Bruno Campanini <
brun...@libero.it> wrote:
> Corvi, avvoltoi, cannibali...
visto che qui si parla di linguistica, ed anche la musica è un
linguaggio, si dovrebbe sapere che il riuso, la parodia (che di per sé
non è una brutta cosa), la citazione, la rielaborazione, la variazione
sono sempre state pratiche perfettamente normali nella storia della
musica; così come il trasferimento di materiale musicale da un genere
all'altro - musica sacra riutilizzata per canzonette profane, e
viceversa -, il passaggio da musica colta a musica popolare, la
contaminaizone dei generi ecc...
quindi niente di strano se canzonette popolari venivano usate per
costruire inni alla Madonna, se parti di canto liturgico venivano
rielaborate per costruire melodie amorose, se Bach riscrive concerti di
Vivaldi e Liszt rielabora per pianoforte opere di Wagner, se ad un
concerto per violino di G.B. Viotti viene adattato un testo che comincia
con le parole "allons enfants de la Patrie...", se canti d osteria
diventano inni politici ecc.