Grazie per le risposte.
Emanuele
Emanuele Olivetti <oliv...@itc.it> wrote in message 382AFC...@itc.it...
Emanuele Olivetti ha scritto nel messaggio <382AFC...@itc.it>...
Io li metteri furilegge. O si usa l'inglese (la migliore
soluzione) inserito con una perfrasi osi offrono valide
(ma quali?) alternative in italiano. Io ci sto in mezzo a
questa battaglia, in cui le persone dicono di "foruardare il
mail" o "apgradare il pacchetto".
Ciao
Emanuele
Io che lavoro nel campo dell'informatica ne sento di tutti i colori e, dato
che sono anche un'insegnante, cerco di utilizzare il più possibile archivio
al posto di file, controllare la posta (ceccare la posta), personalizzare
(castomizzare), fare click con il mouse (cliccare), disco fisso (hard
disk).. ecc.
Però rimangono sempre termini tipo appunto mouse, monitor, desktop, che non
sappiamo più tradurre. E pensare che in Messico (dove sono stato lo scorso
anno) traducono ogni parola e di termini inglesi non se ne vedono, eppure
loro, anche se non lo vogliono ammettere, emulano tantissimo gli USA....!!!
saluti
Antonietta
> archivio al posto di file,
Mah, a me l'"archivio" fa pensare a uno stanzone polveroso pieno di
scaffalature metalliche, piene di faldoni legati con lo spago e contenenti
carte polverose.
Il "file" invece fa pensare ... a un file (e non a una cartelletta di quelle
che magari potrebbero stare dentro uno dei faldoni di cui sopra).
Questo perche' l'archivio uno lo conosce da sempre. Il file come computer file
uno lo incontra quanto incontra i computer (per me 25 anni fa), e prima di
rendersi conto che in inglese voleva dire anche una altra cosa.
Quando, dopo anni che lavoravo con i computer e i file, mi sono trovato un
numero monografico di Le Scienze sul software (che conteneva alcune amene
traduzioni quali la "passeggiata aleatoria" e il "demone logaritmico") che
parlava di "archivi" ci ho messo circa mezz'ora a capire che voleva parlare di
"file" e non di "database". :-(
> fare click con il mouse (cliccare)
bello questo. :-( Una locuzione di 5 parole di cui l'ineffabile e totipotente
verbo fare e due sostantivi inglesi puri, al posto di UNA SOLA parola
costruita secondo il noto meccanismo del calco che appende una desinenza
italiana a una radice straniera !
--
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avoid unwanted spam. Any mail returning to this address will be rejected.
Users can disclose their e-mail address in the article if they wish so.
Se la parola č comune in italiano (p.es. file) la lasci invariata (la regola
la trovi sui dizionari italiani). Se la parola non č comune in italiano (p.es.
dataset) la scrivi in corsivo e fai il plurale all'inglese (la regola la trovi
sui dizionari inglesi). Ma se questi termini non comuni sono perň comuni del
settore (ovvero sono noti a chi legge la tesi) li puoi considerare come se
fossero comuni (p.es. cluster).
--
____________________________________
Giancarlo Pillan - Ivrea - Italy
____________________________________
Archivio è solo uno dei significati di file. L'altro è quello di "fila". Il
file informatico non è necessariamente un archivio. Ad esempio, un programma
eseguibile non archivia niente eppure è un file. Se chiami archivio un file,
come chiami poi un "archive file" ovvero un file dove archivi in forma
compressa dati che non intendi usare per un po'? Ormai file è parola italiana
da un pezzo ed ha il vantaggio di indicare univocamente una sequenza (file) di
dati e niente di diverso da questo. Così puoi permetterti di usare
l'espressione "file archivio" per chiamare un file che contiene dati veramente
archiviati.
Personalizzare non va sempre bene al posto di "customizzare". Se così fosse,
in inglese si direbbe "to person" invece di "to custom". Il mio Netscape è
attualmente personalizzato per usare certi caratteri, aprire certe finestre,
controllare la posta in un certo modo... Ma non è stato "customizzato" per un
particolare fornitore Internet, né è stato "nazionalizzato" per l'Italia.
Questo esempio voleva dirti che /personalize, /customize e /localize non
vogliono dire la stessa cosa. Sono molto interessato ad una traduzione di
"customizzare", ma per ora non mi pare ce ne sia una di efficace.
Cliccare è un termine perfettamente italiano.
