--
Chi ama la bellezza, finisce per trovarla ovunque. MY
In piemontese c'è: a l'ha catà 'n cit.
k
Ma, chiedo, ha proprio il senso di /partorire? Perché /comprare è spesso
oscenamente usato, anche in italiano, quando ci si rivolge a dei bambini:
"Ma la tua mamma non ti compra un fratellino?". L'idea è quella di evitare
qualsiasi riferimento al sesso, suggerendo che i bambini siano comperati
dai genitori in un... grande magazzino? supermarket? hard discount?
La versione consumistica della cicogna o del cavolo, insomma.
--
Bye, Lem
Come portarsi sui newsgroup? http://wiki.news.nic.it/AiutoComposizione
Impariamo a "quotare": http://wiki.news.nic.it/QuotarBene
Aiutiamo gratis la ricerca contro l'AIDS: http://snipurl.com/combattilaids
In Lombardia ho sentito "essere in compra" (incinte). Non so se si usi anche
per partorire.
Sì sì, ha proprio quel senso lì.
>Perché /comprare è spesso
> oscenamente usato, anche in italiano, quando ci si rivolge a dei bambini:
> "Ma la tua mamma non ti compra un fratellino?". L'idea è quella di evitare
> qualsiasi riferimento al sesso, suggerendo che i bambini siano comperati
> dai genitori in un... grande magazzino? supermarket? hard discount?
> La versione consumistica della cicogna o del cavolo, insomma.
Mah, può darsi che l'idea che ci sta dietro sia quella, come dici tu, di evitare
di alludere alla fisicità del parto e al sesso.
Infatti non si usa per gli animali, ma solo per le donne.
Confermo anche per la Lucania (Nord-Est).
Per una donna incinta si dice "deve andare a comprare
un bambino/bambina".
Dopo il lieto evento: "è andata a comprare ..."
"Andare a comprare" significa andare al negozio o
andare al mercato e questo dovrebbe essere legato
alle fiabe che si raccontavano a bambini e bambine.
Se traduco bene dal veneto, la figlia ha comprato
un figlio senza scomodarsi di visitare l'apposito negozio.
Ciao. Imes
[...]
> Confermo anche per la Lucania (Nord-Est).
> Per una donna incinta si dice "deve andare a comprare
> un bambino/bambina".
> Dopo il lieto evento: "è andata a comprare ..."
> "Andare a comprare" significa andare al negozio o
> andare al mercato e questo dovrebbe essere legato
> alle fiabe che si raccontavano a bambini e bambine.
> Se traduco bene dal veneto, la figlia ha comprato
> un figlio senza scomodarsi di visitare l'apposito negozio.
Beh ma, almeno su iclit, leggiamoli e ascoltiamoli i dialetti! (faccina
sorridente) Come dite, in realtà?
Ciao, FB
--
Just as I thought. Another test that could have cost us our lives, saved
only by the fact that I am enormously well-bred.
(Murder by Death)
> Mah, può darsi che l'idea che ci sta dietro sia quella, come dici tu, di
evitare
> di alludere alla fisicità del parto e al sesso.
Mi pare evidente.
--
Freedom's just another word for nothing left to lose
(Janis Joplin)
13/12/2005 23.06.28
> Se traduco bene dal veneto, la figlia ha comprato
> un figlio senza scomodarsi di visitare l'apposito negozio.
Avrà fatto l'acquisto via internet
--
Freedom's just another word for nothing left to lose
(Janis Joplin)
13/12/2005 23.06.57
A me pare di averlo sentito sempre con l'allitterazione, "crompà".
Ciao
M.
Cos'è un allitterazione?
Ciao, Wolfgang
Interessante mi sembra che anche gli inglesi si servano di
prestiti dal linguaggio commerciale, usando «to deliver»
('fornire') per dire 'partorire' e «delivery» per 'parto'.
Non sarà un mero caso che anche loro hanno alle spalle una
lunga tradizione di commercio marittimo.
Ciao, Wolfgang
> Cos'è un allitterazione?
Non avrà voluto dire "metatesi"?
Ciao,
Epitemeo
C'è da dire che qui si usa moltissimo anche parlando in italiano.
--
Ciao
Sergio®
> le donne francesi vanno pure a comperare un bébé.
Au Carrefour?
--
Freedom's just another word for nothing left to lose
(Janis Joplin)
14/12/2005 10.02.52
> il Ponte del palude scrisse:
>> A me pare di averlo sentito sempre con l'allitterazione, "crompà".
