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asciugamano o asciugamani?

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Farnis

unread,
May 4, 2001, 6:18:26 PM5/4/01
to
Secondo voi quale termine è più corretto?

Sul dizionario è indicato al singolare, ma sento spesso
utilizzare la versione plurale, che secondo me è più corretta,
dato che di mani ne abbiamo due :)


--
.
____ _ | UIN:82766812
|_\|_) /o( -*-. Fiat500Web: http://www.poli.studenti.to.it/~f.sirna
| \ \|\||_) | mailto: farnis(at)libero(dot)it
------------ . On a 486DX/133 with Linux Debian 2.2 (Potato)

Mariuccia Ruta

unread,
May 5, 2001, 12:53:29 AM5/5/01
to
On Fri, 04 May 2001 22:18:26 GMT, in it.cultura.linguistica.italiano
far...@toglimi.libero.it (Farnis) wrote:

> Secondo voi quale termine è più corretto?
>
> Sul dizionario è indicato al singolare, ma sento spesso
> utilizzare la versione plurale, che secondo me è più corretta,
> dato che di mani ne abbiamo due :)

È un nome composto da verbo + sostantivo singolare, quindi è forse per
ciò che i dizionari indicano come corretta la forma "asciugamano".
Alcuni dizionari, fra cui il Gabrielli, riportano pure "asciugamani"
come forma ugualmente corretta, anche se meno usata.
Si tratta comunque di un vocabolo che ha ormai perso la caratteristica
di nome composto e viene sentito e declinato come sostantivo semplice:
l'asciugamano, gli asciugamani;
l'asciugamani, gli asciugamani.


Sempre ... salvo errori ed omissioni, ovviamente ;)) )
--
Ciao,
Mariuccia®

Stardust®

unread,
May 5, 2001, 8:19:45 AM5/5/01
to
"Mariuccia Ruta" ha scritto

[cut]

> Si tratta comunque di un vocabolo che ha ormai perso la caratteristica
> di nome composto e viene sentito e declinato come sostantivo semplice:
> l'asciugamano, gli asciugamani;
> l'asciugamani, gli asciugamani.

Per analogia, cavatappo o cavatappi, cacciavite o cacciaviti ?

> Sempre ... salvo errori ed omissioni, ovviamente ;)) )

Idem, ovviamente :-))

Ciao
--
Stardust®


Paolo Bonardi dalle Spaventose Distanze e Cosmiche

unread,
May 5, 2001, 8:49:41 AM5/5/01
to
"Stardust®" wrote:

> "Mariuccia Ruta" ha scritto
>
> [cut]
>
> > Si tratta comunque di un vocabolo che ha ormai perso la caratteristica
> > di nome composto e viene sentito e declinato come sostantivo semplice:
> > l'asciugamano, gli asciugamani;
> > l'asciugamani, gli asciugamani.
>
> Per analogia, cavatappo o cavatappi, cacciavite o cacciaviti ?

Cavatappi lo uso anche al singolare: il compito dell'ordigno è infatti
quello di cavare tutti i tappi.
Cacciavite, invece e stranamente, è cacciavite al singolare e al plurale
(per me, naturalmente); eppure anche questo attrezzo caccia tutte le viti...
mumble...

P.

Mariuccia Ruta

unread,
May 5, 2001, 10:32:32 AM5/5/01
to
On Sat, 05 May 2001 12:19:45 GMT, in it.cultura.linguistica.italiano
"Stardust®" <nospa...@mit.invalid> wrote:

> "Mariuccia Ruta" ha scritto


> > Si tratta comunque di un vocabolo che ha ormai perso la caratteristica
> > di nome composto e viene sentito e declinato come sostantivo semplice:
> > l'asciugamano, gli asciugamani;
> > l'asciugamani, gli asciugamani.
>
> Per analogia, cavatappo o cavatappi, cacciavite o cacciaviti ?

Io direi di sí; ma, ahimè, i ... sacri testi non confermano :((

Eppure, io ho sempre detto (e sentito):
l'asciugamano, il cavatappi, il cacciavite, il giradischi, ...


>
> > Sempre ... salvo errori ed omissioni, ovviamente ;)) )
>
> Idem, ovviamente :-))

Ribadisco :))

"A me sembra un gran pasticcio,
c'è qualcosa che non va,
........................"
(Da un vecchio Zecchino d'oro: "Che pasticcio, la grammatica")
>
> Ciao
> Stardust®

--
Ciao,
Mariuccia®

Lem Novantotto

unread,
May 5, 2001, 11:12:59 AM5/5/01
to
On Sat, 05 May 2001 12:19:45 GMT, Stardust® wrote:
>Per analogia, cavatappo o cavatappi, cacciavite o cacciaviti ?