Clic esiste su dizionari stampati prima che i mouse fossero inventati.
L'estensione a verbo del sostantivo "clic" non necessita di inglese.
Se dici "fare click" stai usando l'inglese dove non serve. Togli la k.
Disco fisso è una traduzione approssimativa.
/Hard non vuol dire "fisso" ma rigido.
Infatti esistono hard disk assolutamente portatili.
Dirai... ma tipicamente sono fissi!
No, tipicamente girano in continuazione. Solo dove si mira al risparmio
energetico (nei portatili) i dischi vengono fermati dopo un po' che non si
usano. I floppy disk sono molto più fissi degli hard disk perché vengono fatti
girare esclusivamente quando è ora di scrivere o di leggere. Riassumendo, la
caratteristica principale degli hard disk è quella di essere rigidi ovvero non
flessibili e quindi di poter girare più velocemente e rendere possibile una
maggiore vicinanza tra superficie magnetica e testina.
> Però rimangono sempre termini tipo appunto mouse, monitor, desktop, che non
> sappiamo più tradurre. E pensare che in Messico (dove sono stato lo scorso
> anno) traducono ogni parola e di termini inglesi non se ne vedono, eppure
> loro, anche se non lo vogliono ammettere, emulano tantissimo gli USA....!!!
Oggi ci sono così tanti "dispositivi di puntamento" che è sempre più raro
dover parlare di mouse. In teoria nessun programma dovrebbe far riferimento al
mouse ma a cursore e tasti: il "mouse" può essere un touchpad, una trackball,
un joystick, un touchscreen o chissà cos'altro. Analogamente per "monitor".
Oggi c'è "schermo". Sia esso quello del monitor (fosfori), del proiettore
(telo), del pannello a cristalli liquidi.
Desktop? Serve ancora? Cosa vuol dire oggi?
Intendi il piano di lavoro di Windows o quel "da scrivania" contrapposto a "da
gambe"?
Apprezzo molto il tuo impegno.
Nicola Nobili <nino...@tin.it> wrote in message
80khil$e9v$1...@nslave1.tin.it...
>Quando, dopo anni che lavoravo con i computer e i file, mi sono trovato un
>numero monografico di Le Scienze sul software (che conteneva alcune amene
>traduzioni quali la "passeggiata aleatoria" e il "demone logaritmico") ....
Me lo ricordo il numero monografico!
Ma cosa voleva tradurre con le tue citate traduzioni?
--
Bye
Vitt
il primo scemotto che passa
> >Quando, dopo anni che lavoravo con i computer e i file, mi sono trovato un
> >numero monografico di Le Scienze sul software (che conteneva alcune amene
> >traduzioni quali la "passeggiata aleatoria" e il "demone logaritmico") ....
>
> Me lo ricordo il numero monografico!
pure io. Avevo anche fatto una serie di illustrazioni "traduttore traditore"
su alcune delle piu' buffe traduzioni (quali "overflow" = "straripamento",
"window manager" = "gestore di finestra", "disk driver" = "pilota del
disco")
> Ma cosa voleva tradurre con le tue citate traduzioni?
"passeggiata aleatoria" = "random walk" (questo col s/w non c'entra,
vuol dire non sapere la fisica, si e' sempre tradotto "cammino casuale")
"demone logaritmico" = "syslogd" (questo invero era in altro fascicolo,
ha confuso il log nel senso di logbook con il log-aritmo !
A proposito (o dovrei chiederlo su icling) lo sapete perche' il logbook
si chiama cosi' vero ? Hint: visitate il museo della scienza a Kensington.
Gianluca Antonelli wrote:
Io ero convinto che fosse un motto tradizionalmente presente nella
romanità; credevo anche che il motto fosse tenuto in grande
considerazione da Giulio Cesare; non sapevo che avesse una "paternità".
Andando fuori tema il motto è attualmente presente nella politica estera
e militare degli Stati Uniti, dimostrandosi così e ancora una volta la
grande attualità del pensiero romano.
Paolo
>Se la parola è comune in italiano (p.es. file) la lasci invariata (la regola
>la trovi sui dizionari italiani). Se la parola non è comune in italiano (p.es.
>dataset) la scrivi in corsivo e fai il plurale all'inglese (la regola la trovi
>sui dizionari inglesi). Ma se questi termini non comuni sono però comuni del
>settore (ovvero sono noti a chi legge la tesi) li puoi considerare come se
>fossero comuni (p.es. cluster).
