Cosa devo mettere al posto delle xxxx?
Grazie.
Dardeggiato !
Ciao. Massimo
per risposta e-mail TOGLIERE /qwerty/ tra @ e tin.it
for e-mail reply REMOVE /qwerty/ between @ and tin.it
# "REIKI" <08150...@iol.it> decise di scrivere:
# >Piccolo dubbio grammaticale:
# >Se dico: "oggi il sole splende, ieri il sole ha xxxxxxxxx"
# >Cosa devo mettere al posto delle xxxx?
# >Grazie.
# Dardeggiato !
Con ausiliare 'essere' o 'avere'? :-))
# Ciao. Massimo
Ciao
Mariuccia
> Piccolo
ma ormai stantio :-))
> dubbio grammaticale:
> Se dico: "oggi il sole splende,
> ieri il sole ha xxxxxxxxx"
> Cosa devo mettere al posto delle xxxx?
Ieri il sole ha brillato.
Qui no: è piovuto a dirotto per tutto il giorno :-)))
Ciao
Mariuccia
ieri il sole era altrettanto splendente...
scherzi a parte, splenduto, direi...
--------------------------------------------------
e' vero,
c'e' un po' di casualita' in tutto
ma e' anche vero
che esiste una tua forma di gusto
(Soerba)
-----------------------------------
rimuovere NOSPAM. per mandare email
-----------------------------------
il sito comune di it.comp.database.access:
http://members.xoom.it/it_db_access
Qualcuno ha proposto "splenduto", e non me la sento di bollarla come errata,
ma certo ad alcuni farebbe storcere la bocca (me compreso), ad altri ridere
(probabilmente Lbo compreso).
Altri ti hanno detto di cambiare verbo, ma questa ti sembrerà senza dubbio
una soluzione banale. Ma bisogna pur sempre ricordare che per un verbo non è
obbligatorio avere tutte le forme: cosa farebbe un inglese, se gli chiedessi
il futuro di "can"? Direbbe "I'll be able to..." ovviamente... In greco poi
(almeno in quello antico) il supplettivismo è così comune che sembrerebbe
quasi la regola: il perfetto di eimì (essere) è gègona (dal verbo
'gìgnomai'), l'aoristo di lègo (dico) è generalmente eîpon (da un altro
verbo difettivo), e ti garantisco che ti potrei annoiare con molti altri
paradigmi.
E anche in italiano, quando diciamo che 'fui' e 'stato' sono passato remoto
e participio passato del verbo 'essere', non ci rendiamo conto che essi sono
in realtà forme di altri verbi, il primo dell'antichissimo (e non attestato)
*fuo, il secondo del più comune verbo "stare".
Morale della favola: meglio non complicarsi la vita con i verbi, ché fa
anche male al fegato...
--
Sto per mandare al voto it.cultura.linguistica.indoeuropeo... consultate
attentamente it.news.gruppi e it.news.votazioni!!!
Wilmer Ricciotti
wi...@tin.it
> Piccolo dubbio grammaticale:
> Se dico: "oggi il sole splende, ieri il sole ha xxxxxxxxx"
>
> Cosa devo mettere al posto delle xxxx?
"oggi il sole splende, come ieri"... e speriamo anche domani
seb
> [...]
Taglio, non senza dispiacere.
> Il verbo era ed è difettivo del supino/participio passato. In latino la
> parola che come forma si avvicina di più a un participio passato di splendeo
> è splendidus, che potrebbe rappresentare uno strano esito di un disusato
> *splenditus: qui però entro nel campo della fantaetimologia, perciò per
> informazioni attendibili meglio che aspettiate lunedì (entro lunedì spero di
> poter consultare una copia dell'AEI così da fugare ogni dubbio...
Lunedì è passato e ... io aspetto ^_^, anche perché ...
> Qualcuno ha proposto "splenduto", e non me la sento di bollarla come errata,
> ma certo ad alcuni farebbe storcere la bocca (me compreso), ad altri ridere
> (probabilmente Lbo compreso).
... anche perché a me hanno insegnato che il participio passato di
'splendere' è 'splend_uto'. Non viene usato, è vero, perché "suona
male"; ma non credi che suoni male proprio perché il nostro orecchio
non è abituato a sentirlo?
Prendiamo il verbo vedere, con doppio participio passato:
"visto"/"veduto".
