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> Salve, vorreste dirimere i miei dubbi? Qual è secondo voi la differenza
> tra proliferare e prolificare? In quali casi usereste l'uno e in quali
> l'altro?
"Prolificare" in tutti i casi in cui c'è un reale apporto
di "prole", cioé quando umani, animali, eccetera
si moltiplicano generando "prole".
"Proliferare", ovviamente, in tutti gli altri casi
(senso traslato, figurato: "un proliferare di discorsi inutili").
> Con il verbo piovere, nevicare...si possono usare sia
> l'ausiliare avere sia quello essere...voi come vi comportate nella
> lingua parlata? Grazie
Con i verbi "atmosferici" io uso sempre l'ausiliare "essere"
che regge la forma "impersonale":
E' piovuto, è nevicato, è grandinato.
La forma in avere non è sbagliata, ma presuppone, a mio parere,
una "volontà" del soggetto, che nel caso di fenomeni atmosferici
non mi pare si possa applicare se non in senso figurato.
D'altronde, si dice "ha fatto cattivo tempo" per cui sembrerebbe
legittimo dire "ha piovuto per tutto il tempo...", ma si dice anche
"c'e stato cattivo tempo"... :-)))
Si tratta di preferire la forma "attiva" o quella "passiva", insomma...
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Er Roscio.
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Er Roscio.
> Salve, vorreste dirimere i miei dubbi? Qual č secondo voi la differenza
> tra proliferare e prolificare? In quali casi usereste l'uno e in quali
> l'altro?
Mah, prolificare e' "prolem facere", e direi che prolificano uomini e
animali quando si riproducono.
Proliferare credo sia "prolem ferre" ... non sono mai sicuro di quando e
quanto quel "ferre" sia un trasporto (a rigore, le "societa'
petrolifere" dovrebbero essere quelle che trasportano il petrolio, e non
quelle che lo producono ... petrolifiche ?). Pero' si usa tipicamente in
senso traslato, p.es. la proliferazione delle armi nucleari.