Qui in Brianza si chiama "croppa".
--
Cingar
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questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
In Romanesco:
zella (poi passato ad indicare in senso traslato anche la malasorte)
Ciao+
KVR
>
>
> Non esiste in italiano qualcosa di equivalente alla cricca bolognese o alla
> cuzzella pescarese.
> Si parla di un tipo di sporcizia presente sul corpo
Sul corpo di chi?
> che per toglierla bisogna grattarla via.... Una sporcizia secca e non unta....
> Non so se mi sono spiegato.
> Conoscete altri dialetti che danno un termine a questo "concetto" ?
A me viene in mente il milanese "croppa" (pronuncia: "cròpa"), che, però,
significa sudiciume, morchia.
Ciao, FB
--
Just as I thought. Another test that could have cost us our lives, saved
only by the fact that I am enormously well-bred.
(Murder by Death)
> Qui in Brianza si chiama "croppa".
Anche "rud".
Ciao
Ale
--
Namárië Valinor
> Qui in Brianza si chiama "croppa".
Ma la croppa non è soprattutto quello "sporco" violaceo scuro che si
deposita sulle labbra? Non so se rendo il concetto.
P.
--
Prepariamo una agilità di corpi italiani adatti
ai leggerissimi treni di alluminio che sostituiranno
gli attuali pesanti di ferro legno acciaio.
> Anche "rud".
Uè, bentoranto, Lombricans.
>Si parla di un tipo di sporcizia presente sul corpo che per toglierla
>bisogna grattarla via.... Una sporcizia secca e non unta....
>Non so se mi sono spiegato.
>Conoscete altri dialetti che danno un termine a questo "concetto" ?
ah! la "zella" !
(è romano)
--
>Giò
A man has dreams of walking with giants,
to carve his niche in the edifice of time.
Before the mortar of his zeal
has a chance to congeal
the cup is dashed from his lips,
the flame is snuffed aborning.
>> Si parla di un tipo di sporcizia presente sul corpo che per toglierla
>> bisogna grattarla via.... Una sporcizia secca e non unta....
>In Romanesco:
>zella (poi passato ad indicare in senso traslato anche la malasorte)
malasorte? e da quando?
se sei zelloso significa che sei sporco sporco, mica che sei
jellato/sfigato.
--
>Giņ
Uellà, chi si rivede! Dove sei stato negli ultimi secoli?
> Anche "rud".
Non conosco. Conosco il "ruu", ma è la spazzatura.
> Non conosco. Conosco il "ruu", ma č la spazzatura.
O "ruera".
P.
--
Prepariamo una agilitą di corpi italiani adatti
> Una sporcizia secca e non unta....
> Non so se mi sono spiegato.
> Conoscete altri dialetti che danno un termine a questo "concetto" ?
Siciliano ibleo: "ràscia" da cui l'aggettivo "ncrasciatu", ma anche "lurdìa"
e "lurdu".
O.
Certo, ma, ad esempio, nelle espressioni: "Ammazza che zella che c'ho!",
oppure "Che zella" et similia ci si riferisce in romanesco proprio alla
sfortuna. Perlomeno cosě la mia consuetudine col romanesco e i romani mi
dice.
Attendiamo riscontri da altri
Ciao
KVR
>
> --
>
>>Giň
... confermo, qui uno iettatore e' uno che "porta zella" (o viceversa)...
--
Gnomo
(...aho'...)
A 25 km da Pescara si dice *cozzico*....Chieti!! :-)
> Non conosco. Conosco il "ruu", ma è la spazzatura.
Sì, scusa, è stato un misunderstyping. Non so perché m'è venuto fuori così.
Comunque, è "spazzatura", ma spesso è anche lo sporco incrostato; almeno,
dalle mie parti si usa anche con questo significato.
Interessante "ncrasciatu", perchè in piem.: cracia, 'ncracià.
k
>Certo, ma, ad esempio, nelle espressioni: "Ammazza che zella che c'ho!",
>oppure "Che zella" et similia ci si riferisce in romanesco proprio alla
>sfortuna. Perlomeno così la mia consuetudine col romanesco e i romani mi
>dice.
Ma quando?
