--
.........................
groetjes Renée
.........................
groetjes Renée
> Una Italiana mi ha detto che plurale di pomodoro è pomidori. Lei è nata in
> Italia Nord. Mas penso che plurale è pomodori?
> (Io sono Olandese, studio l'Italiano)
La parola "pomodoro" è una parola composta (pomo d'oro) però nell'uso
comune viene oramai percepita come un tutt'uno quindi la forma più
corretta del plurale è "pomodori".
Accettabile, ma poco comune, è anche "pomidoro", ma "pomidori" è
sicuramente sbagliato.
Ciao,
Roger
Renᅵe (Renee)
Roger used his keyboard to write :
> "R" ha scritto:
>
>> Una Italiana mi ha detto che plurale di pomodoro ᅵ pomidori. Lei ᅵ nata in
>> Italia Nord. Mas penso che plurale ᅵ pomodori?
>> (Io sono Olandese, studio l'Italiano)
>
> La parola "pomodoro" ᅵ una parola composta (pomo d'oro) perᅵ nell'uso
> comune viene oramai percepita come un tutt'uno quindi la forma piᅵ
> corretta del plurale ᅵ "pomodori".
>
> Accettabile, ma poco comune, ᅵ anche "pomidoro", ma "pomidori" ᅵ
> sicuramente sbagliato.
>
> Ciao,
> Roger
--
.........................
groetjes Renᅵe
.........................
groetjes Renᅵe
>Una Italiana mi ha detto che plurale di pomodoro č pomidori. Lei č nata
>in Italia Nord. Mas penso che plurale č pomodori?
>(Io sono Olandese, studio l'Italiano)
Il plurale č pomodori.
Pomidori č il plurale della variante regionale pomidoro.
Pomidoro č perň un altro plurale regionale di pomodoro.
Ciao.
Gian Carlo
groetjes Renée (Renee)
magica laid this down on his screen :
> In <mn.33387da4c...@yahoo.com> R <no-t...@yahoo.com>
> scrive...
>
>> Una Italiana mi ha detto che plurale di pomodoro è pomidori. Lei è nata
>> in Italia Nord. Mas penso che plurale è pomodori?
>> (Io sono Olandese, studio l'Italiano)
>
> Il plurale è pomodori.
>
> Pomidori è il plurale della variante regionale pomidoro.
>
> Pomidoro è però un altro plurale regionale di pomodoro.
>
> Ciao.
>
> Gian Carlo
--
> Il plurale č pomodori.
> Pomidoro č perň un altro plurale regionale di pomodoro.
Se sia regionale non lo so, e' etimologico ("pomi d'oro" come diceva
Roger, simile a "il capostazione" "i capistazione") e per me arcaico, in
disuso.
> Pomidori č il plurale della variante regionale pomidoro.
Per me come diceva Roger e' sbagliato e basta. Quale sarebbe la regione
che userebbe mai l'assurdo "un pomi [d'oro]" al singolare ?
(PS nella mia variante regionale sono "tomatis" :-))
--
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>> Pomidori è il plurale della variante regionale pomidoro.
>
> Per me come diceva Roger e' sbagliato e basta. Quale sarebbe la regione
> che userebbe mai l'assurdo "un pomi [d'oro]" al singolare ?
> (PS nella mia variante regionale sono "tomatis" :-))
Mia madre li chiama domates. Lei, però, è greca...
E.D.
Gino used his keyboard to write :
--
on 06/04/2010, Giovanni Drogo supposed :
> On Tue, 6 Apr 2010, magica wrote:
>
>> Il plurale è pomodori.
>> Pomidoro è però un altro plurale regionale di pomodoro.
>
> Se sia regionale non lo so, e' etimologico ("pomi d'oro" come diceva Roger,
> simile a "il capostazione" "i capistazione") e per me arcaico, in disuso.
>
>> Pomidori è il plurale della variante regionale pomidoro.
>
> Per me come diceva Roger e' sbagliato e basta. Quale sarebbe la regione che
> userebbe mai l'assurdo "un pomi [d'oro]" al singolare ?
>
> (PS nella mia variante regionale sono "tomatis" :-))
--
Quella fonte dice "variante popolare" (non regionale) e dice
esplicitamente di un singolare ricalcato da un plurale. Ora, a parte "il
murales" (che pero' e' straniero) quanti altri esempi di singolare
ricalcato da un plurale ci sono ?
>> (PS nella mia variante regionale sono "tomatis" :-))
In realta' ho barato, non e' una variante regionale ma direttamente
dialettale (milanese), il che spiega (a Renee) la desinenza in
consonante. Curiosamente in bergamasco e' "pomate" con la p, cioe'
hanno ibridato l'azteco tomatl con il pomo ...
> Mia madre li chiama domates. Lei, perň, č greca...
Ah ecco infatti tutti sanno che il greco e il bergamasco sono affini,
dato che "alla forchetta ghe dis ol piru'" e al falegname "marangu'".
In realta' queste somiglianze le trovava mio zio (90 anni) che ha fatto
la guerra (e poi la resistenza) in Grecia. Io sospetto che tanto il
bergamasco quanto il greco per questi termini abbiano preso dal
veneziano ...
> Ah ecco infatti tutti sanno che il greco e il bergamasco sono affini,
> dato che "alla forchetta ghe dis ol piru'"
http://forum.dialettando.com/forum_new/show_thread.lasso?codice_thread=20070717121447734527
Una certa tradizione racconta che nei lontani secoli d'oro della Repubblica
Veneta(ma non ricordo più quale secolo fosse), una principessa bizzantina di
lingua greca, venne in sposa a un Doge veneziano, portando con se le sue cose.
Alla sfarzosa e lieta festa, Ella la gentile tirò fuori le sue posate d'oro, tra
cui un angagno a due punte (simile a un forcone) con cui infilzava i "magnareti"
portandoseli alla graziosissima bocca, con principesca e fatata grazia che
lasciò gli ospiti, tutti, inacantati dalla maraviglia.
