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eterogeneo e disomogeneo

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Ciro

unread,
Sep 11, 2004, 2:45:49 AM9/11/04
to
I vocabolari in mio possesso li utilizzano per lo più come sinonimi, mentre
mi sembra abbiano un senso leggermente diverso l'uno dall'altro.E' vero?
Qualcuno sa aiutarmi?
Grazie, saluti.

Roger

unread,
Sep 11, 2004, 4:46:56 AM9/11/04
to

"Ciro" ha scritto:

> I vocabolari in mio possesso li utilizzano per lo più come sinonimi,
mentre
> mi sembra abbiano un senso leggermente diverso l'uno dall'altro.E' vero?

Direi di sì.
I due termini hanno lo stesso significato, però userei /disomogeneo quando
volessi sottolineare il fatto che mi sarei aspettato di trovarlo omogeneo ed
invece non lo è.
Gli darei quindi una certa connotazione negativa.
Se definisco "eterogenea" una classe scolastica, dico che è composta da
ragazzi con caratteristiche diverse (di età, nazionalità, ecc.), senza
esprimere un giudizio.
Se la definisco "disomogenea" esprimo un giudizio vagamente negativo.

Ciao,
Roger

GCPillan

unread,
Sep 11, 2004, 5:42:57 AM9/11/04
to
Ciro:

> I vocabolari in mio possesso li utilizzano per lo più come sinonimi, mentre
> mi sembra abbiano un senso leggermente diverso l'uno dall'altro.E' vero?

Faccio fatica a credere che qualche dizionario li usa come sinonimi.

A parte la valenza positiva o negativa segnalata da Roger, concetto che
può avere eccezioni, la disomogeneità è la semplice negazione
dell'omogeneità mentre eterogeneo va oltre, indicando l'esistenza di
diversità o variabilità degli elementi.

Eccezione a disomogeneo "negativo".
Lo scorrimento dell'acqua su un letto disomogeneo quale
quello di un fiume [...]

Eccezione a eterogeneo "positivo".
Oggi, se guardiamo allo sviluppo di Internet nella pubblica
amministrazione, notiamo un panorama purtroppo ancora molto eterogeneo [...]

Esempio in cui è specifico l'uso di disomogeneo.
[...] grandi paesi europei e che sono distribuiti sul territorio
italiano in modo disomogeneo.

Esempio in cui è specifico l'uso di eterogeneo.
[...] l'interoperabilità tra basi di dati multimediali in ambiente
distribuito ed eterogeneo.
--
____________________________________

Giancarlo Pillan - Ivrea - Italy
____________________________________


Roger

unread,
Sep 11, 2004, 5:57:52 AM9/11/04
to

"GCPillan" ha scritto:

> Eccezione a disomogeneo "negativo".
> Lo scorrimento dell'acqua su un letto disomogeneo quale
> quello di un fiume [...]

"Letto disomogeneo"?
Ecchevvordì?
"Disomogeneo" non può essere usato per "irregolare"

> Eccezione a eterogeneo "positivo".
> Oggi, se guardiamo allo sviluppo di Internet nella pubblica
> amministrazione, notiamo un panorama purtroppo ancora molto eterogeneo
[...]

La connotazione negativa la dai tu con l'avverbio "purtroppo"
Qui ci starebbe molto meglio "disomogeneo" e potresti evitare l'avverbio.


> Esempio in cui è specifico l'uso di disomogeneo.
> [...] grandi paesi europei e che sono distribuiti sul territorio
> italiano in modo disomogeneo.

Ripeto: "disomogeneo" non vuol dire "irregolare"

> Esempio in cui è specifico l'uso di eterogeneo.
> [...] l'interoperabilità tra basi di dati multimediali in ambiente
> distribuito ed eterogeneo.

Uh?


____________________________________
>
> Giancarlo Pillan - Ivrea - Italy
> ____________________________________

Ciao,
Roger

_Airplane_

unread,
Sep 11, 2004, 7:31:22 AM9/11/04
to

"Roger" <rugfa...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:A_z0d.234733$OR2.10...@news3.tin.it...

> Ripeto: "disomogeneo" non vuol dire "irregolare"

Perň non ha una connotazione 'negativa', come hai detto prima, ma
'discontinua'.


Airplane


Roger

unread,
Sep 11, 2004, 7:58:43 AM9/11/04
to

"_Airplane_" ha scritto:

>
> "Roger" <rugfa...@tin.it> ha scritto nel messaggio
> news:A_z0d.234733$OR2.10...@news3.tin.it...
>
> > Ripeto: "disomogeneo" non vuol dire "irregolare"
>
> Però non ha una connotazione 'negativa', come hai detto prima, ma
> 'discontinua'.

