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> Premetto che non sono uno studioso di
>linguistica, quindi mi scuserete se il mio messaggio apparir=E0 confuso e
>adotter=E0 dei termini in maniera impropria.
Tra noi ce n'era qualcuno ma da un po' non li sentiamo ;-)
>Ma allora la comunicazione via Internet nelle chat e' orale, perche' e'
>quasi la trasposizione su "carta" di una conversazione orale, o scritta,
>perch=E8 le parole vengono "lette" (ed in fondo Internet =E8 la rivincita de=
>lla parola scritta), oppure ancora rappresenta una "terza via"
Per me, rappresenta una terza via, anche se puo' essere forte la
tentazione di inquadrarla in una delle prime due, poiche' e' una cosa
molto recente e limitata a poche persone. Probabilmente si vedra'
davvero come "terza via" quando sara' adulta una generazione che ha
conosciuto questa comunicazione nell'infanzia.
> La mia idea =E8 che sia comunicazione orale, voi che ne dite? Quali sono i
>contributi in proposito?
Se ne era parlato piu' volte, anche poche settimane fa, con opinioni
differenti.
Ciao
Elrond
LOL till April
____________________________________________________
Time flies like an arrow. Fruit flies like a banana.
>sintassi e vocaboli propri della comunicazione orale, ma il "supporto"
>della comunicazione =E8 comunque la parola scritta che invece richiederebbe
>uno stile, per farla breve, differente.
piu' che di differenza tra forma scritta e orale parlerei di
differenza tra forma formale ed informale, tra qualcosa destinato a
rimanere e qualcosa che e' destinato a volare via.
se devo esprimere concetti destinati a rimanere usero' una forma piu'
attenta, viceversa se parlo per parlare, indipendentemente dal mezzo
che uso per compiere queste azioni.
ora, si da' il caso che finora queste due casistiche siano rientrate
rispettivamente una nell'uso della forma scritta, una nell'uso della
forma orale, con le dovute eccezioni (le "liste della spesa" per la
forma scritta e le orazioni pubbliche per l'orale, che comunque si
appoggiavano se non altro a canovacci scritti).
quando scrivo mex su internet so che nessuno prendera' serie decisioni
su quel che dico e come lo dico, non e' un esame, non e' una riunione,
assumo quindi un tono colloquiale, uso sottintesi , forme gergali, non
sto a pensarci su troppo, non torno indietro a correggere: so che il
mio interlocutore si trova nella mia stessa situazione e anzi gli
suonerebbe strano un tono troppo corretto o formale.
e infatti i mex dei newbie sono spesso riconoscibili dal fatto che non
sanno a chi e in che condizioni si rivolgono a qualcuno e usano un
tono eccessivamente formale.
ad esempio, se ho bisogno di sapere come fare una certa cosa con un
certo programma, io che ho esperienza vado in un ng tecnico e dico
piu' o meno: "ao', sentite un po', ma come se fa sta cosa co sto
programma?". un newbie probabilmente scriverebbe qualcosa del tipo
"richiedo informazioni per risolvere il problema tale mediante l'uso
del programma talaltro. ringrazio anticipatamente per l'aiuto che
vorrete darmi ecc. ecc."
> Ma allora la comunicazione via Internet nelle chat =E8 orale, perch=E8 =
>=E8
>quasi la trasposizione su "carta" di una conversazione orale, o scritta,
>perch=E8 le parole vengono "lette" (ed in fondo Internet =E8 la rivincita de=
>lla
>parola scritta), oppure ancora rappresenta una "terza via" in quanto si
direi che resta una forma "sciolta" rispetto ad una formale, quindi
direi piu' vicina alla definizione di orale.
ma per me altro non e' che il segnale che la gente e' intimorita dalla
forma scritta, che scrive poco e quando scrive crede di doverlo fare
in pompa magna, come dei provinciali che venendo in citta' si sentono
in dovere di lucidare la macchina e indossare l'abito buono.
