Ecco qua
Dal sito http://www.locuta.com/num.html
"Il termine la mezza indica mezzogiorno e mezza. "
da http://www.geocities.com/f_pollett/i-7-5.htm
The specific time 12:30 is commonly referred to as la mezza (the half), but
it is only used alone.
č quasi la mezza = it's almost half past twelve
torno da scuola alla mezza = I come back from school at half past twelve
Ciao,
Lorenzo
"lorenzo puzzi" <lorenz...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio > Oggi,
parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per indicare le
> dodici e mezza, Il
>Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per indicare le
>dodici e mezza, dato che qui, nella Venezia Giulia, la locuzione "la mezza"
>assume tale significato. Esistono altre parti d'Italia in cui ha la stessa
>accezione?
Mi sembra diffuso anche in Toscana, almeno qui in provincia di Lucca.
Anche io e molte persone che frequento usiamo spesso questa
locuzione.
Ciao
Michele Pili
>Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per indicare le
>dodici e mezza, dato che qui, nella Venezia Giulia, la locuzione "la mezza"
>assume tale significato.
anche in Piemonte
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
> Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per
> indicare le dodici e mezza, dato che qui, nella Venezia Giulia, la
> locuzione "la mezza" assume tale significato.
Anche qui a Roma è usata questa locuzione.
--
imho
> Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per indicare le
> dodici e mezza, dato che qui, nella Venezia Giulia, la locuzione "la mezza"
Io ho sentito dire "la mezza" anche in Lombardia ma la ho sempre
interpretata come "le dodici' (ossia la meta' della giornata).
Mai avuto pero' un appuntamento a quell'ora per poter verificare se
arrivavo in anticipo.
--
----------------------------------------------------------------------
nos...@ifctr.mi.cnr.it is a newsreading account used by more persons to
avoid unwanted spam. Any mail returning to this address will be rejected.
Users can disclose their e-mail address in the article if they wish so.
> Ciao a tutti!
> Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per indicare le
> dodici e mezza, dato che qui, nella Venezia Giulia, la locuzione "la mezza"
> assume tale significato. Esistono altre parti d'Italia in cui ha la stessa
> accezione? Si tratta di un uso solo locale o č generalizzato e comune? Il
> mio collega, veronese, non aveva capito.
> Voi che ne dite?
> Grazie e saluti.
> Lorenzo
Nel Veneto, per quanto ne so, "la mezza" si usa, anche se č piů
diffuso "mezo boto" (cioč "mezzo colpo"); un altro indizio che i
veronesi non sono veneti ;-)
Ciao
Enrico
In Sicilia non si sente dire mai, e credo che molti non la capirebbero.
Ruggero Volpes
Io sì, e sempre alle 12 e 30. Mi han sempre fatto aspettare un po'.
>Io ho sentito dire "la mezza" anche in Lombardia ma la ho sempre
>interpretata come "le dodici' (ossia la meta' della giornata).
questa invece mi è nuova
A questo punto la domanda dovrebbe essere un'altra: in quale regioni
l'espressione "la mezza" per dire le dodici e trenta è sconosciuta
>Nel Veneto, per quanto ne so, "la mezza" si usa, anche se č piů
>diffuso "mezo boto" (cioč "mezzo colpo"); un altro indizio che i
>veronesi non sono veneti ;-)
invece lo sono, pare, i piemontesi: mes bňt
"lorenzo puzzi" <lorenz...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:ngDDa.73658$g92.1...@news2.tin.it...
A Brescia e dintorni.
ciao
--
Danilo Giacomelli
--------------------------
La legalitą č rivoluzionaria.
--------------------------
>In Sicilia non si sente dire mai, e credo che molti non la capirebbero.
Sentirlo, non l'ho mai sentito neanch'io.
Il Trajna (1868) pero' lo riporta: la menza, mezz'ora dopo mezzogiorno
o mezzanotte.
--
Ciao.
SergioŽ
> Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per indicare le
> dodici e mezza, dato che qui, nella Venezia Giulia, la locuzione "la
mezza"
> assume tale significato. Esistono altre parti d'Italia in cui ha la stessa
> accezione? Si tratta di un uso solo locale o č generalizzato e comune?
A Milano si usa per dire le ore 12.30, ma ho sentito usare l'espressione
"la mezza" (da un mio amico pugliese) per indicare una "mazzetta", una
provvigione in nero.
Ciao, edi'Ž
A Mantova si usa, soprattutto in dialetto
in romagna si usa molto; indica le 12:30.
--
J. Grass (nome jedi: graloroce), il terribile analcolico moro
/* per contattarmi in pvt rendi LIBERO l'indirizzo */
# Ciao a tutti!
# Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per indicare le
# dodici e mezza, dato che qui, nella Venezia Giulia, la locuzione "la mezza"
# assume tale significato. Esistono altre parti d'Italia in cui ha la stessa
# accezione?
Pure a Napoli:una delle prime cose che scoprii. Io le prime volte non
capivo! E non capivo perché mi guardassero male quando dicevo "le nove
meno venticinque" anziche "le otto e trentacinque".
--
"Siamo tutti ugualmente ignoranti, ognuno su argomenti diversi"
(Chi l'ha detto? Lo ignoro ;-))
# "Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto ...
# .......
# > A questo punto la domanda dovrebbe essere un'altra: in quale regioni
# > l'espressione "la mezza" per dire le dodici e trenta è sconosciuta
#
# A Brescia e dintorni.
In Calabria.
No, no... la "mezza" č la "mezza ora". Prima, cioč, della "una".
A rigor di logica, la mezza dovrebbe essere mezz'ora dopo
la mezzanotte (l'ora "zero"), ma da lě a usarla anche per
"mezzogiorno e mezza" il passo č breve.
