il verbo "implementare" è corretto in italiano?
è sostituibile con un sinonimo non derivato dall'inglese?
Quale?
Grazie
Max505
Margherita
gala...@aleph.it
http://members.xoom.com/Hanwi
----------
Nell'articolo <38317f21.0@etsv0008>, (max505)
max...@hotmail.com è stato scritto:
>Beh, visto che "to implement" deriva dal latino
>"implere" (riempire, adempiere) e che lo
>Zingarelli riporta implementare...che vogliamo
>fare? Accettarlo? A me viene nausea ma la
>discussione e' aperta.
>Personalmente direi rendere operante...
Il problema non č questo, purtroppo...
"Implementare" č, sě, italiano, ma viene usato quasi sempre A SPROPOSITO !!!
E' lě il problema !!!... Implementare non significa "migliorare", "incrementare", "ampliare"...
Come hai perfettamente chiarito, il significato č quello di "riempire" un vuoto, di "adempiere"
ad una funzione.
In informatica (che č l'ambiente in cui piů si usa) molti dicono "ho implementato il mio
programma aggiungendo la funzione di stampa...". Questo č un modo errato di usare il verbo.
La frase avrebbe dovuto essere: "ho implementato la funzione di stampa (che non c'era)
nel mio programma", cioč ho "riempito" un vuoto, una mancanza del mio programma
inserendo una funzione che prima non c'era.
--
Er Roscio.
>il verbo "implementare" e` corretto in italiano?
>e` sostituibile con un sinonimo non derivato dall'inglese?
Credo che sia ormai lecito utilizzare "implementare" in italiano.
Potrebbe essere sostituito con "attivare", "rendere operante",
"compiere", "finire", "attuare", "dare compimento", ecc. Gli ultimi
verbi li ho trascritti dal Vocabolario della lingua latina di
Castiglioni e Mariotti alla voce "impleo, -es, -ere", dal quale deriva
l'inglese "to implement", un verbo contestato talora anche nella
lingua inglese [1].
Ciao
Ferdinando
---
[1] to implement, verb, transitive
1. To put into practical effect; carry out: implement the new
procedures.
2. To supply with implements.
Usage Note: The verb implement, meaning “to put into practice, carry
out,” has in fact been in use since the 19th century. Critics have
sometimes objected to the verb as jargon, but its obvious usefulness
appears to have outweighed their reservations. Eighty-nine percent of
the Usage Panel accepts the usage in the sentence The mayor's office
announced the creation of a special task force that will be
responsible for implementing the new policy. (The American Heritage
Dictionary of the English Language, 3rd edition, 1994.
>č sostituibile con un sinonimo non derivato dall'inglese?
Di solito lo si usa nel senso di "realizzare", verbo col quale credo
si possa benissimo sostituire.
Gian Carlo
Essendo un interprete o quasi, mi è capitato spessissimo di sentire
questo vocaboli. Nei convegni, soprattutto quelli un minimo tecnici, si
usano moltissimi calchi dall'inglese. A volte sembra quasi che gli oratori
provino gusto, come se la capacità oratoria ed il prestigio fossero
direttamente proporzionali al numero di calchi utilizzato. Si sente quindi
"implementare"; i miei professori di interpretazione simultanea ci
invitavano a dire "mettere in pratica" o qualcosa del genere, al limite
tolleravano "implementare", dal momento che tanto si usa e tutto lo
capiscono. Altri orrori del genere sono "zonizzazione" ("zoning"), che per
un bolognese come me è terribilmente difficile (!), "scannerizzare" ("to
scan"), l'uso improprio (di norma) di termini inglesi come "timing" e
"turnover", "settaggio" ("set"), etc.
Ciao
Nicola
ALT !!!... Un attimo !!!... Non confondiamo i barbarismi "da evitare"
con la ricchezza di vocaboli, che è tutt'altra cosa...
Altrimenti sostituiamo tutti i verbi di azione con "fare" ed avremo
un vocabolario italiano di dieci pagine !!!