>tratta di una nuova forma di comunicazione con proprie regole e strutture
>(es: le faccine, che mai ho trovato su un libro, dove non di meno
>dall'autore =E8 sentito il bisogno di far comprendere lo spirito di una=
> frase)
mah, io a dire il vero le faccine le ho cominciate ad usare negli
appunti scritti diretti ad amici o colleghi e nelle cartoline.
se poi leggi libri che trattano le comunicazioni internet vedrai che
le faccine sono usate anche su carta. certo, si tratta di simulazioni
di mex, ma il concetto c'e'.
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my opinions do not necessarily have to be true.
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per rispondermi rimuovere NOSPAM. dall'indirizzo email
to answer me remove NOSPAM. from email address
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> Nonostante il contagio multimediale/ipertestuale, nonstante sia
> anch'io vittima della febbre da Newsgroup, nonstante osservi la
> differenza fra la comunicazione in rete con il linguaggio scritto e
> orale, non credo che il primo rappresenti una terza via. Credo invece
> vi siano soltanto diverse forme di un unico processo. Strutturare la
> comunicazione, sopratutto se parliamo di rete, significa nel mio
> modestissimo parere, non comprenderne la circolarità. Interagire in un
> unico contesto con diverse culture e lingue, e allo stesso tempo non
> conoscere l'interlocutore influenza naturalmente la lingua e non mi
> stupisco vi sia una nuova lingua anche internazionale (v. faccine).
> Ma ciò non significa un nuovo tipo di linguaggio.
> Guardando infatti solamente all'aspetto liguistico posso comprendere
> il concetto di terza via (peraltro un po' debole), infatti si tratta
> di un linguaggio che mutua dallo scritto e dal parlato espressioni e
> forma secondo le necessità pratiche di sintesi e chiarezza, ma se
> estendiamo alla comunicazione in genere penso che noi tutti siamo
> ancora troppo lontani dal comprendere il processo per categorizzarlo.
No, il corretto linguaggio usenettistico e` a mio parere una terza via,
come dimostra il fatto che chi non l'ha assimilato tende a scrivere nei
gruppi in burocratese o in intellettualese...
E` abbastanza caratteristico, se ci fate caso: c'e` parecchia gente che
passa dall'estremo orale dei monosillabi stile IRC all'estremo scritto
dell'intellettualese, senza saper padroneggiare la giusta via di mezzo
della lingua non povera ma nemmeno prolissa e noiosa, che e` quella
che si dovrebbe cercare di usare nei newsgroups (o dialogruppi).
Bye,
-= Ginzo =-
> piu' che di differenza tra forma scritta e orale parlerei di
> differenza tra forma formale ed informale, tra qualcosa destinato a
> rimanere e qualcosa che e' destinato a volare via.
E non tra qualcosa di leggibile e qualcosa di illeggibile? Leggere
su un monitor e` faticoso, percio` i messaggi molto lunghi e pieni di
termini inutili sono fastidiosi per tutti, fuorche` per chi li scrive.
> e infatti i mex dei newbie sono spesso riconoscibili dal fatto che non
> sanno a chi e in che condizioni si rivolgono a qualcuno e usano un
> tono eccessivamente formale.
Vero. Ma ci sono anche i newbies che si esprimono a monosillabi come
in IRC (e di conseguenza non si capisce un'acca di quello che vogliono).
> ad esempio, se ho bisogno di sapere come fare una certa cosa con un
> certo programma, io che ho esperienza vado in un ng tecnico e dico
> piu' o meno: "ao', sentite un po', ma come se fa sta cosa co sto
> programma?".
Se nel ng ti esprimi proprio in quel modo, passi certamente per burino.
> un newbie probabilmente scriverebbe qualcosa del tipo
> "richiedo informazioni per risolvere il problema tale mediante l'uso
> del programma talaltro. ringrazio anticipatamente per l'aiuto che
> vorrete darmi ecc. ecc."
Si`, e` vero. Ma neppure lo stile che hai impiegato tu e` appropriato.
Lo stile corretto non dovrebbe impiegare termini inutili, ne` di tipo
formale (come nell'esempio del newbie), ne` di tipo informale (come
nel tuo esempio, con quell'"ao`"... oltre al dialetto romanesco, che
non vedo proprio perche` dovrei impiegare io che sto a Milano).