>
> Cos'è un allitterazione?
Un attacco di itterizia?
> Ciao, Wolfgang
Roger
--
FAQ di ICLIt:
http://www.mauriziopistone.it/linguaitaliana.html
"What's in a name? That which we call a rose
By any other name would smell as sweet."
> per questo che ho fatto tanti figli?? :-/
azz: quanti?
--
Freedom's just another word for nothing left to lose
(Janis Joplin)
14/12/2005 10.36.07
> Father McKenzie wrote:
> > Jacques, para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como
> > las huellas de las gaviotas en las playas
> >
> >> le donne francesi vanno pure a comperare un bébé.
> >
> > Au Carrefour?
> ......è di parola..
> sarà per questo che ho fatto tanti figli?? :-/
O quanti n'hai? che t'ha fatto 'ome le 'onigliole?
Ciao,
Franco duebastanoeavanzanomanevolevodipiù
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
ne ho 3, ma dopo vari tentativi non arrivati a termine e 4 bei tagli. :)
Diciamo che la natura mi ha concesso molte chance.... (sarà srtitto bene?)
Parolachesognavailquarto.
> sarà srtitto bene?
ehm... :-)
--
Freedom's just another word for nothing left to lose
(Janis Joplin)
14/12/2005 11.37.37
ma voi avete sempre tempo di rileggere? ;)
>Imes, para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como las
>huellas de las gaviotas en las playas
>
>> Se traduco bene dal veneto, la figlia ha comprato
>> un figlio senza scomodarsi di visitare l'apposito negozio.
>
>Avrà fatto l'acquisto via internet
E' una spiegazione ragionevole!
LOL.
Ciao. Imes
E' vero che spesso si dice "crompà", così come si dice "drento" invece di
"dentro", ecc. Ma non è un'allitterazione.
>
> Cos'è un allitterazione?
Un'allitterazione che ha perso il suo apostrofo?
Wolfgang! ;)
(Gioco!).
> Ciao, Wolfgang
Bensí una metatesi come, grazie Epimeteo, ormai sappiamo.
La metatesi delle liquide è d'altronde un fenomeno diffusissimo in
tutte le lingue romanze, germaniche e slave. Ma normalmente è solo
lo scambio di due fonemi consecutivi (ad. es. /or/ -> /ro/, cfr. il
francese «fromage»), mentre sono rarissimi i casi in cui la liquida
si allontani di piú dal luogo originale. L'unico esempio italiano
di questa «telemetatesi» che io conosca è «coccodrillo», ma il tuo
dialetto sembra pullularne. Bello!
> > Cos'è un allitterazione?
>
> Un'allitterazione che ha perso il suo apostrofo?
> Wolfgang! ;)
Vedi come mi sacrifico per sembrarti piú umano!
> (Gioco!).
Idem!
Ciao, Wolfgang
Fiorelisa wrote:
> Nel mio dialetto (veneto) "comprare" può anche voler dire partorire: "Me fioea
> ea ga comprà un puteo" significa "mia figlia ha partorito un bambino". L'altro
> giorno ho sentito il mio zitu che usava "accattari" con lo stesso senso. Mi
> chiedevo se fosse cosa comune anche ad altri dialetti.
Confermo anche in piemontese
In lombardo anche, o almeno era , e suscitava non poca ilarità nei
marchigiani che dicono, a seconda dei luoghi e della cultura di provenienza,
'fare un figlio', 'fetare', oppure proprio partorire.
Il comprare pare appartenga a culture mercantili.
> Mah, può darsi che l'idea che ci sta dietro sia quella, come dici tu, di evitare
> di alludere alla fisicità del parto e al sesso.
> Infatti non si usa per gli animali, ma solo per le donne.
Anche perchè, se si usasse per gli animali, un bambino un po' sveglio
capirebbe subito l'inganno. :-))
k
> Non avrà voluto dire "metatesi"?
Mi piacerebbe poterlo dire, ma direi una bugia ;-)
M.
>On Tue, 13 Dec 2005 21:04:22 GMT, Imes wrote:
>
>[...]
>> Confermo anche per la Lucania (Nord-Est).
>> Per una donna incinta si dice "deve andare a comprare
>> un bambino/bambina".
>> Dopo il lieto evento: "è andata a comprare ..."
>> "Andare a comprare" significa andare al negozio o
>> andare al mercato e questo dovrebbe essere legato
>> alle fiabe che si raccontavano a bambini e bambine.
>> Se traduco bene dal veneto, la figlia ha comprato
>> un figlio senza scomodarsi di visitare l'apposito negozio.