Ella disse, nella sua lingua simil greca, che l'angagno si chiamava "......" ,
nome che la bocca veneto veneziana riplasmò in PIRON.
Da quel dì in Venezia e poi sempre più lontano, tutti abbandonarono l'arcaico e
rustico modo di mangiare con le mani e incominciarono ad adoperare "el PIRON".
E.D.
Certo non è facile. :-))
In origine, come è già stato detto, il nome era "pomo d'oro" (e ancor
prima "pomo d'amore"), al plurale "pomi d'oro".
Poi si iniziò a scriverlo attaccato "pomodoro" e al plurale,
ricordando la forma staccata, "pomidoro". Così lo scrive nel
Millesettecento Soderini nel suo Trattato di agricoltura.
Ma col tempo la parola venne percepita non più come un nome composto ma
come un unico termine in -o, e il plurale divenne pomodoro-->pomodori,
che oggi si è affermato ed è il più diffuso.
In alcune zone, stranamente, si passò dal plurale staccato "pomi doro"
al singolare unito "pomidoro" e al conseguente plurale "pomidori".
Pomidori e pomidoro (quest'ultimo corretto secondo le regole dei nomi
composti) non sono scomparsi, esistono ancora ma sono poco usati.
Sembra un po' complicato, ma questa è la storia del nome del "pomo
d'oro". Non oso pensare a che cosa sarebbe successo se avessero
continuato a chiamarlo "pomo d'amore". :-))
k
Piron viene dal neogreco peirouni, pirouni, forchetta dall'antico
peronion punteruolo, perno. Termini simili si trovano in tutti i
dialetti con significati leggermente diversi.
E certo l'uso della forchetta (o punteruoli vari usati in un primo tempo
solo per la pasta) si è diffuso a partire da Venezia nel Cinquecento, ma
la più antica citazione risale al Milletrecento e si trova in un libro
di cucina offerto a Roberto D'Angiò nel capitolo De Lasaniis: "Postea
comede cum uno punctorio ligneo accipiendo" (le lasagne).
k
> aspettavo di sentirmi dire "entri pure, si accomodi" ed invece, mi dicevano,
> "trasite, trasite, assetatevi".
"Assettatevi".
> "Assettatevi".
"Assittativi", ma anche (là dove non si dà del "voi", ma si dà del "lei")
"s'assittassi".
Epy
---
"... e adesso siediti su quella seggiola,
stavolta ascoltami senza interrompere,
è tanto tempo che volevo dirtelo..."
http://www.youtube.com/watch?v=KMddhxXv97k
(cit. sedentaria)
Infatti, in una vecchia discussione qualcuno disse che nel suo
dialetto "pomodoro" si dice "pumidoro" col relativo plurale "pumidori".
Da qui il tentativo di italianizzazione in "pomidori" che perň non ha
nessuna base per essere giudicato corretto.
> Ciao.
>
> Gian Carlo
Ciao,
Roger
Non ti preoccupare. Ci sono tanti italiani che con il loro linguaggio ti
faranno divertire.
Auguri!
>> aspettavo di sentirmi dire "entri pure, si accomodi" ed invece, mi dicevano,
>> "trasite, trasite, assetatevi".
>
> "Assettatevi".
Ti pende dal dialetto: in napoletano sarebbe assettàtv o assettatëvë, in
calabrese e siciliano assettativi, con altre varianti praticamente ogni
due chilometri e cento metri
--
Eîpen dè ho Iesoûs, oudè egó se katakríno: poreúou, kaì
apò toû nûn mekéti hamártane (Euaggélion katà Ioánnen, 8,11)
>>> > Pomidori è il plurale della variante regionale pomidoro.
>>>
>>> Per me come diceva Roger e' sbagliato e basta. Quale sarebbe la
>>> regione che userebbe mai l'assurdo "un pomi [d'oro]" al singolare ?
>>
>> http://snipurl.com/vaf58
>
> Quella fonte dice "variante popolare" (non regionale) e dice
> esplicitamente di un singolare ricalcato da un plurale. Ora, a parte "il
> murales" (che pero' e' straniero) quanti altri esempi di singolare
> ricalcato da un plurale ci sono ?
Se non ricordo male "microbo" è una retro-formazione da "microbi", in
origine plurale di "microbio". Ho sentito altri esempi ma adesso non mi
vengono in mente...
solo in alcune parti della Sicilia; un calabrese o un napoletano
diffcilmente usano il lei.
--
Kleine correctie, het moet zijn jou, niet jouw (jouw = bezittelijk
voornaamwoord = pronome possessivo)
Mi piace Campania, Salerno specialmente, conosce?
jacques submitted this idea :
--
FatherMcKenzie brought next idea :
> Il 06/04/2010 18.15, edevils ha scritto:
>
>>> aspettavo di sentirmi dire "entri pure, si accomodi" ed invece, mi
>>> dicevano,
>>> "trasite, trasite, assetatevi".
>>
>> "Assettatevi".
>
> Ti pende dal dialetto: in napoletano sarebbe assettàtv o assettatëvë, in
> calabrese e siciliano assettativi, con altre varianti praticamente ogni due
> chilometri e cento metri
--
>Ella disse, nella sua lingua simil greca, che l'angagno si
>chiamava "......" , nome che la bocca veneto veneziana
>riplasmò in PIRON.
Noter de Berghem, de Berghem de sura, a la furcheta 'n ghe dis ol
pirù.
Ciao.
Gian Carlo
> Ah ecco infatti tutti sanno che il greco e il bergamasco sono
> affini, dato che "alla forchetta ghe dis ol piru'" e al
> falegname "marangu'". In realta' queste somiglianze le trovava
> mio zio (90 anni) che ha fatto
> la guerra (e poi la resistenza) in Grecia. Io sospetto che
> tanto il bergamasco quanto il greco per questi termini abbiano
> preso dal veneziano ...
Piròn e marangòn ci sono anche in friulano.
Per completezza:
el piròn= la forchetta
la sedòn= il cucchiaio
el curtìs(c)= il coltello.