"Implementare" è italiano allo stesso modo di come lo è "realizzare"
o qualunque altro eventuale sinonimo, ma non per questo lo si deve
"sostituire". Se poi a qualcuno non piace e vuole evitarlo, è un altro
discorso...
--
Er Roscio.
"Mr Holmes, cosa devo fare per arricchire di nuove funzioni
questo software?"
"Implementare, Watson"
Saluti, con scuse.
Gianni
si'.
>è sostituibile con un sinonimo non derivato dall'inglese?
guarda che il termine inglese deriva dal latino.
comunque "mettere in pratica" potrebbe andare. troppo maccheronico?
e allora implementare va bene.
-----------------------------------
Per favore, accodate due zeri al mio stipendio. E' per renderlo Y2K-compliant.
-----------------------------------
togliete NOSPAM per rispondermi.
-----------------------------------
il sito comune di it.comp.database.access:
http://members.xoom.it/it_db_access
>>>è sostituibile con un sinonimo non derivato dall'inglese?
>>Di solito lo si usa nel senso di "realizzare", verbo col quale credo
>>si possa benissimo sostituire.
>ALT !!!... Un attimo !!!... Non confondiamo i barbarismi "da evitare"
>con la ricchezza di vocaboli, che è tutt'altra cosa...
>Altrimenti sostituiamo tutti i verbi di azione con "fare" ed avremo
>un vocabolario italiano di dieci pagine !!!
>"Implementare" è italiano allo stesso modo di come lo è "realizzare"
>o qualunque altro eventuale sinonimo, ma non per questo lo si deve
>"sostituire". Se poi a qualcuno non piace e vuole evitarlo, è un altro
>discorso...
Allora Roscio, ora che sono a casa posso consultare i miei Devoto-Oli.
L'edizione cartacea del 1982 non riporta questa voce. In quella su
CD-ROM del 1994 invece leggo...
! verbo transitivo (impleménto, eccetera).
!
! Dare l'avvio ad un'attività; rendere operante
! part. In informatica, mettere concretamente a punto una certa
! procedura per il trattamento dei dati, definita in termini logici.
!
! Dall'inglese (to) implement, che è dal latino implere `riempire'.
...e quindi direi che implementare sarà anche italiano, ma certo non
nello stesso modo di realizzare, almeno per quanto riguarda la sua
"età". Per quanto riguarda invece il suo significato, nell'edizione
del Devoto-Oli del 1994, identica in questo caso a quella del 1982, a
proposito di realizzare leggo...
! verbo transitivo
!
! 1. Conseguire o attuare concretamente un fine desiderato o
! predisposto: r. un sogno, una speranza; è assai difficile r.
! questo progetto
...per cui direi che implementare è proprio un inutile doppione. Se
poi a qualcuno piace usare inutili doppioni, è un altro discorso. (-:
Gian Carlo
>Allora Roscio, ora che sono a casa posso consultare i miei Devoto-Oli.
>L'edizione cartacea del 1982 non riporta questa voce. In quella su
>CD-ROM del 1994 invece leggo...
>
>! verbo transitivo (impleménto, eccetera).
>!
>! Dare l'avvio ad un'attività; rendere operante
>! part. In informatica, mettere concretamente a punto una certa
>! procedura per il trattamento dei dati, definita in termini logici.
>!
>! Dall'inglese (to) implement, che è dal latino implere `riempire'.
Non è la prima volta che mi trovo in disaccordo col Devoto-Oli
(e sono stato anche duramente mazziato dal NG come presuntuoso)
ma stavolta abbiamo superato i limiti !!!
Il significato di "implemetare" NON E' ASSOLUTAMENTE quello
descritto nel Devoto-Oli, anzi, quella frase - informaticamente parlando -
non ha NESSUN significato !!!... Non so chi cavolo abbia potuto sortire
una definizione così sballata, certamente NON un informatico !!!...
>...e quindi direi che implementare sarà anche italiano, ma certo non
>nello stesso modo di realizzare, almeno per quanto riguarda la sua
>"età". Per quanto riguarda invece il suo significato, nell'edizione
>del Devoto-Oli del 1994, identica in questo caso a quella del 1982, a
>proposito di realizzare leggo...