Prego?

> Airplane

Ciao,
Roger

magica

unread,
Sep 11, 2004, 7:59:55 AM9/11/04
to
In <xax0d.234013$OR2.10...@news3.tin.it> "Ciro"
<CiroN...@libero.it> scrive...

>I vocabolari in mio possesso li utilizzano per lo più come sinonimi, mentre
>mi sembra abbiano un senso leggermente diverso l'uno dall'altro.E' vero?
>Qualcuno sa aiutarmi?

Beh, secondo il DISC la parola "disomogeneo" è recentissima, in quanto
attestata solo dal 1980 ("disomogeneità" poi dal 1983), mentre
"eterogeneo" è attestato dal XVI secolo ed "eterogeneità" dal XVIII).

Non so chi abbia usato per primo "disomoegeneo", ma mi viene da
pensare che l'abbia fatto attribuendogli uno dei significati che
eterogeneo aveva già (e ha tuttora).

Ciao.

Gian Carlo

Davide Pioggia

unread,
Sep 11, 2004, 8:24:00 AM9/11/04
to
Ciro wrote:

Osserverei che:
1) /etero- sta per "altro";
2) /omo- sta per "stesso";
3) /dis-, invece, può avere due significati diversi: a) una negazione,
oppure b) una alterazione o una anomalia.

Ora dobbiamo chiederci che rapporto esiste fra /dis-omo- ed /etero-

Se /dis- viene preso nel senso a), allora /dis-omo- sta per "non lo stesso",
ed /etero- sta per "altro". Sembrerebbe di poter porre decisamente una
equivalenza:
non lo stesso = altro
oppure:
che non ha lo stesso... = che ha un altro...

Se invece /dis- viene inteso nel senso b), allora /dis-omo- sta per
"alterazione dello stesso" mentre /etero- continua a rendere, semplicemente,
"altro". In questo caso non è vero che sussiste l'equivalenza.

Tuttavia, anche nel primo caso, si dovrebbe essere cauti nel porre quella
equivalenza. Infatti la filosofia del linguaggio ci insegna a distinguere
fra denotazione e connotazione.

Per intenderci, "Alessandro Manzoni" e "l'autore dei Promessi Sposi"
denotano la stessa persona, ma la connotano in modo diverso. D'altra parte
anche "l'autore dell'Adelchi" denota la stessa persona, ma la connota in un
altro modo ancora. E' ovvio che, dal punto di vista della denotazione,
possiamo dire che «Alessandro Manzoni è l'autore dei Promessi Sposi» ed
anche che «Alessandro Manzoni è l'autore dell'Adelchi». Da cui, con un
passaggio logico elementare, segue anche che «l'autore dei Promessi Sposi è
l'autore dell'Adelchi».

Questo accade perché solitamente il significato denotativo prevale rispetto
a quello connotativo.

Tuttavia se in una monografia su Alessandro Manzoni noi leggiamo che
«l'autore dei Promessi Sposi *non* è l'autore dell'Adelchi», non diciamo
che quella è una assurdità, ma capiamo che si vuole concentrare l'attenzione
sul significato connotativo dei termini.

Altri direbbero che i due termini hanno lo stesso "significato", ma non lo
stesso "senso". Altri ancora parlerebbero di significato "estensivo" o
"intensivo".

Comunque sia, resta il fatto che esistono sempre due aspetti del
"significato": uno rispetto al quale "Alessando Manzoni" e "l'autore dei
Promessi Sposi" sono la stessa cosa, ed uno rispetto al quale non lo sono.
Se fossero la stessa cosa da tutti i punti di vista, allora alla espressione
«Alessandro Manzoni è l'autore dei Promessi Sposi» potremmo sostituire
«Alessandro Manzoni è Alessandro Manzoni», ma ovviamente non staremmo più
dicendo quello che volevamo dire.

Nel nostro caso dire «non è lo stesso» ha un "senso" diverso da dire «è un
altro», anche se magari il "significato" è lo stesso.

Ricapitolando: nel caso a) l'equivalenza sussiste al massimo dal punto di
vista denotativo, ma non dal punto di vista connotativo; mentre nel caso b)
essa non sussiste da nessun punto di vista.

Salvo errori ed omissioni - al solito.

Saluti,
D.

GCPillan

unread,
Sep 11, 2004, 8:56:16 AM9/11/04
to
Roger, gli esempi non sono miei.
Io li ho solo cercati su web.
A te appaiono impropri? A me no.
Non li capisci? Io sě.
--

_Airplane_

unread,
Sep 11, 2004, 10:15:58 AM9/11/04
to

"Roger" <rugfa...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:TLB0d.235277$OR2.10...@news3.tin.it...
> "_Airplane_" ha scritto:

> > Però non ha una connotazione 'negativa', come hai detto prima, ma
> > 'discontinua'.
>
> Prego?

