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arrampicare in discesa

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Gra

unread,
Aug 29, 2002, 1:56:08 PM8/29/02
to
Ciao a tutti.
Secondo voi è lecito usare il verbo "arrampicare" anche per indicare una
discesa?
Mi spiego meglio: quando vado ad arrampicare normalmente salgo arrampicando
(su una parete rocciosa come su un albero), per cui quando ridiscendo
percorrendo lo stesso itinerario usato in salita, mi viene naturale dire che
"scendo arrampicando".
Come si usa "camminare in avanti e caminare all'indietro" credo sia
altrettanto giusto dire "arrampicare in salita e arrampicare in discesa".
Che ne dite? Conoscete altri termini? Voi cosa scrivereste?
Lo Zanichelli contempla l'arrampicare solo come il salire.
Ri-ciao a tutti.
Graziano


--
"Voglio idee per sopravvivere, e mille e mille e mille non bastano...
(Litfiba)"


Marco Cimarosti

unread,
Aug 30, 2002, 6:32:29 AM8/30/02
to
Gra ha scritto:

> Secondo voi è lecito usare il verbo "arrampicare" anche per indicare una
> discesa?
> Mi spiego meglio: quando vado ad arrampicare normalmente salgo arrampicando
> (su una parete rocciosa come su un albero), per cui quando ridiscendo
> percorrendo lo stesso itinerario usato in salita, mi viene naturale dire che
> "scendo arrampicando".

Ho cercato "arrampicare" sullo Zingarelli on-line
(http://www.garzantilinguistica.it) e, con mia grande sorpresa, non
l'ho trovato!

La cosa si è chiarita quando ho trovato questo:

"arrampicarsi - v. intr. pron. [io mi arràmpico, tu ti arràmpichi
ecc.]
1 salire aggrappandosi: arrampicarsi sull'albero; il glicine si
arrampica sul muro ' arrampicarsi sui vetri, sugli specchi, (fig.)
cercare di sostenere una tesi a tutti i costi, con ragioni non
convincenti
2 (estens.) procedere in salita, spec. se con fatica: il pullman
s'arrampicava su per la collina
3 (assol. e senza particella pron.) nel linguaggio sportivo, fare
ascensioni in montagna | procedere in salita (detto di un corridore
ciclista)."

Il significato 3 ("senza particella pron[ominale]", cioè senza "si") è
appunto il nostro "arrampicare".

Insomma, "arrampicarsi" (riflessivo) significa "salire faticosamente"
e, quindi, non può assolutamente essere usato per il significato
opposto, "scendere".

Ma "arrampicare" (non riflessivo) ha solo il significato sportivo,
riferito a rocciatori o ciclisti. Il significato principale è anche
qui "ascendere" però, secondo me, potrebbe anche essere usato per la
discesa, almeno quando è chiaro che si sta parlando di arrampicate su
roccia.

Oppure... Se si inventasse il neologismo "derampicare"?

Ciao.
Marco

luciana

unread,
Aug 30, 2002, 7:57:59 AM8/30/02
to

"Marco Cimarosti" <marco.c...@europe.com> ha scritto nel messaggio
news:1604968.02083...@posting.google.com...


> Ma "arrampicare" (non riflessivo) ha solo il significato sportivo,
> riferito a rocciatori o ciclisti. Il significato principale è anche
> qui "ascendere" però, secondo me, potrebbe anche essere usato per la
> discesa, almeno quando è chiaro che si sta parlando di arrampicate su
> roccia.

ascendere
salire. Lat. ascendere ( ad+ scando) ad+accusativo ->moto a luogo
quindi non può esistere un'asesa in discesa.

Dan. Purg. c. 11. Laggiù dimora, e quassù non ascende.
Petr. cap. 1. E così n' ascendemmo in loco aprico.


--
lu.
_Ultima Badessa Di Passaggio_
*Eri pallida, e per ciò molto più bella.
Avevi intorno agli occhi un'ombra di viole*.
G.d'Annunzio
10 febbraio 1934, Carteggio con Ether Pizzuti, Badessa.

luciana

unread,
Aug 30, 2002, 8:00:25 AM8/30/02
to


Aggiungo:
[ 1 ] ASCENSIONE
ascendimento salíta. Filoc. lib. 7. 399. L' amirabile apparizione, e la
gloriosa ascensione vi ho mostrato. Com. Inf. c. 20. Donde vedeva l'
ascension delle stelle. Lib. Astr. E se volessi sapere l' ascensione di
qual segno vuoli, poni il cominciamento del segno sopra l' Orizzonte
orientale.

--
lu.
_Ultima Badessa Di Passaggio_

*Eri pallida, e per ciň molto piů bella.

Gi udt

unread,
Aug 30, 2002, 12:21:44 PM8/30/02
to

Marco Cimarosti wrote:
>
> Gra ha scritto:
> > Secondo voi è lecito usare il verbo "arrampicare" anche per indicare una
> > discesa?
> > Mi spiego meglio: quando vado ad arrampicare normalmente salgo arrampicando
> > (su una parete rocciosa come su un albero), per cui quando ridiscendo
> > percorrendo lo stesso itinerario usato in salita, mi viene naturale dire che
> > "scendo arrampicando".

> Ma "arrampicare" (non riflessivo) ha solo il significato sportivo,
> riferito a rocciatori o ciclisti. Il significato principale è anche
> qui "ascendere" però, secondo me, potrebbe anche essere usato per la
> discesa, almeno quando è chiaro che si sta parlando di arrampicate su
> roccia.

