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Re: Fionde professionali

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felix.

unread,
Nov 11, 2007, 6:43:16 PM11/11/07
to
On 12 Nov, 00:07, ADPUF <flyhun...@mosq.it> wrote:
> Erano in vendita su un bancone della Fiera di san Martino.
>
> Ma che professione usa le fionde?

Ad essere maliziosi penserei al vetraio!!.. Ma credo che
oltre a qualche
cacciatore ( la usa per stanare dai cespugli) nessuno l'acquisti,
penso pero'
che il pomposo " Professionale" serva a giustificarne il prezzo
ingiustificato!
ciaofelix:-)


Enrico Olivetti

unread,
Nov 11, 2007, 10:16:44 PM11/11/07
to
ADPUF wrote:

> Ma che professione usa le fionde?

I frombolieri, no?

EF

unread,
Nov 12, 2007, 12:09:33 AM11/12/07
to

"Enrico Olivetti" <pi...@pippo.net> ha scritto nel messaggio
news:4737C59C...@pippo.net...

> ADPUF wrote:
>
>> Ma che professione usa le fionde?
>
> I frombolieri, no?
>
Per amor di precisione, il frombolo era diverso dall'odierna fionda. Due
corregge di cuoio erano unite ad una tasca di pelle, nella quale si poneva
il proiettile, che veniva lanciato tramite rapida rotazione dell'arma e
liberazione improvvisa di una delle due cinghie.
Esisteva anche il fustibalus, in cui la tasca era solidale all'estremità di
una bastone rigido.
Fino a tempi non troppo antichi, erano usate sia con tiro diretto ( fino a
20-40 metri) sia indiretto (parabolico).

Si tengono regolari gare di lancio con fionda.

Enzo Franchini


Roger

unread,
Nov 12, 2007, 3:01:39 AM11/12/07
to

"EF" ha scritto:

> Per amor di precisione, il frombolo era diverso dall'odierna fionda. Due
> corregge di cuoio erano unite ad una tasca di pelle, nella quale si poneva
> il proiettile, che veniva lanciato tramite rapida rotazione dell'arma e
> liberazione improvvisa di una delle due cinghie.

Nell'iconografia classica, questa descritta è l'arma usata da Davide per
abbattere Golia,
anche se generalmente si dice che usò la fionda.
http://www.caffeeuropa.it/immagini/bernini/imm/david.jpg
http://www.artchiv.cz/obrazy/10135--Michelangelo-Buonarroti--David-(socha)-TH.jpg

> Enzo Franchini

Ciao,
Roger
--
FAQ di ICLIt:
http://www.mauriziopistone.it/testi/linguaitaliana.html

La gola e 'l sonno e l'oziose piume
hanno del mondo ogni vertù sbandita,
ond'è dal corso suo quasi smarrita
nostra natura vinta dal costume.
(F.Petrarca)

Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Nov 12, 2007, 3:18:53 AM11/12/07
to

"EF" <vincenzo....@fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
news:jeRZi.13170$Hn....@tornado.fastwebnet.it...

> il frombolo

Il frombolo?
L'ho sempre detto e visto "la frombola".
Ciao
Ale

GraZia

unread,
Nov 12, 2007, 7:34:12 AM11/12/07
to
Alessandro "Il Patriarca" Valli <m...@privacy.net> ha scritto:


> L'ho sempre detto e visto "la frombola".

Anche il De Mauro

fróm|bo|la
s.f.
OB
1 fionda
2 piccolo sasso, ciottolo

GraZia

Karla

unread,
Nov 12, 2007, 8:13:41 AM11/12/07
to
felix. ha scritto:

> On 12 Nov, 00:07, ADPUF <flyhun...@mosq.it> wrote:
>> Erano in vendita su un bancone della Fiera di san Martino.
>>
>> Ma che professione usa le fionde?
>
> Ad essere maliziosi penserei al vetraio!!.. Ma credo che
> oltre a qualche
> cacciatore ( la usa per stanare dai cespugli) nessuno l'acquisti,

L'acquistano quei fissati che comprano oggetti paramilitari.
Una volta, in uno di questi luoghi dove vanno a giocare alla guerra
(l'ho saputo dopo) ho trovato un pugnale lungo 25 cm, ben affilato con
custodia metallica, ottimo per raccoglire i tarassachi. :-))


> penso pero'
> che il pomposo " Professionale" serva a giustificarne il prezzo
> ingiustificato!

Su questo non ci piove! :-))

k

Myszka

unread,
Nov 12, 2007, 9:36:19 AM11/12/07
to

Le frombole e i dardi dell'avversa fortuna (associazione di idee).

> GraZia
>

Ciao,
Myszka
--
Il mio indirizzo è il mio soprannome chiocciola fastwebnet punto it

Non ho certezze, al massimo probabilità. (Renato Caccioppoli)

Epimeteo

unread,
Nov 12, 2007, 12:44:13 PM11/12/07
to

"Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:etZZi.228$Yi1...@tornado.fastwebnet.it...

>Le frombole e i dardi dell'avversa fortuna (associazione di idee).

"le frombole e i dardi dell'OLTRAGGIOSA fortuna":
"the slings and the arrows of outrageous fortune..."

Per la precisione.

Ciao,
Epimeteo
---
"... al chiar di luna
porto fortuna
e questa sera io voglio portare
fortuna anche a te..."
(cit. fortunata)

Myszka

unread,
Nov 12, 2007, 1:47:56 PM11/12/07
to
il giorno 12/11/2007 18.44 Epimeteo ha scritto:

> "Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
> news:etZZi.228$Yi1...@tornado.fastwebnet.it...
>
>> Le frombole e i dardi dell'avversa fortuna (associazione di idee).
>
> "le frombole e i dardi dell'OLTRAGGIOSA fortuna":
> "the slings and the arrows of outrageous fortune..."

Grazie (non è ironico).

> Per la precisione.

Ora però ho un dubbio: mi sto ricordando una brutta traduzione o ho
semplicemente una brutta memoria?

Sapiens Sapiens

unread,
Nov 12, 2007, 3:49:06 PM11/12/07
to
"Roger" <rugfa...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:47380848$0$10622$4faf...@reader2.news.tin.it...

>
> "EF" ha scritto:
>
>> Per amor di precisione, il frombolo era diverso
>> dall'odierna fionda. Due corregge di cuoio erano unite ad
>> una tasca di pelle, nella quale si poneva il proiettile,
>> che veniva lanciato tramite rapida rotazione dell'arma e
>> liberazione improvvisa di una delle due cinghie.
>
> Nell'iconografia classica, questa descritta è l'arma usata
> da Davide per abbattere Golia,
> anche se generalmente si dice che usò la fionda.
> http://www.caffeeuropa.it/immagini/bernini/imm/david.jpg
> http://www.artchiv.cz/obrazy/10135--Michelangelo-Buonarroti--David-(socha)-TH.jpg
>

Anche perché difficilmente David avrebbe potuto usare una
"fionda" come la intendiamo oggi.
Le fionde autocostruite dei miei tempi impiegavano striscie
di camera d'aria da bicicletta , a volte doppie, fissate in
qualche modo a un ramo a Y difficile da trovare e a un
pezzettino di cuoio che ospitava il sasso da lanciare.
Spesso al massimo della estensione la legatura cedeva e ci
si beccava una salutare scudisciata sulle mani. Se questo
non avveniva però si compivano prodigi balistici come
riuscire a rompere una lampadina (quelle sporgenti da quei
piatti orizzontali di lamiera smaltata) dell' "illuminazione
stradale.
Se non si colpiva la lampadina il rumore del colpo sul
piatto era quasi altrettanto gratificante. In un negozio di
articoli sportivi già allora comparve una fionda
"professionale".
Il supporto di tondino di acciaio e gli elastici di una
gomma speciale di colore scuro e a sezione quadrata,
connessa al manico da sottili e resistentissimi cordini.
Abbiamo sospirato davanti alla vetrina per mesi, più di un
mujaeddin di fronte ad un Kalashnikov. Poi, purtroppo, siamo
cresciuti.
Oggi sparo ai Rom, ma non è altrettanto divertente.
Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavvia ....

Sapiens Sapiens


Enrico Olivetti

unread,
Nov 12, 2007, 8:41:45 PM11/12/07
to
EF wrote:

> Per amor di precisione, il frombolo era diverso dall'odierna fionda. Due

> corregge di cuoio erano unite ad una tasca di pelle, nella quale si poneva...

La tecnica si evolve.


EF

unread,
Nov 12, 2007, 11:06:16 PM11/12/07
to

"Enrico Olivetti" <pi...@pippo.net> ha scritto nel messaggio
news:473900D9...@pippo.net...
Mica tanto: sicuramente è più facile mirare con la forcella odierna, ma la
frombola (mi sono corretto) con corregge aveva una gittata letale ben
superiore.

Enzo


Epimeteo

unread,
Nov 13, 2007, 1:34:42 AM11/13/07
to

"Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:791_i.1810$Yi1....@tornado.fastwebnet.it...

>il giorno 12/11/2007 18.44 Epimeteo ha scritto:

>> "Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
>> news:etZZi.228$Yi1...@tornado.fastwebnet.it...
>>> Le frombole e i dardi dell'avversa fortuna (associazione di idee).

>> "le frombole e i dardi dell'OLTRAGGIOSA fortuna":
>> "the slings and the arrows of outrageous fortune..."

>Ora perň ho un dubbio: mi sto ricordando una brutta traduzione o ho
>semplicemente una brutta memoria?

Non temere, giovane Mězzica: se guardi in giro trovi diverse traduzioni di
quel "outrageous", da "avverso" a "iniquo" a "atroce".
D'altra parte, quando la sorte ci č avversa, noi la consideriamo
un'ingiustizia e un'offesa alla nostra persona...

Ciao,
Epimeteo
---
"... ma per fortuna che c'č il Riccardo,
che da solo gioca al biliardo,
non č di grande compagnia,
ma č il piů simpatico che ci sia..."
(cit. fortunata)

felix.

unread,
Nov 13, 2007, 3:07:04 AM11/13/07
to
On 13 Nov, 05:06, "EF" <vincenzo.franch...@fastwebnet.it> wrote:

> "Enrico Olivetti" <pi...@pippo.net> ha scritto nel messaggionews:473900D9...@pippo.net...> EF wrote:
>
> >> Per amor di precisione, il frombolo era diverso dall'odierna fionda. Due
> >> corregge di cuoio erano unite ad una tasca di pelle, nella quale si
> >> poneva...
>
> > La tecnica si evolve.
>
> Mica tanto: sicuramente è più facile mirare con la forcella odierna, ma la
> frombola (mi sono corretto) con corregge aveva una gittata letale ben
> superiore.

Pare infatti che nel corso della prima guerra mondiale la
frombola
venisse usata per lanciare con piu' efficacia le bombe a
mano.......
...quindi perche' chiamarle ...a mano? :-)

Myszka

unread,
Nov 13, 2007, 3:18:23 AM11/13/07
to
il giorno 13/11/2007 7.34 Epimeteo ha scritto:

> "Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
> news:791_i.1810$Yi1....@tornado.fastwebnet.it...
>> il giorno 12/11/2007 18.44 Epimeteo ha scritto:
>
>>> "Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
>>> news:etZZi.228$Yi1...@tornado.fastwebnet.it...
>>>> Le frombole e i dardi dell'avversa fortuna (associazione di idee).
>
>>> "le frombole e i dardi dell'OLTRAGGIOSA fortuna":
>>> "the slings and the arrows of outrageous fortune..."
>

>> Ora però ho un dubbio: mi sto ricordando una brutta traduzione o ho
>> semplicemente una brutta memoria?
>
> Non temere, giovane Mìzzica: se guardi in giro trovi diverse traduzioni di


> quel "outrageous", da "avverso" a "iniquo" a "atroce".

> D'altra parte, quando la sorte ci è avversa, noi la consideriamo


> un'ingiustizia e un'offesa alla nostra persona...

Effettivamente può ben essere che sia stata "avversa" la traduzione che
m'è venuta in mente. Anzi: possono esser vere tranquillamente entrambe
le cose: brutta traduzione _e_ brutta memoria.
:-)

> Ciao,
> Epimeteo
> ---
> "... ma per fortuna che c'è il Riccardo,


> che da solo gioca al biliardo,

> non è di grande compagnia,
> ma è il più simpatico che ci sia..."
> (cit. fortunata)

O_O

Ciao,
un sorpreso Myszka (un Gaber d'annata ma non è questo che mi sorprende)

P.S. Grazie per il giovane.

Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Nov 13, 2007, 4:12:46 AM11/13/07
to

"EF" <vincenzo....@fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
news:Zo9_i.2240$Yi1...@tornado.fastwebnet.it...

> Mica tanto: sicuramente è più facile mirare con la forcella odierna, ma la
> frombola (mi sono corretto) con corregge aveva una gittata letale ben
> superiore.

Ah... bei ricordi :-)
Ciao
Ale (sì, vabbè, ho sempre amato sia la fionda sia la frombola)
PS: nota storico-linguistica. In verità, "fionda" e "frombola" sono sinonimi
a senso unico. Ossia, la "frombola" può essere chiamata anche "fionda"; sarà
il contesto storico e militare che renderà palese al leggende di qual tipo
di fionda si tratti. La fionda moderna, a elastici, non può invece esser
chiamata "frombola".
PPS: nota tecnica. Contrariamente a quanto si crede, la frombola non va
fatta girare più volte sopra la testa. Si inserisce il proiettile nella
borsa, si carica con un mezzo giro e si lancia. Più giri si fanno più la
mira è imprecisa. Sempre contrariamente a quanto si crede e a quanto abbiamo
imparato fracassando allegramente vetri da bambini, la fionda a elastici non
si manovra tenendola in verticale, bensì in orizzontale. Le fionde a
elastici più potenti hanno due bracci posteriori collegati da un ponticello,
che si appoggia all'avambraccio onde evitare che la potenza dell'elastico
tiri indietro il polso, causando incidenti. Inoltre, hanno anche dei
bilanceri che ne migliorano la mira. Una fionda professionale è una fionda
che può essere usata in gara dai professionisti (gente che di mestiere tira
con la fionda). Si svolgono gare locali, nazionali e internazionali, in cui
il vincitore riceve un premio, spesso in denaro. Non penso che i premi siano
sufficienti a mantenere anche la famiglia, ma chi fa gare di tiro con la
fionda con una certa regolarità può essere definito un professionista.
PPPS: nota legale. Le fionde a elastici più potenti sono catalogate come
armi improprie e ne è vietato il porto (non il trasporto a fini sportivi).

Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Nov 13, 2007, 4:14:52 AM11/13/07
to

"Karla" <nos...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:47385139$1...@newsgate.x-privat.org...

> L'acquistano quei fissati che comprano oggetti paramilitari.

Nooooooo! L'acquistano quei fissati che amano i giochi di precisione. A me
piace tirare con la fionda, cosě come mi piace tirare con l'arco (e sono
regolarmente iscritto alla Fitarco), ma son mica un fissato di roba militare
:-)
Ciao
Ale

Karla

unread,
Nov 13, 2007, 12:49:27 PM11/13/07
to
Alessandro "Il Patriarca" Valli ha scritto:

Non sapevo che esistessero gare di fionda.
La mia era di plastica con un elastico da poche lire (bei tempi!). :-))

k

Message has been deleted

lablablab.com

unread,
Nov 13, 2007, 4:54:20 PM11/13/07
to
On 12 Nov, 00:07, ADPUF <flyhun...@mosq.it> wrote:
> Erano in vendita su un bancone della Fiera di san Martino.
>
> Ma che professione usa le fionde?
>
> --
> "Les gens qui ont bonne conscience ont souvent mauvaise
> mémoire."
> -- Jacques Brel

I pescatori con la canna a volte adoperano una fionda per lanciare
lontano un po' di brumaggio.

Non so se si può chiamare una professione, posto che non si vive di
pesca con la canna.

Ciao, N.

Message has been deleted
Message has been deleted

Sapiens Sapiens

unread,
Nov 13, 2007, 8:21:12 PM11/13/07
to
"ADPUF" <flyh...@mosq.it> ha scritto nel messaggio
news:473a1bdb$0$37202$4faf...@reader3.news.tin.it...
> 21:49, lunedì 12 novembre 2007, Sapiens Sapiens:

>> "Roger" <rugfa...@tin.it> ha scritto nel messaggio
>>> "EF" ha scritto:
>>>
>>>> Per amor di precisione, il frombolo era diverso
>>>> dall'odierna fionda. Due corregge di cuoio erano unite
>>>> ad
>>>> una tasca di pelle, nella quale si poneva il
>>>> proiettile,
>>>> che veniva lanciato tramite rapida rotazione dell'arma
>>>> e
>>>> liberazione improvvisa di una delle due cinghie.
>>>
>>> Nell'iconografia classica, questa descritta è l'arma
>>> usata
>>> da Davide per abbattere Golia,
>>> anche se generalmente si dice che usò la fionda.
>>
>> Anche perché difficilmente David avrebbe potuto usare una
>> "fionda" come la intendiamo oggi.
>
>
> Eh, già, come faceva senza la gomma?
> Io ne avevo una così, tiravo a pallini alle lucertole su
> per i
> muri, ero un criminale...

>
>
>> Oggi sparo ai Rom, ma non è altrettanto divertente.
>> Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavvia ....
>
>
> Io sparo ai razzisti, è anche più facile perché ce n'è
> tanti e
> sono più lenti a scappare degli zingari.
>
>
> --
> "Omnia tempus habent, rerum sub iudice in manis advocatis
> excepta."
> -- ADPUF


Ma cosa hai capito?
Rom sta per Romani.

S.S.
--
Com'è che dite voi lassù?
Peso el tacòn del buso.

Sapiens Sapiens

unread,
Nov 13, 2007, 8:21:34 PM11/13/07
to
"ADPUF" <flyh...@mosq.it> ha scritto nel messaggio

news:473a1bdb$0$37202$4faf...@reader3.news.tin.it...
> 21:49, lunedì 12 novembre 2007, Sapiens Sapiens:
>> "Roger" <rugfa...@tin.it> ha scritto nel messaggio
>>> "EF" ha scritto:
>>>
>>>> Per amor di precisione, il frombolo era diverso
>>>> dall'odierna fionda. Due corregge di cuoio erano unite
>>>> ad
>>>> una tasca di pelle, nella quale si poneva il
>>>> proiettile,
>>>> che veniva lanciato tramite rapida rotazione dell'arma
>>>> e
>>>> liberazione improvvisa di una delle due cinghie.
>>>
>>> Nell'iconografia classica, questa descritta è l'arma
>>> usata
>>> da Davide per abbattere Golia,
>>> anche se generalmente si dice che usò la fionda.
>>
>> Anche perché difficilmente David avrebbe potuto usare una
>> "fionda" come la intendiamo oggi.
>
>
> Eh, già, come faceva senza la gomma?
>
>
> Io ne avevo una così, tiravo a pallini alle lucertole su
> per i
> muri, ero un criminale...
>
>
>> Oggi sparo ai Rom, ma non è altrettanto divertente.
>> Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavvia ....
>
>
> Io sparo ai razzisti, è anche più facile perché ce n'è
> tanti e
> sono più lenti a scappare degli zingari.
>
>
> --
> "Omnia tempus habent, rerum sub iudice in manis advocatis
> excepta."
> -- ADPUF


Ma cosa hai capito?
Rom sta per Romani.

S.S.
--
Com'è che dite voi lassù?

Pezo el tacòn del buso.

Karla

unread,
Nov 14, 2007, 7:00:50 AM11/14/07
to
ADPUF ha scritto:

> Sě, ci sono gruppi di appassionati della fionda che fanno gare,
> spesso nelle sagre.

Interessante, dalle mie parti non usa.
Cmq, da quando ho il porto d'armi per uso sportivo mi alleno solo con
la pistola* e vi assicuro che non č facile fare centro a 50 metri.

Tutte quelle scene in cui i cowboy dei film sparano senza mirare e
centrano il cappello o la sigaretta o la moneta sono tavanate,
impossibili e inverosimili. :-)

* non sono fissata con le armi, le ho ereditate da uno zio.

k

Karla

unread,
Nov 14, 2007, 7:03:18 AM11/14/07
to
lablablab.com ha scritto:

> On 12 Nov, 00:07, ADPUF <flyhun...@mosq.it> wrote:
>> Erano in vendita su un bancone della Fiera di san Martino.
>>
>> Ma che professione usa le fionde?
>>
>> --
>> "Les gens qui ont bonne conscience ont souvent mauvaise
>> mémoire."
>> -- Jacques Brel
>
> I pescatori con la canna a volte adoperano una fionda per lanciare
> lontano un po' di brumaggio.
>
> Non so se si puņ chiamare una professione, posto che non si vive di
> pesca con la canna.

Spero solo che nessuno le usi per la caccia.

k

Myszka

unread,
Nov 14, 2007, 9:18:36 AM11/14/07
to
il giorno 14/11/2007 13.00 Karla ha scritto:

> Tutte quelle scene in cui i cowboy dei film sparano senza mirare e
> centrano il cappello o la sigaretta o la moneta sono tavanate,
> impossibili e inverosimili. :-)

- Non dimenticare, Colonnello, che io ho sparato al cappello.
- *Anch'io* ho sparato al cappello.
- Già ma io ho sparato *per primo*.

> k

Ciao,
Myszka

EF

unread,
Nov 14, 2007, 10:44:36 AM11/14/07
to

"Karla" :
>...

> Spero solo che nessuno le usi per la caccia.
>
Sempre più 'sportive' di un fucile a pallini con rosa allargata...

Enzo


Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Nov 14, 2007, 5:51:19 PM11/14/07
to

"Karla" <nos...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:473a...@newsgate.x-privat.org...


> Spero solo che nessuno le usi per la caccia.

Si usano, si usano. Così come gli archi.
Con la fionda si possono cacciare uccellini e piccole prede. Con l'arco, la
preda notoriamente più ambita è il cervo, che però è molto difficile da
cacciare. Si usano alla bisogna archi particolari, con una potenza
estremamente elevata e un sistema di carrucole che ne facilitano l'uso;
oltre, naturalmente, a frecce speciali, dotate di lama (e quindi con elevata
capacità di penetrazione) e di punte rivolte all'indietro (per evitare che
la freccia cada dopo aver colpito l'animale).
L'attività venatoria con le frecce e con la fionda è rigidamente regolata,
forse più ancora di quella col fucile. Purtroppo, richiede molto tempo e,
quindi, non ho l'opportunità di praticarla; ma non nego che mi piacerebbe
provarla.
Ciao
Ale

Message has been deleted

Enrico Olivetti

unread,
Nov 15, 2007, 12:17:49 AM11/15/07
to
Alessandro \"Il Patriarca\" Valli wrote:

> L'attività venatoria con le frecce e con la fionda è rigidamente regolata,
> forse più ancora di quella col fucile. Purtroppo, richiede molto tempo e,
> quindi, non ho l'opportunità di praticarla; ma non nego che mi piacerebbe
> provarla.

A me piacerebbe provarla cacciando i cacciatori, chissà come urlano quando
vengono colpiti negli zebedei.

EF

unread,
Nov 15, 2007, 4:39:23 AM11/15/07
to

"Enrico Olivetti" <pi...@pippo.net> ha scritto nel messaggio
news:473BD67D...@pippo.net...
In difesa di cosa?

Enzo F


Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Nov 15, 2007, 6:52:35 AM11/15/07
to

"Enrico Olivetti" <pi...@pippo.net> ha scritto nel messaggio
news:473BD67D...@pippo.net...

> A me piacerebbe provarla cacciando i cacciatori, chissà come urlano quando
> vengono colpiti negli zebedei.

Con la non secondaria differenza che è illegale sparare alle persone, così
come macellarle per farne hamburger. Spareresti altrettanto volentieri ai
macellai e alle mamme che danno l'omogeneizzato ai bambini? :-)
Ciao
Ale

Karla

unread,
Nov 15, 2007, 7:12:49 AM11/15/07
to
Alessandro "Il Patriarca" Valli ha scritto:
>

Non sono vegetariana, ma spero che quelle povere bestie vengano uccise
senza sofferenze.
Per me è incomprensibile che si possa sparare per divertimento a un
capriolo, a una lepre o a un uccello, che oltre ad essere creature
sensibili sono bellissimi.

Due o tre anni fa, in periodo di caccia, sentivo da casa mia le urla di
un cinghiale ferito sul versante di fronte, successivamente mi hanno
regalato carne e salame di cinghiale, non li ho mangiati, avevo sempre
in mente quello strazio.

Considero fionda è peggio del fucile perché credo sia più difficile
ammazzarli al primo colpo.

Quanto alla pesca, sono convinta che nessuno trova niente da ridire solo
perché quelle bestie infelici non hanno la possibilità di gridare. E
dire che ci sono pure pescatori che prendono all'amo e poi ributtano il
pesce in acqua.

k

Enrico Olivetti

unread,
Nov 15, 2007, 7:28:42 AM11/15/07
to
EF wrote:

> >
> > A me piacerebbe provarla cacciando i cacciatori, chissà come urlano quando
> > vengono colpiti negli zebedei.
> >
> In difesa di cosa?
>
> Enzo F

Per puro divertimento come fanno i cacciatori con gli animali

Enrico Olivetti

unread,
Nov 15, 2007, 7:29:28 AM11/15/07
to
Alessandro \"Il Patriarca\" Valli wrote:

> Con la non secondaria differenza che č illegale sparare alle persone, cosě


> come macellarle per farne hamburger. Spareresti altrettanto volentieri ai
> macellai e alle mamme che danno l'omogeneizzato ai bambini? :-)

Che centra. Un conto č ammazzare per mangiare, un altro conto č ammazzare per
puro divertimento.


Lilith

unread,
Nov 15, 2007, 7:36:30 AM11/15/07
to
Enrico Olivetti ha scritto:

> Che centra.

Centra con la fionda.

Lilith

unread,
Nov 15, 2007, 7:43:39 AM11/15/07
to
Alessandro "Il Patriarca" Valli ha scritto:

> Con la non secondaria differenza che è illegale sparare alle persone,

> così come macellarle per farne hamburger. Spareresti altrettanto
> volentieri ai macellai e alle mamme che danno l'omogeneizzato ai
> bambini? :-)

«Verrà il tempo in cui l'uomo non dovrà più uccidere per mangiare, e
anche l'uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto».

«Veramente l'uomo è il re delle bestie, poiché la sua brutalità eccede
quella di queste. Noi viviamo della morte altrui: siamo luoghi di
sepoltura!»
Leonardo da Vinci

Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Nov 15, 2007, 8:01:54 AM11/15/07
to

"Karla" <nos...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:473c3788$1...@newsgate.x-privat.org...

> Non sono vegetariana, ma spero che quelle povere bestie vengano uccise
> senza sofferenze.

Pare di sì (in effetti, pare anche che ci si preoccupi più della mancata
sofferenza inflitta alle bestie da macello che di quella inflitta ai
condannati a morte). Il problema, infatti, è generalmente non il modo in cui
vengono ammazzate (tutti sembrano preoccuparsene, ma non credere che sia
bontà d'animo: la bestia che muore soffrendo produce una quantità di tossine
da distress che rendono dura e amara la sua carne, che invece risulta più
morbida e dolce se la bestia muore istantaneamente), ma il modo in cui
vengono fatte campare. Che non è certo libero e selvaggio come quello delle
prede dei cacciatori, ti assicuro.

> Per me è incomprensibile che si possa sparare per divertimento a un
> capriolo, a una lepre o a un uccello, che oltre ad essere creature
> sensibili sono bellissimi.

Capisco perfettamente ciò che dici, Karla, credimi.
Ciononostante, non sono d'accordo.
Ma soprattutto, non sono d'accordo con chi vorrebbe sparare ai cacciatori -
intendiamoci, so perfettamente che quella di Enrico era una boutade; ma
conosco persone che, invece, la pensano proprio così.
Sul fatto che siano bellissimi, anche qui, ti capisco perfettamente; il che,
però, renderebbe accettabile la caccia, chessò, al babirussa, che proprio
carino non è :-) (Sì, dai, faccio una battuta, il tema è serio e spinoso e
cerco solo di renderlo un po' meno pesante).

> Due o tre anni fa, in periodo di caccia, sentivo da casa mia le urla di un
> cinghiale ferito sul versante di fronte, successivamente mi hanno regalato
> carne e salame di cinghiale, non li ho mangiati, avevo sempre in mente
> quello strazio.

