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"no" davanti all'aggettivo

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Davide Pioggia

unread,
Jun 15, 2015, 4:59:09 PM6/15/15
to
Sto analizzando il testo dialettale d'un autore romagnolo che, traducendo
a piè di pagina, scrive "no" davanti all'aggettivo. Non riporto la frase
reale, ma sostanzialmente si tratta d'una costruzione di questo tipo:

«perché umido, va bene, no bagnato»

La traduzione è intenzionalmente discorsiva e molto aderente alla lingua
parlata, e l'autore è persona coltissima; per questo non me la sento di
considerare tale costruzione un semplice errore.

La costruzione con "no" davanti all'aggettivo probabilmente è condizionata
dalla sintassi del dialetto che viene tradotto, e forse è anche per questo
che a me sembra compatibile con la lingua parlata (conosco diverse persone
che direbbero proprio in quel modo). Vorrei capire se anche altrove questa
costruzione si può trovare nel registro popolare, oppure se risulta del
tutto inaccettabile per chi non sia di qui.

A voi che effetto fa?

--
Saluti.
D.





Maurizio Pistone

unread,
Jun 15, 2015, 5:06:04 PM6/15/15
to
Davide Pioggia <duca_...@yahoo.com> wrote:

> Sto analizzando il testo dialettale d'un autore romagnolo che, traducendo
> a piè di pagina, scrive "no" davanti all'aggettivo. Non riporto la frase
> reale, ma sostanzialmente si tratta d'una costruzione di questo tipo:
>
> «perché umido, va bene, no bagnato»

non so se è una forma regionale, a me sembra che non vada bene neanche
come registro popolare-parlato

=====

Because you know I'm all about that bass
'Bout that bass, no treble

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it

*GB*

unread,
Jun 15, 2015, 5:08:52 PM6/15/15
to
Davide Pioggia ha scritto:

> a piè di pagina, scrive "no" davanti all'aggettivo. Non riporto la frase
> reale, ma sostanzialmente si tratta d'una costruzione di questo tipo:
>
> «perché umido, va bene, no bagnato»
>
> A voi che effetto fa?

L'effetto che fa a me è che "no" stia per "non va bene", vale a dire
non mi sembra una contrazione di "perché umido va bene, non bagnato"
(mi suona male), bensì di "perché umido va bene, non va bene bagnato".
In italiano più corretto si direbbe "perché umido va bene, bagnato no".

Bye,

*GB*

*GB*

unread,
Jun 15, 2015, 5:16:11 PM6/15/15
to
scri...@mauriziopistone.it (Maurizio Pistone) ha scritto:

>> «perché umido, va bene, no bagnato»
>
> non so se è una forma regionale, a me sembra che non vada bene neanche
> come registro popolare-parlato

Però se la frase "perché umido va bene, bagnato non va bene" si può
condensare in "perché umido va bene, bagnato NO", ammettiamo che
anche la frase "perché umido va bene, non va bene bagnato" si potrebbe
consensare in "perché umido va bene, NO bagnato" (ovviamente si deve
dare la lunghezza e l'intonazione giusta a quel "no").

Bye,

*GB*

*GB*

unread,
Jun 15, 2015, 5:18:50 PM6/15/15
to
*GB* ha scritto:

> consensare in "perché umido va bene, NO bagnato" (ovviamente si deve

"condensare" (è uno dei limiti di Usenet il non poter tornare sul post
a correggerlo, diversamente da quanto si può fare nei gruppi FB).

Bye,

*GB*

ADPUF

unread,
Jun 15, 2015, 5:30:01 PM6/15/15
to
Davide Pioggia 22:59, lunedì 15 giugno 2015:
Se fosse «perché umido va bene, ma no bagnato» mi parrebbe
normale per come si parla da queste parti.
Anche se con "non" suona più corretto.

In friulano "no" è normale spesso dove in italiano c'è "non".

"No sta a fâ cussì!"
(Non fare così!)