Vivo a Roma da 25 anni (e 3 mesi) e non ho mai sentito nessuno dire
quelle frasi, né di usare la parola in quel senso.
Voglio dire "ammazza che zella che c'ho!" io lo intenderei come
"ammazza quanto sono sporco, devo proprio lavarmi, ho dello sporco
incostrato di mesi, gli stessi mesi da quando non mi faccio una
doccia!".
Se questo è un linguaggio _estremamente_ giovanile, può darsi che sia
io a non conoscerlo. Dopotutto la lingua cambia. Ad esempio non si
dice più "sghiscio" per indicare "bello, fico".
--
>Giò
>... confermo, qui uno iettatore e' uno che "porta zella" (o viceversa)...
qui dove? tu di dove sei? se sei di Roma, di che parte sei? che scuole
hai fatto? che compagnie frequenti? qual è il tuo ISEE? e il tuo
albero genealogico?
--
>Giò
> Il Wed, 12 Jan 2005 14:12:10 GMT, "Konrad von Rom"
> <gori...@yahoo.it> ha scritto:
>
>>Certo, ma, ad esempio, nelle espressioni: "Ammazza che zella che c'ho!",
>>oppure "Che zella" et similia ci si riferisce in romanesco proprio alla
>>sfortuna. Perlomeno così la mia consuetudine col romanesco e i romani mi
>>dice.
>
> Ma quando?
>
> Vivo a Roma da 25 anni (e 3 mesi) e non ho mai sentito nessuno dire
> quelle frasi, né di usare la parola in quel senso.
Probabilmente, dipende dalle compagnie che si frequentano. Se chiedi a un
lombardo settantenne se si dice, dalle sue parti, "sei troppo il migliore"
o "ma cosa sei scemo?", ti dirà assolutamente di no.
[...]
Ciao, FB
--
"May I come with you to the station?"
"Please, do. I like to go off in style."
(Cold Comfort Farm, the film)
>> Ma quando?
>> Vivo a Roma da 25 anni (e 3 mesi) e non ho mai sentito nessuno dire
>> quelle frasi, né di usare la parola in quel senso.
>Probabilmente, dipende dalle compagnie che si frequentano.
per questo gli ho chiesto dettagli.
non mi va di vivere a Roma pur sapendo che non sono in grado di capire
tutto ciò che viene detto.
Io a Pescara ho sempre sentito "cozzica".
Bye, G.
>Qui in Brianza si chiama "croppa".
Noi bassobergamaschi diciamo "cròpa".
Ciao.
Gian Carlo
>> Non conosco. Conosco il "ruu", ma č la spazzatura.
>O "ruera".
Qui il rüt č il letame. Per estensione č la spazzatura. E la rüdéra
(talvolta rüéra) č il letamaio.
Ciao.
Gian Carlo
>Ma la croppa non è soprattutto quello "sporco" violaceo scuro che si
>deposita sulle labbra?
Qui no.
Ciao.
Gian Carlo
Anche in Brianza si dice "cròpa", solo che la doppia si mantiene nella
grafia (una convenzione...).
Ciao, FB
--
Domanda: "Era il figlio di Iside e Osiride".
Risposta: "Thor".
(quiz televisivo)
"Cuzzella" lo dicono dalle parti di Loreto Aprutino pare... può darsi che a
Pescara cambi già.
Vivo, lavoro e studio a Roma da 32 anni; ho abitato a Piazza Bologna, via
Cassia, centro storico (dietro piazza Navona, ma lě, davvero, ci abitano
ormai piů stranieri che nativi), San Giovanni.
>
> Vivo a Roma da 25 anni (e 3 mesi) e non ho mai sentito nessuno dire
> quelle frasi, né di usare la parola in quel senso.
>
> Voglio dire "ammazza che zella che c'ho!" io lo intenderei come
> "ammazza quanto sono sporco, devo proprio lavarmi, ho dello sporco
> incostrato di mesi, gli stessi mesi da quando non mi faccio una
> doccia!".
>
>
> Se questo č un linguaggio _estremamente_ giovanile, puň darsi che sia
> io a non conoscerlo. Dopotutto la lingua cambia. Ad esempio non si
> dice piů "sghiscio" per indicare "bello, fico".