Purtroppo questi termini saranno anche noti agli informatici, ma non lo sono
ai traduttori che belbellamente (!) ti traducono perfino i comandi della macchina !!!
("Eseguire il comando FORMATTA"...)
--
Er Roscio.
--
Parsifal
www.geocities.com/CapitolHill/Senate/3279
parsifa...@lycosmail.com
per scrivermi elimina nospam
>vorrei risalire all'autore di questo motto.
E` un motto attribuito anticamente a Filippo II di Macedonia, il padre
di Alessandro Magno. Filippo II conquisto` la Grecia sfruttando per
l'appunto le rivalita` delle singole polis. Ad es., dapprima inizio`
una politica di espansione in Tracia ai danni dei possedimenti
ateniesi dopo essersi garantito la benevolenza della confederazione di
Olinto; qualche anno dopo conquisto` Olinto, che ovviamente non
ricevette un tempestivo aiuto da parte di Atene.
La politica del "divide et impera" e` stata attuata un po' da tutti
gli imperi, compreso quello absburgico. E qui possiamo evitare l'OT
ricordando i versi di Giuseppe Giusti:
E quest'odio che mai non avvicina
il popolo lombardo all'alemanno,
giova *a chi regna dividendo*, e teme
popoli avversi affratellati insieme.
Ciao
Ferdinando
Non vedo cosa ci sarebbe di buffo nelle tre traduzioni citate.
So che non si usano, io stesso preferisco il termine inglese, ma se dovessi
spiegare i concetti a qualcuno che non usa il gergo informatico userei
proprio queste traduzioni, ritenendole azzeccate.
> "passeggiata aleatoria" = "random walk" (questo col s/w non c'entra,
> vuol dire non sapere la fisica, si e' sempre tradotto "cammino casuale")
Vada per la consuetudine... ma non vedo nulla di scandaloso in passeggiata
aleatoria. "Passeggiata" può essere inadatto per una molecola di gas, ma per
esprimere un movimento casuale generico va anche meglio di cammino. Il termine
"cammino" implica velocità quasi costante e maggiore di zero (molecola gas),
quindi non del tutto aleatoria, che invece ha "passeggiata". Avevo scritto
apposito programmino per la passeggiata (sullo schermo). Poi ho fatto quello
per il cammino. Sono due cose ben diverse.
> "demone logaritmico" = "syslogd" (questo invero era in altro fascicolo,
> ha confuso il log nel senso di logbook con il log-aritmo !
> A proposito (o dovrei chiederlo su icling) lo sapete perche' il logbook
> si chiama cosi' vero ? Hint: visitate il museo della scienza a Kensington.
Non so di logbook, ma /daemon tradotto in /demone mi pare efficace.
Demone è un programma che fa una certa funzione da solo (p.es. mail daemon).
> > su alcune delle piu' buffe traduzioni (quali "overflow" = "straripamento",
> > "window manager" = "gestore di finestra", "disk driver" = "pilota del
> > disco")
> Non vedo cosa ci sarebbe di buffo nelle tre traduzioni citate.
sono inusuali. A me lo "straripamento" fa venire in mente "daghela daghela
daghela a 'sti poveri inunda'". Il "gestore" fa pensare a un salumiere di una
volta, di quelli con la matita dietro l'orecchio (non dico per bonta' a cosa
mi fa pensare il "manager"). E il "pilota" a uno d'aereo o di formula 1.
> > "demone logaritmico" = "syslogd" (questo invero era in altro fascicolo,
> > ha confuso il log nel senso di logbook con il log-aritmo !
> Non so di logbook, ma /daemon tradotto in /demone mi pare efficace.
infatti non contestavo demone (de'mone o demo'ne ? :-) ). Ma log, che nel
contesto non ha nulla a che fare con i logaritmi, ma con il "log" o "log file"
o "logbook" (da cui anche login, logon, logoff).
Il "log (book)" e' originariamente il "giornale di bordo", e poi qualsiasi
diario o giornale in cui si tengono annotazioni di routine, p.es. in un
osservatorio (ai tempi che gestivamo il satellite Exosat dovevamo riempire 5
log-books a mano a ogni telecomando che mandavamo).
Il nome "log book" deriva dal fatto che sui giornali di bordo delle navi si
registrava il punto e la velocita' della nave (in nodi). La velocita' era
stimata lanciando dalla nave una corda a nodi (da cui la misura) che era
legata a un tronchetto di legno (appunto il "log", che e' un tronco o
tronchetto, cfr. "log cabin", capanna di tronchi).