Secondo Cortelazzo 'arrampicare' (intr. e rifl.) deriva da rampicare
con 'a' rafforzativo.
"Rampicare" intr. raro, aggrapparsi arrampicarsi, detto spec. di
animali e piante.
Ampia famiglia di voci che fa capo ad un germ. (h)rampa e (h)rampon,
con i significati di base 'uncino' e 'granchio'.

Anche secondo me può essere usato per la discesa, se la tecnica è la
stessa (altrimenti si può dire rotolare, precipitare, schiantarsi ecc. :-)))
Le piante rampicanti vanno anche verso il basso.



> Oppure... Se si inventasse il neologismo "derampicare"?

Non mi sembra necessario. :-))

> Ciao.
> Marco

Ciao
Karla

Sandelas

unread,
Aug 30, 2002, 12:32:16 PM8/30/02
to
> > Gra ha scritto:
> > > Secondo voi è lecito usare il verbo "arrampicare" anche per indicare
una
> > > discesa?
> > > Mi spiego meglio: quando vado ad arrampicare normalmente salgo
arrampicando
> > > (su una parete rocciosa come su un albero), per cui quando ridiscendo
> > > percorrendo lo stesso itinerario usato in salita, mi viene naturale
dire che
> > > "scendo arrampicando".

> > Oppure... Se si inventasse il neologismo "derampicare"?

Nel gergo di chi arrampica si usa, talvolta, il francesismo (ma lo è
realmente?) 'disarrampicare'. Soltanto, per quanto mi è stato dato di
ascoltare, se tale azione è circoscritta a qualche passo di 'arrampicata in
discesa' o, al massimo, per la lunghezza di una via di arrampicata sportiva.
A presto, sandro.


Sandra Zagatti

unread,
Aug 30, 2002, 2:22:20 PM8/30/02
to
> Le piante rampicanti vanno anche verso il basso.

Sicura? ;-)


Sandra Zagatti

unread,
Aug 30, 2002, 2:22:21 PM8/30/02
to
> Ma "arrampicare" (non riflessivo) ha solo il significato sportivo,
> riferito a rocciatori o ciclisti.

Anche un significato sociale, nel caso. E anche qui non si tratta certo di
un movimento verso il basso (non comunque nei desideri: moralmente,
magari...).
Sandra

Marco Cimarosti

unread,
Aug 30, 2002, 2:50:59 PM8/30/02
to
Luciana ha scritto:

> "Marco Cimarosti" <marco.c...@europe.com> ha scritto nel messaggio
> news:1604968.02083...@posting.google.com...
> > Ma "arrampicare" (non riflessivo) ha solo il significato sportivo,
> > riferito a rocciatori o ciclisti. Il significato principale è anche
> > qui "ascendere" però, secondo me, potrebbe anche essere usato per la
> > discesa, almeno quando è chiaro che si sta parlando di arrampicate su
> > roccia.
>
> ascendere
> salire. Lat. ascendere ( ad+ scando) ad+accusativo ->moto a luogo
> quindi non può esistere un'asesa in discesa.

Non lo metto in dubbio. Il verbo "ascendere" me l'hanno insegnato alle
lezioni di dottrina per la Cresima, poco prima espellermi.

Intendevo dire che, oltre al significato principale di "ascendere
aggrappandosi", il verbo "arrampicare" potrebbe avere anche quello
specialistico di "praticare l'alpinismo su roccia" (*).

In QUESTA particolare accezione, si potrebbe anche dire che un
rocciatore "arrampica giù", intendendo che torna a valle con la stessa
tecnica con cui è salito (e non, per esempio, calandosi a corda doppia
o buttandosi col deltaplano).

(*: A dire il vero, nessuno dei due dizionari on-line dà questa
precisa accezione ma, facendo un po' di alpinismo sugli specchi, la si
potrebbe estrapolare da una delle definizioni del De Mauro on-line:
"arrampicare [...] esercitarsi in una palestra di roccia".)

Ciao.
Marco

Gra

unread,
Aug 30, 2002, 6:00:04 PM8/30/02
to

Grazie per il vostro interessamento.
Per quanto mi riguarda, continuerò ad usare il termine "scendere
arrampicando", poichè è l'unica maniera per far capire agli allievi dei miei
corsi che devono scendere dalla parete usando la stessa tecnica usata per
salire, piuttosto che farsi calare o calarsi con la corda, o, peggio
ancora...buttarsi :o))
ciao
Graziano


father mckenzie

unread,
Aug 31, 2002, 3:51:56 AM8/31/02
to
C'è una ragione perché sono tornato in questo newsgroup, qui e non
invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. E' stato perché "Gra"
<gremsla...@libero.it> ha scritto:

> Per quanto mi riguarda, continuerò ad usare il termine "scendere
> arrampicando", poichè è l'unica maniera per far capire agli allievi

Le lingue sono belle perché ciascuno puo' usarle a suo modo, e
riuscendo a farsi capire; e la cosa piu' bella è che qualunque scelta
faccia avrà sempre degli esperti che lo sosterranno (vedi caso del
qual è con l'apostrofo).
--
"E dove l'aria in fondo tocca il mare
lo sguardo dritto può guardare."

Gi udt

unread,
Aug 31, 2002, 7:15:16 AM8/31/02
to

Sandra Zagatti wrote:
>
> > Le piante rampicanti vanno anche verso il basso.
>
> Sicura? ;-)

Si, perchè ho un centinaio di metri di Ampelopsis che ha coperto
completamente il muro di recinzione, all'interno e all'esterno, pur
essendo piantata solo all'interno. E' salita fino in cima e poi è scesa
dall'altra parte.

Ciao
karla


luciana

unread,
Aug 31, 2002, 8:04:46 AM8/31/02
to

"Gi udt" <gi...@inwind.it> ha scritto nel messaggio
news:3D70A544...@inwind.it...


