Esattamente che significa? Supponendo che un peracottaio fosse uno che
andava in giro con un carrettino e delle pere cotte da vendere, nell'
Ottocento, a quali brutte figure era esposto? Gli cascavano le pere?
BTW, pare che Verdi abbia preso il grido del peracottaro -ipircott!- e messo
in musica in qualche sua opera. Ma non c'entra di sicuro.
Fran.
Non avresti dovuto scrivere la prima domanda usando il genere femminile?
"A quali brutte figure era esposta?".
In questo caso ti saresti, forse, dato da solo la risposta corretta.
Ciao,
Ryk
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> Figura da peracottaio o peracottaro.
>
> Esattamente che significa? Supponendo che un peracottaio fosse uno che
> andava in giro con un carrettino e delle pere cotte da vendere, nell'
> Ottocento, a quali brutte figure era esposto? Gli cascavano le pere?
E il cioccolataio?
Ciao, FB
--
L'importante è che risplenda tu, sola primadonna e immarcescibile leggenda
del tuo pianerottolo.
(Lucangel su it.cultura.libri)
> In questo caso ti saresti, forse, dato da solo la risposta corretta.
Seriamente, credo derivi dal fatto che il significato che di solito si dà
alla parola, ovvero "persona incapace", possa derivare dal fatto che se
uno è capace di cucinare e vendere solo pere cotte non dev'essere poi una
persona di grande valore.
> Seriamente, credo derivi dal fatto [...] possa derivare dal fatto che
Si capisce che tra l'inizio e la conclusione (ed invio) del messaggio ho
avuto una riunione di venti minuti?
Il peracottaro, salvognuno, è maschio. La figura è femmina. Le pere non so.
F.
La mia era una battuta, probabilmente (per fortuna) non l'hai capita :-)
> Figura da cioccolataio? Mai sentito.
Io sě, ed anche molto piů spesso di peracottaio.
Tra parentesi, personalmente adoro la torta con pere e cioccolato, non fa
affatto una brutta figura, gastronomicamente parlando.
La "figüra de ciculatée" è l'equivalente milanese della figura da
peracottaro.
C'è dietro una storia, che non ricordo più bene, su un cioccolataio plebeo
ma ricchissimo che s'era fatto fare una carrozza molto sfarzosa e con
decorazioni simili a quelle della carrozza del re (quale re? boh, un Savoia?
un Asburgo?). Mi pare che qualcuno (un giornalista?) commentò che il re
avrebbe fatto meglio a farsi una carrozza più sobria se non voleva fare,
appunto, "una figura da cioccolataio".
Ciao.
Marco
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
A Torino le fabbriche di cioccolato davano redditi favolosi ai loro
proprietari, che giravano in sfarzose carrozze tirate da quattro cavalli.
Alla lunga, ciò infastidì il re, Carlo Felice:
|Il cioccolato incontrò talmente il gusto del pubblico che le confetterie,
|quasi tutte in mano a svizzeri, si moltiplicarono: verso il 1823, nei
|primi anni del regno di Carlo Felice, un cioccolataio arricchito acquistò
|cocchio e cavalli, un magnifico tiro a quattro allora privilegio reale,
|per pavoneggiarsi nelle vie del centro. L’ostentazione irritò il sovrano
|al punto che vietò l’inopportuna esibizione per non fare «Lui, re di
|Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme, uscendo di città con la sua
|quadriglia, la figura di cioccolataio»,[...]
(da http://www.ristolandia.com/Ricette/Galuperie/pagina_01c.htm)
Vedi anche quanto scritto da Roger nel filone http://snipurl.com/6q8p.