[Repost]

Generalmente, coi nomi composti (verbo+sostantivo) si procede così:

se il sostantivo è dello stesso genere (maschile) del nome composto,
si fa il plurale normalmente:
i girasoli - i girarrosti - i giraditi (alcuni, fra cui il De Mauro,
sostengono IMHO *inconcepibilmente* 'le giradita') - i passatempi - i
passaporti - i segnalibri - i leccapiedi - gli spazzacamini - ...
Ma fanno eccezione, ad esempio, i composti di 'mangia-' appartenenti
a questo gruppo, che sono invariabili: mangiafuoco, mangiapane,
mangiapopolo, mangiasego, mangiavento.

Se il sostantivo è di genere femminile, il plurale è invariato:
gli spazzaneve - i salvagente - gli aspirapolvere - ...

Se il sostantivo è -mano, che ha la terminazione tipicamente maschile
-o, si può fare anche il plurale in -mani:
asciugamani/o - baciamani/o - corrimani/o

Se il sostantivo è plurale già nel singolare del nome composto,
quest'ultimo ha plurale, ovviamente, invariato:
portalettere - segnalinee - battipanni - reggicalze - rompipalle -
scaldavivande - mangianastri - ...
--
Bye.
Lem
'CLOCK is what you make of it: non sprecare i cicli idle della tua CPU'
Per aiutare la ricerca sul cancro: http://members.ud.com/vypc/cancer/

Mariuccia Ruta

unread,
May 5, 2001, 3:38:14 PM5/5/01
to
On Sat, 5 May 2001 17:12:59 +0200, in it.cultura.linguistica.italiano
Lem Novantotto <Le...@Hotmail.com> wrote:

> On Sat, 05 May 2001 12:19:45 GMT, Stardust® wrote:
> >Per analogia, cavatappo o cavatappi, cacciavite o cacciaviti ?
>

> Generalmente, coi nomi composti (verbo+sostantivo) si procede così:
>
> se il sostantivo è dello stesso genere (maschile) del nome composto,
> si fa il plurale normalmente:

> [...]

Credo ci sia un fraintendimento, Lem: il dubbio verte sul singolare o
plurale del nome nelle parole composte da verbo + sostantivo:
l'asciugamano o l'asciugamani?
il cavatappo o il cavatappi?
il cacciavite o il cacciaviti
èticci, èticci, èticci ... salute! :)))

M'è scappata, scusa :((

> --
> Bye.
> Lem
--
Ciao,
Mariuccia®

Nicola Nobili

unread,
May 5, 2001, 2:40:27 PM5/5/01
to
Lem Novantotto

> Se il sostantivo è di genere femminile, il plurale è invariato:
> gli spazzaneve - i salvagente - gli aspirapolvere - ...

Gli esempî che riporti, tuttavia, non sono particolarmente felici, dal
momento che "neve", "gente" e "polvere", normalmente, non hanno il plurale,
e quando ce l'hanno si registra uno slittamento di significato: "nevi" è
poetico, come "genti", e "polveri" allude a sostanze chimiche, generalmente,
non allo sporco che s'accumula sui mobili. Questi tre sostantivi, pertanto,
non potrebbero trasformare, a rigor di logica, la loro seconda radice in un
plurale.

Ciao,
Nicola

--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).


Lem Novantotto

unread,
May 6, 2001, 4:06:39 AM5/6/01
to
On Sat, 5 May 2001 20:40:27 +0200, Nicola Nobili wrote:
>Gli esempî che riporti, tuttavia, non sono particolarmente felici, dal
>momento che "neve", "gente" e "polvere", normalmente, non hanno il plurale,
>e quando ce l'hanno si registra uno slittamento di significato

Rimedio con un po' d'esempj in piů: /cacciavite, /reggitenda,
/reggicoda, /reggipicozza, /reggiposata, /guardaporta, /guardaroba,
/guardasala, /guardatesta, /guardastiva, /guardacaccia,
/guardaspiaggia, /guardavia, /poggiatesta, /chiudilettera, /chiudiporta
/sciacquabocca, /alzavalvola, /alzabandiera, /abbassalingua,
/mangiapolenta, /tiracatena, /tendicinghia...

BTW: anche questa č solo una regoletta pratica, e le eccezioni ci sono.