>
>
> Sandra Zagatti wrote:
> >
> > > Le piante rampicanti vanno anche verso il basso.
> >
> > Sicura? ;-)
>
> Si,

Le piante rampicanti però non fanno testo, perché di solito hanno bisogno di
sostegni e possono essere indirizzate in ogni direzione.

--
lu.
_Ultima Badessa Di Passaggio_

*Eri pallida, e per ciò molto più bella.

Sandra Zagatti

unread,
Aug 31, 2002, 9:10:54 AM8/31/02
to
> Le piante rampicanti però non fanno testo, perché di solito hanno bisogno
di
> sostegni e possono essere indirizzate in ogni direzione.

Non è esatto. Quelle sono le "sarmentose". Le vere piante rampicanti si
attaccano ai muri con piccole ventose, e vanno verso l'alto e verso
l'esterno, crescendo naturalmente. La vite americana di Karla è "scesa
dall'altra parte" solo perchè... aveva finito il muro e, non essendo stata
potata, da qualche parte doveva pur andare! Esistono, è vero, piante
ricadenti o tappezzanti che seguono altre direzioni... ma appunto non si
chiamano rampicanti. ;-)
Sandra


Sandra Zagatti

unread,
Aug 31, 2002, 9:12:17 AM8/31/02
to
> Le lingue sono belle perché ciascuno puo' usarle a suo modo, e
> riuscendo a farsi capire; e la cosa piu' bella è che qualunque scelta
> faccia avrà sempre degli esperti che lo sosterranno (vedi caso del
> qual è con l'apostrofo).

Beh, io scrivo ancora "qual'è", ma se mi dicono di arrampicarmi è difficile
che capisca di dover scendere...
Sandra

Gi udt

unread,
Aug 31, 2002, 2:48:40 PM8/31/02
to

Sandra Zagatti wrote:
>
> > Le piante rampicanti però non fanno testo, perché di solito hanno bisogno
> di
> > sostegni e possono essere indirizzate in ogni direzione.
>
> Non è esatto. Quelle sono le "sarmentose". Le vere piante rampicanti si
> attaccano ai muri con piccole ventose, e vanno verso l'alto e verso
> l'esterno, crescendo naturalmente. La vite americana di Karla è "scesa
> dall'altra parte" solo perchè... aveva finito il muro e, non essendo stata
> potata, da qualche parte doveva pur andare!


Mi sono sbagliata. Quella che tu chiami vite americana (Ampelopsis)
qui è detta vite vergine, la mia invece assomiglia a un'edera, con le
foglie più grandi e piu chiare, ed aderisce strettamente al muro. E'
comunissima, a volte ricopre intere facciate, ma non mi viene in mente
il nome. Credo sia una vera rampicante e, non potendo scegliere, va dove
la porta il muro.:-))


Karla


Gi udt

unread,
Aug 31, 2002, 3:04:55 PM8/31/02
to

Sandra Zagatti wrote:

> Beh, io scrivo ancora "qual'č", ma se mi dicono di arrampicarmi č difficile


> che capisca di dover scendere...

Io scrivo qual č, e, pensandoci bene, credo che etimologicamente si
possa sostenere un 'arrampicarsi' in discesa, ma l'uso lo esclude e
l'uso, come si sa, č sovrano.
Quindi, anch'io mi arrampico, se non scivolo, sempre verso l'alto. :-))

> Sandra

Karla

Danilo Giacomelli

unread,
Aug 31, 2002, 3:54:59 PM8/31/02
to

"luciana" <x...@xx.xx> ha scritto ...
.....

> Le piante rampicanti però non fanno testo, perché di solito hanno bisogno
di
> sostegni e possono essere indirizzate in ogni direzione.

E soprattutto non sanno leggere.

ciao

--
Danilo Giacomelli
--------------------------
Coloro che ultimamente rivendicano il loro retaggio celtico dimenticano di
specificare che si tratta del morbo.
--------------------------


Sandra Zagatti

unread,
Sep 1, 2002, 3:08:22 AM9/1/02
to
> Quindi, anch'io mi arrampico, se non scivolo, sempre verso l'alto. :-))

Però non scivoli verso l'alto, vero? ;-)

Un caro saluto,
Sandra


Sergio

unread,
Sep 1, 2002, 3:58:52 AM9/1/02
to
On Sat, 31 Aug 2002 20:48:40 +0200, Gi udt <gi...@inwind.it> wrote:


> Mi sono sbagliata. Quella che tu chiami vite americana (Ampelopsis)

E magari ti ci fai il fragolino... ;-))

>qui è detta vite vergine, la mia invece assomiglia a un'edera, con le
>foglie più grandi e piu chiare, ed aderisce strettamente al muro. E'
>comunissima, a volte ricopre intere facciate, ma non mi viene in mente
>il nome. Credo sia una vera rampicante e, non potendo scegliere, va dove
>la porta il muro.:-))

La soluzione del dilemma, secondo me, e' in quel "rampa" che hai
citato. Rampa, ranfia, granfia e' la zampa con artiglio e
(ar)rampicare e' il modo di muoversi di coloro che hanno tali
accessori. La pianta rampicante e' tale perche' artiglia una superfice
per muoversi su di essa in qualunque direzione.
Anche quando parliamo di "rampa" (di scale o altro) pensiamo alla
salita, ma e' "rampa" anche in discesa.

--
Ciao.
Sergio®

Vitt

unread,
Sep 1, 2002, 4:30:32 AM9/1/02
to
Marco Cimarosti ha scritto:


>(*: A dire il vero, nessuno dei due dizionari on-line dà questa
>precisa accezione ma, facendo un po' di alpinismo sugli specchi, la si
>potrebbe estrapolare da una delle definizioni del De Mauro on-line:
>"arrampicare [...] esercitarsi in una palestra di roccia".)