Anche qui, ti capisco, Karla, credimi.
Un mio amico cacciatore, però, usava porre questa domanda:
"Preferiresti vivere in una gabbia in cui non ti puoi nemmeno sedere, in cui
ti servono da mangiare in una mangiatoia da cui fai fatica a prendere il
cibo perché ti hanno tagliato la bocca (ai polli di batteria viene tagliato
il becco, lo sapevi?), con l'unica prospettiva di ritrovarti, un giorno,
appeso per le zampe su una linea di trasporto al termine della quale si
trova una macchina che ti taglia la testa, oppure vivere libero e selvaggio,
facendo quello che hai voglia di fare, nutrendoti di ciò che trovi, vivendo
la tua vita e incontrando, un giorno, la morte mentre stai lottando?"

> Considero fionda è peggio del fucile perché credo sia più difficile
> ammazzarli al primo colpo.

Con la fionda non vai certo a caccia di cinghiali... Anche perché il
cinghiale vincerebbe 9 volte su 10 :-)
Con la fionda vai al limite a caccia di uccellini e se li becchi con una
biglia che pesa quanto loro, non hanno grandi possibilità... d'altro canto,
non ne hai neanche tu: non è che con la fionda puoi sparare a ripetizione. O
colpisci, oppure l'uccellino scappa via. Punto.
Diverso discorso per l'arco: lì cacci la bestia grossa e l'etica del
cacciatore è proprio di non "stancare" la bestia infliggendole inutili
sofferenze, ma di darle una morte rapida. Lo so, detta così è un po' "gore",
ma è un'etica tipica dello sportivo. Un uomo che caccia per procurare il
cibo per sé e per la sua famiglia ha un'etica totalmente diversa: portare a
casa la preda, costi quel che costi (soprattutto, in generale, in termini di
sofferenza per la preda).

> Quanto alla pesca, sono convinta che nessuno trova niente da ridire solo
> perché quelle bestie infelici non hanno la possibilità di gridare.

Esatto. Lo stesso motivo per cui nessuno si sente in dovere di sparare nelle
palle di Mr. Aia. :-)
Davvero, Karla, non sto dicendo che tu abbia torto; ci sono molte persone
che sono contrarie alla caccia, intesa come pratica sportiva e non di
sopravvivenza, naturalmente. Ritengo queste persone di animo particolarmente
sensibile (almeno fino a che non si augurino la morte o la sofferenza del
cacciatore, s'intende; nel qual caso le ritengo di animo un tantinello meno
sensibile). Non voglio farti un rimprovero: ma il fatto che tu mangi carne,
per esempio, ha la stessa origine, ossia che non hai sentito gridare il
pollo e non hai visto la sofferenza negli occhi del maiale che ti dà
l'ottimo prosciutto che tanto ti piace.
Ripeto: non è un rimprovero! E' la naturale tendenza delle persone a non
considerare ciò che non vedono, la stessa tendenza che ci porta a non
sentirci angosciati ogni istante della nostra vita pensando ai bimbi che
muoiono di fame in tutto il mondo, alle guerre, alle carestie e a tutte le
sofferenze non solo delle bestie, ma anche (e soprattutto) delle persone. E
che ci fanno sentire solo vero e reale quel fastidioso (e passeggero) mal di
testa; perché lo proviamo noi.
E' del tutto e perfettamente naturale, pertanto, che tu non ti sia mangiata
la carne del cinghiale che hai sentito morire, mentre non ti fai grossi
problemi a mangiare del maiale che non hai sentito.


> dire che ci sono pure pescatori che prendono all'amo e poi ributtano il
> pesce in acqua.

Il "catch and release" (C&R per i pescatori) dà invece eccellenti
probabilità di sopravvivenza al pesce ributtato in acqua. Io direi che una
probabilità di sopravvivenza superiore al 97% sia una buona cosa, per chi
non vuole uccidere l'animale. Ciao
Ale

w00dy

unread,
Nov 15, 2007, 8:02:26 AM11/15/07
to
Karla ha scritto:

> Non sono vegetariana, ma spero che quelle povere bestie vengano uccise
> senza sofferenze.
> Per me è incomprensibile che si possa sparare per divertimento a un
> capriolo, a una lepre o a un uccello, che oltre ad essere creature
> sensibili sono bellissimi.

questo il parere di un cacciatore saggio:
http://www.albanesi.it/Mente/caccia.htm

da cui, tra le altre motivazioni:
"Un'altra forma di superficialità è la dimenticanza che l'uomo elimina le
specie animali che gli sono comunque in qualche modo ostili: dalle
fastidiosissime zanzare, ai ratti (avete presente la derattizzazione?),
agli animali che danneggiano l'agricoltura (avete presente tutti gli
insetti dannosi?) alle meduse o agli squali che allontanano i turisti
dalle spiagge. Il non vegetariano superficiale è come il pacifista a
oltranza che vuole la pace mondiale, ma non si accorge che poi è il primo
a incazzarsi alle riunioni condominiali."

--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


w00dy

unread,
Nov 15, 2007, 8:03:26 AM11/15/07
to
Enrico Olivetti ha scritto:

> Che centra.

Argh! :-O

Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Nov 15, 2007, 8:03:38 AM11/15/07
to

"Enrico Olivetti" <pi...@pippo.net> ha scritto nel messaggio
news:473C3B7A...@pippo.net...

> Per puro divertimento come fanno i cacciatori con gli animali

Allora nemmeno una motivazione allucinata e perversa come quella dei nazisti
o dei membri del Ku Klux Klan? Solo puro e semplice divertimento?
Ciao
Ale

Myszka

unread,
Nov 15, 2007, 10:22:27 AM11/15/07
to
il giorno 15/11/2007 14.01 Alessandro "Il Patriarca" Valli ha scritto:

> "Karla" <nos...@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:473c3788$1...@newsgate.x-privat.org...
>
>> Non sono vegetariana, ma spero che quelle povere bestie vengano
>> uccise senza sofferenze.
>
> Pare di sì (in effetti, pare anche che ci si preoccupi più della mancata
> sofferenza inflitta alle bestie da macello che di quella inflitta ai
> condannati a morte). Il problema, infatti, è generalmente non il modo in
> cui vengono ammazzate (tutti sembrano preoccuparsene, ma non credere che
> sia bontà d'animo: la bestia che muore soffrendo produce una quantità di
> tossine da distress che rendono dura e amara la sua carne, che invece
> risulta più morbida e dolce se la bestia muore istantaneamente), ma il
> modo in cui vengono fatte campare. Che non è certo libero e selvaggio
> come quello delle prede dei cacciatori, ti assicuro.

Scusate se mi intrometto. Mi pare di leggere qui tra le righe un
"campano meglio le bestie uccise dai cacciatori di quelle uccise dagli
allevatori" e questo argomento parrebbe portato in difesa dei cacciatori.

E' così?

Insomma Pino ruba e Gino ammazza. Siccome Gino fa una cosa peggiore,
Pino è scusato?

"Ci si preoccupa più della mancata sofferenza inflitta alle bestie da
macello che di quella inflitta ai condannati a morte" serve a dimostrare
che chi si preoccupa della sofferenza delle bestie è tutto sommato un
po' superficiale perché si preoccupa di meno (non si sa, ma forse di
meno) della sofferenza dei condannati a morte?

> Ma soprattutto, non sono d'accordo con chi vorrebbe sparare ai
> cacciatori

Neanch'io. Eppure la sofferenza delle bestie mi preoccupa. E anche
quella dei condannati a morte. Anzi: è l'esistenza stessa di condannati
a morte che mi preoccupa.

> Un mio amico cacciatore, però, usava porre questa domanda:

> "Preferiresti [...]

Io non ho amici cacciatori.

Ad ogni modo la domanda del cacciatore mi appare capziosa.

> d'altro
> canto, non ne hai neanche tu: non è che con la fionda puoi sparare a
> ripetizione. O colpisci, oppure l'uccellino scappa via. Punto.

L'osservazione che chi usa la fionda ha una sola possibilità è un
esempio di quanto sia sportivo?

> Diverso discorso per l'arco: lì cacci la bestia grossa e l'etica del
> cacciatore è proprio di non "stancare" la bestia infliggendole inutili
> sofferenze, ma di darle una morte rapida. Lo so, detta così è un po'
> "gore", ma è un'etica tipica dello sportivo. Un uomo che caccia per
> procurare il cibo per sé e per la sua famiglia ha un'etica totalmente
> diversa: portare a casa la preda, costi quel che costi (soprattutto, in
> generale, in termini di sofferenza per la preda).

Può darsi. Ma perché sottolineare queste differenze? Il fatto che una
cosa sia peggiore dell'altra deve forse far ritenere l'"altra" una cosa
talmente lieve da non doversi nemmeno menzionare? Come Pino e Gino.

> E' la naturale tendenza delle persone a non
> considerare ciò che non vedono, la stessa tendenza che ci porta a non
> sentirci angosciati ogni istante della nostra vita pensando ai bimbi che
> muoiono di fame in tutto il mondo, alle guerre, alle carestie e a tutte
> le sofferenze non solo delle bestie, ma anche (e soprattutto) delle
> persone. E che ci fanno sentire solo vero e reale quel fastidioso (e
> passeggero) mal di testa; perché lo proviamo noi.
> E' del tutto e perfettamente naturale, pertanto, che tu non ti sia
> mangiata la carne del cinghiale che hai sentito morire, mentre non ti
> fai grossi problemi a mangiare del maiale che non hai sentito.

Qui concordo. Mi pare solo strana la catena di argomentazioni che hai
usato per arrivare a questo punto.

> Ale

Lilith

unread,
Nov 15, 2007, 10:25:26 AM11/15/07
to
Myszka ha scritto:

>> d'altro canto, non ne hai neanche tu: non è che con la fionda puoi
>> sparare a ripetizione. O colpisci, oppure l'uccellino scappa via. Punto.
>
> L'osservazione che chi usa la fionda ha una sola possibilità è un
> esempio di quanto sia sportivo?


Sarebbe sportivo se il cacciatore, anziché uccellini, cacciasse leoni.
Che almeno avrebbero la possibilità di ricambiare la simpatica attenzione.

Mirare a un uccellino e pensare «Sì, ma tanto è difficile che lo
becchi», è un po' come sparare da un autogrill all'altro, attraverso
quattro corsie autostradali, e pensare «Sì, ma tanto è difficile che
becchi qualcuno».


Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Nov 15, 2007, 10:45:25 AM11/15/07
to

"Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:rqZ_i.8465$Yi1...@tornado.fastwebnet.it...

il giorno 15/11/2007 14.01 Alessandro "Il Patriarca" Valli ha scritto:

| Scusate se mi intrometto. Mi pare di leggere qui tra le righe un
| "campano meglio le bestie uccise dai cacciatori di quelle uccise dagli
| allevatori" e questo argomento parrebbe portato in difesa dei cacciatori.

| E' così?

No. Però è sicuramente vero che le bestie che vivono all'aria aperta càmpano
in modo più naturale di quelle d'allevamento.
Càmpano anche meglio?
Non lo so; forse. Più felici? Non lo so. Corrono i loro rischi e sono
normalmente sottoposte alle leggi della natura. Se sono sui gradini più
bassi della catena alimentare, in genere vivono poco e nella paura del
predatore, che comunque è per loro uno stato naturale.
Un gatto che vive fra quattro mura è più felice o più triste di uno che vive
all'aria aperta? Non lo so. Sicuramente, campa molto più a lungo.

| Insomma Pino ruba e Gino ammazza. Siccome Gino fa una cosa peggiore,
| Pino è scusato?

No.
Gino commette un reato più grave di Pino, ma questi commette anch'egli un
reato. Qual è il punto, scusa?
Peraltro, mi piace far notare che chi caccia NON commette un reato, e la
differenza non è da poco. (Chi spara a un cacciatore, invece, commette lo
stesso reato di Gino).

| "Ci si preoccupa più della mancata sofferenza inflitta alle bestie da
| macello che di quella inflitta ai condannati a morte" serve a dimostrare
| che chi si preoccupa della sofferenza delle bestie è tutto sommato un
| po' superficiale perché si preoccupa di meno (non si sa, ma forse di
| meno) della sofferenza dei condannati a morte?

Ci mancherebbe.
L'esistenza stessa della condanna a morte è preoccupante. Come dici poco
sotto.

| Neanch'io. Eppure la sofferenza delle bestie mi preoccupa. E anche
| quella dei condannati a morte. Anzi: è l'esistenza stessa di condannati
| a morte che mi preoccupa.

Io, in tutta sincerità, sono solo moderatamente preoccupato dalla sofferenza
degli animali. Sono ben altri gli argomenti che mi occupano la mente.

| Ad ogni modo la domanda del cacciatore mi appare capziosa.

A me no.

| L'osservazione che chi usa la fionda ha una sola possibilità è un
| esempio di quanto sia sportivo?

Sì.

| Può darsi. Ma perché sottolineare queste differenze? Il fatto che una
| cosa sia peggiore dell'altra deve forse far ritenere l'"altra" una cosa
| talmente lieve da non doversi nemmeno menzionare? Come Pino e Gino.

No. Volevo solo sottolineare la differenza etica fra un cacciatore moderno,
che caccia come forma di divertimento e di sfida con sé stesso, e un
cacciatore che caccia come forma di sopravvivenza. Nessun giudizio morale né
nell'un caso né nell'altro; solo differenza di vedute.

| Qui concordo. Mi pare solo strana la catena di argomentazioni che hai
| usato per arrivare a questo punto.

Nessuna catena di argomentazioni. Non è un fluire unico del discorso: sono
argomentazioni diverse su situazioni diverse.
Non vedo niente di male nella caccia sportiva né nella pesca sportiva, che
ho praticato (mentre non sono mai stato cacciatore, soprattutto per mancanza
di tempo).
Ma capisco chi possa essere contrario a tale pratica.
"Capire" non significa "esser d'accordo", tutto qua. E ho poi fatto un paio
di considerazioni sull'etica della caccia.
Ciao
Ale

Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Nov 15, 2007, 10:49:45 AM11/15/07
to

"Lilith" <Lil...@Lilith.inf> ha scritto nel messaggio
news:fhhodj$r6p$1...@aioe.org...

> Sarebbe sportivo se il cacciatore, anziché uccellini, cacciasse leoni. Che
> almeno avrebbero la possibilità di ricambiare la simpatica attenzione.

