Bianciardi, nella "Vita agra" parlava di 20 cartelle al giorno:
"Terzo punto, non andare mai a letto prima di aver finito un certo
numero di cartelle a macchina. Venti cartelle ogni giorno, compresa la
domenica. Venti cartelle di duemila battute. Tutti i giorni, perché poi
bisogna calcolarci anche il tempo per rileggere, tre o quattro giorni al
mese in tutto, e un giorno che va perduto per fare il giro delle
consegne, alla fine del mese.
Sono perciò venticinque giorni a cartelle piene, cinquecento cartelle
mensili complessive, che a quattrocento lire l'una danno duecentomila
lire mensili. Sessanta vanno a Mara, trenta al padrone di casa, dieci
fra luce gas e telefono (e d'inverno anche di più, perché bisogna
tenere acceso quasi tutto il giorno, mentre d'estate si consuma meno
luce, ma bisogna lavarsi più spesso, e allora quello che hai risparmiato
di lampadine ti va per lo scaldabagno), venti di rate fra mobili vestiti
e libri (si potrebbe anche non leggere, ma i vocabolari li devi
comprare), quindici fra sigarette, caffè, giornali e qualche cinema,
cinque fra pane e latte, e ti restano sessantamila mensili per il
companatico e gli imprevisti.
Se tutto va bene. Perché ci sono certi che il lavoro lo pagano metà
subito e metà alla pubblicazione, che può essere anche due, tre anni
dopo la consegna, e così una parte di capitale rimane ferma, e nel
frattempo il costo della vita è aumentato, la moneta si è svilita.
Oppure capita che una segretaria si impunti a voler contare le battute
una per una, a dimostrarti che la tua cartella non è di duemila, che è
di meno.
Per esempio quando c'è parecchio dialogo, dice lei, non puoi pretendere
che ti paghino come rigo un semplice sì di risposta. Poi può anche
succedere che il lavoro non vada bene, e allora il costo della revisione
te lo addebitano, ti levano un centinaio di lire per cartella, da dare
al revisore.
Insomma sono duecentomila lire teoriche, su cui gravano parecchi
incerti. E poi non bisogna dimenticare che quelle duecentomila lire sono
il lavoro non di una, ma di due persone, perché a macchina batteva Anna,
e anche quella era fatica. Se tu prendessi una dattilografa, le sue
settanta, ottanta, anche centolire a cartella, le vorrebbe di certo,
quella.
Una volta ricordo che riuscimmo a fare centocinquanta cartelle in due
giorni, perché ci urgevano cinquantamila lire da dare al ginecologo,e ce
la facemmo ma poi per quarantott'ore restammo fermi tutti e due, fra i
postumi dell'intervento e la sgobbata."