Oso dire che, se arrampicare in discesa è un po' sforzato, lo stesso non
si può dire per "arrampicata".

Durante una arrampicata, c'è spesso qualche punto in cui si derampica.
--
Bye
Vitt

father mckenzie

unread,
Sep 1, 2002, 4:29:43 AM9/1/02
to
C'è una ragione perché sono tornato in questo newsgroup, qui e non
invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. E' stato perché "Sandra
Zagatti" <solo_h...@libero.it>, di Bra, ha scritto:

> > Quindi, anch'io mi arrampico, se non scivolo, sempre verso l'alto. :-))
>
> Però non scivoli verso l'alto, vero? ;-)

Ci sono alcune località, tra cui una nei paraggi di Roma, dove,
lasciando una bottiglia o una palla sul terreno, si ha l'impressione
che ròtolino in salita. Pare sia un'illusione ottica, dovuta alla
pendenza generale del luogo. Piu' o meno si aveva un'impressione
simile arrampicandosi sulla scala interna della torre di Pisa. Dalla
parte della pendenza si aveva l'impressione di scandere anche quando
si saliva e vice versa.
--
"Più la menzogna è vicina alla verità, più è efficace,
e la verità stessa quando la si può usare è la menzogna migliore."
Proverbio Cinese.

father mckenzie

unread,
Sep 1, 2002, 4:33:00 AM9/1/02
to
C'è una ragione perché sono tornato in questo newsgroup, qui e non
invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. E' stato perché Vitt
<vitt....@iol.it>, di Bra, ha scritto:


> Durante una arrampicata, c'è spesso qualche punto in cui si derampica.

Dipende se consideri l'intiero percorso o una serie di tratti. E' lo
stesso che dire di aver impiegato due ore da Roma a Ostia (velocità
media 30 km/ora). Durante la strada ti sarai fermato all'osteria
(Vistantanea uguale zero) e avrai coperto altri tratti a 100Km/h
--
"Sotto il sole del deserto il cammelliere fa i suoi progetti, ma li fa anche il cammello."
Proverbio Arabo.

luciana

unread,
Sep 1, 2002, 5:14:35 AM9/1/02
to

"Marco Cimarosti" <marco.c...@europe.com> ha scritto nel messaggio
news:1604968.02083...@posting.google.com...
> Luciana ha scritto:
> > "Marco Cimarosti" <marco.c...@europe.com> ha scritto nel messaggio
> > news:1604968.02083...@posting.google.com...
> > > Ma "arrampicare" (non riflessivo) ha solo il significato sportivo,
> > > riferito a rocciatori o ciclisti. Il significato principale è anche
> > > qui "ascendere" però, secondo me, potrebbe anche essere usato per la
> > > discesa, almeno quando è chiaro che si sta parlando di arrampicate su
> > > roccia.

Dal DELI:
*arrampicare*, intr. e rifl. > SALIRE ATTACCANDOSI A QUALCHE COSA.
da *rampicare* con a rafforzativo.

Allora?
Ci arrampichiamo in discesa?

Ferdinando Chiodo

unread,
Sep 1, 2002, 2:11:16 PM9/1/02
to
In article <3d71cf4a...@diesel.cu.mi.it>, on Sun, 01 Sep 2002

08:29:43 GMT, vorrei...@buono.org (father mckenzie) wrote:

>Zagatti" <solo_h...@libero.it>, di Bra, ha scritto:

>> Però non scivoli verso l'alto, vero? ;-)
>
>Ci sono alcune località, tra cui una nei paraggi di Roma, dove,
>lasciando una bottiglia o una palla sul terreno, si ha l'impressione

>che ròtolino *** in salita. Pare sia un'illusione ottica, dovuta alla
>pendenza generale del luogo.

Avresti dovuto aggiungere forse l'avverbio "spontaneamente" dove ho
inserito i tre asterischi. Abito a circa 3 km dalla strada, fra
Ariccia e Rocca di Papa, in cui è possibile osservare l'illusione
ottica. Applicando una forza adeguata, una bottiglia o una palla
rotola anche in discesa...

Ho assistito spesso da bambino, oltre 40 anni fa, in Sila, a delle
manifestazioni sportive che si svolgevano su un tratto di strada *in
salita*. Due squadre si affrontavano facendo rotolare una forma di
cacio pecorino. Se non ricordo male, il gioco veniva chiamato "ruallo"
(rotolamento?). Il traffico automobilistico ha reso pericolosa
l'attività agonistica.

> Piu' o meno si aveva un'impressione
>simile arrampicandosi sulla scala interna della torre di Pisa.

E questa invece è una attività di gran lunga più pericolosa. Non è una
superstizione. Un mio compagno di corso scioccamente razionalista, in
regola con gli esami, all'inizio del VI anno di Medicina ha avuto
l'inopinata idea di salire sulla torre: ha impiegato altri sei anni
per superare i rimanenti esami.

Ciao,
Ferdinando
--
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father mckenzie

unread,
Sep 1, 2002, 3:13:58 PM9/1/02
to
C'è una ragione perché sono tornato in questo newsgroup, qui e non
invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. E' stato perché Ferdinando
Chiodo, di Genzano, ha scritto:


> Avresti dovuto aggiungere forse l'avverbio "spontaneamente"

Verum est.

> Ho assistito spesso da bambino, oltre 40 anni fa, in Sila, a delle
> manifestazioni sportive che si svolgevano su un tratto di strada *in
> salita*. Due squadre si affrontavano facendo rotolare una forma di
> cacio pecorino. Se non ricordo male, il gioco veniva chiamato "ruallo"

Pur essendo calabrese di nascita, non ho mai visto questo gioco. A che
località della Sila ti riferisci?

