Proseguendo pero' nello stesso articolo vedo che e' plurale di "ropalio"
quindi e' ropAlio e ropAli con l'accento sulla A (se si fosse scritto
"ropalii' ...)
--
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"Quando non si conoscono parole, nomi, cognomi, toponimi, č tipica la
tendenza ai timbri aperti d'e, o, alla sonorizzazione di s, z, e allo
spostamento verso l'inizio dell'accento di parola. Si puņ sintetizzare il
fenomeno come segue: "La vocale incerta diventa aperta; la consonante che
s'ignora diviene sonora; l'accento senz'indizio č spostato verso l'inizio".
"
dal MaPI di Luciano Canepari
Ciao
Elisa
(che lavora in uno studio che si chiama Lemmąri e che tutti chiamano
Lčmmari)
> Leggendo su Le Scienze una articolo sulle meduse, ho trovato questo
> termine (che si riferisce agli organi di senso delle medesime, mai
> sentito prima anche se mi pare che i "ropaloceri" siano un sottordine di
> lepidotteri).
Si tratta di due gruppi: ropaloceri (antenne a forma di clava) ed eteroceri
(antenne di forma diversa):
http://users.libero.it/barc/adt/le%20farfalle%20e%20l'ambiente_file/Le%20ant
enne%20dei%20Lepidotteri.htm
> Proseguendo pero' nello stesso articolo vedo che e' plurale di "ropalio"
> quindi e' ropAlio e ropAli con l'accento sulla A (se si fosse scritto
> "ropalii' ...)
Credo che "ropalio" designi semplicemente la forma dell'organello,
somigliante a una "piccola clava".
--
Er Roscio.
> Leggendo su Le Scienze una articolo sulle meduse, ho trovato questo
> termine (che si riferisce agli organi di senso delle medesime, mai
> sentito prima anche se mi pare che i "ropaloceri" siano un sottordine di
> lepidotteri). Non so perche', mi verrebbe spontanea la pronuncia
> sdrucciola : rOpali, con l'accento sulla o.
In greco (antico) si dice infatti rhopalon[1], parola 'sdrucciola' o, più
precisamente, proparossìtona.
Di regola "Graeca per accentum debes proferre Latinum": si tra(n)slittera la
parola *greca* e si accenta secondo le regole *latine* (in particolare,
secondo la famigerata 'legge' della penultima[2]).
Di qui[3] Bríareus, Cápaneus, Idómeneus, Typhóeus, Oenómaus, Pérseus
(n.), però Perséus (agg.) etc., e le oscillazioni di pronuncia di
vari vocaboli italiani[4].
Le vocali di 'rhopalon' sono tutt'e tre 'brevi'. In latino la parola era
in uso[5]; e si accentava, naturalmente, sulla terz(')ultima. Si dovrebbe
fare lo stesso in italiano.
> Proseguendo pero' nello stesso articolo vedo che e' plurale di "ropalio"
> quindi e' ropAlio e ropAli con l'accento sulla A (se si fosse scritto
> "ropalii' ...)
In greco, "rhopalon" ha un diminutivo, "rhopalion" (anch'esso
proparossìtono). Né il Calonghi né il Lewis-Short (on-line) né l'Oxford
Latin Dictionary (P.W. Glare) riportano 'rhopalium' (logica
traslitterazione e latinizzazione di rhopalion). Direi che il termine
'rhopalium' non sia attestato in latino classico[6].
<Shorter Oxford>
rhopalium noun. Pl.-ia L19 (~1870-1899)
[From Greek *rhopalos* club, tapered cudgel + -IUM.]
ZOOLOGY. Any of a number of marginal sensory structures in various
jellyfish.
</Shorter Oxford>
Ecco svelato l'arcano.
Pico De Paperis^W^W^WHistoreo ;-))
[1] <Rocci>rhopalon, -ou, to, bastone più grosso da una parte, quindi
'clava', 'mazza' [...] </Rocci>.
[2] Ecco perché una persona colta (o che aspira ad esser tale) dirà
diátriba: la penultima è *breve* .
