"Stasera mi vesto scialla". Allora io chiedo a mia figlia che significa
quel scialla e lei risponde:" Significa tranquillo".
Mai sentito. Allora cerco sul web e trovo:
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http://www.corriere.it/cultura/11_ottobre_26/cappelli-cosi-parlano-ragazzi_966b0f18-ffe5-11e0-9c44-5417ae399559.shtml
Valeria Della Valle insegna Linguistica italiana alla Sapienza di
Roma: «Un gergo giovanile propriamente detto non esiste,
esistono linguaggi giovanili che cambiano da una generazione all'altra
e di città in città: al Nord si dice tamarro,
al Centro no; e i paninari degli anni 80 non esistono più. È un tipo
di lingua che risale al Medioevo, chiusa,
volutamente nascosta e deformata rispetto a qualcuno che non deve capire
ciò che diciamo.
Questi linguaggi giovanili esistono dagli anni 60 (fino allora non c'era
neanche attenzione al mondo dei teenager),
una delle prime espressioni fu matusa, per distinguersi dagli adulti.
Oggi sul web, senza fare attenzione alla grammatica, si scrivono in
maniera libera termini gergali che stabiliscono condivisione e
immediatezza».
http://www.repubblica.it/scuola/2010/01/12/news/venti_parole-1913023/
Bella e scialla: ecco come parla
la "generazione 20 parole"
20 parole mi sembrano poche...
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lu.
Ultima Badessa di passaggio
"Oh creatura, creatura mia!
Oh creatura ignota a me e a te stessa, forse!
Grazie di esistere. Oh mia pantera minuta e densa,
oh mia fanciulla misterica ed errabonda.
Ti invoco e ti lancio queste parole straziate di delusione
perché sei mancata all’appuntamento promesso.
T’ho aspettata in riva al molo tutta la notte,
senza più i miei levrieri, che del resto non ci sono più,
senza nemmeno la scorta che mi protegge e mi logora,
la Aélis e la Luisa cerbere, fedeli e assillanti.
Solo e teso verso la tua pelle che m’ha sconvolto tutto,
non appena l’ho scorta rilucere sfiorando l’acqua del lago.
Perché hai tradito la mia fiducia?
Cosa temi da un povero vecchio sfinito e finito?
E’ Ariel che grida verso te, non più il principe di Montenevoso.".
Gabriele d'Annunzio