> l'inopinata idea di salire sulla torre: ha impiegato altri sei anni
> per superare i rimanenti esami.

Minkia. La sapevo sta storia, ma mi risulta che comportasse
l'impossibilità di laurearsi a Pisa. Il tuo amico, anche se con
qualche anno di ritardo, ce l'ha fatta.

father mckenzie

unread,
Sep 1, 2002, 3:22:16 PM9/1/02
to

Molta gente che conosco ce ne ha messi di piu', di anni, senza bisogno
di torri.

frick

unread,
Sep 1, 2002, 8:20:12 PM9/1/02
to
Gi udt ha scritto:

> Io scrivo qual č, e, pensandoci bene, credo che etimologicamente si
> possa sostenere un 'arrampicarsi' in discesa, ma l'uso lo esclude e
> l'uso, come si sa, č sovrano.
> Quindi, anch'io mi arrampico, se non scivolo, sempre verso l'alto. :-))

spiace deluderti ma in ambito alpinistico/arrampicatorio l'uso
di "arrampicare in discesa" e` molto comune

sono andato appena andato a rivedere in velocita` un libricino
di cesare maestri, ai suoi tempi specialista del discendere in
arrampicata, non ho trovato "arrampicare in discesa" lo vedrei
implicito in:
"Fin dall'inizio sara` utile imparare a discendere, ripercorrendo
in arrampicata lo stesso percorso fatto in salita"
^^^^^^^^^^^^^^
("A scuola di roccia", C.Maestri - Ed.Vallardi 1981)

f.riccardo

Ferdinando Chiodo

unread,
Sep 1, 2002, 11:31:30 PM9/1/02
to
In article <3d7268bf...@diesel.cu.mi.it>, on Sun, 01 Sep 2002

19:22:16 GMT, vorrei...@buono.org (father mckenzie) wrote:

>> salita*. Due squadre si affrontavano facendo rotolare una forma di
>> cacio pecorino. Se non ricordo male, il gioco veniva chiamato "ruallo"
>
>Pur essendo calabrese di nascita, non ho mai visto questo gioco. A che
>località della Sila ti riferisci?

A Colosimi, sulla strada che porta verso Bocca di Piazza. Mi pare di
aver assistito allo svolgimento di queste gare anche sulla statale da
Soveria Mannelli al Bivio dei Coraci. Le regole del gioco non le
ricordo.

>> l'inopinata idea di salire sulla torre:
>

>Minkia. La sapevo sta storia, ma mi risulta che comportasse
>l'impossibilità di laurearsi a Pisa. Il tuo amico, anche se con
>qualche anno di ritardo, ce l'ha fatta.

L'esame della serie storica suggeriva un rapporto direttamente
proporzionale fra l'altezza raggiunta e gli anni di fuoricorso: un un
anno per ogni grado. Ovviamente se si lasciava Pisa la maledizione
veniva interrotta.

father mckenzie

unread,
Sep 2, 2002, 2:53:24 AM9/2/02
to
C'è una ragione perché sono tornato in questo newsgroup, qui e non
invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. E' stato perché
f.chio...@tiscalinet.it (Ferdinando Chiodo), di Bra, ha scritto:

> A Colosimi, sulla strada che porta verso Bocca di Piazza. Mi pare di
> aver assistito allo svolgimento di queste gare anche sulla statale da
> Soveria Mannelli al Bivio dei Coraci. Le regole del gioco non le
> ricordo.

Effettivamente non conosco quella zona. Ricordo solo che Colosimi era
sul percorso della vecchia gloriosa Calabro-Lucane, e anche Soveria
Mannelli. Attualmente resta attiva, per i pendolari, la tratta
Catanzaro-Soveria con il prolungamento per Catanzaro Lido, con la
celebre cremagliera per superare la ripida salita.Non so(ma credo di
sì) se sia funzionante la tratta fino a S.Giovanni in Fiore.

> L'esame della serie storica suggeriva un rapporto direttamente
> proporzionale fra l'altezza raggiunta e gli anni di fuoricorso: un un
> anno per ogni grado. Ovviamente se si lasciava Pisa la maledizione

Io conoscevo una versione più terrificante: bastava metterci piede per
non laurearsi piu' a Pisa. Naturalmente si potevano continuare altrove
e con profitto gli studi colà avviati.

Alex 5630

unread,
Sep 2, 2002, 2:46:59 AM9/2/02
to
On Sun, 01 Sep 2002 19:22:16 GMT, father mckenzie wrote:

>> Ho assistito spesso da bambino, oltre 40 anni fa, in Sila, a delle
>> manifestazioni sportive che si svolgevano su un tratto di strada *in
>> salita*. Due squadre si affrontavano facendo rotolare una forma di
>> cacio pecorino. Se non ricordo male, il gioco veniva chiamato "ruallo"
>
>Pur essendo calabrese di nascita, non ho mai visto questo gioco. A che
>località della Sila ti riferisci?

E' un gioco diffuso un po' dappertutto in Italia. Viene descritto nel
sito http://web.tiscali.it/umbriaverde/gioco_formaggio.htm in cui si
dice:

Per chi non lo conoscesse, il gioco si svolge in questo modo: i
concorrenti devono lanciare la forma di formaggio il più lontano
possibile, senza farlo sconfinare dal percorso stabilito. I primi
campioni di questa discplina furono etruschi: su un affresco della
"tomba dell'Olimpiade" di Tarquinia si scorge un lanciatore nella
posizione tipica del lancio. E da allora la tradizione è stata
tramandata e modificata via via: il formaggio è stato sostituito dal
ruzzolone, il classico attrezzo in legno che viene lanciato con una
robusta fettuccia di canapa. Negli ultimi anni, però, la tradizione è
tornata quella di un tempo e il formaggio ha avuto la meglio sul
ruzzolone. L'Umbria non è la sola regione ad aver ereditato questa
tradizione, perché il lancio del formaggio si pratica in altre zone
d'Italia, dall'Emilia Romagna fino alla Calabria.

