Quella volpe di Evaristo wrote:
> L'altro giorno ho usato "inghiottisce" in una frase, e dopo un po' mi
> sono reso conto di aver detto una cosa vergognosamente sbagliata.
> Faccio penitenza. Ma poi mi ᅵ sorto il dubbio e sono andato a
> cercare su internet e ci sono alcune scuole di pensiero che
> attribuiscono una qualche validitᅵ ad "inghiottisce". E' possibile
> che esistano entrambe le forme?
Sᅵ, perchᅵ esistono "io inghiotto" e "io inghiottisco"
http://www.treccani.it/vocabolario/inghiottire/
Nella lingua italiana, vengono detti verbi incoativi - impropriamente,
per analogia col latino - quei verbi della terza coniugazione (-ire)
che ampliano, o che possono ampliare, il paradigma desinenziale
ordinario con l'interfisso -isc- tra radice e desinenza, alla 1ᅵ, 2ᅵ,
3ᅵ e 6ᅵ persona dell'indicativo presente, del congiuntivo presente e
dell'imperativo. Si tratta di fenomeno caratteristico solo della terza
coniugazione, e presente nella stragrande maggioranza[1] dei suoi verbi.
La denominazione, affermatasi nella grammatica tradizionale, ᅵ perᅵ
impropria perchᅵ in italiano l'interfisso -isc- non ᅵ portatore di
alcun significato proprio, in grado di conferire all'azione espressa da
verbo un aspetto incoativo (cioᅵ di inizio dell'azione). Si tratta di
una funzione che in latino aveva l'interfisso -sc-, di cui -isc- ᅵ
l"erede" e da cui si trae tale denominazione, ma che in italiano non
conserva valore semantico proprio: infatti, non vi ᅵ alcuna differenza
tra nutro e nutrisco.
http://it.wikipedia.org/wiki/Verbi_incoativi