>
>Beh ma, almeno su iclit, leggiamoli e ascoltiamoli i dialetti! (faccina
>sorridente) Come dite, in realtà?
>
>
>Ciao, FB
Ritraduzione in dialetto
Deve andare a comprare un bambino/bambina
"Ava scé a ccattà m'nénn-m'nènn"
E' andata a comprare ...
"E' sciut a ccattà ..."
Nella prima frase ,"m'nénn-m'nènn" si pronuncia
come se fosse una parola unica; questo è anche
un esempio dell'accento che distingue il genere:
m'nénn = bambino
m'nènn = bambina.
Ciao. Imes
>¦ Nel mio dialetto (veneto) "comprare" può anche voler dire partorire: "Me fioea
>¦ ea ga comprà un puteo" significa "mia figlia ha partorito un bambino". L'altro
>¦ giorno ho sentito il mio zitu che usava "accattari" con lo stesso senso. Mi
>¦ chiedevo se fosse cosa comune anche ad altri dialetti.
>¦
Sicilia e Sardegna: i bimbi si compra(va)no :))
Idem nella comunità italiana in Venezuela; quando ero in attesa del
secondo figlio, il primo aveva cinque anni. Una volta si andò a far
visita ad una connazionale che aveva partorito da poche settimane; la
trovammo che stava allattando la bimba; il mio piccolo restò estasiato
a guardare la piccina, fino a quando la signora gli disse: "Ti piace?
Anche la tua mamma tra poco ti * comprerà * un fratellino"; lí per lí,
lui restò frastornato, ma si riprese subito e disse: "Ma il mio
fratellino è già nella pancia di mamma!" :)))
--
Ciao,
Mariuccia®
>¦ [...]
>¦ ... il mio fratellino è già nella pancia di mamma!" :)))
Dimenticavo la parte piú divertente: la stupíta disapprovazione che
lessi nello sguardo severo della signora; candidamente ammisi la mia
"colpa" di madre screanzata :)) che attentava all'innocenza del
figlioletto, e continuammo a conversare ;))
--
Ciao,
Mariuccia®
> "Ma il mio
> fratellino è già nella pancia di mamma!" :)))
- Mamma, mamma, cos'ha quella signora nella pancia?
- Il suo bambino, a cui vuole tanto bene!
- E allora perché l'ha mangiato?
[...]
> Idem nella comunità italiana in Venezuela; quando ero in attesa del
[...]
> Anche la tua mamma tra poco ti * comprerà * un fratellino"; lí per lí,
> lui restò frastornato, ma si riprese subito e disse: "Ma il mio
> fratellino è già nella pancia di mamma!" :)))
E che ti va a chiedere FB? Volontariamente hai omesso un punto fermo dopo
aver chiuso le virgolette alla fine del messaggio?
Ciao, FB
--
"Something to take to the country." (holding out a bunch of flowers)
"Flowers come _from_ the country, Charles."
(Cold Comfort Farm, the film)
A quel che mi consta anche in Svezia i bimbi li portava la cicogna o si
andavano ad acquistare in Germania.
jacopo
--
www.ordet.it
>¦ Mariuccia Ruta ha scritto su it.cultura.linguistica.italiano:
>¦ >>¦ ... il mio fratellino è già nella pancia di mamma!" :)))
>¦ >
>¦ >Dimenticavo la parte piú divertente: la stupíta disapprovazione che
>¦ >lessi nello sguardo severo della signora; [...]
>¦
>¦ (Avrei detto la "stupida" invece di stupita... !)
Per amor di patria mi son premurata di metter l'accento su quella -í-,
onde evitare di far pensare ad un mio refuso ;))
È stato trenta e passa anni fa, Colette, e allora, soprattutto negli
italiani emigrati all'estero, la mentalità era ancora molto, molto
ristretta. Non di stupidità si trattava, ma di pura e semplice (e per
certi aspetti comprensibilissima) formazione culturale ancora molto
arretrata.
La vera difficoltà, in quella circostanza, mi si presentò allorché
dovetti spiegare il punto di vista di quella signora a mio figlio che
chiedeva spiegazioni sulla storia dei fratellini da acquistare ... "e
perché allora la signora G. ha detto cosí...?" ;))
>¦ In francese diciamo talvolta: "la verité sort de la bouche des
>¦ enfants" (letteralmente: la verità esce dalla bocca dei bambini).