--
Er Roscio.
> > Oggi, parlando con il mio collega gli ho detto "la mezza" per indicare
le
> > dodici e mezza, dato che qui, nella Venezia Giulia, la locuzione "la
> mezza"
> > assume tale significato. Esistono altre parti d'Italia in cui ha la
stessa
> > accezione?
>
>
> In Sicilia non si sente dire mai, e credo che molti non la capirebbero.
Il problema è questo. L'espresione è diffusa,
ma non "diffusissima", per cui nella stessa regione
c'è chi l'ha sentita e chi no.
--
Er Roscio.
Anche questo č "vero". Si tratta (in origine, almeno) del compenso
per il "mezzano" (il procacciatore, o sensale).
--
Er Roscio.
> Pure a Napoli:una delle prime cose che scoprii. Io le prime volte non
> capivo! E non capivo perché mi guardassero male quando dicevo "le nove
> meno venticinque" anziche "le otto e trentacinque".
Ti guarderei male anch'io se mi rivolgessi
un'espressione del genere... :-)))
--
Er Roscio.
E perche' ? Io da bambino ho sempre sentito (a Milano, in famiglia)
indicare le ore come dall'una alle undici, poi mezzogiorno e poi di
nuovo dall'una alle undici e mezzanotte. In quanto ai minuti entro
l'ora: le due e cinque, le due e dieci, le due e un quarto, le due e
venti, le due e mezza, le tre meno venti, le tre meno un quarto, le tre
meno dieci e le tre meno cinque.
E infatti le forme tipo "le quattordici e quindici", "le quattordici e
trenta", le "quattordici e quaranta" mi suonavano (e mi suonano tuttora
per quanto le usi) letterarie.
Non so dire perche' ma proprio i "venticinque" pero' mi parevano poco
usati. Le due e venticinque ancora ancora, ma tra le due e trentacinque
e le tre meno venticinque non saprei proprio quale scegliere, mi suonano
incongrue entrambe.
Per non parlare (semmai si dovrebbe spostare su ICLI) dell'uso tedesco
di Halb-acht e simili, che mi mette sempre in confusione.
Mi riferivo proprio al "meno venticinque", infatti, che a me suona strano.
Propendo decisamente per le "otto e trentacinque".
Non capisco che ci trovi di strano. In qualche modo devi pur esprimerlo
quell'orario, no ?...
Un'altra cosa: al sud espressioni come "e quaranta" o "e quarantacinque"
sanno di "nordico".
Qui diciamo quasi esclusivamente "meno venti", "meno un quarto"
(non "meno quindici" !!!... :-))).
--
Er Roscio.
> Mi riferivo proprio al "meno venticinque", infatti, che a me suona strano.
> Propendo decisamente per le "otto e trentacinque".
>
> Non capisco che ci trovi di strano. In qualche modo devi pur esprimerlo
> quell'orario, no ?...
mah la mia spiegazione e' che nel parlato comune la percezione del tempo
ha una granularita' grossolana. Credo che nessuno nella vita comune
(soprattutto quarant'anni fa) abbia (avesse) necessita' di esprimere la
risoluzione del minuto (niente due e uno, o due e cinquantanove, o tre
meno uno). Ci si accontentava delle mezz'ore, dei quarti, dei multipli
di dieci (due e venti, tre meno venti) ... al massimo dei cinque minuti
QUANDO ERANO VICINI ALL'ORA INTERA (due e cinque, tre meno cinque) ...
... i venticinque, in piu' o in meno, si usavano poco perche' si
assimilavano alla mezz'ora piu' vicina !
> Un'altra cosa: al sud espressioni come "e quaranta" o "e quarantacinque"
> sanno di "nordico".
A me da piccolo e al nord suonavano forma "culta" o "tecnica" (gli orari
dei treni), comunque non "popolare" o "parlata".
Non sara' mica come la vi e la vu, che i nordici credevano meridionale e
i meridionali credevano nordics ? E invece andavano tutti d'accordo ?
# "Father McKenzie"
# non capivo perché mi guardassero male quando dicevo "le nove
# > meno venticinque" anziche "le otto e trentacinque".
#
# Ti guarderei male anch'io se mi rivolgessi
# un'espressione del genere... :-)))
Eppure da me è (o era?) diffusissima. Ora ci siamo omologati e
parliamo tutti come il segnale orario, ma trent'anni fa...
--
Il peggior nemico della creatività è il buon gusto.
- Pablo Picasso -
Beh, "una volta" il tempo scorreva più "lento".
Nel senso che si dava meno risalto al singolo minuto;
e perfino al quarto d'ora. Poi, con l'avvento degli orologi
digitali (prima a LED e poi a cristalli liquidi), si era "costretti"
a una precisione involontaria:
- Che ora è ?
- Sono le 14:23
(semplicemente perché si leggeva il quadrante digitale;
ricordo che io, sempre al passo con la tecnologia,
avevo uno dei primi orologi col display a led rossi
e mi dava "fastidio" parcellizzare fino al minuto,
per cui "arrotondavo" - ad esempio - le 14:23
dicendo "quasi le due e mezza"... :-)
> > Un'altra cosa: al sud espressioni come "e quaranta" o "e quarantacinque"
> > sanno di "nordico".
>
> A me da piccolo e al nord suonavano forma "culta" o "tecnica" (gli orari
> dei treni), comunque non "popolare" o "parlata".
>
> Non sara' mica come la vi e la vu, che i nordici credevano meridionale e
> i meridionali credevano nordics ? E invece andavano tutti d'accordo ?
Ehehehe... credo proprio di sì...
--
Er Roscio.