Zack
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Vanno bene entrambi.
Con due "i" è più ricercato.
Ciao
Ale
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Namárië Valinor
> Scusate la mia ignoranza ma non riesco a trovare una risposta sul
> dizionario: il plurale di bivio č "bivii" o "bivi"?
Se ci fosse il Nobili...
"Bivi", "bivii" o "bivī". A me resta il dubbio per i nomi come "cartolaio",
"libraio", "arcolaio", "operaio"... Boh.
Ciao, FB
> "Bivi", "bivii" o "bivī". A me resta il dubbio per i nomi come
"cartolaio",
> "libraio", "arcolaio", "operaio"... Boh.
Eviterei la doppia "i" se preceduta da vocale.
Ciao
Ale
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Namįriė Valinor
> Vanno bene entrambi.
> Con due "i" è più ricercato.
> Ciao
> Ale
Mi pare che in passato si usasse anche la i con un accento, non ricordo se
circonflesso o piatto. Maledetta memoria.
DdJ
> Mi pare che in passato si usasse anche la i con un accento, non ricordo se
> circonflesso o piatto. Maledetta memoria.
Sě, si usava l'accento circonflesso; e alcuni addirittura l'i lunga (j). Io,
veder scritto "bivj", perň, č impressionante.
Ciao
Ale (per il Vaso di Nequizie: tič, questo sě č un anacoluto)
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Namárië Valinor
> Eviterei la doppia "i" se preceduta da vocale.
Capisco. Merci.
Ciao, FB
> Se ci fosse il Nobili...
Eh, sģ, il Nobili buonanima avrebbe detto " bivī "...
> "Bivi", "bivii" o "bivī". A me resta il dubbio per i nomi come "cartolaio",
> "libraio", "arcolaio", "operaio"... Boh.
Come, boh? Guarda che chiamo Marlene...
In "cartolaio", "libraio", "arcolaio", "operaio", a mio parere, le "io" formano
dittongo, quindi il plurale dovrebbe fare "cartolai", librai", ecc.
Invece in "bivio", "previo", "sgravio", "trivio", le "io" mostrano uno iato, cosa che
mi fa pensare a un plurale in "ii" o in " ī ".
Ciao,
Epimeteo
> Come, boh? Guarda che chiamo Marlene...
Anche no.
> In "cartolaio", "libraio", "arcolaio", "operaio", a mio parere, le "io"
formano
> dittongo, quindi il plurale dovrebbe fare "cartolai", librai", ecc.
> Invece in "bivio", "previo", "sgravio", "trivio", le "io" mostrano uno
iato, cosa che
> mi fa pensare a un plurale in "ii" o in " î ".
Ah, furbo l'Epimeteo! Grazie della dritta.
Ciao, FB
> Anche no.
Anche no? Espressione interessante, ma che vuol dire?
La mia era una minaccia... E la tua?
> Ah, furbo l'Epimeteo! Grazie della dritta.
Una volta si diceva "fubbo come una voppe"...
Anzi, una volta una volta si diceva "come una golpe": "Sendo adunque uno principe
necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quelle pigliare la golpe et il
lione; perché il lione non si defende da' lacci, la golpe non si defende da' lupi."
(Nicolò Machiavelli, Il Principe).
Ciao,
Epimeteo
> > Anche no.
>
> Anche no? Espressione interessante, ma che vuol dire?
- Chiamo Marlene!
- Anche no. ("ma puoi anche non chiamarla, non disturbarti")
La conosco solo io?
> Anzi, una volta una volta si diceva "come una golpe": "Sendo adunque uno
principe
> necessitato sapere bene usare la bestia
In italiano esisteva il passivo impersonale come in inglese?
Ciao, FB
> In italiano esisteva il passivo impersonale come in inglese?
Caspita. Relitto dell'ablativo assoluto.
> In "cartolaio", "libraio", "arcolaio", "operaio", a mio parere, le "io"
formano
> dittongo, quindi il plurale dovrebbe fare "cartolai", librai", ecc.
E fin qui va bene ...
> Invece in "bivio", "previo", "sgravio", "trivio", le "io" mostrano uno
iato, cosa che
> mi fa pensare a un plurale in "ii" o in " î ".