Ciao
Alex (5630)

Giovanni Drogo

unread,
Sep 2, 2002, 4:32:59 AM9/2/02
to
On Sun, 1 Sep 2002, Sergio wrote:

> La soluzione del dilemma, secondo me, e' in quel "rampa" che hai
> citato. Rampa, ranfia, granfia e' la zampa con artiglio e

> Anche quando parliamo di "rampa" (di scale o altro) pensiamo alla


> salita, ma e' "rampa" anche in discesa.

Infatti io stavo pensando alla rampa (anche quella non di scale, intendo
a una discesa o salita "liscia" senza gradini come quelle per le sedie a
rotelle) e all'inglese "ramp" che indica qualsiasi cosa che sale o
scende in maniera graduale (p.es. una tavola di colore).

D'altra parte all'uso di "arrampicare in discesa" (che la rampa
confermerebbe) mi contrasta il vecchio detto milanese "l'acqua la
rampEga minga"

--
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father mckenzie

unread,
Sep 2, 2002, 10:01:57 AM9/2/02
to
C'è una ragione perché sono tornato in questo newsgroup, qui e non
invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. E' stato perché
alex56...@yahoo.it (Alex 5630), di Bra, ha scritto:


> campioni di questa discplina furono etruschi: su un affresco della
> "tomba dell'Olimpiade" di Tarquinia si scorge un lanciatore nella
> posizione tipica del lancio.

Naaah... il caciobolo di Fidia :-)
Giuro che mi state svelando un mondo che finora mi era completamente
sconosciuto. Il mondo del formaggio agonistico.

> tramandata e modificata via via: il formaggio è stato sostituito dal
> ruzzolone, il classico attrezzo in legno che viene lanciato con una
> robusta fettuccia di canapa. Negli ultimi anni, però, la tradizione è
> tornata quella di un tempo e il formaggio ha avuto la meglio sul
> ruzzolone.

Ecco, torniamo alle origini. Ma poi alla fine il formaggio viene
mangiato o viene conservato come il pallone delle finali?

>'Umbria non è la sola regione ad aver ereditato questa
> tradizione, perché il lancio del formaggio si pratica in altre zone
> d'Italia, dall'Emilia Romagna fino alla Calabria.

Bello. le squadre, prima dell'incontro, si mettono in posa per la
fotografia facendo, ovviamente: "CHEESE"

> Ciao
> Alex (5630)
Ciao

--
"Lancia il tuo cuore davanti a te, e corri a raggiungerlo."
Proverbio Arabo.

Sergio

unread,
Sep 2, 2002, 10:55:01 AM9/2/02
to
On Mon, 02 Sep 2002 06:46:59 GMT, alex56...@yahoo.it (Alex 5630)
wrote:

>L'Umbria non è la sola regione ad aver ereditato questa
>tradizione, perché il lancio del formaggio si pratica in altre zone
>d'Italia, dall'Emilia Romagna fino alla Calabria.

Aggiungi pure il comune di Novara di Sicilia.

--
Ciao.
Sergio®

Sergio

unread,
Sep 2, 2002, 10:55:03 AM9/2/02
to
On Mon, 2 Sep 2002 10:32:59 +0200, Giovanni Drogo
<dr...@rn.bastiani.tt> wrote:

>D'altra parte all'uso di "arrampicare in discesa" (che la rampa
>confermerebbe) mi contrasta il vecchio detto milanese "l'acqua la
>rampEga minga"

Difatti l'acqua non ha... artigli! ;-))

--
Ciao.
SergioŽ

father mckenzie

unread,
Sep 2, 2002, 12:33:55 PM9/2/02
to
C'è una ragione perché sono tornato in questo newsgroup, qui e non
invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. E' stato perché Sergio
<sergio_...@tin.it>, di Bra, ha scritto:

> Aggiungi pure il comune di Novara di Sicilia.

Vogliamo fare un censimento delle località dove questo gioco è
diffuso? Chi ne conosce?

Marco Cimarosti

unread,
Sep 2, 2002, 1:34:35 PM9/2/02
to
Luciana ha scritto:
> "Marco Cimarosti" <...> ha scritto nel messaggio

> news:1604968.02083...@posting.google.com...
> > Luciana ha scritto:
> > > "Marco Cimarosti" <...> ha scritto nel messaggio

> > > news:1604968.02083...@posting.google.com...
> > > > Ma "arrampicare" (non riflessivo) ha solo il significato sportivo,
> > > > riferito a rocciatori o ciclisti. Il significato principale è anche
> > > > qui "ascendere" però, secondo me, potrebbe anche essere usato per la
> > > > discesa, almeno quando è chiaro che si sta parlando di arrampicate su
> > > > roccia.
>
> Dal DELI:
> *arrampicare*, intr. e rifl. > SALIRE ATTACCANDOSI A QUALCHE COSA.
> da *rampicare* con a rafforzativo.

Scusa, neh, ma giocare con il significato letterale dei termini, alla
lunga, può diventare noioso. Ieri sei stata divertente "spiegandoci"
il significato di "ascensione". Ma, se insisti, ci condanni allo
sbadiglio.