D'altra parte Altavista/Babelfish traduceva il logfile come una "lima di
ceppo" .... :-)
> A proposito (o dovrei chiederlo su icling) lo sapete perche' il logbook
> si chiama cosi' vero ? Hint: visitate il museo della scienza a Kensington.
Anche con l'hint (in italiano......???) non ce l'ho fatta: dammi un hint
sull'hint!
>> grazie >> gianluca
>
Opinioni diverse...
per alcuni: Filippo il Macedone
secondo altri: Luigi XI (Diviser pour régner)
>Il nome "log book" deriva dal fatto che sui giornali di bordo delle navi si
>registrava il punto e la velocita' della nave (in nodi). La velocita' era
>stimata lanciando dalla nave una corda a nodi (da cui la misura) che era
>legata a un tronchetto di legno (appunto il "log", che e' un tronco o
>tronchetto, cfr. "log cabin", capanna di tronchi).
per i "terrestri" o "terricoli"
vorrei completare l'informaziome di giovanni spiegando che la
sagoletta con i nodi, posti ad una distanza prefissata (che ora non
ricordo piu'), si lascia scorrere tra le mani e si conta il numero dei
nodi incontrati nel tempo di un minuto.
sempre in tema (anzi, molto fuori tema !!) vorrei aggiungere
che si commette un grossolano errore quando di dice "tot nodi all'ora"
poiche' il "nodo" gia' implica "il tempo".
saluti di mare. massimo
Affinché da "inusuale" derivi "buffo" è indispensabile che esistano i termini
"usuali". Che però io non conosco. Quindi l'aspetto buffo non è nelle parole
in sé, ma nel fatto che tu conosci dei termini "usuali" che io ignoro.
Ri-quindi, non puoi affermare che le traduzioni sono buffe, ma solo che
appaiono buffe a te. Quali sarebbero le traduzioni non buffe?
> > > "demone logaritmico" = "syslogd" (questo invero era in altro fascicolo,
> > > ha confuso il log nel senso di logbook con il log-aritmo !
>
> > Non so di logbook, ma /daemon tradotto in /demone mi pare efficace.
>
> infatti non contestavo demone (de'mone o demo'ne ? :-) ). Ma log, che nel
> contesto non ha nulla a che fare con i logaritmi, ma con il "log" o "log file"
> o "logbook" (da cui anche login, logon, logoff).
... e io non ho detto niente sui logaritmi. Mi è veramente difficile pensare
che traducendo "syslogd" (che è?) salti fuori (dal nulla) "demone".
> stimata lanciando dalla nave una corda a nodi (da cui la misura) che era
> legata a un tronchetto di legno (appunto il "log", che e' un tronco o...
Si lega la corda al legnetto o si lega il legnetto alla corda?
Si attaccano le etichette alla scatola o le scatole alle etichette?
--
Maurizio alias ariete
F.R. del 4° st caccia - L'e' Buna! -
WB id: ariete
email : ari...@warbirds.org
> sempre in tema (anzi, molto fuori tema !!) vorrei aggiungere
>che si commette un grossolano errore quando di dice "tot nodi all'ora"
>poiche' il "nodo" gia' implica "il tempo".
>
Grazie, Massimo.
Ho sempre detto "la barca VA a 5 nodi" ma sbagliavo invece quando dicevo
"quanti nodi FA all'ora?".
--
Bye
Vitt
Secondo me l'ha inventata Montanelli per vendere due copie in più!
Comunque credo che abbia ragione chi l'attribuisce ad Alessandro
( reminiscenze universitarie?)
Luca
Luca
Cfr. "Chi l'ha detto?" Tesoro di citazioni italiane e straniere, di
origine letteraria e storica, ordinate e annotate da Giuseppe
Fumagalli, Hoepli, Milano, X ed. riveduta e aumentata, ristampa 1986,
pag. 238, citazione n. 824.
E, per non avere aperto invano l'ottimo Fumagalli, vi riporto la
prima citazione del volume:
"L'exactitude de citer, c'est un talent beaucoup plus rare que l'on ne
pense" [L'esattezza delle citazioni e' una virtu' assai piu' rara che
non si pensi" Bayle Dictionnaire, art.; Sanchez, Remarques
--
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Et cum aperuisset sigillum septimum, factum est silentium in caelo,
quasi media hora.