Mah. Non so quali possibilità abbia di ricambiare la simpatica attenzione il
porcello che ha fornito un etto e mezzo di prosciutto alla simpatica signora
davanti a me, questa mattina. O quali possibiltà abbia di ricambiare la
simpatica attenzione il ratto schiattato per essersi mangiato una dose di
cibo avvelenato.
E se mi vien messa davanti la possibilità di scegliere tra la vita di un
essere umano e quella di un leone, scelgo immancabilmente la prima.

> Mirare a un uccellino e pensare «Sì, ma tanto è difficile che lo becchi»,
> è un po' come sparare da un autogrill all'altro,

Mirare a un uccellino e pensare «Sì, ma tanto è difficile che lo becchi» è
stupido. Se miri a un uccellino è perché cerchi di colpirlo, non di
mancarlo.
Ciao
Ale

lablablab.com

unread,
Nov 15, 2007, 11:22:27 AM11/15/07
to
On 15 Nov, 13:12, Karla <nos...@libero.it> wrote:

> Quanto alla pesca, sono convinta che nessuno trova niente da ridire solo
> perché quelle bestie infelici non hanno la possibilità di gridare. E
> dire che ci sono pure pescatori che prendono all'amo e poi ributtano il
> pesce in acqua.

Una volta un grosso pesce inventò un sistema di feroce caccia agli
animali. Metteva degli ami con leccornie sugli alberi, e quando un
animale tentato abbocava zacchete, lo tirava nel mare dove la preda
moriva asfissiata. Qualche volta il grosso pesce pescava animali per
puro divertimento, e li rimandava in superficie con la bocca a pezzi.
I poveretti morivano dopo un po'.

Ciao, F.

lablablab.com

unread,
Nov 15, 2007, 11:29:03 AM11/15/07
to
On 15 Nov, 16:49, "Alessandro \"Il Patriarca\" Valli"

<m...@privacy.net> wrote:
> "Lilith" <Lil...@Lilith.inf> ha scritto nel messaggionews:fhhodj$r6p$1...@aioe.org...

> Mirare a un uccellino e pensare <<Sì, ma tanto è difficile che lo becchi>> è


> stupido. Se miri a un uccellino è perché cerchi di colpirlo, non di
> mancarlo.

No, è per sostituire la vittima umana. Se spari ad un uccellino ti
sollevi per un attimo dall'orrore della mimesi, ma ci ricascherai e
dovrai ammazzarne un altro, poi un coniglio, poi un daino, poi un
cinghialetto. Finché non ti renderai conto di quanto è difficile
portare nel cervello la mutazione neuronale che ti permette
l'imitazione, e la violenza che ne segue, non potrai far altro che
cercare vittime. Il piacere di colpire un uccellino è quello di un
pitecantropo ad uno stato prematuro di evoluzione che vive nel terrore
dei suoi consanguinei, un terrore così pazzesco da precedere il
linguaggio stesso. Poi venne l' uomo.

Ciao, N.

Myszka

unread,
Nov 15, 2007, 12:10:30 PM11/15/07
to
il giorno 15/11/2007 16.45 Alessandro "Il Patriarca" Valli ha scritto:

> "Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
> news:rqZ_i.8465$Yi1...@tornado.fastwebnet.it...
> il giorno 15/11/2007 14.01 Alessandro "Il Patriarca" Valli ha scritto:
>
> | Scusate se mi intrometto. Mi pare di leggere qui tra le righe un
> | "campano meglio le bestie uccise dai cacciatori di quelle uccise dagli
> | allevatori" e questo argomento parrebbe portato in difesa dei cacciatori.
>
> | E' così?
>
> No. Però è sicuramente vero che le bestie che vivono all'aria aperta
> càmpano in modo più naturale di quelle d'allevamento.
> Càmpano anche meglio?

Se anche campassero meglio, più felici e più a lungo, qual è
l'argomento? Stiamo parlando di caccia quindi torniamo alla caccia:
campano meglio, diamolo per scontato senza cercare di dimostrarlo
(axiomata, se vuoi). Cosa riusciamo a dedurne da questo assioma?

Che è plausibile che un cacciatore le uccida (o almeno più plausibile di
quanto un allevatore possa uccidere una bestia che vive peggio)?
Secondo me no. Ora tu risponderai forse "secondo me sì".

> Non lo so; forse. Più felici? Non lo so. Corrono i loro rischi e sono
> normalmente sottoposte alle leggi della natura. Se sono sui gradini più
> bassi della catena alimentare, in genere vivono poco e nella paura del
> predatore, che comunque è per loro uno stato naturale.

Attenzione però: nemmeno gli uomini (e le donne; userò umani, via),
nemmeno gli umani sono sottoposti alle leggi della natura. Cose
riusciamo a dedurne?

> Un gatto che vive fra quattro mura è più felice o più triste di uno che
> vive all'aria aperta? Non lo so. Sicuramente, campa molto più a lungo.
>
> | Insomma Pino ruba e Gino ammazza. Siccome Gino fa una cosa peggiore,
> | Pino è scusato?
>
> No.

Meno male.

> Gino commette un reato più grave di Pino, ma questi commette anch'egli
> un reato. Qual è il punto, scusa?

Che mi sembrava che tu stessi dicendo che siccome gli animali in libertà
campano mediamente meglio degli animali di allevamento allora è
plausibile che, siccome i secondi vengono macellati, anche i primi
vengano ammazzati. Credevo che tu stessi scusando Pino.

> Peraltro, mi piace far notare che chi caccia NON commette un reato, e la
> differenza non è da poco. (Chi spara a un cacciatore, invece, commette
> lo stesso reato di Gino).

E qui siamo d'accordo.

> | "Ci si preoccupa più della mancata sofferenza inflitta alle bestie da
> | macello che di quella inflitta ai condannati a morte" serve a dimostrare
> | che chi si preoccupa della sofferenza delle bestie è tutto sommato un
> | po' superficiale perché si preoccupa di meno (non si sa, ma forse di
> | meno) della sofferenza dei condannati a morte?
>
> Ci mancherebbe.
> L'esistenza stessa della condanna a morte è preoccupante. Come dici poco
> sotto.
>
> | Neanch'io. Eppure la sofferenza delle bestie mi preoccupa. E anche
> | quella dei condannati a morte. Anzi: è l'esistenza stessa di condannati
> | a morte che mi preoccupa.
>
> Io, in tutta sincerità, sono solo moderatamente preoccupato dalla
> sofferenza degli animali. Sono ben altri gli argomenti che mi occupano
> la mente.

Lo capisco. Lo deduco dalle tue parole e non ne sto affatto facendo una
questione di priorità. Come ho scritto nell'articolo precedente: la
sofferenza delle bestie mi preoccupa, e anche quella dei condannati a
morte, anzi e' l'esistenza stessa di condannati a morte che mi preoccupa.

> | Ad ogni modo la domanda del cacciatore mi appare capziosa.
>
> A me no.

:)

A me sì ma se tu mi dici cosa devo pensare io lo penso.

> | L'osservazione che chi usa la fionda ha una sola possibilità è un
> | esempio di quanto sia sportivo?
>
> Sì.

Perchè? Da come l'hai scritto sembrava che si trattasse di una questione
paritaria: l'uccellino non ha grandi possibilità così come il cacciatore
con fionda non ha grandi possibilità. E sembrava che fosse da ciò che se
ne deduceva la "sportività" dell'evento.

> | Può darsi. Ma perché sottolineare queste differenze? Il fatto che una
> | cosa sia peggiore dell'altra deve forse far ritenere l'"altra" una cosa
> | talmente lieve da non doversi nemmeno menzionare? Come Pino e Gino.
>
> No. Volevo solo sottolineare la differenza etica fra un cacciatore
> moderno, che caccia come forma di divertimento e di sfida con sé stesso,
> e un cacciatore che caccia come forma di sopravvivenza. Nessun giudizio
> morale né nell'un caso né nell'altro; solo differenza di vedute.

Capito.

> | Qui concordo. Mi pare solo strana la catena di argomentazioni che hai
> | usato per arrivare a questo punto.
>
> Nessuna catena di argomentazioni. Non è un fluire unico del discorso:
> sono argomentazioni diverse su situazioni diverse.

Capito meglio, ora.

> Non vedo niente di male nella caccia sportiva né nella pesca sportiva,
> che ho praticato (mentre non sono mai stato cacciatore, soprattutto per
> mancanza di tempo).
> Ma capisco chi possa essere contrario a tale pratica.
> "Capire" non significa "esser d'accordo", tutto qua. E ho poi fatto un
> paio di considerazioni sull'etica della caccia.
> Ciao
> Ale

Ciao,

Myszka

unread,
Nov 15, 2007, 12:21:35 PM11/15/07
to
il giorno 15/11/2007 16.49 Alessandro "Il Patriarca" Valli ha scritto:

> "Lilith" <Lil...@Lilith.inf> ha scritto nel messaggio
> news:fhhodj$r6p$1...@aioe.org...
>
>> Sarebbe sportivo se il cacciatore, anziché uccellini, cacciasse leoni.
>> Che almeno avrebbero la possibilità di ricambiare la simpatica
>> attenzione.
>
> Mah. Non so quali possibilità abbia di ricambiare la simpatica
> attenzione il porcello che ha fornito un etto e mezzo di prosciutto alla
> simpatica signora davanti a me, questa mattina. O quali possibiltà abbia
> di ricambiare la simpatica attenzione il ratto schiattato per essersi
> mangiato una dose di cibo avvelenato.

Io ho visto (e sentito, perché strillano la loro sofferenza) morire un
topo in una trappola con la colla. Liberarlo era impossibile una volta
che il corpo è incollato perché significherebbe strappargli via la pelle.
Non era un topolino carino, era un ratto ma è una cosa difficile da
dimenticare. Chi malauguratamente assiste, difficilmente poi uccide
anche solo una zanzara.

> E se mi vien messa davanti la possibilità di scegliere tra la vita di un
> essere umano e quella di un leone, scelgo immancabilmente la prima.

Non penso sarebbe facile trovare un umano che sceglierebbe la seconda.
Tutto sta a vedere con quanta leggerezza la decisione verrebbe presa.
Viceversa sarebbe molto semplice trovare chi, di fronte ad una
alternativa simile (diciamo per esempio tra un umano wasp ed uno camuso)
mostrerebbe la stessa leggerezza.
Pur comprendendo come ci siano infinite posizioni intermedie,
francamente preferisco essere un pochino più solidale con chi
soffrirebbe nel condannare il leone piuttosto che con l'altro.

C'è un racconto intitolato "The ones who walk away from Omelas" di
Ursula K. Le Guin (in italiano "Quelli che si allontanano da Omelas") in
cui si suppone che in questo mondo, Omelas, per star bene tutti sia
sufficiente far ricadere tutto il male del mondo su uno.
E' una condizione accettabile (star bene in milioni, o in miliardi, per
far star male uno solo) o no?

> Ciao

Enrico Olivetti

unread,
Nov 15, 2007, 12:33:08 PM11/15/07
to
Alessandro \"Il Patriarca\" Valli wrote:

> Pare di sě (in effetti, pare anche che ci si preoccupi piů della mancata


> sofferenza inflitta alle bestie da macello che di quella inflitta ai
> condannati a morte).

Questo si chiama "benaltrismo"

Enrico Olivetti

unread,
Nov 15, 2007, 12:34:21 PM11/15/07
to
Alessandro \"Il Patriarca\" Valli wrote:

> Allora nemmeno una motivazione allucinata e perversa come quella dei nazisti
> o dei membri del Ku Klux Klan? Solo puro e semplice divertimento?

Quale sarebbe questa motivazione?


Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Nov 15, 2007, 12:36:48 PM11/15/07
to

"lablablab.com" <sf...@yahoo.com> ha scritto nel messaggio
news:b77e1486-1f19-496b...@e1g2000hsh.googlegroups.com...

On 15 Nov, 16:49, "Alessandro \"Il Patriarca\" Valli"
<m...@privacy.net> wrote:
> "Lilith" <Lil...@Lilith.inf> ha scritto nel
> messaggionews:fhhodj$r6p$1...@aioe.org...

| No, è per sostituire la vittima umana. Se spari ad un uccellino ti


| sollevi per un attimo dall'orrore della mimesi, ma ci ricascherai e
| dovrai ammazzarne un altro, poi un coniglio, poi un daino, poi un
| cinghialetto.

Mi sembra un discorso molto simile a "se ti fumi una canna, finirai per
farti le pere".
Non penso che ciò che dici sia giusto. Tirare a un uccellino è come pescare
un pesce. Dove starebbe la differenza? E non penso che tutti i pescatori
siano assassini mancati.
Ciao
Ale

Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Nov 15, 2007, 12:43:44 PM11/15/07
to

"Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:5a%_i.9139$Yi1....@tornado.fastwebnet.it...

il giorno 15/11/2007 16.49 Alessandro "Il Patriarca" Valli ha scritto:

| Non era un topolino carino, era un ratto ma è una cosa difficile da
| dimenticare. Chi malauguratamente assiste, difficilmente poi uccide
| anche solo una zanzara.

Non metto minimamente in dubbio l'impatto emotivo della cosa. Io stesso
scrissi, su queste stesse pagine, di quanto stetti male quando dovetti
ammazzare un piccione che stava crepando perché aveva mangiato un boccone
avvelenato (e dopo tre ore che soffriva davanti alla porta del mio ufficio,
pensai che fosse più pietoso porre fine in maniera rapida alla sua
sofferenza).
Ma questo non mi toglie la curiosità che ho sempre avuto di andare a caccia,
dove la situazione è completamente diversa e ci si misura con la propria
capacità tecnica e il proprio sangue freddo. E non mi fa condannare chi
andando a caccia si diverte. E' uno sport vecchio come il mondo, praticato
anche quando la caccia era un metodo di sussistenza.

| Non penso sarebbe facile trovare un umano che sceglierebbe la seconda.

Non hai idea di quanto lo possa essere, invece.

| Viceversa sarebbe molto semplice trovare chi, di fronte ad una |
alternativa simile (diciamo per esempio tra un umano wasp ed uno camuso)
| mostrerebbe la stessa leggerezza.