Nello stesso filone, una storia divertente sul peracottaio:
http://snipurl.com/6q90
--
Bye, Ghost of Lem Novantotto
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> |Il cioccolato incontrò talmente il gusto del pubblico che le confetterie,
> |quasi tutte in mano a svizzeri, si moltiplicarono: verso il 1823, nei
> |primi anni del regno di Carlo Felice, un cioccolataio arricchito acquistò
> |cocchio e cavalli, un magnifico tiro a quattro allora privilegio reale,
> |per pavoneggiarsi nelle vie del centro. L'ostentazione irritò il sovrano
> |al punto che vietò l'inopportuna esibizione per non fare «Lui, re di
> |Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme, uscendo di città con la sua
> |quadriglia, la figura di cioccolataio»,[...]
> (da http://www.ristolandia.com/Ricette/Galuperie/pagina_01c.htm)
>
> Vedi anche quanto scritto da Roger nel filone http://snipurl.com/6q8p.
>
> Nello stesso filone, una storia divertente sul peracottaio:
> http://snipurl.com/6q90
Mah, l'assimilazione di cioccolataio e peracottaro non è affatto convincente.
Dite la verità, la vera storia del peracottaro la ignorate quanto me. Nel
parlato "figura da peracottaro" è diverso da un buzzurro che si mette in
ghingheri, è più uno che fa finta di saper fare una cosa che non sa e viene
scoperto all'atto pratico. Insomma, si rischia una figura da peracottaro a
cercare di spiegare la figura da peracottaro con la figura da cioccolataio. Ma
questo non scoglie il mistero.
Olè.
Fran.
> Mah, l'assimilazione di cioccolataio e peracottaro non è affatto convincente.
> Dite la verità, la vera storia del peracottaro la ignorate quanto me. Nel
> parlato "figura da peracottaro" è diverso da un buzzurro che si mette in
> ghingheri
Nemmeno "fare la figura del cioccolataio", al giorno d'oggi, ha questo
significato. Non solo, quanto meno.
Ciao, FB
--
Se dico "siedi!" manca l'oggetto.
Siedo chi? Lei o me?
(da it.cultura.linguistica.italiano)
Io non ho assimilato, però...
Cioccolataio mi sembra chi vuol mostrare di essere ciò che non è, e
finisce così per far brutta figura: non solo il "nuovo ricco", quindi, ma
anche chi, per esempio, volendo sembrar dotto, sfoggia pavoneggiandosi una
cultura da Bignami, tutta date e niente argomenti. E', in generale, chi
rivela la sua pochezza, proprio per l'esagerato tentativo d'occultarla.
Peracottaio mi sembra invece - anche sulla scorta del dizionario - il
semplicione maldestro, che spesso, quando non si tratta di pere cotte
(cibo di preparazione che più facile non si può), ne combina di tutti
colori e rimedia figure barbine.
A volerlo trovare, quindi, l'elemento comune a cioccolataio e peracottaio
ci sarebbe: per motivi parzialmente diversi (il cioccolataio perché vuole
provarci, il peracottaio perché non può farne a meno), e in modi
parzialmente diversi, entrambi si trovano in situazioni a cui non sono
abituati, che non sanno fronteggiare ammodo, in cui si dimostrano fessi.
>Dite la verità, la vera storia del peracottaro la ignorate quanto me.
Per lo meno io, di sicuro.
>>Dite la verità, la vera storia del peracottaro la ignorate quanto me.
> Per lo meno io, di sicuro.
Anch'io. Però ricordo la storiella di Drogo sul peracottaio:
" Per questa c'e' sempre l'ineffabile storia del peracottaio che vendeva
la sua merce in piazza della Scala di fronte alla sede della Banca
Commerciale (ora intesabissiai :-))
A un amico che gli chiedeva un prestito si dichiaro' molto spiacente
"me dispias proprii ma poedi no"
Richiesto di spiegarsi, gli indico' la Banca e menziono' un accordo
commerciale : "te la vedet la Banca ? mi e lee emm fa un accordi"
Richiesto di spiegarsi, esplicito' :
"Mi, de impresta' minga i danee, lee, de vend minga i per cott"
Ciao
K
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Fata Morgana
sett...@quipo.it
www.catsonstamps.net/fatamorgana