Poco sopra avevi scritto:


"I due termini hanno lo stesso significato, però userei /disomogeneo quando
volessi sottolineare il fatto che mi sarei aspettato di trovarlo omogeneo

edinvece non lo è.


Gli darei quindi una certa connotazione negativa."

Capisco che dai una connotazione 'negativa' al termine 'disomogeneo' che
invece secondo me non ha.
La caratteristica di 'disomogeno' mi pare la discontinuità, non la
negatività.
Un elemento disomogeo di un insieme qulsiasi non vuol dire che sia negativo
bensì non in linea con gli altri elementi.

Ciao
Airplane


Roger

unread,
Sep 11, 2004, 11:05:45 AM9/11/04
to

"_Airplane_" <marc...@web.it> ha scritto nel messaggio news:SLD0d.8146

> Poco sopra avevi scritto:
> "I due termini hanno lo stesso significato, però userei /disomogeneo
quando
> volessi sottolineare il fatto che mi sarei aspettato di trovarlo omogeneo
> edinvece non lo è.
> Gli darei quindi una certa connotazione negativa."
>
> Capisco che dai una connotazione 'negativa' al termine 'disomogeneo' che
> invece secondo me non ha.
> La caratteristica di 'disomogeno' mi pare la discontinuità, non la
> negatività.
> Un elemento disomogeo di un insieme qulsiasi non vuol dire che sia
negativo
> bensì non in linea con gli altri elementi.

Ora sei stato chiaro.
Ma il tuo messaggio precedente era collocato in una posizione sbagliata e
con un riferimento estraneo a quello che volevi dire.
Da questo il mio "Prego?".
Se tu avessi collocato la tua risposta sotto il mio primo messaggio saresti
stato molto più chiaro.
Detto questo, mi pare di capire che tu sei fra coloro che non fa distinzione
tra "disomogeneo" ed "eterogeneo".
Ad ogni modo non mi pare appropriato definire "disomogeneo" o "eterogeneo"
un singolo elemento.
Un elemento che non è in linea, io direi 'in armonia', con gli altri
elementi del gruppo in cui è collocato, io lo definirei "estraneo",
"diverso".
Mentre definirei "disomogeneo" o "eterogeneo" il *gruppo* degli elementi in
cui questi elementi estranei o diversi sono collocati.
E dico "eterogeneo" se mi limito a constatare questa caratteristica, senza
esprimere un giudizio, mentre dico "disomogeneo" se intendo dare a questa
caratteristica una connotazione negativa.
Ma questo l'avevo già detto sopra con l'esempio delle classi scolastiche.

> Ciao
> Airplane

Ciao,
Roger

_Airplane_

unread,
Sep 11, 2004, 11:20:00 AM9/11/04
to

"Roger" <rugfa...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:dvE0d.299455$5D1.13...@news4.tin.it...

> Se tu avessi collocato la tua risposta sotto il mio primo messaggio
saresti
> stato molto più chiaro.

L'avevo scritta 'a seguire' soprattutto per continuare il thread.

> Detto questo, mi pare di capire che tu sei fra coloro che non fa
distinzione
> tra "disomogeneo" ed "eterogeneo".

No no, posto che possono essere sinonimi, sono dell'opinione che nella
lingua italiana non ci siano molti termini, 'sovrapponibili', anche perché
sarebbe alquanto sciocco.
Per me non hanno lo stesso significato.

> Mentre definirei "disomogeneo" o "eterogeneo" il *gruppo* degli elementi
in
> cui questi elementi estranei o diversi sono collocati.
> E dico "eterogeneo" se mi limito a constatare questa caratteristica, senza
> esprimere un giudizio, mentre dico "disomogeneo" se intendo dare a questa
> caratteristica una connotazione negativa.

Secondo me 'eterogeneo' identifica un elemento diverso, 'disomogeneo'
diverso da come dovrebbe essere.
Che sono le stesse definizioni tue, con la sola differenza già esplicitata.

bye
Airplane


Father McKenzie

unread,
Sep 11, 2004, 1:03:26 PM9/11/04
to
"magica", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como
las huellas de las gaviotas en las playas.

> Non so chi abbia usato per primo "disomoegeneo", ma mi viene da
> pensare che l'abbia fatto attribuendogli uno dei significati che
> eterogeneo aveva già (e ha tuttora).

Io credo che la differenza sia analofga ad altre che si registrano in
italiano e fan parte della ricchezza dell'idioma. Per esempio, diviso e
disunito; dolore e dispiacere eciuetera.