Perdonami, ma non vedo in che cosa possa essere simile questa alternativa.
Chi sarebbe il leone? Il Wasp o il negro?
Stavo parlando, in generale, di scelta fra un essere umano e un animale, non
fra due esseri umani.

| Pur comprendendo come ci siano infinite posizioni intermedie,
| francamente preferisco essere un pochino più solidale con chi
| soffrirebbe nel condannare il leone piuttosto che con l'altro.

Er... scusa, non ho capito che cosa vuoi dire.

| E' una condizione accettabile (star bene in milioni, o in miliardi, per
| far star male uno solo) o no?

Be'... affrontiamo un argomento per volta :-)
Ciao
Ale

Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Nov 15, 2007, 12:58:01 PM11/15/07
to

"Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:J%__i.9118$Yi1....@tornado.fastwebnet.it...

il giorno 15/11/2007 16.45 Alessandro "Il Patriarca" Valli ha scritto:


> | Scusate se mi intrometto. Mi pare di leggere qui tra le righe un
> | "campano meglio le bestie uccise dai cacciatori di quelle uccise dagli
> | allevatori" e questo argomento parrebbe portato in difesa dei
> cacciatori.
>
> | E' così?
>
> No. Però è sicuramente vero che le bestie che vivono all'aria aperta
> càmpano in modo più naturale di quelle d'allevamento.
> Càmpano anche meglio?

| Se anche campassero meglio, più felici e più a lungo, qual è
| l'argomento? Stiamo parlando di caccia quindi torniamo alla caccia:
| campano meglio, diamolo per scontato senza cercare di dimostrarlo
| (axiomata, se vuoi). Cosa riusciamo a dedurne da questo assioma?

| Che è plausibile che un cacciatore le uccida (o almeno più plausibile di
| quanto un allevatore possa uccidere una bestia che vive peggio)?
| Secondo me no. Ora tu risponderai forse "secondo me sì".

No, ti rispondo che ho semplicemente aggiustato un "non sequitur".
Mi spiego; ti prego di perdonarmi la lunghezza e ti prego di seguirmi nel
ragionamento, mi serve per spiegare il mio punto di vista.
Durante una discussione, mia moglie mi pose una domanda simile, un non
sequitur, alla quale risposi a mia volta con una domanda:
"E' giusto che vi siano produttori che costruiscono coltelli con cui si
sgozza la gente?"
Ecco, questa è una domanda con un non sequitur: che con un coltello si possa
sgozzare una persona, invece di affettarci il salame, è purtroppo vero, ma
NON dipende da chi ha costruito il coltello per affettarci il salame :-)
Molto simile è stata la tua affermazione, che voleva interpretare la mia:


"campano meglio le bestie uccise dai cacciatori di quelle uccise dagli
allevatori"

Be', la risposta è sì :-) Ma in verità, "campare" ed "essere uccisi" son due
cose non c'entrano un tubo l'una con l'altra.
La nostra società accetta che gli animali siano cresciuti in allevamento,
dove vivono male, ma chiede che siano ammazzati con una certa "umanità". Ciò
che non capisco è perché alcuni si oppongano a una morte che, per l'etica
del cacciatore, dev'essere la più rapida possibile (esattamente come nel
caso dell'allevatore, che se ne strafotterebbe non fosse per le leggi
vigenti) e che, in compenso, lascia all'animale la gioia (se di gioia si può
parlare per un animale) di aver vissuto libero e selvaggio fino a quel
momento.

| Attenzione però: nemmeno gli uomini (e le donne; userò umani, via),
| nemmeno gli umani sono sottoposti alle leggi della natura. Cose
| riusciamo a dedurne?

Che chi vive sfruttando le capacità offerte dall'intelligenza umana vive più
a lungo e meglio.

| Che mi sembrava che tu stessi dicendo che siccome gli animali in libertà
| campano mediamente meglio degli animali di allevamento allora è
| plausibile che, siccome i secondi vengono macellati, anche i primi
| vengano ammazzati. Credevo che tu stessi scusando Pino.

"Tiè, animale bastardo, hai vissuto libero finora, il prezzo è la tua morte
per fucilata".
Ma dai... :-)

| Perchè? Da come l'hai scritto sembrava che si trattasse di una questione
| paritaria: l'uccellino non ha grandi possibilità così come il cacciatore
| con fionda non ha grandi possibilità. E sembrava che fosse da ciò che se
| ne deduceva la "sportività" dell'evento.

Probabilmente mi sono spiegato male. L'uccellino ha una probabilità di
sopravvivenza inversamente proporzionale alla capacità del cacciatore. Non
c'è parità di sorta: l'uccellino ha come unica difesa la fuga. Un uomo con
una fionda è immensamente più forte dell'uccellino. Non c'è parità.
La "sportività" dell'evento sta tutta nella capacità del cacciatore di
colpire l'uccellino.

Ciao
Ale

Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Nov 15, 2007, 12:58:58 PM11/15/07
to

"lablablab.com" <sf...@yahoo.com> ha scritto nel messaggio
news:ddde64f9-46e0-41f7...@d50g2000hsf.googlegroups.com...

On 15 Nov, 13:12, Karla <nos...@libero.it> wrote:

| I poveretti morivano dopo un po'.

Di vecchiaia, se il grosso pesce era un bravo cacciatore di animali e sapeva
come si slama una preda.
Ciao
Ale

Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Nov 15, 2007, 12:59:45 PM11/15/07
to

"Enrico Olivetti" <pi...@pippo.net> ha scritto nel messaggio
news:473C831D...@pippo.net...

>> Allora nemmeno una motivazione allucinata e perversa come quella dei
>> nazisti
>> o dei membri del Ku Klux Klan? Solo puro e semplice divertimento?
>
> Quale sarebbe questa motivazione?

Boh? Hai da dirmela tu. Sei tu che dici che ti andrebbe di ammazzare persone
per divertimento, mica io.
Ciao
Ale

lablablab.com

unread,
Nov 15, 2007, 2:08:43 PM11/15/07
to
On 15 Nov, 18:36, "Alessandro \"Il Patriarca\" Valli"
<m...@privacy.net> wrote:

> Mi sembra un discorso molto simile a "se ti fumi una canna, finirai per
> farti le pere".
> Non penso che ciò che dici sia giusto. Tirare a un uccellino è come pescare
> un pesce. Dove starebbe la differenza? E non penso che tutti i pescatori
> siano assassini mancati.

Forse i pescatori no, ma i cacciatori sì, senza il minimo dubbio. Se
ti piace te lo dimostro. Anche i non cacciatori, se è per questo. I
cacciatori soddisfano la voglia di uccidere, connaturata alla facoltà
mimetica, con vittime metaforiche. Gli altri no. Questa è la
differenza. Una piccola parte riconosce l'innocenza della vittima e la
propria bestiallità, ma la maggior parte va fiera (ehm, nb, fiera)
della sua presunta superiorità umana. Come gli alfabetizzati con gli
analfabeti. Il linguaggio stesso sacrifica la bellezza del referente
(non ho mai capito bene perché si usa il participio presente del verbo
riferire, quindi potrebbe essere il mio un uso improprio. Ma anche
"significato" lascia fuori il tremolar della marina.

Ciao, N.

Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Nov 15, 2007, 2:33:17 PM11/15/07
to

"lablablab.com" <sf...@yahoo.com> ha scritto nel messaggio
news:21085718-d323-48ce...@41g2000hsh.googlegroups.com...

On 15 Nov, 18:36, "Alessandro \"Il Patriarca\" Valli"
<m...@privacy.net> wrote:

| Forse i pescatori no, ma i cacciatori sģ, senza il minimo dubbio.

Continuo a chiederti: dov'č la differenza?
Comunque, ti sbagli alla grande. O quanto meno, non vedo maggiori
potenzialitą di omicidio in un cacciatore che in qualsiasi altro essere
umano.
Ciao
Ale

Karla

unread,
Nov 15, 2007, 2:56:44 PM11/15/07
to
Alessandro "Il Patriarca" Valli ha scritto:

> La nostra società accetta che gli animali siano cresciuti in
> allevamento, dove vivono male, ma chiede che siano ammazzati con una
> certa "umanità".

Gli animali dovrebbero morire senza soffrire ma anche vivere nel
migliore dei modi possibile.


> Ciò che non capisco è perché alcuni si oppongano a una
> morte che, per l'etica del cacciatore, dev'essere la più rapida
> possibile (esattamente come nel caso dell'allevatore, che se ne
> strafotterebbe non fosse per le leggi vigenti) e che, in compenso,
> lascia all'animale la gioia (se di gioia si può parlare per un animale)
> di aver vissuto libero e selvaggio fino a quel momento.

Alcuni si oppongono alla morte data dal cacciatore perché non
capiscono come si possa trarre piacere dall'uccisione di esseri
innocenti e liberi. E siccome non capiscono, e stanno dalla parte degli
animali, lo vedono come un inutile atto di sadismo.
L'uccisione (indolore) di animali d'allevamento è più tollerata perché
si pensa all'utilità, ma persone molto sensibili rifiutano anche quella
e diventano vegetariane.

E' questione di grado di empatia.

L'allevatore che se ne frega delle sofferenze degli animali, in morte e
in vita, non ha empatia verso gli animali, esattamente come un soldato
verso il nemico o un cacciatore verso l'animale selvatico. Prevalgono le
sue motivazioni e l'animale è visto come preda e nient'altro.

Il sergente Rigoni che fa strage di Russi sul Don ghiacciato (e lo fa
perché stanno attaccando, mors tua vita mea), ma il giorno dopo quando
li vede raccogliere e portar via morti e feriti, non solo non spara loro
adosso, ma vorrebbe quasi andarli ad aiutare, perché, passato il
pericolo, si rende che sono dei poveracci come loro e scatta l'empatia e
la pietà. Verso gli animali è lo stesso.

Tutti noi uccidiamo topi, insetti o qualunque altro essere sensibile
senza preoccuparci di come muore, perché non abbiamo empatia verso di
loro, li vediamo solo come nemici dannosi e nient'altro. Sicuramente
Miszka che è stato colpito dal topolino scorticato, dovendo eliminare
dei topi, non userà quel metodo, ed è probabile che cerchi un sistema
meno cruento.

k


lablablab.com

unread,
Nov 15, 2007, 4:08:42 PM11/15/07
to
On 15 Nov, 20:33, "Alessandro \"Il Patriarca\" Valli"
<m...@privacy.net> wrote:
> "lablablab.com" <sf...@yahoo.com> ha scritto nel messaggionews:21085718-d323-48ce...@41g2000hsh.googlegroups.com...

> On 15 Nov, 18:36, "Alessandro \"Il Patriarca\" Valli"
>
> <m...@privacy.net> wrote:
>
> | Forse i pescatori no, ma i cacciatori sì, senza il minimo dubbio.
>
> Continuo a chiederti: dov'è la differenza?

> Comunque, ti sbagli alla grande.

Ah. Grazie.

> O quanto meno, non vedo maggiori

> potenzialità di omicidio in un cacciatore che in qualsiasi altro essere
> umano.

Prego, continua pure. Io ho detto tutt'altro.

Ciao, Fran.

lablablab.com

unread,
Nov 15, 2007, 4:29:34 PM11/15/07
to
On 15 Nov, 20:56, Karla <nos...@libero.it> wrote:

> E' questione di grado di empatia.

No, è questione di mimetismo. Quando vedi qualcuno che fa qualcosa non
puoi fare a meno di ricrearne un doppio in te stessa/o. E' una
condanna del sistema nervoso, non una volizione. Se vedi uno che ti
porge la mano, ti viene spontaneo di dargliela anche tu. E' la
simmetria perfetta. Le due mani destre si stringono identicamente e ne
esce un senso di rassicurazione. Non ti mordo, non mi mordi. Ora tu
prova porgere la mano a qualcuno e, quando lo/la vedi fare lo stesso
gesto, a metterti in tasca la mano che è già a metà strada del
tragitto e ha generato lo stesso movimento nell'altro, esibendo la
volizione ("io a te la mano non te la do"), e misura quanto egli/ella
si sente profondamente, ma profondissimamente offesa/o dalla rottura
voluta della simmetria mimetica.

Così facendo, tu hai mostrato di avere potere decisionale su una cosa
sulla quale di solito si conviene non interrompere la mimesi
reciproca. Hai inoltre scoperto la mimesi alla quale lui/lei non sa
resistere. Se vicino c'è un terzo che osserva la scena, probabilmente
si mette a ridere. Ora, come dice il mio amatissimo Belli, "chi ride
cosa fa? Mostra li denti." Mentre quello che si è sentito scoperto
nell'atto imitativo sta incazzatissimo e si sente in pericolo, come
del resto qualunque persona che si sente l'oggetto di altrui risate
(il comico non è affatto quello che Dario Fo vuole dare ad intendere).

Questo per precisare un poco cosa si intende per orrore della mimesi.
E' il peccato originale, la condizione umana, ossia la condizione di
pitecantropi evoluti dotati di neuroni specchio, la sede neurologica
dell'attività mimetica. Una situazione di reciproca paura sempre
sull'orlo di degenerare in violenza inter-gruppo. Tutti omicidi
potenziali. Il modo più facile di uscirne è di cominciare a guardare
storto qualcuno e coricarlo di botte. Hai presente? Di solito prima di
coricarlo si usa caricarlo di colpe (poi è arrivato chi ha spiegato
che la vittima è innocente e lo hanno coricato di botte,
simbolicamente lo hanno crocefisso, ma questa è un'altra storia). Dopo
aver coricato di botte uno del gruppo colpevole di terrificanti
nefandezze, tutti si sentono un po' meglio. Ma poi ricominciano a
guardarsi in, ehm, scimmiesco, e ricominciano a cercare fra loro lo
zoppo, il nano, la puttana, insomma un inoffensivo (i pitecantropi
sono vigliacchi peggio delle pecore) da caricare di colpe e poi di
botte. E avanti così. Qualcuno ha l'idea di ammazzare, al posto di un
membro del gruppo, una pecora o un uccelletto. Il rinculo sulla spalla
e l'animale che stramazza lo rassicurano. Ecco qua, non c'è altro per
oggi, ite missa est.

Fran.

Enrico Olivetti

unread,
Nov 15, 2007, 4:59:10 PM11/15/07
to
Alessandro \"Il Patriarca\" Valli wrote:

> Boh? Hai da dirmela tu. Sei tu che dici che ti andrebbe di ammazzare persone
> per divertimento, mica io.