... ma qui non mi ci raccapezzo.
Perché mai "io" dovrebbe rappresentare uno iato nelle parole riportate?
"Stantio", ad esempio, è uno iato ("i" tonica) ma non capisco i tuoi
esempi/esempî/esempii/esempj.
Ciao, edi'®
> ... ma qui non mi ci raccapezzo.
> Perché mai "io" dovrebbe rappresentare uno iato nelle parole riportate?
> "Stantio", ad esempio, è uno iato ("i" tonica) ma non capisco i tuoi
> esempi/esempî/esempii/esempj.
Non so, forse hai ragione tu, ma quando vedo una parola che contiene la radice "via"
(qui c'è sicuramente iato) tendo inconsciamente a pronunciare la "i" e la "a" (o la
vocale dopo la "i") come separate, anche se l'accento tonico non cade propriamente
sulla "i": vi-ag-gio, vi-an-dan-te, vi-a-ti-co, vi-et-ta, vi-uz-za. Tendo a fare la
stessa cosa con "-vio" e "-via" finali. Insomma, se non è iato, io ci metto una
dieresi... :-))
Non c'entra niente, ma credo anche che si dica "vi-o-la" e "vi-o-lare".
Ciao,
Epimeteo
> Non c'entra niente, ma credo anche che si dica "vi-o-la" e "vi-o-lare".
Viola (dittongo) è il fiore, vìola (iato) è la terza persona del verbo
violare.
Ciao, edi'®
Sì, ma quando serve...
"...e reca in mano
un mazzolin di rose e di vïole,
onde, siccome suole,
ornare ella si appresta
dimani, al dì di festa, il petto e il crine..."
Ciao,
Epi®
> un mazzolin di rose e di vļole,
Con buona pace del Padre McK, qualcuno aveva fatto osservare che la
competenza botanica del Recanatese fosse pari a quella geografico-padana
del Carducci ... dato che le rose e le viole selvatiche difficilmente
fioriscono nello stesso periodo (cosi' come il Resegone non e' a ovest
di Milano).
eccomi! che ha combinato il mio eroe di usenet?
quasi quasi gli apro un thread, non vorrei si sentisse trascurato.
marlene
--
nothing will come of nothing: speak again. (KL, I.i.89)
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
lol, fatto!
marlene
--
*non sai ammettere che non sai distinguere*.
(un ragazzo di it.cultura.linguistica.inglese, tale FB)
Mmmmm...
Più che un "thread" mi sembra un filo (di seta) per strangolarlo, quel poveretto...
:->>
Epimeteo
>> >che ha combinato il mio eroe di usenet?
>> > quasi quasi gli apro un thread, non vorrei si sentisse
>> > trascurato.
>>
>> lol, fatto!
>
> Mmmmm...
> Più che un "thread" mi sembra un filo (di seta) per
> strangolarlo, quel poveretto...
> :->>
Sarà una devota della dea Kalì, la thuga Marlene?
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pecunia non olet, sed scarseggiat semper
Forse è la dea Kalì in persona!
Ho recuperato da Google questa descrizione che ne dà Salgari:
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Nel mezzo della pagoda si elevava una grande statua di bronzo, rappresentante una
donna con quattro braccia, di cui una brandiva una lunga daga e un'altra una testa.
Una grande collana di teschi le scendeva fino al collo dei piedi ed una cintura di
mani e di braccia mozzate le stringeva i fianchi.
La faccia di quell'orribile donna era tatuata, le sue orecchie erano adorne di
anelli; la lingua dipinta di rosso cupo, del color del sangue, le usciva d'un buon
palmo dalle labbra atteggiate ad un feroce sorriso; i polsi erano stretti da larghi
braccialetti ed i piedi posavano su di un gigante coperto di ferite.
Quella divinità, lo si capiva a prima vista, trasportata dalla ebbrezza del sangue,
danzava sul corpo della vittima. [E.Salgari "I misteri della Jungla Nera", Donath
1895]
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Che te ne sembra? Per me è Marlene sputata...
Tutti la stanno plonkando, ma si vede che sono terrorizzati... ... :°-#
Epimeteo