--
"I don't claim anything in this document is accurate to within a
factor of ¶; after all, I'm just an astronomer, and we like to
set c=h=k=¶=1 . When the answer is wrong, we just redefine the
units."
-- Michael E. Ressler, LyX Documentation Team.
> Dove se parla il più bel' Italiano?
> (non uso un dictionario, scusi mi fanno multo sbagli.)
Al Collegio dei Gesuiti.
p.s. meglio se rispondi sotto ai messaggi ricevuti, non sopra.
--
"It [marriage] happens as with cages: the birds without despair
to get in, and those within despair of getting out."
-- Michel Eyquem de Montaigne
> « trasite! » (dialetto leccese): entrate!
latino trans-ite
Su Wikipedia veneta, oltre a "piròn"
http://vec.wikipedia.org/wiki/Piron
c'è anche "cuciaro":
http://vec.wikipedia.org/wiki/Cuciaro
Da dove arriva quel "sedòn"?
Epi
---
"... la gente ha voglia di gridare e fare a botte,
come le stelle hanno bisogno della notte,
perché un nemico nella vita sai cos'è:
un cucchiaino di zucchero nel the..."
http://www.youtube.com/watch?v=brUJB3S2QZM
(cit. posata)
> [...] trans-ite
È quello che dice Marrazzo al termine della... seduta?
Roger
> una principessa bizzantina di lingua greca,
Assai bizzosa ? :-)
> cui un angagno a due punte (simile a un forcone)
che cosa sarebbe un angagno ?
Avevo sentito la storia della forchetta legata a una principessa
bizantina, ma mi pare fosse Teofane moglie di un imperatore Ottone del
SRI.
> In alcune zone, stranamente, si passò dal plurale staccato "pomi doro"
> al singolare unito "pomidoro" e al conseguente plurale "pomidori".
Si' ma ... mi incuriosirebbe sapere quali sono queste "alcune zone".
E anche uscendo dall'Italia, quali lingue hanno mantenuto l'azteco
tomatl e quali hanno inventato altri termini. Come dicevo so che il
lombardo occidentale e' della linea del tomatl (tomatis), mentre il
lombardo orientale ha ibridato ("p"omate).
>> una principessa bizzantina di lingua greca,
>
> Assai bizzosa ? :-)
Copincollator non porta pena...
>> cui un angagno a due punte (simile a un forcone)
>
> che cosa sarebbe un angagno ?
In veneto dovrebbe significare attrezzo, arnese, marchingegno.
E.D.
Ho scritto "alcune zone" perché ad esempio da noi non si dice, ma non
ho trovato con precisione in quali. Pomidori si trova al Sud (c'è
un'azienda di San marzano che l'ha scritto sul prodotto) e anche in
Romagna, dove l'ho trovato il singolare "al pomidori", il pomodoro.
Quindi penso che abbiano ragione quegli autori che lo danno come
"popolare" e non come "regionale", anche se non compare ovunque.
> E anche uscendo dall'Italia, quali lingue hanno mantenuto l'azteco
> tomatl e quali hanno inventato altri termini. Come dicevo so che il
> lombardo occidentale e' della linea del tomatl (tomatis), mentre il
> lombardo orientale ha ibridato ("p"omate).
Spagnolo tomata --> fr. (e ted.) tomate; catalano tomatec --> genov.
tomata, piemont. tomatica, milanese, emiliano tomatas ecc.
Rumeno e portoghese tomata.
k
Dal gotico skaido, orta di mestolo o cucchiaio da cucina.
k
>> E anche uscendo dall'Italia, quali lingue hanno mantenuto l'azteco
>> tomatl e quali hanno inventato altri termini. Come dicevo so che il
>> lombardo occidentale e' della linea del tomatl (tomatis), mentre il
>> lombardo orientale ha ibridato ("p"omate).
>
> Spagnolo tomata --> fr. (e ted.) tomate; catalano tomatec --> genov.
> tomata, piemont. tomatica, milanese, emiliano tomatas ecc.
> Rumeno e portoghese tomata.
Questo l'ho trovato in rete:
In Abruzzo: pammador, in Basilicata: pummidòre, in Calabria:
pimmadoru, pumadoru, pummadòru, in Campania: prommarola, pummarola, in
Corsica: pumidoru, pumidoru, pomudoru, in Emilia Romagna: pómdòr,
pomdor, tomàca, tumàtis, tumätis, in Friuli Venezia Giulia: tomat, in
Lazio: pmb'rol', pummidora, pummidoro, in Liguria: pumata (Ventimiglia),
Tomata, tomata ( pr: tumata), tumata, in Lombardia: pomates, pomàtis,
pumudamuri, tumàtis, in Piemonte: tomatisa, tumatica, in Puglia:
pemedòre, pummitoru in Sardegna: tammata, tammatta.
k
>> Spagnolo tomata --> fr. (e ted.) tomate;
Anche in spagnolo è tomate
http://buscon.rae.es/draeI/SrvltConsulta?TIPO_BUS=3&LEMA=tomate
dal nahua tomatl
> in Calabria: pimmadoru, pumadoru, pummadòru,
segnalo anche pimmarùëru nel cosentino e pummaduòru più a sud
a CZ qualcuno, a somiglianza di altre mb/nd che nel catanzarese sono
conservate (bambagia-vambacia), sovracorregge pumbadoru.
>in Lombardia: pomates, pom�tis, pumudamuri, tum�tis
Qui, nella bassissima bergamasca, "tum�tes" (raramente "pum�tes").
Quel "pumudamuri" per� suona stranissimo al mio orecchio lombardo.
Ciao.
Gian Carlo
"Trasite, trasite, assettatevi" è una frase dialettale che letteralmente
significa "Entrate, entrate, accomodatevi".
"Assettatevi" non ha nulla a che vedere con l'aggettivo "assetato" che,
come giustamente dici, si riferisce a chi ha sete.
> Fiorelisa <fiore...@alice.it> writes:
>>l'ho sentito dire soprattutto da persone anziane
>
> Ovunque nel mondo le espressioni regionali sembrano essere utilizzato
> più da persone anziane. I giovani sono cresciuto guardando i media
> sovraregionali.