Non so voi, ma io sento usare maggiormente "visto"; però, spesso mi
succede (toh: pure questo con due participi, anche se usati in
contesti diversi) di sentire "ho veduto ...". Mi "suona un tantino
strano, ma non proprio "male". Perché? Perché, anche se raramente,
qualcuno comunque lo usa, non è un vocabolo totalmente sconosciuto
come, invece, sarebbe 'splenduto'.
Quanti altri participi passati in *uto* esistono? Parecchi. Eppure li
usiamo naturalmente, solo perché siamo o ci hanno abituati a farlo.
Quei pochi che non usiamo perché suonano male, suonano male proprio
perché non li usiamo. No? ^_^.
Ciao
Mariuccia
> ... anche perché a me hanno insegnato che il participio passato di
> 'splendere' č 'splend_uto'. Non viene usato, č vero, perché "suona
> male"; ma non credi che suoni male proprio perché il nostro orecchio
> non č abituato a sentirlo?
E' proprio cosě, ma non me la sento proprio di usare splenduto, cosě come
non userei mai soccombuto... e tuttavia non sono certamente forme errate (a
meno di voler utilizzare come participio passato del secondo un improbabile
'soccůbito').
In ogni caso la lingua č un fatto personale... ognuno parli e scriva come
vuole.
> Prendiamo il verbo vedere, con doppio participio passato:
> "visto"/"veduto".
> [...]
> Quanti altri participi passati in *uto* esistono? Parecchi. Eppure li
> usiamo naturalmente, solo perché siamo o ci hanno abituati a farlo.
> Quei pochi che non usiamo perché suonano male, suonano male proprio
> perché non li usiamo. No? ^_^.
Hai perfettamente ragione! Solo che la lingua deve anche essere uno
strumento di comunicazione, e pertanto seguire alcune regole "standard" non
fa mai male.
Comunque sono d'accordo con te, dire "splenduto" non farebbe male a nessuno.
Tuttavia se lo scrivessi in un compito in classe, questo verrebbe
sicuramente censurato dalla mia professoressa. Senza una motivazione
accettabile, probabilmente.
Bye
--
E' partita la CFV di it.cultura.linguistica.indoeuropeo! consultate
it.news.votazioni per sapere come votare!
Wilmer Ricciotti
wi...@tin.it
Fatale? In che senso?
1) stabilito dal fato?
2) che fa morire?
3) affascinante?
Affermazione A
> E' proprio così, ma non me la sento proprio di usare splenduto, così come
> non userei mai soccombuto... e tuttavia non sono certamente forme errate
Affermazione B
> In ogni caso la lingua è un fatto personale... ognuno parli e scriva come
> vuole.
Affermazione C
> Hai perfettamente ragione! Solo che la lingua deve anche essere uno
> strumento di comunicazione, e pertanto seguire alcune regole "standard" non
> fa mai male.
Affermazione D
> Comunque sono d'accordo con te, dire "splenduto" non farebbe male a nessuno.
Affermazione E
> Tuttavia se lo scrivessi in un compito in classe, questo verrebbe
> sicuramente censurato dalla mia professoressa. Senza una motivazione
> accettabile, probabilmente.
Come vanno d'accordo B e C?
Cosa ti spinge ad E dopo aver proclamato A, B, C e D?
Non ti è sufficiente un dizionario per aver ragione della prof?
A leggere tutte le tue dissertazioni, sembra che l'assenza di motivazioni
accettabili sia una motivazione accettabilissima.
--
____________________________________
Giancarlo Pillan - Ivrea - Italy
____________________________________
> "Mariuccia Ruta" <ando...@ITALINVENmare.gol.grosseto.it> wrote
> [...]
> Sigh la dimenticanza è stata fatale... speriamo che domani mi ricordi di
> cercare quel libro...
Te ne sei scordato nuovamente? :-)))
>
> > ... anche perché a me hanno insegnato che il participio passato di
> > 'splendere' è 'splend_uto'. Non viene usato, è vero, perché "suona
> > male"; ma non credi che suoni male proprio perché il nostro orecchio
> > non è abituato a sentirlo?
> E' proprio così, ma non me la sento proprio di usare splenduto, così come
> non userei mai soccombuto...
Ma non li uso neppure io!
E nessuno che io conosca, li usa.