>
Ieri sera, per confrontare la mia competenza linguistica con quella di
altri, ho chiesto un po' in giro a qualche amico, giovane e meno giovane.
Tutti mi hanno confermato l'esistenza di "zella", nell'accezione di
"sfortuna", "malasorte", suggerendomi poi anche l'espressione "portare
zella", portare iella. Qui il mio quinto senso e mezzo č entrato in
funzione: apparentemente perň non sembra esservi alcuna connessione provata
tra "iella" e "zella", anche perché i vari dizionari etimologici italiani
indicano per la prima un'origine non chiara, e non riportano la seconda in
quanto voce dialettale. Non mi lancio in paraetimologie ardite, ma anche
iella č riconosciuta come di origine romana.
Boh? Altre idee?
Ciao
KVR
> --
>
>>Giň
> Se questo è un linguaggio _estremamente_ giovanile,
> può darsi che sia io a non conoscerlo.
... lo usava scherzando mio padre piu' di 30 anni fa,
ma pare che almeno nella sua generazione lo capiscano
tutti; credo sia un termine da "vecchia Roma" piu' che
da borgata "moderna", ma non ci giurerei...
HTH
--
Gnomo
(...any way the wind blows...)
> >... confermo, qui uno iettatore e' uno che "porta zella" (o viceversa)...
> qui dove? tu di dove sei? se sei di Roma, di che parte sei? che scuole
> hai fatto? che compagnie frequenti? qual è il tuo ISEE? e il tuo
> albero genealogico?
Rispettivamente: Roma, Roma, Municipio XIII, scientifico + ingegneria,
variegate ma sempre pessime, il mio CHE?!? , intricato e molto misto.
:-)))
Quando si parla in dialetto sì, ma quando si parla in italiano l'ho sempre
sentito con la doppia.
Lo stesso vale per tanti altri termini dialettali italianizzati: bilotto
(bigotto, da bilòt), rebelotto (confusione, da rebelòt), cazzuola (un
piatto tipico, da cassoeula o casöla), gibollare (ammaccare, da gibôlà),
stremizzo (spavento, da stremis(s)i), ecc.
--
Cingar
> Lo stesso vale per tanti altri termini dialettali italianizzati: bilotto
> (bigotto, da bilņt), rebelotto (confusione, da rebelņt)
Paltņ (da palettot)
>> >... confermo, qui uno iettatore e' uno che "porta zella" (o viceversa)...
>> qui dove? tu di dove sei? se sei di Roma, di che parte sei? che scuole
>> hai fatto? che compagnie frequenti? qual č il tuo ISEE? e il tuo
>> albero genealogico?
>Rispettivamente: Roma, Roma, Municipio XIII, scientifico + ingegneria,
di dove č il XII municipio? dimmi il quartiere, dai...
ingegneria la fai alla Sapienza, a Tor Vergata, alla Terza, o a
qualche universituncola privata?
scientifico normale o PNI? o progetto Brocca, o bilinguismo?
>variegate ma sempre pessime, il mio CHE?!? , intricato e molto misto.
l'ISEE dovresti veramente saperlo, se vai all'universitą.
serve ogni anno per pagare le tasse (a meno che non sei ricco
abbastanza che non ti devi preoccupare di dichiarare il reddito
familiare, oppure sei ricco 'disonestamente' al punto di non poter
dichiarare le tasse).
PS era tutto per capire come mai parliamo due lingue diverse.
--
>Giņ
>... lo usava scherzando mio padre piu' di 30 anni fa,
>ma pare che almeno nella sua generazione lo capiscano
>tutti; credo sia un termine da "vecchia Roma" piu' che
>da borgata "moderna", ma non ci giurerei...
allora capisco. se è un termine proprio da "romano de Roma" di vecchio
stampo, è più plausibile che io non lo conosca.
in famiglia non ho mai parlato romano, ho sempre parlato italiano.
>> Ma quando?
>Vivo, lavoro e studio a Roma da 32 anni; ho abitato a Piazza Bologna, via
>Cassia, centro storico (dietro piazza Navona, ma lě, davvero, ci abitano
>ormai piů stranieri che nativi), San Giovanni.
ma la tua famiglia č romana romana (mi sa di sě, da dove hai a
abitato, a meno che...), o abruzzese, marchigiana, calabrese, come i
9/10 di Roma?