Lem Novantotto

unread,
May 6, 2001, 4:08:27 AM5/6/01
to
On Sat, 05 May 2001 19:38:14 GMT, Mariuccia Ruta wrote:
>Credo ci sia un fraintendimento, Lem: il dubbio verte sul singolare o
>plurale del nome nelle parole composte da verbo + sostantivo:

Yes... :(
Ho sbagliato il follouāp: intendevo rispondere a Paolo.

GDT

unread,
May 6, 2001, 12:24:27 PM5/6/01
to

"Paolo Bonardi dalle Spaventose Distanze e Cosmiche"

> > > l'asciugamano, gli asciugamani;
> > > l'asciugamani, gli asciugamani.
> >
> > Per analogia, cavatappo o cavatappi, cacciavite o cacciaviti ?
>
> Cavatappi lo uso anche al singolare: il compito dell'ordigno è infatti
> quello di cavare tutti i tappi.
> Cacciavite, invece e stranamente, è cacciavite al singolare e al plurale
> (per me, naturalmente); eppure anche questo attrezzo caccia tutte le
viti...
> mumble...

Il cavatappi cava tutti i tappi, il cacciavite caccia
tutte le viti, però uno alla volta, invece
l'asciugamano asciuga le due mani contemporaneamente,
quindi si dovrebbe dire: l'asciugamani, il cavatappo e
il cacciavite.
Oppure: l'asciugamani, il cavatappi, il cacciaviti.
Ma gli usi linguistici non vanno sempre d'accordo
con la logica.

Karla


Nicola Nobili

unread,
May 6, 2001, 3:57:26 PM5/6/01
to
Lem Novantotto

> Rimedio con un po' d'esempj in più:

> /cacciavite,

Io dico tranquillamente "cacciaviti"!

/reggitenda,
> /reggicoda, /reggipicozza, /reggiposata,

Questi non li conoscevo proprio, sebbene siano formati in maniera del
tutto regolare.

> /guardaporta,

Perché "guardaporte" no?

> /guardaroba,

"robe" vale come "neve", vedi messaggio precedente. Stessa cosa per
"guardacaccia", vedi sotto.

> /guardasala,

"Guardasale"? Mi suona bene.

> /guardatesta, /guardastiva,

Però di testa e di stiva ce n'è una sola, quindi mi sembra anche logico
non pluralizzarla. Si dovrebbe pluralizzare la prima radice, la quale,
essendo una forma verbale, rimane invariata (cfr. capOstazione/capIstazione,
dove la stazione è soltanto una).

> /guardaspiaggia, /guardavia, /poggiatesta,

Idem come sopra.

> BTW: anche questa è solo una regoletta pratica, e le eccezioni ci sono.

Mah, forse parlo strano io, ma per moltissimi casi io il plurale lo
faccio tranquillamente, e per altri l'invariabilità non dipende, a mio
avviso, dalla seconda radice femminile. Forse si tratta di eccezioni che
ogni tanto rassomigliano ad una regola.

Lem Novantotto

unread,
May 6, 2001, 5:22:47 PM5/6/01
to
On Sun, 6 May 2001 21:57:26 +0200, Nicola Nobili wrote:
>Perché "guardaporte" no?

Non ne ho idea, tanto più che /guardaportone fa /guardaportoni... è
decisamente una discriminazione sessista. ;)))

> "robe" vale come "neve", vedi messaggio precedente. Stessa cosa per
>"guardacaccia", vedi sotto.

Sì, ho inteso solo dare un po' più d'esempj, a 360 gradi. :)

Rilevo, comunque, che l'uso di 'robe', al plurale, non sarebbe però da
escludere a priori: tant'è che compare in /trovarobe, per esempio.

Inoltre perché si dice 'un /guardaspiaggia', e però 'un /guardaboschi'?
Di spiagge, in fondo, ce ne son quante i boschi...

E poi, come dobbiamo ragionare? Di /gabbane ce ne son tante, ma
ciascuno ha la propria (o le proprie). Intanto, /voltagabbana è
invariabile... Un'apripista apre una pista alla volta, certo, ma ne
aprirà molte nella vita, presumibilmente... il nome è comunque
invariabile. In una collezione di reggipetti, ogni reggipetto reggerà
un petto alla volta...

>Però di testa e di stiva ce n'è una sola, quindi mi sembra anche logico
>non pluralizzarla.

