edevils ha scritto:
> Beh, direi che il criterio, almeno in prima approssimazione, � che
> queste costruzioni non sostituiscono un avverbio e non sono
> sostituibili da un avverbio.
>
> Per esempio, "in genere" vale "generalmente", e "di notte" potrei
> sostituirlo con "nottetempo", quindi s�, siamo di fronte a una
> locuzione avverbiale, ma "a casa" non ha un avverbio corrispondente.
>
> Vi pare soddisfacente questa risposta?
Quando si definiscono le locuzioni in base a un criterio di sostituibilit�
bisogna tenere presente che tale criterio pu� essere definito solo in modo
potenziale.
Succede la stessa cosa con i sintagmi.
Se si cerca di definire un sintagma, alla fine, gira e rigira, si finisce
sempre per fare riferimento al fatto che si comportano come un elemento
unitario eccetera. Consideriamo ad esempio questa frase:
la parrucchiera di mia sorella fa incetta di stampe d'epoca
Quando ti spiegano cos'� un sintagma, ti dicono che "di mia sorella fa" non
� un sintagma, mentre "di mia sorella" lo �, e lo � anche "la parrucchiera
di mia sorella". Invece "incetta di" non � un sintagma, mentre "fa incetta"
lo �. Dopo un po' la tua capacit� di astrazione si attiva, e tu acquisisci
la nozione di sintagma, anche se non sapresti definirlo in modo rigoroso.
Ora, se al posto di "la parrucchiera di mia sorella" ci fosse stato
"il marito di mia sorella", noi avremmo avuto un termine equivalente:
"mio cognato". Nel caso di "la parrucchiera di mia sorella" non abbiamo un
termine equivalente, ma questo � solo un fatto contingente. Se vivessimo in
una societ� nella quale i rapporti sociali e famigliari si definissero
attraverso la cura dei capelli, avremmo probabilmente un termine specifico
per "la parrucchiera di mia sorella". E comunque, anche se non l'abbiamo,
lo possiamo sempre definire. Invece non si pu� definire nessuno sostantivo,
o verbo, o che altro, che stia per "mia sorella fa".
Un discorso analogo si pu� fare per "fare incetta". Si tratta certamente
d'una locuzione verbale, ma non � detto che ci sia pronto un verbo
equivalente. Ad esempio "collezionare" non � esattamente la stessa cosa.
Questo per� non conta, ci� che conta � che possiamo sempre definire un verbo
che sia perfettamente equivalente. Ad esempio potremmo aggiungere questo
lemma al vocabolario:
�stracollezionare
v.tr. - Fare incetta�
Venendo al tuo caso, se per "di notte" abbiamo "nottetempo", cosa abbiamo
per "di giorno"? Non esiste "*giornotempo". Eppure, se "di notte" � una
locuzione avverbiale, lo � certamente anche "di giorno". Possiamo infatti
aggiungere questa voce al vocabolario:
�giornotempo avv. - Di giorno, durante il giorno�
Venendo ad "a casa", non dobbiamo chiederci se esista un avverbio
equivalente, ma dobbiamo chiederci se esista, in linea di principio, la
possibilit� di definire un avverbio che significhi "a casa".
Qui � importante tenere presente che conta la possibilit� in linea di
principio. Infatti un avverbio che significhi "a casa" sarebbe un avverbio
di luogo, e la nostra grammatica non � produttiva per gli avverbi di luogo.
Possiamo produrre a volont� avverbio di modo, ma quelli di luogo sono
un gruppo chiuso, che evolve molto lentamente nel corso dei secoli e dei
millenni. Quindi il fatto che non ci venga in mente niente non dimostra
nulla. Non ci viene in mente nemmeno un termine per "la parrucchiera di mia
sorella", eppure si tratta certamente di un sintagma, come "il marito di mia
sorella".
--
Saluti.
D.