[Con l'ausiliare "essere" il participio passato concorda col soggetto:
"essere utilizzate", "sono cresciute".]
Sì, ma parlano anche tra di loro, ed un giovane laziale parla più spesso
con altri giovani laziali che con giovani friulani; quindi anche
espressioni giovanili e di coniazione recente possono variare da una
regione all'altra.
(Ad es. non ho idea di come si dica "kebabbaro" in toscano -- immagino
"kebabaio" ma non ricordo di averlo mai sentito -- e non è esattamente
una parola "antica", l'avrò usata per la prima volta tre-quattro anni fa.)
> Renée (Renee) <no-t...@yahoo.com> writes:
>>non ho capito: Trasita, Trasita, assetatevi... le clou :/, puoi
>>spiegare? assetare = dorstig, thirsty?
>
> « trasite! » (dialetto leccese): entrate!
> « assettare »: mettere in ordine, accomodare
In napoletano significa "sedersi", e l'ho sentito anche in un qualche
dialetto laziale con lo stesso significato.
> On Wed, 07 Apr 2010 15:10:25 +0000, Stefan Ram wrote:
>
>> Fiorelisa <fiore...@alice.it> writes:
>>>l'ho sentito dire soprattutto da persone anziane
>>
>> Ovunque nel mondo le espressioni regionali sembrano essere utilizzato
>> più da persone anziane. I giovani sono cresciuto guardando i media
>> sovraregionali.
> [Con l'ausiliare "essere" il participio passato concorda col soggetto:
> "essere utilizzate", "sono cresciute".]
"cresciuti"... http://en.wikipedia.org/wiki/Muphry%27s_law
> solo in alcune parti della Sicilia; un calabrese o un napoletano
> diffcilmente usano il lei.
Mah, a me pare che la situazione, almeno per Napoli, sia ben
sintetizzata da chi ha scritto quanto segue su Yahoo! Answers:
"c'è una differenza tra il LEI e il VOI.. il voi si usa per rispetto
nei confronti di persone più anziane ma è comunque più colloquiale e
intimo del lei, che è invece molto formale e si usa anche tra
coetanei, quando non ci si conosce o in ambiente di lavoro e di
affari!"
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090418055118AA3iyrJ
> "c'è una differenza tra il LEI e il VOI.. il voi si usa per rispetto
> nei confronti di persone più anziane ma è comunque più colloquiale e
> intimo del lei, che è invece molto formale e si usa anche tra
> coetanei, quando non ci si conosce o in ambiente di lavoro e di
> affari!"
Sì, per esempio sul lavoro e all'università; ma i contesti formali sono
appunto quelli in cui si usa per definizione l'italiano standard e si
indulge meno agli usi regionali
Ciao Renée.
Posso darti qualche pedante consiglio non richiesto?
Qui da noi usa il quoting in alto, la risposta in basso.
Si preferisce non quotare indiscriminatamente tutto il messaggio, ma
solo quel che serve per dare contesto alla risposta, punto per punto.
Non ti arrabbiare se ti dico anche: fai troppi post di solo "Grazie!".
Semmai potresti accorpare il "grazie" ad altri messaggi dove dici
altre cose.
Un'ultima nota tecnica e poi la smetto di rompere...: prima della
firma, ci vanno due trattini e uno spazio, non solo due trattini, così
i programmi riconoscono che si tratta di una firma, e per esempio
consentono di non visualizzare ogni volta la firma, se questa è
l'impostazione scelta dall'utente.
> Quel "pumudamuri" perň suona stranissimo al mio orecchio lombardo.
Sembra siciliano.
k
> Il 07/04/2010 18.23, edevils ha scritto:
>
>> "c'è una differenza tra il LEI e il VOI.. il voi si usa per rispetto
>> nei confronti di persone più anziane ma è comunque più colloquiale e
>> intimo del lei, che è invece molto formale e si usa anche tra coetanei,
>> quando non ci si conosce o in ambiente di lavoro e di affari!"
>
> Sì, per esempio sul lavoro e all'università; ma i contesti formali sono
> appunto quelli in cui si usa per definizione l'italiano standard e si
> indulge meno agli usi regionali
Bah. Se devo parlare con un professore all'università che conosco da
parecchio e che viene da Roma parlo romanaccio (cosa che tipicamente fa
anche il professore) ma gli do del lei, e se devo dare indicazioni
stradali a uno sconosciuto della mia età o più giovane gli do del tu ma
uso la miglior approssimazione all'italiano standard che mi viene
naturale. (YMMV; a Fisica, dove è raro che in una classe ci siano più di
una dozzina di studenti, è abbastanza prevedibile che i rapporti tra
professori e studenti siano più informali che ad es. a Giurisprudenza.)
> Bah. Se devo parlare con un professore all'università che conosco da
> parecchio e che viene da Roma parlo romanaccio (cosa che tipicamente fa
> anche il professore) ma gli do del lei,
non so in romano; in napoletano viene difficile dare del lei.
Passando al dialetto, vien fatto di passare al "vuje"
> YMMV; a Fisica, dove è raro che in una classe ci siano più di
> una dozzina di studenti, è abbastanza prevedibile che i rapporti tra
> professori e studenti siano più informali che ad es. a Giurisprudenza.)
In generale nelle facoltà scientifiche i rapporti sono poco formali,
anche il modo di vestire. Ricordo che una volta andai alla laurea di un
amico, in Giurisprudenza, e mi cacciarono dall'aula magna perché non
portavo la cravatta. Nella mia seduta di laurea, invece, il presidente,
un genetista di valore, era in jeans, maglione e scarpe di gomma come me....
Boh.
> Epi
> ---
> "... la gente ha voglia di gridare e fare a botte,
> come le stelle hanno bisogno della notte,
> perché un nemico nella vita sai cos'è:
> un cucchiaino di zucchero nel the..."