> direi che resta una forma "sciolta" rispetto ad una formale, quindi
> direi piu' vicina alla definizione di orale.
Se e` piu` vicina, sta in mezzo alle due, no?
> ma per me altro non e' che il segnale che la gente e' intimorita dalla
> forma scritta, che scrive poco e quando scrive crede di doverlo fare
> in pompa magna, come dei provinciali che venendo in citta' si sentono
> in dovere di lucidare la macchina e indossare l'abito buono.
Vero anche questo. Chi *sa* scrivere, sa esprimersi con tutte le parole
necessarie a rendere compiuto il suo pensiero, e solo con quelle.
> mah, io a dire il vero le faccine le ho cominciate ad usare negli
> appunti scritti diretti ad amici o colleghi e nelle cartoline.
Eh eh... infatti! Le faccine sono un'estensione della punteggiatura,
e quindi e` inevitabile che finiscano per diffondersi.
Bye,
-= Ginzo =-
Spesso il problema non e' saper scrivere ma saper pensare.
Ciao.
Maurizio
Speriamo nella quarta.
>come dimostra il fatto che chi non l'ha assimilato tende a scrivere nei
>gruppi in burocratese o in intellettualese...
Mi sembrano tutti e tre ridicoli.
>[...]
Ciao.
Maurizio
> Spesso il problema non e' saper scrivere ma saper pensare.
Gia`, ma il guaio e` che la telepatia non ce l'hanno tutti.
Bye,
-= Ginzo =-
>No, il corretto linguaggio usenettistico e` a mio parere una terza via,
>come dimostra il fatto che chi non l'ha assimilato tende a scrivere nei
>gruppi in burocratese o in intellettualese...
>
>E` abbastanza caratteristico, se ci fate caso: c'e` parecchia gente che
>passa dall'estremo orale dei monosillabi stile IRC all'estremo scritto
>dell'intellettualese, senza saper padroneggiare la giusta via di mezzo
>della lingua non povera ma nemmeno prolissa e noiosa, che e` quella
>che si dovrebbe cercare di usare nei newsgroups (o dialogruppi).
>
Ripeto, concordo per quanto riguarda il diverso linguaggio, ma
dissento sulla terza via. Se cosě fosse le chat dovrebbero
reappresentare la quarta; i telefonini la quinta, etc.
Ciao (-:Francesco
> Ripeto, concordo per quanto riguarda il diverso linguaggio, ma
> dissento sulla terza via. Se cosě fosse le chat dovrebbero
> reappresentare la quarta; i telefonini la quinta, etc.
Okay, allora mettiamo in atto un po' di pensiero analitico...
Al telefonino si usa la voce, quindi e` una forma di comunicazione orale
e di tipo interattivo (mentre quella della radio non e` interattiva).
La comunicazione orale si puo` anche distinguere tra quella in cui si
vede chi parla (come di persona o in televisione) e quella in cui non
lo si vede (come al telefono o in radio).
Anche la comunicazione scritta e` di due tipi: quella non interattiva
di libri, giornali, riviste, comunicati; e quella interattiva di chats
e newsgroups (che oltretutto impiegano lo schermo invece della carta).
Abbiamo quindi quattro categorie di comunicazione orale:
OIV - Comunicazione orale interattiva con contatto visuale: discorsi
dal vivo (piu` o meno seri), videotelefono e videoconferenze.
OI - Idem ma senza contatto visuale: telefono (compreso cellulare).
ONV - Comunicazione orale non interattiva con contatto visuale: lezioni
e comizi (seri o seriosi); cinema, televisione e videocassette
(generalmente d'evasione).
ON - Idem ma senza contatto visuale: radio, dischi, audiocassette.
E abbiamo tre categorie di comunicazione scritta:
SIR - Comunicazione scritta interattiva in tempo reale: chat (IRC, ICQ).
SID - Idem ma in tempo differito: newsgroups, e-mail, lettere e fax.