>Boh? Altre idee?
vorrei tanto sapere perché il Sistema mi ha tenuto all'oscuro, fino ad
oggi, di questa accezione del italiano-romanesco
>vorrei tanto sapere perché il Sistema mi ha tenuto all'oscuro, fino ad
>oggi, di questa accezione del italiano-romanesco
Eppure e' registrata anche nei dizionari romaneschi on-line. Vedi, ad
esempio,
http://www.turbozaura.com/tascabile.asp?idcategoria=Sub008#indice
Ciao,
Alex (5630)
Conclusione di questo lungo discorso: tu ne sai di romanesco quanto ne
sappiamo noi qui in Brianza. :-)
> FB ha scritto:
[...]
>> Anche in Brianza si dice "cròpa", solo che la doppia si mantiene nella
>> grafia (una convenzione...).
>
> Quando si parla in dialetto sì, ma quando si parla in italiano l'ho sempre
> sentito con la doppia.
Io no, ma non credo di averlo sentito spesso nemmeno in dialetto.
[...]
> stremizzo (spavento, da stremis(s)i), ecc.
Uhm, mai sentito. Sempre "stremizi".
Ciao, FB
--
"Golden orb... The golden orb... The golden orb..."
anche nella mia famiglia si e' sempre parlato italiano,
soprattutto perche' non siamo tutti "romani de Roma",
pero' per scherzare il romanesco suona molto meglio
:-)
> ingegneria la fai alla Sapienza, a Tor Vergata, alla Terza, o a
> qualche universituncola privata?
Sapienza
> scientifico normale o PNI? o progetto Brocca, o bilinguismo?
normale
> l'ISEE dovresti veramente saperlo, se vai all'università.
no, sono fuori da un po', non sapevo si chiamasse cosi' adesso
> PS era tutto per capire come mai parliamo due lingue diverse
... generazioni diverse, strade diverse, frequentazioni diverse ...
:-)
> Uè, bentoranto, Lombricans.
Grazie, Vaso di Nequizie.
Son qui per tormentarti.
Ciao
Ale
--
Namárië Valinor
>Eppure e' registrata anche nei dizionari romaneschi on-line. Vedi, ad
>esempio,
>http://www.turbozaura.com/tascabile.asp?idcategoria=Sub008#indice
ancora con turbozaura?
secondo me sono espressioni per la maggiorparte "studiate a tavolino".
solo pochissime di quelle le ritrovo nella vita di tutti i giorni.
ma mi sbaglierò io...
--
>Giò
>> in famiglia non ho mai parlato romano, ho sempre parlato italiano.
>Conclusione di questo lungo discorso: tu ne sai di romanesco quanto ne
>sappiamo noi qui in Brianza. :-)
beh, non esageriamo :-))
--
>Giņ
Ma che schifo!
Lavatevi!
Ciao
> Ma che schifo!
> Lavatevi!
Hai ragione, Lilith.
Qui su ICLI tutti i maschi sono sporchi, cattivi, pieni di croste e si
grattano continuamente.
Avranno mica la rogna?
Adesso ci penso io, con l'aiuto del Sommo, a neutralizzarli...
----------------
"Omč, vedete l'altro che digrigna;
i' direi anche, ma i' temo ch'ello
non s'apparecchi a grattarmi la tigna."
(Dante, Inferno, XXII)
"Ma nondimen, rimossa ogne menzogna,
tutta tua visďon fa manifesta;
e lascia pur grattar dov' č la rogna."
(Dante, Paradiso, XVII)
----------------
(cit. terapeutica)
Epimeteo
Tutte calunnie: visto che è appena finito il periodo natalizio, è ovvio
che ci siamo tutti lavati da poco. E fra molto sarà Pasqua, e via un'altra
botta d'igiene.
>Paltň (da palettot)
Da "palettot"? Cos'č: un ipercorrettismo?
Ciao.
Gian Carlo
>>Paltň (da palettot)
>
> Da "palettot"? Cos'č: un ipercorrettismo?