Beh, anche di Sole ce n'è uno solo, ma si dice /girasoli... e che mi
dici di /passatempi, /copricapi... per contro, /giramondo è invariabile
(altra eccezione alla 'regoletta pratica' di prima: che, essendo
'regoletta pratica' non è altro che una raccolta di comportamenti
simili, con nessun riferimento alle cause).
Hai ragione: i comportamenti sono alle volte logici, alle volte
illogici. Statisticamente, mi pare che la regoletta funzioni in un buon
numero di casi (almeno per quanto riguarda termini d'uso comune)... poi,
ciascuno si districhi usando le sue cellulette grigie. ;)

Comunque, soffermandomi a pensare, mi son venute in mente sempre più
'eccezioni', che però rispettano il buon senso: da /frangivento a
/rompighiaccio, a /scaldaletto... ma /scavezzacollo fa /scavezzacolli,
e ciascuno, tu m'insegni, ha un collo solo...

Ho il presentimento che il vero significato di tutto ciò sia noto solo
a pochi iniziati...
Va beh... pape Satàn, pape Satàn aleppe... e saluti! ;)

Lem Novantotto

unread,
May 6, 2001, 5:37:08 PM5/6/01
to
On Sun, 6 May 2001 23:22:47 +0200, Lem Novantotto wrote:
>Un'apripista

Tutto questo parlare di maschili, femminili, singolari e plurali mi ha
mandato evidentemente in tilt.
Meno male che son caduto in piedi: posso dire che il femminile era...
ehm... voluto. ;)))))

Mariuccia Ruta

unread,
May 7, 2001, 12:46:00 AM5/7/01
to
On Sun, 6 May 2001 23:37:08 +0200, in it.cultura.linguistica.italiano
Lem Novantotto <Le...@Hotmail.com> wrote:

> On Sun, 6 May 2001 23:22:47 +0200, Lem Novantotto wrote:
> >Un'apripista
>
> Tutto questo parlare di maschili, femminili, singolari e plurali mi ha
> mandato evidentemente in tilt.
> Meno male che son caduto in piedi: posso dire che il femminile era...
> ehm... voluto. ;)))))

E il Gabrielli forse (e dico forse) obietterebbe, lo sai? ;))
Scrive infatti, in un lungo ed esaustivo capitolo dedicato proprio
alla giungla del plurale coi nomi composti:
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
[...].
7. Nomi composti di una forma verbale e di un sostantivo singolare
femminile: se il nome composto risultante è di genere maschile nel
plurale resta invariato:
"il portacenere/i portacenere", "il portafrutta/i portafrutta",
[...]. Se invece il nome risultante è femminile, prende nel plurale
la desinenza femminile:
"la guardaroba/le guardarobe", "la portabandiera/le portabandiere",
ecc.
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Quindi direbbe anche: "un apripista" ma "un'apripiste". Comunque
avverte (e questo ci conforta e ci sconforta al tempo stesso, IMO):
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
[...]. Chi volesse dare un'occhiata a questa faccenda, e
scartabellasse qua e là qualche dizionario, e neppur tanto alle
lunghe, subito si accorgerebbe che per la formazione di questi plurali
non solo non si segue nessuna logica e nessuna regola, ma tutto si
riduce piuttosto a un'opinione.
[...]. Se poi mettiamo in fila piú dizionari, scegliendo anche tra i
piú recenti e meglio fatti, la confusione, se possibile, aumenta
ancora, perché uno dice una cosa e l'altro l'opposto; questo infatti
ti avverte che devi dire "i copriletto", ma quell'altro ti prescrive
un plurale "i copriletti"; uno registra "i copricapi", un altro "i
copricapo", e un altro ancora, per non far torto a nessuno, li
registra tutt'e due: "i copricapi, meno comune i copricapo".
Va e decidi.
E' ragionevole continuare cosí? Non sarebbe l'ora che anche la nostra
ortografia si risolvesse a crescere e a non andar piú sull'altalena?
[...]. Una regola dunque ci vorrebbe, e non ci vorrebbe molto a farla;
e una volta fatta, le grammatiche, e i dizionari soprattutto (che di
solito non fanno che ripetere quel che ha detto il precedente,
perpetuando nei secoli la confusione), dovrebbero rispettarla. Solo
cosí nel giro di qualche anno anche questo pasticcio formale sarebbe
risolto. Mi si obietta: ma come si fa se gli stessi scrittori usano
spesso forme differenti? Il Panzini, per esempio, dice "i copricapo",
mentre D'Annunzio dice "i copricàlici". È naturale:non essendoci una
regola, ciascuno si regola da sé. Anche perché, in genere, questi
particolari composti sono di formazione piuttosto recente, alcuni
recentissima, e se ne possono creare sempre di nuovi, e non hanno una
base storica su cui appoggiarsi.
[...].
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Ci sarebbe ancora tanto da trascrivere: è un capitolo molto lungo ed
esaustivo, interessante davvero, ma per adesso sarà bene ch'io vada a
nanna ;))

