Anticamente la carne di animale conservata sotto sale era chiamata "botulus"
o "insicia" (da qui, la parola "insaccato").
Il termine salame nel senso di insaccato compare per la prima volta nel XVII
secolo, quando l'agronomo bolognese Vincenzo Tanara ne rivela la ricetta:
carne magra e grassa pestata con il 6 per cento di sale e 12 once di pepe
ogni cento libbre di carne.
Secondo alcuni studiosi la parola mortadella deriverebbe dal latino
"murtatum", "carne finemente tritata nel mortaio" (nel 1376 la Corporazione
bolognese dei Salaroli aveva per stemma un mortaio con relativo pestello).
Tuttoggi la mortadella è composta da una parte di carne magra finemente
triturata e da una parte grassa tagliata a cubetti.
La parola lardo, dal latino "laridum", forse collegata ai Lari, ai quali si
sacrificava una piccola parte di grasso sottocutaneo del maiale.
D'Annunzio. Il culatello, fatto con la parte carnosa posteriore della coscia
o culatta del maiale. Una volta Gabriele D'Annunzio fece notare che siccome
deriva da culatta il salume non dovrebbe chiamarsi culatello ma
"culattello".
http://www.corriere.it/Rubriche/Libri/12_Dicembre/15/gocce1512.shtml
--
lu.
Ultima Badessa Di Passaggio
"Quella tua semplicità divina
per cui sembra che ogni tuo atto
incominci dall'infinito e si compia all'infinito"
(dedica di D'Annunzio alla Duse).
> Secondo alcuni studiosi la parola mortadella deriverebbe dal latino
> "murtatum", "carne finemente tritata nel mortaio" (nel 1376 la
Corporazione
> bolognese dei Salaroli aveva per stemma un mortaio con relativo pestello).
Mi risulta che l'abbia mantenuto fino alla sua soppressione, nel 1796,
per intervento perentorio da parte dei Giacobini. Ancora oggi l'edificio che
ne fu sede, e che oggi ospita (ironia della sorte) il piú stimato negozio di
gastronomia della città reca sul portale la decorazione in questione.
> Tuttoggi la mortadella è composta da una parte di carne magra finemente
> triturata e da una parte grassa tagliata a cubetti.
Un attimo: dipende quale mortadella. Voglio dire, la mortadella che
mangiamo (o meglio, mangiate, io sono vegetariano) oggi è diversa da quella
originale.
Riporto un estratto interessante:
"Gli insaccati che venivano preparati dai "salaroli" subivano severi
controlli in quanto la mortadella era considerata cio sopraffino ed
esportata in ogni parte del mondo, perfino in America, dopo la sua scoperta
ovviamente. Un bando del 1661 (reiterato per anni tanto che nel 1720 era
ancora in vigore) prescrive che i salaroli, che avevano la loro sede e le
loro botteghe nel Quadrilatero [la zona antichissima della città a oriente
di Piazza Maggiore, sede del piú antico mercato rionale], dovessero usare
esclusivamente "carni sopraffine ed elettissime" anche se costose. Infatti
le mortadelle non erano sottoposte a calmiere con lo scopo evidente di farne
un prodotto di qualità superiore. Per la cronaca aggiungiamo che le
mortadelle antiche venivano vendute crude e non cotte come si fa
attualmente". (Tiziano Costa e Marco Poli, "Il Quadrilatero - cuore antico
di Bologna", Bologna, Costa, 1999.
Saluti,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]
> o "insicia" (da qui, la parola "insaccato").
Se salata anche "salsa insicia" da cui "salsiccia", e se prodotta in
Lucania o alla maniera dei Lucani "salsa insicia lucanica" da cui il
milanese "luganiga"
Cinq ghej de pan, cinq ghej de vin, cinq ghej de pan de luganeghin !
> Cinq ghej de pan, cinq ghej de vin, cinq ghej de pan de luganeghin !
Mi incuriosisce la grafia di "luganeghin"
In Ticino diremmo "lüganighin" (o, ma č diverso, "lüganighéta")
In milanese non esiste la "ü"?
Grazie e ciao
GiM
>
>
> Mi incuriosisce la grafia di "luganeghin"
> In Ticino diremmo "lüganighin" (o, ma č diverso, "lüganighéta")
> In milanese non esiste la "ü"?
Certo che esiste. Il dialetto ticinese dev'essere piuttosto simile
(nient'affatto identico!) al mio, tranne per la "s" impura che pronunciate
/S/, vero?
Ciao, FB
Due domandine:
perché, allora, scrivi "luganeghin"?
da non-linguista non so che suono rappresenti /S/: puoi esemplificare?
Grazie e ciao
GiM
>
>
> Ciao, FB
>
>
> Due domandine:
> perché, allora, scrivi "luganeghin"?
Perché Giovanni scrive "luganeghin"?
> da non-linguista non so che suono rappresenti /S/: puoi esemplificare?
Da non linguista ma spantegone, /S/ rappresenta il suono di "sci/sce".
Ciao, FB
> Mi incuriosisce la grafia di "luganeghin"
> In milanese non esiste la "ü"?
Esiste sicuramente nella pronuncia. La grafia invece e' variabile,
esistono diverse convenzioni. In quella piu' tradizionale si scrive "u"
per la "u con Umlaut" e si scrive "o" per il suono u. Non e' che io sia
particolarmente legato a tale convenzione, ma siccome evito i
diacritici, mi tornava comodo "luganeghin" (cfr. pero'
http://www.mi.iasf.cnr.it/News/cinq.html) ... tanto chi lo sa, lo legge,
e chi non lo sa probabilmente, come il rapinatore dei "Soliti Ignoti",
ha difficolta' a pronunciarlo, ma tanto ci si capisce lo stesso.
--
----------------------------------------------------------------------
nos...@ifctr.mi.cnr.it is a newsreading account used by more persons to
avoid unwanted spam. Any mail returning to this address will be rejected.
Users can disclose their e-mail address in the article if they wish so.