>
>! verbo transitivo
>!
>! 1. Conseguire o attuare concretamente un fine desiderato o
>! predisposto: r. un sogno, una speranza; è assai difficile r.
>! questo progetto
>
>...per cui direi che implementare è proprio un inutile doppione. Se
>poi a qualcuno piace usare inutili doppioni, è un altro discorso. (-:
Assolutamente falso !!!... Ripeto che il significato di "implementare"
è quello latino di "colmare un vuoto", "inserire una funzionalità
all'interno di un 'meccanismo' che prima non l'aveva".
A parte il fatto che i sinonimi non sono degli inutili doppioni...
--
Er Roscio.
>> Allora Roscio, ora che sono a casa posso consultare i miei
>> Devoto-Oli. L'edizione cartacea del 1982 non riporta questa
>> voce. In quella su CD-ROM del 1994 invece leggo...
>>! verbo transitivo (impleménto, eccetera).
>>!
>>! Dare l'avvio ad un'attività; rendere operante
>>! part. In informatica, mettere concretamente a punto una certa
>>! procedura per il trattamento dei dati, definita in termini logici.
>>!
>>! Dall'inglese (to) implement, che è dal latino implere `riempire'.
> Non è la prima volta che mi trovo in disaccordo col Devoto-Oli
> (e sono stato anche duramente mazziato dal NG come presuntuoso)
> ma stavolta abbiamo superato i limiti !!!
Mah. Vedi oltre.
> Il significato di "implemetare" NON E' ASSOLUTAMENTE quello
> descritto nel Devoto-Oli, anzi, quella frase - informaticamente
> parlando - non ha NESSUN significato !!!... Non so chi cavolo
> abbia potuto sortire una definizione così sballata, certamente
> NON un informatico !!!
Ancora mah. Ancora vedi oltre.
> Ripeto che il significato di "implementare" è quello latino di
> "colmare un vuoto", "inserire una funzionalità
> all'interno di un 'meccanismo' che prima non l'aveva".
Roscio, spero non vorrai farmi credere che gli informatici (e
anche i non informatici) nostrani, avvertendo anch'essi un vuoto,
abbiano "implementato" "implementare" direttamente dal latino "implere",
anziche' orecchiarlo dall'inglese "to implement", vero? Non siamo su
it.leggende metropolitane, in fin dei conti.
Che poi "to implement" in inglese significhi "inserire una funzionalita`
all'interno di un meccanismo che prima non l'aveva", beh, non essendo io
ne' inglese ne' americano, non mi resta che consultare un vocabolario.
E qui ho il Merriam Webster...
! implement vt (1806)
! 1 CARRY OUT, ACCOMPLISH; esp: to give practical effect to and
! ensure of actual fullfillment by concrete measures
! 2: to provide instruments or means of expression for
Ah gia`, ma l'informatica potrebbe essere una zona franca. Allora
provo un po' a cercare con Infoseek, e gia` che ci sono cerco anche
"implementation".
Prendo un sito a caso, quello della "Lisp User Association" a proposito
del "MetaObject Protocol"
(www.elwood.com/alu/mop/dictionary.html):
! The behavior of this function is actually implemented by
! the generic function...
! This method implements the behavior of the generic function...
! There is of course no requirement for an implementation to
! provide this optimization.
E, passando all'italiano, cerco "implementare" e "implementazione".
Qui prendo il sito dell'Universita` degli Studi di Torino, pagina con
gli esercizi sugli algoritmi per i corsi di laurea e di diploma in
Informatica
(www.educ.di.unito.it/Laboratori/lalg/98-99/Laurea/Esercizi.html):
! Implementare la struttura dati heap mediante vettori allocati
! dinamicamente.
! L'esercizio consiste nell'implementazione di strutture dati
! generiche, quali liste, code e stack.
Ora non vedo come tu possa rietnere che la definizione che il Devoto-Oli
da` di implementare, cioe` "mettere concretamente a punto una certa
procedura per il trattamento dei dati, definita in termini logici",
non abbia, "informaticamente parlando [...] NESSUN significato".