--
Baciotto.^_^.
Ciao,
Mariuccia®

Giovanni Drogo

unread,
May 7, 2001, 4:12:22 AM5/7/01
to
On Sun, 6 May 2001, GDT wrote:
>
> Il cavatappi cava tutti i tappi, il cacciavite caccia
> tutte le viti, però uno alla volta, invece
> l'asciugamano asciuga le due mani contemporaneamente,

infatti ...

> Ma gli usi linguistici non vanno sempre d'accordo
> con la logica.

appunto ...

Giovanni Drogo

unread,
May 7, 2001, 4:13:22 AM5/7/01
to
On Sun, 6 May 2001, Nicola Nobili wrote:

> > /reggicoda, /reggipicozza, /reggiposata,
>
> Questi non li conoscevo proprio, sebbene siano formati in maniera del

Gli ultimi due non li avevo mai sentiti. I primi abbondano (specie in
questi tempi di campagna elettorale).


luciana

unread,
May 7, 2001, 5:46:29 AM5/7/01
to


1) Nomi composti di un aggettivo e di un sostantivo (nome): formano il
plurale come fossero nomi semplici, cambiando cioè solo la desinenza del
secondo elemento: biancospino-biancospini; francobollo- francobolli.
Mezzobusto e purosangue possono fare anche mezzibusti e purisangue.

2) Nomi composti di due aggettivi: formano il plurale come fossero nomi
semplici, cambiando cioè solo la desinenza del secondo termine: chiaroscuro-
chiaroscuri; pianoforte-pianoforti; sordomuto-sordomuti.

3) Nomi composti di un sostantivo e di un aggettivo: formano il plurale
mutando la desinenza sia del primo che del secondo termine, si comportano
cioè come se fossero separati: caposaldo-capisaldi; cassaforte-casseforti;
pellerossa-pellirosse (ma anche pellirossa).
Fa eccezione palcoscenico che, al plurale, fa palcoscenici.


4) Nomi composti di due sostantivi: distinguiamo due casi: se i sostantivi
sono entrambi maschili e entrambi femminili modificano al plurale solo la
seconda desinenza. arcobaleno-arcobaleni; pescecane-pescecani;
cassapanca-cassapanche.
Se invece i due sostantivi sono di genere diverso variano solo il primo
elemento: grillotalpa-grillitalpa; pescespada-pescispada.
Fanno eccezione i seguenti nomi: boccaporto-boccaporti; banconota-banconote;
ferrovia-ferrovie.


5)Nomi composti di una forma verbale e di un sostantivo plurale: restano
invariati (si cambierà naturalmente solo l'articolo). il battipanni-i
battipanni; il segnalinee-i segnalinee; il portapenne-i portapenne.


6) Nomi composti di una forma verbale e di un sostantivo singolare maschile:
variano al plurale la desinenza del sostantivo: grattacapo-grattacapi;
coprifuoco-coprifuochi; parafango-parafanghi.
Avvertenza importante: seguono la stessa regola anche le parole composte
con -mano: asciugamano-asciugamani; baciamano-baciamani;
corrimano-corrimani.
Per i nomi ficcanaso e rompicollo, faremo il plurale del secondo elemento,
se si riferiscono a un maschio: i rompicolli-i ficcanasi.
Se si riferiscono a femmine, rimaranno invariati: le rompicollo-le
ficcanaso.

7) Nomi composti di una forma verbale e di un sostantivo singolare
femminile: se il nome composto risultante è di genere maschile, al plurale
resta invariato: il portacenere-i portacenere; lo spazzaneve-gli spazzaneve;
il portabandiera-i portabandiera.
Se invece il nome risultante è femminile, prende al plurale le desinenza
femminile: la portabandiera-le portabandiere.

8) Nomi composti di due forme verbali: restano invariati: il dormiveglia-i
dormiveglia; il fuggifuggi-i fuggifuggi; il saliscendi-i saliscendi.