> http://www.youtube.com/watch?v=brUJB3S2QZM
> (cit. posata)
Gòditi un po' di musica furlana moderna:
http://www.lasedonsalvadie.com/
http://www.myspace.com/lasedonsalvadie
http://www.ecchermusic.com/sedon.asp
--
"Nature, to be commanded, must be obeyed."
-- Francis Bacon (1561-1626)
In friulano c'è l'argagn.
--
"I cannot and will not cut my conscience to fit this year's
fashions."
-- Lillian Hellman
Io ho letto anni fa che Napoli era l'unica città italiana dove
le classi colte preferivano parlare in italiano fra loro, pur
usando normalmente il napoletano con la gente comune.
(Come i nobili russi che usavano il francese?)
--
"Più mi spiego e meno mi capisco."
-- Eugène Ionesco
Ho sentito dire "le pomate", di genere femminile (cosě come le peperone e le
spinaci).
Confermi?
Ciao.
Sergio.
>> Su Wikipedia veneta, oltre a "piròn"
>> http://vec.wikipedia.org/wiki/Piron
>> c'è anche "cuciaro":
>> http://vec.wikipedia.org/wiki/Cuciaro
>> Da dove arriva quel "sedòn"?
> Boh.
> Gòditi un po' di musica furlana moderna:
> http://www.lasedonsalvadie.com/
> http://www.myspace.com/lasedonsalvadie
> http://www.ecchermusic.com/sedon.asp
Bene, mi hai confuso le idee ancora di più: se "sedon salvadie" significa
"sedano selvatico", che c'entra il cucchiaio?
Oppure ha a che fare con la città di Sedona, nota cittadina turistica
dell'Arizona?
Non lo sapremo mai.
Epimeteo
---
"... there ain't no breeze to cool the heat of love...
It's as clear as a sunrise in Sedona,
just what it is that's blowin' in the wind.
It's the fire in her eyes..."
http://www.youtube.com/watch?v=oZpj9N0ctbE
(cit. sedonitica)
Ciao edevils,
Uso mesnews per leggere i newsgroups, non posso adattarlo per ogni
singolo gruppo, mi dispiace.
Ma posso tagliare e incollare le mie risposte per metterla sotto un
messaggio.
Non sara postare molto qui, solo leggere. Non voglio disturbare.
--
.........................
groetjes Renée
.........................
groetjes Renée
Capra?
k
Confermo č sicilianissimo. :-))
k
> Ciao edevils,
>
> Uso mesnews per leggere i newsgroups, non posso adattarlo per ogni
> singolo gruppo, mi dispiace.
Non conosco mesnews, però le regole che edelvis ha puntualizzato valgono
per tutti i newsgroups: quindi, se mesnews non ti consente di rispettare
quelle regole, è meglio che cambi newsreader, perché sennò sarai sempre
'fuori regola', tuo malgrado, in qualsiasi newsgroup.
> Ma posso tagliare e incollare le mie risposte per metterla sotto un
> messaggio.
E' una soluzione un po' scomoda, però!
> Non sara postare molto qui, solo leggere. Non voglio disturbare.
Ma noi ci siamo già affezionati a te... :) Non te ne andare!
> [...]
> Uso mesnews per leggere i newsgroups, non posso adattarlo per ogni singolo
> gruppo, mi dispiace.
La regola di scrivere la risposta "sotto" il messaggio quotato è valida
per tutti i newsgroup e tutti i newsreader, compreso mesnews, te lo
consentono.
> groetjes Renée
Ciao,
Roger
> In generale nelle facoltà scientifiche i rapporti sono poco formali,
> anche il modo di vestire. Ricordo che una volta andai alla laurea di un
> amico, in Giurisprudenza, e mi cacciarono dall'aula magna perché non
> portavo la cravatta. Nella mia seduta di laurea, invece, il presidente,
> un genetista di valore, era in jeans, maglione e scarpe di gomma come
> me....
Nella mia, il mio relatore di tesi si era messo la cravatta solo perché
c'era una laurea ad memoriam a uno studente morto; aveva dovuto vedere su
Internet come si faceva il nodo, perché non lo aveva mai fatto prima...
Strano, sempre sentito sèlino per il sedano.
--
"Nothing is so firmly believed as that which we least know."
-- Michel de Montaigne
Eh?
Vuol dire aggeggio, arnese, strumento, ordigno, imbroglio.
--
In a Rhodes tailor shop:
"Order your summers suit. Because is big rush we will execute
customers in strict rotation."
> sempre sentito sᅵlino per il sedano.
Che, tanto per cambiare, ᅵ identico al termine greco.
E.D.
> Che, tanto per cambiare, è identico al termine greco.
Edì, quando tu citi dei termini greci, immagino che ti riferisca al greco
moderno, ma regolarmente ritrovo la parola citata sul mio vecio Rocci di
greco antico.
"Selinon, tò": "apio, prezzemolo, sedano, petroselino".
"Petroselino" non l'avevo mai sentito, ma adesso mi viene in mente che in
qualche ragione dell'Italia meridionale (Calabria? Sicilia?) il prezzemolo
si chiama "petrosino" (che è pure il nome di un famoso poliziotto
italo-americano, vissuto a New York nella seconda metà dell'Ottocento).
Anche "apio" per me è nuovo, ma il mio vecio Zing. lo dà nella forma "appio"
con il significato di "sedano", mentre per il greco "apion" il Rocci dice
che è la "pera".
Sarà vero anche oggi? Che confusione...
Ciao.
Epimetheus
---
"... vogliamo la Repubblica delle Banane,
ci basta che ci sia un bollino blu,
ma le pere non basta farle vedere,
bisognerebbe toccare per sapere
se son vere pere..."
http://www.youtube.com/watch?v=GXRFoZ59Mok
(cit. pirofila)
> Edì, quando tu citi dei termini greci, immagino che ti riferisca al greco
> moderno, ma regolarmente ritrovo la parola citata sul mio vecio Rocci
> di greco antico.
Sarà che il mio greco moderno è ormai un po' antico...
> Anche "apio" per me è nuovo, ma il mio vecio Zing. lo dà nella forma "appio"
> con il significato di "sedano", mentre per il greco "apion" il Rocci dice
> che è la "pera".