> A parte il fatto che i sinonimi non sono degli inutili doppioni...
In tal caso prova a chiedere ai muratori, anziche' di costruirti una
casa, di implementare il progetto del geometra. Qui il verbo dovrebbe
essere appropriatissimo anche secondo la tua definizione, dato che la
casa colmerebbe un vuoto esistente.
Poi pero` facci anche sapere la risposta. (-:
Gian Carlo
Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Before you buy.
> > [implementare]
> >! verbo transitivo (impleménto, eccetera).
> >!
> >! Dare l'avvio ad un'attività; rendere operante
> >! part. In informatica, mettere concretamente a punto una certa
> >! procedura per il trattamento dei dati, definita in termini logici.
> >!
> >! Dall'inglese (to) implement, che è dal latino implere `riempire'.
>
> Non è la prima volta che mi trovo in disaccordo col Devoto-Oli
> (e sono stato anche duramente mazziato dal NG come presuntuoso)
> ma stavolta abbiamo superato i limiti !!!
Il fatto che tu non prenda come oro colato quello che c'è scritto sul
dizionario ti fa solo onore, tuttavia in questo caso non sono d'accordo con
te. Vedi sotto.
> Il significato di "implemetare" NON E' ASSOLUTAMENTE quello
> descritto nel Devoto-Oli, anzi, quella frase - informaticamente parlando -
> non ha NESSUN significato !!!... Non so chi cavolo abbia potuto sortire
> una definizione così sballata, certamente NON un informatico !!!...
Dunque, la definizione lato sensu è "dare l'avvio ad un'attività;
rendere operante". Questo è il significato di "implement" e del calco
italiano "implementare", non ci piove. Io, che per chi non lo sapesse sono
un (quasi) interprete e che quindi seguo moltissime conferenze, lo sento
usare spesso in una miriade di campi diversi, CON QUESTO PRECISO
SIGNIFICATO. Quindi, poiché la definizione è corretta, mi sembra quantomeno
esagerato mostrare tanta indignazione e ripudiare il Devoto-Olî. Semmai,
potresti obiettare sulla postilla (che, comunque, è solo una postilla, NON è
l'uso generale o piú diffuso del termine). Non sono un esperto, non so che
dire. Tendo a pensare che, dal momento che il dizionario in questione è uno
di quelli "serî", e dal momento che nell'introduzione è riportato il nome di
tutti i suoi collaboratori (compresi quelli di informatica), quest'uso di
"implementare" sia attestato nella lingua italiana. Forse è uso raro o
ristretto, forse è usato impropriamente da alcuni, però evidentemente c'è
chi l'ha usato (e forse lo usa ancora) in questo senso.
> Assolutamente falso !!!... Ripeto che il significato di "implementare"
> è quello latino di "colmare un vuoto", "inserire una funzionalità
> all'interno di un 'meccanismo' che prima non l'aveva".
>
> A parte il fatto che i sinonimi non sono degli inutili doppioni...
A parte la possibile disquisizione dell'effettiva presenza o meno di
sinonimi in una lingua (io sono convinto che i sinonimi NON esistano, ma
potremmo disquisire ad aeternum, e comunque non si sta parlando di questo),
da ciò che ho detto sopra mi pare evidente che, semmai, "implementare"
significa ANCHE "colmare un vuoto", ma si tratta di uso specialistico. Non
ho nulla in contrario se gli informatici, parlando tra di loro, usano dei
termini inglesi o dei calchi ad hoc, tanto per comprendersi, ma non si può
pretendere né che noi "comuni mortali" ci adeguiamo, né tantomeno che i
calchi in questione siano belli. Dal momento che, sia "implementare" un
sinonimo di "riempire", sia un sinonimo di "realizzare", in ogni caso il
vocabolo in italiano esiste già, ed ha tutti i possibili pregi (facilità,
diffusione, registro variabile, chiarezza...), ritengo che "implementare"
sia un inutile prestito. Non è il solo, certamente. Però è brutto, e
comunque la stragrande maggioranza degli Italiani capisce molto meglio
"realizzare" o "riempire" piuttosto che "implementare".