[3] Giusto per riportare alcuni casi 'difficili'.
[4] In italiano l'accento è generalmente (con qualche eccezione) quello
della corripondente parola latina. In alcuni àmbiti, in particolare in
quello medico, si tende a preferire l'accentazione *greca*, considerata
più 'colta'.
[5] Cf. il verso 'ropàlico'.
[6] Il Forcellini 'in linea' non è (più) disponibile. In effetti, sulla
scorta dello Shorter Oxford, direi proprio che il termine 'rhopalium'
è stato coniato alla fine dell'Ottocento: non appartiene né al latino
classico né a quello medievale. Cf. infra.
Infatti. Il significato è proprio quello di "piccola clava".
Quindi rhòpalion = ropàlium
(scusate l'accentazione "all'italiana")
--
Er Roscio.
> > In greco, "rhopalon" ha un diminutivo, "rhopalion" (anch'esso
> Quindi rhòpalion = ropàlium
Grazie a tutti.
Il "trucco" sta in quella "i". Se leggo "ropalio" sicuramente lo accento
sulla A (e tenderei a fare un plurale "ropalii").
Se pero' leggo "ropali" non conoscendo il "ropalio" mi viene di
ipotizzare un "ropalo" e di leggerlo accentato sulla o
> Di qui[3] Bríareus, Cápaneus, Idómeneus, Typhóeus, Oenómaus, Pérseus
Non esagererei con la ritrazione dell'accento... Briàreus, Capàneus,
Idomèneus.
Vexata quaestio, comunque. Il mio professore di greco pronunziava alla
latina; io ho sempre preferito quella greca: Odissèo, Tesèo etc., piuttosto
di Odìsseo, Tèseo.
Ma io sono un rompiballe... :-))))
Ciao
Ale
--
Namárië Valinor
> "Istoreo es aei" <ist...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
> news:aru997$jtkq9$1...@ID-155170.news.dfncis.de...
>
>> Di qui[3] Bríareus, Cápaneus, Idómeneus, Typhóeus, Oenómaus, Pérseus
>
> Non esagererei con la ritrazione dell'accento... Briàreus, Capàneus,
> Idomèneus.
> Vexata quaestio, comunque.
Traina e Bernardi Perini[1] *non* sono d'accordo e dicono Bríareus, Cápaneus
(nome), Idómeneus.
La ragione di questa apparente 'anomalia' è che 'eu' costituisce *dittongo*
(dunque una sillaba[2]) in tutt'e tre le parole, e come tale è segnato sui
(più o meno) 'buoni'[3] dizionari; i quali, per inciso, riportano che la 'a'
di Briareus è *breve* , come la a (in pa) di Capaneus e la e (in me) di
Idomeneus.
Mi è sfuggito qualcosa?
[1] Nell'indistruttibile, immarcescibile, impermeabile :-) "Propedeutica al
latino universitario", Pàtron editore, 1998 (l'edizione più recente,
credo :-)).
[2] In altri casi '-eus' è *bisillabico* (quando corrisponde al suffisso
aggettivale greco -eios).
[3] Cf. Calonghi (Georges); cf. Oxford Latin Dictionary (Glare).
> Traina e Bernardi Perini[1] *non* sono d'accordo e dicono Bríareus,
Cápaneus
> (nome), Idómeneus.
>
> La ragione di questa apparente 'anomalia' è che 'eu' costituisce
*dittongo*
> (dunque una sillaba[2]) in tutt'e tre le parole, e come tale è segnato sui
> (più o meno) 'buoni'[3] dizionari; i quali, per inciso, riportano che la
'a'
> di Briareus è *breve* , come la a (in pa) di Capaneus e la e (in me) di
> Idomeneus.
>
> Mi è sfuggito qualcosa?
Assolutamente no. Ipotizzavo, ma m'inchino di fronte alle tue correttissime
argomentazioni. Il latino non lo parlo da tanto, tanto tempo... E'
estremamente probabile (vabbè, dai, è certo) che hai ragione tu.
Hai della cenere di cui cospargermi il capo? :-)))