"Ploe va ben, ma no tampièste!"
(pioggia va bene, ma non la grandine)


--
AIOE ³¿³

Giovanni Drogo

unread,
Jun 16, 2015, 3:50:48 AM6/16/15
to
On Mon, 15 Jun 2015, *GB* wrote:

> Però se la frase "perché umido va bene, bagnato non va bene" si può
> condensare in "perché umido va bene, bagnato NO",

questa mi suona accettabile

> anche la frase "perché umido va bene, non va bene bagnato" si potrebbe
> consensare in "perché umido va bene, NO bagnato"

questa no, direi "NON bagnato"
Meglio ancora "perché va bene umido, NON bagnato"

Ammammata

unread,
Jun 16, 2015, 4:02:15 AM6/16/15
to
Il giorno Mon 15 Jun 2015 10:59:47p, *Davide Pioggia* inviava su
it.cultura.linguistica.italiano il messaggio
news:mlneas$f8m$1...@virtdiesel.mng.cu.mi.it. Vediamo cosa scrisse:

>
> A voi che effetto fa?
>
>

"no buono" - di origine migrante ;) - è ormai di uso comune


--
/-\ /\/\ /\/\ /-\ /\/\ /\/\ /-\ T /-\
-=- -=- -=- -=- -=- -=- -=- -=- - -=-
>>>>> http://www.bb2002.it :) <<<<<
........... [ al lavoro ] ...........

Maurizio Pistone

unread,
Jun 16, 2015, 4:12:30 AM6/16/15
to
Ammammata <amma...@tiscalinet.it> wrote:

> "no buono" - di origine migrante ;) - è ormai di uso comune

ho un vago ricordo che fosse un tormentone di non so quale trasmissione
comica, Arbore?

edi'®

unread,
Jun 16, 2015, 4:22:16 AM6/16/15
to
Il 16/06/2015 10.12, Maurizio Pistone ha scritto:
> Ammammata <amma...@tiscalinet.it> wrote:
>
>> "no buono" - di origine migrante ;) - è ormai di uso comune
>
> ho un vago ricordo che fosse un tormentone di non so quale trasmissione
> comica, Arbore?

Sì, Andy Luotto: "buono/nobbuono"

E.D.

Roger

unread,
Jun 16, 2015, 8:37:33 AM6/16/15
to
Giovanni Drogo ha scritto:

> On Mon, 15 Jun 2015, *GB* wrote:

> [...]

>> anche la frase "perché umido va bene, non va bene bagnato" si potrebbe
>> consensare in "perché umido va bene, NO bagnato"
>
> questa no, direi "NON bagnato"
> Meglio ancora "perché va bene umido, NON bagnato"

A me invece non suona male "no bagnato" anche perché tra
"no bagnato" e "non bagnato" sento una diversa sfumatura di
significato.

--
Ciao,
Roger

Klaram

unread,
Jun 16, 2015, 9:29:39 AM6/16/15
to
Scriveva ADPUF lunedì, 15/06/2015:
Questo si sente anche in ligure:

vegne ti ma nu le, vieni tu ma non lei; cieuva ma nu tempesta/cieuva
ma tempesta no, poggia ma non tempesta.

Credo che ci sia anche in veneto. Ciapa questo no quelo. Ti xe belo no
bruto/ti xe belo, bruto no.

Però queste forme no, nu, n' sono trasformazioni di "non". In
Piemontese abbiamo "nen" che sta per non: umid a va bin, nen bagnà/
umid a va bin, bagnà no.

Anche il friulano no (per non) è dovuto a un motivo di nasalizzazione
della nasale velare in fine di parola, per cui non > no, con > co ecc.


Ma forse a Davide tutto questo non interessa. Interessa solo la forma
"no" davanti ad aggettivi, sostantivi, pronomi.


k

Klaram

unread,
Jun 16, 2015, 10:05:52 AM6/16/15
to
Klaram ha detto questo martedì :

> Questo si sente anche in ligure:
>
> vegne ti ma nu le, vieni tu ma non lei; cieuva ma nu tempesta/cieuva ma
> tempesta no, poggia ma non tempesta.
>
> Credo che ci sia anche in veneto. Ciapa questo no quelo. Ti xe belo no
> bruto/ti xe belo, bruto no.
>
> Però queste forme no, nu, n' sono trasformazioni di "non". In Piemontese
> abbiamo "nen" che sta per non: umid a va bin, nen bagnà/ umid a va bin, bagnà
> no.
>
> Anche il friulano no (per non) è dovuto a un motivo di nasalizzazione della
> nasale velare in fine di parola, per cui non > no, con > co ecc.
>