Se ragioniassimo in questo modo, concluderemmo che è sbagliata anche
l'espressione "salire sul métro", poiché il pavimento dei vagoni è
allo stesso livello della banchina. Per non parlare poi di "salire in
barca", detto di una barchetta a remi attraccata a un molo...

Il fatto che il verbo "arrampicarsi" significhi "salire" non dimostra
che "arrampicare" -- inteso come termine tecnico dell'alpinismo --
debba sempre significare la stessa cosa.

Cerchiamo dunque di capire il significato di questa accezione
specialistica, consultando <http://www.demauroparavia.it/>:

«arrampicare [...] v.intr. [...] TS sport - 1 in alpinismo, compiere
un'ascensione o anche esercitarsi in una palestra di roccia: a. sulle
Dolomiti [...]»

Dunque,

"arrampicare" (nell'alpinismo) = "compiere un'ascensione"

Ma che cosa significa "ascensione"? (Sempre come termine alpinistico,
naturalmente, ché il significato di tutti i giorni lo sanno anche le
rocce):

«ascensione [...] s.f. [...] 4 TS sport, nell'alpinismo scalata»

Perciò,

"arrampicare" (nell'alpinismo) = "compiere una scalata".

E cioè?

«scalata [...] s.f. [...] 2 CO TS sport, ascensione alpinistica per
raggiungere la vetta di una montagna o la cima di una via di roccia:
s. del Monte Bianco | itinerario di arrampicata, spec. su roccia: s.
difficile [...]»

La prima definizione (mannaggia!) fa nuovamente riferimento ad
"ascensione", il termine precedente nella nostra catena perciò, se
presa alla lettera, ci manderebbe in loop (Oh, scusi badessa!
Intendevo dire: "ciclo di operazioni che non può terminare").

Il seguito della definizione è però istruttivo: "raggiungere la
*vetta* di una montagna o la *cima* di una via di roccia".

Pare proprio che, anche come termini tecnici dell'alpinismo,
"arrampicare" e "ascensione" significhino proprio "salire", "salita":

"arrampicare" (nell'alpinismo) = "raggiungere la vetta, la cima".

La definizione è però un po' vaga: anch'io sono arrivato tante volte
in cima a una montagna ma non per questo sono uno scalatore. Infatti,
ci sono arrivato passeggiando per un comodo sentiero o, addirittura,
prendendo la funivia. Pare che, saltando da una definizione all'altra,
abbiamo perso per strada la specificità del termine. Evidentemente,
anche nelle definizioni da dizionario è presente una certa entropia.

Passiamo dunque alla seconda definizione, "itinerario di arrampicata".
Lascerei stare "itinerario", che mi pare proprio avere qui il suo
significato ordinario; concentriamoci allora su "arrampicata" (che,
fra l'altro, deriva proprio dal verbo di cui stiamo parlando):

«arrampicata [...] s.f. [...] 2a TS sport, in alpinismo, progressione
verticale su roccia o su ghiaccio in cui sia indispensabile l'uso
delle mani | l'insieme delle tecniche che permettono tale
progressione: manuale di a. | CO scalata [...]»

Abbiamo tre definizioni. Lasciamo perdere la terza, "scalata", perché
ci manderebbe nuovamente in loop, e anche la seconda, perché significa
l'arte stessa dell'arrampicata alpinistica, cosa che non ci riguarda.

La prima definizione, "progressione verticale", contiene un termine
specifico dell'alpinismo:

«progressione [...] s.f. [...] 5b TS sport, nell'alpinismo,
avanzamento su terreni di varia natura e diverse pendenze, spec. in
arrampicata libera e artificiale su roccia, neve o ghiaccio»

Dunque,

"arrampicare" (nell'alpinismo) = "avanzare su terreno verticale di
roccia o di ghiaccio, usando (anche) le mani".

Rimanendo attaccati con le mani a una parete, ci si può spostare verso
l'alto, in orizzontale e, vivaddio, anche verso il basso!

> Allora?
> Ci arrampichiamo in discesa?

Così parrebbe, almeno da un punto di vista meramente logico.

Però, come già altri hanno detto, la lingua raramente segue i sentieri
della logica: se una certa espressione si dice o non si dice lo decide
l'uso. Ovvero, se si dice si dice, se non si dice non si dice...

In generale, "arrampicarsi giù" sicuramente non si dice. Sospetto che
non si dica per il semplice fatto che non si fa: se mi arrampico sulla
libreria per prendere un volume che sta in alto, per tornare sul
divano non ho bisogno di "arrampicarmi giù": faccio un bel salto.

Per quanto riguarda invece il linguaggio specialistico dell'alpinismo,
secondo me conta l'uso di chi questo linguaggio lo adopera
abitualmente:

<news:it.sport.montagna>

Ciao.
Marco

mb

unread,
Sep 2, 2002, 6:53:22 PM9/2/02
to
"Gra" <gremsla...@libero.it> wrote in message news:<Yetb9.120095
> Secondo voi è lecito usare il verbo "arrampicare" anche per indicare una
> discesa?
> Lo Zanichelli contempla l'arrampicare solo come il salire.

La zia Rosetta ha risolto il problema quindici anni fa. "No, eh! Alla
mia eta' com'e' che fo mi a srampega' gio' li?" E se non c'e'
"srampicare" nello Zanichelli, peggio per lui.

Gi udt

unread,
Sep 3, 2002, 11:46:43 AM9/3/02
to

father mckenzie wrote:
>
> C'è una ragione perché sono tornato in questo newsgroup, qui e non
> invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba.

Non so se hai fatto bene. Il prossimo fine settimana, da quelle parti,
c'è la festa del barolo. :-))

E' stato perché Sergio
> <sergio_...@tin.it>, di Bra, ha scritto:

di Bra?