> Sarà vero anche oggi?
Oggi la pera si chiama "achlàdhi", ma i romei costantinopoliti dicono "apìdhi".
E.D.
> "edi'®" <zo...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
> news:IDAvn.155667$9f6.2...@twister1.libero.it...
> > "ADPUF" <flyh...@mosq.it> ha scritto
> >> sempre sentito sèlino per il sedano.
>
> > Che, tanto per cambiare, è identico al termine greco.
>
> Edì, quando tu citi dei termini greci, immagino che ti riferisca al greco
> moderno, ma regolarmente ritrovo la parola citata sul mio vecio Rocci di
> greco antico.
> "Selinon, tò": "apio, prezzemolo, sedano, petroselino".
> "Petroselino" non l'avevo mai sentito, ma adesso mi viene in mente che in
> qualche ragione dell'Italia meridionale (Calabria? Sicilia?) il prezzemolo
> si chiama "petrosino" (che è pure il nome di un famoso poliziotto
> italo-americano, vissuto a New York nella seconda metà dell'Ottocento).
>
> Anche "apio" per me è nuovo, ma il mio vecio Zing. lo dà nella forma "appio"
> con il significato di "sedano", mentre per il greco "apion" il Rocci dice
> che è la "pera".
> Sarà vero anche oggi? Che confusione...
/Petroselinum/ /crispum/ è il nome scientifico del prezzemolo.
Esiste Petrosino in provincia di Trapani (e significa proprio
prezzemolo); ma non distante (circa 40 km) c'è Selinunte il
cui nome viene dal greco "selinon" per via del sedano selvatico.
La confusione l'ha fatta il vecio Rocci?
Guarda "apio" su www.etimo.it e troverai altre risposte. O altre
domande?
Ciao
Enrico
>> > sempre sentito sèlino per il sedano.
>> Che, tanto per cambiare, è identico al termine greco.
mai sentito nulla di tutto cio' ma in milanese il sedano e' "seler" o
"seleri" (che suona come l'inglese "celery"). Stessa radice /sel/ ?
Ma da dove vengono 'sti ortaggi ? :-)
> "Selinon, tò": "apio, prezzemolo, sedano, petroselino".
> "Petroselino" non l'avevo mai sentito,
avevo sentito "petroselinum" come nome scientifico del prezzemolo.
In bergamasco e' "pedersem" (ha la radice di "pietra"). In milanese e'
piu' banalmente "erborin".
--
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> On Fri, 9 Apr 2010, Epimeteo wrote:
>
> >> > sempre sentito sèlino per il sedano.
> >> Che, tanto per cambiare, è identico al termine greco.
>
> mai sentito nulla di tutto cio' ma in milanese il sedano e' "seler" o
> "seleri" (che suona come l'inglese "celery"). Stessa radice /sel/ ?
> Ma da dove vengono 'sti ortaggi ? :-)
Il "New Oxford American Dictionary" dà /celery/ come derivato dal
francese /céleri/, a sua volta da italiano dialettale /selleri/,
basato sul greco selinon cioè prezzemolo (/parsley/).
La confusione aumenta! :)
Ma alla voce /parsley/ troviamo un'etimologia: antico inglese
/petersilie/ attraverso il tardo latino derivato dal
greco "petra+selinon", influenzato nel medio inglese dall'antico
francese /peresil/ con la stessa origine.
E la domanda è: per i greci prezzemolo e sedano erano la stessa cosa?
Ciao
Enrico
> E la domanda č: per i greci prezzemolo e sedano erano la stessa cosa?
http://www.ortofrutticola.it/tesoridalbenga/aromatiche/prezzemolo.php
Prezzemolo: dal latino petroselinu(m), greco petroselinon "sedano che cresce tra
le pietre", da petra "pietra" e selinon "sedano", poiché pare che la pianta
crescesse spontanea tra le rupi della Macedonia.
Oggi il prezzemolo si chiama "maidhanňs".
E.D.
> Sarà che il mio greco moderno è ormai un po' antico...
Ma dai, non ti buttare giù: sembri un ragazzino!
>> Anche "apio" per me è nuovo, ma il mio vecio Zing. lo dà nella forma
>> "appio" con il significato di "sedano", mentre per il greco "apion" il
>> Rocci dice che è la "pera".
>> Sarà vero anche oggi?
> Oggi la pera si chiama "achlàdhi", ma i romei costantinopoliti dicono
> "apìdhi".
Vinto dalla curiosità, mi sono precipitato a compulsare per la millesima
volta il vecio Rocci: non solo c'è "apìdion" (la pera) e "apidèa (il pero),
ma c'è anche "achlàs, achlàdos", che rimanda ad "achràs, achràdos" (pero
selvatico, peruggine): la lingua greca è immortale!
Naturalmente il vecio Zing. non riporta "peruggine" (segno che la lingua
italiana è mortale), ma per fortuna l'ho trovato, insieme a "meluggine"
(melo selvatico), nel Catechismo Agrario dell'Accademia di Agricoltura di
Verona.
Non ci resta che zappare...
Epimeteo
---
"...l'erba è alta ormai lo so
e dovrei potare il melo...
Quanta polvere c'è,
dentro casa è tutto un velo..."
http://www.youtube.com/watch?v=GSmGazFx4gQ
(cit. di melomane)
> /Petroselinum/ /crispum/ � il nome scientifico del prezzemolo.
> Esiste Petrosino in provincia di Trapani (e significa proprio
> prezzemolo); ma non distante (circa 40 km) c'� Selinunte il
> cui nome viene dal greco "selinon" per via del sedano selvatico.
> La confusione l'ha fatta il vecio Rocci?
>
> Guarda "apio" su www.etimo.it e troverai altre risposte. O altre
> domande?
Niente pi� domande. In fondo si tratta di macedonie e di minestroni, dunque
tutto va mescolato accuratamente: alla voce "appio-apio", insieme alla
mitica "accia" (il "sedano" per i siciliani), il Pianigiani si diverte a
mettere insieme mele e pere.
