/9/03
to
"Ruggero Volpes" <r.vo...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:QBJDa.63169$Ny5.1...@twister2.libero.it...

> > Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per indicare
le
> > dodici e mezza, dato che qui, nella Venezia Giulia, la locuzione "la
> mezza"
> > assume tale significato. Esistono altre parti d'Italia in cui ha la
stessa
> > accezione?
>
>
> In Sicilia non si sente dire mai, e credo che molti non la capirebbero.

Il problema è questo. L'espresione è diffusa,
ma non "diffusissima", per cui nella stessa regione
c'è chi l'ha sentita e chi no.

--
Er Roscio.


Roscio

unread,
Jun 9, 2003, 10:37:02 AM6/9/03
to
"edi'" <zo...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:bbq22j$bnnkf$1...@ID-133830.news.dfncis.de...

>
> > Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per indicare
le
> > dodici e mezza, dato che qui, nella Venezia Giulia, la locuzione "la
> mezza"
> > assume tale significato. Esistono altre parti d'Italia in cui ha la
stessa
> > accezione? Si tratta di un uso solo locale o č generalizzato e comune?
>
> A Milano si usa per dire le ore 12.30, ma ho sentito usare l'espressione
> "la mezza" (da un mio amico pugliese) per indicare una "mazzetta", una
> provvigione in nero.

Anche questo č "vero". Si tratta (in origine, almeno) del compenso
per il "mezzano" (il procacciatore, o sensale).

--
Er Roscio.


Roscio

unread,
Jun 9, 2003, 10:37:02 AM6/9/03
to
"Father McKenzie" <vorrei...@buono.org> ha scritto nel messaggio
news:3ee386fe...@news.tin.it...

> Pure a Napoli:una delle prime cose che scoprii. Io le prime volte non
> capivo! E non capivo perché mi guardassero male quando dicevo "le nove
> meno venticinque" anziche "le otto e trentacinque".

Ti guarderei male anch'io se mi rivolgessi
un'espressione del genere... :-)))

--
Er Roscio.


Giovanni Drogo

unread,
Jun 10, 2003, 3:49:51 AM6/10/03
to
On Mon, 9 Jun 2003, Roscio wrote:
> "Father McKenzie" <vorrei...@buono.org> ha scritto nel messaggio
>
> > E non capivo perché mi guardassero male quando dicevo "le nove
> > meno venticinque" anziche "le otto e trentacinque".
>
> Ti guarderei male anch'io se mi rivolgessi [...]

E perche' ? Io da bambino ho sempre sentito (a Milano, in famiglia)
indicare le ore come dall'una alle undici, poi mezzogiorno e poi di
nuovo dall'una alle undici e mezzanotte. In quanto ai minuti entro
l'ora: le due e cinque, le due e dieci, le due e un quarto, le due e
venti, le due e mezza, le tre meno venti, le tre meno un quarto, le tre
meno dieci e le tre meno cinque.

E infatti le forme tipo "le quattordici e quindici", "le quattordici e
trenta", le "quattordici e quaranta" mi suonavano (e mi suonano tuttora
per quanto le usi) letterarie.

Non so dire perche' ma proprio i "venticinque" pero' mi parevano poco
usati. Le due e venticinque ancora ancora, ma tra le due e trentacinque
e le tre meno venticinque non saprei proprio quale scegliere, mi suonano
incongrue entrambe.

Per non parlare (semmai si dovrebbe spostare su ICLI) dell'uso tedesco
di Halb-acht e simili, che mi mette sempre in confusione.

Roscio

unread,
Jun 10, 2003, 4:22:57 AM6/10/03
to
"Giovanni Drogo" <dr...@rn.bastiani.tt> ha scritto nel messaggio
news:Pine.OSF.4.30.030610...@poseidon.mi.iasf.cnr.it...

> >
> > > E non capivo perché mi guardassero male quando dicevo "le nove
> > > meno venticinque" anziche "le otto e trentacinque".
> >
> > Ti guarderei male anch'io se mi rivolgessi [...]
>
> Non so dire perche' ma proprio i "venticinque" pero' mi parevano poco
> usati. Le due e venticinque ancora ancora, ma tra le due e trentacinque
> e le tre meno venticinque non saprei proprio quale scegliere, mi suonano
> incongrue entrambe.

Mi riferivo proprio al "meno venticinque", infatti, che a me suona strano.
Propendo decisamente per le "otto e trentacinque".

Non capisco che ci trovi di strano. In qualche modo devi pur esprimerlo
quell'orario, no ?...

Un'altra cosa: al sud espressioni come "e quaranta" o "e quarantacinque"
sanno di "nordico".

Qui diciamo quasi esclusivamente "meno venti", "meno un quarto"
(non "meno quindici" !!!... :-))).

--
Er Roscio.