9) Nomi composti di una preposizione o di un avverbio e di un sostantivo: se
il nome composto è dello stesso genere del sostantivo componente, al plurale
si declina questo sostantivo: il sottufficiale-i sottufficiali; il
soprammobile-i soprammobili.
Se invece il sostantivo componente è di genere diverso rispetto al nome
composto, il plurale resta invariato:
il sottobottiglia-i sottobottiglia; il sottoscala-i sottoscala.

--
lu.
*From Dreamland - A stranger hither;
Dal Paese del Sogno - Straniera qui.*
G. D'Annunzio, Il Piacere
http://web.tiscalinet.it/LucianaGrazioli

Lem Novantotto

unread,
May 7, 2001, 5:49:55 AM5/7/01
to
On Mon, 07 May 2001 04:46:00 GMT, Mariuccia Ruta wrote:
>On Sun, 6 May 2001 23:37:08 +0200, in it.cultura.linguistica.italiano
>Lem Novantotto <Le...@Hotmail.com> wrote:
>
>> On Sun, 6 May 2001 23:22:47 +0200, Lem Novantotto wrote:
>> >Un'apripista
>>
>> Tutto questo parlare di maschili, femminili, singolari e plurali mi ha
>> mandato evidentemente in tilt.
>> Meno male che son caduto in piedi: posso dire che il femminile era...
>> ehm... voluto. ;)))))
>
>E il Gabrielli forse (e dico forse) obietterebbe, lo sai? ;))
>Scrive infatti, in un lungo ed esaustivo capitolo dedicato proprio
>alla giungla del plurale coi nomi composti:
>~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
>[...].
>7. Nomi composti di una forma verbale e di un sostantivo singolare
> femminile: se il nome composto risultante è di genere maschile nel
> plurale resta invariato: [...]

Ti ringrazio, Mariuccia. Questa necessaria precisazione aumenta
parecchio l'affidabilità della regoletta, pur se, come scrive Gabrielli
e come abbiamo visto, le eccezioni sono ancora tantissime.

>Comunque [Gabrielli]


>avverte (e questo ci conforta e ci sconforta al tempo stesso, IMO):
>~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
>[...]

>E' ragionevole continuare cosí? Non sarebbe l'ora che anche la nostra
>ortografia si risolvesse a crescere e a non andar piú sull'altalena?
>[...]. Una regola dunque ci vorrebbe, e non ci vorrebbe molto a farla;
>e una volta fatta, le grammatiche, e i dizionari soprattutto (che di
>solito non fanno che ripetere quel che ha detto il precedente,
>perpetuando nei secoli la confusione), dovrebbero rispettarla. Solo
>cosí nel giro di qualche anno anche questo pasticcio formale sarebbe
>risolto. Mi si obietta: ma come si fa se gli stessi scrittori usano
>spesso forme differenti? Il Panzini, per esempio, dice "i copricapo",
>mentre D'Annunzio dice "i copricàlici". È naturale:non essendoci una
>regola, ciascuno si regola da sé. Anche perché, in genere, questi
>particolari composti sono di formazione piuttosto recente, alcuni
>recentissima, e se ne possono creare sempre di nuovi, e non hanno una
>base storica su cui appoggiarsi.

Spesso, diciamocelo, (ma non sempre!) il plurale viene condizionato
pesantemente da quanto pesa la componente verbale, e quindi da quanto
il nome viene sentito come composto: diciamo /girasoli, al plurale,
perchè nessuno pensa a qualcosa che gira, ma solo a quei fiori. Idem
per /girarrosti o /segnalibri o /passaporti. Se dico /rompighiaccio,
invece, penso a 'una nave che *rompe* il *ghiaccio*', che resta
ghiaccio anche se le navi son tante... Allo stesso modo, un giramondo è
'qualcuno che *gira* il *mondo*'.

[BTW: perché, allora, /aspirapolvere è invariabile? In fondo, è un
elettrodomestico comunissimo, ed il suo nome ce lo riporta alla mente
con immediatezza... E' probabilmente rilevante quanto ha scritto Nicola
Nobili, ovvero che si ha una traslazione di significato passando da
/polvere a /polveri, ma credo lo sia più ancora il fatto stesso che
/aspirapolvere sia maschile, e /polvere femminile: il diverso genere ci
'ricorda', nei meandri del subconscio grammaticale, ;) che il nome è
composto (ciò che non avviene, per esempio, con /girasole). Stesso
discorso per /posacenere, ad esempio.]

A me pare giusto che sia così. Ecco perché, personalmente, non
approverei se si scrivesse una vera *regola*, che, nella sua
semplicità, di ciò non potrebbe, evidentemente, tener conto.

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