Karla

Ferdinando Chiodo

unread,
Sep 3, 2002, 9:02:09 PM9/3/02
to
In article <3d730994...@diesel.cu.mi.it>, on Mon, 02 Sep 2002

06:53:24 GMT, vorrei...@buono.org (father mckenzie) wrote:

>Effettivamente non conosco quella zona. Ricordo solo che Colosimi era
>sul percorso della vecchia gloriosa Calabro-Lucane, e anche Soveria
>Mannelli. Attualmente resta attiva, per i pendolari, la tratta
>Catanzaro-Soveria con il prolungamento per Catanzaro Lido, con la
>celebre cremagliera per superare la ripida salita.Non so(ma credo di

>sě) se sia funzionante la tratta fino a S.Giovanni in Fiore.

E` funzionante sicuramente anche nella tratta Soveria-Cosenza e nella
Sila Grande. Anzi, di sabato Camigliatello e Silvana Mansio sono
collegati addirittura da un treno a vapore (normalmente i trenini delle
Calabro-Lucane sono piccole "littorine").

Ferdinando Chiodo

unread,
Sep 3, 2002, 9:02:10 PM9/3/02
to
In article <3d736e4e...@diesel.cu.mi.it>, on Mon, 02 Sep 2002

14:01:57 GMT, vorrei...@buono.org (father mckenzie) wrote:

>Giuro che mi state svelando un mondo che finora mi era completamente

>sconosciuto. Il mondo del formaggio agonistico. [SNIP]

Ho chiesto informazioni a un amico di Soveria Mannelli. Il gioco veniva
chiamato in dialetto "Ruazzula" (ruzzola) o "Casu" (cacio, formaggio).
Era un gioco di squadra. I giocatori, divisi in squadre di eguale
numero, si alternavano cercando di lanciare il più lontano possibile la
forma di formaggio, ma senza farla uscire dal percorso stabilito. I
giocatori lanciavano il formaggio dal punto preciso in cui era arrivato
col tiro del precedente compagno di squadra (una specie di staffetta in
cui il cacio fungeva da testimone). La squadra che terminava il percorso
col minor numero di colpi, vinceva il premio consistente nella forma di
cacio utilizzata per il gioco.

> Ma poi alla fine il formaggio viene
>mangiato o viene conservato come il pallone delle finali?

Il formaggio veniva preparato appositamente per il gioco: veniva
stagionato a lungo per resistere meglio agli urti, ma era commestibile.
Per lo meno a Soveria, ciascun giocatore della squadra vincitrice poteva
portare a casa la propria parte; ma il più delle volte veniva consumato
da tutti i giocatori, anche da quelli delle squadre sconfitte, in un
simposio. Lungo il percorso c'erano dei punti particolarmente difficili
(le strade in montagna sono ricche di curve e delimitate da alberi): gli
spettatori più giovani o quelli più irriverenti avevano l'abitudine di
appostarsi lì vicino sperando che il formaggio si spaccasse contro un
albero. In quel caso la ruzzola diventava infatti proprietà degli
spettatori.

Sembra che nel XVII secolo un ecclesiastico di Scigliano, tale Angotti,
avesse scritto un poema in dialetto per celebrare il gioco della
ruzzola. Il territorio di Scigliano era allora molto vasto, comprendendo
i territori degli attuali comuni di Scigliano, Pedivigliano, Panettieri,
Colosimi, Bianchi, Soveria Mannelli e la frazione Castagna di Carlopoli.
In quello stesso secolo quello sport aveva un altro illustre
appassionato:

SAGREDO Questo primo depende da un altro; il quale è, onde avvenga che,
tirando la ruzzola con lo spago, assai piú lontano ed in conseguenza con
maggior forza va, che tirata con la semplice mano.
SIMPLICIO Aristotile ancora fa non so che problemi intorno a questi
proietti.
SALVIATI Si, e molto ingegnosi, ed in particolare quello onde avvenga
che le ruzzole tonde vanno meglio che le quadre.
SAGREDO E di questo, signor Simplicio, non vi darebbe l'animo di sapere
la ragione, senza altrui insegnamento? (ecc.)
(Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, a cura di Libero Sosio,
Einaudi, Torino, 1970, p. 200).

father mckenzie

unread,
Sep 3, 2002, 12:58:56 PM9/3/02
to
C'è una ragione perché sono tornato in questo newsgroup, qui e non
invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. E' stato perché
f.ch...@AUFERtiscalinet.it (Ferdinando Chiodo), di Bra, ha scritto:


> E` funzionante sicuramente anche nella tratta Soveria-Cosenza e nella
> Sila Grande. Anzi, di sabato Camigliatello e Silvana Mansio sono
> collegati addirittura da un treno a vapore (normalmente i trenini delle
> Calabro-Lucane sono piccole "littorine").

Da piccolo ho preso a volte il treno da Catanzaro a Cosenza, e di li'
a Camigliatello dove andavo a passare una parte di vacanze estive.
Fino all'avvento della motorizzazione di massa, poi ho perso di vista
le FCL (ai tempi si chiamavano Mediterranea Calabro Lucane).
Il treno a vapore l'hanno rimesso per esigenze turistiche (copiando la
circumetnea e la ferrovia sarda: in effetti abbiamo panorami
mozzafiato anche qua).


father mckenzie

unread,
Sep 3, 2002, 1:03:08 PM9/3/02
to
Grazie per le puntuali informazioni. Una gita in quelle zone dovrò
proprio farla, peccato che la stagione estiva sia stata una delusione.
Non avrei mai pensato che sto gioco avesse tanti e tali appassionati.
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