Potenza della spontaneità infantile :))
--
Ciao,
Mariuccia®
>¦ On Thu, 15 Dec 2005 17:34:05 -0400, Mariuccia Ruta wrote:
>¦ [...]
>¦ > Idem nella comunità italiana in Venezuela; quando ero in attesa del
>¦ [...]
>¦ > Anche la tua mamma tra poco ti * comprerà * un fratellino"; lí per lí,
>¦ > lui restò frastornato, ma si riprese subito e disse: "Ma il mio
>¦ > fratellino è già nella pancia di mamma!" :)))
>¦ E che ti va a chiedere FB?
Eccotelo lí, l'impertinente ;)
>¦ Volontariamente hai omesso un punto fermo dopo
>¦ aver chiuso le virgolette alla fine del messaggio?
Non ci ho proprio pensato. Qualche linguista storcerà il naso, ma
adesso che me lo fai notare, non metterei il punto fermo, dopo le
virgolette e in quel costrutto, forse per via del punto esclamativo
che vedo anche in funzione di punto di chiusura dell'intero periodo.
--
Ciao,
Mariuccia®
>¦ Mariuccia Ruta ha scritto su it.cultura.linguistica.italiano:
>¦ >Per amor di patria mi son premurata di metter l'accento su quella -í-,
>¦ >onde evitare di far pensare ad un mio refuso ;))
>¦ >[...]
>¦ Sì... chiedo scusa, non volevo ferire nessuno...
Ma no, Colette: non devi scusarti; non hai ferito nessuno, te lo
assicuro. Quella mia precisazione era pura e semplice divagazione e
nulla piú.
Mi scuso io se ti ho dato la sensazione di voler fare la moralista.
Con te, poi! sempre cosí gentile e attenta a non esprimere giudizi
avventati che possano ferire chicchessia.
>¦
>¦ >La vera difficoltà, in quella circostanza, mi si presentò allorché
>¦ >dovetti spiegare il punto di vista di quella signora a mio figlio [...]
>¦ Senza dubbio!
Ebbi il mio bel daffare, allora, a distoglier la sua mente da
quell'episodio in maniera serena e soprattutto convincente ;))
--
Ciao,
Mariuccia®
Tu eri «embarazada» e quella signora era imbarazzata.
Non c'è vocabolo piú caratteristico dello spirito di ipocrita
pruderie rappresentato da quella signora. Visto che l'aggettivo
è tuttora in uso nel senso di «incinta», ci resta solo l'amara
constatazione che l'ipocrisia ha vinto.
Ciao, Wolfgang
>¦ Mariuccia Ruta ha scritto su it.cultura.linguistica.italiano:
>¦ >Ma no, Colette: non devi scusarti; non hai ferito nessuno, te lo
>¦ >assicuro. [...]
>¦ Grazie della risposta, Mariuccia!
Doveroso riscontro, Colette cara: mi dispiaceva l'idea che potessi
sentirti in colpa senza che ce ne fosse motivo alcuno.
>¦ >[...]
>¦
>¦ Ho chiesto intorno a me. Pare che si usi anche qui, questa strana
>¦ espressione! ;-(
Tutto il mondo è paese ;)))
>¦
>¦ Ciao, Mariuccia!
Buone Feste, Colette.
Con affetto e simpatia.
--
Ciao,
Mariuccia®
>>>Interessante mi sembra che anche gli inglesi si servano di
>>>prestiti dal linguaggio commerciale, usando «to deliver»
>>>('fornire') per dire 'partorire' e «delivery» per 'parto'.
>>
>>Colette ti confermerà che le donne francesi vanno pure a comperare unbébé.
>
> Mai sentito.
> Invece parlano di "délivrance" per il parto, ma credo che non
> c'entri niente con l'inglese "delivery". L'idea è piuttosto
> quella di "liberazione" e di "sollievo". Infatti, "le délivre"
> era la placenta. E in primo luogo "délivrer" significa liberare.
Anche in friulano c'era "diliberâsi" (liberarsi) con quel
significato, oltre al verbo proprio "parturî".
--
º¿º
> Tu eri «embarazada» e quella signora era imbarazzata.
>
> Non c'è vocabolo piú caratteristico dello spirito di ipocrita
> pruderie rappresentato da quella signora. Visto che l'aggettivo
> è tuttora in uso nel senso di «incinta», ci resta solo l'amara
> constatazione che l'ipocrisia ha vinto.
Qui per "gràvide" o "incìnte" si usa anche "gruèsse" (grossa).
Per le bestie si usa "plène" (piena).
--
º¿º