Il 26/12/2014, Dragonòt ha detto :
> Mi hanno regalato 2 bottiglie di vino, provenienti dal Reggimento
> Addestrativo Alpino "Aosta", con il motto del reggimento scritto in grafia
> francesizzante: "Ch'a cousta lon ch'a cousta, viva l'Aousta!".
> Mentre spiegavo al "regalante" la giusta traduzione, mi veniva naturale
> "costi quel che costi", e non "che costi quel che costi", che mi sembrava
> innaturale.
> Anche per voi?
Certo.
> In piemontese, invece, l'unica forma naturale è "ch'a costa lòn ch'a costa".
In piemontese, come in altre lingue regionali, ci sono spesso
ripetizioni di pronomi cho non ci sono in italiano e che, al confronto
possono sembrare ridondanti.
Prendiamo una frase semplice come "lei viene?", con un solo pronome,
in piem. ne abbiamo tre:
"chiel a ven-lo?"
Chiel, pron. obliquo; a pronome verbale; -lo pronome interrogativo.
Si potrebbero fare molti altri esempi, e ne troviamo anche nel
toscano. Penso che l'italiano, essendo una lingua con una lunga
storia, soprattutto letteraria, sia stato semplificato da letterati e
da grammatici prescrittori, che cercavano sobrietà ed eleganza.
k