Alt.
Mi pare che tu sia poco avvezzo alla discussione.
Io ho detto che tirerei con la fionda sui santissimi dei cacciatori, tu mi
attribuisci pensieri che non ho MAI espresso.
Non ribaltarmi la domanda a te rivolta (oltretutto falsandone i presupposti).
Qual'è la motivazione per cui si uccidono degli animali per divertimento?


lablablab.com

unread,
Nov 15, 2007, 5:03:58 PM11/15/07
to

Il rictus.

Ciao, F.

EF

unread,
Nov 15, 2007, 6:57:42 PM11/15/07
to

"lablablab.com" ha scritto

>
>>> Forse i pescatori no, ma i cacciatori sì, senza il minimo dubbio.
>>>
>> Continuo a chiederti: dov'è la differenza?
>> Comunque, ti sbagli alla grande.

>Ah. Grazie.

Il sarcasmo mi sembra fuori posto: la sicumera del "senza il minimo dubbio"
lasciava poco spazio ad altro.

E' la mimesi...
...o forse no?
:-)

Enzo F


EF

unread,
Nov 15, 2007, 7:49:41 PM11/15/07
to

"lablablab.com" <sf...@yahoo.com> ha scritto nel messaggio
news:b9877243-7c3a-40e4...@d61g2000hsa.googlegroups.com...

On 15 Nov, 20:56, Karla <nos...@libero.it> wrote:

> E' questione di grado di empatia.

>No, è questione di mimetismo. Quando vedi qualcuno che fa qualcosa non
>puoi fare a meno di ricrearne un doppio in te stessa/o. E' una
>condanna del sistema nervoso, non una volizione. Se vedi uno che ti
>porge la mano, ti viene spontaneo di dargliela anche tu. E' la
>simmetria perfetta.

Quindi sei con Platone, cioè con l'imitazione passiva ed istintuale?
Girard superò questo concetto proponendo il concetto di imitazione creativa:
controporgere la mano è un atto decisionale. Se te la porgesse Riina gliela
daresti?
La differenza sta nella valutazione del 'modello' sottoposto alla nostra
attenzione.


> Le due mani destre si stringono identicamente e ne
>esce un senso di rassicurazione. Non ti mordo, non mi mordi. Ora tu
>prova porgere la mano a qualcuno e, quando lo/la vedi fare lo stesso
>gesto, a metterti in tasca la mano che è già a metà strada del
>tragitto e ha generato lo stesso movimento nell'altro, esibendo la
>volizione ("io a te la mano non te la do"), e misura quanto egli/ella
>si sente profondamente, ma profondissimamente offesa/o dalla rottura
>voluta della simmetria mimetica.

>...

>Questo per precisare un poco cosa si intende per orrore della mimesi.
>E' il peccato originale, la condizione umana, ossia la condizione di
>pitecantropi evoluti dotati di neuroni specchio, la sede neurologica
>dell'attività mimetica.

I neuroni specchio sarebbero solo aree di interpretazione della gestualità
osservata. L'imitazione scaturirebbe da altri processi successivi, in altre
aree.
I condizionali sono d'obbligo, perché sai bene che il mezzo d'indagine
diretta, nell'uomo, non può essere lesivo (a proposito: mai visto una
scimmia con impianti stereotassici sul cranio? Proprio quelli che hanno
portato alla scoperta dell'area dei neuroni specchio? Sai che sono ben
sveglie?)
Si attendono conferme dalle osservazioni indirette, cioè dalla analisi del
comportamento in soggetti che abbiano queste aree danneggiate.

> Una situazione di reciproca paura sempre
>sull'orlo di degenerare in violenza inter-gruppo. Tutti omicidi
>potenziali. Il modo più facile di uscirne è di cominciare a guardare
>storto qualcuno e coricarlo di botte. Hai presente? Di solito prima di
>coricarlo si usa caricarlo di colpe (poi è arrivato chi ha spiegato
>che la vittima è innocente e lo hanno coricato di botte,
>simbolicamente lo hanno crocefisso, ma questa è un'altra storia). Dopo
>aver coricato di botte uno del gruppo colpevole di terrificanti
>nefandezze, tutti si sentono un po' meglio. Ma poi ricominciano a
<guardarsi in, ehm, scimmiesco, e ricominciano a cercare fra loro lo
>zoppo, il nano, la puttana, insomma un inoffensivo (i pitecantropi
>sono vigliacchi peggio delle pecore) da caricare di colpe e poi di
>botte. E avanti così. Qualcuno ha l'idea di ammazzare, al posto di un
>membro del gruppo, una pecora o un uccelletto. Il rinculo sulla spalla
>e l'animale che stramazza lo rassicurano. Ecco qua, non c'è altro per
>oggi, ite missa est.

Qui riprendi la teoria di Girard: non credo si possa applicare al cacciatore
(di animali o pesci non fa differenza). Il vero cacciatore è sostanzialmente
un solitario, orgoglioso, al massimo, di avere un compagno nel suo cane
addestrato.

Enzo F
PS: non sono cacciatore e non ho mai cacciato. Non possiedo armi né porto
d'armi.
Fran.


EF

unread,
Nov 15, 2007, 7:59:42 PM11/15/07
to

"Enrico Olivetti" <pi...@pippo.net> ha scritto nel messaggio
news:473C3BA8...@pippo.net...

> Alessandro \"Il Patriarca\" Valli wrote:
>
>> Con la non secondaria differenza che è illegale sparare alle persone,
>> così
>> come macellarle per farne hamburger. Spareresti altrettanto volentieri ai
>> macellai e alle mamme che danno l'omogeneizzato ai bambini? :-)
>
> Che centra. Un conto è ammazzare per mangiare, un altro conto è ammazzare
> per
> puro divertimento.
>
>
Alla fine la selvaggina viene sempre mangiata. Anzi, divorata 'usque ad
spirunculum', giusto per parodiare il mio papiro universitario.
Un gran bel momento conviviale.
Come già detto in altro post, non sono cacciatore nè ho mai sparato ad
alcuno od alcunché.

Enzo F


lablablab.com

unread,
Nov 16, 2007, 12:38:34 AM11/16/07
to
On 16 Nov, 01:49, "EF" <vincenzo.franch...@fastwebnet.it> wrote:
> "lablablab.com" <sf...@yahoo.com> ha scritto nel messaggionews:b9877243-7c3a-40e4...@d61g2000hsa.googlegroups.com...

> On 15 Nov, 20:56, Karla <nos...@libero.it> wrote:
>
> > E' questione di grado di empatia.
> >No, è questione di mimetismo. Quando vedi qualcuno che fa qualcosa non
> >puoi fare a meno di ricrearne un doppio in te stessa/o. E' una
> >condanna del sistema nervoso, non una volizione. Se vedi uno che ti
> >porge la mano, ti viene spontaneo di dargliela anche tu. E' la
> >simmetria perfetta.
>
> Quindi sei con Platone, cioè con l'imitazione passiva ed istintuale?
> Girard superò questo concetto proponendo il concetto di imitazione creativa:
> controporgere la mano è un atto decisionale. Se te la porgesse Riina gliela
> daresti?
> La differenza sta nella valutazione del 'modello' sottoposto alla nostra
> attenzione.

"Valutazione" qui è il classico errore romantico. Se mi porgesse la
mano Riina, il mio sistema mimetico gliela darebbe senza riflessione,
mentre la ragione mi consiglierebbe di non farlo. La ragione vincente
è poco realistica, anche se i pitecantropi mezzo evoluti la pretendono
tale. Quelli un po' più evoluti sanno quanto è lunga la "lunga via"
della Pia Senese. Fai caso all'incazzatura di Jacopo del Cassero,
nello stesso canto, e poi al raccondo di Buonconte.

> I neuroni specchio sarebbero solo aree di interpretazione della gestualità
> osservata. L'imitazione scaturirebbe da altri processi successivi, in altre
> aree.
> I condizionali sono d'obbligo, perché sai bene che il mezzo d'indagine
> diretta, nell'uomo, non può essere lesivo (a proposito: mai visto una
> scimmia con impianti stereotassici sul cranio? Proprio quelli che hanno
> portato alla scoperta dell'area dei neuroni specchio? Sai che sono ben
> sveglie?)

Spero sinceramente che mettano a punto sistemi di indagine meno
invasivi. Una delle cose che mi lasciano più perplesso è infatti l'uso
del verbo "to fire" riferito ai neuroni. E' quello che rilevano queste
macchinette, no?

> Si attendono conferme dalle osservazioni indirette, cioè dalla analisi del
> comportamento in soggetti che abbiano queste aree danneggiate.

La divisione in aree è un residuo positivista del quale è difficile ma
necessario liberarsi prima possibile. E' come aprire un cranio e
aspettarsi di trovarci scritto, come in certi modelli tardo ottocento,
"area della visione" o "area del tatto". Per chi non lo sapesse, la
scoperta dei neuroni-specchio (1993) è merito di ricercatori di Parma.
E' una scoperta decisivo sul piano culturale, che non esiterei a
definire più importante di quella del DNA, anche se quella fetta della
comunità scientifica sta mezzo annegata nel romanticismo positivista
di marca anglosassone. Invece dovrebbe leggere Dante e, certo, Girard.
Ma credo che ci vorranno decenni per arrivare ad un riorientamento di
questo tipo di indagini, che non andranno avanti se non si formano
gruppi di lavoro concordi su certi presupposti. Quello della divisione
in aree è duro a morire e assomiglia ad un sistema di memoria di
analfabeti

> Qui riprendi la teoria di Girard: non credo si possa applicare al cacciatore
> (di animali o pesci non fa differenza).

Girard lo fa, per la caccia. Non l'ho mai letto sulla pesca, però.
Forse fa una differenza. Bisognerebbe chiederglielo.

>Il vero cacciatore è sostanzialmente
> un solitario, orgoglioso, al massimo, di avere un compagno nel suo cane
> addestrato.

Sì. Orgoglioso. Solitario. Col cane. Come mai ometti proprio l'
aggeggio in grado di procurare la morte a distanza, senza il quale il
cacciatore non è più tale? Cosa vuoi che ti dica? Io lo preferirei
umile, solitario e col cane mi va benissimo, ma senza voglia di
ammazzare e invece interessato a certe specie di tuberi commestibili e
profumati, anche detti tartufi. Scusa sai, ma ne conosco diversi e
ammazzare piace a tutti. Parlano dello spettacolo esaltante del
cinghiale che scappa insanguinando la pianura, di quanto è stato bravo
Giuseppe a seguirne le tracce, come ha aiutato il suo padrone a
individuarlo, e come il cinghiale, che prima stava grufolando
tranquillo per i fatti suoi, stramazza quando, cambiato un tipo di
fucile con un'altro (e giù termini tecnici, la Remington 556, la
Beretta 16, l' Ammazzasette da un quarto di pollice, il Vattelappesca
a pompa, che belli giocattoli, io ce l'ho e tu nooo, io ce l'ho e tu
noooo, e fuori anche il
landroverquattruotemotricichetunontipotraimaipermettereeeeeeeeeeeeeeeee,
chetterode, noeh?) presa la mira da una ventina di metri sulla bestia
rantolante, il cacciatore, riscuotendo un mh di ammirazione dagli
altri presenti (così reagiscono gli altri pitecantropi verdastri alla
condivisione della vigliaccheria) lo centra in testa. Vino rosso e
carne al sangue. Questa sì che è morte. Perché non vi ho raccontato
dei cinghialetti. Si trattava infatti di una scrofa con le mammelle
piene di latte. Segno che vicino dovevano esserci nascosti i
cinghialetti. Allora io...

Fran.

lablablab.com

unread,
Nov 16, 2007, 12:55:03 AM11/16/07
to
On 15 Nov, 18:36, "Alessandro \"Il Patriarca\" Valli"
<m...@privacy.net> wrote:

> Mi sembra un discorso molto simile a "se ti fumi una canna, finirai per
> farti le pere".

Niente affatto. La mimesi è una attività dinamica, sempre la stessa.
Il crescendo è improprio, se è questo che non ti convince hai ragione,
mi sono lasciato prendere la mano dall'estro retorico del climax. La
cosa da non omettere non è una crescita delle misure, anche
metaforiche, della vittima, ma la ripetitività dell'atto sacrificale,
simmetrica a quella della mimesi (che è il mio vero argomento). E'
probabile che la divisione del tempo in settimane sia legata a questo
tipo di ritmo nelle società arcaiche, dalle quali noi l'abbiamo
ereditata. Del resto ti immagini dover sopportare il capoufficio senza
mai interruzioni?

Ciao, N.

Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Nov 16, 2007, 1:25:04 AM11/16/07
to

"Enrico Olivetti" <pi...@pippo.net> ha scritto nel messaggio
news:473CC12E...@pippo.net...

> Alt.
> Mi pare che tu sia poco avvezzo alla discussione.
> Io ho detto che tirerei con la fionda sui santissimi dei cacciatori, tu mi
> attribuisci pensieri che non ho MAI espresso.
> Non ribaltarmi la domanda a te rivolta (oltretutto falsandone i
> presupposti).
> Qual'è la motivazione per cui si uccidono degli animali per divertimento?

Probabilmente hai frainteso le mie intenzioni, o meglio, io mi sono spiegato
male.
Sulle motivazioni per cui si uccidono animali per divertimento, non sono io
a doverti dare risposte; chiedilo a un cacciatore.
Mia intenzione era soltanto darti il destro di giustificare, in questa sede,
la tua intenzione - anzi, la tua dichiarazione - di commettere un grave
reato. Forse non te ne sei nemmeno reso conto, ma la tua dichiarazione di
voler tirare nei genitali di un cacciatore per puro divertimento è, molto
probabilmente, configurabile come apologia di reato, con l'aggravante dei
futili motivi. Volevo solamente darti il destro di levare, quanto meno,
l'aggravante dei futili motivi.
In più, volevo anche darti l'occasione di dimostrare agli utenti di questo
newsgroup che la tua uscita sul "tirare sui santissimi dei cacciatori" era
una boutade; cosa che non parrebbe, visto che qui la riconfermi. E voglio
almeno sperare che, come giustificazione, tu sia quanto meno aduso a
torturare gli animali, perché ciò ti giustificherebbe, in parte, facendoti
ricadere nel novero delle persone con disturbi; in caso contrario,
ricadresti invece in quel genere di individui, paventato nella discussione
fra me e Myszka, che si preoccupa della sofferenza degli animali, mentre
gode nell'infliggere torture agli esseri umani per puro divertimento.
Sei tu questo genere d'individuo? Faccelo sapere, cosicché ciascuno, poi, si
possa comportare con te di conseguenza.
Ciao
Ale

Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Nov 16, 2007, 1:26:22 AM11/16/07
to

"lablablab.com" <sf...@yahoo.com> ha scritto nel messaggio
news:a0e5ff97-b24c-4042...@w34g2000hsg.googlegroups.com...

| Prego, continua pure.