Giovanni Drogo

unread,
Jun 10, 2003, 10:39:31 AM6/10/03
to
On Tue, 10 Jun 2003, Roscio wrote:

> Mi riferivo proprio al "meno venticinque", infatti, che a me suona strano.
> Propendo decisamente per le "otto e trentacinque".
>
> Non capisco che ci trovi di strano. In qualche modo devi pur esprimerlo
> quell'orario, no ?...

mah la mia spiegazione e' che nel parlato comune la percezione del tempo
ha una granularita' grossolana. Credo che nessuno nella vita comune
(soprattutto quarant'anni fa) abbia (avesse) necessita' di esprimere la
risoluzione del minuto (niente due e uno, o due e cinquantanove, o tre
meno uno). Ci si accontentava delle mezz'ore, dei quarti, dei multipli
di dieci (due e venti, tre meno venti) ... al massimo dei cinque minuti
QUANDO ERANO VICINI ALL'ORA INTERA (due e cinque, tre meno cinque) ...
... i venticinque, in piu' o in meno, si usavano poco perche' si
assimilavano alla mezz'ora piu' vicina !

> Un'altra cosa: al sud espressioni come "e quaranta" o "e quarantacinque"
> sanno di "nordico".

A me da piccolo e al nord suonavano forma "culta" o "tecnica" (gli orari
dei treni), comunque non "popolare" o "parlata".

Non sara' mica come la vi e la vu, che i nordici credevano meridionale e
i meridionali credevano nordics ? E invece andavano tutti d'accordo ?

Father McKenzie

unread,
Jun 10, 2003, 2:54:46 PM6/10/03
to
Sai, la gente è matta, forse è troppo insoddisfatta; segue il mondo
ciecamente. "Roscio" <ser...@libero.it> che è diverso, almeno lui
nell'universo, dice:

# "Father McKenzie"
# non capivo perché mi guardassero male quando dicevo "le nove
# > meno venticinque" anziche "le otto e trentacinque".
#
# Ti guarderei male anch'io se mi rivolgessi
# un'espressione del genere... :-)))

Eppure da me è (o era?) diffusissima. Ora ci siamo omologati e
parliamo tutti come il segnale orario, ma trent'anni fa...
--
Il peggior nemico della creatività è il buon gusto.
- Pablo Picasso -

Roscio

unread,
Jun 11, 2003, 3:35:42 AM6/11/03
to
"Giovanni Drogo" <dr...@rn.bastiani.tt> ha scritto nel messaggio
news:Pine.OSF.4.30.030610...@poseidon.mi.iasf.cnr.it...
> On Tue, 10 Jun 2003, Roscio wrote:
>
> > Mi riferivo proprio al "meno venticinque", infatti, che a me suona
strano.
> > Propendo decisamente per le "otto e trentacinque".
> >
> > Non capisco che ci trovi di strano. In qualche modo devi pur esprimerlo
> > quell'orario, no ?...
>
> mah la mia spiegazione e' che nel parlato comune la percezione del tempo
> ha una granularita' grossolana. Credo che nessuno nella vita comune
> (soprattutto quarant'anni fa) abbia (avesse) necessita' di esprimere la
> risoluzione del minuto (niente due e uno, o due e cinquantanove, o tre
> meno uno). Ci si accontentava delle mezz'ore, dei quarti, dei multipli
> di dieci (due e venti, tre meno venti) ... al massimo dei cinque minuti
> QUANDO ERANO VICINI ALL'ORA INTERA (due e cinque, tre meno cinque) ...
> ... i venticinque, in piu' o in meno, si usavano poco perche' si
> assimilavano alla mezz'ora piu' vicina !

Beh, "una volta" il tempo scorreva più "lento".
Nel senso che si dava meno risalto al singolo minuto;
e perfino al quarto d'ora. Poi, con l'avvento degli orologi
digitali (prima a LED e poi a cristalli liquidi), si era "costretti"
a una precisione involontaria:

- Che ora è ?
- Sono le 14:23

(semplicemente perché si leggeva il quadrante digitale;
ricordo che io, sempre al passo con la tecnologia,
avevo uno dei primi orologi col display a led rossi
e mi dava "fastidio" parcellizzare fino al minuto,
per cui "arrotondavo" - ad esempio - le 14:23
dicendo "quasi le due e mezza"... :-)


> > Un'altra cosa: al sud espressioni come "e quaranta" o "e quarantacinque"
> > sanno di "nordico".
>
> A me da piccolo e al nord suonavano forma "culta" o "tecnica" (gli orari
> dei treni), comunque non "popolare" o "parlata".
>
> Non sara' mica come la vi e la vu, che i nordici credevano meridionale e
> i meridionali credevano nordics ? E invece andavano tutti d'accordo ?

Ehehehe... credo proprio di sì...

--
Er Roscio.


valeria...@gmail.com

unread,
Oct 22, 2017, 6:09:41 AM10/22/17
to
Sbagli, in Sicilia, a Catania "a menza" indica proprio le dodici e mezza

LAB

unread,
Nov 20, 2017, 11:13:47 AM11/20/17
to
Chi è che sbaglia in Sicilia?... :)
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