Ciao
Nicola
Documentati. Cerca su web "implementato". Trovi migliaia di pagine.
Che per me, informatico, hanno proprio il significato del dizionario.
...versione del browser di Microsoft, che implementa la specifica aperta
Channel Definition Format per...
...ha progettato ed implementato STRATOS per risolvere molti dei problemi
incontrati nello sviluppo...
--
____________________________________
Giancarlo Pillan - Ivrea - Italy
____________________________________
>Roscio:
>> Il significato di "implemetare" NON E' ASSOLUTAMENTE quello
>> descritto nel Devoto-Oli, anzi, quella frase - informaticamente parlando -
>> non ha NESSUN significato !!!... Non so chi cavolo abbia potuto sortire
>> una definizione cosě sballata, certamente NON un informatico !!!...
>
>Documentati. Cerca su web "implementato". Trovi migliaia di pagine.
>Che per me, informatico, hanno proprio il significato del dizionario.
>
>...versione del browser di Microsoft, che implementa la specifica aperta
>Channel Definition Format per...
>...ha progettato ed implementato STRATOS per risolvere molti dei problemi
>incontrati nello sviluppo...
Gioia, questo č il modo SCORRETTO di usare il verbo "implementare" !!!
Se poi non ci credi solo affari tuoi... la cosa č durata anche troppo...
--
Er Roscio.
>>Documentati. Cerca su web "implementato". Trovi migliaia di
>>pagine. Che per me, informatico, hanno proprio il significato
>>del dizionario.
[...]
>Gioia, questo è il modo SCORRETTO di usare il verbo "implementare" !!!
>Se poi non ci credi solo affari tuoi... la cosa è durata anche
>troppo...
Roscio, anche tu non credi, mi pare. Pero`, a differenza di GCPillan e
di me (mi ero dimenticato di dirti che anch'io sono un informatico), non
ci hai fornito uno straccio di documentazione sull'uso secondo te
corretto di implementare.
> A parte la possibile disquisizione dell'effettiva presenza o meno di
>sinonimi in una lingua (io sono convinto che i sinonimi NON esistano, ma
>potremmo disquisire ad aeternum, e comunque non si sta parlando di questo),
>da ciò che ho detto sopra mi pare evidente che, semmai, "implementare"
>significa ANCHE "colmare un vuoto", ma si tratta di uso specialistico. Non
>ho nulla in contrario se gli informatici, parlando tra di loro, usano dei
>termini inglesi o dei calchi ad hoc, tanto per comprendersi, ma non si può
>pretendere né che noi "comuni mortali" ci adeguiamo, né tantomeno che i
>calchi in questione siano belli. Dal momento che, sia "implementare" un
>sinonimo di "riempire", sia un sinonimo di "realizzare", in ogni caso il
>vocabolo in italiano esiste già, ed ha tutti i possibili pregi (facilità,
>diffusione, registro variabile, chiarezza...), ritengo che "implementare"
>sia un inutile prestito. Non è il solo, certamente. Però è brutto, e
>comunque la stragrande maggioranza degli Italiani capisce molto meglio
>"realizzare" o "riempire" piuttosto che "implementare".
Forse non riesco a spiegarmi... io non ho detto che SIGNIFICA "colmare un vuoto"
o "riempire", né tanto meno "realizzare"... ho detto che è da interpretare
NEL SENSO di "colmare un vuoto"...
*implementare* (almeno per quanto riguarda il gergo informatico) significa
"realizzare UNA PARTE di un progetto che COLMA UN VUOTO, nel senso
che QUELLA PARTE non era stata prevista ed è stata aggiunta"
(per esempio su richiesta di un cliente).
Molti esponenti del settore (anche gente molto esperta e colta) lo usano
IMPROPRIAMENTE come sinonimo di "incrementare" o di "migliorare"
o di "ampliare", ma non è niente di tutto questo...