No, no, m'interrompo subito. "Senza il minimo dubbio", come fa giustamente
notare EF, non lascia molto spazio alla discussione.
Ciao
Ale

Message has been deleted

lablablab.com

unread,
Nov 16, 2007, 2:22:40 AM11/16/07
to
On 16 Nov, 07:26, "Alessandro \"Il Patriarca\" Valli"
<m...@privacy.net> wrote:
> "lablablab.com" <sf...@yahoo.com> ha scritto nel messaggionews:a0e5ff97-b24c-4042...@w34g2000hsg.googlegroups.com...

>
> | Prego, continua pure.
>
> No, no, m'interrompo subito. "Senza il minimo dubbio", come fa giustamente
> notare EF, non lascia molto spazio alla discussione.
> Ciao
> Ale

I neuroni specchio sono una realtà, come le gambe, e hanno sul
comportamento ha conseguenze rilevanti. Che la facoltà mimetica sia la
base del sacrificio di animali è una nozione concreta e utile alla
convivenza civile, fu intuizione del Cristo (e dell'intera tradizione
ebraico-cristiana) e ora è certezza scientifica (anche Aristotele ha
qualche merito). "Senza il minimo dubbio", come espressione, può
generare un fastidio retorico superficiale, ma forse è utile fare un
piccolissimo sforzo per superarlo e capire di cosa si parla. Ciao, la
passeggiata nel bosco col cane è più bella se se ne riportano
tartufi.

N.

lablablab.com

unread,
Nov 16, 2007, 2:35:08 AM11/16/07
to
On 16 Nov, 07:25, "Alessandro \"Il Patriarca\" Valli"
<m...@privacy.net> wrote:

> ricadere nel novero delle persone con disturbi; in caso contrario,
> ricadresti invece in quel genere di individui, paventato nella discussione
> fra me e Myszka, che si preoccupa della sofferenza degli animali, mentre
> gode nell'infliggere torture agli esseri umani per puro divertimento.

Ci siamo. I pitecantropi a volte si travestono da animalisti. "Puro
divertimento" è una locuzione inefficace, perché individua di nuovo un
male esterno a chi la emette, mentre il male è built-in sia nel
cervello di tutti i partecipanti alle discussioni, che a volte
assomigliano ad una partita con una palla puzzolente, che tutti
vogliono tirare lontano da sé. Oh, anche qui ci sarebbe da osservare
che all'origine del gioco c'era un animale morto al posto della palla.
Si potrebbe aprire il grande tema della distinzione fra letteratura
romanza e romantica... Ma il tempo è tiranno...

Ciao, N.

Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Nov 16, 2007, 7:14:50 AM11/16/07
to

"lablablab.com" <sf...@yahoo.com> ha scritto nel messaggio
news:767ad086-bcc2-48ef...@l1g2000hsa.googlegroups.com...

On 16 Nov, 07:25, "Alessandro \"Il Patriarca\" Valli"
<m...@privacy.net> wrote:

| Ci siamo. I pitecantropi a volte si travestono da animalisti.

Non so se tu sia un pitecantropo; io non lo sono, sono un uomo, e, per mia
fortuna, NON sono un animalista, come spero si evinca dai miei scritti. Non
so quindi a chi tu ti riferisca con "si travestono da animalisti".
Ma forse non ho saputo esprimere compiutamente il mio pensiero. Lo dirņ con
maggior chiarezza: trovo aberrante che una persona possa preoccuparsi della
sofferenza degli animali e, al contempo, possa trovare divertente torturare
un essere umano. Pare che Hitler fosse molto affezionato al suo cane.
Ciao
Ale

Alessandro "Il Patriarca" Valli

unread,
Nov 16, 2007, 7:16:51 AM11/16/07
to

"lablablab.com" <sf...@yahoo.com> ha scritto nel messaggio
news:767ad086-bcc2-48ef...@l1g2000hsa.googlegroups.com...

On 16 Nov, 07:25, "Alessandro \"Il Patriarca\" Valli"
<m...@privacy.net> wrote:

| Ci siamo. I pitecantropi a volte si travestono da animalisti.

No, OK, ora ho capito :-)
Ciao
Ale

lablablab.com

unread,
Nov 16, 2007, 7:50:03 AM11/16/07
to
On 16 Nov, 13:16, "Alessandro \"Il Patriarca\" Valli"
<m...@privacy.net> wrote:
> "lablablab.com" <sf...@yahoo.com> ha scritto nel messaggionews:767ad086-bcc2-48ef...@l1g2000hsa.googlegroups.com...

> On 16 Nov, 07:25, "Alessandro \"Il Patriarca\" Valli"
>
> <m...@privacy.net> wrote:
>
> | Ci siamo. I pitecantropi a volte si travestono da animalisti.
>
> No, OK, ora ho capito :-)
> Ciao
> Ale

Bene, una delle cose che distinguono i pitecantropi è la
suscettibilità:-). Sciao. Fran.

Myszka

unread,
Nov 16, 2007, 9:02:22 AM11/16/07
to
il giorno 15/11/2007 20.56 Karla ha scritto:

> Sicuramente
> Miszka che è stato colpito dal topolino scorticato, dovendo eliminare
> dei topi, non userà quel metodo, ed è probabile che cerchi un sistema
> meno cruento.

No no, precisiamo: non era un "topolino". Topolino evoca un animaletto
grazioso, antropomorfo come Mickey Mouse o tenero come quei topini
bianchi di campagna. Era un ratto, grossetto, con il pelo ispido e
PUZZAVA. Se puzzava di suo o di paura non lo so. So che la mattina dopo
puzzava anche di sangue rappreso perché con straordinaria forza di
volontà aveva cercato di liberarsi dalla trappola, smembrandosi
letteralmente.
La trappola l'aveva sistemata mio padre, preoccupato per la presenza di
topi.
E veniamo alla trappola: non era in vendita insieme a vergini di
norimberga, camere a gas portatili e altri sadiche attrezzature nel
castello di Vlad in transilvania, era un ferramenta comunissimo, perfino
banale, di quelli che esistevano anni fa, prima dei vari Bricofer e
Leruà Marlèn.
E non è che io cerchi un sistema meno cruento, come dicevi lassù: non ci
sono sistemi alternativi, solo meno visibili. Da allora, pur
difendendomi da insetti e animali molesti, non ho più ammazzato nemmeno
una zanzara senza soffermarmi a riflettere su cosa questo comporti.
Psicosi ossessiva, può essere chiamata, oppure senso della vita. Non lo
so. Non ho certezze.

Ma ora smetto, torniamo alla linguistica. Il plurale di Bricofer è
ovviamente bricofers. ;-)

Ho un amico che mi dice "le catene come le Ikee" (si riferisce al
plurale di Ikea).

> k

Ciao,
Myszka
--
Il mio indirizzo è il mio soprannome chiocciola fastwebnet punto it

Non ho certezze, al massimo probabilità. (Renato Caccioppoli)

Myszka

unread,
Nov 16, 2007, 9:02:32 AM11/16/07
to
il giorno 15/11/2007 18.58 Alessandro "Il Patriarca" Valli ha scritto:

> "Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
> news:J%__i.9118$Yi1....@tornado.fastwebnet.it...

>> Però è sicuramente vero che le bestie che vivono all'aria aperta

>> càmpano in modo più naturale di quelle d'allevamento.
>> Càmpano anche meglio?
>
> | Se anche campassero meglio, più felici e più a lungo, qual è
> | l'argomento? Stiamo parlando di caccia quindi torniamo alla caccia:
> | campano meglio, diamolo per scontato senza cercare di dimostrarlo
> | (axiomata, se vuoi). Cosa riusciamo a dedurne da questo assioma?
>
> | Che è plausibile che un cacciatore le uccida (o almeno più plausibile di
> | quanto un allevatore possa uccidere una bestia che vive peggio)?
> | Secondo me no. Ora tu risponderai forse "secondo me sì".
>
> No, ti rispondo che ho semplicemente aggiustato un "non sequitur".
> Mi spiego; ti prego di perdonarmi la lunghezza e ti prego di seguirmi
> nel ragionamento, mi serve per spiegare il mio punto di vista.

Perdonato, ovviamente. Si fa per lo spirito della discussione. Non
vorrei mai convincere qualcuno di qualcosa, per quanto io possa esser
convinto di questo qualcosa.

> Durante una discussione, mia moglie mi pose una domanda simile, un non
> sequitur, alla quale risposi a mia volta con una domanda:
> "E' giusto che vi siano produttori che costruiscono coltelli con cui si
> sgozza la gente?"
> Ecco, questa è una domanda con un non sequitur: che con un coltello si
> possa sgozzare una persona, invece di affettarci il salame, è purtroppo
> vero, ma NON dipende da chi ha costruito il coltello per affettarci il
> salame :-)
> Molto simile è stata la tua affermazione, che voleva interpretare la mia:
> "campano meglio le bestie uccise dai cacciatori di quelle uccise dagli
> allevatori"
> Be', la risposta è sì :-) Ma in verità, "campare" ed "essere uccisi" son
> due cose non c'entrano un tubo l'una con l'altra.

Difatti non ne capisco il senso ma ti assicuro che spesso il fatto che
campano meglio viene usato come giustificazione del fatto che possano
essere cacciate. Questa deduzione, in effetti, non la capisco.

> La nostra società accetta che gli animali siano cresciuti in
> allevamento, dove vivono male, ma chiede che siano ammazzati con una
> certa "umanità". Ciò che non capisco è perché alcuni si oppongano a una
> morte che, per l'etica del cacciatore, dev'essere la più rapida
> possibile (esattamente come nel caso dell'allevatore, che se ne
> strafotterebbe non fosse per le leggi vigenti) e che, in compenso,
> lascia all'animale la gioia (se di gioia si può parlare per un animale)
> di aver vissuto libero e selvaggio fino a quel momento.

Concordo. Ma, almeno nel mio caso, contesto _anche_ le condizioni degli
animali di allevamento. Il che non mi fa contestare di meno la caccia.
Se Pino ruba e Gino ammazza, insomma, non mi piace dimenticare il reato
di Pino solo perché minore tra i due.
Per inciso: questo argomento viene portato sovente in difesa di
qualsiasi atteggiamento scorretto: Caio evade le tasse ma Valentino
Rossi le evade di più. Craxi ruba ma non per sé, per il partito. Tizio
ha frodato l'assicurazione ma Sempronio ha frodato la banca; vai a
preoccuparti di Tizio?

> | Attenzione però: nemmeno gli uomini (e le donne; userò umani, via),
> | nemmeno gli umani sono sottoposti alle leggi della natura. Cose
> | riusciamo a dedurne?
>
> Che chi vive sfruttando le capacità offerte dall'intelligenza umana vive
> più a lungo e meglio.

Che possono essere cacciati tal quali gli animali, avrei giurato se ne
potesse dedurre. Molte volte catene di implicazioni appaiono corrette
passo per passo ma la conclusione è palesemente errata.

> | Che mi sembrava che tu stessi dicendo che siccome gli animali in libertà
> | campano mediamente meglio degli animali di allevamento allora è
> | plausibile che, siccome i secondi vengono macellati, anche i primi
> | vengano ammazzati. Credevo che tu stessi scusando Pino.
>
> "Tiè, animale bastardo, hai vissuto libero finora, il prezzo è la tua
> morte per fucilata".
> Ma dai... :-)

E non è appunto un ragionamento fallace?
:-)

> Ciao
> Ale

Myszka

unread,
Nov 16, 2007, 9:02:35 AM11/16/07
to
il giorno 15/11/2007 18.43 Alessandro "Il Patriarca" Valli ha scritto:

> "Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto nel messaggio

> news:5a%_i.9139$Yi1....@tornado.fastwebnet.it...

> | Non era un topolino carino, era un ratto ma è una cosa difficile da
> | dimenticare. Chi malauguratamente assiste, difficilmente poi uccide
> | anche solo una zanzara.
>
> Non metto minimamente in dubbio l'impatto emotivo della cosa. Io stesso
> scrissi, su queste stesse pagine, di quanto stetti male quando dovetti
> ammazzare un piccione che stava crepando perché aveva mangiato un
> boccone avvelenato (e dopo tre ore che soffriva davanti alla porta del
> mio ufficio, pensai che fosse più pietoso porre fine in maniera rapida
> alla sua sofferenza).

In un altra occasione ho dovuto firmare per far sopprimere dei gatti.
Uno l'avevo raccolto per strada, trovandolo vicino ad un cassonetto. Un
altro era il mio, dopo sedici anni di vita comune.
Un'altra volta ho investito un cane (un'altra volta andai a sbattere per
evitarlo, un cane, sulla Cassia). Stavo tornando a casa, di notte, e non
so come sentii l'urto (non lo vidi, ma lo sentii). Vado avanti per
trovare un punto dove fare inversione di marcia e quando infine lo trovo
mi si affianca un'auto dalla quale sento qualcosa come "a pezzo de
merda, che fai scappi?", "veramente sto tornando indietro, vieni a darmi
una mano", "eh... adesso vedo". Ovviamente questo tipo che mi avrebbe
forse spaccato la faccia in nome del fatto che io, colpito un cane,
stessi ai suoi occhi scappando, poi indietro non tornò. La sua azione
eroica doveva essersi arresa di fronte al fatto che era tardi ed era
buio. Mah.
Per la cronaca: il cane non l'ho trovato più nonostante un'oretta di
ricerche.

> Ma questo non mi toglie la curiosità che ho sempre avuto di andare a
> caccia, dove la situazione è completamente diversa e ci si misura con la
> propria capacità tecnica e il proprio sangue freddo.

Anche a me piace misurare la capacità tecnica, per esempio in un
progetto difficile o in una equazione differenziale o in un brano da
capire, e il sangue freddo, per esempio nel non rispondere a tono al
tizio di quella sera.
Non trovo nulla di affascinante nella caccia. Sono stato a pesca, però.
Saranno passati diversi lustri dall'ultima volta.