SN - Comunicazione scritta non interattiva: libri, giornali, riviste,
comunicati, fumetti (questi danno una sorta di contatto visuale).
Ordunque, per "terza via" io intendevo il fatto che SID si trova tra SIR
e SN: quindi chi in SID si esprime come in SIR o in SN, non fa di solito
una bella figura.
Comunque e` vero che anche cartoline e telegrammi sono SID, quindi chi
usa uno stile IRC (telegrafico) nei newsgroups non e` detto che sbagli.
Anche se in un ng come questo ci si attenderebbe qualche risposta un po'
piu` argomentata di un monosillabo... (famoso il "NO" di Marco d'Itri).
Bye,
-= Ginzo =-
>Al telefonino si usa la voce, quindi e` una forma di comunicazione orale
>e di tipo interattivo (mentre quella della radio non e` interattiva).
>La comunicazione orale si puo` anche distinguere tra quella in cui si
>vede chi parla (come di persona o in televisione) e quella in cui non
>lo si vede (come al telefono o in radio).
>
>Anche la comunicazione scritta e` di due tipi: quella non interattiva
>di libri, giornali, riviste, comunicati; e quella interattiva di chats
>e newsgroups (che oltretutto impiegano lo schermo invece della carta).
>
>Abbiamo quindi quattro categorie di comunicazione orale:
...>Bye,
> -= Ginzo =-
Vorrei se mi permetti mettere un po' di ordine nelle mie
argomentazioni per comprendere al meglio le tue.
Concordo, lo ripeto, sulle classificazioni del linguaggio (ho dovuto
stamparle per essere sicuro di capirle ((-:), ed anche se continuo ad
esprimermi in modo non convenzionale rispetto al luogo in cui scrivo,
non sono particolarmente interessato a fare "bella figura" (-:
Il rapporto emittente/ricettore, che tu relazioni principalmente al
grado di interattivita' o al supporto usato, non sono per me
sufficienti ragioni per definire qualsiasi linguaggio una nuova forma
di comunicazione.
Abbiamo una comunicazione orale, una scritta, a cui potremmo
aggiungere secondo le classificazioni scolastiche quella posturale,
quella mimico/gestuale, etc.
Se combiniamo elementi visivi nella comunicazione parlata, non creiamo
a mio giudizio un nuovo elemento, ma un ibrido, che forse in un
contesto come i NGs puo' funzionare anche meglio!
Se invece di comunicazione parliamo di linguaggio, probabilmente e'
un'altra cosa.
Non volevo creare una polemica ne' discutere sull'aspetto linguistico
su cui ho molto interesse ma ben poca conoscenza, solo distinguere
equivoci da rispettabili diverse opinioni.
Ciao e grazie (-:Francesco
be', si'.
prima o si parlava o si scriveva (e anzi, la lettura "silenziosa" era
una stravaganza), perche' come supporti alla comunicazione c'erano o
la parola o lo scritto.
poi e' venuta la stampa, un miglioramento quantitativo della
scrittura, ma tutto sommato niente di diverso: diciamo che i libri
erano piu' facilmente leggibili e allora forse e' cominciata la
lettura silenziosa.
poi tutto ad un tratto arrivano telefoni, internet e telefonini, che
non sono molto diversi dal normale dialogo vocale o epistolare, ma in
cu ile parole hanno un costo e in cui non scrivi ad una sola persona,
ma potenzialmente a chiunque. il tipo di linguaggio cambia a seconda
delle potenzialita' ma anche dei costi del mezzo.
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non vi offendete se non rispondo ad email di
richieste tecniche. piuttosto postatele sul ng!
tu no, ma io che so' de Roma, si', ao'! :-)
>> Chi *sa* scrivere, sa esprimersi con tutte le parole
>>necessarie a rendere compiuto il suo pensiero, e solo con quelle.
>
>Spesso il problema non e' saper scrivere ma saper pensare.
>
Res tenet, verba secuntur.
Spino
Tutti hanno bisogno di credere in qualcosa. Io credo che fra poco mi
faro' una birra.