Ne viene fuori un'insalata "nouvelle cuisine" niente male...
Grazie!
Epy
---
"... alta... bella... bionda...
Alta, bella, bionda.
Occhi... celesti...
Puppe a pera,
tu hai le puppe a pera,
tu hai le puppe a pera,
pera, pera, pera, pera, pera...
Puppe a pera..."
http://www.youtube.com/watch?v=7eS5Yy42hTI
(cit. di piromane)
> Quella fonte dice "variante popolare" (non regionale) e dice
> esplicitamente di un singolare ricalcato da un plurale. Ora, a parte "il
> murales" (che pero' e' straniero) quanti altri esempi di singolare
> ricalcato da un plurale ci sono ?
Anche "caco" da "cachi" conta come straniero? (In giapponese "kaki" è
indeclinabile, come praticamente tutti i sostantivi (a meno di non
contare le postposizioni come declinazione).)
> "Petroselino" non l'avevo mai sentito, ma adesso mi viene in mente che in
> qualche ragione dell'Italia meridionale (Calabria? Sicilia?) il prezzemolo
> si chiama "petrosino" (che è pure il nome di un famoso poliziotto
> italo-americano, vissuto a New York nella seconda metà dell'Ottocento)
Protagonista di un famoso scemeggiato televisivo degli anni '70 che
terminava col celebre motivo
Statevi accorti a quello che fate,
voi, picciotti di Broccolino:
è cominciato nu repulisti finu,
Joe Petrosino vi faci tremari.
E quattro colpi, quattro colpi
gli dovete sparari
.....
(cit musicale pseudosiciliana)
> Naturalmente il vecio Zing. non riporta "peruggine" (segno che la lingua
> italiana ᅵ mortale), ma per fortuna l'ho trovato, insieme a "meluggine"
Ma questa "peruggine" sarebbe poi la "pera ruggine" (io conoscevo
questa, rara, e la piu' comune "mela ruggine" anche se al giorno d'oggi
sono difficili da trovare.
Quest'anno un bancarellaro ci ha procurato per quasi tutto l'inverno le
antiche pere Martine a buon prezzo. Non le avevo mai mangiate
(consapevolmente) e sono tutta un'altra cosa tra le pere cotte. Roba da
far invidia alla Banca Commerciale.
(snip col coltello da frutta)
> Quest'anno un bancarellaro ci ha procurato per quasi tutto l'inverno le
> antiche pere Martine a buon prezzo. Non le avevo mai mangiate
> (consapevolmente) e sono tutta un'altra cosa tra le pere cotte. Roba da
> far invidia alla Banca Commerciale.
Stai cercando di insinuare che quelli della Banca Commerciale sono
"peracottari"?
Che ti hanno combinato?
Certo, sul piano pubblicitario, a partire dal celebre "Chi Vespa mangia la
mela", la mela ha un'immagine molto più "vincente" della pera... Negli
ultimi anni, poi, la "pera" è stata sempre più associata alla droga, con un
esito pubblicitario disastroso. Eppure io la trovo, generalmente, molto più
saporita della mela.
Ciao.
Epimeteo
---
"... che mele, che mele, son dolci come il miele,
son rosse, son grosse, son pronte da mangiar...
Chi mangia le mele va sempre a gonfie vele,
son buone, fan bene, le dita fan succhiar...
Vendo pure le banane, il cocco e l'ananas,
tutta frutta prelibata che vien dal Canada..."
http://www.youtube.com/watch?v=aXC9S5CZs40
(cit. melodrammatica)
> Quest'anno un bancarellaro ci ha procurato per quasi tutto l'inverno le
> antiche pere Martine a buon prezzo. Non le avevo mai mangiate
> (consapevolmente) e sono tutta un'altra cosa tra le pere cotte. Roba da
> far invidia alla Banca Commerciale.
Da noi si chiama "martin séch", martina secca, quella piccola e
"martina" quella più grande. C'è stato un periodo in cui erano diventate
una rarità, ma da qualche anno le coltivano di nuovo su larga scala.
k
> Il "New Oxford American Dictionary" dà /celery/ come derivato dal
> francese /céleri/, a sua volta da italiano dialettale /selleri/,
> basato sul greco selinon cioè prezzemolo (/parsley/).
>
> La confusione aumenta! :)
>
> Ma alla voce /parsley/ troviamo un'etimologia: antico inglese
> /petersilie/ attraverso il tardo latino derivato dal
> greco "petra+selinon", influenzato nel medio inglese dall'antico
> francese /peresil/ con la stessa origine.
>
> E la domanda è: per i greci prezzemolo e sedano erano la stessa cosa?
Anticamente non è che avessero classificazioni precise e credevano che
il prezzemolo fosse una sorta di sedano sevatico.
Anche oggi molti chiamano il luppolo "asparago sevatico". :-))
k
>> (consapevolmente) e sono tutta un'altra cosa tra le pere cotte. Roba da
>> far invidia alla Banca Commerciale.
> Stai cercando di insinuare che quelli della Banca Commerciale sono
> "peracottari"? Che ti hanno combinato?
E' una vecchia storia milanese di un peracottaro (di quelli veri, quando
esistevano) che aveva il banchetto in piazza della Scala sotto
l'edificio beltramiano della Banca Commerciale.
Un amico chiese dei soldi in prestito al peracottaro. E lui indicando la
Banca :
"te la vedet ? Emm fa un accordi, mi e lee. Lee de vend minga i per
cott, e mi de impresta' minga i danee"
("la vedi ? Abbiamo fatto un accordo, io e la banca. Lei di non vendere
le pere cotte, e io di non prestare soldi")
Un accordo esemplare!
Ora ho capito perché quella che si chiamava Banca Commerciale ora si chiama
Banca Intesa.
Epy
---
"... erano giorni magri,
non avevo in tasca una lira...
Erano giorni magri,
tu potevi darmi una mano...
Avevo solo te
e tu non alzavi un dito..."
http://www.youtube.com/watch?v=sjcKGzPhpAM
(cit. economica)
> "te la vedet ? Emm fa un accordi, mi e lee. Lee de vend minga i per
Lee il generale o Lee del ristorante coreano?