> E non mi fa
> condannare chi andando a caccia si diverte. E' uno sport vecchio come il
> mondo, praticato anche quando la caccia era un metodo di sussistenza.

Non direi che sia uno _sport_ vecchio come il mondo, sebbene sia
praticato da millenni.

> | Non penso sarebbe facile trovare un umano che sceglierebbe la seconda.
>
> Non hai idea di quanto lo possa essere, invece.

Dubito. Forse il campione che ho in mente non è significativo. Niente di
più probabile.

> | Viceversa sarebbe molto semplice trovare chi, di fronte ad una |
> alternativa simile (diciamo per esempio tra un umano wasp ed uno camuso)
> | mostrerebbe la stessa leggerezza.
>
> Perdonami, ma non vedo in che cosa possa essere simile questa
> alternativa. Chi sarebbe il leone? Il Wasp o il negro?
> Stavo parlando, in generale, di scelta fra un essere umano e un
> animale, non fra due esseri umani.

Nessuno dei due. Per mettere alla prova una metafora la porto agli
estremi. Tra un uomo e un leone puoi salvarne uno solo, chi scegli? E
tra un uomo e un lombrico? E tra Pinochet e un leone? (o Nixon o
Gobbels... l'esempio calza lo stesso scegliendo il personaggio ad hoc.)
Tra un tedesco e un ebreo? Tra un italiano e uno zingaro?
Ecco le posizioni intermedie di cui parlavo.

> | Pur comprendendo come ci siano infinite posizioni intermedie,
> | francamente preferisco essere un pochino più solidale con chi
> | soffrirebbe nel condannare il leone piuttosto che con l'altro.
>
> Er... scusa, non ho capito che cosa vuoi dire.

Ora, forse, mi sono spiegato meglio. Almeno mi sono spiegato maggiormente.
:-)

> | E' una condizione accettabile (star bene in milioni, o in miliardi, per
> | far star male uno solo) o no?
>
> Be'... affrontiamo un argomento per volta :-)

Leggo in un altro articolo che preferisci non proseguire la discussione.
Per me, nel caso va bene. L'ho detto prima ma lo ripeto: nulla di
personale e se m'è capitato di discuterne con te è stato per amore della
discussione.

Karla

unread,
Nov 16, 2007, 12:01:00 PM11/16/07
to
Myszka ha scritto:

> Concordo. Ma, almeno nel mio caso, contesto _anche_ le condizioni degli
> animali di allevamento. Il che non mi fa contestare di meno la caccia.
> Se Pino ruba e Gino ammazza, insomma, non mi piace dimenticare il reato
> di Pino solo perché minore tra i due.
> Per inciso: questo argomento viene portato sovente in difesa di
> qualsiasi atteggiamento scorretto: Caio evade le tasse ma Valentino
> Rossi le evade di più. Craxi ruba ma non per sé, per il partito. Tizio
> ha frodato l'assicurazione ma Sempronio ha frodato la banca; vai a
> preoccuparti di Tizio?

e anche: il fumo fa male? ma vuoi mettere l'inquinamento!

E' il benaltrismo di cui parlava Enrico. Con questo atteggiamento
tutto (quello che fa comodo) si giustifica.

k

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Enrico Olivetti

unread,
Nov 16, 2007, 6:11:46 PM11/16/07
to
Alessandro \"Il Patriarca\" Valli wrote:

> Mia intenzione era soltanto darti il destro di giustificare, in questa sede,
> la tua intenzione - anzi, la tua dichiarazione - di commettere un grave
> reato.

Un colpo nelle palle non si sembra un grave reato. Sai quanti ne ho dati/resi
quando ero ragazzino?!.


> Forse non te ne sei nemmeno reso conto, ma la tua dichiarazione di
> voler "tirare nei genitali di un cacciatore" per puro divertimento è, molto
> probabilmente, configurabile come apologia di reato, con l'aggravante dei
> futili motivi.

Anche qui cambi le frasi degli altri per dare maggior peso alla tua tesi. Ciò è
scorretto. Io non ho detto "tirare nei genitali di un cacciatore" che fa
sembrare chissà cosa, ma ho detto "tirare CON LA FIONDA nei genitali di un
cacciatore".
Era chiaramente una provocazione, peccato che l'han capita tutti meno tu.
Per quanto riguarda il "puro divertimento" era la pena del contrappasso per
coloro che uccidono animali che si fatto i casi loro per puro divertimento.
È evidente che non mi diverto a infliggere dolori momentanei a coglioni in giro
per boschi.
Sei anche tu come quello che pensa che la lingua debba essere una cosa
matematica e non sono ammesse metafore e paradossi?


Myszka

unread,
Nov 17, 2007, 9:37:13 AM11/17/07
to
il giorno 16/11/2007 18.01 Karla ha scritto:

> Myszka ha scritto:
>
>> Concordo. Ma, almeno nel mio caso, contesto _anche_ le condizioni
>> degli animali di allevamento. Il che non mi fa contestare di meno la
>> caccia.
>> Se Pino ruba e Gino ammazza, insomma, non mi piace dimenticare il
>> reato di Pino solo perché minore tra i due.
>> Per inciso: questo argomento viene portato sovente in difesa di
>> qualsiasi atteggiamento scorretto: Caio evade le tasse ma Valentino
>> Rossi le evade di più. Craxi ruba ma non per sé, per il partito. Tizio
>> ha frodato l'assicurazione ma Sempronio ha frodato la banca; vai a
>> preoccuparti di Tizio?
>
> e anche: il fumo fa male? ma vuoi mettere l'inquinamento!

Ottimo altro esempio.

> E' il benaltrismo di cui parlava Enrico. Con questo atteggiamento
> tutto (quello che fa comodo) si giustifica.

Esatto! Anzi esigiuto, così non siamo fuori tema.

> k

edi'®

unread,
Nov 19, 2007, 6:38:59 AM11/19/07
to
"ADPUF" <flyh...@mosq.it> ha scritto

>> il cinghiale vincerebbe 9 volte su 10 :-)
>
> 99 su 99 direi io.

Esagerato!
Al massimo 97 su 97...

edi'®


Myszka

unread,
Nov 19, 2007, 9:22:25 AM11/19/07
to

:-D

Eppure... c'è davvero chi dice "al mille per mille" come se significasse
una percentuale maggiore di "al cento per cento".

> edi'®

lablablab.com

unread,
Nov 19, 2007, 9:47:05 AM11/19/07
to
On 17 Nov, 00:11, Enrico Olivetti <pi...@pippo.net> wrote:

> È evidente che non mi diverto a infliggere dolori momentanei a coglioni in giro
> per boschi.

Sai com'è, per prima cosa tutti pensano male, poi bene.

> Sei anche tu come quello che pensa che la lingua debba essere una cosa
> matematica e non sono ammesse metafore e paradossi?

Vitgenstain? Poveretto.

N.

Epimeteo

unread,
Nov 19, 2007, 12:11:34 PM11/19/07
to

"Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:4Wg0j.3892$PH1...@tornado.fastwebnet.it...

>il giorno 19/11/2007 12.38 edi'® ha scritto:

>>>> il cinghiale vincerebbe 9 volte su 10 :-)

>>> 99 su 99 direi io.

>> Esagerato!
>> Al massimo 97 su 97...

>Eppure... c'è davvero chi dice "al mille per mille" come se significasse


>una percentuale maggiore di "al cento per cento".

Forse dà un'idea di maggiore precisione.

Ciao,
Epì®
---
"... uno su mille ce la fa,
ma quanto è dura la salita,
in gioco c'è la vita..."
(cit. statistica)

Myszka

unread,
Nov 19, 2007, 3:25:12 PM11/19/07
to
il giorno 19/11/2007 18.11 Epimeteo ha scritto:

> "Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
> news:4Wg0j.3892$PH1...@tornado.fastwebnet.it...
>> il giorno 19/11/2007 12.38 edi'® ha scritto:
>
>>>>> il cinghiale vincerebbe 9 volte su 10 :-)
>
>>>> 99 su 99 direi io.
>
>>> Esagerato!
>>> Al massimo 97 su 97...
>
>> Eppure... c'è davvero chi dice "al mille per mille" come se significasse
>> una percentuale maggiore di "al cento per cento".
>
> Forse dà un'idea di maggiore precisione.

Può darsi, anzi penso sia proprio per questo.

> Ciao,
> Epì®

Ma costì c'è un accento invece Edi'® ha un apostrofo.

Ciao,
Myszkà

Message has been deleted

Epimeteo

unread,
Nov 20, 2007, 2:16:07 AM11/20/07
to

"Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:aem0j.4551$PH1...@tornado.fastwebnet.it...

>il giorno 19/11/2007 18.11 Epimeteo ha scritto:
>> Ciao,
>> Epì®

>Ma costì c'è un accento invece Edi'® ha un apostrofo.

Sì, certo.
Mi stai apostrofando giustamente con un accento di rimprovero, ma Edi'® (che
pure ha la "e" minuscola) è un grande tronco e io, che sono solo un misero
virgulto, l'ho fatto per tentare di accentuare la mia differenza da lui, con
scarso successo.
Non mi resta che scrivere un epigrafe per la mia tomba.

Addio,
Epimèteo
---
"... e rivolgendosi alle cornute
le apostrofò con parole argute:
'il furto d'amore sarà punito -
disse - dall'ordine costituito'.
E quelle andarono dal commissario
e dissero senza parafrasare..."
(cit. apodittica)

edi'®

unread,
Nov 20, 2007, 3:16:18 AM11/20/07
to
"Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto

> costì c'è un accento invece Edi'® ha un apostrofo.

... che è da intendere come accento.
L'alias in questione risale al millennio scorso, quando era considerato
disdicevole utilizzare le accentate in Usenet. Successivamente non ho
voluto adeguare la firma al progresso tecnologico, perché mi pareva
brutto cambiare "nome".

Ciao,
edi'® (E.D.)


Myszka

unread,
Nov 20, 2007, 4:04:23 AM11/20/07
to
il giorno 20/11/2007 8.16 Epimeteo ha scritto:

> "Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
> news:aem0j.4551$PH1...@tornado.fastwebnet.it...
>> il giorno 19/11/2007 18.11 Epimeteo ha scritto:
>>> Ciao,
>>> Epì®
>
>> Ma costì c'è un accento invece Edi'® ha un apostrofo.
>
> Sì, certo.
> Mi stai apostrofando giustamente con un accento di rimprovero, ma Edi'® (che
> pure ha la "e" minuscola) è un grande tronco e io, che sono solo un misero
> virgulto, l'ho fatto per tentare di accentuare la mia differenza da lui, con
> scarso successo.
> Non mi resta che scrivere un epigrafe per la mia tomba.

:-)

> Addio,
> Epimèteo

Non farlo!

Ciao,
Myszka

P.S. Non avevo fatto caso alla "e" minuscola di edi'®. In una pellicola
(vecchiotta) un certo personaggio aveva il nome iniziante con una doppia
f, entrambe minuscole, in memoria d'un avo che era stato decapitato
(decapitando così anche il cognome per ricordare l'evento).

Myszka

unread,
Nov 20, 2007, 4:06:39 AM11/20/07
to
il giorno 20/11/2007 9.16 edi'® ha scritto:

> "Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto
>
>> costì c'è un accento invece Edi'® ha un apostrofo.
>

> .... che è da intendere come accento.

Ah, non è Edimeteo?
;-)

> L'alias in questione risale al millennio scorso, quando era considerato
> disdicevole utilizzare le accentate in Usenet.

Millennio scorso? Fino al 1999, intendi?

> Successivamente non ho
> voluto adeguare la firma al progresso tecnologico, perché mi pareva
> brutto cambiare "nome".
>
> Ciao,
> edi'® (E.D.)

"Alias" è davvero migliore di "soprannome". Penso che adatterò la mia firma.

Ciao,
Myszka

edi'®

unread,
Nov 20, 2007, 4:12:51 AM11/20/07
to
"Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto

>> L'alias in questione risale al millennio scorso, quando era considerato
>> disdicevole utilizzare le accentate in Usenet.
>
> Millennio scorso? Fino al 1999, intendi?

Non ricordo con precisione quando ho esordito in Usenet,
ma penso fosse il 1998. Comunque sia, il millennio scorso è
terminato il 31/12/2000

edi'® (E.D.)
--
Pas mi Ellin, varvaros


Myszka

unread,
Nov 20, 2007, 6:56:43 AM11/20/07
to
il giorno 20/11/2007 10.12 edi'® ha scritto:

> "Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto
>
>>> L'alias in questione risale al millennio scorso, quando era considerato
>>> disdicevole utilizzare le accentate in Usenet.
>> Millennio scorso? Fino al 1999, intendi?
>
> Non ricordo con precisione quando ho esordito in Usenet,
> ma penso fosse il 1998. Comunque sia, il millennio scorso è
> terminato il 31/12/2000

Ciò è controverso ma accetto la tua versione per brevità. Di fatto,
però, cambia poco:

Millennio scorso? Fino al 31/12/2000, quindi.

> edi'® (E.D.)

Ciao,
Myszka

> --

P.S. Nel separatore della firma dopo i due trattini ci voleva uno
spazio, almeno fino al millennio scorso.
;-)

Karla

unread,
Nov 20, 2007, 7:44:54 AM11/20/07
to
Myszka ha scritto:

> il giorno 19/11/2007 18.11 Epimeteo ha scritto:
>
>> "Myszka" <mys...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
>> news:4Wg0j.3892$PH1...@tornado.fastwebnet.it...
>>> il giorno 19/11/2007 12.38 edi'® ha scritto:
>>
>>>>>> il cinghiale vincerebbe 9 volte su 10 :-)
>>
>>>>> 99 su 99 direi io.
>>
>>>> Esagerato!
>>>> Al massimo 97 su 97...
>>
>>> Eppure... c'è davvero chi dice "al mille per mille" come se significasse
>>> una percentuale maggiore di "al cento per cento".
>>
>> Forse dà un'idea di maggiore precisione.
>
> Può darsi, anzi penso sia proprio per questo.

Buffet cita spesso questo anneddoto: di fronte a una di quelle grandi
pizze americane che vengono tagliate in otto parti, l'ospite dice
"tagliala in quattro, perché otto fette non riesco a mangiarle". :-)

k

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