Venerdì 10 marzo 2017 alle 12:40:17 UTC+1 Bruno Campanini scrive:
>
> Avete presente la pubblicità Conad dei prezzi bassi e fissi:
> "il pane, il latte, la farina... ci mancherebbe!"
> (In una domanda come questa, di premessa, che non attende
> risposta... dove mettete il punto interrogativo? è corretto
> definirla pleonastica?)
>
> Per me quel "ci mancherebbe" è una bruttura come poche, che
> vorrebbe significare: "sarebbe cosa grandemente deprecabile
> non includere tali alimenti..."
A mio parere l'espressione «ci mancherebbe» è in questo contesto non
solo brutta ma anche equivoca. Tant'è vero che, a sentirla, a me da
straniero è spontaneamente venuta l'interpretazione «ci mancherebbe
comprare quegli alimentari che già a sentirli nominare fanno
schifo», cioè l'esatto contrario di quanto la pubblicità voglia
suggerire. Ma questa mia interpretazione è anche frutto di
un'avversione generale contro ogni tipo di pubblicità.
> Ne consegue che quel "ci" non è certamente pronome personale,
> la qual cosa esclude - orrore nella bruttura - le traslazioni in
> "mi, ti, gli, vi.. mancherebbe" aventi lo scopo di significare
> analoga deprecazione con riferimento personale piuttosto che
> circostanziale.
>
> Un esempio:
> "data la Vs/ specializzazione sarete certamente in grado
> di formulare risposte pertinenti... vi mancherebbe!"
Da un punto di vista teorico hai ragione. Però neanche un «ci
mancherebbe» col «ci» pronome e usato in maniera propria non tollera
una traslazione nella seconda plurale, giacché è una forma
cristallizzata.
Ciao,
Wolfgang