Ho dimenticato di dire che a me quella traduzione suona male, perchè
le trasformazioni di "non" che conosco meglio (piemontese e ligure)
sono diverse da "no", che esiste, come si vede dagli esempi, e che si
comporta come in italiano.
Invece in friulano, veneto e forse anche in romagnolo, per un caso il
"non" è diventato "no", quindi posso capire che l'autore traduca "no
tempesta" per pura assonanza col dialetto, ma da un punto di vista
etimologico avrebbe dovuto tradurre "non tempesta", perché quel "no"
sta per "non".

Sarebbe come tradurre il milanese "el ven no" con "viene no". Quel
"no" non è il "no", che pure esiste in milanese, ma è una
trasformazione del rafforzativo nagott.

k
Tutta questa manfrina e poi magari era solo un errore di stampa. :))

ADPUF

unread,
Jun 16, 2015, 2:33:11 PM6/16/15
to
edi'® 10:22, martedì 16 giugno 2015:
Il quale proveniva da Bruccolino.


Che fine ha fatto?

Arbore ha scoperto un gran numero di questi "fenomeni" ma poi
dove vanno a finire?

(P.es. quei due tedeschi-o-svizzeri che suonavano per la
strada... non mi sovviene il nome... Otto e Barnelli?)


--
AIOE ³¿³

Giovanni Drogo

unread,
Jun 17, 2015, 5:55:08 AM6/17/15
to
On Tue, 16 Jun 2015, Roger wrote:

> A me invece non suona male "no bagnato" anche perché tra
> "no bagnato" e "non bagnato" sento una diversa sfumatura

la sfumatura la sento tra 'non bagnato' e 'bagnato, no'.

"no bagnato" mi pare un'errore, una cosa che potrebbe dire uno
straniero.

On Tue, 16 Jun 2015, Klaram wrote:

> Sarebbe come tradurre il milanese "el ven no" con "viene no". Quel
> "no" non è il "no", che pure esiste in milanese, ma è una
> trasformazione del rafforzativo nagott.

Non proprio. "nagott" (che qualcuno fa derivare da "ne gutta quidem")
vuole dire "niente" (tedesco "nichts") ... e quindi proprio non ci
starebbe in una frase con un verbo intransitivo. Ci sta invece in "fa'
nagott" = (non) fare niente (da cui l'italianizzato "fanigottone =
fannullone").

"El vegn no" e' semplicemente "non viene" con la rotazione della
negazione che e' stata posposta (alla tedesca ?) ... non si era parlato
qui tempo fa della rotazione della negazione e delle doppie negazioni in
varie lingue ?

Si puo' anche usare colloquialmente "El vegn minga" = (non) viene mica.

PS: Ghe n'e' minga = non ce n'e'
Gh'e' minga = non c'e' (non esiste)
anglicizzato in https://en.wikipedia.org/wiki/Geminga illo tempore
dal nostro presidente, recentemente onorato dall'asteroide 6852

Dragonòt

unread,
Jun 17, 2015, 6:39:02 AM6/17/15
to
"Giovanni Drogo" ha scritto:
>"El vegn no" e' semplicemente "non viene" con la rotazione della negazione
>che e' stata posposta (alla tedesca ?) ... non si era parlato qui tempo fa
>della rotazione della negazione e delle doppie negazioni in varie lingue ?
> Si puo' anche usare colloquialmente "El vegn minga" = (non) viene mica.


