Il piccolo (un pò più cresciuto) Robi
Se ti vuoi levare il dubbio intorno al tamarrone,
fai una ricerca nell'elenco dei docenti universitari:
http://sito.cineca.it/murst-daus/docenti/docenti.shtml
Potrebbe pero' anche essere un libero docente (e quindi non risultare
nell'elenco). Oppure e' (o e' stato) un professore della scuola
media, e come tale avrebbe tutti i diritti di fregiarsi del titolo.
D'altronde anche Sgarbi si fa chiamare professore, per non parlare
del Professor Scoglio da Lipari.
Tornando al Vittorione Nazionale, mi pare che durante una
trasmissione televisiva D'Agostino gli abbia fatto notare la cosa
(con un eloquente:"Sgarbi? Professore de che?").
Per tutta risposta Sgarbi l'ha menato.
> Potrebbe pero' anche essere un libero docente (e quindi non risultare
> nell'elenco). Oppure e' (o e' stato) un professore della scuola
> media, e come tale avrebbe tutti i diritti di fregiarsi del titolo.
Credo che l'essere insegnante non sia una 'conditio sine qua non' per potersi fregiare del titolo di professore.
Conosco infatti dei medici che non hanno mai insegnato in vita loro e che vengono ugualmente chiamati 'professore'.
Ciao,
Roger
Dal Garzanti:
"s. m. [f. -essa]
1 chi insegna in una scuola di grado superiore all'elementare: professore di
scuola media, di liceo, di università; professore di scienze, d'italiano, di
filosofia; professore ordinario, straordinario, incaricato | saperne quanto
un professore, essere molto dotto o versato in un particolare campo; fare il
professore, darsi arie di professore, parlare come un professore, si dice
per indicare una persona che ama ostentare dottrina, che è saccente,
pedante. DIM. professorino, professoruccio ACCR. professorone PEGG.
professorucolo
2 (estens.) insegnante in genere: professore di musica, di danza
3 titolo di chi suona in un'orchestra, spec. sinfonica: professore
d'orchestra.".
In relazione al post iniziale, direi che è lecito che si chiami professore,
visto che è preside di una scuola. Se poi sia "pseudo-falso-universitario",
non cambia molto: in Italia l'insegnamento è libero; tanto che, forse unico
caso in Italia, un docente di Sociologia ha insegnato alla 'Sapienza', qui a
Roma, prima di avere il titolo 'honoris causa', senza laurea. Sto parlando
di un accademico di fama riconosciuta.
Dunque credo che l'insegnamento superiore, più che la laurea o la
professione, sia un po' la linea di demarcazione.
--
Ciao,
Marco
> in Italia l'insegnamento è libero; tanto che, forse unico
> caso in Italia, un docente di Sociologia ha insegnato alla 'Sapienza', qui
a
> Roma, prima di avere il titolo 'honoris causa', senza laurea. Sto parlando
> di un accademico di fama riconosciuta.
L'insegnamento ERA libero. In certi casi, per materie nelle quali la
laurea era stata istituita da poco o non c'era, si richiedevano "esperti",
non laureati (ma se c'erano i laureati, avevano la precedenza). Io ho avuto
un insegnante di interpretazione simultanea dal russo in italiano, anziano,
che non aveva nemmeno la licenza superiore, pur essendo bravissimo, e
comunque ai suoi tempi non esisteva la laurea in interpretazione.
Nei concorsi di oggi, tuttavia, la laurea diventa sempre piú un
requisito fondamentale, come ho visto in molti bandi e concorsi.
Non solo: ormai non c'è piú il buon vecchio truccatissimo esame per
divenire insegnanti: bisogna frequentare un corso postlaurea di due anni,
superando i relativi esami.
Nel nuovo sistema, però, non so di preciso quando e come si acquisisca
il titolo di "professore", il quale, sono però piuttosto convinto, è un
titolo protetto (come "dottore", "ingegnere", etc.), e quindi può essere
usato professionalmente soltanto da chi ne ha diritto.
Ciao,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]
I medici che si fregiano del titolo di "professore" hanno
(dovrebbero avere) preso la libera docenza.
