On 19/10/2020 13:57, abc wrote:
> Molti su Facebook e Twitter si scagliano su chi definisce "malato" chi è
> rimasto contagiato dal coronavirus ma asintomatico, perché, asseriscono,
> soltanto chi presenta dei sintomi con peggioramento della salute può
> essere definito "malato".
Ed hanno ragione, IMHO.
E' corretto parlare di "contagiato" asintomatico, ma la malattia
presume sintomi. Come per esempio, lo sono anomalie cardiache,
che anche se non sono esternamente palesi, sono rilevabili con
certezza (mi riferisco ad un paragone fatto nella discussione).
MA IL MERO PORTARE UN VIRUS non qualifica come malato.
La scelta dei media o dei politici o di chiunque altro di scrivere
"malato asintomatico", ovvero di definire come "malato" solo chi
e' "portatore", senz'altri riflessi biologici, ha ragioni che
vanno da una volonta' di allarmisimo a ragioni ideologiche (del
tipo "chi porta certe idee e' un malato", da TSO, anche se non
esterna alcun comportamento "ribelle", ovvero della serie, se non
sei d'accordo con me, a prescindere da cosa fai, sei contro di
me, tipica ratio delle dittature).
> Tenendo presente che molti di questi "puristi" della lingua sono vicini
> a posizioni negazioniste, voi che ne pensate?
Semplice coincindenza: solo perche' i pirati sono dei marinai non
implica che tutti i marinai siano pirati.
Come detto, senza sintomi, come dire "deviazioni dei parametri
fisiologici di una persona sana", non c'e' malattia.
ATTENZiONE: esiste anche il malato SARS-CoV-2 con pochi sintomi,
quello e' un malato e non va confuso con gli asintomatici.
Un malato SARS-CoV-2 con pochi sintomi puo' schiattare d'improvviso,
esattamente come nell'esempio da alcuni citati del cardiopatico.