Ho sbagliato eh? Pallettot?
P.
[Questo veramente l'ha scritto il fosforescente Bonardi e moderno]
>>>Paltň (da palettot)
[Questo l'ha scritto magica]
>> Da "palettot"? Cos'č: un ipercorrettismo?
>Ho sbagliato eh? Pallettot?
Forse vuoi dire pallettott. O l'inauditissimo ppallettott.
Ciao.
Gian Carlo
> Forse vuoi dire pallettott. O l'inauditissimo ppallettott.
Sono troppo moderno. Mica un passatista!
P.
> On Thu, 13 Jan 2005 12:49:06 +0100, Cingar wrote:
>
>
> [...]
>> stremizzo (spavento, da stremis(s)i), ecc.
>
> Uhm, mai sentito. Sempre "stremizi".
>
Anche io l'ho sempre sentito con la "z".
>
> Ciao, FB
Ciao,
*Sonia*
--
To see a world in a grain of sand
And a heaven in a wild flower
Hold infinity in the palm of your hand
And eternity in an hour.
William Blake 1757-1827: 'Auguries of Innocence' (c1803)
In Valchiavenna l'ho sempre sentita chiamare "groppa", ma anche "caràgna" è
usato - a (s)proposito, non so come mai, ma il verbo "caràgnare" vuol dire
"lamentarsi", PQCPF...
Scusate il ritardo,
*S*
--
I always pass on good advice. It is the only thing to do with it. It is
never of any use to oneself.
Oscar Wilde 1854-1900: An Ideal Husband (1895)
> Il Thu, 13 Jan 2005 12:53:22 GMT, FB ha scritto:
>
>> On Thu, 13 Jan 2005 12:49:06 +0100, Cingar wrote:
>>
>
>>
>> [...]
>>> stremizzo (spavento, da stremis(s)i), ecc.
>>
>> Uhm, mai sentito. Sempre "stremizi".
>>
>
> Anche io l'ho sempre sentito con la "z".
[...]
Siamo fatti l'uno per l'altra e l'altra per l'uno.
Ciao, FB
--
"It sounds appalling!"
"Interesting and appalling. The others just sound appalling!"
>> > Ma che schifo!
>> > Lavatevi!
>>
>> Qui su ICLI tutti i maschi sono sporchi, cattivi, pieni
>> di croste e si grattano continuamente.
>
> Tutte calunnie: visto che è appena finito il periodo
> natalizio, è ovvio che ci siamo tutti lavati da poco. E
> fra molto sarà Pasqua, e via un'altra botta d'igiene.
Io a Natale mi sono perfino tolto le craccole dal naso.
Se lo si vede in pubblicità, dev'esser trendy.
--
pecunia non olet, sed scarseggiat semper
> In Valchiavenna l'ho sempre sentita chiamare "groppa", ma
> anche "caràgna" è usato - a (s)proposito, non so come mai,
> ma il verbo "caràgnare" vuol dire "lamentarsi", PQCPF...
Anche in friulano "cragne" indica il sudiciume della pelle
e delle vesti, loia.
> on 23:27, sabato 15 gennaio 2005 Son wrote:
>
>> In Valchiavenna l'ho sempre sentita chiamare "groppa", ma
>> anche "caràgna" è usato - a (s)proposito, non so come mai,
>> ma il verbo "caràgnare" vuol dire "lamentarsi", PQCPF...
>
>
> Anche in friulano "cragne" indica il sudiciume della pelle
> e delle vesti, loia.
Ma 'loia' cosa sarebbe? Un altro modo di descrivere lo sporco o uno strano
acronimo "alla ADPUF"? ;)
Un saluto,
*Sonia*
--
No culture can live if it attempts to be exclusive. - Mahatma Gandhi
1869-1948
>> Anche in friulano "cragne" indica il sudiciume della
>> pelle e delle vesti, loia.
>
> Ma 'loia' cosa sarebbe? Un altro modo di descrivere lo
> sporco o uno strano acronimo "alla ADPUF"? ;)
Era nel vocabolario.
Anche in quello italiano c'è.
Lì, tra "logotachigrafia" e "loimografia".
QL