La libera docenza e' stata abolita nel 1982, cosiccome la figura
dell'assistente universitario, con l'introduzione
dei ricercatori universitari e dei professori associati. Questo spiega
perche' negli
ospedali ci siano meno professori di un tempo.
In ogni caso e' piuttosto difficile stabilire se l'uso del titolo
comporti o no millantato credito.
Ad esempio, un avvocato, o addirittura un praticante legale,
che contestualmente abbia una cattedra nella scuola media potrebbe tranquillamente
affiggere l'insegna:"Studio legale Prof. Tal dei Tali".
Il cliente ovviamente sarebbe portato a pensare che il Sig. Tal dei Tali
abbia una cattedra universitaria.
Riguardo invece al successivo post di Marco Margottini:
>in Italia l'insegnamento è libero
osserverei che, sebbene l'insegnamento sia libero come dice l'articolo 33
della Costituzione, in Italia (a differrenza degli Stati Uniti) la
laurea nonche' i vari titoli accademici hanno valore legale.
Spacciarsi per professore senza esserlo e' reato (e azzarderei penale).
Nicola Nobili wrote:
> Nei concorsi di oggi, tuttavia, la laurea diventa sempre piú un
> requisito fondamentale, come ho visto in molti bandi e concorsi.
Nei concorsi universitari a professore associato o ordinario
la laurea non e' richiesta.
Che poi un non laureato non ne abbia mai vinto uno e' un'altra storia.
[...]
> Nei concorsi di oggi, tuttavia, la laurea diventa sempre piú un
> requisito fondamentale, come ho visto in molti bandi e concorsi.
Condivido quanto hai detto.
Io però mi riferivo, più in generale, ad ogni genere di scuola, pubblica o
privata.
Se io volessi aprire una mia scuola di 'Linguistica comparata', insieme a
degli amici, laureati o no, io potrei farlo. Naturalmente il titolo
rilasciato sarebbe quello che sarebbe: riconosciuto dallo Stato se il mio
istituto fosse riconosciuto, se no, no.
Comunque io potrei aprire la mia scuola: in questo senso intendevo 'libero',
l'insegnamento.
Inoltre, secondo me, in una scuola di tipo superiore privata X, ad esempio
alberghiera, l'insegnante, anche se non laureato, andrebbe chiamato
'professore', per il fatto che insegna a ragazzi di quella età.
Credo peraltro che il titolo di professore sia protetto, come dici tu, a
livello istituzionale.
Allo stesso modo del titolo 'dottore'.
Se Tizio è laureato in Architettura, è 'dottore'.
Ma se Tizio sta in ospedale, credo che non sia più tanto....dottore. :-)
Insomma c'entra anche il contesto, pure per un 'professore'.
--
Ciao,
Marco
Non azzardare...
il reato è per definizione penale.
Nella vasta categoria degli atti giuridici, all'interno degli atti illeciti,
gli atti illeciti *penali* (cui l'ordinamento fa seguire una conseguenza
[sanzione] di natura penale [reclusione, multa; ammenda, arresto] si
chiamano reati.
Che talora si legga di "reati amministrativi" o variamente qualificati non
cambia la questione.
Non esistono reati NON penali.
Ciao
jacopo
--
www.ordet.it
icq # 62018455
Infatti. Anche perché, nel caso di corsi di laurea di nuova
istituzione, è ovviamente impossibile che esistano professori laureati
(almeno non in *quella* disciplina; potrebbero avere una laurea in
qualcos'altro, il che sarebbe come non l'avessero).
> Che poi un non laureato non ne abbia mai vinto uno e' un'altra storia.
Io ho conosciuto almeno dei professori universitari non laureati:
insegnano in un nuovo corso di laurea (Comunicazione Visiva:
tipografia, insomma). Pur essendo esperti del loro campo, non possono
esservisi laureati per ovvie ragioni.
Ciao.
Marco
>3 titolo di chi suona in un'orchestra, spec. sinfonica: professore
>d'orchestra.".
Ricordo una scenetta di un bellissimo film di Totň, Il Turco
napoletano. Entrano quattro scalcinati suonatori ambulanti. "Chi
sono quelli?" "I professori".
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it