Epimeteo

unread,
Sep 11, 2004, 1:51:12 PM9/11/04
to

"Father McKenzie" <indirizz...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:i0jthhz4wrp2$.7gnja9q7sm0j$.dlg@40tude.net...

>
> Io credo che la differenza sia analofga ad altre che si registrano in
> italiano e fan parte della ricchezza dell'idioma. Per esempio, diviso
> e disunito; dolore e dispiacere eciuetera.

Ricchezza sì, Padre, ma anche un tentativo di eufemismo, di minimizzare
la negatività di un fatto, di nasconderne l'estensione e di attutirne le
conseguenze.
Possiamo dire che il dis- di tipo 1 (quello latino che Davide Pioggia e
i dizionari definiscono come "negazione", diverso dal greco "dys" che i
dizionari e Davide Pioggia definiscono come "alterazione") sia anche un
po' ipocrita?

Nessun dolore, per quanto piccolo, sarà mai inferiore a un dispiacere,
per quanto grande, così come nessuna disomogeneità presenterà
caratteristiche palesemente più diversificate di una eterogeneità.

Epimeteo

Father McKenzie

unread,
Sep 11, 2004, 2:42:15 PM9/11/04
to
"Epimeteo", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como

las huellas de las gaviotas en las playas.

> Ricchezza sì, Padre, ma anche un tentativo di eufemismo, di minimizzare


> la negatività di un fatto, di nasconderne l'estensione e di attutirne le
> conseguenze.

Probabilmente sì, anche se qualcuno ci ha visto, non senza ragione, una
connotazione negativa (la classe disomogenea, una squadra disunita).
Possiamo dire che è un'applicazione lessicale del politically correct?
In fondo il termine disabile è nato per non enunciare sgarbatamente la
situazione di difficoltà.
Una ragazza che prova disamore e disattrazione è ancora bendisposta?

magica

unread,
Sep 11, 2004, 2:53:18 PM9/11/04
to
In <1go3x6wppg6bz.1lc670gfhvbgp$.d...@40tude.net> Father McKenzie
<indirizz...@tin.it> scrive...

>Possiamo dire che è un'applicazione lessicale del politically correct?

Mi sa di sì.

>In fondo il termine disabile è nato per non enunciare sgarbatamente la
>situazione di difficoltà.
>Una ragazza che prova disamore e disattrazione è ancora bendisposta?

Padre, ma qui, certo, è quanto meno diversa da una ragazza che prova
eteroamore. :-)

Però fra una classe eterogenea e una disomogenea, davvero ci sarà
differenza? E poi, una classe non omogenea come sarà?

Ciao.

Gian Carlo

Davide Pioggia

unread,
Sep 11, 2004, 8:22:14 PM9/11/04
to
magica wrote:

> Padre, ma qui, certo, è quanto meno diversa da una ragazza che prova
> eteroamore. :-)

Ecco, appunto. Se valesse sempre e comunque l'equazione

dis-omo- = etero-

allora gli /eterosessuali sarebbero anche dei /dis-omo-sessuali.

Come a dire: gentaccia che si è allontanata dal sano erotismo speculare.

Poi vaglielo a spiegare ai moralisti.

Saluti omogeneneamente distribuiti,
D.


FB

unread,
Sep 11, 2004, 8:36:37 PM9/11/04
to

Convengo su tutto. Se dico "questa classe è eterogenea", intendo comunicare
"in questa classe c'è un po' di tutto" (e probabilmente va bene che sia
così), in parole povere; se dico "questa classe è disomogenea", intendo
comunicare "questa classe è troppo eterogenea, perciò non posso lavorare",
ad esempio.
Dire che due cose /sono diverse/ o che /non sono uguali/ non è sempre la
stessa cosa, parmi.


Ciao, FB
--
L'importante è che risplenda tu, sola primadonna e immarcescibile leggenda
del tuo pianerottolo.
(Lucangel su it.cultura.libri)

FB

unread,
Sep 11, 2004, 9:04:21 PM9/11/04
to
On Sat, 11 Sep 2004 17:20:00 +0200, _Airplane_ wrote:

> Secondo me 'eterogeneo' identifica un elemento diverso, 'disomogeneo'
> diverso da come dovrebbe essere.
> Che sono le stesse definizioni tue, con la sola differenza già esplicitata.

Concordiamo, mi pare, con Davide. Se parliamo di denotazione, "diverso" e
"non uguale" si equivalgono; se parliamo di connotazione, ciò non è vero.


Ciao, FB
--
"Is this Miss Prism a female of repellent aspect, remotely connected with
education?" "She is the most cultivated of ladies, and the very picture of
respectability." "It is obviously the same person."
("The Importance of Being Earnest", Oscar Wilde)

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