> Ora ho capito perché quella che si chiamava Banca Commerciale ora si chiama
> Banca Intesa.
Si chiamava, ora è SanPaolo Intesa, o viceversa
Entrambi gli indirizzi funzionano
http://www.intesasanpaolo.com/ (vista da sinistra)
http://www.sanpaolointesa.com/ (vista da destra)
(sta cosa qui io non l'ho intesa, chuederò alle suore di S. Paolo)
>> Ma alla voce /parsley/ troviamo un'etimologia: antico inglese
>> /petersilie/ attraverso il tardo latino derivato dal greco
>> "petra+selinon", influenzato nel medio inglese dall'antico
>> francese /peresil/ con la stessa origine.
Are you going to Scarborough Fair?
Parsley, sage, rosemary and thyme,
Remember me to one who lives there,
For she once was a true love of mine.
Stai andando alla fiera di Scarborough?
Prezzemolo, salvia, rosmarino e timo,
Salutami una persona che vive lì,
lei che un tempo fu il mio vero amore.
> [La pera] Eppure io la trovo,
> generalmente, molto più saporita della mela.
Troppo dolce per i miei gusti...
> Il 09/04/2010 18.57, Giovanni Drogo ha scritto:
>
>> "te la vedet ? Emm fa un accordi, mi e lee. Lee de vend minga i per
>
> Lee il generale o Lee del ristorante coreano?
"Lee" è il cognome più diffuso a Toronto (e "Li" quello più diffuso in
Canada).
http://www.cbc.ca/news/background/name-change/common-surnames.html
> "Lee" è il cognome più diffuso a Toronto (e "Li" quello più diffuso in
> Canada).
> http://www.cbc.ca/news/background/name-change/common-surnames.html
Solo di quelli che compaioo sulla guida del telefono:
"Citing privacy reasons, Statistics Canada does not make available the
most common surnames that it collects through the census. Other
countries, notably the U.S., do, but this is not Canada's way and as a
result the following lists have been cobbled together from a compendium
of searchable telephone directories.[...]
It's an unscientific study of surnames — and, of course, doesn't take
into account those who've ditched their landlines for cellphones, or
homes with unlisted numbers. It also ranks them by household, not
necessarily individuals".
But it does give an indication of how much more ethnically diverse
Canada has become compared to just a few decades ago.
> in milanese il sedano e' "seler" o
> "seleri"
"Sellero" in romanesco, da cui "sellerone" per "lungagnone"...
--
Questa, signori miei, è porno-anarchia...
Quell'a- di apidhi e achladhi è privativo?
> Naturalmente il vecio Zing. non
> riporta "peruggine" (segno che la lingua italiana è mortale),
> ma per fortuna l'ho trovato, insieme a "meluggine" (melo
> selvatico), nel Catechismo Agrario dell'Accademia di
> Agricoltura di Verona.
> Non ci resta che zappare...
Cesellatori di zolle, fa più fino di "zappatori".
--
"I read somewhere that 77 per cent of all the mentally ill live
in poverty. Actually, I'm more intrigued by the 23 per cent who
are apparently doing quite well for themselves."
-- Jerry Garcia, dei "Grateful Dead"
Adolfo Celi, grande misconosciuto.
> Statevi accorti a quello che fate,
> voi, picciotti di Broccolino:
> � cominciato nu repulisti finu,
> Joe Petrosino vi faci tremari.
> E quattro colpi, quattro colpi
> gli dovete sparari
> .....
> (cit musicale pseudosiciliana)
C'� anche "il Petruzzelli di Bari".
Ma c'entra come i sedani a merenda.
--
"The course of true anything never does run smooth."
-- Samuel Butler
Quindi il cognome dell'editore Sellerio vuol dire sedano.
> Ma alla voce /parsley/ troviamo un'etimologia: antico inglese
> /petersilie/ attraverso il tardo latino derivato dal
> greco "petra+selinon", influenzato nel medio inglese
> dall'antico francese /peresil/ con la stessa origine.
>
> E la domanda č: per i greci prezzemolo e sedano erano la
> stessa cosa?
L'italiano č molto carente quanto a nomi di vegetali e animali.
Ciň in quanto era lingua scritta di dotti eruditi che schifavano
le cose materiali del volgo (come gli intellettuali d'oggi).
--
"What a wonderful sensation it is, with the power of 600 cubic
centimetres between my legs."
-- Exam howlers as noted by Eric W. N. Smith
Una differenza tra mele e pere è che nell'acqua la pera affonda,
la mela galleggia.
Tale straordinario fatto ha un profondissimo significato
metaforico, ma io non lo so.
--
"Queequeg was a native of Rokovoko, an island far away to the
West and South. It is not down in any map; true places never
are."
Herman Melville, Moby Dick.
Per me tutte le banche sono filiali della Banca Irudo.
--
"Loi d'Archim�de: plus la femme est l�g�re, plus les d�penses
sont lourdes."
-- SIM
Lo sai come si pronuncia Scarborough?
--
"Dieu (s'il y a un Dieu) est dans ma conscience (si j'ai une
conscience)."
-- Gustave Flaubert
> La lingua Italiana non è facile :)
Neanche il nederlands è facile, soprattutto il parlato!
Tabhall
in Friuli Venezia Giulia: tomat,
Questa mi giunge nuova. In Friuli il "tomᅵt" ᅵ una maschera scolpita nel
legno, tipica del Carnevale.
Tabhall
>> Qui, nella bassissima bergamasca, "tumātes" (raramente "pumātes").
>
>Ho sentito dire "le pomate", di genere femminile (cosė come le
>peperone e le spinaci).
>Confermi?
No. Io ho sempre sentito dire:
al tumates (il pomodoro), i tumates (i pomodori);
al pierų (il peperone), i pierų (i peperoni);
[al spinās (lo spinacio)], i spinās (gli spinaci).
Ciao.
Gian Carlo
Solo viceversa: Intesa Sanpaolo (S.p.A.).