Però, se qualcuno domanda, come sta succedendo in questo NG, "qual è
il participio passato di ...?", che cosa gli si risponde? Gli si dice
a priori che non esiste? Non credo! Penso che si debba sempre
rispondere in maniera esauriente ed esaustiva, se si desidera
soddisfare la legittima curiosità -o inquietudine che dir si voglia-
di chi solleva una dubbio, sia esso linguistico o di qualsiasi altro
genere.
Se poi qualcuno solleva questi dubbi solo per spirito di ilarità, ben
venga anche quello!
> In ogni caso la lingua è un fatto personale... ognuno parli e scriva come
> vuole.
Eh no! Qui non condivido affatto!
> > [...]
> [...] la lingua deve anche essere uno strumento di comunicazione,
> e pertanto seguire alcune regole "standard" non fa mai male.
Direi che andremmo male se facessimo il contrario.
> Comunque sono d'accordo con te, dire "splenduto" non farebbe male a nessuno.
Ripeto: Non lo dico e sentirei un male terribile all'orecchio, se
qualcuno lo dicesse in mia presenza.
> Tuttavia se lo scrivessi in un compito in classe, questo verrebbe
> sicuramente censurato dalla mia professoressa.
Io ne sarei incuriosita e mi affretterei a domandarti come mai tu usi
un termine che nessuno (?) usa.
> --
> E' partita la CFV di it.cultura.linguistica.indoeuropeo! consultate
> it.news.votazioni per sapere come votare!
>
> Wilmer Ricciotti
> wi...@tin.it
Ciao
Mariuccia
REIKI <08150...@iol.it> ha scritto nel messaggio ...
>Piccolo dubbio grammaticale:
>Se dico: "oggi il sole splende, ieri il sole ha xxxxxxxxx"
>
>Cosa devo mettere al posto delle xxxx?
>
>Grazie.
>
>
>
> Ma non li uso neppure io!
> E nessuno che io conosca, li usa.
Non ne dubitavo, si capiva benissimo da quello che avevi detto :-)
> Però, se qualcuno domanda, come sta succedendo in questo NG, "qual è
> il participio passato di ...?", che cosa gli si risponde? Gli si dice
> a priori che non esiste? Non credo! Penso che si debba sempre
Vorrei tornare un attimo indietro, al mio primo messaggio in questo filone.
Come ho detto, nelle altre lingue accade comunemente che un verbo sia
difettivo di alcune forme, ma non per questo si tenta a tutti i costi di
inventare le forme mancanti. E' come se la coniugazione di ogni verbo fosse
una cassettiera: non è detto che ogni cassetto sia pieno, anche se
generalmente è così.
> rispondere in maniera esauriente ed esaustiva, se si desidera
> soddisfare la legittima curiosità -o inquietudine che dir si voglia-
> di chi solleva una dubbio, sia esso linguistico o di qualsiasi altro
> genere.
> Se poi qualcuno solleva questi dubbi solo per spirito di ilarità, ben
> venga anche quello!
Mantenendo la similitudine di cui sopra, nessuno impedisce di riempire i
cassetti vuoti: solo che occorre che anche gli altri facciano lo stesso. Qui
c'è un'enorme divisione tra lingua grammaticale e lingua reale... di quale
delle due vogliamo parlare?
> > In ogni caso la lingua è un fatto personale... ognuno parli e scriva
come
> > vuole.
> Eh no! Qui non condivido affatto!
Perché è un'altra delle mie posizioni estremiste e provocatorie! :-)
Certamente una lingua non può essere imposta dall'alto, da nessuno. Chi mi
può impedire di andare in giro parlando la lingua elfica dei libri di
Tolkien?
> > [...] la lingua deve anche essere uno strumento di comunicazione,
> > e pertanto seguire alcune regole "standard" non fa mai male.
> Direi che andremmo male se facessimo il contrario.
Ovvio che quest'affermazione era necessaria per ridimensionare la
precedente...
> > Comunque sono d'accordo con te, dire "splenduto" non farebbe male a
nessuno.
> Ripeto: Non lo dico e sentirei un male terribile all'orecchio, se
> qualcuno lo dicesse in mia presenza.
Come me, del resto!
> Io ne sarei incuriosita e mi affretterei a domandarti come mai tu usi
> un termine che nessuno (?) usa.
E probabilmente faresti bene, perché nessuno userebbe un termine del genere
senza un preciso motivo (io ad esempio lo userei solo in un contesto
provocatorio o magari polemico)
Ciao!