La negazione posposta c'è anche in piemontese, bolognese, etc.
Tali lingue hanno terminato il "Ciclo di Jespersen".
Il francese è a metà
Bepe


---
"Never argue with a fool, onlookers may not be able to tell the difference"
(Mark Twain)

*GB*

unread,
Jun 17, 2015, 7:56:12 AM6/17/15
to
Dragonòt ha scritto:

> La negazione posposta c'è anche in piemontese, bolognese, etc.
> Tali lingue hanno terminato il "Ciclo di Jespersen".
> Il francese è a metà

L'italiano è a un quarto, data la crescente accettazione di forme come
"(non è) mica vero", "non lo tocco mica", "non sono mica matto".

http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/M/mica_1.shtml

http://asit.maldura.unipd.it/documenti/ql8/penello_pescarini_2008.pdf
Osservazioni su /mica/ in italiano e alcuni dialetti veneti

Bye,

*GB*

Roger

unread,
Jun 17, 2015, 8:06:47 AM6/17/15
to
Giovanni Drogo ha scritto:

> On Tue, 16 Jun 2015, Roger wrote:
>
>> A me invece non suona male "no bagnato" anche perché tra
>> "no bagnato" e "non bagnato" sento una diversa sfumatura
>
> la sfumatura la sento tra 'non bagnato' e 'bagnato, no'.
>
> "no bagnato" mi pare un'errore,

Anche "un'errore" mi pare un errore :-)

--
Ciao,
Roger

Giacobino da Tradate

unread,
Jun 17, 2015, 8:26:54 AM6/17/15
to
Il 17/06/2015 13.56, *GB* ha scritto:

> http://asit.maldura.unipd.it/documenti/ql8/penello_pescarini_2008.pdf
> Osservazioni su /mica/ in italiano e alcuni dialetti veneti

Xe' cultura, mica cassi.



--
Per un giacobinismo in salsa padana

Barone Barolo

unread,
Jun 17, 2015, 7:31:18 PM6/17/15
to
On Monday, June 15, 2015 at 10:59:09 PM UTC+2, Davide Pioggia wrote:
> Sto analizzando il testo dialettale d'un autore romagnolo che, traducendo
> a piè di pagina, scrive "no" davanti all'aggettivo. Non riporto la frase
> reale, ma sostanzialmente si tratta d'una costruzione di questo tipo:
>
> «perché umido, va bene, no bagnato»
> [...]
> A voi che effetto fa?

L'esempio lo trovo un po' artificiale, ma ad Ancona questa costruzione si usa.

-- bb

Davide Pioggia

unread,
Jun 17, 2015, 9:20:43 PM6/17/15
to
Barone Barolo ha scritto:

> L'esempio lo trovo un po' artificiale, ma ad Ancona questa
> costruzione si usa.

Beh, grazie a tutti!

--
Saluti.
D.


Klaram

unread,
Jun 19, 2015, 11:00:29 AM6/19/15
to
Giovanni Drogo ha detto questo mercoledì :

> On Tue, 16 Jun 2015, Klaram wrote:
>
>> Sarebbe come tradurre il milanese "el ven no" con "viene no". Quel "no" non
>> è il "no", che pure esiste in milanese, ma è una trasformazione del
>> rafforzativo nagott.
>
> Non proprio. "nagott" (che qualcuno fa derivare da "ne gutta quidem") vuole
> dire "niente" (tedesco "nichts") ... e quindi proprio non ci starebbe in una
> frase con un verbo intransitivo. Ci sta invece in "fa' nagott" = (non) fare
> niente (da cui l'italianizzato "fanigottone = fannullone").
>
> "El vegn no" e' semplicemente "non viene" con la rotazione della negazione
> che e' stata posposta (alla tedesca ?) ... non si era parlato qui tempo fa
> della rotazione della negazione e delle doppie negazioni in varie lingue ?
>
> Si puo' anche usare colloquialmente "El vegn minga" = (non) viene mica.

Da qualsiasi parte venga il "no" milanese posposto al verbo, non
dovrebbe essere semplicemente un "no" (negazione principale) che da
prima del verbo passa a dopo il verbo.
Il meccanismo di Jespersen è che la negazione principale (che precede)
viene rafforzata da una negazione secondaria (che segue), dopo un
periodo di coesistenza (come in francese), la negazione principale cade
e resta quella secondaria dopo il verbo.
Questo è accaduto in inglese, in tedesco, in piemontese e sta
accadendo nel francese parlato, quindi mi sembrava lecito supporre che
fosse accaduto anche con il "no" milanese posposto.

k
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