Ripeto: non si *implementa* un'applicazione. Si *implementa* una funzione
all'interno di essa. Funzione che prima NON ESISTEVA e che viene
*implementata* (stavolta sì nel senso di *realizzata*) per "colmare
un vuoto funzionale"...
--
Er Roscio.
> Forse non riesco a spiegarmi... io non ho detto che SIGNIFICA
> "colmare un vuoto" o "riempire", né tanto meno "realizzare"...
> ho detto che è da interpretare NEL SENSO di "colmare un vuoto"...
> *implementare* (almeno per quanto riguarda il gergo informatico)
> significa "realizzare UNA PARTE di un progetto che COLMA UN VUOTO,
> nel senso che QUELLA PARTE non era stata prevista ed è stata
> aggiunta" (per esempio su richiesta di un cliente).
E quando mai? Vedi oltre.
> Molti esponenti del settore (anche gente molto esperta e colta)
> lo usano IMPROPRIAMENTE come sinonimo di "incrementare" o di
> "migliorare" o di "ampliare", ma non è niente di tutto questo...
> Ripeto: non si *implementa* un'applicazione. Si *implementa*
> una funzione all'interno di essa. Funzione che prima NON ESISTEVA
> e che viene *implementata* (stavolta sì nel senso di *realizzata*)
> per "colmare un vuoto funzionale"...
Come "stavolta si`" nel senso di realizzata? E qual e` la "volta no"?
Roscio, mi spiace di doverti deludere. Si implementa (verbo inutile, a
mio avviso) quello che si vuole.
Il risultato dell'implementare e` un'implementazione (vocabolo inutile,
a mio avviso), e si suppone che tale implementazione non esista prima
che venga implementata, altrimenti l'implementatore (vedi parentesi
precedente), che in questo caso sarebbe meglio chiamare "inventore
dell'acqua calda", farebbe meglio a dedicarsi ad altro.
>Funzione che prima NON ESISTEVA e che viene *implementata*
>(stavolta sì nel senso di *realizzata*) per "colmare un vuoto
>funzionale"...
No, non e` detto, nemmeno in questo caso. Il "vuoto funzionale" puo`
benissimo non esistere, e tuttavia puo` essere desiderabile una diversa
"implementazione" della stessa funzione, ad esempio semplicemente
perche' piu` efficiente.
>io non ho detto che SIGNIFICA "colmare un vuoto" o "riempire",
>né tanto meno "realizzare"... ho detto che è da interpretare
> NEL SENSO di "colmare un vuoto"...
Ma che vuol dire che non significa "colmare un vuoto", ma e` da
interpretare nel senso di "colmare un vuoto"?
A me sembra un nonsenso.
In questo hai perfettamente ragione.
Mi riservo di produrre opportuna documentazione in quanto
attualmente tutto il mio "scibile cartaceo" è imballato causa
trasloco...
--
Er Roscio.
La sai quella del tipo che in autostrada mentre sente alla radio:
"Attenzione! Un pazzo sta guidando contromano!"
scuote la testa e sbotta: "altro che uno!"
Mettiamola in questi termini.
Le ditte di software (su web ne trovi a bizzeffe), tutti gli informatici che
conosco, almeno due diffusissimi dizionari, alcuni partecipanti di questo NG
si capiscono TRA DI LORO usando un termine "scorretto".
Tu, che sei illuminato dal vero significato, non capisci quanto Microsoft o
chiunque altro comunica a noi informatici o a noi consultatori di dizionari.
Ora io non voglio convincerti che sei tu a guidare contromano. Voglio solo
dirti che noi siamo la maggioranza e che quindi sbagli a sostenere che quella
frase del Devoto-Oli non ha NESSUN significato in ambito informatico. Noi ci
capiamo. Giusto o sbagliato che sia il termine.
Ho letto da qualche parte la sottile disquisizione tra aggiungere la funzione
intera o una sua parte. Ti faccio osservare che in informatica tutto è sempre
parte di qualcosa. Non vedo quali cose possono oggi chiamarsi davvero "tutto".